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politica italiana

Questo tag è associato a 976 articoli.

Se l’aereo del governo entra in stallo è destinato a precipitare

di Alfiero Grandi

La destra è in difficoltà, a partire da Salvini che ora ammette di avere fatto errori e sottovalutato le conseguenze della crisi di governo. La tenuta dell’alleanza di centrodestra è precaria e l’estremismo di Salvini, che arriva ad aprire le porte della manifestazione del 19 a casa pound, ha suscitato reazioni che confermano che la svolta verso una destra estremista egemonizzata dalla Lega non è apprezzata da una parte dello schieramento. Anche i toni iperpropagandistici e approssimativi sono indice di una difficoltà politica e anzichè rassicurare generano ansia che si aggiunge a quella che già esiste nel paese, ed è tanta. Continua a leggere

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ISTERIA ANTICOMUNISTA E MANIFESTAZIONI “ECOLOGISTE”

di Vincenzo Brandi

Negli ultimi giorni, oltre alle solite squallide vicende che coinvolgono il più che mediocre personale politico della Repubblica (l’incredibile scissione nel PD operata da Renzi è l’ultimo episodio), due avvenimenti, da valutare attentamente, hanno attirato l’attenzione di chi scrive. Continua a leggere

Il Tribunale di Milano manda il jobs act alla Corte di giustizia

Il jobs act di renziana memoria (ma purtroppo ancora di attuale vigenza) continua ad essere oggetto delle attenzioni
dei giudici: dopo la Corte Costituzionale, infatti, toccherà alla Corte di giustizia europea valutarne la legittimità. Merito dell’ordinanza del 5 agosto 2019 con cui il Tribunale di Milano, in una causa targata Cgil, ha investito la Corte di giustizia di Lussemburgo. Continua a leggere

Il “proporzionale puro” ci salverà? Intervista a Paolo Maddalena, costituzionalista, presidente emerito della Corte costituzionale

di Alba Vastano*

Viviamo tempi bui per la democrazia e non si intravede che una fioca luce in fondo al tunnel. I governi si avvicendano con capitomboli strumentali e rimpasti opportunisti che non producono di certo quella buona politica finalizzata a rappresentare i bisogni e la volontà popolare. Una politica che riconosca i diritti di tutti, mai decollata in questo nostro Paese tanto straordinario, quanto sofferente di diritti mancati e mai conforme ai principi fondamentali della Costituzione. Governi che si formano con accordicchi e governi che seguono di risulta alle tracotanze estive di un borioso, quanto sovversivo ministro. Intanto lo Stato sociale è sotto una mannaia. Continua a leggere

Crisi: l’autunno infinito dell’emisfero boreale

di Gabriele Giorgi

Le estati sono sempre più calde, iniziano a primavera e intaccano gli autunni. Anche le crisi anticipano l’andamento stagionale e si propongono ormai nel mezzo del solleone.

Ben prima di settembre, le piogge torrenziali e piangenti si scaricano sulla terra, non più nuda e triste, ma fremente, come alle soglie di un’eruzione.

Il rumore di fondo della crisi è permanente e ubiquo e gli epifenomeni locali, nazionali, continentali sono soltanto manifestazioni del crollo imperiale (o del paradigma?) e del riassestarsi provvisorio delle sue zolle in frizione, quelle più vicine e quelle più lontane, che interagiscono mutuamente e sollecitano altre crepe interne ed esterne. Il sommovimento è giunto ad uno stadio che si autoalimenta e che continuerà fino a che un nuovo equilibrio (o nuovo paradigma?) sarà raggiunto. Continua a leggere

Alessandro Visalli: Una rilettura de “Il capitale monopolistico” di Paul Baran e Paul Sweezy.

di Alessandro Visalli

Il libro del 1966, “Il capitale monopolistico” è il punto culminante della riflessione teorica di Paul Baran, che sfortunatamente muore improvvisamente a soli 55 anni nel 1964, e di Paul Sweezy, che gli sopravviverà quasi quaranta anni, continuandone il lavoro e portandolo avanti. Sweezy è stato fino al 2004, l’anno della morte, un grande punto di riferimento degli studi marxisti, soprattutto attraverso il suo lavoro con Leo Huberman nella rivista “Montly Review”. Si trovò ad esempio a dire, in una intervista a Chistopher Phelps in occasione dei suoi novanta anni, e quindi a metà 2000:

“Stiamo registrando un nuovo esercizio di tendenza del capitale a trasferirsi non tanto verso la produzione di beni e servizi utili, quanto verso la manipolazione del denaro, della speculazione, naturalmente per produrre altro denaro senza l’intermediazione del processo di produzione. Il che conduce direttamente ad una crescita incredibile del debito, allo sviluppo sfrenato dei mercati finanziari e delle bolle speculative. Stupefacenti i limiti raggiunti dal fenomeno, che appare destinato a provocare una sua propria forma di crollo, ma che sarà di tipo completamente nuovo rispetto alle crisi del passato”. Continua a leggere

SOTTO ZERO. Scenari controversi: quanto positivi possono essere i tassi negativi?

di Francesco Cappello

Pro e contro il tasso negativo. Un mondo capovolto

Accendere un mutuo a tasso negativo significa che sarai tenuto a rimborsare un pò meno del capitale preso in prestito! Vi sareste mai aspettati che una Banca privata potesse proporre alla propria clientela mutui a 10 anni a tasso fisso negativo come ha cominciato a fare Jyske Bank (- 0,5%) che peraltro non è sola in questa apparente follia. Nordea Bank, ad esempio, vi permette la stipulazione di mutui per acquisto casa a 20 anni, allo 0% e prestiti con tassi negativi fino a 30 anni! Continua a leggere

Tra Salvini e Open society: il futuro dell’anticapitalismo nell’inverno della sinistra

Unione europea, questione nazionale e migranti hanno scavato l’ennesimo solco nella sinistra radicale. Eppure questo decennio di contrapposizione (esclusivamente) intellettuale lascia dietro di sé macerie su cui costruire ben poco. Non saremo forse di fronte a false flags su cui ci accaniamo in assenza di lotte di classe dal basso? Favorito dalla chiacchiera social, ben presto il confronto è scaduto sul piano della scomunica: “rossobruni” contro “dirittoumanisti” è l’unico terreno di confronto, il punto di mediazione è l’anatema vicendevole. Siamo davvero sicuri che da ciò potrà nascere qualcosa di fecondo nella piccola ridotta dell’anticapitalismo italiano? È lecito dubitarne. Continua a leggere

Il responso della piattaforma Rousseau dà il via al governo M5S-PD. L’80% è per il SI’

Oltre 79mila iscritti al M5S si sono espressi oggi a favore della proposta di nuovo governo M5S-PD con a capo Giuseppe Conte. Gli iscritti M5S si sono espressi su un quesito che precisava i punti di accordo sulle linee di indirizzo del nuovo di governo. Di seguito il testo del documento.

I SI sono stati pari all’79,3% dei votanti. I NO pari al 20,7%. Continua a leggere

Anche gli ultrà europeisti vogliono “cambiare la Ue”. Per competere meglio…

di Dante Barontini (da Contropiano.org)

Tormento o delizia di ogni analista, l’Unione Europea resta l’ircocervo che si preferisce in genere affrontare solo dal punto di vista ideologico, come se questa strana creatura fosse davvero una “anticipazione” della fine dei nazionalismi e non invece – come è – una struttura di regolazione dei vari nazionalismi. Con effetti fortemente asimmetrici, quasi sempre voluti, che avvantaggiano sempre i paesi più forti a scapito di quelli più deboli. Continua a leggere

Emiliano Brancaccio: mettere Salvini e soci all’opposizione per portare avanti la solita politica economica di Padoan e Tria sarebbe un grave errore

Brancaccio: «Io ministro? Per carità, questo film non mi piace per niente»

Adriano Botta intervista Emiliano Brancaccio

«Mettere Salvini all’opposizione per portare avanti la solita politica economica di Padoan e Tria sarebbe un grave errore. E avrebbe il solo risultato di rinforzare le destre reazionarie». Il professore di sinistra, finito nel totonomi, si sfila e accusa: «Manca una svolta vera, nei contenuti»

«Se non si va al voto, c’è il serio pericolo che alla prossima tornata elettorale le destre reazionarie si presentino ancor più forti e agguerrite. Per evitare questa prospettiva ci vorrebbe un governo di radicale discontinuità, ma temo che non sussistano le condizioni politiche per farlo nascere». È questa la posizione di Emiliano Brancaccio, economista apprezzato a sinistra e abituato a duellare con i massimi esponenti dell’establishment economico internazionale, da Olivier Blanchard a Mario Monti. Negli scorsi giorni il nome di Brancaccio è stato evocato più volte: da Gianluigi Paragone (M5S) fino alla sinistra radicale, molti lo hanno indicato come possibile ministro dell’Economia di un governo di svolta. Continua a leggere

Esperienze dirette da Lampedusa. Non solo migranti

Abbiamo intervistato l attivista pisano Francesco Bouchard, da poco tornato da Lampedusa dopo un anno, o quasi, di attività di supporto ai migranti e alla popolazione locale. Continua a leggere

Italia: come rovinare un paese in trent’anni

di Servaas Storm*

Parlare di “sorti del paese” senza saperne la storia economica – anche quella più recente – rasenta il tentativo di dare lezioni di vita a quindici anni. Buone intenzioni tante, esperienza zero.

Questa ricostruzione impietosa dellla storia economica italiana degli ultimi 30 anni può aiutare a mettere a fuoco molti problemi che gli “europeisti-senza-se-e-senza-ma” semplicemente ignorano (più sono esperti e più sono bugiardi, diciamo) e che i “populisti nazionalisti” riducono a questioncelle risolvibili con ricette da imbecilli.

Naturalmente non è una ricostruzione “neutra”. L’autore, Servaas Storm, è un economista olandese che si occupa di temi a cavallo tra macroeconomia, tecnologie, distribuzione del reddito, finanza.

L’articolo è stato commissionato e pubblicato alcuni mesi fa dall’Institute for New Economic Thinking, che di certo non può essere considerato un think tank di “sinistra”, visto che ha fra i fondatori il tristemente noto speculatore George Soros. Molte considerazioni critiche sarebbero possibili dal nostro punto di vista. La principale, che merge solare dai grafici ma Servaas sembra non vedere, è che il calo dei salari e di altri fattori è comune a tutte le economie europee prese a paragone. In Italia è più accentuato, certamente, ma all’interno di una curva discendente collettiva. L’austerità, insomma, è una malattia mortale per tutta l’Unione Europea e soprattutto per i lavoratori di tutto il continente.

Ma i numeri, quando sono messi in fila, mostrano una via. E quelli dell’economia italiana, nell’arco dell’ultimo trentennio, descrivono il cammino verso il precipizio per esplicita decisione politica sovranazionale, nel quadro di una serie di trattati europei che spingono per diseguaglianze crescenti e niente affatto casuali.

Buona lettura.

* Traduzione per Voci dall’Estero di Gilberto Trombetta Continua a leggere

Anticipazioni del Rapporto SVIMEZ 2019 su “L’economia e la società del Mezzogiorno”: al Sud più emigrati che immigrati, rischio recessione e spopolamento.

Anticipazioni del Rapporto SVIMEZ 2019 su “L’economia e la società del Mezzogiorno”

  

SUD, LO SPETTRO DELLA RECESSIONE

IN UN’ITALIA CHE CRESCE POCO

SI RIAPRE IL DIVARIO TERRITORIALE

 

 Dopo un triennio 2015-2017 di (pur debole) ripresa del Mezzogiorno, si riallarga la forbice con il Centro-Nord. Tengono solo gli investimenti in costruzioni, crollano quelli in macchinari e attrezzature. Prosegue il declino dei consumi della

P.A. e degli investimenti pubblici. Al Mezzogiorno mancano quasi 3 milioni di posti di lavoro per colmare il gap occupazionale col Centro-Nord. Il dramma maggiore è l’emigrazione verso il Centro-Nord e l’estero. I diritti di cittadinanza limitati al Sud. Forte disomogeneità tra le regioni meridionali: nel 2018 Abruzzo, Puglia e Sardegna registrano il più alto tasso di sviluppo Continua a leggere

L’Europa deve svegliarsi, condannare le sanzioni al Venezuela e prendere una posizione autonoma rispetto agli USA

di Alberto Fazolo

Dopo il fallimento dell’ennesimo tentativo di golpe in Venezuela, lo scontro tra il Governo del legittimo Presidente Nicolas Maduro e l’opposizione guidata (almeno per il momento) da Juan Guaidò ritorna sul piano politico. I negoziati svoltisi in Norvegia e alle Barbados hanno dato la speranza di avviare un processo negoziale efficace e una soluzione pacifica della crisi.

Ma gli USA sono alla disperata ricerca di petrolio per far fronte al fabbisogno interno e per poter riaffermare il proprio ruolo a livello globale. In questa ottica si inquadrano le bellicose azioni contro il Venezuela e l’Iran. Nel caso del Venezuela l’aggressione al momento non sembra prendere le sembianze dell’attacco militare o del golpe, per ora gli USA proseguono sulla via della guerra economica e del tentativo d’isolamento politico. Continua a leggere

LANDINI: PER IL SUD CI VUOLE UN PIANO SOVRAREGIONALE DI CINQUE ANNI. DOBBIAMO BLOCCARE L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

LE PARTI SOCIALI DOVRANNO STARE NELLA CABINA DI REGIA. PRIMO OBIETTIVO: BLOCCARE IL PROGETTO DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA

“Sul Sud serve una visione e una strategia complessiva: abbiamo bisogno di un piano strutturato in un’ottica pluriennale”. Lo ha detto ieri  il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini al tavolo sul Mezzogiorno con il governo con il presidente Conte e il ministro Di Maio, che si è svolto nella sala Verde di Palazzo Chigi e al quale hanno partecipato anche i segretari generali della Cisl, Anna Maria Furlan e della Uil, Carmelo Barbagallo. Landini ha parlato di un piano di medio periodo di almeno 5 anni che sia “sovra-regionale per evitare frammentazione e dispersione degli interventi” e che coinvolga le parti sociali sia in fase di programmazione che in quella di attuazione e verifica”. Un ruolo che potrebbe concretizzarsi in un coinvolgimento, ha detto ancora Landini, delle Parti sociali nelle cabine di regia istituzionali a partire da quella con le 8 Regioni del Sud. “Inoltre – ha aggiunto- è necessario trovare una soluzione positiva per le tante vertenze aperte relative alle aziende in crisi del Mezzogiorno, dove non deve essere perso neppure un posto di lavoro”. Quattro i filoni strategici su cui lavorare: infrastrutture immateriali e sociali; infrastrutture materiali: collegamenti ferroviari, strade, valorizzazione dei porti ma anche scuole ed ospedali; Politiche industriali e di sviluppo; Ambiente, tema trasversale. Continua a leggere

IL MODELLO USA DEL GOVERNO «SOVRANISTA»

di Manlio Dinucci

Anche se l’opposizione attacca sempre il governo e vi sono divergenze nel governo stesso, dall’intero arco parlamentare non si è levata alcuna voce critica quando il premier Conte ha esposto alla Conferenza degli ambasciatori (26 luglio) le linee guida della politica estera, a riprova del vasto consenso multipartisan.

Conte ha definito anzitutto qual è il cardine della collocazione dell’Italia nel mondo: «Il nostro rapporto con gli Stati Uniti rimane qualitativamente diverso da quello che abbiamo con altre Potenze, perché si fonda su valori, su principi condivisi che sono il fondamento stesso della Repubblica e parte integrante della nostra Costituzione: la sovranità democratica, libertà e uguaglianza dei cittadini, la tutela dei diritti fondamentali della persona».

Il premier Conte così non solo ribadisce che gli Usa sono nostro «alleato privilegiato», ma enuncia un principio guida: l’Italia assume gli Stati uniti come modello di società democratica.

Una colossale mistificazione storica. Continua a leggere

Quasi 3 milioni di italiani vivono grazie alle mense dei poveri

Sono 2,7 milioni le persone che in Italia sono state addirittura costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. E’ quanto emerge dal rapporto Coldiretti “La povertà alimentare e lo spreco in Italia” che sottolinea come ad avere problemi per mangiare sono dunque oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta. La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo ha fatto attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.

Infatti sono appena 113mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,36 milioni che invece hanno accettato l’aiuto delle confezioni di prodotti sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Ma ci sono anche 103mila persone – aggiunge la Coldiretti – che sono state supportate dalle unità di strada, gruppi formati da volontari che vanno ad aiutare le persone più povere incontrandole direttamente nei luoghi dove trovano ricovero. Nel 2018 si segnala inoltre il nuovo fenomeno degli empori sociali, veri e propri negozi dove gli indigenti possono fare la spesa gratuitamente attraverso delle tessere, di cui hanno beneficiato in circa 84mila. Non manca, anche se con numeri bassi, chi viene assistito direttamente a casa (24mila).

Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano – continua la Coldiretti – 453mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 197mila anziani sopra i 65 anni e circa 103mila senza fissa dimora.
Complessivamente nel 2018 sono stati distribuiti agli indigenti oltre 60 milioni di chili di prodotti alimentari, secondo l’analisi Coldiretti su dati Agea. In testa alla classifica c’è la pasta, con 13,5 milioni di chili, seguita dal latte con 11,6 milioni di chili e dai legumi in scatola (fagioli, piselli, lenticchie, ecc.), dei quali ne sono stati consegnati 8,7 milioni di chili. Al quarto posto – continua la Coldiretti – c’è il riso con 7,3 milioni di chili e al quinto la farina (4,5 milioni di chili) seguita da biscotti, olio di semi, confetture di frutta in barattolo o monodose, zucchero, fino a tonno, biscotti per l’infanzia e formaggi a Denominazione di origine protetta (Dop).

Contro la povertà – continua la Coldiretti – si attiva la solidarietà con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana alla Fondazione Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio, dal Banco delle Opere di Carità all’Associazione Banco Alimentare Roma fino all’associazione Sempre Insieme per la Pace. E si contano ben 10.500 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 200 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall’Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti.

 

 

FONTE: https://www.farodiroma.it/

VENEZUELA: Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero chiede la sospensione delle sanzioni su medicinali e cibo.

Nell’ambito dei lavori della 43° Assemblea plenaria del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), nella giornata conclusiva di venerdì 5 luglio svoltasi alla Farnesina, sono stati approvati 3 ordini del giorno sulle problematiche degli italiani in Venezuela.

Il primo richiama la denuncia fatta dal Consigliere Nello Collevecchio nel suo intervento nella giornata di apertura del 3 luglio, con la richiesta di un’indagine sull’operato delle rappresentanze consolari di Caracas e Maracaibo nel periodo 2015-2019. (Vedi articolo) e (Video)

Il secondo richiede al Governo di adoperarsi per la sospensione delle sanzioni sull’importazione di medicinali e cibo e del blocco dei pagamenti internazionali su questi prodotti.

Il terzo richiama Governo e Regioni ad approntare adeguate misure di sostegno per gli italo-venezuelani che rientrano in Italia a seguito della grave crisi del paese e la possibilità di inserirli nelle misure attive come il Reddito di Cittadinanza, in deroga ai limiti temporali di residenza nel paese imposte dalla legge.

Tutti e tre gli ordini del giorno sono stati approvati all’unanimità dall’Assemblea plenaria del Cgie. Continua a leggere

Alessandro Vissalli e Carlo Formenti: Partito e classe dopo la fine della sinistra.

Questa, relazione, firmata da Carlo Formenti e Alessandro Visalli, è stata presentata all’Assemblea: “Oltre la sinistra. Lavoro, sovranità, autodeterminazione”, tenutasi a Roma il 15 giugno presso il Circolo dei Socialisti alla Garbatella.

Il testo di lancio dell’Assemblea recitava:

Dopo il lancio, a marzo, del Manifesto per la Sovranità Costituzionale il campo in formazione del neo-socialismo patriottico ha subito le tensioni della fase in corso. La frattura tracoloro che sono connessi al sistema-mondo capitalista (mondo finanziario, reti industriali transanzionali, segmenti superiori dell’economia della conoscenza), e coloro che restano ai suoi margini, respinti nelle tante periferie del nostro paese, è stata rimossa da alcuni in favore di un’immaginaria frattura tutta morale tra destra e sinistra. Per altri la ricerca del consenso, e la fretta di intercettarlo, ha prodotto un’interpretazione del ‘populismo di sinistra’ come mera tecnica, priva di un’analisi all’altezza della durezza dello scontro in essere.

Noi crediamo che il conflitto sia tra i ‘centri integrati’ nel mercato mondiale, organizzati gerarchicamente, e le ‘periferie’ che sono nella posizione di essere sfruttate da questi. E crediamo che questo conflitto apra una frattura insanabile che attraversa diagonalmente l’intero campo del capitalismo. Esso crea fenomeni interconnessi come l’estendersi della precarietà, l’erosione della capacità di sostenere una vita decente, il degrado fisico delle nostre città, periferie e campagne, l’abbandono dell’ambiente e il saccheggio indiscriminato, di risorse e uomini del mondo. Continua a leggere

Giorgio Cremaschi – “Il Salario minimo orario di legge è giusto, ma può finire male. Mobilitiamoci”

di Giorgio Cremaschi

Il salario minimo di legge è una misura giusta nell’Italia di oggi del lavoro precario e sfruttato, a condizione che:

– Sia almeno di 9 euro e riguardi solo la paga oraria, senza assorbire gli altri istituti..

– Sia attuato subito in tutti i settori, senza deroghe scappatoie cavilli..

– Sia indicizzato, cioè rivalutato periodicamente ed automaticamente rispetto all’aumento del costo della vita. Continua a leggere

“Flussi migratori recenti e tutele possibili”. Relazione di P. Lorenzo Prencipe, Presidente dello CSER al convegno FAIM

Si è svolto venerdì scorso a Roma un importante seminario sull’ immigrazione e l’emigrazione, organizzato dal FAIM (Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo), un consesso che raggruppa oltre 100 organizzazioni rappresentative dell’emigrazione italiana in decine di paesi europei ed extra-europei e che in Italia sono impegnate anche sul versante immigrazione.

Il seminario ha fornito importanti elementi conoscitivi sulla dimensione migratoria globale e sulla nuova emigrazione italiana che si configura ormai come la terza grande migrazione dal nostro paese, ricominciata con l’inizio della crisi economica del 2007-2008 e che ha dimensioni analoghe a quella del dopoguerra.

Alcune sintesi delle altre relazioni presentate (che possono essere lette QUI). In questa occasione presentiamo quella di P. Lorenzo Prencipe, Presidente dello CSER (Centro Studi Emigrazione Roma) dei Padri Scalabriniani, che fornisce un quadro complessivo e preciso delle persone in movimento sul pianeta, per origine e meta dei flussi ed individua una serie di orientamenti possibili per la gestione di un fenomeno che è destinato a proseguire e ad ampliarsi nei prossimi anni, coinvolgendo, come avviene già anche per molti paesi europei e l’Italia, anche milioni di residenti nei paesi sviluppati. Continua a leggere

Altro che migranti: il problema (strutturale) sono gli italiani che fuggono.

di Francesco Sylos Labini (da Il Fatto Quotidiano 28-6-19)

La vicenda dei 42 migranti della nave Sea Watch è stato il tema centrale per giorni nel dibattito pubblico, come in passato per casi analoghi. Ma nel corso del 2019 sono 2500 i migranti arrivati in Italia: la speculazione politica su queste vicende è dunque enorme come la copertura mediatica che serve solo a mantenere alto il coinvolgimento del pubblico su un problema, umanamente drammatico e vergognoso nella gestione, ma del tutto marginale. Sembra anzi che l’attenzione sull’immigrazione sia utile solo per coprire l’altra faccia della medaglia, l’emigrazione dall’Italia: e questo è sì un problema strutturale. Continua a leggere

L’attualità ingombrante della lotta di classe – in ricordo di Domenico Losurdo

Un anno fa, il 28 giugno 2018, si spegneva Domenico Losurdo. Nato a Sannicandro di Bari il 14 novembre 1941, Losurdo è probabilmente uno dei filosofi italiani più sottovalutati di sempre, sicuramente uno dei più scomodi. Radicale tanto nelle sue posizioni politiche (era membro del Partito Comunista Italiano) quanto nel suo modo di fare filosofia (più che di storia si occupava di controstoria), l’erudizione straordinaria delle opere che ci lascia in eredità rappresenta uno dei momenti più alti della cultura italiana dell’ultimo mezzo secolo. Continua a leggere

Don Milani: “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri…

Don Milani: “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri…

(Contro chi di presenta con il Rosario tra le mani, ma lascia affogare la gente in mano… Decidete, Cristiani, da che parte stare)

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

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