di Rodolfo Ricci
I – Nel silenzio complice della maggioranza dei media italiani, sta ripartendo, anzi è già ripartito, un grande flusso di emigrazione dall’Italia. Per la verità esso non si era mai fermato, anche se poteva essere interpretato, fino al 2008, come normale mobilità soprattutto giovanile, che si registrava anche in altri paesi avanzati. Dal 2010 ad oggi, il flusso di espatri è ricominciato con quantità molto significative, di cui è possibile conoscere solo per approssimazione l’entità, visto che la gran parte dei nuovi emigrati, non si iscrive o lo fa con ritardo di diversi anni, all’AIRE, l’Anagrafe dei residenti all’estero. Continua a leggere
di A.Folliero-C.Laya-T.Pulsinelli (Caracas)
Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Mondiale, gli otto paesi che compongono l’ALBA (1) sono quelli che sono cresciuti maggiormente fra il 2009 ed il 2010: il PIL nominale dei paesi dell’ALBA è cresciuto del 33,43%, seguto dai 5 Paesi che compongono l’area geografica dell’Africa Meridionale (2), cresciuti del 28,81%, dai 12 paesi dell’UNASUR (3) al 27,07%, dai 33 paesi dell’America Latina che compongono la CELAC (4) al 25,41%, dai 5 paesi dell’ASEAN (5) al 24.39%, dai 5 del BRICS (6) al 22,37% e dai 6 paesi della OCS (7) in crescita del 19.36%. Continua a leggere
di Francesco Raco (Sydney)
Era il 1972 quando la Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie aprì alcune sedi anche in Australia. A Melbourne prima e subito dopo a Sydney e Adelaide. Si era nella fase conclusiva dell’ondata post bellica di immigrazione dall’Italia e in quell’anno in Australia il numero di residenti nati in Italia raggiunse il massimo, quasi 300.000. Si era ancora “in mezzo al guado”: problemi di lingua, discriminazione strisciante, basso livello di scolarizzazione. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
I cristiano-democratici della CDU hanno incassato una clamorosa sconfitta nelle elezioni nel Nordreno-Westfalia, il Land più popoloso e più industrializzato della Germania colpito da una crisi profonda (si pensi a tutto il bacino della Ruhr).È pero sbagliato ricavarne subito l’equazione che il voto nel Nordreno-Westfalia abbia travolto la Merkel e la sua politica di austerità e rigore ad oltranza. Continua a leggere
di Paola Giaculli (Berlino)
Nel Nordreno Vestfalia si rafforza l’alleanza rosso-verde di Spd e Verdi soprattutto grazie al buon risultato della Spd, 39 percento (+ 4) che la avvicina al valore, più tradizionale per questa regione culturalmente a prevalenza socialdemocratica, del quaranta per cento. La ricetta del successo si chiama soprattutto Hannelore Kraft, l’attuale e futura presidente del governo della regione, che viene già ritenuta una valida candidata per la sfida alla cancelleria di Merkel per le elezioni del prossimo anno. Continua a leggere
Se potessimo sommare il 39% dell’SPD, il 12% dei Verdi, il 7,5% dei Piraten e il 2,5% di Die Linke, raggiungeremmo la stratosferica percentuale del 61% di voti contro Merkel e i suoi alleati. Nel Nord Rhein-Westfalen, il Land più popolato della Germania (circa 18 milioni di persone), la regione più industrializzata, quella del capitalismo renano, il cuore della storia tedesca, crolla definitivamente il sogno finanziar-rigorista di Angela Merket e del suo ministro dell’economia Wolfgang Schäuble. Continua a leggere
di Roberto Musacchio
Negli ultimatum di Merkel e Barroso ai Greci c’è tutta la crisi democratica che stiamo vivendo. I Greci devono accettare quello che il direttorio europeo ha deciso o sono fuori dall’Europa. E’ che ormai siamo assuefatti a tutto, ma il ricatto dovrebbe suonare scandaloso lo stesso. Barroso si nasconde dietro i Parlamenti che hanno votato gli aiuti alla Grecia per dare un simulacro di democraticità alle sue affermazioni. In realtà così facendo aggrava la sostanza delle cose. Continua a leggere
di Paola Giaculli (Berlino)
Ormai l’assedio sulla Grecia è davvero opprimente. In Germania, dagli esponenti del governo ai rappresentanti di banche e imprese, dalla Commissione europea, ma anche da parte del presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico Martin Schulz, il messaggio è chiaro: “O accettate i tagli o noi non vi paghiamo”. Continua a leggere
di Alfiero Grandi
La vittoria di Hollande in Francia ha dato una spinta per fare uscire l’Europa dalla cappa opprimente dell’egemonia neoliberale che ha imposto pesantissimi tagli alla spesa sociale, ha condannato alla recessione e alla crescita della disoccupazione, di cui purtroppo la Grecia continua ad essere sfortunata capofila. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
È un vero e proprio ultimatum alla Grecia quello che arriva da Berlino pochi giorni dopo le lezioni politiche che hanno modificato il panorama politico greco decretando gravi perdite di consensi per i socialisti del Pasok e i conservatori di Nuova Democrazia. Ad aprire il fuoco di sbarramento, soprattutto dopo che il president della Repubblica aveva conferito l’incarico di formare il nuovo governo ad Alexis Tsipras leader del partito di sinistra Syriza – in Germania definito di estrema sinistra – è stato il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle (FDP). Continua a leggere
di Rodolfo Ricci
Mentre si scatena la guerra di interdizione mediatica, l’Europa resta quasi sospesa di fronte alla tornata dei risultati elettorali franco-grechi, con annesso prolungamento italiano. Si attendono le prime mosse di Hollande, si attende il decorso della crisi greca. In Italia, tanto per non fare eccezione, l’eterna ipocrisia della politica nostrana tende a minimizzare Continua a leggere
di Paola Giaculli (Berlino)
È il politico europeo più in vista del momento. Non è un tecnocrate. È di sinistra e giovane leader di partito e coalizione, Alexis Tsipras, cha ha portato Syriza la sua formazione di “sinistra radicale” al trionfo elettorale domenica scorsa in Grecia. Con il rifiuto del memorandum punitivo nei confronti del popolo greco che deve scontare errori e orrori delle politiche casalinghe e europee, è arrivato con quasi il 17 percento al secondo posto. Continua a leggere
di Elisa Ferrero (Il Cairo)
Mancano 53 giorni al passaggio di poteri dai militari ai civili e nulla sembra certo. E’ tornata la calma ad Abbaseya (è ancora in vigore il coprifuoco ogni notte), ma centinaia di arrestati restano nelle mani dei tribunali militari. Continua a leggere
Tira un brutto vento nella stabilimento Opel di Rüsselsheim, nel ricco Land dell’Assia, dove 3.200 operai producono i modelli Astra e Insignia. Un vento di paura per il posto di lavoro e per il futuro. E la preoccupazione è talmente forte che gli operai sono disposti a farsi decurtare gli stipendi. Continua a leggere
di Argiris Panagopoulos (Atene) – Il capolista di Syriza Manolis Gleizos, combattente partigiano e in piazza da quarant’anni, parla del successo del partito e dell’incarico a Tsipras per formare il governo: “Siamo la voce del paese” Continua a leggere
di Andrea Ermano (Zurigo)
Viva Hollande! Ma è evidente che abbiamo un sacco di problemi. Perché nel girotondo della globalizzazione i paesi del nostro continente hanno queste due opzioni: o si mettono insieme, o tutti giù per terra. Continua a leggere
di Andrea Amaro
Il ballottaggio fra Hollande e Sarkozy, ha visto prevalere, come noto, F.Hollande con il 51,7% dei voti espressi contro il 48,3% del Presidente uscente Nicolas Sarkozy. Ma la distanza percentuale non rende del tutto il valore della vittoria di Hollande, infatti, Sarkozy è uno dei pochi presidenti uscenti della 5° Repubblica che non sia riuscito a conquistarsi il secondo mandato. Continua a leggere
ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO – Il voto amministrativo italiano, stando alle prime proiezioni, conferma la tendenza europea, più verso la Grecia che verso la Francia. Sono duramente sconfitti PDL, in caduta libera e PD con una riduzione consistente dei suffragi, analogamente al cosiddetto terzo polo dell’UDC & C.. Dalle amministrative, seppur parziali esce sconfitto il Governo di Mario Monti e chi lo sostiene. Continua a leggere
di Tito Pulsinelli (Caracas)
Sarkozy va a casa, i greci spazzano via i sadici partiti del rigorismo e della resa al totalitarismo dell’interesse esponenziale, posticipato ed eterno. Battuta d’arresto per il fondamentalismo globalista imposto dagli emissari liberisti che si sono impossessati abusivamente della dirigenza dell’Europa. La loro marcia trionfale è ora coperta da cori di fischi e lanci di verdure marce. Non di pomodori (sono ormai un lusso). Continua a leggere
Si scelgono i 250 deputati del Parlamento, ma l’opposizione definisce una «farsa» le prime elezioni dopo la recente riforma costituzionale che pure pone fine al dominio del partito Baath. Continua a leggere
di Elisa Ferrero (Il Cairo)
Mai nome fu più funesto: il Venerdì Finale, così è stata chiamata la milioniya di venerdì 4 maggio, indetta dai Fratelli Musulmani ma sostenuta anche dai salafiti e da alcuni gruppi di attivisti. La protesta era ovviamente rivolta contro il Consiglio Militare, specie dopo la strage di salafiti di mercoledì scorso, quando il loro sit-in davanti al ministero della difesa, nel quartiere di Abbaseya, era stato attaccato da sconosciuti armati. Continua a leggere
di Roberto Musacchio
Mentre a Piazza della Bastiglia si festeggiava la liberazione da Sarkozy, e l’ascesa di Hollande, lo spoglio dei voti in Grecia continuava rendendo sempre più incerta l’esistenza di una maggioranza, anche minima, a favore delle misure draconiane imposte ad un popolo stremato dalla troika. Ora che il Merkozy non c’è più, sarà bene che tutti, a partire da Hollande, guardino bene al voto ellenico. Continua a leggere
I due partiti del rigore e della sudditanza a BCE, Commissione e banche tedesche e francesi, Pasok (Partito socialista che ha rinunciato al Referendum) e Nuova Democrazia (i Conservatori che avevano falsificato i conti), finora insieme al governo per “salvare” il paese, e che insieme rappresentavano oltre il 75% del Parlamento, crollano ad un misero 34% sommandone i residui voti odierni. Continua a leggere
En élisant aujourd’hui 6 mai, François Hollande président de la République, le peuple de France s’est libéré d’un pouvoir qui l’a méprisé et agressé pendant 5 ans. Je veux dire la joie des communistes qui ont combattu sans relâche Nicolas Sarkozy et sa politique et qui ont œuvré de toutes leurs forces à cette victoire. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
Per Angela Merkel l’età pensionabile, la sua „flessibilizzazione“, non è un tabù. Ieri, nel corso della „giornata dell’ anziano“, difendendo il pensionamento a 67 anni, la cancelliera tedesca ha aperto la strada all’innalzamento ulteriore dell’età pensionabile. Continua a leggere
di Andrea Amaro
Una valanga di voti laburisti si abbattuta sui conservatori di David Cameron, che a testa bassa dichiara in tv “chiedo scusa”. In tutto il Regno Unito la rivincita laburista, rispetto alle elezioni politiche del 2010, risulta evidente con la conquista della maggioranza delle città dove ieri si è votato: vanno ai laburisti 75 municipi, 32 in più, mentre i conservatori hanno la maggioranza in 41 città, 12 in meno. Continua a leggere
di Giovanni Monte (Tokyo)
Oggi c`e` una Europa governata da funzionari non-eletti vicini o controllati da lobby finanziarie e industriali. E’ inaccettabile che questi funzionari nelle Commissioni Europee emanino norme o gestiscano “leggi con potere sovranazionale”. Così si sottrae “il potere reale” ai parlamenti nazionali. Oggi l’Europa è una Unione Monetaria totalmente “fuori dal controllo” dei governi sovrani e priva di trasparenza. Continua a leggere
Non c’è nessuna decisione positiva per affrontare la crisi economica, sociale, occupazionale.
di Leopoldo Tartaglia (*)
I ministri dei paesi membri del FMI e della Banca Mondiale, riuniti a Washington tra il 20 e il 22 aprile scorsi, non hanno segnalato cambiamenti nelle loro proposte di politiche economiche rispetto alle posizioni precedentemente annunciate dalla direzione del Fondo. Continua a leggere
di Silvana Cappuccio
Nel G20 di Pittsburgh nel 2009 i governi, tra l’altro, richiesero un rapporto su come gli Stati utilizzassero le politiche del lavoro per limitare l’impatto economico e sociale della crisi, per stimolare l’occupazione, i redditi delle famiglie e la crescita economica, e per ridurre la povertà. Per dare seguito a questo impegno, l’Organizzazione internazionale del lavoro e la Banca Mondiale hanno recentemente pubblicato un nuovo rapporto congiunto Continua a leggere
di Claudio Sorrentino e Piero Soldini (*)
Quando poniamo la nostra attenzione al fenomeno delle Migrazioni, intendendo per esso quello che tiene insieme sociologicamente le fasi dell’emigrazione della popolazione italiana e quella dell’immigrazione nel nostro paese, spesso incorriamo nella tentazione di tenere distinti questi due fenomeni. Continua a leggere
di Ricardo Camporeale (Buenos Aires)
Le Imprese “RECUPERATE” nella PROVINCIA DI BUENOS AIRES – di Ariel Burzoli, (Director de Empresas Recuperadas-Secretaría de Pequeñas y Medianas Empresas-Ministerio de la Producción de la Provincia de Buenos Aires) Continua a leggere
Il presidente boliviano Evo Morales, ha nazionalizzato l’empresa Transportadora de Electricidad S.A., amministrata dalla Red Eléctrica Internacional, filiale del Grupo Red Eléctrica della Spagna.
Morales ha ordinato alla Forza Armata di prendere possesso delle istallazioni, occupando gli impianti ed uffici amministrativi. Con la firma del decreto, Evo Morales ha reso possibile il ritorno alla statale ENDE del pacchetto azionario controllato dalla spagnola dal 1997. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
Aumenta la disoccupazione in tutto il mondo. Botta e risposta sulla crescita tra Merkel e Hollande. La cancelliera tedesca annuncia una „agenda per la crescita dell’area EU“. L’ultima voce levatasi contro le misure di “austerità fiscali” è quella dell’ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite. Nel suo rapporto 2012 pubblicato lunedì a Ginevra, l’ILO denuncia che le misure di stretto rigore volte al risparmio per raggiungere il pareggio di bilancio e per salvare l’euro in realtà sono misure di killeraggio di posti di lavoro. E, nonostante i tagli, gli obiettivi di risparmio non sono stati raggiunti. Continua a leggere
di Adriana Bernardotti (da Buenos Aires)
Conversazione con Marta Novick, Sottosegretaria del Ministero di Lavoro argentino.
Si possono discutere molti aspetti del kirchnerismo, e personalmente sono di quelle a cui non piacciono certe caratteristiche che stanno comparendo nella gestione del potere negli ultimi tempi, ma è innegabile l’esito positivo delle sue politiche per il lavoro. Troviamo qui una ragione fondamentale del suo ampio consenso, riconfermato alla fine dell’anno scorso con il 54% dei voti. Continua a leggere
di Elisa Ferrero (Il Cairo)
Turbolenze continue: la lista definitiva dei candidati alla Presidenza – crisi diplomatica con l’Arabia Saudita – l’aggressione ai salafiti in mezzo a vari sviluppi politici - i Fratelli Musulmani siano stati beffati un’altra volta dal Consiglio Militare Continua a leggere
da Giuseppe Bartolotta (Colonia)
La crisi in Europa si approfondisce. La disoccupazione è in aumento, la povertà si sta diffondendo. Da crisi finanziaria è diventata crisi sociale. Per salvare le banche, gli Stati hanno aumentato drasticamente il loro debito e adesso sono gli Stati ad essere sotto pressione e a trasferirla alla popolazione.
Non era colpa dei lavoratori dipendenti se gli speculatori hanno gettato l’economia globale nell’abisso. Salario minimo, contrattazione collettiva, sicurezza sociale, conquiste ottenute con dure lotte, vengono gettate a mare in tutti i paesi in crisi. Continua a leggere
di Tito Pulsinelli (Caracas)
Premiato Hollande e la sua correzione di rotta – 1 elettore su 3 si schiera con forze anti-sistemiche
I francesi hanno bocciato Sarkozy, vale a dire l’ortodossia neoliberista di Bruxelles e della BCE, nella sua fase di chiaro stampo golpista. Gli è stato preferito il candidato Hollande (28,56% dei voti) che vuole rappresentare un globalismo più moderato, un progetto-Francia meno subordinato a Berlino e con più autorità nei confronti della BCE e “commissione europea”, Continua a leggere