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CRISIS, Europa, Italia, Lavoro economia società, Politica

La patrimoniale è necessaria contro le disuguaglianze

alfiero_grandidi Alfiero Grandi
Concordo con Landò. La patrimoniale è necessaria e va utilizzata per la ripresa economica e ridurre la disuguaglianza. Oggi la parte di reddito nazionale che va ai lavoratori dipendenti è calato del 15 %, contro il 10% nell’area Ocse, malgrado siano relativamente aumentati.
La globalizzazione viene usata come ricatto per ridurre il peso sociale, produttivo e il reddito dei lavoratori subalterni, scaricando su di loro il peso della concorrenzialità. Il lavoro viene svalorizzato e la competitività decade portando ad altre svalorizzazioni, in un circuito senza fine. E’ stato fatto così con l’estensione del tempo determinato senza vincoli. In questo il governo non ha cambiato verso. Nè sembra finita.
Se i redditi da lavoro si riducono, con essi le pensioni, e la povertà aumenta, la domanda interna si riduce. Tutti vogliono essere più competitivi all’estero, ma non è possibile per tutti.

Il superamento della crisi non è tornare a prima, quindi va messo in discussione il modello di sviluppo, la sua qualità ambientale, sociale e il rapporto tra i sessi. Vanno evitate sciocchezze come rimettere in discussione i patti stipulati come nel fotovoltaico. Se cambi i patti hai voglia di fare appello agli investitori internazionali. Il governo impegnandosi a mantenere i patti dovrebbe proporre un piano energetico fondato su rinnovabili e risparmio, fondamento di una politica industriale degna di questo nome.

Gli 80 euro sono stati una scelta discutibile. E’ giusto ridurre prioritariamente il fisco sulle buste paga, ma con solo quelle risorse a disposizione l’impiego migliore era un piano di investimenti per creare nuova occupazione nell’ambiente, nelle rinnovabili, in utilità sociale. Secondo Gallino con 10 miliardi di euro si potrebbero creare 1 milione di posti di lavoro. Sarebbe una svolta per tante persone e per l’economia, dando vita a un grande patto di solidarietà tra lavoratori occupati e disoccupati. La scelta è caduta sugli 80 euro, forse era meglio avere più coraggio.

Per rilanciare l’economia occorrono risorse e un’interpretazione elastica del patto di stabilità non darà granchè. Quindi occorre reperire risorse all’interno.
Landò ricorda diverse ipotesi di imposta patrimoniale, che potrebbe dare almeno 20 miliardi di euro. Queste risorse andrebbero utilizzate per creare nuova occupazione, senza sottovalutare altri interventi.
Puntare tutto sui tagli di spesa può dare risultati discutibili. Keynes ha spiegato che tagliando la spesa si comprime la domanda, salvo che si tratti di tangenti o economia criminale.

Sui capitali portati all’estero il parlamento si appresta a varare un provvedimento che dovrebbe convincere gli evasori a riportare i quattrini in Italia. La preoccupazione di creare differenze con gli evasori “interni” estenderebbe il provvedimento a chi ha tenuto i quattrini in Italia. Si afferma che non è un condono, né una sanatoria. Possiamo chiamarlo trattamento di favore ? Chi ha frodato il fisco, non ha emesso fatture, né pagato l’Iva, ha nascosto i suoi redditi e imbrogliato sui bilanci vedrebbe ridotte le pene in modo da non finire in galera e pagherebbe molto meno di chi è stato già pizzicato. Perché ? E’ questo il modo di rilanciare la lotta all’evasione ? Se la Svizzera inizierà a collaborare perchè fare uno sconto anticipato su pene e sanzioni ? Chi ha commesso un reato deve pagare il dovuto, in euro e in pene.

Sul sistema fiscale: oggi 100 euro guadagnati non hanno lo stesso trattamento fiscale, mentre tutti dovrebbero pagare la stessa imposizione senza riguardo all’origine del reddito. La Costituzione afferma che ciascuno deve contribuire secondo le sue capacità. Oggi in realtà non è così.

Queste ed altre misure possono migliorare l’equità sociale come contributo alla ripresa economica, comprendendo la lotta alla povertà, il diritto alla salute e all’istruzione fino ai livelli più alti e ad una vecchiaia serena, che i giovani non avranno. Perché se avessero il lavoro dei padri, e non è così, avranno comunque una pensione inferiore del 17 %.

Il problema debito pubblico esiste, ma deve essere affrontato con altre modalità. Se si pagano, come è giusto, i debiti della PA il debito arriverà al 140 % del Pil. Pensare di risolvere il problema con un pò di ripresa economica, che non c’è, e un pò di inflazione vuol dire prenotare un futuro orribile e forse il consolidamento del debito pubblico.

Il problema del debito pubblico italiano è europeo e dovrebbe essere affrontato con la modifica delle regole, affidandone alla Bce l’acquisto al di sopra del 60 %, alle stesse condizioni date alle banche, che hanno realizzato enormi guadagni comprando debito pubblico. Per una svolta europea occorre cambiare le regole altrimenti le risorse faticosamente ottenute serviranno per acquistare i titoli necessari per pagare i debiti della PA. Per questo i 4 referendum antiausterità possono aiutare. I nodi vanno affrontati altrimenti non usciremo dalla crisi e aumenteranno le disuguaglianze.

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Discussione

Un pensiero su “La patrimoniale è necessaria contro le disuguaglianze

  1. L’ha ribloggato su Per la Sinistra Unitae ha commentato:
    I nodi vanno affrontati altrimenti non usciremo dalla crisi e aumenteranno le disuguaglianze.

    Mi piace

    Pubblicato da sinistranews | 19/07/2014, 06:44

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