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L’umanità nell’età dell’adolescenza: da Bretton Woods a Jackson Hole. Un libro di Pierre Assante

L’umanità nell’età dell’adolescenza: da Bretton Woods a Jackson Hole.

 

di Pierre Assante Continua a leggere

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LA TERZA ESPANSIONE DELLO ZAPATISMO

di Raúl Zibechi

In Brecha, 23 agosto 2019

Malgrado siano circondati dall’Esercito messicano, le basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) sono riuscite a rompere l’accerchiamento militare, mediatico e politico che gravava sopra di loro. In un comunicato del 17 agosto, firmato dal subcomandante Moisés, indigeno divenuto il portavoce del movimento zapatista dopo la ‘morte’ simbolica di Marcos, dalle montagne del sud-est messicano viene annunziata la creazione di sette nuovi caracoles (vedi sotto) e quattro municipi autonomi, che si chiameranno da ora in avanti «centri di resistenza autonoma e ribellione zapatista». Continua a leggere

Incredibile e pericoloso. Tre fondi indicizzati controllano tutte le US corporation

di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**

Le grandi istituzioni economiche, come il Financial Stability Board e il Fmi, alla fine hanno dovuto ammettere che il sistema finanziario non bancario, ufficialmente chiamato “shadow banking”, ha surclassato il tradizionale sistema bancario nella gestione del risparmio e degli investimenti finanziari.

Un recente paper “The specter of giant three”, preparato da due professori americani, Lucian Bebchulk e Scott Hirst, e pubblicato dalla rinomata Harvard Law School University di Cambridge, Massachusetts, analizza in dettaglio il ruolo dominante degli exchange trade funds (etf) nel variegato e sempre meno controllato mondo della finanza. Continua a leggere

Il Tribunale di Milano manda il jobs act alla Corte di giustizia

Il jobs act di renziana memoria (ma purtroppo ancora di attuale vigenza) continua ad essere oggetto delle attenzioni
dei giudici: dopo la Corte Costituzionale, infatti, toccherà alla Corte di giustizia europea valutarne la legittimità. Merito dell’ordinanza del 5 agosto 2019 con cui il Tribunale di Milano, in una causa targata Cgil, ha investito la Corte di giustizia di Lussemburgo. Continua a leggere

Il “proporzionale puro” ci salverà? Intervista a Paolo Maddalena, costituzionalista, presidente emerito della Corte costituzionale

di Alba Vastano*

Viviamo tempi bui per la democrazia e non si intravede che una fioca luce in fondo al tunnel. I governi si avvicendano con capitomboli strumentali e rimpasti opportunisti che non producono di certo quella buona politica finalizzata a rappresentare i bisogni e la volontà popolare. Una politica che riconosca i diritti di tutti, mai decollata in questo nostro Paese tanto straordinario, quanto sofferente di diritti mancati e mai conforme ai principi fondamentali della Costituzione. Governi che si formano con accordicchi e governi che seguono di risulta alle tracotanze estive di un borioso, quanto sovversivo ministro. Intanto lo Stato sociale è sotto una mannaia. Continua a leggere

Venezuela. Firmato un accordo tra governo e opposizione moderata. Zambrano firma e spiega: “ci lasciamo alle spalle uno scontro senza sbocchi”

Venezuela. Firmato un accordo tra governo e opposizione moderata, istituito un tavolo di negoziazione. Guaidó resta fuori. Zambrano firma e spiega: “ci lasciamo alle spalle uno scontro senza sbocchi”

Il governo venezuelano e un settore moderato dell’opposizione hanno firmato un accordo che istituisce un Tavolo nazionale di dialogo per la pace, per arrivare al quale hanno lavorato per alcuni mesi. Continua a leggere

IN VENEZUELA, L’ESERCITO PRODUTTIVO OPERAIO (EPO) CONTRO LA GUERRA ECONOMICA

di Marinella Correggia

«Siamo un esercito non convenzionale che lavora per vincere una guerra non convenzionale»: così, in Venezuela, si definiscono gli oltre 2.200 volontari dell’Epo (Ejercito productivo obrero, Esercito produttivo operaio: https://ejercitoproductivoobrero.wordpress.com/; si veda anche su Tatuy, tv comunistaria: https://www.youtube.com/watch?v=zelHv0qq1Dc).

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Rodrigo Rivas: “Settembre ricordi sparsi”

SANTIAGO, CHILE: 11 September 1973 Bombardamento del Palazzo de la Moneda

Rodrigo Rivas è un intellettuale cileno che da neolaureato ha collaborato con il Governo di Unidad Popular presieduto da Salvador Allende. Dopo il cruento Gople di Pinochet dell’11 settembre 1973, braccato, come molti altri attivisti politici, sindacali e semplici sostenitori della sinistra dagli sgherri del golpista, è riparato, insieme a molti altri, nell’ambasciata italiana, dalla quale grazie all’impegno diplomatico è riuscito a raggiungere l’Italia e ad ottenere l’asilo politico e a rifarsi una vita. Nel nostro paese ha fornito, e continua a farlo ormai alla soglia dei 70 anni splendidamente portati, un importante contributo alla crescita culturale e alla formazione di varie generazioni di giovani che hanno studiato i suoi numerosi libri e hanno beneficiato delle sue lezioni.

Raccogliamo, come coordinamento del Giga in qualità di estimatori e conoscenti, questi suoi ricordi sparsi relativi ad un mese, quello di settembre, che in lui suscitano ancora forti emozioni  seppur ormai risalgano agli inizi degli anni ’70.

Per coloro che fossero interessati a seguire i suoi illuminanti contributi scritti consigliamo di seguire il suo blog. http://rodrigoandrearivas.com/

 

Il Coordinamento del Giga – Gruppo Insegnati di Geografia Autorganizzati Continua a leggere

Crisi: l’autunno infinito dell’emisfero boreale

di Gabriele Giorgi

Le estati sono sempre più calde, iniziano a primavera e intaccano gli autunni. Anche le crisi anticipano l’andamento stagionale e si propongono ormai nel mezzo del solleone.

Ben prima di settembre, le piogge torrenziali e piangenti si scaricano sulla terra, non più nuda e triste, ma fremente, come alle soglie di un’eruzione.

Il rumore di fondo della crisi è permanente e ubiquo e gli epifenomeni locali, nazionali, continentali sono soltanto manifestazioni del crollo imperiale (o del paradigma?) e del riassestarsi provvisorio delle sue zolle in frizione, quelle più vicine e quelle più lontane, che interagiscono mutuamente e sollecitano altre crepe interne ed esterne. Il sommovimento è giunto ad uno stadio che si autoalimenta e che continuerà fino a che un nuovo equilibrio (o nuovo paradigma?) sarà raggiunto. Continua a leggere

Alessandro Visalli: Una rilettura de “Il capitale monopolistico” di Paul Baran e Paul Sweezy.

di Alessandro Visalli

Il libro del 1966, “Il capitale monopolistico” è il punto culminante della riflessione teorica di Paul Baran, che sfortunatamente muore improvvisamente a soli 55 anni nel 1964, e di Paul Sweezy, che gli sopravviverà quasi quaranta anni, continuandone il lavoro e portandolo avanti. Sweezy è stato fino al 2004, l’anno della morte, un grande punto di riferimento degli studi marxisti, soprattutto attraverso il suo lavoro con Leo Huberman nella rivista “Montly Review”. Si trovò ad esempio a dire, in una intervista a Chistopher Phelps in occasione dei suoi novanta anni, e quindi a metà 2000:

“Stiamo registrando un nuovo esercizio di tendenza del capitale a trasferirsi non tanto verso la produzione di beni e servizi utili, quanto verso la manipolazione del denaro, della speculazione, naturalmente per produrre altro denaro senza l’intermediazione del processo di produzione. Il che conduce direttamente ad una crescita incredibile del debito, allo sviluppo sfrenato dei mercati finanziari e delle bolle speculative. Stupefacenti i limiti raggiunti dal fenomeno, che appare destinato a provocare una sua propria forma di crollo, ma che sarà di tipo completamente nuovo rispetto alle crisi del passato”. Continua a leggere

ALBERTO BRADANINI – CINA, DAI DAZI ALLA NUOVA VIA DELLA SETA

CRESCERE INFORMANDOSI intervista ALBERTO BRADANINI, presidente del Centro studi sulla Cina contemporanea, nonchè Ambasciatore italiano in Cina dal 2013 al 2015, per fare il punto sulla potenza asiatica oggi alla luce dei dazi imposti dagli USA e della nuova “Via della seta”. Continua a leggere

Primo giorno di scuola in Yemen. Lezioni negli edifici sventrati dalle bombe. Onu: Usa, GB e Francia complici nei crimini di guerra in Yemen

(Asiablog.it) — In Yemen il nuovo anno scolastico è iniziato lunedì 2 settembre. Molti bambini sono rientrati in istituti danneggiati dalle operazioni belliche, come dimostrano una serie di fotografie scattate da Ahmad Al-Basha durante il primo giorno del nuovo anno scolastico in una scuola sventrata da un bombardamento a Taez, la terza città del Paese mediorientale.

La guerra civile in Yemen, combattuta tra ribelli sciiti Huthi e forze governative sostenute dai regimi sunniti dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, prosegue da oltre quattro anni. Nel caos del conflitto anche al-Qāʿida nella Penisola Arabica (AQAP) ha preso le armi e controlla porzioni di territorio nella parte centrale del Paese arabo. Le vittime, secondo le stime, sono tra 6.782 e oltre 70.000Secondo Save The Children, circa 85.000 bambini potrebbero essere morti di fame.

Un rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onupubblicato in questi giorni denuncia una lunga serie di crimini, tra i quali i bombardamenti indiscriminati, gli assassinii e le detenzioni arbitrarie, le torture e la violenza sessuale.

Inoltre il rapporto mette in luce il coinvolgimento nel conflitto anche di diverse potenze occidentali, come Stati UnitiGran Bretagna e Francia che avrebbero fornito armamenti in modo indiscriminato, ma anche sostegno logistico e d’intelligence alla coalizione a guida saudita, responsabile della morte di migliaia di civili e accusato di aver affamato la popolazione civile come tattica di guerra.

L’ultimo massacro di civili del quale si è a conoscenza è avvenuto il 1° settembre, quando un raid aereo saudita avrebbe colpito un istituto di detenzione uccidendo un numero imprecisato di persone, secondo quanto riportato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa.

Asiablog.it

SOTTO ZERO. Scenari controversi: quanto positivi possono essere i tassi negativi?

di Francesco Cappello

Pro e contro il tasso negativo. Un mondo capovolto

Accendere un mutuo a tasso negativo significa che sarai tenuto a rimborsare un pò meno del capitale preso in prestito! Vi sareste mai aspettati che una Banca privata potesse proporre alla propria clientela mutui a 10 anni a tasso fisso negativo come ha cominciato a fare Jyske Bank (- 0,5%) che peraltro non è sola in questa apparente follia. Nordea Bank, ad esempio, vi permette la stipulazione di mutui per acquisto casa a 20 anni, allo 0% e prestiti con tassi negativi fino a 30 anni! Continua a leggere

Ricordando Immanuel Wallerstein

di Italo Nobile

Dopo quella di Andrè Gunder-Frank (2005), di Giovanni Arrighi (2009), di Hosea Jaffe (2014) e di Samir Amin (2018), la morte di Immanuel Wallerstein in un certo senso mette un punto fermo alla questione a cui tutti questi autori hanno tentato di dare una risposta. E la questione è se sia ormai il caso di guardare al mondo geograficamente, storicamente e socialmente inteso come un tutto interconnesso. Continua a leggere

Classe, Stato e Nazione. Che fare?

Le classi sfruttate dei paesi del “Nord” devono allearsi con gli sfruttati di tutto il mondo e combattere i rispettivi imperialismi

Su gentile concessione dell’Autore, traduciamo il contributo di Alan Freeman alla 14ª conferenza annuale dell’Associazione Mondiale per la politica economica del 19 Luglio 2019.

Il titolo della conferenza è “Class, State and Nation”. Il mio titolo è “Che fare?”, rubato a Lenin, ma in un momento storico come questo è la questione cruciale. Continua a leggere

Tra Salvini e Open society: il futuro dell’anticapitalismo nell’inverno della sinistra

Unione europea, questione nazionale e migranti hanno scavato l’ennesimo solco nella sinistra radicale. Eppure questo decennio di contrapposizione (esclusivamente) intellettuale lascia dietro di sé macerie su cui costruire ben poco. Non saremo forse di fronte a false flags su cui ci accaniamo in assenza di lotte di classe dal basso? Favorito dalla chiacchiera social, ben presto il confronto è scaduto sul piano della scomunica: “rossobruni” contro “dirittoumanisti” è l’unico terreno di confronto, il punto di mediazione è l’anatema vicendevole. Siamo davvero sicuri che da ciò potrà nascere qualcosa di fecondo nella piccola ridotta dell’anticapitalismo italiano? È lecito dubitarne. Continua a leggere

Anche la Germania nell’incertezza dopo il voto in Brandeburgo e Sassonia

di Paolo Borioni

Ancora una volta le elezioni regionali tedesche pongono il tema: la destra ha sfondato? E’ stata contenuta? Cosa significano i numeri provenienti da Sassonia e Brandeburgo? In Brandeburgo la Afd è cresciuta dal 12,2% al 23,5%, in Sassonia dal 9,7% al 27,5%. I partiti di governo arretrano ancora: in Sassonia la Spd quasi scompare piombando di 5 punti al 7% circa, in Brandeburgo rimane al primo posto ma perde oltre il 5%. La Cdu rispettivamente perde 7 punti (rimanendo prima in Sassonia) e 8 punti (al 15%). Anche la sinistra della Linke perde considerevolmente mentre i Verdi, partito di successo nel Länder dell’ovest, avanzano pochissimo e non recuperano quasi nulla dalla rotta dei partiti “storici”. Continua a leggere

Il responso della piattaforma Rousseau dà il via al governo M5S-PD. L’80% è per il SI’

Oltre 79mila iscritti al M5S si sono espressi oggi a favore della proposta di nuovo governo M5S-PD con a capo Giuseppe Conte. Gli iscritti M5S si sono espressi su un quesito che precisava i punti di accordo sulle linee di indirizzo del nuovo di governo. Di seguito il testo del documento.

I SI sono stati pari all’79,3% dei votanti. I NO pari al 20,7%. Continua a leggere

Anche gli ultrà europeisti vogliono “cambiare la Ue”. Per competere meglio…

di Dante Barontini (da Contropiano.org)

Tormento o delizia di ogni analista, l’Unione Europea resta l’ircocervo che si preferisce in genere affrontare solo dal punto di vista ideologico, come se questa strana creatura fosse davvero una “anticipazione” della fine dei nazionalismi e non invece – come è – una struttura di regolazione dei vari nazionalismi. Con effetti fortemente asimmetrici, quasi sempre voluti, che avvantaggiano sempre i paesi più forti a scapito di quelli più deboli. Continua a leggere

Il G7 approfitta degli incendi per provare a internazionalizzare l’Amazzonia?

di Aram Aharonian *

I terribili incendi che già hanno devastato quasi mezzo milione di ettari di selva amazzonica in Brasile hanno acceso il fuoco anche alla riunione del Gruppo dei Sette in Francia e hanno bruciacchiato, e lasciato in condizioni critiche, anche il trattato di libero commercio firmato recentemente tra l’Unione Europea e il Mercosur.

Paradossalmente, la vigliacca arrendevolezza dei governi neoliberisti del Mercosur ha salvato la riunione dei sette paesi capitalisti più industrializzati (Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna e Giappone) e ha dato una bella mano al presidente francese Emmanuel Macron per rilanciarsi come figura internazionale “a difesa dell’ambiente”. Continua a leggere

L’eredità di Chico Mendes. Il vero tesoro dell’Amazzonia.

di Leonardo Boff  (da La Repubblica, 30-8-2019)

Non è necessario distruggere la foresta pluviale per ricavarne ricchezza. Una produzione agricola globale rende di più

Chico Mendes è un figlio legittimo della foresta, tanto da essersi identificato con essa. Presto si rese conto che l’attuale sviluppo prescinde dalla natura ed è contro di essa, perché la vede come un ostacolo piuttosto che come un’alleata. È stato uno dei pochi ad aver capito la sostenibilità come equilibrio dinamico e autoregolante della Terra, grazie alla catena di interdipendenze tra tutti gli esseri, soprattutto quelli che vivono di risorse riciclate in modo permanente e quindi sostenibili a tempo indeterminato. L’Amazzonia è il più grande esempio di questa sostenibilità naturale. Continua a leggere

Amazzonia: “Il bradipo, le fiamme e noi”

Disegno di Elisa, (Rocca d’Arazzo – At)

di Marinella Correggia

E’ fatta di singoli animali in carne ossa e sofferenza la ricca biodiversità nella foresta amazzonica e negli altri polmoni verdi in fiamme. Esseri viventi che a milioni incontrano una morte orribile, chi ardendo fra le lingue di fuoco, chi agonizzando a lungo, chi soffocando per il fumo – a causa del quale gli stessi uccelli spesso non sono in grado di salvarsi volando via. Continua a leggere

Emiliano Brancaccio: mettere Salvini e soci all’opposizione per portare avanti la solita politica economica di Padoan e Tria sarebbe un grave errore

Brancaccio: «Io ministro? Per carità, questo film non mi piace per niente»

Adriano Botta intervista Emiliano Brancaccio

«Mettere Salvini all’opposizione per portare avanti la solita politica economica di Padoan e Tria sarebbe un grave errore. E avrebbe il solo risultato di rinforzare le destre reazionarie». Il professore di sinistra, finito nel totonomi, si sfila e accusa: «Manca una svolta vera, nei contenuti»

«Se non si va al voto, c’è il serio pericolo che alla prossima tornata elettorale le destre reazionarie si presentino ancor più forti e agguerrite. Per evitare questa prospettiva ci vorrebbe un governo di radicale discontinuità, ma temo che non sussistano le condizioni politiche per farlo nascere». È questa la posizione di Emiliano Brancaccio, economista apprezzato a sinistra e abituato a duellare con i massimi esponenti dell’establishment economico internazionale, da Olivier Blanchard a Mario Monti. Negli scorsi giorni il nome di Brancaccio è stato evocato più volte: da Gianluigi Paragone (M5S) fino alla sinistra radicale, molti lo hanno indicato come possibile ministro dell’Economia di un governo di svolta. Continua a leggere

Giacarta affonda: l’Indonesia costruirà una nuova capitale entro il 2024

Giacarta finirà sott’acqua: la nuova capitale sorgerà nel Borneo, in un’area oggi coperta dalla giungla 

(Asiablog.it) — Il presidente della Repubblica di IndonesiaJoko Widodo, ha presentato lunedì un piano per la costruzione di una nuova capitale che rimpiazzerà quella attuale, Giacarta, che è sovraffollata e sta affondando.

La nuova capitale, che non ha ancora un nome, verrà costruita in un’area oggi coperta dalla giungla nella provincia del Kalimantan Orientale, sul Borneo, l’isola più grande dell’arcipelago indonesiano e la terza isola più grande al mondo. Continua a leggere

Venezuela. Alla fine del 2019 si dovrà raggiungere l’obiettivo di 3 milioni di case.

La Gran Mision Vivienda è la miglior risposta al bocco economico criminale voluto da Trump. Intervista a Ildemaro Villarroel, ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa

“Stiamo surfando nella tormenta, cercando l’onda più grande”. Il ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa, Ildemaro Villarroel, riassume con questa immagine la situazione in cui si trova il suo paese dopo il blocco economico-finanziario imposto da Trump e la minaccia di una “quarantena” che chiuderebbe l’accesso ai porti. Colto, inclusivo e preciso, Villarroel apre la riunione numero 28 dell’Organo Superior de Vivienda y Habitat. Un importante appuntamento di bilancio, trasparente e prospettico, che illustra lo sviluppo della Gran Mision Vivienda Venezuela sia al paese che agli ospiti internazionali. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

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