Nella riunione annuale dell’ arciconfraternita del gruppo Bilderberg in corso in questi giorni a Chantilly (Virginia-USA) i tre multinazionali Franco Bernabè (Telecom), Fulvio Conti (Enel), John Elkan (FIAT). Poi Enrico Letta, Vicesegretario del PD, unico politico italiano (presente nel gruppone dal 2006) e la “new entry” Lilli Gruber. Continua a leggere
di Delfina Licata (*)
I cittadini italiani residenti all’estero nel 2012 – Al 1°gennaio 2012 i cittadini italiani iscritti all’Aire sono 4.208.977, di cui 2.017.163 donne (47,9%). L’aumento, in valore assoluto, rispetto allo scorso anno è di 93.742 unità. Caratteristiche socio-demografiche. Su 60.626.442 italiani residenti in Italia all’inizio del 2011 i connazionali residenti all’estero incidono per il 6,9%. Continua a leggere
di Tito Pulsinelli (Caracas)
Lascia sul terreno le rovine materiali e morali d’una vera e propria guerra – E’ ora di fermarli
Non è uno Stato unitario o centralizzato, non è una Federazione, nemmeno una Confederazione. Non ha una propria forza armata, nè una Banca centrale che emetta valori e titoli per le nazioni associate. Non dispone neppure di una Costituzione, perchè proibì alla cittadinanza di votare il relativo referendum. Il responso non era quello gradito dall’elite finanziaria. Che cos’è? Un trattato commerciale di (più o meno) libero scambio a cui aggiunsero d’imperio una moneta unica, Continua a leggere
di Karl G. Zanetta
A distanza di 6 mesi dall’insediamento del Governo Monti, è possibile dare un giudizio intellettualmente onesto della gestione della Farnesina da parte del Ministro Terzi? Naturalmente, 6 mesi sono pochi ma alcune cose, purtroppo, si possono già dire. Questi 6 mesi sono stati caratterizzati soprattutto da tre vicende, all’apparenza non connesse l’una all’altra, ma che presentano, in verità, un tratto caratteristico comune e di fondo: il personalismo eccessivo degli appartenenti alla struttura ministeriale, soprattutto nel suo vertice, e la loro grande difficoltà nella gestione e nella risoluzione dei problemi. Continua a leggere
di Tonino D’Orazio
La speranza di uscire dalla morsa ricattatoria degli strozzini della troika internazionale forse ce la sta indicando la Grecia. Anzi se l’elemento principale è quello politico di riconquista delle prerogative democratiche e popolari di un popolo, speriamo di “finire come la Grecia”. Perché la Grecia si salverà sicuramente, come hanno fatto tanti altri paesi quando hanno recuperato la loro sovranità. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
La notizia è sensazionale ed è destinata a riaccendere il dibattito sui finanziamenti al fotovoltaico, sulle fonti di energia alternative e sulla svolta energetica, ben oltre i confini della Germania. Grazie anche al sole che splende da alcuni giorni in tutta la Germania gli impianti solari hanno prodotto per la prima volta una potenza complessiva di 22.000 megawatt. Continua a leggere
di Elisa Ferrero (Il Cairo)
La Commissione Elettorale, oggi, ha finalmente annunciato i risultati definitivi: nulla di mutato, Morsy e Shafiq andranno ai ballottaggi. Inoltre, tutti e sette i ricorsi che erano stati presentati contro le elezioni sono stati rifiutati a tempo di record, per “mancanza di prove”. Continua a leggere
di Francesco Rombaldi
Come milioni di altri italiani ho passato la giornata di sabato 19 maggio a cercare di comprendere il senso dell’atroce attentato avvenuto a Brindisi. Nel brancolare nel buio di tutta la classe dirigente del paese, che propende, con persistenti dubbi per l’attentato mafioso, provo a dar conto di qualche riflessione che comincia a farsi strada: Continua a leggere
di Carlo Ghioni (Montreal)
A Montreal, all’inizio dell’estate, si respira una strana atmosfera: i bistrot si allargano sui marciapiedi, con un sapore francese di chiacchiere e fascino seduttivo. Ma le persone non hanno l’attitudine tagliente e vagamente snob di Parigi, piuttosto l’atteggiamento rilassato di un New Yorkese alticcio. Ponte fra molti mondi, lingue e culture – un po’ Europa che ama il vino e il formaggio, un po’ America dalle auto immense e inutilmente performanti perché nessuno è capace di guidarle – il Québec vive da 100 giorni un duro conflitto fra governo e studenti in relazione all’aumento del 75% delle tasse universitarie poste in essere dal governo, nella fase attuale di recessione e rilancio dell’economia. Ho chiesto per questo al regista e amico Sebastien Croteau, “quebecois doc”, di raccontarci gli eventi: Continua a leggere
di Elisa Ferrero (Il Cairo)
I risultati ufficiali non sono ancora stati annunciati, ma l’esito delle elezioni presidenziali è già noto. Purtroppo si è realizzato lo scenario più temuto dalle forze rivoluzionarie: saranno Mohammed Morsy e Ahmed Shafiq a contendersi la Presidenza della Repubblica nel prossimo ballottaggio, il 16 e 17 giugno. Dunque, hanno vinto i candidati delle forze più antidemocratiche e antirivoluzionarie del paese. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
Il governo tedesco pianifica la creazione di speciali aree economiche. Lo rende noto oggi la versione online del settimanale di Amburgo Spiegel. Si tratterebbe di un piano di 6 punti che la Germania è pronta a presentare per reagire alle sempre più insistenti richieste di leader e partiti europei che chiedono impulsi per la crescita. Continua a leggere
di M. Lettieri (*) e P. Raimondi (**)
La perdita della banca americana JP Morgan Chase di oltre 2 miliardi di dollari (ma si vocifera di buchi ben più grandi) in operazioni con derivati speculativi Otc fatte dal suo ufficio di Londra va vista e capita come l’inizio di una seconda e più pericolosa fase della crisi finanziaria globale. Continua a leggere
di Adriana Bernardotti (Buenos Aires)
Un complesso strordinario di norme e leggi emanate da Kirchner e Cristina Fernandez, porta l’Argentina all’avanguardia nel campo dei diritti umani e punto di riferimento internazionale in America Latina ed oltre. Diritti di genere, violenza sulle donne, matrimoni omosessuali, morte degna, diritti degli immigrati, depenalizzazione dell’uso di droghe, imprescrittibilità dei crimini umani, ecc. Resta invece paradossalmente da conquistare il diritto di aborto. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
Due valute per la Grecia, il Geuro e l’euro da usare parallelamente. È la soluzione alla crisi greca proposta da Thomas Mayer, direttore degli economisti della Deutsche Bank. La nuova moneta, a cui Mayer ha dato il nome di Geuro, servirebbe per i pagamenti interni e per quelli di “importazioni vitali”, si legge in una relazione del dipartimento Research della Deutsche Bank. Continua a leggere
di Vicky Peláez (Mosca)
“Camminante se vai per la mia terra / raccontale della mia grande nostalgia / che mi ha colto guardando lontano / in attesa, un giorno, di riceve una lettera.” (Horacio Guaraní).
La grave crisi economica che affligge gli Stati Uniti e in particolare l’Unione europea, distruggendo al suo passo la classe media e trasformando gli indigenti in poveri, ha costretto migliaia di uomini e donne a ingrossare le fila dei nuovi immigrati, Continua a leggere
di Alfiero Grandi
Sono state fatte affermazioni incredibili da parte di autorevoli responsabili europei e non solo. A partire dalla notizia, fatta ovviamente trapelare ad arte, che il FMI – istituzione non europea – starebbe calcolando le conseguenze di un’uscita della Grecia dall’Euro. Da tempo c’è un partito revanscista che sogna la fine dell’Euro, o almeno la sua rottura in 2 parti: un’euro della Germania con i suoi satelliti e un’altro del Sud Europa, compresa la variante che ogni paese torni alla sua precedente moneta nazionale. Continua a leggere
di Tito Pulsinelli (Caracas)
La cabina di comando dell’entità europea ha dapprima reagito con durezza draconiana contro la Grecia: “se ne vadano, peggio per loro!”. Poi un dietro-front, più prudenti o accorti. Il bau-bau dei lupi mannari di Berlino e Francoforte non è riuscito a far quagliare un governo quale che sia,
tantomeno ad installare un direttorio di “tecnici”. Ormai i greci non sono più terrorizzabili, il peggio è già l’ordinaria amministrazione, non si spaventano più di nulla. Nemmeno di uscire dall’euro coatto o dalla stessa entità europea. Continua a leggere
di A.Folliero-C.Laya-T.Pulsinelli (Caracas)
Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Mondiale, gli otto paesi che compongono l’ALBA (1) sono quelli che sono cresciuti maggiormente fra il 2009 ed il 2010: il PIL nominale dei paesi dell’ALBA è cresciuto del 33,43%, seguto dai 5 Paesi che compongono l’area geografica dell’Africa Meridionale (2), cresciuti del 28,81%, dai 12 paesi dell’UNASUR (3) al 27,07%, dai 33 paesi dell’America Latina che compongono la CELAC (4) al 25,41%, dai 5 paesi dell’ASEAN (5) al 24.39%, dai 5 del BRICS (6) al 22,37% e dai 6 paesi della OCS (7) in crescita del 19.36%. Continua a leggere
di Rodolfo Ricci
I – Nel silenzio complice della maggioranza dei media italiani, sta ripartendo, anzi è già ripartito, un grande flusso di emigrazione dall’Italia. Per la verità esso non si era mai fermato, anche se poteva essere interpretato, fino al 2008, come normale mobilità soprattutto giovanile, che si registrava anche in altri paesi avanzati. Dal 2010 ad oggi, il flusso di espatri è ricominciato con quantità molto significative, di cui è possibile conoscere solo per approssimazione l’entità, visto che la gran parte dei nuovi emigrati, non si iscrive o lo fa con ritardo di diversi anni, all’AIRE, l’Anagrafe dei residenti all’estero. Continua a leggere
di Francesco Raco (Sydney)
Era il 1972 quando la Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie aprì alcune sedi anche in Australia. A Melbourne prima e subito dopo a Sydney e Adelaide. Si era nella fase conclusiva dell’ondata post bellica di immigrazione dall’Italia e in quell’anno in Australia il numero di residenti nati in Italia raggiunse il massimo, quasi 300.000. Si era ancora “in mezzo al guado”: problemi di lingua, discriminazione strisciante, basso livello di scolarizzazione. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
I cristiano-democratici della CDU hanno incassato una clamorosa sconfitta nelle elezioni nel Nordreno-Westfalia, il Land più popoloso e più industrializzato della Germania colpito da una crisi profonda (si pensi a tutto il bacino della Ruhr).È pero sbagliato ricavarne subito l’equazione che il voto nel Nordreno-Westfalia abbia travolto la Merkel e la sua politica di austerità e rigore ad oltranza. Continua a leggere
di Paola Giaculli (Berlino)
Nel Nordreno Vestfalia si rafforza l’alleanza rosso-verde di Spd e Verdi soprattutto grazie al buon risultato della Spd, 39 percento (+ 4) che la avvicina al valore, più tradizionale per questa regione culturalmente a prevalenza socialdemocratica, del quaranta per cento. La ricetta del successo si chiama soprattutto Hannelore Kraft, l’attuale e futura presidente del governo della regione, che viene già ritenuta una valida candidata per la sfida alla cancelleria di Merkel per le elezioni del prossimo anno. Continua a leggere
di Roberto Musacchio
Negli ultimatum di Merkel e Barroso ai Greci c’è tutta la crisi democratica che stiamo vivendo. I Greci devono accettare quello che il direttorio europeo ha deciso o sono fuori dall’Europa. E’ che ormai siamo assuefatti a tutto, ma il ricatto dovrebbe suonare scandaloso lo stesso. Barroso si nasconde dietro i Parlamenti che hanno votato gli aiuti alla Grecia per dare un simulacro di democraticità alle sue affermazioni. In realtà così facendo aggrava la sostanza delle cose. Continua a leggere
di Paola Giaculli (Berlino)
Ormai l’assedio sulla Grecia è davvero opprimente. In Germania, dagli esponenti del governo ai rappresentanti di banche e imprese, dalla Commissione europea, ma anche da parte del presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico Martin Schulz, il messaggio è chiaro: “O accettate i tagli o noi non vi paghiamo”. Continua a leggere
di Alfiero Grandi
La vittoria di Hollande in Francia ha dato una spinta per fare uscire l’Europa dalla cappa opprimente dell’egemonia neoliberale che ha imposto pesantissimi tagli alla spesa sociale, ha condannato alla recessione e alla crescita della disoccupazione, di cui purtroppo la Grecia continua ad essere sfortunata capofila. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
È un vero e proprio ultimatum alla Grecia quello che arriva da Berlino pochi giorni dopo le lezioni politiche che hanno modificato il panorama politico greco decretando gravi perdite di consensi per i socialisti del Pasok e i conservatori di Nuova Democrazia. Ad aprire il fuoco di sbarramento, soprattutto dopo che il president della Repubblica aveva conferito l’incarico di formare il nuovo governo ad Alexis Tsipras leader del partito di sinistra Syriza – in Germania definito di estrema sinistra – è stato il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle (FDP). Continua a leggere
di Rodolfo Ricci
Mentre si scatena la guerra di interdizione mediatica, l’Europa resta quasi sospesa di fronte alla tornata dei risultati elettorali franco-grechi, con annesso prolungamento italiano. Si attendono le prime mosse di Hollande, si attende il decorso della crisi greca. In Italia, tanto per non fare eccezione, l’eterna ipocrisia della politica nostrana tende a minimizzare Continua a leggere
di Paola Giaculli (Berlino)
È il politico europeo più in vista del momento. Non è un tecnocrate. È di sinistra e giovane leader di partito e coalizione, Alexis Tsipras, cha ha portato Syriza la sua formazione di “sinistra radicale” al trionfo elettorale domenica scorsa in Grecia. Con il rifiuto del memorandum punitivo nei confronti del popolo greco che deve scontare errori e orrori delle politiche casalinghe e europee, è arrivato con quasi il 17 percento al secondo posto. Continua a leggere
di Argiris Panagopoulos (Atene) – Il capolista di Syriza Manolis Gleizos, combattente partigiano e in piazza da quarant’anni, parla del successo del partito e dell’incarico a Tsipras per formare il governo: “Siamo la voce del paese” Continua a leggere
di Andrea Ermano (Zurigo)
Viva Hollande! Ma è evidente che abbiamo un sacco di problemi. Perché nel girotondo della globalizzazione i paesi del nostro continente hanno queste due opzioni: o si mettono insieme, o tutti giù per terra. Continua a leggere
di Andrea Amaro
Il ballottaggio fra Hollande e Sarkozy, ha visto prevalere, come noto, F.Hollande con il 51,7% dei voti espressi contro il 48,3% del Presidente uscente Nicolas Sarkozy. Ma la distanza percentuale non rende del tutto il valore della vittoria di Hollande, infatti, Sarkozy è uno dei pochi presidenti uscenti della 5° Repubblica che non sia riuscito a conquistarsi il secondo mandato. Continua a leggere
di Tito Pulsinelli (Caracas)
Sarkozy va a casa, i greci spazzano via i sadici partiti del rigorismo e della resa al totalitarismo dell’interesse esponenziale, posticipato ed eterno. Battuta d’arresto per il fondamentalismo globalista imposto dagli emissari liberisti che si sono impossessati abusivamente della dirigenza dell’Europa. La loro marcia trionfale è ora coperta da cori di fischi e lanci di verdure marce. Non di pomodori (sono ormai un lusso). Continua a leggere
En élisant aujourd’hui 6 mai, François Hollande président de la République, le peuple de France s’est libéré d’un pouvoir qui l’a méprisé et agressé pendant 5 ans. Je veux dire la joie des communistes qui ont combattu sans relâche Nicolas Sarkozy et sa politique et qui ont œuvré de toutes leurs forces à cette victoire. Continua a leggere
di Massimo Demontis (Berlino)
Per Angela Merkel l’età pensionabile, la sua „flessibilizzazione“, non è un tabù. Ieri, nel corso della „giornata dell’ anziano“, difendendo il pensionamento a 67 anni, la cancelliera tedesca ha aperto la strada all’innalzamento ulteriore dell’età pensionabile. Continua a leggere
di Andrea Amaro
Una valanga di voti laburisti si abbattuta sui conservatori di David Cameron, che a testa bassa dichiara in tv “chiedo scusa”. In tutto il Regno Unito la rivincita laburista, rispetto alle elezioni politiche del 2010, risulta evidente con la conquista della maggioranza delle città dove ieri si è votato: vanno ai laburisti 75 municipi, 32 in più, mentre i conservatori hanno la maggioranza in 41 città, 12 in meno. Continua a leggere
di Giovanni Monte (Tokyo)
Oggi c`e` una Europa governata da funzionari non-eletti vicini o controllati da lobby finanziarie e industriali. E’ inaccettabile che questi funzionari nelle Commissioni Europee emanino norme o gestiscano “leggi con potere sovranazionale”. Così si sottrae “il potere reale” ai parlamenti nazionali. Oggi l’Europa è una Unione Monetaria totalmente “fuori dal controllo” dei governi sovrani e priva di trasparenza. Continua a leggere
Non c’è nessuna decisione positiva per affrontare la crisi economica, sociale, occupazionale.
di Leopoldo Tartaglia (*)
I ministri dei paesi membri del FMI e della Banca Mondiale, riuniti a Washington tra il 20 e il 22 aprile scorsi, non hanno segnalato cambiamenti nelle loro proposte di politiche economiche rispetto alle posizioni precedentemente annunciate dalla direzione del Fondo. Continua a leggere
di Ricardo Camporeale (Buenos Aires)
Le Imprese “RECUPERATE” nella PROVINCIA DI BUENOS AIRES – di Ariel Burzoli, (Director de Empresas Recuperadas-Secretaría de Pequeñas y Medianas Empresas-Ministerio de la Producción de la Provincia de Buenos Aires) Continua a leggere