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Questo tag è associato a 772 articoli.

Marcinelle 1956: cosa dovrebbe insegnarci la storia.

di Rodolfo Ricci

62 anni fa la tragedia di Marcinelle. 262 i morti, quasi tutti immigrati, in gran parte italiani. Quest’anno la ricorrenza cade in un particolare momento storico e politico caratterizzato da una discussione confusa e contraddittoria intorno ai nuovi fenomeni migratori che si muove intorno ai due poli della chiusura contro l’ apertura, diritto individuale alla mobilità e all’accoglienza di chi arriva contro il diritto al mantenimento di una primazia della cittadinanza autoctona. Continua a leggere

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La guerra civile è già cominciata?

di Riccardo Paccosi

Il “pericolo fascismo” rappresentato dai populisti, il “”pericolo fascismo” rappresentato dai liberal: un’analisi comparativa. Premessa: la “guerra civile”, almeno nei presupposti, è già cominciata.

Avverto un clima ch’è ormai di degenerazione assoluta e, dunque, scrivo qualche ultima riga prima di prendermi un’ossigenante pausa dall’ambito mefitico e velenoso del dibattito politico. La polarizzazione ideologica tra sinistra liberal e blocco populista, sta infatti assumendo connotazioni che – in termini di logica di fondo – sono già oggi, a tutti gli effetti, di guerra civile. Continua a leggere

RAPPORTO SVIMEZ 2018: Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti

RAPPORTO SVIMEZ 2018

Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero

 

ROMA – Tra i dati delle anticipazioni del Rapporto Svimez 2018 il numero della popolazione italiana: 60 milioni e 660 mila unità nel 2017, in ulteriore calo di quasi 106 mila unità. È come se sparisse da un anno all’altro una città italiana di medie dimensioni.

La popolazione diminuisce malgrado aumentino gli stranieri: nel 2017 il calo è stato di 203 mila unità a fronte di un aumento di 97 mila stranieri residenti. Il peso demografico del Sud diminuisce ed è ora pari al 34,2%, anche per una minore incidenza degli stranieri (nel 2017 nel Centro-Nord risiedevano 4.272 mila stranieri rispetto agli 872 mila stranieri nel Mezzogiorno).

Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati. Anche nel 2016, quando la ripresa economica ha

manifestato segni di consolidamento, si sono cancellati dal Mezzogiorno oltre 131 mila residenti. Tra le regioni meridionali, sono la Sicilia, che perde 9,3 mila residenti (-1,8 per mille), la Campania (-9,1 mila residenti, per un tasso migratorio netto di -1,6 per mille) e la Puglia (-6,9 mila residenti, per un tasso migratorio netto pari a -1,7), quelle con il saldo migratorio più negativo. (Inform)

Scarica il Comunicato Stampa

Scarica la sintesi del rapporto Svimez

La guerra delle parole

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di Carlo Galli *

1. Strategie

Dopo la sconfitta del 4 marzo le élitespolitiche, economiche e mediatiche hanno reagito in modo diversificato. L’analisi del Pd è racchiusa nelle due affermazioni di Renzi: «la ruota gira» e «pop corn per tutti», che – per non ricorrere a giudizi impegnativi come quelli di nichilismo, cinismo, vuoto intellettuale – è quantomeno da definire una manifestazione di irresponsabile perdita di contatto con la realtà e di fatalistica attesa degli errori altrui. Continua a leggere

Lega e Pd si oppongono sui migranti. Ma vanno d’accordo quando si parla di petrolio

di Giuliano Garavini

Due flussi importanti scorrono dall’Africa all’Europa, da Sud a Nord. Il primo flusso porta persone a decine di migliaia, almeno un milione di migranti provenienti dall’Africa subsahariana a partire dal 2010, il secondo flusso porta idrocarburi, sia gas che petrolio per il valore di circa 50mld di dollari al mese (cifre del 2017). Continua a leggere

Da Calcutta alla Finlandia, passando per i The Zen Circus: le identità locali contano

di Alexander Ricci

Edoardo d’Erme, in arte Calcutta, è uno dei personaggi di primo piano della scena musicale indipendente di questo decennio, genericamente apostrofata con il termine “indie”. Settimana scorsa, Calcutta ha fatto il pienone raccogliendo quasi 20mila fan allo stadio Francioni di Latina dove ha portato il suo ultimo disco. In un breve servizio realizzato dal gruppo editoriale GEDI, La Repubblica ha intervistato alcuni fan del cantantautore, presenti allo stadio già dalle prime ore. Al minuto 03:22 del video, incalzati dalle domande del giornalista, due ragazzi definiscono il genere indipendente così: “L’indie? Si tratta dell’esaltazione della Provincia”. Continua a leggere

Non è un problema di poltrone

di Marco Bersani

Lo scontro che si è aperto sulle nomine dei vertici della Cassa Depositi e Prestiti, e che ha visto protrarsi l’esito per oltre un mese, fino all’accordo di ieri sul nome di Fabrizio Palermo come futuro Amministratore Delegato, è illuminante della situazione in cui si trova il governo Lega-5Stelle. Su quelle nomine si intrecciano infatti diversi conflitti. Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (11)

di Tonino D’Orazio

Harley Davidson minaccia di lasciare gli Usa a causa della guerra dei dazi e in rivolta contro l’ideologia dell’anti-mondializzazione di Trump. Niente di più falso. Harley si serve di questo pretesto per giustificare le sue delocalizzazioni già previste. Infatti da più di un anno è iniziata la costruzione di una fabbrica in Tailandia per rifornire il mercato asiatico. Nel frattempo il costruttore ha annunciato la chiusura di una fabbrica a Kansas City, negli Stati Uniti. Harley possiede una fabbrica di assemblaggio, da otto anni, in India per 5 dei suoi modelli. C’è anche un’altra fabbrica a Manaus, in Brasile. Diciamo che l’embargo dell’Unione europea alla Harley si riduce proprio a niente. Continua a leggere

Tito Boeri, le migrazioni e l’INPS

di Rodolfo Ricci

Le intrusioni del Presidente dell’INPS Tito Boeri nella discussione politica nazionale non sono una novità; già nella precedente legislatura egli si era esercitato su diverse questioni ogni qual volta alcune decisioni politiche potevano avere ricadute sulle prospettive di tenuta dei bilanci dell’Inps sia a breve che a medio temine.

La tenuta dei conti della più importante fonte di ingressi e di spesa del bilancio pubblico non è evidentemente cosa secondaria e da questo punto di vista, fare da guardiani affinché non si creino situazioni di insostenibilità non è in sé cosa biasimevole. La questione, da un punto di vista politico, è a quale prezzo i conti vengano fatti quadrare e se, da un punto di vista etico o semplicemente di giustizia sociale, la quadratura è ammissibile, condivisibile e fondata. Per altro verso è interessante verificare quali dati e quali parametri vengano utilizzati per sostenere le diverse tesi che si confrontano. Continua a leggere

Emigrazione in Europa: declino demografico, desertificazione e polarizzazione tra centro e periferie. La grande falsificazione della discussione in corso.

Pubblichiamo la relazione introduttiva del vice segretario del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Rodolfo Ricci alla discussione sulla Nuova Emigrazione Italiana, tenutasi alla Farnesina nell’ambito dell’Assemblea Plenaria del CGIE del 2018.  Nella relazione sono contenuti dati significativi e sconcertanti sugli enormi flussi di emigrazione interna all’Unione Europea succedutesi nell’ultimo trentennio e sulle tendenze dei prossimi decenni, che implicherebbero una radicale revisione della discussione sui movimenti migratori: l’equivoco della cosiddetta “libera circolazione” nasconde la nascita di una nuova geografia caratterizzata da emigrazione forzata e squilibri insostenibili che costituiscono la ragione principale del declino dell’Unione Europea e dell’emergere di xenofobia e razzismo: i flussi immigratori all’interno della UE sono costituiti solo per un terzo da immigrazione extracomunitaria e per ben due terzi da immigrazione intra-comunitaria.

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Wikileaks rivela i garanti politici degli interessi USA in Italia

di Francesco Galofaro

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Purgatorio, VI, 76-78.

L’Espresso e Repubblica mantengono da tempo un archivio on line di documenti segreti o riservati “spifferati” da Wikileaks e che riguardano l’Italia [1]. Si tratta per la maggior parte di cablogrammi dell’ambasciata americana. In questo archivio si trova di tutto: dal caso Calipari ai tentativi italiani di salvare gli USA dalle inchieste della corte dell’Aia al rapimento di Abu Omar. Emerge un ritratto a tinte fosche dei protagonisti della storia recente, specie a confronto con le immaginette oleografiche proposte dalla stampa nostrana. Continua a leggere

L’Ue è in pieno stallo. Più che alle riforme istituzionali, si pensa alle poltrone

di Alexander Ricci

Nel corso della due giorni di summit europeo della settimana scorsa, Paolo Gentiloni ha rilasciato la sua prima intervista televisiva da ex primo ministro, ai microfoni di Otto e Mezzo (La7). Incalzato sulla questione migratoria, e sull’operato del primo ministro Giuseppe Conte a Bruxelles, Gentiloni ha insistito, a più riprese, che, oggigiorno, nell’Ue, la questione centrale rimane quella del governo “economico”.

L’osservazione di Gentiloni è condivisibile. Peccato, però, che dal meeting sia uscito un nulla di fatto. Gli analisti hanno ribadito che, rispetto ai temi sollevati da alcuni governi dell’Ue nel corso degli ultimi anni – budget per investimenti, assicurazione di disoccupazione europea, riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) e Unione bancaria – si sono fatti pochi passi in avanti Continua a leggere

Joseph Stiglitz: Come si esce dall’euro

oped eurozone382x222 1160x633 1160x500Un articolo del Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz su Politico affronta senza più giri di parole il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro. Date le resistenze tedesche a riformare (radicalmente) l’eurozona come sarebbe necessario per salvare la moneta unica, all’Italia restano poche alternative all’uscita, se non vuole sprofondare nell’inferno greco. L’Italia per ora si è impegnata a restare nell’euro, ma le cose possono cambiare rapidamente, e il nuovo governo ha dimostrato di non avere paura di agire, cosa di cui Stiglitz sembra essersi accorto. Continua a leggere

I migranti e la lunga notte dell’Europa

di Antonio Lettieri

All’apparenza la riunione del Consiglio europeo del 28-29 giugno si è conclusa sul punto delle migrazioni, che era il principale, con un nulla di fatto. In realtà, ha brutalmente rivelato il volto duro e ostile dell’Europa nei confronti del più grande dramma del nostro tempo. L’Italia si era battuta per far passare il principio che la questione delle migrazioni non riguarda solo l’Italia, ma L’Europa. “Chi attraversa il Mediterranee, ha sostenuto Giuseppe Conte, intende entrare in Europa”. Continua a leggere

Istat: Italia 2017 aumenta la povertà di concerto con il Pil

di Andrea Vento

Continuano gli effetti distortivi delle politiche di austerità fiscale e restrittive di bilancio. Occorre cambiare rotta per fermare le derive sovraniste e xenofobe e varare un nuovo modello sociale europeo

L’Istat ha confermato ad inizio marzo che il prodotto interno lordo italiano è cresciuto nel 2017 dell’1,5%. Il rapporto deficit/pil si attesta all’1,9% mentre il rapporto debito/Pil dell’Italia è risultato pari al 131,5%, in lieve riduzione rispetto al 132,0% del 2016. L’avanzo primario (la differenza fra entrate ed uscire dello stato al netto degli interessi sul debito) si attesta all’1,9% confermando come lo stato italiano incassi di più rispetto a quanto spenda per il mantenimento della macchina statale, per i servizi alla collettività e per gli investimenti produttivi. Continua a leggere

ANIME IN VOLO: Narrazioni in scena tratte dai testi del Premio Pietro Conti “Narrare le migrazioni”. Il 12 luglio a Roma.

SemiVolanti, presentano:

ANIME IN VOLO
Narrazioni in scena tratte dai testi del Premio Pietro Conti “Narrare le migrazioni”
a cura di Giovanni Alfieri e Gianluca Riggi
adattamento testi Riccardo Cananiello
con: Alice Canzonieri, Grazia Maria Laferla, Annalisa D’Ermo

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Rompiamo il silenzio sull’Africa, le parole di padre Zanotelli

(padre Alex Zanotelli da fnsi.it) Belle e sconvolgenti le parole di Padre Alex Zanotelli, missionario e profondo conoscitore dell’Africa. Ha rilasciato una dichiarazione al sito della FNSI che evidenzia una realtà  “inimmaginabile” e che sbatte “in faccia” proprio a noi che stiamo discutendo su come interrompere l’esodo di migranti verso le nostre coste. Continua a leggere

Prospettive della UE, governo Conte e sovranità costituzionale: intervista a Vladimiro Giacchè

Intervista a Vladimiro Giacchè, economista marxista, a cura di Francesco Valerio della Croce – (da fgci.info)

 

1) E’ stato evidenziato che il voto del 4 marzo ha aperto una fase nuova nella vita del Paese: le forze su cui si è retta la cosiddetta “democrazia dell’alternanza” nel bipolarismo – ma in realtà speculari nell’applicazione servile delle politiche economiche UE – sono uscite pesantemente sconfitte, aprendo la strada all’ascesa di Movimento 5 stelle e Lega. Credi che si sia aperta effettivamente una fase nuova di transizione per il nostro Paese?

Mi sembra presto per dirlo. Una cosa però possiamo affermarla con ragionevole certezza. La maggioranza dei votanti ha inteso dare un segnale di cambiamento e di rottura precisamente per quanto riguarda il tema, cruciale, dei rapporti con l’Unione Europea. Che questa volontà, che a me appare chiara, possa poi tradursi davvero in politiche che rappresentino un punto di svolta rispetto all’ “applicazione servile delle politiche economiche UE” dei precedenti governi, è un’altra faccenda. Continua a leggere

75 milioni di poveri nella UE. 10, 5 milioni in Italia.

di Giorgio Cremaschi

Sulla crescita della povertà tutto ciò che che oggi prevale è mistificazione.

Innanzitutto i numeri sono inferiori alla realtà o sono costruiti in modo da far apparire meno grave la situazione.

Dal 2005 l’Istat suddivide i poveri in assoluti e relativi con due diverse classificazioni di reddito. Così oggi ci sono 5 milioni di poveri assoluti e tanti altri milioni di poveri relativi. Ma è una distinzione che serve solo ad attenuare l’impatto della catastrofe sociale che ha colpito il nostro paese. Tra l’altro i mass media hanno tutti diffuso la notizia che i 5 milioni di poveri assoluti sarebbero il numero più alto dal 2005, come se prima fossero stati di più. No naturalmente, il 2005 è solo l’anno di avvio della classificazione e allora i più poveri dei poveri erano solo 1,5 milioni. In tredici anni sono triplicati. Continua a leggere

NEOCOLONIALISMO E «CRISI DEI MIGRANTI»

di Manlio Dinucci

Dagli Stati uniti all’Europa, la «crisi dei migranti» suscita accese polemiche interne e internazionali sulle politiche da adottare riguardo ai flussi migratori. Ovunque però essi vengono rappresentati secondo un cliché che capovolge la realtà: quello dei «paesi ricchi» costretti a subire la crescente pressione migratoria dai «paesi poveri».

Si nasconde la causa di fondo: il sistema economico che nel mondo permette a una ristretta minoranza di accumulare ricchezza a spese della crescente maggioranza, impoverendola e provocando così l’emigrazione forzata. Continua a leggere

Migrazioni: la posizione della Cgil

Intervista a Fausto Durante, responsabile Uff. Politiche Globali della Cgil.
Salvare le persone, cambiare l’accordo di Dublino, rilanciare una seria politica europea di cooperazione internazionale, finirla con il neocolonialismo. Sono l’austerity e il neoliberismo sfrenato i veri nemici che hanno causato la situazione che abbiamo di fronte e gli esiti nazionalisti e xenofobi in tutta l’Europa. Oggi 27 giugno mobilitazione in tutto il vecchio continente per chiedere al Consiglio europeo di occuparsi di immigrazione nel segno dell’accoglienza.

L’ intervista di Roberta Lisi a Fausto Durante, su Radio Articolo 1.

 

Ascolta l’intervista

Tutto il mondo parla di Italia ed Eurozona, tranne noi. Il dibattito tra Stiglitz, Fratzscher e gli altri economisti

di Alexander Ricci

In queste settimane ad appannaggio della questione “migranti” e delle diatribe tra Salvini e gli altri leader europei, il tema della stabilità dell’Eurozona alla luce del voto italiano continua ad alimentare un dibattito che, nel nostro Paese, rimane clamorosamente sotto traccia.

Su Project Syndicate, il premio nobel per l’Economia e professore della Columbia University di New York, Joseph Stiglitz, è tornato a parlare del tema. Per il guru della scienza triste il voto euroscettico del Belpaese non dovrebbe sorprendere nessuno: si tratta dell’ennesima «reazione prevedibile a una struttura dell’eurozona mal disegnata, nella quale, la potenza dominante Germania, impedisce le necessarie riforme». Per Stiglitz, il problema non è l’assenza di idee – Macron è visto come portarore di una «chiara visione» per l’Europa -, bensì il freno rappresentato da Angela Merkel. Continua a leggere

A Camilla la spesa è autogestita: A Bologna nasce il primo market d’Italia dove la grande distribuzione è assente e il consumatore è anche socio-lavoratore

di Alessia Manzi

A Bologna nasce il primo market d’Italia dove la grande distribuzione è assente e il consumatore è anche socio-lavoratore.
E’ il 1973. Negli Usa e nel resto della società occidentale, il sistema capitalistico avanza senza freni. Un gruppo di persone residenti a Brooklyn, famoso quartiere di New York, immagina di aprire un negozio di alimentari in cui i clienti siano allo stesso tempo i proprietari. Qualche turno di lavoro ogni quattro settimane, un risparmio sul prezzo dei prodotti diventano le premesse per un’idea rivoluzionaria: costruire un supermercato alternativo. Più di quarant’anni dopo, The Park Slope Food Coop non è più solo una scommessa ma una cooperativa solidale sostenuta da 17 mila adesioni.Sempre fedele alla propria mission iniziale «buon cibo a basso costo per i soci lavoratori» il progetto americano riesce addirittura ad attraversare l’Oceano e ad approdare in Europa.  Continua a leggere

Se la Sinistra fa la Destra, la Destra prima o poi arriva…

di Luciano Li Causi 

Vent’anni fa la crisi che avrebbe squassato l’Europa, a partire dal 2008, era ancora imprevista e lontana; in Europa governavano quasi ovunque partiti e coalizioni che avevano una chiara impronta socialista e socialdemocratica. In Italia c’era l’Ulivo, fondato da Romano Prodi, una compagine di centrosinistra che per la prima volta nella storia repubblicana aveva portato al governo del Paese gli eredi del Partito Comunista Italiano.  Continua a leggere

Crisi istituzionale e politica italiana: l’ordine dei conti e l’ordine delle cose. La posizione del Vaticano.

di Antonio De Lellis

La questione del debito e del potere della finanza globale deregolata assume un significato particolarmente chiaro nel quadro politico ed economico-finanziario delineatosi in questo periodo convulso che va sotto il nome di Crisi istituzionale. Mattarella ha sancito, con il suo discorso pubblico del 27 maggio, la fine dello stato di diritto e l’ingresso ufficiale nello stato di mercato. Una post democrazia che solitamente diviene sostantivo senza una chiara ed univoca definizione e che oggi assume una valenza più chiara: le Costituzioni  non avevano previsto un tale strapotere che oggi prevale sullo stato di diritto e siamo entrati nella post democrazia finanziaria. Stiamo valutando perciò fatti storici che richiedono un senso di gravità che oltrepassa la cronaca. Continua a leggere

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