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Lavoro economia società

Questa categoria contiene 970 articoli

Circa Ada Colau, “Agenda Urbana e neomunicipalismo”

di Alessandro Visalli

L’alcaldesa di Barcellona, Ada Colau, è certamente una star, ed è portatrice di una linea politica di successo nella grande e cosmopolita città metropolitana di Barcellona. Questa linea unisce creativamente assi portanti di lungo periodo nella politica del ayuntamiento catalano, come il conflitto con lo Stato centrale madrilista per l’attrazione -o la rivendicazione- di capitali pubblici, con temi consolidati della sinistra ‘radicale’ internazionale, come il carattere progressivo della modernizzazione e per essa dei centri “avanzati” nel capitalismo immateriale, in transizione verso la logica dei “commons”. Il secondo è un grande tema, con immenso portato di riflessioni, alcune di grande valore, verso il quale non intendo proporre una sommaria liquidazione, ma che appare in qualche modo confutato dagli eventi (la modernizzazione non ha portato avanzamento e le classi creative non hanno preso il comando del capitale, casomai è avvenuto il contrario). Continua a leggere

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ESSERE GERMANIA É DIFFICILE, ma é tempo di scegliere

di Vittorio Stano (Hanover)

L´insegnamento della storia nella scuola pubblica tedesca, nonostante l´impegno dei docenti comandati, coglie scarsi risultati tra gli studenti. Quarantun´anni d´insegnamento nella scuola pubblica di questo Paese mi permettono di affermare che il disinteresse della nuova generazione per i temi che riguardano il passato remoto e recente é stucchevole, ma questo é solo una parte del contenzioso piú generale che investe anche ambiti accademici e istituzionali. Continua a leggere

La PATRIMONIALE “non s’ha da fare”

di Giacinto Botti (Referente nazionale Lavoro Società – Cgil)

La patrimoniale nel “bel paese” non s’ha da fare. Il vento populista dice che le tasse possono solo diminuire.
Il paese è dentro la terza recessione in dieci anni, fermo per mancanza di investimenti pubblici e privati, arretra sui sistemi di istruzione, peggiora sul diritto alla salute.
Diminuisce la spesa sociale e crescono disoccupazione e precarietà. Continua a leggere

Massimo Villone: ITALIA, DIVISA E DISEGUALE. Regionalismo differenziato o secessione occulta?

Un instant-book del costituzionalista Massimo Villone, per capire cosè l'”Autonomia differenziata”, chi la vuole, quali effetti comporta.

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Un’Assemblea costituente per una democrazia costituzionale europea

di Claudio De Fiores – Franco Russo

Il Comitato esecutivo del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (CDC) ha ritenuto di dover offrire un contributo sui temi dell’Unione Europea (UE) in vista delle elezioni di maggio del Parlamento europeo. Al di là delle singole proposte – cittadinanza sociale, new deal ecc. ‒, alla base del documento ci sono due punti, tra loro strettamente connessi, meritevoli di approfondimento critico: la possibilità di riformare i Trattati e da qui la possibilità di avviare un processo di democratizzazione delle istituzioni dell’UE, per giungere a una vera democrazia parlamentare. Continua a leggere

Salvini è un pericolo per la nostra Costituzione. Occorre difenderla, a partire dalle origini antifasciste

di Alfiero Grandi

Guardare in faccia la realtà, comprenderla, reagire all’altezza delle sfide è una regola aurea, purtroppo ora largamente in disuso a sinistra. Dalla Basilicata, come dalle altre regioni in cui si è votato prima, emerge un dato evidente, si tratta della crescita della Lega. In alcuni casi neppure si era presentata, eppure ha raggiunto risultati importanti, molto più alti di quelli delle politiche del 4 marzo. La Lega è un pericolo evidente per le strizzate d’occhio al fascismo, per atteggiamenti di prepotenza evidenti, per i flirt spregiudicati con posizioni apertamente reazionarie sui diritti civili, sulla famiglia, sulla concezione del rapporto tra persona e società. La Lega ha orientamenti di vera e propria restaurazione ideologica, religiosa fino a dialogare con i settori della Chiesa che non sopportano il magistero di papa Francesco, fa appello alle paure profonde e in una certa misura le suscita sollecitando reazioni da far west, che in questo caso non sono film ma vita reale, oggi. Eppure i toni gridati e i contenuti reazionari non impediscono alla Lega di conquistare voti. Continua a leggere

Autonomia differenziata: in campo la società per spingere la politica a bloccare un processo pericoloso per i diritti delle persone

di Alfiero Grandi

Autonomia differenziata: in campo la società per spingere la politica a bloccare un processo pericoloso per i diritti delle persone e per l’unità nazionale.

L’ansia da elezioni spinge la Lega a insistere con forza sull’autonomia differenziata. Continua a leggere

Europa: Il popolo non deve contare

di Tonino D’Orazio

Oppure a che serve votare. Probabilmente i concetti si insinuano tra legalità e legittimità. L’esempio politico migliore è quello francese.  L’elezione di Macron è perfettamente legale, nulla da dire. Il problema, invece, è che non è legittimo, anche se tutti i mass media fanno finta di niente. La realtà vissuta dal popolo è che, in Francia il presidente eletto democraticamente e legalmente, non è percepito come legittimo poiché applica una politica non desiderata dalla maggioranza della popolazione. Continua a leggere

VENEZUELA: il paese delle contraddizioni

di Anika Persiani (da Caracas)

Tutti vi dicono che in Venezuela la vita è carissima, che la delinquenza massacra l’economia e la quotidianità, che la gente cerca il cibo nella spazzatura.
Ebbene sì: la vita è carissima, dal momento che un pacchetto di farina di mais può arrivare a costare anche tre euro, e uno di farina di tipo zero forse
di più. Mentre uno stipendio è di circa cinque euro, con le oscillazioni dovute ai tassi di cambio massacrati dall’iperinflazione. Continua a leggere

Pillole economiche (27)

di Tonino D’Orazio. 23 marzo 2019

Merkel Putin Trump, una guerra totale per l’energia attualmente in atto, e la transizione energetica è solo una parte di questa guerra spietata. Gli Stati Uniti, che avevano accuratamente conservato le proprie riserve petrolifere per quando avrebbero esaurito e consumato il bene degli altri, sfruttano i loro depositi, sono diventati in pochi anni un enorme produttore. Per estensione, questa produzione non è monetizzata solo in dollari al barile, ma anche da una considerevole influenza politica. Essere dipendenti dal tuo fornitore è uno dei modi di obbedienza. Da qui l’emarginazione della Russia e il tentativo americano di tagliare l’Unione Europea dal suo fornitore naturale di gas russo. La Merkel non si fida di Trump e non ci sta. Putin tace, al limite per la Russia lo sbocco è verso est. “Il transito del gas russo attraverso l’Ucraina non deve impedire la messa in servizio di nuovi gasdotti, tra cui il Nord Stream 2”, ha affermato Angela Merkel alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. La Germania intende continuare a importare gas russo tramite il gasdotto Nord Stream 2 che raddoppierà la capacità del primo Nord Stream, che trasporta gas dalla costa baltica della Russia alla Germania. Questo progetto è fortemente criticato dai paesi baltici e dalla Polonia (bypassati) e suscita una forte opposizione degli Stati Uniti che intende vendere, al prezzo oggi almeno triplo, il loro gas liquido. Potremmo, in futuro, dipendere anche noi dal passaggio del gas con i rubinetti in mano ai tedeschi, distributori in Europa con accise di transito. Continua a leggere

Greta Thunberg: la posta egemonica e lo scontro per il mondo.

di Alessandro Visalli

In fondo è una storia come tante altre, banale. Una ragazzina di quindici anni che prende una idea semplice, in bianco e nero, e la sposa con l’entusiasmo dei suoi anni. Nasce in una famiglia di professionisti dello spettacolo (una cantante ed un attore) e traduce questa idea in performance. Queste performance, nativamente preordinate nel codice della società dello spettacolo, sono utilizzate da un sistema dei media sempre alla ricerca di eventi-mondo per costruire un prodotto efficace. Questo efficace prodotto viene ripreso e rilanciato, per i più diversi scopi, dalle più diverse forze ed organizzazioni. Continua a leggere

SE NON ORA QUANDO? Restano solo 11 anni: la lezione di Greta e il limite da non oltrepassare.

di Max Strata

Iniziamo dai numeri. Secondo i recenti calcoli effettuati dagli scienziati delle Nazioni Unite, la quantità di gas serra che possiamo ancora immettere in atmosfera per rispettare l’obiettivo degli accordi internazionali di Parigi, ovvero restare entro i 2°c di riscaldamento globale rispetto all’inizio dell’era industriale, verrà superata tra 11 anni. Continua a leggere

La TAV (e la Via della Seta)

di Tonino D’Orazio

Diciamolo con pacatezza: è superflua, inutile e dannosa. Altrimenti in trent’anni il tunnel l’avrebbero fatto. La progettazione è iniziata con urgenza nel 1991, si sono succeduti 11 governi e siamo solo ai preliminari. E’ un primo elemento di perplessità. Continua a leggere

Presentazione del Manifesto di Patria e Costituzione

Gli interventi della presentazione del Manifesto di Patria e Costituzione, del 9 Marzo 2019

Il video della giornata di presentazione

 

 

 

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Andrè Gunder Frank, “Capitalismo e sottosviluppo in America latina”

di Alessandro Visalli

Questo libro del 1967, è stato scritto da un economista dalla lunga ed interessante storia, dottoratosi a Chicago con Milton Friedman e progressivamente spostato da posizioni liberal a radicali, e da queste a posizioni socialiste rivoluzionarie negli anni sessanta e settanta. Andre Frank, detto Gunder, si trasferisce in Cile all’inizio degli anni sessanta ed appoggia sin dall’inizio l’azione politica di Allende, con il quale resterà fino al golpe del ’73, quindi va in esilio e lavora nel quadro delle teorie sul “Sistema Mondo”, fornendone alla fine una radicale versione che lo porta alla rottura quasi totale con il suo ambiente. Sulla scorta di alcune posizioni di Baran, Frank, insieme ad altri, sviluppa negli anni del libro una posizione detta “teoria della dipendenza”, secondo la quale non è la carenza, o mancanza, di capitalismo a determinare il sottosviluppo del continente, ma proprio la sua presenza; è questa che determina dipendenza dalle ‘metropoli’ in una gerarchia di centri di sviluppo e connessioni che rendono il sottosviluppo altra faccia necessaria dello sviluppo (rispettivamente delle ‘colonie’ e delle ‘metropoli’). Continua a leggere

Casa Bianca e Bruxelles uniti nella distruzione dell’economia del Venezuela

Pubblichiamo questa analisi di Tito Pulsinelli, di una decina di giorni fa, che riteniamo tuttavia molto interessante.

di Tito Pulsinelli

Hanno raggiunto livelli di alta pericolositá le minacce di invasione militare e il fomento pianificato di sforzi per innescare violenze tra la popolazione civile. Mentre subisco uno dei monocordi telegiornali italiani indulgere con vigore in scenari apocalittici, ricevo tre chiamate telefoniche da vari amici venezuelani. Tutti confermano che le piazze di Caracas, Valencia e Maracay sono tranquille e senza disordini: il polo delle opposizioni é piú frammentato di prima, ha perso la capacitá di mobilitazione. Continua a leggere

Venezuela: Voci da Caracas – Reportage

di Marinella Correggia (23 febbraio 2019)

Davanti ai tamburi di guerra, a Caracas la vita si svolge normalmente, non si respira affatto aria di guerra, ma il popolo bolivariano è mobilitato in permanenza. Del resto due milioni di persone si sono “arruolate” nella milizia bolivariana, pronte a difendere il paese… Continua a leggere

Venezuela. Vasapollo: “La guerra di Trump attacca non solo quella democrazia ma tutti i processi di auto-determinazione dei popoli”. Izzo: “il voto del 4 maggio fu del tutto regolare”.

di Dario Caputo

Il clima in Venezuela è sempre più caldo e su quella che viene definita “crisi economica del Paese” si è interrogato – in una tavola rotonda promossa dall’Anpi presso la Comunità di base San Paolo a Roma – Luciano Vasapollo, Professore alla Sapienza Università di Roma e Delegato del Rettore per le Relazioni Internazionali con l’America Latina, secondo il quale “dietro la crisi si nasconde solo ed esclusivamente una guerra di espansione e del petrolio delle multinazionali”. Ottimo conoscitore della situazione locale, Vasapollo ha sottolineato le condizioni in cui versava il Venezuela nell’era prima di Chavez, con “un Governo social-democratico in realtà di stampo fascista che affamava la popolazione perché preferiva dare l’85% delle risorse del petrolio alle multinazionali”, situazione che invece si è letteralmente capovolta con “l’avventura di Chavez e la presa del Governo nel 1998, grazie alla quale si è assistito ad una ridistribuzione della rendita del petrolio: l’85% dei ricavati sono rimasti all’interno del Paese e il 15% è stato versato alle multinazionali”. Continua a leggere

USA: Presidenziali 2020. Il senatore socialista del Vermont annuncia la sua candidatura. Ma alle primarie non sarà come nel 2016

di Marina Catucci (da Il Manifesto)

Se ne parlava dalla campagna elettorale del 2016 ma ora se ne ha la conferma: Bernie Sanders, il senatore del Vermont che ha portato il socialismo ai millennials americani, si candida anche per queste già affollatissime presidenziali del 2020, sfidando, oltre Trump, anche buona parte del suo partito.

APPENA LA NOTIZIA SI È DIFFUSA ha suscitato reazioni contrastanti tra chi, a sinistra, come la rivista The Jacobins, l’ha accolta con gioia e chi, tra i moderati, teme una spaccatura del partito che finirebbe per fare il gioco dei repubblicani. Continua a leggere

MANIFESTO PER LA SOVRANITÀ COSTITUZIONALE

MANIFESTO PER LA SOVRANITÀ COSTITUZIONALE

1.  PREAMBOLO

Il più lungo e grave ciclo di crisi della storia del capitalismo dopo quello del 1929 ha messo in ginocchio le classi popolari e larghe fasce di classi medie delle economie mature. Un ciclo generato dalla guerra di classe dall’alto scatenata dalle élite politiche e finanziarie di Stati Uniti ed Europa, combattuta nell’Unione europea attraverso il mercato unico e l’euro. Il processo di globalizzazione e finanziarizzazione dell’economia, unitamente alle politiche di indebitamento pubblico e privato regolate dalle organizzazioni sovranazionali (Fmi, Banca mondiale, Ue), hanno alimentato e moltiplicato a dismisura disuguaglianze e ingiustizie, fattori di un ulteriore aggravamento delle divergenze e di un ulteriore giro di stagnazione. In questo contesto, l’Italia ha subito un radicale processo di deindustrializzazione e impoverimento dovuto anche alla vocazione alla rendita delle famiglie storiche del suo capitalismo. Per affrontare tale situazione, va preso atto che, contrariamente a quanto le sinistre riformiste o radicali hanno creduto in particolare dopo l’89, è impraticabile per profonde ragioni culturali, linguistiche e storiche la strada della sovranità democratica a livello europeo. Gli “Stati Uniti d’Europa” o la cosiddetta “democratizzazione dell’Unione europea” sono un miraggio conservativo di un ordine liberista fondato sulla svalutazione del lavoro e sullo svuotamento della democrazia costituzionale. L’unica strada per ridare valore sociale e politico al lavoro, è la rivitalizzazione della sovranità popolare e nazionale: significa puntare all’attuazione dei principi della Costituzione del 48 e il loro spirito solidaristico e orientamento socialista è essenziale per ricostruire sia le funzioni economiche e sociali dello Stato democratico, sia una rinnovata forma di economia mista. È questa la strada per rilanciare la nostra vocazione industriale, generare piena occupazione, governare il mercato e restituire ai cittadini, attraverso i partiti, il potere di incidere sull’indirizzo generale del Paese. Ciò che ci serve, dunque, è un autentico patriottismo costituzionale. Continua a leggere

REGIONALISMO DIFFERENZIALE: NO all’AUTONOMIA che DIVIDE ! APPELLO.

No all’autonomia che divide

Rivolgiamo un appello a donne e uomini liberi, alle soggettività politiche e sindacali, al mondo dell’associazionismo, ai movimenti che si riconoscono nei principi di uguaglianza e nell’universalità dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

Un appello per incontrarci e costituirci in un Coordinamento nazionale in difesa della Repubblica, dell’universalità dei diritti e della solidarietà nazionale contro il federalismo differenziale.

FIRMA l’APPELLO!

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Pillole economiche dal mondo (25)

di Tonino D’Orazio (15 febbraio 2019)

Il numero di miliardari è raddoppiato da dopo la crisi del 2008. (Oxfam). Erano 27, ora sono 42. Complessivamente, la ricchezza di questi miliardari è aumentata di  900 miliardi di dollari l’anno scorso, ad un tasso di 2,5 miliardi di dollari al giorno, mentre quella della metà più povera della popolazione del pianeta è sceso dell’11%. L’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos, capo di Amazon, detiene 112 miliardi di dollari nel 2018, in pratica il bilancio sanitario dell’Etiopia è l’1% della sua ricchezza. Continua a leggere

IL PD E’ FINITO. OGNUNO RITORNI A CASA PROPRIA. RICOSTITUIRE UNA SINISTRA UNITARIA (meglio se unita), DEMOCRATICA E ANTILIBERISTA

Oggi, alla luce degli esiti del congresso della CGIL, si può tornare a pensare a un grande progetto di ricostituzione della sinistra.

di Agostino Spataro

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Ora vi racconto cosa succede in Venezuela

di Anika Persiani

Ora vi racconto qualcosa. Con cognizione di causa dato che vanto una residenza in quel di San Antonio del Los Altos (Municipalidad Los Salias, Estado Miranda) e dato che, ogni due o tre mesi, piazzo il culo all’aeroporto Maiquetia di Santiago de Leon de Caracas. E, per di più, puntualizzo alcune cose per non dar luogo ad inneschi di polemiche strumentali e gratuite, dato che sarò io il vettore che il 4 di ottobre consegnerà i medicinali donati dalla Fondazione Turati all’associazione ASOBIEN che si occupano, appunto, di malati terminali di Parkinson, di Sclerosi Multipla e di Alzheimer. Ci sono associazioni che portano avanti gemellaggi donando palloni, magliette, quaderni, computer; e ci sono associazioni che donano farmaci, data la difficoltà che si ha nell’affrontare delle sanzioni economiche imposte da “paesi bravi” ai “paesi canaglia”. Continua a leggere

Il Venezuela siamo noi. Il neo governatore dell’Abruzzo eletto con la stessa percentuale di Maduro e di Trump

di Salvatore Izzo

L’affluenza al voto in Abruzzo è calata dell’8 per cento rispetto alla scorsa tornata, passando dal 61,55 per cento al 53,11. In provincia dell’Aquila l’affluenza è stata del 54,70%, in quella di Chieti del 50,18%, a Pescara del 54,77% e a Teramo del 53,84%.

Dunque in Abruzzo il candidato Fdi Marco Marsilio ha vinto con il 48,03% dei consensi e 299mila voti assoluti, ovvero con meno della metà dei votanti, come dire che i suoi consensi sono arrivati dal 25 per cento circa degli aventi diritto: un abruzzese su 4.

Trump nel novembre 2016 è stato eletto con 62 984 828 ovvero dal 46,1 per cento dei votanti (Hilary Clinton ebbe 65 853 514 ovveri il 48,8 ma non gli bastò perchè il sistema prevede che a votare siano i grandi elettori).

In totale, però, solamente il 56,9% degli aventi diritto al voto ha esercitato tale diritto; il 26,27% dei votanti ha votato per i Democratici, mentre il 26,02% ha votato per i Repubblicani.

Il presidente Maduro è stato rieletto alle elezioni presidenziali del 20 maggio 2018, con un totale di 5.823.728 voti, che si traducono in 67,84 per cento; in una giornata elettorale che ha segnato una partecipazione del 46,07 per cento del corpo elettorale, ovvero ha votato per Maduro il 25 per cento degli aventi diritto. Continua a leggere

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