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Questa categoria contiene 1097 articoli

Sentenza Aemilia, la mafia al nord c’è e ora si vede.

di Stefano Morselli

Centoventicinque condanne. Oltre milleduecento anni complessivi di carcere. Decine e decine di beni mobili e immobili confiscati (aziende, quote societarie, terreni,, mezzi agricoli e industriali, automobili e moto, appartamenti e garage, conti correnti e polizze assicurative). Risarcimenti per parecchi milioni di euro alle parti civili (Stato, Regione Emilia Romagna, Province di Reggio Emilia, Modena e Parma, una quindicina di Comuni, sindacati Cgil, Cisl e Uil, associazione artigiani Cna, Confindustria, associazione antimafia Libera, associazione anti-usura, Ordine dei giornalisti e Aser). Continua a leggere

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4 novembre 1918 – 4 novembre 2018: La Madre di tutte le menzogne di guerra: le mani mozzate ai bambini in Belgio

Incombe il governativo Centenario della Grande Guerra che già si annuncia all’insegna della esaltazione del sacrificio per la Patria, dell’onore di essere “Italiani brava gente”, al richiamo alla compattezza nazionale contro i nemici interni ed esterni, alla necessità di rafforzare il nostro apparato militare contro le “forze ostili”… Temiamo quindi che la quantità enorme di celebrazioni metterà in secondo piano un aspetto fondamentale di quel conflitto e cioè l’irrompere di una propaganda  basata su menzogne che servirono a spingere verso la guerra una opinione pubblica che , fino a quel momento , sembrava riluttante.  La più famosa di queste menzogne fu, certamente, la sbalorditiva malvagità esternata dalle truppe tedesche in Belgio, malvagità  di cui le mani mozzate ai bambini rappresenta l’apice.

Se Sibialiria si sofferma su questa impostura, vecchia ormai di cento anni, non è certo per velleità enciclopediche o per additare una recente pubblicazione che, incredibilmente, la riprende come vera. Da sempre le guerre sono accompagnate o precedute da accuse al nemico di turno, presentato come un mostro capace di qualsiasi crimine : ma è solo con la Prima guerra mondiale – con l’irrompere dei quotidiani e delle cartoline a colori – che la creazione di falsi di guerra diventa una vera e propria industria che assolda grafici di talento, scrittori famosi, giornalisti… Il primo prodotto di successo di questa industria è stata, appunto,  la leggenda dei bambini belgi con le mani mozzate dai tedeschi. Una menzogna, che ha avuto un impatto emotivo enorme (il compianto giornalista Alessandro Curzi, ad esempio, ricordava che suo padre, socialista e da sempre contrario alla guerra, nel 1915 divenne interventista, quando apprese dai giornali questa notizia) e che ha contribuito in modo determinante a far precipitare l’umanità in una guerra costata milioni di morti.

E dire che se c’era una nazione che, veramente, faceva mozzare le mani ai bambini, questo era il Belgio.

 

Il Rapporto Bryce

Tutti le campagne mediatiche per avere successo devono contenere almeno due elementi: unastorytelling, – e cioè un episodio di grande impatto emotivo che suggerisce un corpus di credenze – e l’autorevolezza di chi questo episodio narra (che, solitamente dissuade il pubblico dal verificarne la veridicità). Ad esempio, la storytelling dei “neonati strappati alle incubatrici nel Kuwait dai soldati iracheni” raccontata da Nayirah – una infermiera del Kuwait – fu considerata da molti attendibile non già dalla dichiarazione di questa anonima infermiera (che poi si scoprì essere la figlia di Saud Nasir al-Sabah, ambasciatore del Kuwait negli USA, e istruita dall’agenzia di pubbliche relazioni Hill & Knowlton,) ma dalla circostanza che nessuno della Commissione senatoriale USA (davanti alla quale fu pronunciata) osò metterla in dubbio. Oggi, generalmente, la veridicità della notizia è garantita dalla televisione e dai suoi ineffabili corrispondenti di guerra che, in qualche caso, dopo aver diffuso evidentissimi falsi – ad esempio, le “Fosse comuni di Gheddafi” – quando questi falsi sono universalmente riconosciuti tali, per garantirsi una verginità, dichiarano di essere stati ingannati.

Cento anni fa l’autorevolezza della notizia fu garantita dal ponderoso Rapporto Byrce, (qui è possibile leggere il documento in originale) – redatto, nel dicembre 1914, dal Comitato per indagare le voci sulle atrocità in Belgio istituito dal primo ministro inglese Herbert Asquith e diretto dal visconte Lord James Bryce – che riportante mostruose atrocità commesse dai soldati tedeschi in Belgio (persone stuprate, crocifisse, impalate, accecate… donne sgozzate e/o con mammelle amputate… e, soprattutto, bambini con mani mozzate) divenne, in poche settimane, un best seller.

Subito tradotto in 30 lingue dal governo inglese, il Rapporto Byrce, (anche grazie a veementi promotori come lo scrittore Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes) conobbe varie versioni. In Italia, ad esempio, sia il Corriere della sera sia Il Messaggero ne stamparono una edizione popolare arricchita con varie illustrazioni. Da qui il libro di Achille De Marco Sangue belga che descriveva, con una fantasia davvero perversa, tutta una serie di mutilazioni tra cui “bimbe mutilate dei piedi e obbligate a correre sui moncherini per il passatempo spirituale della soldataglia tedesca”. Curiosamente, questo episodio non era riportato nel Rapporto Byrce – che il De Marco assicurava essere la fonte del suo libro – ma fu comunque ampiamente ripreso dalle successive “edizioni popolari” del Rapporto.

Innumerevoli sono state poi le raffigurazioni attestanti le atrocità riportate nel Rapporto. Soprattutto cartoline illustrate a colori; le più famose quelle commissionate dallo Stato maggiore francese al disegnatore Francisque Poulbot: si stima che la serie più famosa delle sue cartoline sia stata stampata in un milione di copie.

 

L’attendibilità del Rapporto Byrce

Finita la prima guerra mondiale, i documenti originali delle deposizioni dei presunti testimoni belgi (tutti anonimi) che costituivano il Rapporto Byrce rimasero secretati. Non fu questa l’unica stranezza che insospettì gli storici. Verosimilmente, c’era anche la curiosità di sapere come avessero fatto i membri della commissione di indagine coordinata da Byrce a gironzolare in un Belgio occupato dall’esercito tedesco e a incontrare così tante persone disposte (se pur anonimamente) a testimoniare. Fu per questo che alcuni ricercatori – tra cui Arthur Ponsonby  eFernand van Langenhove – ripercorsero le aree del Belgio (distretto di Liegi, Valle della Meuse, Aarschot,, Mechelen, Louvain…) menzionate nel Rapporto come teatro degli efferati crimini commessi dai tedeschi. Ma non trovarono alcuna conferma di questi supposti episodi. Analogo risultato quando indagarono su un famoso (cinque prime pagine sul Times) evento riportato nel Rapporto Byrce: tredici bambini del villaggio di Sempst violentati e poi finiti con le baionette. Poi passarono in esame l’evento clou: i bambini con le mani mozzate. Da cosa era nata questa leggenda? Sostanzialmente, da due rumors. Nel primo, un anonimo sacerdote del distretto di Termonde, in una predica, avrebbe raccontato di un bambino che lo aveva avvicinato per chiedergli quale preghiera innalzare a Gesù per fargli crescere le mani mozzate dai Tedeschi. Nel secondo, che sarebbe avvenuto in un ospedale del nord del Belgio, una bambina di sei anni con le mani mozzate avrebbe composto questa straziante preghiera (riportata nel periodico Semaine religieuse di l’Ille-et-Vilaine): “Signore non ho più le mani. Un crudele soldato tedesco me le ha prese, dicendo che i bambini belgi e francesi non hanno diritto ad avere le mani; che questo diritto lo hanno solo i bambini dei tedeschi. E me le ha tagliate. E mi ha fatto molto male. Ma il soldato rideva e diceva che i bambini che non sono tedeschi non sanno soffrire. Da quel giorno, Signore, la mamma è diventata pazza ed io sono sola. Il babbo è stato portato via dai soldati tedeschi il primo giorno di guerra. Non ha mai scritto. Certamente, lo avranno fucilato…”. Le puntigliose ricerche di van Langenhove e di altri non trovarono alcuna conferma di questi episodi. Analogo risultatoottenuto da Francesco Saverio Nitti, già ministro durante la guerra e in seguito, presidente del Consiglio: “Abbiamo sentito raccontare la storia dei piccoli infanti belgi ai quali gli unni avevano mozzato le mani. Dopo la guerra, un ricco americano, scosso dalla propaganda francese, inviò in Belgio un emissario per provvedere al mantenimento dei bambini cui erano state tagliate le povere manine. Non riuscì ad incontrarne nemmeno uno. Mister Lloyd George e io stesso, quando ero capo del governo italiano, abbiamo fatto eseguire delle minuziose ricerche per verificare la veridicità di queste accuse, nelle quali, in certi casi, si specificavano nomi e luoghi. Fu rilevato che tutti i casi oggetto delle nostre ricerche, erano stati inventati.”

L’inattendibilità del Rapporto Byrce non significa, certo, che non vi furono esecuzioni sommarie, o altri crimini, commessi dalle truppe di occupazione tedesche. Esecuzioni dettate anche dallapsicosi  imperante tra le truppe tedesche che vedevano nelle numerose feritoie che costellavano i muri delle case belghe (in realtà “fori in muratura” destinati a fissare le impalcature per gli imbianchini delle facciate) una postazione per cecchini. Psicosi, tra l’altro, istituzionalizzata da autorevoli opinionisti tedeschi come il professore universitario B. Händecke che sul quotidianoNationale Rundschau spiegava che la crudeltà belga era già iscritta nell’arte fiamminga.

 

I falsi di guerra

La leggenda dei bambini con le mani mozzate, oltre che per il suo enorme impatto nell’opinione pubblica (In Italia, uno dei pochissimi studiosi che ne denunciò la falsità fu Benedetto Croce) merita di essere analizzata perché si basa su un aspetto che caratterizzerà fino ai nostri giorni i falsi di guerra: l’illogicità  del gesto.

L’occupazione tedesca del Belgio era finalizzata all’invasione della Francia, non certo all’attuazione di una qualche pulizia etnica, per la quale, cioè, bisogna terrorizzare la popolazione autoctona per costringerla a fuggire. Corollario di questa strategia era l’esigenza per la Germania di garantirsi un Belgio relativamente tranquillo dopo che – già nei primi giorni dell’invasione – era stata neutralizzata gran parte della resistenza. In questo contesto – come fece notare van Langenhove – sarebbe stato del tutto illogico per la Germania non solo organizzare (secondo il Financial Times veniva direttamente dal Kaiser la direttiva di torturare i bambini, specificando – tra l’altro – quali torture dovessero essere eseguite) ma anche permettere ufficialmente il compiersi di tali gratuite atrocità contro la fascia più inerme della popolazione. In altri termini “…(di fronte a queste atrocità)… cosa altro avrebbero fatto gli abitanti dei paesini teatro di tali infamie se non avventarsi, magari con qualche coltello da cucina, sul primo tedesco che passava?” Se questo si fosse verificato, la Germania si sarebbe trovata ad affrontare una resistenza immensamente più feroce di quella che caratterizzo l’invasione del Belgio, durante la guerra franco-prussiana, nel 1870.

Nonostante ciò, innumerevoli, illogiche, menzogne di guerra (basti pensare ai cecchini di Assad che sparano sulle donne incinte), anche oggi, vengono prese per buone da gran parte dell’opinione pubblica. Come è possibile? Tra gli studiosi che si occuparono di questo fenomeno, un posto di rilievo spetta, certamente allo storico Marc Bloch che, nel 1921, pubblicò Riflessioni d’uno storico sulle false notizie della guerra un testo breve ma ancora oggi illuminante per capire su quali meccanismi i creatori di falsi di guerra basino il loro agire. “Solo grandi stati d’animo collettivi hanno il potere di trasformare in leggenda una cattiva percezione. – dichiara Bloch – Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita; la sua messa in moto ha luogo soltanto perché le immaginazioni sono già preparate e in silenzioso fermento.”

Una menzogna di guerra, quindi , serve sostanzialmente a cementare tutto un corpus di credenze già imposte all’opinione pubblica e a trasformare in paranoia il diffuso senso di insicurezza. Paranoia che, quindi, impone di fermare il nemico di turno prima che possa colpire anche l’inerme consumatore della menzogna (oggi, solitamente, un telespettatore). E bisogna agire subito, perché il nemico dispone, nel paese del consumatore, di una quinta colonna(pacifisti, disfattisti, comunità etnico- religiose…) o è dotato di  imperscrutabili armi capaci di seminare ovunque distruzione.

 

Agli albori della Prima guerra mondiale la costruzione di un nemico capace delle più turpi efferatezze, che, se non lo si fosse fermato in tempo sarebbero dilagate dovunque, fu affidata in Italia (fino ai primi mesi del 1915 alleata dell’Impero austro-ungarico) ad una torma di giornalisti i quali furono letteralmente comprati da emissari del governo francese o inglese e/o da gruppi industriali interessati alle commesse militari. E così, in pochi mesi, fu imbastita  una gigantesca campagna mediatica – imperniata sullo “stupro del piccolo e pacifico Belgio” – fatta propria da non pochi intellettuali e accompagnata da innumerevoli manifestazioni, culminate nel Maggio radioso, che chiedevano l’entrata in guerra.

Ironia della sorte, anche in quei giorni, “il Belgio” continuava a mozzare le mani ai bambini. Nel Congo, fino al 1909 proprietà privata di Leopoldo II re del Belgio. Per costringere le popolazioni a raccogliere nelle foreste il Caucciù e consegnarlo agli agenti della Société Générale de Belgique. Un abominio, accompagnato dallo sterminio – in 23 anni – di circa 9 milioni di congolesi, che aspetta ancora di essere ricordato in qualche museo o Giornata della Memoria.

 

 

 

Francesco Santoianni

Redazione di Sibialiria

FONTEhttp://www.sibialiria.org/wordpress/?p=3591

Il fascismo dei liberal: cultura senza struttura

Il breve testo di Umberto Eco ‘Il fascismo eterno’ (La nave di Teseo, p. 51, 2018) è uno dei pamphlet fra i più pubblicizzati e commentati all’interno della galassia liberal italiana. Esemplificativo è il richiamo a esso della ex Presidente della Camera Laura Boldrini (LeU):

La riflessione di Eco parte da una nota posizione che vede la luce nella filosofa Arendt e nel suo Origini del totalitarismo:

Il fascismo fu certamente una dittatura, ma non era compiutamente totalitario, non tanto per la sua mitezza, quanto per la debolezza filosofica della sua ideologia.

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CGIL, Maurizio Landini al Congresso della Camera del Lavoro di Milano, il 31 ottobre (Audio)

Conclusioni di Maurizio Landini, segretario nazionale Cgil, al IX Congresso Camera del lavoro Metropolitana di Milano. Gli interventi di Antonio Pizzinato e di Maura Gancitano, filosofa.

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Sovranità o barbarie. Il ritorno della questione nazionale. Un libro di Thomas Fazi e William Mitchell.

Sovranità o barbarie” è il primo titolo di una nuova collana dell’editore Meltemi, diretta da chi scrive e intitolata “Visioni eretiche”.
Titolo paradossale, ove si consideri che le “eresie” in questione altro non sono che la riproposizione di princìpi, teorie, concetti, ideali e punti di vista che, fino agli anni Settanta del secolo scorso, rappresentavano un patrimonio comune a tutto il movimento operaio internazionale (sia pure con varie sfumature, a seconda dei partiti e dei movimenti che si sforzavano di metterlo in pratica nei diversi contesti nazionali).  Continua a leggere

ITALIA-UE: NESSUNA MONETA E’ ETERNA

Dal 1918, ben 67 Paesi sono usciti da unioni monetarie – E la vita continua…

di Coriolanis 

Le unioni monetarie non sono state mai eterne, durano quel che durano. La storia conferma che non esiste segno monetario immutabile o che ci abbia accompagnato dai tempi di Adamo ed Eva. Neppure dall’epoca dell’antica Roma o – piú modestamente – da Napoleone. Neppure quelli in cui la potenza marittima britannica consolidó la sterlina e un breve ma redditizio impero. L’Europa sopravviverá alla UE (non viceversa), perché il millenario crogiolo di civiltá-popoli-nazioni è cosa altra dal neototalitarismo liberista di fine millenio. Continua a leggere

Presentazione del libro di Alessandro Somma “Sovranismi. Stato, popolo e conflitto sociale”

Registrazione video del dibattito dal titolo “Presentazione del libro di Alessandro Somma “Sovranismi. Stato, popolo e conflitto sociale” (DeriveApprodi)”, registrato a Roma mercoledì 24 ottobre 2018 alle 17:25.

Dibattito organizzato da Associazione Patria e Costituzione.

Sono intervenuti: Stefano Fassina (deputato, Liberi e Uguali), Salvatore Cannavò (giornalista de Il Fatto Quotidiano), Carlo Galli (professore), Giorgio La Malfa (presidente della Fondazione Ugo La Malfa), Alessandro Somma (professore).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Antieuropeismo, Antiglobalizzazione, Capitalismo, Costituzione, Democrazia, Destra, Economia, Europa, Globalizzazione, Immigrazione, Keynes, Lavoro, Le Pen, Lega Nord, Liberalismo, Libro, Mercato, Movimenti, Nazionalismo, Politica, Sindacato, Sinistra, Societa’, Stato, Storia, Trump, Unione Europea, Usa.

La registrazione video di questo dibatto ha una durata di 1 ora e 31 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio. Continua a leggere

La drammatica escalation delle aggressioni razziste degli ultimi mesi. In ottobre altra pericolosa accelerazione frutto del clima di crescente intolleranza presente nel paese

di Andrea Vento

La violenza espressiva verbale aggiunta ai contenuti discriminatori e razzisti, divenuti entrambi strumenti di propaganda politica e di coagulo del consenso elettorale da parte di alcune forze politiche, stanno non solo creando un cambiamento antropologico nel popolo italiano, sempre più intollerante verso gli immigrati, ma hanno anche innescato una spirale di violenza ai danni degli stranieri che si è trasformata in un drammatico stillicidio, ormai quasi quotidiano, di episodi di violenza. Continua a leggere

Marco Bersani: PERCHÉ NON TI FANNO RIPAGARE IL DEBITO

 

 

 

 

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“Immigrazione e sicurezza: un decreto pericoloso” – Convegno del Coordinamento Democrazia Costituzionale

Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha organizzato, su iniziativa della Sen. Loredana De Petris, il 19 ottobre 2018 presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro a Roma, un convegno dal titolo: “Immigrazione e sicurezza: un decreto pericoloso”. II Convegno è stato presieduto dal magistrato Domenico Gallo, presidente del CDC.

Numerosi e qualificati gli interventi che hanno fatto emergere le palesi incostituzionalità di diverse parti del Decreto Salvini e le incongruenze normative e procedurali relative al trattamento delle richieste di asilo, della cittadinanza, della riduzione delle pur carenti esperienze di integrazione, tali da prefigurare scenari concentrazionari e di apartheid. Continua a leggere

Sinistra e globalizzazione

di Tonino D’Orazio

Non si può essere di sinistra se favorevoli alla mondializzazione. Il vero viso della globalizzazione è lo sfruttamento della Terra e del genere umano tramite l’indebitamento. Ciò che abbiamo di fronte sono innumerevoli paradossi e terribili contraddizioni. Troppe.

Da un lato vi sono i buoni sentimenti e le emozioni umane, ancora molte per fortuna. Dall’altro c’è la dura realtà mascherata se non passivamente condivisa. Una sinistra che non ha più nulla da dire, talmente litigiosa e irretita intellettualmente che perde man mano il suo “corpus” ideologico. Recita il Manifesto: “The courage to stand alone” (Il coraggio di stare soli). Ovviamente non è più sufficiente. Dimenticando che una nazione ha sempre bisogno di un contro-potere credibile e che un popolo ha sempre bisogno di speranza di cambiamento per tentare di affrancarsi da nuove schiavitù. Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (15)

di Tonino D’Orazio

Le crisi sono pilotate e nulla succede spontaneamente a causa del “mercato”. Siamo di nuovo davanti a una crisi e non ci siamo ancora rialzati da quella di dieci anni fa. Non c’è nulla di scientifico nell’economia, malgrado molti soloni pensino che sia simile alla matematica, ma ci si avvicina solo con un’analisi tecnica che parta dal passato e segua la solita sperimentazione galileiana per enunciare una realtà oggettiva, verificabile e affidabile. Continua a leggere

Movimenti di estrema destra in Europa: cos’è accaduto questa settimana

Negli ultimi giorni, molti media si sono occupati dell’incontro fra Marine Le Pen, leader del partito francese, Rassemblement National, e il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, a Roma. Alcune testate hanno anche trattato nuovamente la nascita e crescita dell’internazionale populista di destra in Europa.Visita il sito  Continua a leggere

Il grande inganno del debito pubblico

Hanno messo le nostre vite in mano alla finanza internazionale. Ecco come uscirne. Intervista a Guido Grossi, ex manager di BNL.

Secondo Guido Grossi, esperto di finanza ed ex manager di BNL, la politica ha rinunciato al controllo della moneta e non se ne vede la ragione. Prima il cittadino portava i risparmi in una banca pubblica e quei soldi venivano investiti nell’economia reale creando lavoro, lo Stato li usava per fare spesa pubblica. Oggi le banche private fanno speculazione e i cittadini non possono più finanziare lo Stato. Gli interessi sempre più alti fanno salire l’indebitamento. Ci hanno messo un cappio al collo. Lo Spread e il rating. La differenza tra Bot, Cct e Btp. Il meccanismo perverso che porta lo stato a svendere i beni pubblici. Il caso Grecia. Le mosse da fare per liberarci.

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“Se la gente sapesse che cos’è lo spread, scoppierebbe la violenza nelle strade”

Tre video da ri-vedere e ri-ascoltare con attenzione visto che siamo di nuovo alle prese con lo Spread. Risalgono al 2013, poco prima della morte di Nando Ioppolo, giurista e economista, che in modo comprensibile e chiaro illustra le caratteristiche del sistema ideologico neoliberista. Il Pensiero Unico del finanz-capitalismo. Da poco si era conclusa l’esperienza del governo Monti, il governo dei mercati. Continua a leggere

Il fabbricante di prove: FRANCESCO CRISPI E LA REPRESSIONE DEL FASCI DEI LAVORATORI SICILIANI

di Agostino Spataro

Oggi, 4 ottobre 2018, al teatro Pirandello di Agrigento, é stato ricordato il bicentenario della nascita (a Ribera) di Francesco Crispi,  fervente repubblicano mazziniano ma con un debole per la monarchia dei Savoia. Non v’è dubbio che egli ebbe una parte importante nelle lotte risorgimentali per l’unità d’Italia, tuttavia sul finire dell’800 divenne uno degli uomini di potere più discussi e autoritari, fino al punto, lui siciliano, di macchiarsi di un grave delitto politico: reprimere nel sangue, sulla base di ” prove” false costruite a tavolino, il movimento dei “Fasci dei lavoratori ” (siciliani), il primo sorto in Italia, solidale e organizzato, popolare e di sinistra, che avrebbe potuto innovare la vita economica e civile della Sicilia e cambiare il corso della storia italiana. Un comportamento a dir poco osceno di cui quasi nessuno parla e/o ne scrive. Nel sottostante articolo la mia modesta ricostruzione dei fatti.  
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La guerra contro Riace

C’è un comune noto in tutto il mondo per l’accoglienza diffusa dei migranti tra le case del borgo, un paese destinato a morire rinato con le sue botteghe di nuovo abitate, i consigli comunali in piazza, ma anche con i sentieri attrezzati e le fattorie didattiche al posto delle discariche. Nello stesso territorio, la provincia di Reggio Calabria, terra di passaggio e di mescolanze culturali da sempre e da sempre terra di migrazioni, c’è un altro comune conosciuto invece per la  tendopoli allestita dal Ministero dell’Interno con recinzione e pass, una distesa sterminata di vecchie tende e baracche senza servizi igienici, acqua potabile ed elettricità ma con tanto di numero civico: un non-luogo destinato ad “accogliere” migliaia di migranti sfruttati nelle campagne della ‘Ndrangheta, dove lo scorso inverno duecento baracche hanno preso fuoco e una donna, Beckie Moses è morta arsa viva. Il primo comune è Riace, l’altro San Ferdinando. Nella piazzetta di Riace, in cui il sindaco Mimmo Lucano negli ultimi mesi ha incontrato migliaia di persone provenienti da tutta Italia per sostenere la straordinaria storia di accoglienza del borgo, ha spesso ripetuto che “non esiste legalità senza giustizia”. Abbiamo ricevuto questo reportage dalla Calabria qualche giorno fa, lo pubblichiamo nel giorno in cui Mimmo Lucano, definito dal ministro dell’Interno “uno zero”, è stato arrestato per un’inchiesta della procura di Locri Continua a leggere

Alfiero Grandi. Manovra: “Va bene rompere l’incantesimo della riduzione del deficit pubblico ad ogni costo ma bisogna evitare che il deficit si trasformi nel pagamento di maggiori interessi”

di Alfiero Grandi

L’attenzione si è concentrata sul deficit pubblico al 2,4 %. Certo, è un segnale politico controcorrente rispetto agli impegni per il contenimento allo 0,8% nel 2019, ma che non è poi così nuovo visto che Renzi aveva proposto di portarlo al 2,9 % per 5 anni in un’intervista a Il Sole24ore l’8 luglio 2017. Un no pregiudiziale ad un deficit più rispondente ai bisogni del paese è incomprensibile, tanto per chi da anni sostiene che andrebbe tolto il vincolo del pareggio di bilancio inserito, all’epoca del governo Monti, nell’articolo 81 della Costituzione per subalternità all’austerità europea. Continua a leggere

Berlino: Movimenti migratori in Europa e Nuova emigrazione italiana in Germania

Domenica 23-9-2018, si è svolto a Berlino, organizzato dal circolo Filef “Carlo Levi”, un’incontro sull’emigrazione in Europa e sulla nuova emigrazione italiana in Germania. L’occasione è stata offerta dal lancio del progetto di orientamento e di assistenza ai nuovi giovani italiani che raggiungono fin dall’inizio del decennio in modo massiccio la capitale tedesca alla ricerca di lavoro. Il progetto sarà svolto in collaborazione dell’Arbeitswohlfart (AWO), la storica fondazione di assistenza del movimento operaio tedesco nata all’inizio del ‘900 ed attiva in tutta la Germania in molti settori di attività, in gran parte gestiti su base di volontariato. Continua a leggere

MARCIA DELLA PACE PERUGIA-ASSISI: NESSUNA PACE SENZA GIUSTIZIA E LIBERTÀ!

NESSUNA  PACE SENZA GIUSTIZIA E LIBERTA’!

(Comunicato stampa Giovani Comunisti)

 

Domenica 7 ottobre saremo presenti alla marcia della Pace Perugia-Assisi a ribadire con ancora maggior forza le nostre idee e i nostri valori che sono quelli della solidarietà e giustizia sociale in un mondo in cui gli innumerevoli conflitti non fanno che alimentare guerre e miseria. Libia, Yemen, Siria, Palestina, Afghanistan, Donbass e i conflitti più dimenticati che attraversano il continente africano, le tensioni e i golpe bianchi in America Latina con il tentativo di destabilizzazione di molti paesi (Venezuela e Bolivia), le tensioni nel continente asiatico, Paesi in cui riecheggia il rumore della morte  e delle armi prodotte in occidente spesso made in Italy. Continua a leggere

L’immigrazione nel vero dibattito politico di France Insoumise e di Aufstehen

di Giacomo Marchetti *

Il lancio del movimento “Aufstehen” in Germania, il 4 settembre, e l’inizio della campagna elettorale per le europee di fine maggio prossimo di France Insoumise, hanno visto concentrare l’attenzione su alcune posizioni delle formazioni politiche, e dei loro esponenti, sulla questione dell’immigrazione, talvolta dando vita al fuoco incrociato della “sinistra liberista” e dei competitor politici. Continua a leggere

Destra e sinistra nell’epoca dei populismi e dei sovranismi. Lectio magistralis di Carlo Galli alle Giornate del Lavoro della CGIL a Lecce

da Rassegna sindacale

“C’è una tesi corrente, secondo me pericolosa, che individua nella distinzione tra alto e basso, tra alto e basso, la frattura che spiegherebbe oggi la politica. Impossibile negare che non vi sia in una società oggi fortemente diseguale, ma sono tra quanti continuano a pensare che questa si aggiunge e non cancella la tradizione distinzione tra destra e sinistra, categorie non certo superate”. Carlo Galli, storico delle dottrine politiche all’Università di Bologna, è stato il protagonista della lectio magistralis ospitata all’interno delle Giornate del Lavoro della Cgil. Il titolo scelto per la sua riflessione è stato “Destra e sinistra nell’epoca dei populismi e sovranismi”, due termini gli ultimi due “che non amo molto e spesso sono utilizzati impropriamente”. Continua a leggere

CGIL: la discussione alle Giornate del Lavoro a Lecce

SUSANNA CAMUSSO HA APERTO IERI A LECCE LE GIORNATE DEL LAVORO DELLA CGIL: “ECCO LA NOSTRA IDEA DI PAESE”

“Con grande piacere siamo tornati a Lecce per la quinta edizione della nostra iniziativa”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, inaugurando le Giornate del Lavoro. “Abbiamo fatto molte cose e costruito un’idea di ciò che vogliamo per il Paese.  Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (N. 13)

Tonino D’Orazio

Sanzioni Iran e Italia. Le sanzioni americane contro l’Iran hanno avuto inizio il 7 agosto. L’impresa italo-francese ATR è riuscita a consegnare 5 aerei alla compagnia Iran Air due giorni prima dell’entrata in vigore delle sanzioni. Il 4 agosto, Iran Air, su Twitter, ha presentato “cinque nuovi membri della famiglia”, gli ATR 72-600. Inimmaginabile comunque la perdita commerciale di tutte le marche motoristiche europee che si erano lanciate sul mercato iraniano facendo “fuori” quelle americane. Gli accordi petroliferi, con perdita di miliardi di euro d’investimenti, sono stati lasciati tutti in mano all’impresa di stato cinese CNPC per “desistenza volontaria”. L’ENI, il cui contratto di acquisto di 2 milioni di barili al mese scade fine 2018 non ha firmato il rinnovo, per “prudenza”.  Vi sono perdite consistenti, sia per Ferrovie dello Stato, che aveva firmato un accordo per una linea ferroviaria ad alta velocità tra Qom e Arak nel nord dell’Iran (spezzone della Nuova Via della Seta), sia per le costruzioni navali di Fincantieri. L’Italia era ridiventata il primo paese europeo partner commerciale dell’Iran, con aumenti a due cifre percentuali all’anno. “L’amicizia o la servitù” agli americani (e agli amici degli americani) stanno costando un prezzo enorme al futuro industriale e agricolo (cfr Russia) del nostro paese. La spartizione del mondo è in atto finché alla fine, come dicono Duncan MacLeod, nel ruolo di Highlander, e Karl Marx nel Capitale, (forse anche Trump), “ne rimarrà uno solo”. Continua a leggere

Dalla parte del Lavoro: Assemblea di “Patria e Costituzione” – (interventi e video)

Riportiamo il link della registrazione video dell’assemblea di fondazione dell’associazione Patria e Costituzione – Dalla parte del Lavoro che si è tenuta a Roma lo scorso 8 settembre e due degli interventi più significativi, quello dell’economista Vladimiro Giacché e quello di Gianpasquale Santomassimo.

 

L’evento è stato organizzato da Associazione Patria e Costituzione.

Sono intervenuti: Floriana D’Elia (ricercatrice presso l’Unità di Ricerca «Microeconomia» dell’ISAE), Stefano Fassina (deputato, Liberi e Uguali), Alfredo D’Attorre, Giampasquale Santomassimo (componente della Direzione della rivista «Passato e presente»), VladimiroGiacchè (economista, presidente del Centro Europa Ricerche), Massimo D’Antoni (professore), Nello Preterossi (professore), Chiara Zoccarato (militante del Network per il Socialismo Europeo), Antonio Lettieri (presidente del Centro Internazionale Studi Sociali (CISS)), Fabio Frati (sindacalista di base dell’Alitalia), Felice Besostri (avvocato amministrativista), Francesco della croce (militante dell’Associazione Patria e Costituzione), Lionello Cosentino (esponente di Articolo Uno – MDP di Roma), Antonio Florida (militante dell’Associazione Patria e Costituzione), Romano Onofrio (militante dell’Associazione Patria e Costituzione), Alessandro Somma (professore), Carlo Formenti (filosofo), Lanfranco Turci, Sergio Cesaratto (professore), Gabriele Pastrello (professore), Paolo Borioni (professore), Ugo Boghetta, Alberto Benzoni (presidente dell’Associazione Culturale Roma Nuovo Secolo), Samuele Mazzolini (ricercatore in Teoria politica presso la University of Essex), Giovanni De Corato (membro della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana), Domenico Moro (sociologo ed economista), Paolo Ortelli (militante dell’Associazione Patria e Costituzione), Fabio Perrone (militante dell’Associazione I Pettirossi).

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