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Questa categoria contiene 664 articoli

Liberali contro populisti, una contrapposizione ingannevole

di Serge Halimi e Pierre Rimbert (da Le Monde Diplomatique)

Le risposte alla crisi del 2008 hanno destabilizzato l’ordine politico e geopolitico. Le democrazie liberali, a lungo considerate la forma compiuta di governo, sono sulla difensiva. In opposizione alle «élites» urbane, le destre nazionaliste portano avanti una controrivoluzione culturale sul terreno dell’immigrazione e dei valori tradizionali. Ma hanno lo stesso progetto economico dei loro rivali. La mediatizzazione a oltranza di questa contrapposizione è fatta per costringere le popolazioni a scegliere fra uno di questi due mali. Continua a leggere

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Pillole economiche dal mondo (N. 13)

Tonino D’Orazio

Sanzioni Iran e Italia. Le sanzioni americane contro l’Iran hanno avuto inizio il 7 agosto. L’impresa italo-francese ATR è riuscita a consegnare 5 aerei alla compagnia Iran Air due giorni prima dell’entrata in vigore delle sanzioni. Il 4 agosto, Iran Air, su Twitter, ha presentato “cinque nuovi membri della famiglia”, gli ATR 72-600. Inimmaginabile comunque la perdita commerciale di tutte le marche motoristiche europee che si erano lanciate sul mercato iraniano facendo “fuori” quelle americane. Gli accordi petroliferi, con perdita di miliardi di euro d’investimenti, sono stati lasciati tutti in mano all’impresa di stato cinese CNPC per “desistenza volontaria”. L’ENI, il cui contratto di acquisto di 2 milioni di barili al mese scade fine 2018 non ha firmato il rinnovo, per “prudenza”.  Vi sono perdite consistenti, sia per Ferrovie dello Stato, che aveva firmato un accordo per una linea ferroviaria ad alta velocità tra Qom e Arak nel nord dell’Iran (spezzone della Nuova Via della Seta), sia per le costruzioni navali di Fincantieri. L’Italia era ridiventata il primo paese europeo partner commerciale dell’Iran, con aumenti a due cifre percentuali all’anno. “L’amicizia o la servitù” agli americani (e agli amici degli americani) stanno costando un prezzo enorme al futuro industriale e agricolo (cfr Russia) del nostro paese. La spartizione del mondo è in atto finché alla fine, come dicono Duncan MacLeod, nel ruolo di Highlander, e Karl Marx nel Capitale, (forse anche Trump), “ne rimarrà uno solo”. Continua a leggere

Guerre e Operazioni NATO dal 1991 ad oggi: milioni di morti, rifugiati, emigrati. Come si organizza il caos. (VIDEO)

I crimini e le menzogne dell’Asse delle Guerre (e complici volontari e involontari) dal 1991 a Libia e Siria

Un gruppo di attivisti contro le guerre di aggressione ha realizzato in modo collettivo il video Tutto sarà dimenticato?, nel quadro del progetto “Verità contro le guerre”, in occasione del centesimo anniversario della fine della Prima guerra mondiale. Intanto la tragica situazione in Libia mette sotto gli occhi di tutti l’effetto standard degli interventi armati imperialisti, avviati e portati avanti grazie anche al carburante delle fake news: circoli viziosi di menzogne e omissioni che hanno coinvolto attori svariati.

Tutto sarà dimenticato?” si riferisce alla storia recente, alle ultime aggressioni internazionali a partire dal 1991, provocate da fake news di guerra e causa di immani tragedie, rapidamente dimenticate.

L’Asse delle guerre (i paesi della Nato e i suoi stretti alleati mediorientali) è riuscito a neutralizzare gli sforzi di altri paesi e del movimento pacifista – negli ultimi anni decisamente minoritario quando non incapace di comprendere gli accadimenti -, e a procurarsi una durevole immunità, l’altro nome dell’impunità.

Le aggressioni belliche sulle quali è stata concentrata l’attenzione si riferiscono ai seguenti paesi: Libia, Iraq, Siria, Afghanistan, Yemen, Jugoslavia.

Ma non vengono dimenticate le destabilizzazioni, quelle tentate e quelle riuscite.

 

 

FONTE: http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=3549

Dieci anni dal crack di Lehman Brothers

Ora lo sappiamo: non è stata una crisi, ma un’apocalisse

di Francesco Francio Mazza

Stipendi diminuiti del 70 per cento. Ricchezza pro capite crollata, invasione dei titoli tossici. La crisi finanziaria del 2008 è stata un’apocalisse per il la civiltà occidentale. Ha distrutto le democrazie liberali, ha creato i populisimi, e ha diffuso l’invidia come sentimento sociale dominante

Settembre 2008 – settembre 2018. Sono passati dieci anni dal crack di Lehman Brothers e dall’inizio di quella che, erroneamente, venne chiamata crisi. Non era una crisi: era una fine, la fine del mondo così come lo avevamo conosciuto. Tra migliaia di anni, quando gli storici del futuro guarderanno al nostro confuso presente, la data del 15 settembre 2008 – il giorno in cui fallì l’istituto bancario fondato nel 1850 in Alabama– sarà considerata uno spartiacque, come la data della Rivoluzione Francese o della scoperta dell’America e molto più dell’11 settembre. Continua a leggere

Dollaro: asso forcaiolo nella manica di Trump

di Antonio D’Orazio.

Trump gioca sporco. Il suo asso nella manica è sempre il dollaro. Moneta di cui nessuno può fare a meno, in un sistema di transazioni finanziarie e commerciali totalmente in mano agli americani. Il ricatto globale. Chiunque cade in sanzioni americane non può assolutamente utilizzare il dollaro. Anche se un paese possiede dollari, non sono suoi, e rischia un’incriminazione internazionale da parte dei tribunali americani. In più, se non contento, magari, dal paese della democrazia, anche un piccolo bombardamento potrebbe risolvere. Continua a leggere

Marcinelle 1956: cosa dovrebbe insegnarci la storia.

di Rodolfo Ricci

62 anni fa la tragedia di Marcinelle. 262 i morti, quasi tutti immigrati, in gran parte italiani. Quest’anno la ricorrenza cade in un particolare momento storico e politico caratterizzato da una discussione confusa e contraddittoria intorno ai nuovi fenomeni migratori che si muove intorno ai due poli della chiusura contro l’ apertura, diritto individuale alla mobilità e all’accoglienza di chi arriva contro il diritto al mantenimento di una primazia della cittadinanza autoctona. Continua a leggere

Venezuela: FALLISCE ATTENTATO con DRONI CONTRO MADURO

Mandanti: Coalizione Interventista Colombia-USA

Caracas, 6/8/2018 – Durante la cerimonia pubblica nella centrale avenida Bolivar della capitale per commemorare l’anniversario 81 della Guardia Nazionale, sono esplosi in aria due oggetti volanti caricati con esplosivo. Erano diretti contro la tribuna da dove il Presidente Maduro stava concludendo il suo discorso. Accanto a lui erano riunite altre alte autoritá istituzionali, di fronte numeroso personale militare e il pubblico che assisteva all’atto commemorativo.

I due droni sono esplosi in volo, prima che facessero impatto sul palco delle autoritá, neutralizzati dal sistema di sicurezza e dalla tecnologia di immunizzazione anti-aerea da esso operata. Si tratta di una vera e propria barriera, dimostratasi  invalicabile. Uno dei due droni-esplosivi si é infranto all’esterno di un edificio, l’altro é esploso anzitempo in aria.   Continua a leggere

False scelte: globalismo o nazionalismo

di Greg Godels*

Nel novembre del 2008, nel mezzo della più grave crisi economica mondiale dalla Grande Depressione, scrissi che l’era dell’internazionalismo globale – la cosiddetta “globalizzazione” – stava volgendo al termine. Le “forze centrifughe” agendo in senso autoconservativo si attivavano, separando alleanze, blocchi, istituzioni comuni e forme di cooperazione:

«La crisi economica ha invertito il processo post-sovietico di integrazione internazionale, la cosiddetta “globalizzazione”. Allo stesso modo che durante la Grande Depressione, la crisi economica ha colpito le diverse economie in modi difformi l’una dall’altra. Nonostante gli sforzi per integrare le economie mondiali, la divisione internazionale del lavoro e i livelli diversi di sviluppo precludono una soluzione unificata alla crisi economica. I deboli sforzi nell’azione congiunta, nelle conferenze, nei vertici, ecc, non possono avere successo semplicemente perché ogni nazione ha interessi e problemi diversi: condizione che diventerà sempre più acuta man mano che la crisi si intensifica… È altamente improbabile che l’Unione [europea] troverà soluzioni comuni. In effetti, il disfacimento dell’UE è una eventualità.» Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (12)

di Tonino D’Orazio

Gli Stati uniti vogliono “dividere” la Francia e la Germania sulle questioni commerciali, cita AFP (Agence France Presse). E’ il commento del ministro francese di Economia e Finanze, Bruno Le Maire, che si considera ormai essere in un contesto di “guerra commerciale” iniziata e quindi chiama l’Unione a “fare blocco”. Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (11)

di Tonino D’Orazio

Harley Davidson minaccia di lasciare gli Usa a causa della guerra dei dazi e in rivolta contro l’ideologia dell’anti-mondializzazione di Trump. Niente di più falso. Harley si serve di questo pretesto per giustificare le sue delocalizzazioni già previste. Infatti da più di un anno è iniziata la costruzione di una fabbrica in Tailandia per rifornire il mercato asiatico. Nel frattempo il costruttore ha annunciato la chiusura di una fabbrica a Kansas City, negli Stati Uniti. Harley possiede una fabbrica di assemblaggio, da otto anni, in India per 5 dei suoi modelli. C’è anche un’altra fabbrica a Manaus, in Brasile. Diciamo che l’embargo dell’Unione europea alla Harley si riduce proprio a niente. Continua a leggere

Il declino della prima stagione dei governi progressisti latinoamericani sfocerà in una nuova fase popolare e di lotta nel sub-continente?

di Andrea Vento 

A partire dall’inizio del nuovo millennio in America Latina si  è aperta una fase evolutiva sostanzialmente inattesa, a testimonianza del fatto che il Sub-continente, seppur a lungo depredato e sottomesso non era stato completamente soggiogato. Movimenti, forze politiche progressiste e comunità indigene, provati dai fallimenti di un ventennio di politiche neo-liberiste, hanno preso consapevolezza (forse illuminati dall’esperienza Zapatista in Messico) delle proprie potenzialità, aprendo una stagione di rivendicazioni e di progettualità politica in larga misura imprevista. Continua a leggere

Lula non è stato liberato, la polizia non ha obbedito ai giudici. Lo Stato di diritto in Brasile è ridotto in macerie

di Teresa Isenburg

Domenica 8 luglio 2018, in Brasile lo Stato di diritto è stato ridotto in macerie. Il giudice di appello del tribunale Trf-4 di Porto Alegre, Rogério Favretto, in servizio di sorveglianza ha emesso ordine di immediata scarcerazione dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Lula è detenuto da tre mesi nel commissariato di polizia di Curitiba dopo un processo di primo e secondo grado e una condanna in assenza di prove. Immediatamente sono cominciate manovre per impedire la esecuzione di tale ingiunzione. Lula non è stato liberato, la polizia non ha obbedito a un ordine giudiziario, magistrati hanno estrapolato le loro competenze per trattare un cittadino come un loro personale perseguitato politico. Continua a leggere

La demondializzazione in atto

di Tonino D’Orazio

E’ iniziata ufficialmente il 6 luglio con l’inizio della guerra dei dazi. Ritorno al passato, se si può dire, ma con molte incognite. La mondializzazione ha portato milioni di posti di lavoro nel mondo intero, secondo i dati OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro). L’altro lato della medaglia è che si tratta di lavoro estremamente sotto pagato e di grande sfruttamento (compreso quello minorile), con arricchimento incredibile di multinazionali e banche (soprattutto americane), indebitamento degli Stati, impoverimento delle masse lavoratrici in occidente e nessuna ridistribuzione, in nessun paese, della ricchezza prodotta. Continua a leggere

Emigrazione in Europa: declino demografico, desertificazione e polarizzazione tra centro e periferie. La grande falsificazione della discussione in corso.

Pubblichiamo la relazione introduttiva del vice segretario del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Rodolfo Ricci alla discussione sulla Nuova Emigrazione Italiana, tenutasi alla Farnesina nell’ambito dell’Assemblea Plenaria del CGIE del 2018.  Nella relazione sono contenuti dati significativi e sconcertanti sugli enormi flussi di emigrazione interna all’Unione Europea succedutesi nell’ultimo trentennio e sulle tendenze dei prossimi decenni, che implicherebbero una radicale revisione della discussione sui movimenti migratori: l’equivoco della cosiddetta “libera circolazione” nasconde la nascita di una nuova geografia caratterizzata da emigrazione forzata e squilibri insostenibili che costituiscono la ragione principale del declino dell’Unione Europea e dell’emergere di xenofobia e razzismo: i flussi immigratori all’interno della UE sono costituiti solo per un terzo da immigrazione extracomunitaria e per ben due terzi da immigrazione intra-comunitaria.

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Wikileaks rivela i garanti politici degli interessi USA in Italia

di Francesco Galofaro

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Purgatorio, VI, 76-78.

L’Espresso e Repubblica mantengono da tempo un archivio on line di documenti segreti o riservati “spifferati” da Wikileaks e che riguardano l’Italia [1]. Si tratta per la maggior parte di cablogrammi dell’ambasciata americana. In questo archivio si trova di tutto: dal caso Calipari ai tentativi italiani di salvare gli USA dalle inchieste della corte dell’Aia al rapimento di Abu Omar. Emerge un ritratto a tinte fosche dei protagonisti della storia recente, specie a confronto con le immaginette oleografiche proposte dalla stampa nostrana. Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (10)

di Tonino D’Orazio

Trump ha qualificato di “buono” l’ultimo G7 in Canada, malgrado i litigi con gli alleati di Washington, ma ha prevenuto che le critiche di Trudeau sarebbero costate “care” al Canada. “Abbiamo un grosso deficit commerciale con il Canada … 295% sui prodotti del latte, ed è ingiusto per i nostri allevatori …”. Trump, nella decisione di ritirare l’appoggio al comunicato finale del G7 parla di “tradimento” da parte del “debole” premier canadese. Aveva criticato i dazi su acciaio e alluminio.  Macron in una dichiarazione all’Afp ha avvertito  che “la cooperazione internazionale non può essere dettata da crisi di rabbia e da osservazioni sprezzanti“. Questo forse vale sempre. Continua a leggere

NEOCOLONIALISMO E «CRISI DEI MIGRANTI»

di Manlio Dinucci

Dagli Stati uniti all’Europa, la «crisi dei migranti» suscita accese polemiche interne e internazionali sulle politiche da adottare riguardo ai flussi migratori. Ovunque però essi vengono rappresentati secondo un cliché che capovolge la realtà: quello dei «paesi ricchi» costretti a subire la crescente pressione migratoria dai «paesi poveri».

Si nasconde la causa di fondo: il sistema economico che nel mondo permette a una ristretta minoranza di accumulare ricchezza a spese della crescente maggioranza, impoverendola e provocando così l’emigrazione forzata. Continua a leggere

Il costo (in denaro) della violenza

di Alessio Fraticcioli

Guerra e violenza non costano solo vite, hanno anche un impatto economico: la spesa globale bruciata dai conflitti nel 2017 è stata di 14,8 trilioni di dollari

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Da una finestra di Harlem

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di Enzo Soderini (New York)

Nel mezzo del cammin della mia vita mi sono ritrovato nel cuore di Harlem. Ecco, forse con questa cenno dantesco penso di iniziare a guardare il mondo da una finestra immaginaria che è locata nella 125 st e Malcom x nel cuore di Harlem. Un centro dove si è sviluppata la cultura  Americana  le cui attività hanno dato alla storia degli USA un particolare interesse  producendo l’arte musicale che s’ispirava alle orribili condizioni della schiavitu’. Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (9)

di Tonino D’Orazio

1230 treni merci sono partiti per l’Europa, dal 2016, dalla capitale cinese della regione autonoma del Xinjiang, Urumqi. Solo quest’anno ne sono già partiti 384, in aumento del 92%. Sono treni merci con più di 50 vagoni e stanno già creando problemi al trasporto marittimo da e per l’Europa poiché liberano grandi quantità di merci sulle linee marittime. E’ già iniziato, via ferrovia, il progetto della “Nuova via della Seta”, con conseguenze reali per la politica d’indipendenza cinese visto che passando su terra, ferrovia e … Russia si copre da un eventuale blocco americano. L’Europa è il più grande mercato per la Cina. Ad oggi, il centro trasporti di Urumqi ha inaugurato ferrovie per 24 grandi città di 17 paesi d’Europa e Asia centrale. (Agenzia Xinhua) Continua a leggere

IMMIGRAZIONE, EMIGRAZIONE, COOPERAZIONE

di Rodolfo Ricci

Nell’analisi degli attuali fenomeni migratori e delle connesse questioni economico-sociali, giuridiche e politiche è opportuno richiamare alcuni aspetti di ordine storico e di approccio di indagine che consentano di ricostruire una unità di lettura dei fenomeni migratori in quanto effetti – e allo stesso tempo concause – dei mutamenti strutturali che li producono e che li alimentano. Continua a leggere

«SOVRANITA’» DA BRUXELLES, NON DA WASHINGTON.

di Manlio Dinucci

Steve Bannon – ex stratega di Donald Trump, teorico del nazional-populismo – ha espresso il suo entusiastico sostegno all’alleanza Lega-Movimento 5 Stelle per «il governo del cambiamemto». In una intervista (Sky TG24, 26 maggio) ha dichiarato: «La questione fondamentale, in Italia a marzo, è stata la questione della sovranità. Il risultato delle elezioni è stato quello di vedere questi italiani che volevano riprendersi la sovranità, il controllo sul loro paese. Basta con queste regole che arrivano da Bruxelles».

Non dice però «basta con queste regole che arrivano da Washington».  Continua a leggere

La Colombia nella NATO. Novità inquietante per l’America Latina.

Mercoledì 29 maggio verso le 17 è apparso sul Web questo comunicato del Foro di Comunicazioni per l’integrazione della Nostra America che annuncia l’ingresso della Colombia nella Nato in qualità di “Partner globale”. Uno status simile a quello di associato esterno che la Colombia si appresta a condividere insieme ad altri alleati strategici degli Stati Uniti quali Afghanistan, Australia, Iraq, Giappone, Corea del Sud, Mongolia, Nuova Zelanda  e Pakistan. Una notizie che solleva molte perplessità alla luce del rinnovato interesse dell’amministrazione Trump verso il tradizionale “cortile di casa” e che getta un’ombra inquietante sul futuro dell’intero sub-continente: l’ingresso nell’Alleanza atlantica della Colombia costituisce infatti una clamorosa rottura con la proclamazione dell’America Latina come zona di pace, decisa nel 2014 all’Avana dal II Vertice della Celac, la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici. Continua a leggere

Dal Neoliberismo Progressista A Trump, E Oltre

Rilanciamo un articolo pubblicato qualche mese fa su Senso-comune.it molto utile a riflettere, a sinistra, anche sulla situazione che si apre in Italia dopo l’insediamento del governo M5S.Lega.

di Nancy Fraser

Chiunque parli di “crisi”, oggi, rischia di essere liquidato come un parolaio, data la banalizzazione che il termine ha subito attraverso il suo uso continuo e superficiale. Ma c’è un senso preciso in cui noi oggi stiamo effettivamente affrontando una crisi. Se la caratterizziamo con precisione e identifichiamo le sue dinamiche distintive, possiamo determinare meglio cos’è necessario per risolverla. Su queste basi, inoltre, potremmo intravedere un sentiero che ci guidi oltre l’attuale impasse, attraverso il riallineamento politico e verso la trasformazione della società. Continua a leggere

Trump impone a 15 Paesi: Zero medicinali e zero alimenti al Venezuela – Maduro deve cadere

..tra cui l’Italia – Obiettivo: fomentare violenze e sommosse prima di fine maggio

Trump ha chiamato all’appello 15 Paesi ed ha ingiunto una linea d’azione: proibito commerciare medicinali e prodotti alimentari con il Venezuela. La parola d’ordine é: agire immediatamente, senza pretesti e dilazioni perché il “dittatore” Maduro deve cadere prima di fine maggio. La Casa Bianca ha riunito i rappresentanti dell’Argentina, Brasile, Canadá, Francia, Germania, Italia, Guatemala, Giappone, Messico, Panama, Paraguay, Perú e Regno Unito per esigere azioni concrete, e per bloccare qualsiasi via con cui il governo del Venezuela possa finanziarsi o effettuare i pagamenti dell’importazione di prodotti-base. Medicinali e alimenti sono la meta privilegiata di questo attacco. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

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