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Questa categoria contiene 878 articoli

Breve storia delle missioni mediche cubane nel mondo (dal 1960 a 0ggi)

Un team di medici cubani ha fatto la sua comparsa all’aeroporto di Malpensa nel pieno di una tragedia sanitaria. L’episodio che può sembrare estemporaneo, affonda le sue radici nella storia tormentata e appassionante del sistema sanitario cubano

di Marinella Correggia

All’inizio della primavera silenziosa 2020 una missione medica di Cuba è volata per la prima volta in un paese occidentale, membro ben armato della Nato e indifeso davanti a un virus. E’ solo l’ultimo atto di un internazionalismo sanitario esercitato da sessant’anni giusti in America Latina, Africa e Asia e che conta attualmente oltre 30mila operatori (medici, infermieri, tecnici) in 67 paesi. Le ultime missioni – non solo in Italia – partecipano alla campagna mondiale contro la pandemia del Covid-19. Perché «la patria è l’intera umanità». Continua a leggere

COVID-19: Golpe in Brasile ?

di Marco Consolo

La notizia si è diffusa come un lampo nelle reti sociali questa settimana. Nei giorni scorsi, i militari brasiliani avrebbero realizzato una specie di “golpe bianco” nei confronti del presidente Jair Bolsonaro, personaggio sempre più imbarazzante anche per loro ed incapace di fronteggiare l’emergenza del coronavirus.

Ma facciamo un passo indietro.

Tutto è nato da un programma televisivo in Argentina, dove un noto giornalista investigativo, Horacio Verbitsky, ha raccontato che una sua fonte nelle FF.AA. argentine avrebbe ricevuto una telefonata da parte di un alto comandante brasiliano. Al telefono, quest’ultimo avrebbe informato l’argentino che alti gradi delle FF.AA. brasiliane avevano piazzato il Generale Walter Braga Netto a capo della Casa Civil [i] e gli avrebbero affidato pieni poteri (concetto tornato molto di moda). Il suo compito sarebbe quello di prendere le decisioni operative quotidiane ed in particolare la gestione della pandemia del corona virus, visto il negazionismo criminale di Bolsonaro. In altre parole, avere un presidente per la politica ed un generale come presidente operativo.

Peccato che i tempi non tornano, visto che la nomina di Braga Netto è stata annunciata da Bolsonaro lo scorso 13 febbraio, cioè più di un mese fa. Ma si sa, il mondo è disattento, anche su ciò che succede nel gigante brasile.

Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

PER LA PACE IN VENEZUELA, contro qualsiasi tentativo di intervento militare o di violenza paramilitare (Comunicato dei Sindacati dell’America Latina)

POR LA PAZ EN VENEZUELA, CONTRA CUALQUIER INTENTO DE INTERVENCION MILITAR O VIOLENCIA PARAMILITAR

La Confederación Sindical de trabajadores/as de las Américas, CSA, que representa a 55
millones de trabajadoras/es en el continente, expresa nuevamente su firme condena frente a la cada vez más agresiva política del gobierno de los EE. UU, presidido por Donald Trump, contra Venezuela y su escalada de medidas económicas, diplomáticas y amenazas militares contra ese país. Desde la CSA ya hemos cuestionado por injustas y desmedidas las sanciones económicas impuestas a Venezuela desde 2016 por parte del gobierno de EUA, Unión Europea y otros gobiernos del mundo. La CSA siempre ha defendido el diálogo con todos los sectores venezolanos, para encontrar una salida de paz y respeto al Estado democrático de Derecho.

El mundo atraviesa por una pandemia donde la preservación de la vida, el combate al virus COVID 19 es una prioridad absoluta. Cualquier acción de recrudecimiento de sanciones económicas, estímulo a la violencia e intentos de intervención militar, sea cual sea el pretexto usado, es un acto criminal contra la población venezolana y una amenaza a la paz en América Latina y Caribe.

En este momento que vive el mundo, utilizar una política unilateral, arbitraria e ilegal de
decisiones de los órganos de poder en los EE.UU., viene a profundizar una postura
intervencionista y violatoria de la legalidad internacional. El día 26 de marzo, el Fiscal General de EE. UU anuncia la acusación al presidente de la República Bolivariana de Venezuela, Nicolás Maduro, de ser jefe del narcotráfico internacional, responsable de la cocaína que ingresa a territorio estadounidense y pone precio a su cabeza, así como a la de una parte de los altos mandos militares y políticos de ese país.

El 1ero. de abril, el Secretario de Estado Mike Pompeo, anuncia una iniciativa denominada Marco de transición democrática en Venezuela, que supuestamente deberá conducir a “elecciones presidenciales y parlamentarias libres”, previa a la renuncia del presidente Maduro y el supuesto presidente transitorio, diputado Juan Guaido.

El día 2 de abril, se anuncia la decisión del Departamento de Defensa de enviar la mayor flota naval y aérea, de que se tenga conocimiento en la historia reciente de la región, para bloquear el supuesto tráfico de estupefacientes de Venezuela hacia los EE.UU.
Son medidas que extrapolan la competencia de las instituciones estadounidenses frente a Venezuela que, además de ilegal, es absolutamente equivocada por aprovechar el momento de la pandemia para profundizar la crisis en ese país.

Rechazamos la actitud irresponsable del secretario general de la OEA y gobiernos de la región, que en medio de una emergencia sanitaria que sacrifica a centenares de ciudadanos de sus países, expresan su apoyo a un plan de agresión criminal que solo profundizará el sufrimiento del pueblo de Venezuela.

La escalada de agresión va en contravía del llamado del secretario general de las Naciones Unidas, Antonio Guterres, de poner fin a los conflictos militares y levantar las sanciones a todos los países del mundo para poder hacer frente a la pandemia del COVID19.

Defendemos, además del fin de las sanciones económicas y una inmediata acción de la ONU, del FMI, del Banco Mundial y del BID, en coordinación con el estado venezolano, para apoyar al pueblo de Venezuela con todo aquello que le permita hacer frente a la pandemia y sobre todo atender las necesidades socio económicas en el corto, mediano y largo plazo para mitigar los efectos de la pandemia en el país.

La CSA reafirma su solidaridad con el pueblo de Venezuela y demanda de todos los
gobiernos de la región y del mundo, así como también de los organismos internacionales, rechazar la agenda de violencia e intentos de posibles intervenciones militares.

Hacemos un llamado a todas las fuerzas políticas, económicas y sociales de Venezuela a la unidad nacional y poner en absoluta prioridad el combate a la pandemia para preservación de la vida de las venezolanas y venezolanos.

 

Rafael Freire Neto
Secretario General

Montevideo, 5 de abril de 2020

 

Confederación Sindical de trabajadores/as de las Américas – CSA

Calle Buenos Aires, 404/406 – Montevideo, 11000 – Uruguay
Teléfono: + (598) 2 914 75 88 – sede@csa-csi.orghttp://www.csa-csi.org

 

Il Venezuela denuncia blocco navale statunitense. Nemmeno la pandemia Covid-19 ferma l’imperialismo USA

Nel mezzo della crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19 gli Stati Uniti invece di pensare a come provvedere al meglio alla salute dei propri cittadini attuano un blocco navale nei confronti del Venezuela.

Il vicepresidente della Repubblica Bolivariana, Tareck el Aissami, ha denunciato che le misure coercitive applicate dagli Stati Uniti impediscono la normale fornitura di carburante.

“Con questo piano di blocco navale perverso e le ricorrenti intimidazioni portate avanti contro potenziali fornitori nel paese, (gli Stati Uniti) impediscono la fornitura di additivi chimici, forniture e pezzi di ricambio necessari per il processo di produzione del combustibile che è distribuito in tutto il territorio nazionale”, afferma il dirigente venezuelano.

Gli attacchi statunitensi – aggiunge il dirigente venezuelano – contro l’industria petrolifera costituiscono gravi violazioni dei diritti umani del popolo venezuelano e quindi diventano reati contro l’umanità contrari al diritto internazionale e alle Nazioni Unite.

Il vicepresidente ha denunciato inoltre una serie di minacce contro l’integrità territoriale e la sovranità del Venezuela materializzate in un blocco navale per aggravare la situazione del popolo venezuelano che sta conducendo una battaglia contro Covid-19.

Il paese sudamericano, ha aggiunto El Aissami, ha progettato misure rigorose per il controllo epidemiologico e la prevenzione della diffusione di questa malattia, che include la quarantena sociale che è stata altamente sensibile alla conformità. Al contrario degli Stati Uniti dove ormai il contagio è fuori controllo e il numero degli infetti continua a crescere esponenzialmente ogni giorno. I morti hanno già oltrepassato quota 7000. Una situazione che il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha definito “disastro nazionale”

Secondo il funzionario venezuelano, queste azioni estremiste del governo degli Stati Uniti cercano di aggravare le difficoltà del popolo venezuelano ad affrontare la pandemia di coronavirus, il cui piano è di influenzare il cuore dell’attività economica dello sviluppo industriale e produttivo, nonché servizi di trasporto, energia elettrica tra gli altri.

“La classe operaia dell’industria petrolifera e del settore elettrico in collaborazione con le forze armate nazionali bolivariane lavora instancabilmente per superare questa situazione il più presto possibile e ripristinare la fornitura regolare di carburante per l’intero paese nel più breve tempo possibile”, ha riferito il vicepresidente con delega all’economia.

Ha anche affermato che è stato istituito un piano speciale volto a garantire la mobilità dei settori prioritari nel quadro dello stato di allarme decretato dal presidente e che questi sono esenti dalla quarantena collettiva.

El Aissami ha aggiunto: “Deploriamo la posizione dei settori estremisti dell’opposizione venezuelana che progettano ed eseguono queste vili azioni contro il popolo. La storia giudicherà senza pietà questi traditori della patria”.

 

 

FONTE: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_venezuela_denuncia_blocco_navale_statunitense

Comunicato ufficiale del Governo del Venezuela di risposta alle accuse “miserabili” degli Usa

“in un momento in cui l’umanità sta affrontando la peggior pandemia, il governo di Donald Trump torna ad attaccare il popolo venezuelano e le sue istituzioni democratiche, usando una nuova forma di colpo di stato”

Pubblichiamo la traduzione del Comunicato ufficiale del governo della Repubblica bolivariana del Venezuela alle miserabili e vili accuse ricevute oggi dal governo di Trump


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USA/Venezuela: Taglia di 20 milioni di dollari per acciuffare il biondo

Nel bel mezzo della pandemia, Trump annuncia l’inasprimento delle sanzioni all’Iran e il Dipartimento di Stato USA mette una taglia di 15 milioni di dollari per la cattura del Presidente del Venezuela Maduro e di altri ministri del governo venezuelano.

L’accusa raggiunta a seguito di indagini delle autorità federali Usa è “narcotraffico”.

L’accusa di “narcotraffico” da parte del governo del paese maggior importatore e consumatore al mondo di cocaina, eroina e molte altre sostanze stupefacenti ha dell’incredibile. Ricorda obiettivamente la favola del lupo e dell’agnello. Ve la ricordate ?

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COVID-19: M5S, in sintonia con UNHCR, chiede moratoria sanzioni a Iran, Venezuela, Cuba, Siria e Corea del nord

Roma, 23 mar 12:25 – (Agenzia Nova) – I parlamentari del Movimento cinque stelle delle commissioni Affari esteri di Camera e Senato hanno chiesto una “moratoria umanitaria” delle sanzioni nei confronti di Iran, Siria, Venezuela, Cuba e Corea del Nord a causa della diffusione della pandemia di coronavirus. Continua a leggere

Pandemia: La Casa Bianca e FMI i primi infetti

di Atilio A. Boron

Guerre, crisi economiche, disastri naturali e pandemie sono eventi catastrofici che fanno emergere il peggio e il meglio nelle persone – sia nei leader che nella gente comune – e anche negli attori sociali e nelle istituzioni. È in circostanze così avverse che le belle parole svaniscono nel nulla e danno luogo ad azioni e comportamenti concreti. Giorni fa e trattenendo a malapena le lacrime, il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha denunciato davanti alle telecamere il grande inganno della “solidarietà europea”. Non esiste una cosa del genere, ha detto Vucic, è una favola per bambini, carta straccia. Ha poi ringraziato la Repubblica Popolare Cinese per la sua collaborazione. E aveva ragione nella sua denuncia. Dall’America Latina abbiamo a lungo avvertito che l’Unione Europea era un sottile raggiro, pensato per avvantaggiare la Germania più di ogni altra cosa attraverso il controllo della Banca Centrale Europea (BCE) e con l’Euro per assoggettare i paesi dell’Eurozona ai capricci – o agli interessi – di Berlino. L’esitante reazione iniziale della BCE all’eccezionale richiesta di aiuto dell’Italia per affrontare la pandemia che sta devastando la penisola ha mostrato per alcune ore ciò che il leader serbo aveva denunciato. Un scandaloso “ognuno per sé”, che smonta la retorica sdolcinata de “l’Europa dei cittadini” e “Europa una e multipla” e altre simili balle. Una favola per bambini, come diceva Vucic. Continua a leggere

Nell’Europa del virus i bombardieri Usa da attacco nucleare

L’arte della guerra. A causa del Coronavirus American Airlines e altre compagnie aeree statunitensi hanno cancellato molti voli per l’Europa. C’è però una «compagnia» Usa che, viceversa, li ha aumentati: la US Air Force

di Manlio Dinucci (da Il Manifesto del 17.3.2020)

A causa del Coronavirus American Airlines e altre compagnie aeree statunitensi hanno cancellato molti voli per l’Europa. C’è però una «compagnia» Usa che, viceversa, li ha aumentati: la US Air Force. In questi giorni essa ha «dispiegato in Europa una task force di bombardieri stealth B-2 Spirit».

Lo annuncia da Stoccarda lo US European Command, il Comando Europeo degli Stati Uniti. Esso è agli ordini di generale, attualmente Tod D. Wolters della US Air Force, che allo stesso tempo è a capo delle forze Nato quale Comandante Supremo Alleato in Europa. Lo US European Command precisa che la task force, composta da un numero imprecisato di bombardieri provenienti dalla base Whiteman in Missouri, «è arrivata il 9 marzo a Lajes Field nelle Azzorre, in Portogallo». Continua a leggere

Il coronavirus è il disastro perfetto per il capitalismo dei disastri

L’attivista, figura di riferimento del movimento di Seattle, spiega come governi ed elite globali sfrutteranno la pandemia per portare avanti le priorità del libero mercato . Un’intervista tradotta dall’edizione dall’edizione statunitense del magazine Vice

Il coronavirus è ufficialmente una pandemia globale che finora ha infettato un numero di persone dieci volte superiore a quello che venne colpito dalla Sars. Negli Stati Uniti scuole, sistemi universitari, musei e teatri stanno chiudendo e presto potrebbero farlo anche intere città. Gli esperti avvertono che alcune persone che sospettano di aver contratto la malattia, anche nota come Covid-19, stanno proseguendo le loro attività quotidiane o perché sul lavoro non hanno accesso a permessi retribuiti o per via delle falle sistemiche del nostro sistema sanitario privatizzato. Molti di noi non sono sicuri di cosa fare o di chi ascoltare.  Continua a leggere

Algoritmi facebook e libertà di ragionare

Ci segnalano che il rilancio su Facebook della notizia pubblicata anche dal nostro sito che il portavoce del Ministero degli Esteri cinese abbia chiesto trasparenza di informazione agli USA sulla possibile presenza del virus COVID-19 in USA già nel novembre 2019 (VEDI NOTIZIE QUI) e (QUI), abbia prodotto come ammonimento il seguente messaggio.

USA TODAY, partner di Facebook nel Fact checking di notizie sul social network avrebbe verificato che la notizia è falsa: Secondo USA TODAY, “il Coronavirus si è originato in Cina e in nessun altro luogo”.

Seguono indicazioni e link cui attenersi nella pubblicazione di post su Facebook.

Si potrebbe dire che Facebook se la canta e se la suona. Continua a leggere

«Siamo in un’economia di guerra»

di Roberto Ciccarelli (da Il Manifesto)

Coronavirus. Drammatico annuncio del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno: “Non dobbiamo illuderci: sono i primi passi di una battaglia temporanea e lunga. Il contenimento sta portando l’economia ai tempi di guerra”. Una metafora dilagante a tutti i livelli che serve a rinserrare la popolazione nelle file di un esercito immaginario, ma rischia anche di occultare un cambio di paradigma. Ieri sono di nuovo crollate le borse: l’azione della Fed non è servita, Wall Street ha fatto di nuovo peggio del 1987, Milano a meno 6%. Verso un coordinamento delle politiche fiscali a livello Ue. Gentiloni: «Pronti a qualunque azione» Continua a leggere

L’epidemia travolge tutti, anche il debito globale

di Vincenzo Comito

La diffusione del coronavirus è destinata a stravolgere l’ordine economico, finanziario e geopolitico internazionale. Mentre qualcuno, illusoriamente, invoca la degloblizzazione e il decoupling Usa-Cina, si profila un’esplosione del debito mondiale. E con essa una nuova drammatica crisi finanziaria. Continua a leggere

La Regione Lombardia chiede aiuto ai medici cubani, cinesi e venezuelani per sconfiggere il Coronavirus

Per far fronte all’emergenza Coronavirus e disporre di un numero maggiore di personale sanitario, la Giunta della Regione Lombardia ha aperto agli Stati storicamente di sinistra. L’assessore al Welfare Gallera ha detto di “aver avuto contatti con Cuba, Venezuela e Cina per l’invio di medici e infermieri”.

Nel corso della consueta conferenza stampa della Regione Lombardia tenuta dal presidente Attilio Fontana e gli assessori Giulio Gallera, Davide Caparini e Pietro Foroni, è emerso anche il dato dei medici e degli infermieri che hanno risposto alla chiamata per entrare da subito in servizio e aiutare nella lotta all’emergenza Coronavirus. Continua a leggere

Il Covid-19 si diffonde negli USA: “Ci sono oltre 100.000 casi di coronavirus solo in Ohio”

La rapida diffusione di COVID-19 negli Stati Uniti e l’inefficacia del sistema sanitario nel contenerlo, hanno portato a più di 100.000 infetti in Ohio

La direttrice del Dipartimento della Salute dell’Ohio, la dott.ssa Amy Acton, ha annunciato ieri la cifra secondo cui secondo lei equivale all’1% della popolazione dello stato. Ha inoltre confermato i cinque casi confermati e l’esistenza di altre 52 persone sottoposte a prove. Continua a leggere

EPIDEMIA CORONAVIRUS: DUE APPROCCI STRATEGICI A CONFRONTO

I due stili strategici di gestione dell’epidemia a confronto

di Roberto Buffagni

Propongo una ipotesi in merito ai diversi stili strategici di gestione dell’epidemia adottati in Europa e altrove. Sottolineo che si tratta di una pura ipotesi, perché per sostanziarla ci vogliono competenze e informazioni statistiche, epidemiologiche, economiche che non possiedo e non si improvvisano. Sono benvenute le critiche e le obiezioni anche radicali.

L’ipotesi è la seguente: lo stile strategico di gestione dell’epidemia rispecchia fedelmente l’etica e il modo di intendere interesse nazionale e priorità politiche degli Stati e, in misura minore, anche  delle nazioni e dei popoli. La scelta dello stile strategico di gestione è squisitamente politica.

Gli stili strategici di gestione sono essenzialmente due: Continua a leggere

Immunità “di gregge” o socialismo.

di Gabriele Giorgi

La posizione del governo inglese che punta alla “immunità di gregge” conquistabile con circa 400/500 mila decessi da coronavirus, invita a tentare di chiarire qual è la posta in gioco.

Bisogna premettere che l’approccio anglosassone è stato preceduto da quello USA, contraddistinto da una ampia omertà sui casi di polmoniti atipiche (almeno 30mila) registratesi già a fine 2019 sul territorio statunitense che avrebbero portato alla morte oltre 20.000 persone già prima di fine anno.

Omertà confermata dalle dichiarazioni della governatrice dell’Ohio che due giorni fa ha affermato, per prima, che i casi reali di contagio presenti soltanto nel suo stato, sono già circa 100mila.

La linea “inglese” viene quindi già percorsa da diversi mesi in alcuni paesi, in primis dagli USA. Continua a leggere

COVID-19: Ulteriori prove che il coronavirus avrebbe avuto origine negli Stati Uniti

Immagine del titolo del The New York Times dell’8 agosto 2019

L’esercito degli Stati Uniti Potrebbe aver portato il coronavirus nella città cinese di Wuhan, ha detto giovedì il ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian. Ecco la nota condivisa dal ministro cinese:

(E’ anche utile leggere questo articolo precedente):

Il coronavirus cinese: un aggiornamento scioccante. Il virus ha avuto origine negli Stati Uniti?

(di Larry Romanoff *) Come ricorderanno i lettori del precedente articolo (sopra), epidemiologi e farmacologi giapponesi e taiwanesi hanno determinato che il nuovo coronavirus è nato sicuramente negli Stati Uniti. Poiché quel paese è l’unico che ha i cinque tipi, da cui tutti gli altri devono essere discesi; mentre a Wuhan in Cina, ce n’era uno solo di quei diversi tipi, cosa che per analogia lo si può definire come una specie di “ramo” che non può esistere da sé stesso, ma deve essere cresciuto da un “albero”. Continua a leggere

Prima presa di posizione pubblica di Pechino. “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”

Arriva la prima dichiarazione ufficiale da parte di Pechino sulla possibilità che il coronavirus sia nato negli Stati Uniti. Attraverso il suo account Twitter molto seguito, uno dei portavoci del ministero degli affari esteri cinese, Zhao Lijian, dichiara: “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”, con una connessione diretta ai noti Giochi militari dell’ottobre 2019 che avevano portato nella città oltre 300 militari nord-americani nell’ottobre scorso proprio nel periodo che gli scienziati hanno individuato come il momento dell’incubazione del famigerato Covid-19.

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L’impatto macroeconomico globale del COVID-19: Sette Possibili Scenarî.

La ANU è tra le prime tre Università nel ranking delle università australiane. L’articolo costituisce un valido contributo alla conoscenza dei possibili sviluppi dell’epidemia da Covid-19.

L’articolo illustra 7 possibili scenari di diffusione della pandemia a livello globale. Il punto centrale dell’articolo: un maggiore investimento nella sanità pubblica ammortizza l’impatto economico dell’epidemia. Continua a leggere

Coronavirus? Macché, la Ue apre alle manovre Usa

L’Arte della guerra . Lo Us Army Europe ha richiesto l’istituzione di «un’Area Schengen militare», con la differenza che a circolare liberamente non sono persone ma carrarmati. Test decisivo è l’esercitazione «Difensore dell’Europa 2020», in aprile e maggio

I ministri della Difesa dei 27 paesi della Ue, 22 dei quali membri della Nato, si sono incontrati il 4-5 marzo a Zagabria in Croazia. Tema centrale della riunione (cui ha partecipato per l’Italia il ministro Guerini del Pd) non è stato come affrontare la crisi da Coronavirus che blocca la mobilità civile, ma come incrementare la «mobilità militare». Test decisivo è l’esercitazione Defender Europe 20 (Difensore dell’Europa 2020), in aprile e maggio. Il segretario generale della Nato Stoltenberg, che ha partecipato alla riunione Ue, la definisce «il più grande spiegamento di forze Usa in Europa dalla fine della Guerra Fredda». Stanno arrivando dagli Usa in Europa – comunica lo Us Army Europe (Esercito Usa in Europa) – i 20.000 soldati che. insieme ad altri 10.000 già presenti e a 7.000 di alleati Nato, «si spargeranno attraverso la regione europea». Le forze Usa portano con sé 33.000 pezzi di equipaggiamento militare, dagli armamenti personali ai carrarmati Abrams.
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Cile, un marzo ricaricato

di Rodrigo Rivas

I cileni hanno accolto il primo lunedì di marzo con barricate stradali a segnare la ripresa della ribellione sociale contro il governo ed il neoliberismo. Il 3 ed il 4 marzo sono attese grandi mobilitazioni studentesche (“mochilazo estudiantil”, letteralmente “colpo di zaino studentesco”).  Il 9, il “superlunedì femminista”. L’11 tutte le piazze in piedi contro le misure adottate dal governo per affrontare la crisi. Continua a leggere

Maduro: “Il Brasile si prepara ad attaccare il Venezuela”

di Mauro Gemma (da Marx21.it)

Il presidente Nicolás Maduro ha accusato il suo omologo brasiliano, Jair Bolsonaro, di ospitare ed addestrare ex militari venezuelani che hanno disertato allo scopo dichiarato di preparare un attacco armato contro il Venezuela.

Il presidente venezuelano ha denunciato che in tal modo il Brasile si appresta ad aggredire il Venezuela. Continua a leggere

APPUNTI IN PROGRESS SULLA SITUAZIONE IN CILE

(riceviamo e pubblichiamo le seguenti riflessioni sulla situazione in Cile)

di Rodrigo Rivas

L’appuntamento del 26 aprile rappresenta un’opportunità storica che comporta grossi rischi

  • Poiché il processo è controllato dal governo
  • Poiché tra i temi dell’Assemblea costituente non sono state ammesse diverse proposte di primaria importanza
  • Poiché anche nel caso di vittoria dell’opposizione si porrà il problema dei quorum: 2/3 per approvare ogni proposta. Perché si tratta di un quorum (di eletti, non di voti) difficilmente raggiungibile, finirebbero per prevalere le disposizioni della costituzione pinochetista. In questo contesto, la mancanza di una direzione politica riconosciuta, acquisterà un peso preponderante

Nondimeno, il punto di partenza è che il gioco è stato accettato ed è ormai iniziato. Continua a leggere

«Italiani geneticamente mafiosi», le parole MAI pronunciate da Cristina Kirchner. Ennesima vergogna mainstream

di Fabrizio Verde

La stampa italiana si scaglia all’unisono contro la vicepresidente dell’Argentina, Cristina Fernandez, accusandola di aver definito gli italiani mafiosi «per genetica». Parole che sarebbero molto gravi oltre che insensate. Il punto è che la vicepresidente dell’Argentina non ha mai pronunciato queste parole.

In occasione della presentazione del suo libro ‘Sinceramente’ avvenuta nel quadro della Fiera del Libro 2020 a L’Avana, capitale di Cuba, l’ex presidente dell’Argentina ha denunciato la persecuzione giudiziaria, lawfare, scatenata nei suoi confronti dall’ex presidente Macrì. Con vari tentativi di colpire suoi familiari per mettere in ginocchio la combattiva vicepresidente dell’Argentina. Continua a leggere

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