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Questo tag è associato a 909 articoli.

QUANDO L’ITALIA AVEVA UNA POLITICA ESTERA

di Agostino Spataro *

1… La crisi libica (a due passi da casa nostra) e gli avvenimenti drammatici nella regione mediorientale e mediterranea orientale ripropongono la necessità di una riflessione sulla politica estera italiana per come è venuta evolvendo (?) durante questa lunga e confusa transizione in cui sono cambiati (in peggio) l’approccio, la concezione, gli obiettivi delle relazioni internazionali dell’Italia, dell’Europa verso il mondo arabo e altre regioni del Pianeta.
Con la cd. “seconda” Repubblica, si è passati dal dialogo alla sfiducia, al conflitto; con la “terza” l’Italia é quasi allo sbando, non ha più una politica estera degna di questo nome! Continua a leggere

Landini, CGIL: il raid Usa è un crimine di guerra

Bari, 24 gennaio 2019: XVIII Congresso della Cgil Nazionale
Intervento di Maurizio Landini
Simona Caleo/Cgil

Quella del 3 gennaio scorso a Baghdad è stata un’esecuzione mirata e senza alcuna copertura giuridica internazionale. Un oltraggio al ruolo e alla responsabilità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite” Continua a leggere

Livorno contro la guerra: no alle armi nel porto

Dopo l’assassinio del generale Qassem Soleimani si alzano venti di guerra in Medio Oriente. La base militare Usa Camp Darby tra Livorno e Pisa è il più grande deposito di armamenti al di fuori degli Usa. Cgil, Anpi e Arci chiamano alla mobilitazione Continua a leggere

Per il Diritto Internazionale l’azione di Trump è configurabile come atto criminale e terrorista

di Luca Cellini*

È argomento di cronaca internazionale ormai e oggetto di discussione l’uccisione del generale Qassem Soleimani avvenuta alle prime luci dell’alba del 3 gennaio 2020 quando il maggiore generale Soleimani è stato assassinato sotto il fuoco di un attacco statunitense all’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Assieme a Soleimani sono rimaste uccise altre 7 persone fra cui il capo delle Forze di Mobilitazione Popolare sciite irachene Abu Mahdi al-Muhandis. L’operazione è stata ordinata direttamente dal presidente statunitense Donald Trump, dopo conferma della CIA, senza nemmeno avvisare il Congresso statunitense. Continua a leggere

SIGONELLA E’ STATA COINVOLTA O NO NELL’ASSASSINIO DEL GENERALE SOLEIMANI?

di Agostino Spataro *

Allo stato, dalle notizie circolanti, non é dato conoscere, con certezza, la verità dei fatti. Eppure, taluni sostengono che gli ordigni siano stati lanciati da un drone partito dalla base Usa di Sigonella, in Sicilia.

Su tale punto è necessario, e urgente, fare chiarezza, conoscere la posizione del governo italiano e, in particolare, del presidente del Consiglio visto che non appaiono convincenti le colorate smentite su FB del ministro degli Affari esteri e nemmeno quelle più seriose del ministro della Difesa. Continua a leggere

Il ritorno della rendita: come pochi oligarchi si spartiscono l’Italia e le sue ricchezze

di Maurizio Brotini

In questo scorcio di anno si leggono notizie interessanti e significative nel quotidiano di Confindustria e financo sul giornale-partito di Repubblica. Notizie a volte confinate nelle pagine economiche del lunedì, dove si lanciano allarmi per l’arresto del Paese anche nelle sue presunte aree forti del Nord, a volte sparate in prima pagina come l’intervista al ministro Gualtieri che rilancia il ruolo dello Stato in economia, seppur sotto la voce “fallimenti del mercato”. Continua a leggere

Mille e una storia di migrazioni. Pubblicato da Filef l’Archivio digitale “Scrivere le migrazioni”

E’ stato pubblicato nelle scorse settimane da FILEF, l’Archivio on line “Scrivere le migrazioni”, raggiungibile all’indirizzo www.premioconti.org e www.scriverelemigrazioni.org.

Si tratta di uno dei maggiori archivi on line del suo genere, contenente oltre mille elaborati, centinaia di foto storiche ed oltre 80 video-documentari. Un totale di oltre 15 mila pagine tra memorie, racconti, diari, saggi, studi e ricerche.

Si tratta in gran parte degli elaborati selezionati durante le 9 edizioni del Premio Pietro Conti, a cui si aggiunge un altro analogo archivio messo a disposizione dalle associazioni della rete Filef in Italia e nel mondo e da altri partner.

Il progetto è stato realizzato da Filef con il sostegno della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e grazie al contributo di CISE Multimedia-Lavoro e FIEI (Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione).

Il progetto ha consentito di recuperare e digitalizzare un ampio repertorio di oltre 500 racconti e memorie, e di altrettanti saggi, studi e ricerche sull’emigrazione italiana nel mondo e sull’immigrazione in Italia, raccolti da Filef negli ultimi decenni. Continua a leggere

Agricoltura e migranti, aumentano le «zone senza diritti»

Foto: Isabella Balena / Sintesi

La Fondazione Svensson denuncia la “violazione sistematica e strutturale di diritti fondamentali”. Occorre un “radicale riorientamento dei sistemi di produzione e distribuzione agroalimentare”. Un rapporto Ue: “Condizioni da campo di concentramento”

di Davide Orecchio (da Rassegna.it)

Le aree agricole europee si stanno trasformando in “zone senza legge”, dove i migranti sono costretti ad affrontare “gravi violazioni dei diritti umani e dei lavoratori”. La denuncia arriva dalla Fondazione Svensson (un think tank norvegese pro-labour e vicino al mondo dei sindacati) che rilancia materiali e rapporti di origine comunitaria. Evidentemente non è una novità. Il settore dell’industria agroalimentare è uno dei più esposti alla competizione sui mercati globali, non solo europei, e sempre più spesso risponde alle difficoltà aumentando l’area di “prelievo” e sfruttamento della manodopera flessibile e a basso costo fornita da migranti. Continua a leggere

Il populismo antipopulista

di Andrea Zhok*

Visto lo spazio riservato dai media alle ‘sardine’, e visto che nel mondo odierno i media sono il principale moltiplicatore di attenzione, una riflessione seria sulla varietà di pesce azzurro più amato dagli italiani è opportuna.

Di per sé si tratta di un fenomeno che credo durerà in forma di assembramenti in piazza fino alle prime elezioni in programma, dove si noterà come non abbiano spostato voti, ma semplicemente dato visibilità ad aree note. Quelli che nel frattempo la TV avrà reso riconoscibili si guadagneranno una candidatura, e questo è quanto. Continua a leggere

La vergogna degli F35.

È rimasto solo il Papa a denunciare l’ipocrisia dei “paesi europei che parlano di pace e vivono delle armi”?

di Sergio Bassoli

Indigeribile ma vero, l’Italia ha confermato l’acquisto di altri 27 cacciabombardieri F35, per un costo di circa 130 milioni di euro per unità, con un costo complessivo a carico delle casse statali di 3,5 miliardi di euro. A questo farà seguito il completamento del programma, con un costo complessivo di 50 miliardi di euro, per avere una flotta di novanta aerei con capacità di trasporto di bombe nucleari. Continua a leggere

Alfiero Grandi. Mes, il fracasso e la demagogia della Lega e del resto della destra non possono essere l’alibi per fare scelte sbagliate

di Alfiero Grandi

Andiamo con ordine. Quante volte è stato detto che il Patto europeo di stabilità e crescita aveva di fatto una attuazione unilaterale sulla sola stabilità, senza riguardo alla parte relativa alla crescita, con il risultato inevitabile di scelte restrittive, di tagli ai bilanci pubblici. La Grecia ha pagato cara questa politica europea. Parte importante del risorgente nazionalismo in Europa ha trovato alimento nelle contraddizioni create da una globalizzazione senza controlli e regole e da politiche europee che hanno ignorato l’imperativo della crescita come condizione per risanare il debito pubblico senza fare pesanti tagli alle condizioni di vita e allo stato sociale. Avere ottenuto dalla Commissione europea per un periodo un occhio di favore, ad esempio con l’accettazione delle clausole di salvaguardia (un pagherò) che quest’anno avrebbero portato ad aumentare 24 miliardi di Iva. Flessibilità ottenuta proprio da quando sono state indurite le regole per gli stati e l’Italia ha modificato l’articolo 81 della Costituzione. Questo può avere tratto in inganno dando l’impressione che malgrado regole draconiane la situazione poteva essere gestita senza troppi danni.

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NEL PAESE DELLA “BUONA SCUOLA” VINCE IL MODELLO PINOCCHIO

di Vittorio Stano

Dall’ ultimo rapporto OCSE-PISA 2018 emerge una fotografia impietosa sulle performances degli studenti italiani. Il PISA (Programme for International Student Assessment) monitora lo stato di salute dei giovani studenti a livello internazionale. L’ obiettivo è quello di misurare le competenze dei ragazzi di 15 anni in tre macromaterie: lettura, scienze e matematica.

Gli studenti italiani in lettura ottengono un punteggio di 476, inferiore alla media OCSE (487 punti), collocandosi al 30° posto (su 79 paesi partecipanti). Le province cinesi Pechino-Shanghai-Jangsu-Zhejiang e Singapore ottengono un punteggio da 591 a 569. Continua a leggere

Non-paradossi delle mobilità umane del XXI secolo

di Salvatore “Turi” Palidda

Schermata a 2019 12 08 08 27 13Da diversi anni la cosiddetta “questione demografica” è diventata una delle principali preoccupazioni di alcuni demografi, anche se le autorità politiche sembrano evitare di parlarne. Che si tratti dello spettro dell’aumento considerato incontrollato della popolazione mondiale, che alcuni sovrappongono alle conseguenze dei cambiamenti climatici e quindi al terrore per migrazioni che a certi dominanti appaiono come minacce di future invasioni distruttive dei paesi detti benestanti, o che si tratti del continuo declino demografico nella vecchia Europa (dall’Atlantico agli Urali), la questione demografica e le migrazioni (e anche l’emigrazione degli stessi abitanti dei paesi ricchi) appaiono come il più grosso problema che incombe sul pianeta tanto quanto la sola questione del riscaldamento climatico. In realtà, il primo gigantesco problema sta nello sviluppo economico che esaspera le diseguaglianze tra una minoranza di miliardari e milionari e delle loro lobby e la maggioranza della popolazione che, sia nei paesi poveri che in quelli ricchi, è a rischio di impoverimento e delle devastazioni che provocano malattie e morti da contaminazioni tossiche oltre che da incidenti sul lavoro ed economie sommerse. Ricordiamo che la maggioranza dei decessi è dovuta a malattie da contaminazioni tossiche, incidenti sul lavoro, malnutrizione, mancanza di cure, e in generale a invivibili condizioni di lavoro e di vita (e questo riguarda sia la maggioranza dei circa 60 milioni di morti l’anno a livello mondiale sia quelli nei paesi detti “ricchi”). Continua a leggere

Il MES, sancisce il primato della finanza e se ne infischia dei diritti umani, di quelli più specificamente sociali, di quel che resta della democrazia.

di Francesco Gesualdi

Il Trattato per il meccanismo europeo di stabilità, che tutti chiamano salva-stati o MES, sancisce ancora una volta il primato della finanza e se ne infischia dei diritti umani, di quelli più specificamente sociali e di quel che resta della democrazia. Non li cita neanche di sfuggita. È un altro passo verso un’idea dell’Europa delle disuguaglianze e tutt’al più condominiale: ogni Stato pensi a risolvere i suoi problemi se e come può, e si rivolga agli altri solo quando l’instabilità di uno minaccia quella di tutti

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MES, c’è un altro modo di salvare gli Stati. E l’Europa

di Massimo Amato (da http://sbilanciamoci.info/)

Piagnoni e Palleschi, per ricordar D’Azeglio, così possono essere definiti i due campi di un dibattito sul MES in Italia eccessivamente polarizzato. Eppure una vera alternativa ci sarebbe: un reale safe asset europeo per gli investitori finanziari.

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L’appello di 32 economisti: “No all’Esm se non cambia la logica europea”

I governi europei stanno discutendo due importanti riforme ed entrambe, per come al momento sono strutturate, possono avere per l’Italia conseguenze molto gravi.

Quella che è giunta alle ultime battute e dovrebbe essere approvata entro breve riguarda l’European Stability Mechanism (Esm), il cosiddetto Fondo salva Stati. Questo Fondo, istituito nel settembre del 2012, dovrebbe intervenire in soccorso degli Stati che si trovassero in grave difficoltà. L’aiuto agli Stati in linea con i parametri stabiliti dalle regole del Fondo non richiede particolari requisiti, mentre per quelli non in linea è previsto solo a patto di pesanti condizionalità, tra le quali giudizi sulla sostenibilità del debito e sulla capacità di rimborsarlo, in seguito ai quali può essere richiesta allo Stato in questione una ristrutturazione del debito. Continua a leggere

MES: Una riforma inutile e dannosa

Viste le origini e l’assetto del MES, occorre valutarne le prospettive in vista della imminente scadenza prevista per l’ipotesi di revisione.

Il testo che riforma il Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) è stato approvato dall’Eurogruppo nel giugno del 2019 e dovrà ora essere adottato ufficialmente dai Capi di Stato e di Governo dell’Area Euro nel Dicembre di quest’anno. Ci troviamo quindi ad uno stadio molto avanzato del processo decisionale ed i margini per eventuali modifiche del testo sono molto risicati. L’Italia potrebbe quindi trovarsi di fronte ad uno scenario “prendere o lasciare”. Continua a leggere

Una domanda alle Sardine: il nemico è il populismo o l’ingiustizia sociale?

di Tomaso Montanari

Tutto ciò che va contro Salvini, tutto ciò che riporta in piazza la gente dalla parte giusta, va bene: giusto pensarlo e giusto dirselo. Ma lo strepitoso successo delle Sardine comporterà infine un’erosione elettorale della destra, o alla fine lascerà intatte le ragioni di quel consenso? Una domanda ineludibile: e che vale sia sul brevissimo termine delle elezioni emiliane, sia su quello più medio-lungo. Perché è evidente che un altro mandato di Bonaccini sarà probabilmente meno peggio di un’Emilia Romagna nera, ma, se poi Bonaccini governerà come finora ha governato, la Lega non potrà che crescere ancora, e infine vincere (e lo stesso discorso vale per la Toscana). Continua a leggere

Mes: spinge al default. Il Governo non ha mandato a firmare, riconosca la funzione del Parlamento

di Stefano Fassina

Il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) non è nel programma sul quale il Governo Conte ha avuto la fiducia di Camera e Senato. Il Pd eviti forzature. Sul Mes, il Parlamento italiano non “si è svegliato tardi”. Al contrario, il 19 Giugno scorso, ha impegnato in modo molto chiaro il governo a “render note alle Camere le proposte di modifica al trattato ESM, elaborate in sede europea, al fine di consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo e, conseguentemente, a sospendere ogni determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato.” Come noto, il Parlamento non è stato chiamato a pronunciarsi nel merito. Non vi può essere stata, quindi, nessuna determinazione definitiva, né può esservi il 13 Dicembre. Senza ulteriori drammatizzazioni, il governo riconosca che non ha avuto e non ha il mandato per firmare il Trattato. Si impegni per riaprire il negoziato, in stretto rapporto con gli altri due capitoli del “pacchetto”: l’Unione bancaria e lo strumento di bilancio per l’euro-zona. Poi, si metta il Parlamento nelle condizioni di fare un’approfondita valutazione complessiva. Continua a leggere

Fondo salva stati, unione bancaria, Fiscal compact: non farsi impressionare dal fracasso leghista e chiedere le modifiche necessarie

di Alfiero Grandi

Fiscal Compact con le connesse direttive, sistema bancario europeo e fondo salvastati – Mes – sono aspetti tra loro legati. Valutarli divisi può portare solo guai. Le sceneggiate e i toni aggressivi della Lega e del resto della destra in parlamento, da scontro frontale, sono strumentali e servono a coprire i loro stessi errori. La rissa della destra non deve impressionare e tanto meno spingere ad una posizione arroccata, impedendo un’esame equilibrato di queste misure. Ci sono già state esperienze negative per avere affrontato con leggerezza e approssimazione le trattative per accordi a livello europeo su materie finanziarie ed economiche. Stracciarsi le vesti solo dopo è un atteggiamento che non ci possiamo permettere. Continua a leggere

L’incubo del Mes sul nostro prossimo futuro

di Francesco Piccioni

Ci scuserete se torniamo ancora sulla “incredibile” vicenda del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, che sta per essere approvato tra pochi giorni da tutti i membri dell’Unione Europea. In fondo, riguarda “soltanto” il brutto futuro che attende tutti noi (meno qualcuno). Però vi tranquillizziamo: questa volta non parleremo di “tecnica economica”, ma di politica. A un livello speriamo superiore rispetto alle sciocchezze che ci propina quotidianamente l’informazione mainstream. Continua a leggere

La UE non val bene un MES

di Roberto Musacchio

Come un sol uomo, gli uomini del PD preposti alla guardia all’ortodossia scattano a difesa del MES.

Siano ministri che cantano Bella Ciao come Gualtieri.

Siano Commissari in attesa di timbro del PE come Gentiloni, dai trascorsi a sinistra.

Rivendicano la continuità con il buon lavoro fatto dal governo giallo verde e accusano Salvini, ma anche Di Maio, di non ricordarlo.

Zingaretti tace, ma per lui è un abitudine. È stato anche Parlamentare Europeo ma quando ci sono cose come il MES ma anche le risoluzioni che equiparano nazismo e comunismo, non parla.

E non parlano neanche quelli eletti a Strasburgo che pure qualche trascorso di lotta alla “Europa delle banche” e all’Fmi ce l’hanno. Continua a leggere

Il Fondo Monetario si mangia l’Europa

di Paola Boffo

Cerchiamo in questo articolo di ricostruire, con il necessario ed opportuno rimando ai documenti istituzionali menzionati, nonché ad alcuni commenti autorevoli, la vicenda del Meccanismo Europeo di Stabilità, balzata alle cronache in queste ore. Il tema è complesso e dunque suscettibile di ulteriori verifiche e aggiornamenti. Continua a leggere

Sardine. What else?

di Sergio Cararo

Le piazze riempite in varie città dalle “sardine” hanno come al solito innescato dibattiti e polarizzazioni di punti di vista che meritano di essere discussi e, in qualche modo, messi a valore.

Una volta gettate nelle pattumiera le contumelie e il trash con cui la destra replica alle manifestazioni, proviamo ad avanzare qualche osservazione in materia. Continua a leggere

Christophe Guilluy, “La società non esiste. La fine della classe media occidentale”

di Alessandro Visalli

Christophe Guilluy è un geografo francese che ha scritto questo più che opportuno libro nel 2018 poco prima che il movimento dei Gilet Gialli occupasse il centro di una scena che così abilmente descrive[1].

L’oggetto principale del suo sguardo è largamente riconosciuto[2] (se pur c’è qualcuno che ancora lo nega[3]): il declino dei ceti medi e la crescita di quello che chiama “il mondo della periferia”. È chiaro che questa descrizione è scandalosa; attesta il fallimento di un modello che ha da sempre[4] inteso la propria legittimazione per la rivendicata capacità di creare ricchezza per la maggioranza. Non è possibile sottovalutare la potenza di questo principio di legittimazione nella modernità. Anche se i ‘ceti medi’ sono sempre stati una ‘insalata di occupazioni’, come diceva Wright Mills, tuttavia erano uniti da uno status sociale, prima ancora che da reddito. Status che essenzialmente indicava una dinamica ascendente, almeno potenziale, un maggior grado di istruzione e di consumi, rispetto alle classi ‘inferiori’, soprattutto più sicurezza nelle prospettive di lavoro, una certa protezione. Essere nel ‘ceto medio’ ha sempre significato essere, insomma, nel centro della società e godere quindi di una piena cittadinanza. La cosa importante è che questa descrizione, l’esistenza di questo centro, maggioritario, è assolutamente necessaria per considerare fondato il buon diritto della società esistente alla sua conservazione. Si tratta di un mito indispensabile. Continua a leggere

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