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Politica

Questa categoria contiene 1951 articoli

Pino Arlacchi ex vice segretario dell’Onu: “Il blackout del Venezuela ha un nome: Nitro Zeus”

di Pino Arlacchi*

Il blackout elettrico che sta affliggendo il Venezuela da quattro giorni può essere una speranza per i nemici del governo in carica ed è di sicuro una calamità per l’intera sua popolazione. Continua a leggere

Venezuela: dagli aiuti umanitari USA al cyberattacco-blackout, è già guerra di nuova generazione e antica ipocrisia

di Gennaro Carotenuto

Le denunce del New York Times e di Forbes sui casi degli aiuti umanitari bruciati e sul blackout, che analizzo qui, attestano che in Venezuela la guerra sia già cominciata e le false notizie dominino incontrastate la costruzione dell’opinione pubblica. Continua a leggere

La TAV (e la Via della Seta)

di Tonino D’Orazio

Diciamolo con pacatezza: è superflua, inutile e dannosa. Altrimenti in trent’anni il tunnel l’avrebbero fatto. La progettazione è iniziata con urgenza nel 1991, si sono succeduti 11 governi e siamo solo ai preliminari. E’ un primo elemento di perplessità. Continua a leggere

Presentazione del Manifesto di Patria e Costituzione

Gli interventi della presentazione del Manifesto di Patria e Costituzione, del 9 Marzo 2019

Il video della giornata di presentazione

 

 

 

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Andrè Gunder Frank, “Capitalismo e sottosviluppo in America latina”

di Alessandro Visalli

Questo libro del 1967, è stato scritto da un economista dalla lunga ed interessante storia, dottoratosi a Chicago con Milton Friedman e progressivamente spostato da posizioni liberal a radicali, e da queste a posizioni socialiste rivoluzionarie negli anni sessanta e settanta. Andre Frank, detto Gunder, si trasferisce in Cile all’inizio degli anni sessanta ed appoggia sin dall’inizio l’azione politica di Allende, con il quale resterà fino al golpe del ’73, quindi va in esilio e lavora nel quadro delle teorie sul “Sistema Mondo”, fornendone alla fine una radicale versione che lo porta alla rottura quasi totale con il suo ambiente. Sulla scorta di alcune posizioni di Baran, Frank, insieme ad altri, sviluppa negli anni del libro una posizione detta “teoria della dipendenza”, secondo la quale non è la carenza, o mancanza, di capitalismo a determinare il sottosviluppo del continente, ma proprio la sua presenza; è questa che determina dipendenza dalle ‘metropoli’ in una gerarchia di centri di sviluppo e connessioni che rendono il sottosviluppo altra faccia necessaria dello sviluppo (rispettivamente delle ‘colonie’ e delle ‘metropoli’). Continua a leggere

Piccole storie venezuelane che converrebbe ascoltare… prima che sia troppo tardi

di Marinella Correggia (Caracas)

Scacco matto sotto il cavalcavia

Ruggisce il traffico sul tratto del cavalcavia prossimo alla fermata Socorro del BusCaracas: solo la mancanza di pezzi di ricambio può fermare le auto, non certo il costo della benzina visto che, anche al tempo dell’iperinflazione, 30 litri costano 2 bolivares (un euro è 3.700 bolivares). Se insegna un po’ di parsimonia il razionamento dell’acqua, certo questo incentivo al consumo dell’oro nero, benché redistribuito gratuitamente (solo a vantaggio di chi ha l’auto, però), è qualcosa di fossile. Ma chi siamo noi consumatori occidentali per eccepire? Continua a leggere

Casa Bianca e Bruxelles uniti nella distruzione dell’economia del Venezuela

Pubblichiamo questa analisi di Tito Pulsinelli, di una decina di giorni fa, che riteniamo tuttavia molto interessante.

di Tito Pulsinelli

Hanno raggiunto livelli di alta pericolositá le minacce di invasione militare e il fomento pianificato di sforzi per innescare violenze tra la popolazione civile. Mentre subisco uno dei monocordi telegiornali italiani indulgere con vigore in scenari apocalittici, ricevo tre chiamate telefoniche da vari amici venezuelani. Tutti confermano che le piazze di Caracas, Valencia e Maracay sono tranquille e senza disordini: il polo delle opposizioni é piú frammentato di prima, ha perso la capacitá di mobilitazione. Continua a leggere

PINO ARLACCHI: “Vi spiego il grande imbroglio della crisi in Venezuela, tra Wall Street e petrolio”

di Pino Arlacchi (*)

Se c’è una lezione che si impara dirigendo una grande organizzazione internazionale come l’Onu è che, nelle cose del mondo, la verità dei fattiraramente coincide con la sua versione ufficiale. Le idee dominanti – come diceva il vecchio Marx – restano quelle della classe dominante. E il caso del Venezuela di questi giorni si configura appunto nei termini di una gigantesca truffa informativa volta a coprire la sopraffazione di un popolo e la spoliazione di una nazione. Continua a leggere

Alfiero Grandi. In un silenzio assordante, si sta scrivendo una pericolosa riforma della Costituzione

di Alfiero Grandi

Nessuna contrarietà ad introdurre una forma nuova di referendum, cosiddetto propositivo, nella Costituzione che potrebbe rafforzare l’impianto della democrazia nel nostro paese se effettivamente innestasse una forma di partecipazione diretta nella democrazia parlamentare del nostro paese. Tuttavia all’intenzione dichiarata dai proponenti (maggioranza e governo) non corrisponde un’attuazione convincente. E’ la classica distinzione tra buone intenzioni e fatti. Malgrado i passi avanti fatti rispetto alla proposta di legge su cui si è iniziato a discutere alla Camera, l’impianto di questa modifica della Costituzione presenta tuttora dei difetti di fondo che non consentono di valutarla positivamente. Continua a leggere

Venezuela: Voci da Caracas – Reportage

di Marinella Correggia (23 febbraio 2019)

Davanti ai tamburi di guerra, a Caracas la vita si svolge normalmente, non si respira affatto aria di guerra, ma il popolo bolivariano è mobilitato in permanenza. Del resto due milioni di persone si sono “arruolate” nella milizia bolivariana, pronte a difendere il paese… Continua a leggere

Venezuela. Vasapollo: “La guerra di Trump attacca non solo quella democrazia ma tutti i processi di auto-determinazione dei popoli”. Izzo: “il voto del 4 maggio fu del tutto regolare”.

di Dario Caputo

Il clima in Venezuela è sempre più caldo e su quella che viene definita “crisi economica del Paese” si è interrogato – in una tavola rotonda promossa dall’Anpi presso la Comunità di base San Paolo a Roma – Luciano Vasapollo, Professore alla Sapienza Università di Roma e Delegato del Rettore per le Relazioni Internazionali con l’America Latina, secondo il quale “dietro la crisi si nasconde solo ed esclusivamente una guerra di espansione e del petrolio delle multinazionali”. Ottimo conoscitore della situazione locale, Vasapollo ha sottolineato le condizioni in cui versava il Venezuela nell’era prima di Chavez, con “un Governo social-democratico in realtà di stampo fascista che affamava la popolazione perché preferiva dare l’85% delle risorse del petrolio alle multinazionali”, situazione che invece si è letteralmente capovolta con “l’avventura di Chavez e la presa del Governo nel 1998, grazie alla quale si è assistito ad una ridistribuzione della rendita del petrolio: l’85% dei ricavati sono rimasti all’interno del Paese e il 15% è stato versato alle multinazionali”. Continua a leggere

USA: Presidenziali 2020. Il senatore socialista del Vermont annuncia la sua candidatura. Ma alle primarie non sarà come nel 2016

di Marina Catucci (da Il Manifesto)

Se ne parlava dalla campagna elettorale del 2016 ma ora se ne ha la conferma: Bernie Sanders, il senatore del Vermont che ha portato il socialismo ai millennials americani, si candida anche per queste già affollatissime presidenziali del 2020, sfidando, oltre Trump, anche buona parte del suo partito.

APPENA LA NOTIZIA SI È DIFFUSA ha suscitato reazioni contrastanti tra chi, a sinistra, come la rivista The Jacobins, l’ha accolta con gioia e chi, tra i moderati, teme una spaccatura del partito che finirebbe per fare il gioco dei repubblicani. Continua a leggere

USA, il senatore Sanders rifiuta di riconoscere Guaidó come presidente del Venezuela

Il senatore degli Stati Uniti Bernie Sanders rifiuta di riconoscere il leader dell’opposizione presso l’Assemblea Nazionale (AN) del Venezuela come presidente incaricato del paese.

In un’intervista con la rete statunitense Univision, Sanders ha detto “no” in risposta al famoso giornalista messicano Jorge Ramos, alla domanda se egli riconosce Guaidó come presidente ad interim del Venezuela. Continua a leggere

Sulle Foibe (2): Sergio Bologna, “Von Banditen erschossen” (su Mattarella e le foibe)

di Sergio Bologna

Come cittadino, come storico del nazismo e soprattutto come triestino sono rimasto sconcertato, amareggiato e disgustato dalle dichiarazioni del Presidente Mattarella sulla questione delle foibe.

Avevo otto anni quando i partigiani di Tito, il 1 maggio del 1945, proprio sotto casa mia fermarono la loro avanzata per non esporsi al tiro della guarnigione tedesca, asseragliata nel Castello di San Giusto. Erano scesi dall’altipiano del Carso in due colonne, una si era diretta all’edificio del Tribunale dove i tedeschi avevano installato il Comando e l’altra al Castello di San Giusto, dove il vescovo Santin svolgeva il ruolo di mediatore tirando le trattative per le lunghe in modo da dare il tempo ai neozelandesi, avanguardia dell’esercito alleato, di arrivare ed evitare in tal modo che la resa venisse consegnata nelle sole mani dell’esercito di liberazione yugoslavo. Così la guarnigione tedesca si arrese il 2 maggio, presenti anche gli anglo-americani, giunti a marce forzate dalla litoranea. Ma sul Carso, a vista d’occhio dalla città, si combatteva ancora. La cosiddetta “battaglia di Opicina” è costata molti morti, in gran maggioranza tedeschi, e si sarebbe conclusa solo il 3 maggio. Continua a leggere

Sulle Foibe (1): Lettera di Stojan Spetic al Presidente della Repubblica Mattarella

Egregio Signor Presidente
della Repubblica italiana
on. Sergio Mattarella
Quirinale
Roma

Passata la “giornata dell’odio” di orwelliana memoria verrebbe la voglia di chiudersi in casa e lasciar decantare i rancori e la rabbia per le strumentalizzazioni e le falsità dichiarate in quest’occasione.
Il 6 agosto del lontano 1989 accompagnai il giovane Gianni Cuperlo, segretario della FGCI, in un suo pellegrinaggio pacifista e contro la violenza delle guerre partito dall’isola quarnerina di Arbe, dove in un campo di concentramento italiano morirono a migliaia, anche neonati, per poi continuare al Pozzo della miniera di Basovizza, cenotafio in ricordo delle foibe, e finire nella Risiera di san Saba, unico campo di sterminio con forno crematorio in territorio italiano, ancorché ceduto dai fascisti al III Reich di Hitler. In quell’occasione venne ribadito il no alla violenza cieca che a volte colpì anche qualche innocente.

Ci furono polemiche ed iniziative discutibili. Ne seguì, dopo la dissoluzione della federazione jugoslava, la costituzione della commissione mista italo-slovena che preparò un rapporto storico sulle vicende del confine orientale ma che l’Italia inaspettatamente non volle pubblicare. Era nel frattempo iniziato il periodo del revisionismo storico e della parziale riabilitazione dei “ragazzi di Salò”. Continua a leggere

MANIFESTO PER LA SOVRANITÀ COSTITUZIONALE

MANIFESTO PER LA SOVRANITÀ COSTITUZIONALE

1.  PREAMBOLO

Il più lungo e grave ciclo di crisi della storia del capitalismo dopo quello del 1929 ha messo in ginocchio le classi popolari e larghe fasce di classi medie delle economie mature. Un ciclo generato dalla guerra di classe dall’alto scatenata dalle élite politiche e finanziarie di Stati Uniti ed Europa, combattuta nell’Unione europea attraverso il mercato unico e l’euro. Il processo di globalizzazione e finanziarizzazione dell’economia, unitamente alle politiche di indebitamento pubblico e privato regolate dalle organizzazioni sovranazionali (Fmi, Banca mondiale, Ue), hanno alimentato e moltiplicato a dismisura disuguaglianze e ingiustizie, fattori di un ulteriore aggravamento delle divergenze e di un ulteriore giro di stagnazione. In questo contesto, l’Italia ha subito un radicale processo di deindustrializzazione e impoverimento dovuto anche alla vocazione alla rendita delle famiglie storiche del suo capitalismo. Per affrontare tale situazione, va preso atto che, contrariamente a quanto le sinistre riformiste o radicali hanno creduto in particolare dopo l’89, è impraticabile per profonde ragioni culturali, linguistiche e storiche la strada della sovranità democratica a livello europeo. Gli “Stati Uniti d’Europa” o la cosiddetta “democratizzazione dell’Unione europea” sono un miraggio conservativo di un ordine liberista fondato sulla svalutazione del lavoro e sullo svuotamento della democrazia costituzionale. L’unica strada per ridare valore sociale e politico al lavoro, è la rivitalizzazione della sovranità popolare e nazionale: significa puntare all’attuazione dei principi della Costituzione del 48 e il loro spirito solidaristico e orientamento socialista è essenziale per ricostruire sia le funzioni economiche e sociali dello Stato democratico, sia una rinnovata forma di economia mista. È questa la strada per rilanciare la nostra vocazione industriale, generare piena occupazione, governare il mercato e restituire ai cittadini, attraverso i partiti, il potere di incidere sull’indirizzo generale del Paese. Ciò che ci serve, dunque, è un autentico patriottismo costituzionale. Continua a leggere

Maldoriente. Uno spettacolo teatrale per riflettere sulla drammatica condizione del popolo palestinese.

Sabato 9 Febbraio è andato in scena presso il Teatro di Via Verdi di Vicopisano lo spettacolo teatrale Maldoriente, monologo scritto, diretto e interpretato da Serena Gatti.

La storia è liberamente ispirata ai romanzi di Suad Amiry, scrittrice, architetto e docente universitaria palestinese, nata a Damasco nel 1951 da madre siriana e da padre profugo del 1948 originario di Jaffa. Dal 1981 Suad vive in Cisgiordania a Ramallah, Territori Palestinesi Occupati, dove insegna presso l’Università di Bir Zeit dopo essersi laureata alla Michigan University e specializzata ad Edimburgo. Continua a leggere

REGIONALISMO DIFFERENZIALE: NO all’AUTONOMIA che DIVIDE ! APPELLO.

No all’autonomia che divide

Rivolgiamo un appello a donne e uomini liberi, alle soggettività politiche e sindacali, al mondo dell’associazionismo, ai movimenti che si riconoscono nei principi di uguaglianza e nell’universalità dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

Un appello per incontrarci e costituirci in un Coordinamento nazionale in difesa della Repubblica, dell’universalità dei diritti e della solidarietà nazionale contro il federalismo differenziale.

FIRMA l’APPELLO!

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Pillole economiche dal mondo (25)

di Tonino D’Orazio (15 febbraio 2019)

Il numero di miliardari è raddoppiato da dopo la crisi del 2008. (Oxfam). Erano 27, ora sono 42. Complessivamente, la ricchezza di questi miliardari è aumentata di  900 miliardi di dollari l’anno scorso, ad un tasso di 2,5 miliardi di dollari al giorno, mentre quella della metà più povera della popolazione del pianeta è sceso dell’11%. L’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos, capo di Amazon, detiene 112 miliardi di dollari nel 2018, in pratica il bilancio sanitario dell’Etiopia è l’1% della sua ricchezza. Continua a leggere

IL PD E’ FINITO. OGNUNO RITORNI A CASA PROPRIA. RICOSTITUIRE UNA SINISTRA UNITARIA (meglio se unita), DEMOCRATICA E ANTILIBERISTA

Oggi, alla luce degli esiti del congresso della CGIL, si può tornare a pensare a un grande progetto di ricostituzione della sinistra.

di Agostino Spataro

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La resistenza del Venezuela – di Gianni Minà

di Gianni Minà

Fra le tante frottole che vengono raccontate quotidianamente dai media occidentali riguardo al Venezuela ce n’è una che purtroppo è stata sposata anche dal nostro ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Continua a leggere

L’oro di Caracas a Londra (e quello in pegno alla Deutsche Bank) sequestrato dagli Usa.

Alessandro Plateroti, vicedirettore del Il Sole 24 Ore, interviene sitinguendosi positivamente dalla maggioranza dei media mainstream italiani, riepilogando il gravissimo caso del sequestro delle riserve di oro venezuelano depositate presso la Bank of England e di cui il governo venezuelano aveva chiesto il rientro. Si tratta, secondo il vicedirettore del giornale si un pericoloso precedente. Di seguito il testo dell’articolo: Continua a leggere

Venezuela: la trascrizione della discussione in Senato e le diverse mozioni presentate

In allegato la trascrizione della discussione in Senato sul Venezuela. Con la relazione del Min. degli Esteri Moavero, la posizione dei diversi gruppi parlamentari (fino a pag. 40) e le mozioni presentate (da Pag. 53). Continua a leggere

Ora vi racconto cosa succede in Venezuela

di Anika Persiani

Ora vi racconto qualcosa. Con cognizione di causa dato che vanto una residenza in quel di San Antonio del Los Altos (Municipalidad Los Salias, Estado Miranda) e dato che, ogni due o tre mesi, piazzo il culo all’aeroporto Maiquetia di Santiago de Leon de Caracas. E, per di più, puntualizzo alcune cose per non dar luogo ad inneschi di polemiche strumentali e gratuite, dato che sarò io il vettore che il 4 di ottobre consegnerà i medicinali donati dalla Fondazione Turati all’associazione ASOBIEN che si occupano, appunto, di malati terminali di Parkinson, di Sclerosi Multipla e di Alzheimer. Ci sono associazioni che portano avanti gemellaggi donando palloni, magliette, quaderni, computer; e ci sono associazioni che donano farmaci, data la difficoltà che si ha nell’affrontare delle sanzioni economiche imposte da “paesi bravi” ai “paesi canaglia”. Continua a leggere

Il Venezuela siamo noi. Il neo governatore dell’Abruzzo eletto con la stessa percentuale di Maduro e di Trump

di Salvatore Izzo

L’affluenza al voto in Abruzzo è calata dell’8 per cento rispetto alla scorsa tornata, passando dal 61,55 per cento al 53,11. In provincia dell’Aquila l’affluenza è stata del 54,70%, in quella di Chieti del 50,18%, a Pescara del 54,77% e a Teramo del 53,84%.

Dunque in Abruzzo il candidato Fdi Marco Marsilio ha vinto con il 48,03% dei consensi e 299mila voti assoluti, ovvero con meno della metà dei votanti, come dire che i suoi consensi sono arrivati dal 25 per cento circa degli aventi diritto: un abruzzese su 4.

Trump nel novembre 2016 è stato eletto con 62 984 828 ovvero dal 46,1 per cento dei votanti (Hilary Clinton ebbe 65 853 514 ovveri il 48,8 ma non gli bastò perchè il sistema prevede che a votare siano i grandi elettori).

In totale, però, solamente il 56,9% degli aventi diritto al voto ha esercitato tale diritto; il 26,27% dei votanti ha votato per i Democratici, mentre il 26,02% ha votato per i Repubblicani.

Il presidente Maduro è stato rieletto alle elezioni presidenziali del 20 maggio 2018, con un totale di 5.823.728 voti, che si traducono in 67,84 per cento; in una giornata elettorale che ha segnato una partecipazione del 46,07 per cento del corpo elettorale, ovvero ha votato per Maduro il 25 per cento degli aventi diritto. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo