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Asia

Questa categoria contiene 359 articoli

MONI OVADIA denuncia l’ennesima censura (questa volta dell’ANPI di Torino) contro pulizia etnica, razzismo e discriminazione condotta dal Governo israeliano.

IL 17 gennaio era stato organizzato in Val Di Susa un incontro ad Almese con Ahmed Abu Artema , Poeta e giornalista pacifista fondatore della Grande Marcia del Ritorno.L’incontro è stato organizzato da Progetto Palestina , BDS Torino, Anpi Avigliana e Anpi Valmessa. Tuttavia a 4 giorni dall’evento le due sezioni Anpi hanno annullato la loro partecipazione avendo ricevuto un diktat dalla Presidente provinciale Anpi Maria Grazia Sestero. Continua a leggere

I primi 70 anni della La Repubblica Popolare Cinese – Parte I°: Le 3 fasi dell’economia

di Andrea Vento (*)

Le celebrazioni per il 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (Rpc), avvenuta il 1° ottobre 1949 ad opera di Mao Tse Tung e della dirigenza del Partito Comunista Cinese (Pcc), ci offrono l’occasione per una breve disamina delle varie fasi economiche e delle trasformazioni sociali che hanno caratterizzato il gigante asiatico. Partendo dall’analisi storica dell’economia, in questo arco temporale, si individuano, a nostro avviso 3 distinti periodi: Continua a leggere

QUANDO L’ITALIA AVEVA UNA POLITICA ESTERA

di Agostino Spataro *

1… La crisi libica (a due passi da casa nostra) e gli avvenimenti drammatici nella regione mediorientale e mediterranea orientale ripropongono la necessità di una riflessione sulla politica estera italiana per come è venuta evolvendo (?) durante questa lunga e confusa transizione in cui sono cambiati (in peggio) l’approccio, la concezione, gli obiettivi delle relazioni internazionali dell’Italia, dell’Europa verso il mondo arabo e altre regioni del Pianeta.
Con la cd. “seconda” Repubblica, si è passati dal dialogo alla sfiducia, al conflitto; con la “terza” l’Italia é quasi allo sbando, non ha più una politica estera degna di questo nome! Continua a leggere

Landini, CGIL: il raid Usa è un crimine di guerra

Bari, 24 gennaio 2019: XVIII Congresso della Cgil Nazionale
Intervento di Maurizio Landini
Simona Caleo/Cgil

Quella del 3 gennaio scorso a Baghdad è stata un’esecuzione mirata e senza alcuna copertura giuridica internazionale. Un oltraggio al ruolo e alla responsabilità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite” Continua a leggere

No alla guerra di Trump. L’Italia neghi l’uso delle basi militari

Mentre Salvini si congratula con Trump per l’attacco terroristico ingiustificabile sul piano del diritto internazionale, chi si riconosce nei principi della Costituzione ha il dovere di mobilitarsi perché prevalgano le ragioni della pace.

La condanna della folle iniziativa dell’amministrazione USA non può che essere senza se e senza ma. L’assassino del generale Soleimani può scatenare una guerra con l’Iran ed investire l’intero Medio Oriente incluso il Mediterraneo. L’attacco Usa, in disprezzo della sovranità dell’Iraq, colpisce anche le speranze e le lotte del popolo iracheno che in questi mesi è sceso in piazza per rivendicare la fine di una politica fondata sulle divisioni settarie e uno sviluppo democratico e misure sociali pagando un duro prezzo di sangue. Continua a leggere

Potere al Popolo: LE PAROLE NON BASTANO. 5 MISURE PER FERMARE LA NUOVA GUERRA DI TRUMP!

L’assassinio del generale iraniano Soleimani e dell’irakeno Muhandis presso l’aeroporto di Baghdad ha aperto il 2020 peggio di quanto non si fosse chiuso il 2019. Venti di guerra soffiano oggi con più forza.

Il fatto che il mandante dell’omicidio sia lo stesso presidente Trump peggiora il quadro. L’uomo che siede alla Casa Bianca non è però un folle, come spesso viene rappresentato, né è impazzito il complesso militare-industriale-finanziario statunitense che è alle sue spalle. Perseguono interessi di lunga data e lo fanno oggi in maniera più spregiudicata che in passato perché sanno che l’egemonia USA è in crisi. Continua a leggere

Pax Christi Italia a governo: “no a disponibilità di basi Usa nel nostro Paese, ritirare i soldati da Iraq”

“Gli ultimi tragici avvenimenti rischiano di travolgere non solo il Medio Oriente, ma il mondo intero in una nuova ‘avventura senza ritorno’. Il rischio di una guerra di cui è difficile prevedere sviluppi e conseguenze è tragicamente reale”. Lo scrive in un comunicato Pax Christi Italia dopo l’attacco americano che ha portato all’uccisione del generale Soleimani e la risposta iraniana. “Assistiamo allo sgretolamento delle fondamenta della convivenza internazionale. Sembra prevalere la logica del più forte, del più armato. Non possiamo accettare questo!”. Continua a leggere

Opponiamoci alle azioni di guerra. Vogliamo la pace

di Giacinto Botti e Maurizio Brotini (Direttivo Nazionale CGIL)

L’Amministrazione Trump con un atto di terrorismo, assassinando uno dei massimi esponenti militari dello stato iraniano e un comandante di milizie inquadrate nell’esercito regolare irakeno, ha di fatto dichiarato guerra all’Iran distruggendo con la violenza tutti gli sforzi diplomatici per preservare gli accordi internazionali con l’Iran, accordi che gli Stati Uniti stessi avevano denunciato e cercato di far saltare, contro la volontà della comunità internazionale, della Cina, della Russia e dell’Unione europea. Continua a leggere

SIGONELLA E’ STATA COINVOLTA O NO NELL’ASSASSINIO DEL GENERALE SOLEIMANI?

di Agostino Spataro *

Allo stato, dalle notizie circolanti, non é dato conoscere, con certezza, la verità dei fatti. Eppure, taluni sostengono che gli ordigni siano stati lanciati da un drone partito dalla base Usa di Sigonella, in Sicilia.

Su tale punto è necessario, e urgente, fare chiarezza, conoscere la posizione del governo italiano e, in particolare, del presidente del Consiglio visto che non appaiono convincenti le colorate smentite su FB del ministro degli Affari esteri e nemmeno quelle più seriose del ministro della Difesa. Continua a leggere

Clima: Alla fine ci salverà la Cina?

di Vincenzo Comito (da sbilanciamoci.info)

L’Europa, la Francia in testa, si sbraccia a Madrid sul riscaldamento globale ma fa poco, mentre la Cina ha già raggiunto gli obiettivi della Cop di Parigi. Ma di recente sta facendo dietrofront sulla decarbonizzazione, forse in relazione all’insicurezza energetica conseguente ai dazi di Trump.

Le parole e i fatti

E’ ovviamente noto quanto sia non solo importante, ma anche pressante, la questione del cambiamento climatico e dei possibili progressi nella lotta allo stesso. Ci troviamo peraltro di fronte ad una crescente consapevolezza del problema sul piano delle conoscenze sul come stanno i fatti e sul come bisognerebbe operare, come mostrato anche dalla ennesima conferenza sul tema, che questa volta si svolge a Madrid, ma, d’altro canto, i progressi operativi sul fronte della mitigazione dei rischi avanzano troppo lentamente.

In tale quadro un posto chiave, o, forse meglio, il posto chiave di tutta la vicenda, sembra essere detenuto, nel bene e nel male, dalla Cina e dalle sue strategie. Continua a leggere

Verso il Forum sociale mondiale delle economie trasformative di Barcellona (Giugno 2020)

di Riccardo Troisi

Sono trascorsi vent’anni dai primi movimenti di protesta globale iniziati a Seattle e poi visibili nei Forum sociali mondiali e, via via, in tante iniziative di mobilitazione e di disobbedienza dal basso. In tutto il mondo, forme di resistenza sempre più diffuse e multiformi provano a proporre a livello locale modelli alternativi di produzione, distribuzione, consumo e risparmio, dove le persone, l’ambiente e le comunità sono rimesse al centro del processo di soddisfazione delle proprie necessità. Continua a leggere

A 20 anni da Seattle: sappiamo cosa fare, ma manca la volontà politica.

di Monica Di Sisto

Una svolta egualitaria e verde per salvare il pianeta

“Un vero Green new deal può partire solo con degli Stati che reclamano il loro spazio politico, dal quale sono stati progressivamente esautorati negli ultimi 30-40 anni. Questa è la condizione di base. Il finanziamento può essere fatto in tantissimi modi, ma ci vogliono investimenti importanti. Si tende a pensare che non abbiamo i soldi, argomentazione che lascia perplessi quando nello stesso periodo si spendono 23 miliardi di dollari per espandere i bilanci delle banche centrali, si assiste a 700 miliardi di dollari in trasferimenti dai paesi in via di sviluppo ai paesi sviluppati per elusione fiscale e sussidi indebiti, migliaia di miliardi di dollari in combustibili fossili”. Lo ha detto l’economista dell’agenzia Onu che si occupa di Commercio e sviluppo (Unctad), Jeronim Capaldo, intervenendo con una lezione su quello che significa scommettere davvero su un accordo “verde” socialmente sostenibile, in Italia e a livello globale, all’iniziativa “Seattle+20: Green New Deal and/for Community-led Local Development”, organizzato a Roma dall’associazione Fairwatch insieme all’Associazione delle Ong italiane, la Fondazione Di Vittorio e il Kyoto Club. Continua a leggere

CENSURA PREVENTIVA/LIBERTA’ DI STAMPA: L’intervista al Presidente Assad non trasmessa dalla RAI – VIDEO

Il colloquio tra Monica Maggioni e il presidente siriano sarebbe dovuto andare in onda entro il 9 dicembre. Cosa è successo? L’irritazione di Damasco e il dibattito sui media arabi

Era tutto predisposto per la messa in onda su RaiNews dell’intervista fatta da Monica Maggioni al presidente siriano Bashar al-Assad ma, nel giro di meno 24 ore, tutto è saltato, ovvero l’intervista non è stata trasmessa. Lo apprende l’AGI in merito alla vicenda che sta assumendo sempre più i contorni di un giallo e ha suscitato l’irritazione del governo di Damasco. La presidenza siriana aveva affermato che, se il servizio non andrà in onda entro lunedì 9 dicembre, come sarebbe stato concordato tra le parti, verrà trasmesso comunque sui media siriani. Continua a leggere

Palestina – 42esima Giornata Onu di solidarietà. L’Onu celebra i propri misfatti.

di Andrea Vento

Il 29 novembre di ogni anno l’Onu celebra la Giornata di solidarietà verso la Palestina e quest’anno siamo giunti alla 42esima edizione. Una iniziativa importante soprattutto in questo periodo in cui il popolo palestinese vive forse una delle fasi più difficli della propria storia recente, visto che la Striscia di Gaza è ormai sotto un feroce embargo dal 2007 che priva i suoi 2 milioni di abitanti di medicine, cibo, energia e quant’altro necessario per una vita dignitosa e dall’altro la Cisgiordania, sotto occupazione militare dal giugno del 1967, è oggetto di un inarrestabile processo di colonizzazione e sottrazione di terre con Gerusalemme est che  è stata annessa unilateralmente da Israele contro le norme del diritto internazionale ma con il riconoscimento dell’amministrazione Trump. Continua a leggere

Il quadro generale della situazione ambientale, politica e dei movimenti sociali all’apertura della Cop 25

di Andrea Vento

Come introduzione al progetto scolastico proposto dal Giga per formare gli studenti alle tematiche ambientali

Il quadro generale della situazione ambientale, politica e dei movimenti sociali all’apertura della Cop 25. Come introduzione al progetto scolastico proposto dal Giga per formare gli studenti alle tematiche ambientali

La crisi del pianeta sta manifestando giorno per giorno il suo inesorabile incedere attraverso il manifestarsi di una molteplicità di effetti che disvelano agli occhi dell’umanità la gravità della situazione dell’ecosistema terrestre, il cui stato di crisi si sta pericolosamente avvicinando verso il punto di non ritorno (tipping point). Continua a leggere

EUROPA DEI QUATTRO MARI: Dall’Atlantico al Pacifico, dall’Artico al Mediterraneo.

L’utopia possibile.

di Agostino Spataro

“L’esemplare di questa nostra Città sta forse nel cielo, e non è molto importante che esista di fatto in qualche luogo; a quell’esemplare deve mirare chiunque voglia, in primo luogo, fondarla dentro di sé.”  Platone in “La Repubblica”

Una Europa senza la Russia sarebbe debole e incompleta. Con Putin o senza Putin. Il problema non è personale (gli uomini passano), ma progettuale.  “Due Rome sono cadute, la terza resiste ma non ve ne sarà una quarta.”
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La stabilizzazione del Medio Oriente è un sogno. In questi giorni Afghanistan, Iraq e Libano lo ricordano al mondo

di Alfiero Grandi

Papa Francesco ha denunciato nel mondo una guerra frammentata, ma non per questo meno grave, per numero di morti, di profughi, di sofferenze umane e sociali, per devastazioni. Ha ragione. Non basta che la guerra non riguardi direttamente l’Europa in cui viviamo (anche se non lontano dall’Italia ci sono tuttora focolai non risolti) e altre zone del nostro pianeta più fortunate, conta che ci siano zone ampie di guerre che sembrano senza fine e ai cui protagonisti vengono vendute armi prodotte proprio nelle nostre aree. Il peso degli affari in armi sono tanto forti da prevalere su tutto. Il tradimento Usa dei curdi è solo l’episodio più recente e più odioso, non solo perchè riguarda un popolo che soffre da decenni e che pensava di avere conquistato il diritto alla propria identità sul campo nella lotta contro l’Isis, pagata con prezzi umani enormi e tuttavia riuscendo a introdurre nell’area segni di civiltà e dignità delle persone a partire dalle donne. Ora i curdi debbono sottostare, sotto il ricatto dello sterminio turco, alle condizioni di sopravvivenza che porranno loro Assad e Putin. Pochi hanno notato che al tradimento si è aggiunta una beffa con la decisione di Trump di lasciare nell’area un contingente militare americano, non per difendere la vita delle persone ma – guarda caso – per custodire i pozzi petroliferi della zona. Continua a leggere

Giovanni Arrighi, “Adam Smith a Pechino”, parte seconda

di Alessandro Visalli

Nella prima parte di questa lettura dell’ultimo libro di Giovanni Arrighi era stata fondamentalmente inquadrata la prospettiva teorica dalla quale è inquadrato il declino dell’egemone americano e la crescita dello sfidante cinese. In primo luogo appare la pertinenza di una frattura entro la stessa tradizione marxista, cui l’autore per buona parte della sua esistenza si è riferito. Frattura che può essere letta con gli occhiali di Losurdo come conflitto di paradigmi tra il “marxismo occidentale”[1] e “orientale”, rispettivamente risalenti a Marx, Engels e seguaci, ed a Lenin, Castro, Ho Chi Min, Guevara, e via dicendo. La decisione dell’autore in proposito è di accettare la definizione di “marxismo neosmithiano” proposta criticamente da Robert Brenner nel 1977 (contro l’ultima versione del secondo genere di marxismo espressa nella “teoria della dipendenza”), ma di ribadirne invece la validità come chiave di lettura dei fatti. Continua a leggere

Giovanni Arrighi, “Adam Smith a Pechino” (parte prima)

di Alessandro Visalli

L’ultimo libro di Giovanni Arrighi[1] conclude un lungo percorso nel quale il sociologo ed economista italiano passa dall’adesione al marxismo e vicinanza all’operaismo, alla svolta sistemica degli anni ottanta, quando insieme ad altri si sforza di generalizzare il punto di vista della ‘teoria della dipendenza[2], che aveva contribuito a fissare nel decennio precedente insieme a Gunder Frank[3] e Samir Amin[4], in una teoria molto più comprensiva dei “sistemi mondo[5]. In questo sforzo Arrighi, lavorando sulla traccia di Braudel e in associazione a Immanuel Wallerstein[6], tenta di produrre delle generalizzazioni feconde. Ovvero teorie e modelli in grado di gettare una luce nuova sul passato ed il presente, ed immaginare possibili futuri. La sua fama diventa larga dalla pubblicazione de “Il lungo XX Secolo[7] nel 1994, e poi di “Caos e governo del mondo[8], con Beverly Silver, nel 1999, ma le sue prime pubblicazioni sono sul sottosviluppo in Africa[9], quindi alcuni studi di diretta ispirazione marxista sull’imperialismo[10], alcuni studi sul mezzogiorno italiano[11], e relativi alla svolta[12]. Continua a leggere

In una settimana il mondo è cambiato

di Alberto Negri (da Il Manifesto del 17/10/19)

La guerra siriana. Sanzioni ad Ankara? Bene! Ma il 70% dei prestiti delle aziende turche sono con banche europee e sono migliaia le società delocalizzate in Turchia (anche Barilla e Benetton). L’atlantismo è sul viale del tramonto. L’obiettivo di Mosca: non ci sarà più un altro Kosovo (’99), né un’altra Libia (2011), né rivoluzioni «colorate», compreso il Venezuela.

In una settimana il mondo è cambiato: è arrivato il Capo, quello vero. Questa non è una guerra come le altre: il mondo uscito dal crollo del muro di Berlino nell’89 è cambiato ancora una volta. Continua a leggere

La guerra che unisce i mari

di Lorenzo Vita

Il mare non conosce soluzione di continuità: ed era impossibile pensare che la crisi del Golfo Persico non fosse in realtà una delle tante aree dove si sta svolgendo il grande gioco mediorientale. Quello che riguarda tutti: l’Iran, le monarchie del Golfo, Israele, la Turchia, la Russia e gli Stati Uniti. Con il coinvolgimento meno forte, ma esistente, anche della Cina. Continua a leggere

Ugo Giannangeli: “La legalità quale strumento dell’apartheid” nella Palestina israeliana.

PALESTINA E LIBERTA’ DI ESPRESSIONE: Dibattito del 26 settembre 2019 al Circolo della Stampa di Trieste con Stephanie Westbrook, David Cronin e Ugo Giannangeli.

Trascrizione dell’intervento di Ugo Giannangeli: “La legalità quale strumento dell’apartheid”.

Il titolo dell’argomento a me assegnato è manifestamente paradossale, provocatorio, ermetico. L’ apartheid è un crimine contro l’umanità secondo la Convenzione internazionale del 1976 e l’articolo 7 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. La legalità non può essere al servizio del crimine e suo strumento. Una legge o una sentenza sì: la sentenza si adegua alla legge e la legge nazionale non si adegua al diritto internazionale. Si crea così quella figura che, con un ossimoro, potremmo definire “crimine legale”. In epoca di sovranismo e di populismo giuridico e politico Israele ha gioco facile e c’è da chiedersi se non abbia avuto un ruolo decisivo nella degenerazione della complessiva situazione politica e giuridica. La domanda è retorica perché io credo, e non sono il solo, che certamente ha avuto un ruolo rilevante. Continua a leggere

LA NATO DIETRO L’ATTACCO TURCO IN SIRIA

di Manlio Dinucci

Germania, Francia, Italia e altri paesi, che in veste di membri della Ue condannano la Turchia per l’attacco in Siria, sono insieme alla Turchia membri della Nato, la quale, mentre era già in corso l’attacco,  ha ribadito il suo sostegno ad Ankara. Lo ha fatto ufficialmente il segretario generale della Nato Jean Stoltenberg, incontrando l’11 ottobre  in Turchia il presidente Erdoğan e il ministro degli esteri Çavuşoğlu. Continua a leggere

La brutalità dell’aggressione turca nei confronti del popolo curdo del Rojava e l’ipocrisia delle potenze occidentali

di Giuseppe Riccobono

Desta grande sconcerto quanto sta accadendo alle porte di casa nostra, oggi alle soglie del baratro ambientale che dovrebbe vedere tutti i popoli del mondo impegnati in una fraterna e solidale collaborazione, un paese potente, fortemente militarizzato e autoritario aggredisce con metodi di sterminio un popolo che ha fatto della lotta all’intolleranza e alla violenza cieca dell’estremismo religioso e nazionalistico il carattere stesso della sua coesione. E più grande sgomento ancora suscita l’indifferenza se non il consenso appena dissimulato da dichiarazioni di moderazione, e per questo ancora più ipocrita e spregevole, delle grandi potenze occidentali che vantano il ruolo di guida della civiltà e del progresso. Continua a leggere

Siria Martoriata

di Ali Rashid

Sono molti anni che la “guerra” dilania la Siria. Ha seminato morte, distruzione immane, lo sfollamento di più della metà della popolazione all’interno del territorio nazionale e oltre confine, la distruzione difensiva di un patrimonio storico e culturale di tutta l’umanità e lo smembramento di un tessuto sociale, frutto di migliaia di anni di convivenza. Una storia simile a quella avvenuta in Iraq poco prima continua fino ai nostri giorni, con la differenza che nel caso iracheno fu una coalizione internazionale guidata dagli USA “fuori dalla legalità internazionale” ad assumere la responsabilità dell’invasione del paese “con motivazioni risultate in seguito false”. Continua a leggere

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