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Europa

Questa categoria contiene 1029 articoli

ASSEMBLEA NAZIONALE DEI COMITATI TERRITORIALI: La relazione di Grandi e le conclusioni di Gallo.

ASSEMBLEA NAZIONALE DEI COMITATI TERRITORIALI CONVOCATA A ROMA IL 24/6/2017 DAL COMITATO PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE E DAL COMITATO CONTRO L’ITALICUM

Introduzione di Alfiero Grandi

Noi siamo quelli del No. No alle deformazioni tentate da Renzi sulla Costituzione e No all’Italicum, legge elettorale che ne è il completamento.
Rivendichiamo il ruolo che abbiamo svolto nella vittoria del No. Mai pensato di avere fatto tutto da soli, ma è una vergognosa distorsione (Mieli ) schiacciare la vittoria del No sulla destra e i 5 Stelle. Continua a leggere

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Lettera dal Venezuela alle italiane e agli italiani

Pubblichiamo una importante lettera sottoscritta da diversi connazionali in Venezuela e inviata agli italiani, sulla strumentalizzazione della “presenza italiana” in questo paese – fatta in più occasioni anche da dirigenti politici e di Governo – e sulla (dis)informazione a senso unico che è rilanciata dai maggiori media italiani sul paese sudamericano. (Segue testo integrale) Continua a leggere

La rivoluzione Corbyn

di Tonino D’Orazio

Come sempre mass media e stampa addestrata sono riusciti a non farci capire il perché della rimonta e della quasi vittoria di Corbyn e del Labour. In Gran Bretagna sono tornati i pericolosi socialisti, quelli del secolo scorso con idee che i neoliberisti pensavano di aver sconfitto con la guerra ai poveri e l’abolizione programmata dei diritti e dello stato sociale aiutati dalla loro contro figura, la troika di Bruxelles. Continua a leggere

Le intenzioni di Trump contro il Venezuela bolivariano: basta petrolio da Caracas

di Geraldina Colotti (da Il Manifesto del 18/6/2017)

Dal 19 al 21 giugno si svolge a Cancun, in Messico, il vertice dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), presieduta dall’uruguayano Luis Almagro. In primo piano, di nuovo il Venezuela. Almagro ha fissato una riunione dei ministri degli Esteri per chiedere l’applicazione della Carta democratica, ovvero un pacchetto di sanzioni sul modello del blocco imposto a Cuba e l’obbligo di un’agenda elettorale diversa da quella prevista nel paese caraibico. Continua a leggere

Sinistra versus centrosinistra

di Roberto Musacchio

Si stanno svolgendo in tutta Europa elezioni che hanno un carattere costituente. In ballo ci sono i nuovi assetti che la UE deve darsi a fronte degli scossoni che arrivano dal proprio interno e dal Mondo nell’era di Trump. E in ballo c’è, Paese per Paese, il ricostruirsi di sistemi politici tutti sconvolti dall’impatto con la durezza dei tempi. Per questo, pur in un’epoca di crisi della politica e, tout cour, della democrazia, i momenti elettorali sono così intensi e drammatici. Per questo sono connessi tra loro e dal primo voto che portò al governo Tsipras a quello che confermerà con tutta probabilità la stagione infinita della Merkel, rimbalzano l’un con l’altro. Continua a leggere

Terrorismo: dove va l’Occidente ?

di Frank Barbaro (Adelaide)

La tragedia di Manchester ha di nuovo scombussolato il mondo, e soprattutto il mondo occidentale. Ormai la sequenza di questi atti atroci è sempre uguale – l’atto è totalmente inaspettato, la notizia provoca orrore e un forte senso di compassione per le vittime,  i governi ovunque esprimono solidarietà ai paesi colpiti e grande determinazione a sconfiggere il terrorismo, che non avrà successo nel suo obiettivo di distruggere lo stile di vita e le libertà occidentali. Continua a leggere

Trump, il grande disvelatore

di Tonino D’Orazio

C’è una grande ola contro di lui. Invece è trasparente e chiaro su almeno due punti. Uno l’applicazione del suo programma votato dalla maggioranza degli americani; secondo ha tolto un alibi ipocrita che si trascinava da un paio di decenni, anche da prima di Kioto, sull’ecosistema mondo. E anche sui blandi, perché non coercitivi, accordi di Parigi (dic. 2015). E anche sul fatto che il capitalismo ha vinto e il socialismo (che l’ha seguito) ha perso. Continua a leggere

Amnesty International e il Venezuela: una lettera critica al portavoce italiano R. Noury

Signor Riccardo Noury,
Portavoce e responsabile della comunicazione di Amnesty International Italia

con grande rammarico e preoccupazione apprendiamo come la sua organizzazione sia tornata a prestare il fianco all’offensiva delle destre contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela. In un nuovo rapporto intitolato ‘Ridotti al silenzio con la forza: detenzioni arbitrarie e motivate politicamente in Venezuela’, Amnesty accusa le autorità venezuelane «di aver intensificato la persecuzione e le punizioni nei confronti di chi la pensa diversamente, in un contesto di crisi politica in cui le proteste che si susseguono in tutto il paese hanno dato luogo a diverse morti e a centinaia di ferimenti e arresti». Continua a leggere

Possibile l’invasione della Siria, sulla via della seta.

di Tonino D’Orazio (17 maggio 2017).

Il copione è sempre uguale. Il pretesto è per entrare a casa d’altri con l’approvazione ipocrita degli esegeti parziali del diritto internazionale. Assad utilizza (o ha utilizzato) i forni crematori, come Hitler. “Le armi di distruzione di massa”, questa volta, quelle chimiche, non hanno funzionato. Non esistono e sono troppi a dirlo per rilanciare la bufala. Ma Assad = Hitler può funzionare. Basta pubblicare una foto di uno strano palazzo e certificare l’esistenza di un alto forno; da lì a certificare che sia un crematorio, la parola stessa è tabù, il passo è semplice e ad effetto sicuro. In sei anni di guerra non se ne erano mai accorti. Continua a leggere

“La verità porta alla pace.” Manifestazione corale a Roma in difesa del Venezuela bolivariano

Roma, mercoledi 17 maggio dalle 14 alle 17,30, piazza delle 5 lune. Movimenti, associazioni e partiti in solidarietà con la rivoluzione bolivariana manifestano per la pace in Venezuela:
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“Uscire dalla crisi attuando la Costituzione”: iniziativa a Napoli con Paolo Maddalena

Uscire dalla crisi attuando la Costituzione 1.  (di Paolo Maddalena, Vice Pres. Emerito della Corte Costituzionale)

L’orizzonte culturale in cui viviamo. E’ diffusa nell’immaginario collettivo l’idea che la nostra epoca è caratterizzata dalla “globalizzazione”, ma si tratta di una idea ancora confusa e imprecisa, alla quale, tuttavia, si attribuisce un senso di necessarietà e quasi di fatalismo: essa è concepita come un “dato” indiscutibile intorno al quale dovrebbe ridisegnarsi la nuova struttura dell’economia e, in ultima analisi, delle società nelle quali viviamo. Vedremo tra poco di cosa in realtà si tratta.

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Con Macron peggiora l’austerità europea.

di Tonino D’Orazio

La vittoria di Macron in Francia, malgrado la felicità delle forze antifasciste, è un boomerang per i lavoratori. E’ vero, c’era poco da scegliere. Rimane interessante il meccanismo di scelta dell’uomo “nuovo”. Rimane interessante come il capitalismo finanziario e bancario riesca a trovare l’uomo giusto della “provvidenza”. Anche al momento giusto. Continua a leggere

Francia, nuova tappa

di Ignacio Ramonet (*)

La prima sorpresa è stata … che non c’è stata sorpresa. Per una volta i sondaggisti non si sono sbagliati. Continua a leggere

Il Medioevo di questi anni

di Alessandro Gilioli

Rodolfo il Glabro, monaco di Cluny ma soprattutto grande cronista del suo tempo, descrisse molto bene cosa accadeva nella Francia di mille anni fa. Non tanto per quanto riguarda ciò che si studia a scuola – re, battaglie, papi e imperi – quanto nella mente delle persone sconvolte dalle carestie che devastavano in quel tempo l’Europa. Continua a leggere

Cosa ci insegnano le presidenziali francesi sull’Europa e sull’autonomia della sinistra.

di Domenico Moro

I risultati delle presidenziali

I risultati più evidenti delle elezioni presidenziali francesi sono tre:

1) La crisi del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo, già evidente in tutta Europa, in Francia diventa crollo, come già accadde in Grecia; il Partito socialista (Ps) e i repubblicani, per la prima volta, non accedono al ballottaggio. Continua a leggere

“Il Parlamento europeo sceglie di stare con l’opposizione violenta venezuelana”

Javier Couso: Una risoluzione che colloca il Parlamento europeo “dalla parte dell’opposizione venezuelana che pratica la violenza” e che mostra “una totale ignoranza della Costituzione bolivariana e dei cinque poteri che li compongono”.

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Tutto è cambiato e tutto può cambiare

 

Jacques Attali e François Hollande due
grandi elettori di Emmanuel Macron

Quello che nel 2002 fu un incidente dovuto la frammentazione della sinistra è oggi un dato strutturale, con il FN primo partito francese. Ma così cambia la natura delle elezioni presidenziali al primo turno.

di Felice Besostri Continua a leggere

E l’Italia?

di Roberto Musacchio

Chi, come me, ha una certa età può ricordare un tempo in cui le sinistre alternative, allora i comunisti per lo più, erano maggioritarie a sinistra, politicamente ma anche elettoralmente, in molti importanti Paesi europei. Era così in Italia, ma anche in Francia e Spagna. In Italia Craxi sbatte’ la testa per anni tentando il riequilibrio col Pci. Era un’epoca tutta diversa da quella di oggi. Continua a leggere

«Perché io, di sinistra, non voterei Macron per fermare la Le Pen»

«È il “meno peggio” a creare il peggio. Scegliere uno per contrastare l’altro è un controsenso. I cui unici esiti stanno nello spostamento sempre più a destra del quadro politico». La posizione controcorrente dell’economista Emiliano Brancaccio (da L’Espresso online del 26 aprile 2017)

Intervista di Giacomo Russo Spena

Ha festeggiato il 25 aprile, da convinto antifascista. Eppure l’economista Emiliano Brancaccio, una delle voci più autorevoli nella sinistra italiana, ideatore della proposta di “standard retributivo europeo”, se stesse in Francia non voterebbe per Emmanuel Macron: «L’avanzata del Fronte nazionale è una pessima notizia, l’ennesimo segno funesto di un’epoca dominata dall’irrazionalismo politico. Ma…»

Professore, veramente al ballottaggio in Francia non voterebbe Macron per impedire l’affermazione di Marine Le Pen? Dice sul serio?
«Certo, se fossi un elettore francese al ballottaggio non andrei a votare». Continua a leggere

La campagna sentimentale di Melenchon

di Roberto Musacchio

Comunque si voglia guardare al voto del 23 aprile di certo la vecchia Francia non c’è più. I partiti storici conoscono una sconfitta bruciante, con i gollisti per la prima volta fuori dal ballottaggio presidenziale e i socialisti ridotti a cifre da Pasok. Continua a leggere

Ballottaggio alla francese

di Tonino D’Orazio

Il ballottaggio rimane, comunque, il sistema elettorale del “due contro uno”; in questo caso per blindare la struttura una politica e non farla nemmeno scalfire. Non c’è alternativa al neoliberismo. Da destra o da estrema destra lo si può solo amministrare. I socialisti, ormai sconfitti dappertutto, hanno chiesto di non votare l’estrema destra, ma la destra. Il meno peggio o il peggio ormai è uguale dappertutto e non è una consolazione. Continua a leggere

APPELLO DI ALEX ZANOTELLI: FERMIAMO I SIGNORI DELLA GUERRA

Per una Perugia-Assisi straordinaria

“Trovo vergognosa l’indifferenza con cui noi assistiamo a una ‘guerra mondiale a pezzetti’ , a una carneficina spaventosa come quella in Siria, a un attacco missilistico da parte di Trump contro la base militare di Shayrat in Siria, ora allo sgancio della Super-Bomba GBU-43 (la madre di tutte le bombe) in Afghanistan e a un’incombente minaccia nucleare. Continua a leggere

MÉLENCHON : Meeting pour la paix à Marseille

Conferenza stampa sulla politica estera del M5 Stelle

Presentazione del programma di Politica Estera del M5S  – Conferenza stampa di Manlio Di Stefano, Di Battista, Maria E. Spadoni e Stefano Lucidi. Continua a leggere

La Sicilia, le basi straniere e le guerre nel mondo islamico

di Agostino Spataro

Quello che abbiamo temuto, e denunciato, è avvenuto: la Sicilia è stata trasformata in una formidabile piattaforma militare, convenzionale e nucleare, in mano straniere, al servizio di progetti avventuristici e di dominio verso il mondo arabo e il Mediterraneo che nulla hanno a che fare con gli interessi veri dei siciliani, anzi li danneggiano seriamente. Continua a leggere

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