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Questa categoria contiene 627 articoli

Colpo di stato in Bolivia: Evo Morales rinuncia alla presidenza per preservare la pace interna dopo le aggressioni indiscriminate dell’opposizione a dirigenti politici, sindacali e familiari

 

 

 

 

 

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In America Latina un nuovo ciclo anti-neoliberismo; che sia sinistra?

I popoli latino-americani sembrano aver preso coscienza dei loro diritti e delle loro ricchezze naturali, minerarie e agricole strategiche che vogliono mettere al servizio del loro sviluppo, ci spiega in questa intervista Agostino Spataro (*).

 

di JETA GAMERRO (da INDRO)

 

Intervista ad Agostino Spataro su elezioni e rivolte popolari in America Latina. Continua a leggere

La stabilizzazione del Medio Oriente è un sogno. In questi giorni Afghanistan, Iraq e Libano lo ricordano al mondo

di Alfiero Grandi

Papa Francesco ha denunciato nel mondo una guerra frammentata, ma non per questo meno grave, per numero di morti, di profughi, di sofferenze umane e sociali, per devastazioni. Ha ragione. Non basta che la guerra non riguardi direttamente l’Europa in cui viviamo (anche se non lontano dall’Italia ci sono tuttora focolai non risolti) e altre zone del nostro pianeta più fortunate, conta che ci siano zone ampie di guerre che sembrano senza fine e ai cui protagonisti vengono vendute armi prodotte proprio nelle nostre aree. Il peso degli affari in armi sono tanto forti da prevalere su tutto. Il tradimento Usa dei curdi è solo l’episodio più recente e più odioso, non solo perchè riguarda un popolo che soffre da decenni e che pensava di avere conquistato il diritto alla propria identità sul campo nella lotta contro l’Isis, pagata con prezzi umani enormi e tuttavia riuscendo a introdurre nell’area segni di civiltà e dignità delle persone a partire dalle donne. Ora i curdi debbono sottostare, sotto il ricatto dello sterminio turco, alle condizioni di sopravvivenza che porranno loro Assad e Putin. Pochi hanno notato che al tradimento si è aggiunta una beffa con la decisione di Trump di lasciare nell’area un contingente militare americano, non per difendere la vita delle persone ma – guarda caso – per custodire i pozzi petroliferi della zona. Continua a leggere

Cile: alcune immagini della rivolta popolare e della repressione

 

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COME SI ACCEDE AGLI ALTI RANGHI: ALLA VALUTAZIONE DEI LETTORI

Il presente intervento è stato pubblicato oggi dall’autorevole Sole 24Ore. Parla dei migranti dal Venezuela. Ne parla a una settimana dai fatti del Cile e il giorno dopo la immensa manifestazione che ha portato in quel paese 1,2 milioni di persone in piazza contro il neoliberismo in salsa latina e australe. Ad un mese dalla fuga di Lenin Moreno dalla sede presidenziale di Quito verso la più protetta Guajaquil. Ad una settimana dalla riconferma Evo Morales alla guida della Bolivia e il giorno prima delle elezioni in Argentina e in Uruguay, dove i neoliberisti perderanno, almeno alla prima prova (poi, per l’Uruguay, bisogna vedere se si va al ballottaggio).

Ne parla senza fare alcuna menzione delle sanzioni unilaterali USA su cibo e farmaci e su tutti i pagamenti internazionali che hanno affossato l’economia venezuelana. Sanzioni che miss Pesc non ha affatto osteggiato. Insieme agli altri due, la Sig.ra Federica Mogherini ci spiega che è impegnata nel sostegno ai paesi limitrofi latino-americani che si trovano in difficoltà per l’accresciuto afflusso di migranti dal paese caraibico (sotto il tallone delle sanzioni) e, sperando che un cambiamento politico in quel paese possa ridurre l’esodo, nel frattempo bisogna mandare soldi e sostegni ai confinanti Colombia, Brasile, Guyana francese e Belize… per garantire l’accoglienza dei profughi.

Al di là dell’impressionante ipocrisia di queste righe, Federica Mogherini ignora che il continente che lei ha rappresentato in questi anni, ha registrato il maggior tasso di migrazioni al mondo, assieme all’Africa. E anche che il suo paese natio ha esportato un milione e mezzo di persone nel corso degli ultimi 10 anni.

Nessuno di loro ha mai visto e dunque memorizzato Apocalipse Now.

Ma l’intervento a tre mani ci restituisce una impressione sconvolgente di come, a chi, e con quali caratteristiche di competenze, conoscenze e moralità sia oggi e in questi anni possibile accedere alle cariche apicali dei più importanti consessi internazionali.

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CILE: La bronca (La rabbia)

Riceviamo questo contributo di Rodrigo Rivas, intellettuale cileno fuggito in Italia dopo il cruento golpe edi Pinochet del 1973 che abbattè il governo di Salvador Allende presso il quale è stato da neo laureato collaboratore, relativo alle proteste scoppiate a seguito dell’annuncio dell’aumento dei prezzi dei trasporti urbani. Dal nostro paese Rodrigo continua a seguire con forti emozioni le vicende del suo paese di origine ma raramente riesce a scrivere qualcosa a causa delle ferite interiori non ancora del tutto rimarginate. Continua a leggere

Ugo Giannangeli: “La legalità quale strumento dell’apartheid” nella Palestina israeliana.

PALESTINA E LIBERTA’ DI ESPRESSIONE: Dibattito del 26 settembre 2019 al Circolo della Stampa di Trieste con Stephanie Westbrook, David Cronin e Ugo Giannangeli.

Trascrizione dell’intervento di Ugo Giannangeli: “La legalità quale strumento dell’apartheid”.

Il titolo dell’argomento a me assegnato è manifestamente paradossale, provocatorio, ermetico. L’ apartheid è un crimine contro l’umanità secondo la Convenzione internazionale del 1976 e l’articolo 7 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. La legalità non può essere al servizio del crimine e suo strumento. Una legge o una sentenza sì: la sentenza si adegua alla legge e la legge nazionale non si adegua al diritto internazionale. Si crea così quella figura che, con un ossimoro, potremmo definire “crimine legale”. In epoca di sovranismo e di populismo giuridico e politico Israele ha gioco facile e c’è da chiedersi se non abbia avuto un ruolo decisivo nella degenerazione della complessiva situazione politica e giuridica. La domanda è retorica perché io credo, e non sono il solo, che certamente ha avuto un ruolo rilevante. Continua a leggere

Siria Martoriata

di Ali Rashid

Sono molti anni che la “guerra” dilania la Siria. Ha seminato morte, distruzione immane, lo sfollamento di più della metà della popolazione all’interno del territorio nazionale e oltre confine, la distruzione difensiva di un patrimonio storico e culturale di tutta l’umanità e lo smembramento di un tessuto sociale, frutto di migliaia di anni di convivenza. Una storia simile a quella avvenuta in Iraq poco prima continua fino ai nostri giorni, con la differenza che nel caso iracheno fu una coalizione internazionale guidata dagli USA “fuori dalla legalità internazionale” ad assumere la responsabilità dell’invasione del paese “con motivazioni risultate in seguito false”. Continua a leggere

Non dimentichiamo che anche le guerre e il complesso militar industriale uccidono il clima – oltre ai popoli! *

di Angelo BaraccaMarinella Correggia

Ci fu chi parlò di «seconda superpotenza mondiale»: il 15 febbraio 2003 milioni di persone scesero in piazza in quasi tutti i paesi del pianeta, simultaneamente, per dire no alla guerra di Bush Blair e valvassori contro l’Iraq, «no alla guerra per il petrolio e per gli affari». Quell’esperienza di rivolta pacifica planetaria, epica ma senza successo (non fu fermata nemmeno una bomba), non si è ripetuta in occasione di successive guerre di aggressione diretto o per procura, né per altre emergenze, ambientali e sociali. Continua a leggere

Comunicato della Presidenza ANED. RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO: VERGOGNOSA MISTIFICAZIONE DELLA STORIA E INTOLLERABILE INSULTO

Comunicato della Presidenza ANED.

RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO: VERGOGNOSA MISTIFICAZIONE DELLA STORIA E INTOLLERABILE INSULTO

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Il durissimo comunicato dell’ANPI contro l’equiparazione tra nazismo e comunismo

Anche l’Anpi interviene sulla risoluzione approvata dal Parlamento europeo che equipara nazismo e comunismo. Un voto che sta scatenando un fiume di polemiche, dal  sapore revisionista. L’associazione nazionale partigiani d’Italia prende posizione con un comunicato, durissimo, in cui esprime tutta la propria “preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazifascismo e comunismo”. Qui il comunicato dell’Anpi. A seguire il testo integrale della risoluzione dell’Unione Europea: Continua a leggere

Primo giorno di scuola in Yemen. Lezioni negli edifici sventrati dalle bombe. Onu: Usa, GB e Francia complici nei crimini di guerra in Yemen

(Asiablog.it) — In Yemen il nuovo anno scolastico è iniziato lunedì 2 settembre. Molti bambini sono rientrati in istituti danneggiati dalle operazioni belliche, come dimostrano una serie di fotografie scattate da Ahmad Al-Basha durante il primo giorno del nuovo anno scolastico in una scuola sventrata da un bombardamento a Taez, la terza città del Paese mediorientale.

La guerra civile in Yemen, combattuta tra ribelli sciiti Huthi e forze governative sostenute dai regimi sunniti dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, prosegue da oltre quattro anni. Nel caos del conflitto anche al-Qāʿida nella Penisola Arabica (AQAP) ha preso le armi e controlla porzioni di territorio nella parte centrale del Paese arabo. Le vittime, secondo le stime, sono tra 6.782 e oltre 70.000Secondo Save The Children, circa 85.000 bambini potrebbero essere morti di fame.

Un rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onupubblicato in questi giorni denuncia una lunga serie di crimini, tra i quali i bombardamenti indiscriminati, gli assassinii e le detenzioni arbitrarie, le torture e la violenza sessuale.

Inoltre il rapporto mette in luce il coinvolgimento nel conflitto anche di diverse potenze occidentali, come Stati UnitiGran Bretagna e Francia che avrebbero fornito armamenti in modo indiscriminato, ma anche sostegno logistico e d’intelligence alla coalizione a guida saudita, responsabile della morte di migliaia di civili e accusato di aver affamato la popolazione civile come tattica di guerra.

L’ultimo massacro di civili del quale si è a conoscenza è avvenuto il 1° settembre, quando un raid aereo saudita avrebbe colpito un istituto di detenzione uccidendo un numero imprecisato di persone, secondo quanto riportato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa.

Asiablog.it

Anche gli ultrà europeisti vogliono “cambiare la Ue”. Per competere meglio…

di Dante Barontini (da Contropiano.org)

Tormento o delizia di ogni analista, l’Unione Europea resta l’ircocervo che si preferisce in genere affrontare solo dal punto di vista ideologico, come se questa strana creatura fosse davvero una “anticipazione” della fine dei nazionalismi e non invece – come è – una struttura di regolazione dei vari nazionalismi. Con effetti fortemente asimmetrici, quasi sempre voluti, che avvantaggiano sempre i paesi più forti a scapito di quelli più deboli. Continua a leggere

Il G7 approfitta degli incendi per provare a internazionalizzare l’Amazzonia?

di Aram Aharonian *

I terribili incendi che già hanno devastato quasi mezzo milione di ettari di selva amazzonica in Brasile hanno acceso il fuoco anche alla riunione del Gruppo dei Sette in Francia e hanno bruciacchiato, e lasciato in condizioni critiche, anche il trattato di libero commercio firmato recentemente tra l’Unione Europea e il Mercosur.

Paradossalmente, la vigliacca arrendevolezza dei governi neoliberisti del Mercosur ha salvato la riunione dei sette paesi capitalisti più industrializzati (Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna e Giappone) e ha dato una bella mano al presidente francese Emmanuel Macron per rilanciarsi come figura internazionale “a difesa dell’ambiente”. Continua a leggere

L’eredità di Chico Mendes. Il vero tesoro dell’Amazzonia.

di Leonardo Boff  (da La Repubblica, 30-8-2019)

Non è necessario distruggere la foresta pluviale per ricavarne ricchezza. Una produzione agricola globale rende di più

Chico Mendes è un figlio legittimo della foresta, tanto da essersi identificato con essa. Presto si rese conto che l’attuale sviluppo prescinde dalla natura ed è contro di essa, perché la vede come un ostacolo piuttosto che come un’alleata. È stato uno dei pochi ad aver capito la sostenibilità come equilibrio dinamico e autoregolante della Terra, grazie alla catena di interdipendenze tra tutti gli esseri, soprattutto quelli che vivono di risorse riciclate in modo permanente e quindi sostenibili a tempo indeterminato. L’Amazzonia è il più grande esempio di questa sostenibilità naturale. Continua a leggere

Venezuela. Alla fine del 2019 si dovrà raggiungere l’obiettivo di 3 milioni di case.

La Gran Mision Vivienda è la miglior risposta al bocco economico criminale voluto da Trump. Intervista a Ildemaro Villarroel, ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa

“Stiamo surfando nella tormenta, cercando l’onda più grande”. Il ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa, Ildemaro Villarroel, riassume con questa immagine la situazione in cui si trova il suo paese dopo il blocco economico-finanziario imposto da Trump e la minaccia di una “quarantena” che chiuderebbe l’accesso ai porti. Colto, inclusivo e preciso, Villarroel apre la riunione numero 28 dell’Organo Superior de Vivienda y Habitat. Un importante appuntamento di bilancio, trasparente e prospettico, che illustra lo sviluppo della Gran Mision Vivienda Venezuela sia al paese che agli ospiti internazionali. Continua a leggere

MESSICO: L’esercito zapatista di liberazione nazionale rompe l’accerchiamento. Il Comunicato

COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDO GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO Continua a leggere

Esperienze dirette da Lampedusa. Non solo migranti

Abbiamo intervistato l attivista pisano Francesco Bouchard, da poco tornato da Lampedusa dopo un anno, o quasi, di attività di supporto ai migranti e alla popolazione locale. Continua a leggere

Argentina: LA SCONFITTA DI MACRI E LO SPETTRO DELLA CRISI GENERALE DEL CAPITALISMO

di Marco Nieli (da albainformazione.com)

Diceva Albert Einstein che se si vogliono cambiare i risultati delle proprie azioni, bisogna cambiare le proprie azioni. Non pare abbia seguito questo criterio di elementare logica dialettica la maggioranza degli elettori argentini che, nell’ormai lontano dicembre 2015 decise di ritornare al modello neo-liberista – questa volta impersonato dall’ex-governatore della provincia di Buenos Aires Mauricio Macri, ingegnere civile e imprenditore, appartenente all’élite porteña e fondatore delle coalizioni di destra PRO e Cambiemos – che aveva già portato il paese al default economico nell’anno 2001. Continua a leggere

Il risveglio dell’Argentina (sotto la spada dei mercati e del sovranista Trump)

di Fabrizio Casari (da altrenotizie.org)

Alberto Fernandez e Cristina Kirchner, candidati della sinistra peronista, hanno sconfitto il Presidente Macrì alle primarie per le elezioni presidenziali del prossimo autunno: 47 contro il 32 per cento il durissimo verdetto. Quindici punti di differenza che possono trasformarsi in distanza incolmabile. E’ stata una di quelle batoste che il presidente argentino di origini italiane, dai modi gentili e dalle idee rozze, con amicizie discutibili e politiche devastatrici, difficilmente dimenticherà. La relazione tra fallimento economico del governo e crisi di consensi pare ineludibile. Continua a leggere

Il governo dell’Uruguay denuncia ingerenze USA in vista delle prossime elezioni di ottobre

Gli Stati Uniti e le indebite ingerenze negli affari dei paesi sudamericani. Questo binomio si conferma purtroppo inscindibile.

Il governo uruguaiano accusa gli Stati Uniti di interferire nella campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali di ottobre in programma nel paese.

«Ho detto che gli Stati Uniti si stavano intromettendo (…) nella campagna elettorale uruguaiana», ha dichiratao il ministro degli Esteri uruguaiano Rodolfo Nin Novoa durante un’intervista con una radio locale. Continua a leggere

Anticipazioni del Rapporto SVIMEZ 2019 su “L’economia e la società del Mezzogiorno”: al Sud più emigrati che immigrati, rischio recessione e spopolamento.

Anticipazioni del Rapporto SVIMEZ 2019 su “L’economia e la società del Mezzogiorno”

  

SUD, LO SPETTRO DELLA RECESSIONE

IN UN’ITALIA CHE CRESCE POCO

SI RIAPRE IL DIVARIO TERRITORIALE

 

 Dopo un triennio 2015-2017 di (pur debole) ripresa del Mezzogiorno, si riallarga la forbice con il Centro-Nord. Tengono solo gli investimenti in costruzioni, crollano quelli in macchinari e attrezzature. Prosegue il declino dei consumi della

P.A. e degli investimenti pubblici. Al Mezzogiorno mancano quasi 3 milioni di posti di lavoro per colmare il gap occupazionale col Centro-Nord. Il dramma maggiore è l’emigrazione verso il Centro-Nord e l’estero. I diritti di cittadinanza limitati al Sud. Forte disomogeneità tra le regioni meridionali: nel 2018 Abruzzo, Puglia e Sardegna registrano il più alto tasso di sviluppo Continua a leggere

L’Europa deve svegliarsi, condannare le sanzioni al Venezuela e prendere una posizione autonoma rispetto agli USA

di Alberto Fazolo

Dopo il fallimento dell’ennesimo tentativo di golpe in Venezuela, lo scontro tra il Governo del legittimo Presidente Nicolas Maduro e l’opposizione guidata (almeno per il momento) da Juan Guaidò ritorna sul piano politico. I negoziati svoltisi in Norvegia e alle Barbados hanno dato la speranza di avviare un processo negoziale efficace e una soluzione pacifica della crisi.

Ma gli USA sono alla disperata ricerca di petrolio per far fronte al fabbisogno interno e per poter riaffermare il proprio ruolo a livello globale. In questa ottica si inquadrano le bellicose azioni contro il Venezuela e l’Iran. Nel caso del Venezuela l’aggressione al momento non sembra prendere le sembianze dell’attacco militare o del golpe, per ora gli USA proseguono sulla via della guerra economica e del tentativo d’isolamento politico. Continua a leggere

IL MODELLO USA DEL GOVERNO «SOVRANISTA»

di Manlio Dinucci

Anche se l’opposizione attacca sempre il governo e vi sono divergenze nel governo stesso, dall’intero arco parlamentare non si è levata alcuna voce critica quando il premier Conte ha esposto alla Conferenza degli ambasciatori (26 luglio) le linee guida della politica estera, a riprova del vasto consenso multipartisan.

Conte ha definito anzitutto qual è il cardine della collocazione dell’Italia nel mondo: «Il nostro rapporto con gli Stati Uniti rimane qualitativamente diverso da quello che abbiamo con altre Potenze, perché si fonda su valori, su principi condivisi che sono il fondamento stesso della Repubblica e parte integrante della nostra Costituzione: la sovranità democratica, libertà e uguaglianza dei cittadini, la tutela dei diritti fondamentali della persona».

Il premier Conte così non solo ribadisce che gli Usa sono nostro «alleato privilegiato», ma enuncia un principio guida: l’Italia assume gli Stati uniti come modello di società democratica.

Una colossale mistificazione storica. Continua a leggere

La Cina è vicina: Intervista a Francesco Maringiò sul II° Forum sulla Belt and Road

Guarda anche la precedente intervista

QUI

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