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ideologia ed egemonie culturali

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Emigrazione in Europa: declino demografico, desertificazione e polarizzazione tra centro e periferie. La grande falsificazione della discussione in corso.

Pubblichiamo la relazione introduttiva del vice segretario del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Rodolfo Ricci alla discussione sulla Nuova Emigrazione Italiana, tenutasi alla Farnesina nell’ambito dell’Assemblea Plenaria del CGIE del 2018.  Nella relazione sono contenuti dati significativi e sconcertanti sugli enormi flussi di emigrazione interna all’Unione Europea succedutesi nell’ultimo trentennio e sulle tendenze dei prossimi decenni, che implicherebbero una radicale revisione della discussione sui movimenti migratori: l’equivoco della cosiddetta “libera circolazione” nasconde la nascita di una nuova geografia caratterizzata da emigrazione forzata e squilibri insostenibili che costituiscono la ragione principale del declino dell’Unione Europea e dell’emergere di xenofobia e razzismo: i flussi immigratori all’interno della UE sono costituiti solo per un terzo da immigrazione extracomunitaria e per ben due terzi da immigrazione intra-comunitaria.

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Il congresso del PCI ricorda Domenico Losurdo

Per Domenico Losurdo (di Alex Höbel)

Apriamo questo nostro congresso con l’animo pieno di tristezza per la scomparsa del compagno Domenico Losurdo, avvenuta pochissimi giorni fa, il 28 giugno, nella sua casa di Colbordolo, non lontano da quella università di Urbino, nella quale Domenico ha insegnato per tanti anni, formando generazioni di studenti e numerosi, validi studiosi.

Nato a Sannicandro di Bari nel 1941, pur conservando sempre un forte legame con la sua terra d’origine Losurdo si trasferì giovanissimo nelle Marche, laureandosi in Filosofia a Urbino nel ’63, completando poi la sua formazione in Germania, a Tübingen, grazie a varie borse di studio, e avviandosi così verso la carriera accademica. Continua a leggere

L’Ue è in pieno stallo. Più che alle riforme istituzionali, si pensa alle poltrone

di Alexander Ricci

Nel corso della due giorni di summit europeo della settimana scorsa, Paolo Gentiloni ha rilasciato la sua prima intervista televisiva da ex primo ministro, ai microfoni di Otto e Mezzo (La7). Incalzato sulla questione migratoria, e sull’operato del primo ministro Giuseppe Conte a Bruxelles, Gentiloni ha insistito, a più riprese, che, oggigiorno, nell’Ue, la questione centrale rimane quella del governo “economico”.

L’osservazione di Gentiloni è condivisibile. Peccato, però, che dal meeting sia uscito un nulla di fatto. Gli analisti hanno ribadito che, rispetto ai temi sollevati da alcuni governi dell’Ue nel corso degli ultimi anni – budget per investimenti, assicurazione di disoccupazione europea, riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) e Unione bancaria – si sono fatti pochi passi in avanti Continua a leggere

Joseph Stiglitz: Come si esce dall’euro

oped eurozone382x222 1160x633 1160x500Un articolo del Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz su Politico affronta senza più giri di parole il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro. Date le resistenze tedesche a riformare (radicalmente) l’eurozona come sarebbe necessario per salvare la moneta unica, all’Italia restano poche alternative all’uscita, se non vuole sprofondare nell’inferno greco. L’Italia per ora si è impegnata a restare nell’euro, ma le cose possono cambiare rapidamente, e il nuovo governo ha dimostrato di non avere paura di agire, cosa di cui Stiglitz sembra essersi accorto. Continua a leggere

I migranti e la lunga notte dell’Europa

di Antonio Lettieri

All’apparenza la riunione del Consiglio europeo del 28-29 giugno si è conclusa sul punto delle migrazioni, che era il principale, con un nulla di fatto. In realtà, ha brutalmente rivelato il volto duro e ostile dell’Europa nei confronti del più grande dramma del nostro tempo. L’Italia si era battuta per far passare il principio che la questione delle migrazioni non riguarda solo l’Italia, ma L’Europa. “Chi attraversa il Mediterranee, ha sostenuto Giuseppe Conte, intende entrare in Europa”. Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (10)

di Tonino D’Orazio

Trump ha qualificato di “buono” l’ultimo G7 in Canada, malgrado i litigi con gli alleati di Washington, ma ha prevenuto che le critiche di Trudeau sarebbero costate “care” al Canada. “Abbiamo un grosso deficit commerciale con il Canada … 295% sui prodotti del latte, ed è ingiusto per i nostri allevatori …”. Trump, nella decisione di ritirare l’appoggio al comunicato finale del G7 parla di “tradimento” da parte del “debole” premier canadese. Aveva criticato i dazi su acciaio e alluminio.  Macron in una dichiarazione all’Afp ha avvertito  che “la cooperazione internazionale non può essere dettata da crisi di rabbia e da osservazioni sprezzanti“. Questo forse vale sempre. Continua a leggere

ANIME IN VOLO: Narrazioni in scena tratte dai testi del Premio Pietro Conti “Narrare le migrazioni”. Il 12 luglio a Roma.

SemiVolanti, presentano:

ANIME IN VOLO
Narrazioni in scena tratte dai testi del Premio Pietro Conti “Narrare le migrazioni”
a cura di Giovanni Alfieri e Gianluca Riggi
adattamento testi Riccardo Cananiello
con: Alice Canzonieri, Grazia Maria Laferla, Annalisa D’Ermo

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Rompiamo il silenzio sull’Africa, le parole di padre Zanotelli

(padre Alex Zanotelli da fnsi.it) Belle e sconvolgenti le parole di Padre Alex Zanotelli, missionario e profondo conoscitore dell’Africa. Ha rilasciato una dichiarazione al sito della FNSI che evidenzia una realtà  “inimmaginabile” e che sbatte “in faccia” proprio a noi che stiamo discutendo su come interrompere l’esodo di migranti verso le nostre coste. Continua a leggere

Prospettive della UE, governo Conte e sovranità costituzionale: intervista a Vladimiro Giacchè

Intervista a Vladimiro Giacchè, economista marxista, a cura di Francesco Valerio della Croce – (da fgci.info)

 

1) E’ stato evidenziato che il voto del 4 marzo ha aperto una fase nuova nella vita del Paese: le forze su cui si è retta la cosiddetta “democrazia dell’alternanza” nel bipolarismo – ma in realtà speculari nell’applicazione servile delle politiche economiche UE – sono uscite pesantemente sconfitte, aprendo la strada all’ascesa di Movimento 5 stelle e Lega. Credi che si sia aperta effettivamente una fase nuova di transizione per il nostro Paese?

Mi sembra presto per dirlo. Una cosa però possiamo affermarla con ragionevole certezza. La maggioranza dei votanti ha inteso dare un segnale di cambiamento e di rottura precisamente per quanto riguarda il tema, cruciale, dei rapporti con l’Unione Europea. Che questa volontà, che a me appare chiara, possa poi tradursi davvero in politiche che rappresentino un punto di svolta rispetto all’ “applicazione servile delle politiche economiche UE” dei precedenti governi, è un’altra faccenda. Continua a leggere

75 milioni di poveri nella UE. 10, 5 milioni in Italia.

di Giorgio Cremaschi

Sulla crescita della povertà tutto ciò che che oggi prevale è mistificazione.

Innanzitutto i numeri sono inferiori alla realtà o sono costruiti in modo da far apparire meno grave la situazione.

Dal 2005 l’Istat suddivide i poveri in assoluti e relativi con due diverse classificazioni di reddito. Così oggi ci sono 5 milioni di poveri assoluti e tanti altri milioni di poveri relativi. Ma è una distinzione che serve solo ad attenuare l’impatto della catastrofe sociale che ha colpito il nostro paese. Tra l’altro i mass media hanno tutti diffuso la notizia che i 5 milioni di poveri assoluti sarebbero il numero più alto dal 2005, come se prima fossero stati di più. No naturalmente, il 2005 è solo l’anno di avvio della classificazione e allora i più poveri dei poveri erano solo 1,5 milioni. In tredici anni sono triplicati. Continua a leggere

NEOCOLONIALISMO E «CRISI DEI MIGRANTI»

di Manlio Dinucci

Dagli Stati uniti all’Europa, la «crisi dei migranti» suscita accese polemiche interne e internazionali sulle politiche da adottare riguardo ai flussi migratori. Ovunque però essi vengono rappresentati secondo un cliché che capovolge la realtà: quello dei «paesi ricchi» costretti a subire la crescente pressione migratoria dai «paesi poveri».

Si nasconde la causa di fondo: il sistema economico che nel mondo permette a una ristretta minoranza di accumulare ricchezza a spese della crescente maggioranza, impoverendola e provocando così l’emigrazione forzata. Continua a leggere

Migrazioni: la posizione della Cgil

Intervista a Fausto Durante, responsabile Uff. Politiche Globali della Cgil.
Salvare le persone, cambiare l’accordo di Dublino, rilanciare una seria politica europea di cooperazione internazionale, finirla con il neocolonialismo. Sono l’austerity e il neoliberismo sfrenato i veri nemici che hanno causato la situazione che abbiamo di fronte e gli esiti nazionalisti e xenofobi in tutta l’Europa. Oggi 27 giugno mobilitazione in tutto il vecchio continente per chiedere al Consiglio europeo di occuparsi di immigrazione nel segno dell’accoglienza.

L’ intervista di Roberta Lisi a Fausto Durante, su Radio Articolo 1.

 

Ascolta l’intervista

Il costo (in denaro) della violenza

di Alessio Fraticcioli

Guerra e violenza non costano solo vite, hanno anche un impatto economico: la spesa globale bruciata dai conflitti nel 2017 è stata di 14,8 trilioni di dollari

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Tutto il mondo parla di Italia ed Eurozona, tranne noi. Il dibattito tra Stiglitz, Fratzscher e gli altri economisti

di Alexander Ricci

In queste settimane ad appannaggio della questione “migranti” e delle diatribe tra Salvini e gli altri leader europei, il tema della stabilità dell’Eurozona alla luce del voto italiano continua ad alimentare un dibattito che, nel nostro Paese, rimane clamorosamente sotto traccia.

Su Project Syndicate, il premio nobel per l’Economia e professore della Columbia University di New York, Joseph Stiglitz, è tornato a parlare del tema. Per il guru della scienza triste il voto euroscettico del Belpaese non dovrebbe sorprendere nessuno: si tratta dell’ennesima «reazione prevedibile a una struttura dell’eurozona mal disegnata, nella quale, la potenza dominante Germania, impedisce le necessarie riforme». Per Stiglitz, il problema non è l’assenza di idee – Macron è visto come portarore di una «chiara visione» per l’Europa -, bensì il freno rappresentato da Angela Merkel. Continua a leggere

A Camilla la spesa è autogestita: A Bologna nasce il primo market d’Italia dove la grande distribuzione è assente e il consumatore è anche socio-lavoratore

di Alessia Manzi

A Bologna nasce il primo market d’Italia dove la grande distribuzione è assente e il consumatore è anche socio-lavoratore.
E’ il 1973. Negli Usa e nel resto della società occidentale, il sistema capitalistico avanza senza freni. Un gruppo di persone residenti a Brooklyn, famoso quartiere di New York, immagina di aprire un negozio di alimentari in cui i clienti siano allo stesso tempo i proprietari. Qualche turno di lavoro ogni quattro settimane, un risparmio sul prezzo dei prodotti diventano le premesse per un’idea rivoluzionaria: costruire un supermercato alternativo. Più di quarant’anni dopo, The Park Slope Food Coop non è più solo una scommessa ma una cooperativa solidale sostenuta da 17 mila adesioni.Sempre fedele alla propria mission iniziale «buon cibo a basso costo per i soci lavoratori» il progetto americano riesce addirittura ad attraversare l’Oceano e ad approdare in Europa.  Continua a leggere

Se la Sinistra fa la Destra, la Destra prima o poi arriva…

di Luciano Li Causi 

Vent’anni fa la crisi che avrebbe squassato l’Europa, a partire dal 2008, era ancora imprevista e lontana; in Europa governavano quasi ovunque partiti e coalizioni che avevano una chiara impronta socialista e socialdemocratica. In Italia c’era l’Ulivo, fondato da Romano Prodi, una compagine di centrosinistra che per la prima volta nella storia repubblicana aveva portato al governo del Paese gli eredi del Partito Comunista Italiano.  Continua a leggere

Crisi istituzionale e politica italiana: l’ordine dei conti e l’ordine delle cose. La posizione del Vaticano.

di Antonio De Lellis

La questione del debito e del potere della finanza globale deregolata assume un significato particolarmente chiaro nel quadro politico ed economico-finanziario delineatosi in questo periodo convulso che va sotto il nome di Crisi istituzionale. Mattarella ha sancito, con il suo discorso pubblico del 27 maggio, la fine dello stato di diritto e l’ingresso ufficiale nello stato di mercato. Una post democrazia che solitamente diviene sostantivo senza una chiara ed univoca definizione e che oggi assume una valenza più chiara: le Costituzioni  non avevano previsto un tale strapotere che oggi prevale sullo stato di diritto e siamo entrati nella post democrazia finanziaria. Stiamo valutando perciò fatti storici che richiedono un senso di gravità che oltrepassa la cronaca. Continua a leggere

Da una finestra di Harlem

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di Enzo Soderini (New York)

Nel mezzo del cammin della mia vita mi sono ritrovato nel cuore di Harlem. Ecco, forse con questa cenno dantesco penso di iniziare a guardare il mondo da una finestra immaginaria che è locata nella 125 st e Malcom x nel cuore di Harlem. Un centro dove si è sviluppata la cultura  Americana  le cui attività hanno dato alla storia degli USA un particolare interesse  producendo l’arte musicale che s’ispirava alle orribili condizioni della schiavitu’. Continua a leggere

Vandana Shiva: La globalizzazione è diventata una guerra contro la natura e contro i poveri

di Vandana Shiva

Sono stata di recente a Bhatinda in Punjab per via di una epidemia di suicidi tra i contadini. Il Punjab è sempre stata tra le regioni agricole più fiorenti dell’India. Oggi i contadini sono indebitati e disperati. Ampie distese di territorio sono diventate desertiche. E, come fa notare un vecchio contadino, persino gli alberi hanno smesso di dare frutti perché l’eccessivo uso di insetticidi ha eliminato gli impollinatori – api e farfalle. Continua a leggere

Il rifiuto pentastellato di avere dirigenti autonomi dai poteri esterni

di Tommaso Nencioni

M5S. In continuità con il recente passato, il partito di Grillo appalta al potere economico e ai tecnici il ruolo di governo e sottogoverno. Agenzie esterne di formazione delle classi dirigenti Continua a leggere

Immigrazione: percezione, contraddizione reale, depistaggio

di Fabrizio Marchi

Il fatto che la domanda di contenimento dell’immigrazione se non (in parte) un’aperta ostilità nei confronti degli immigrati provenga dalla “pancia” dei ceti popolari, non significa affatto che questo “sentimento” di ostilità sia giusto e politicamente ben riposto per il solo fatto che provenga da quegli stessi ceti.

La differenza tra la destra populista da una parte e i comunisti e i socialisti dall’altra, è che la prima, a differenza dei secondi, sposa tutto ciò che arriva da quella “pancia”, tutte le contraddizioni e tutte le spinte e le controspinte di vario genere, siano esse “progressiste” o reazionarie, e le alimenta indipendentemente dalla loro natura, gettando benzina sul fuoco – perché il suo unico obiettivo è conquistare consensi purchessia – e mescolare queste spinte con quelle che provengono dai ceti medio e medio alto borghesi di cui sostanzialmente difende gli interessi. Continua a leggere

Prima gli sfruttati, scendiamo in piazza perché il problema non sono gli immigrati. Ma i ricchi

di Paolo Ferrero

Sabato pomeriggio a Roma si terrà una manifestazione convocata dall’Unione sindacale di base che ha come slogan di convocazione Prima gli sfruttati. A questa manifestazione hanno aderito Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e molte altre organizzazioni e associazioni. Invito tutti e tutte a parteciparvi perché la manifestazione affronta precisamente il problema fondamentale dell’Italia di oggi: l’ingiustizia sociale che è alla base della sofferenza sociale che il governo cerca di trasformare in guerra tra i poveri.

Il problema principale dell’Italia è l’ingiustizia. Innanzitutto nella distribuzione del reddito. I ricchi nella crisi sono diventati più ricchi e larga parte della popolazione è diventata più povera. In
Italia la ricchezza privata è enorme: il risparmio privato è pari ad ottomila miliardi di euro, quattro volte il debito pubblico italiano e – per avere un’idea – il doppio del risparmio privato dei tedeschi. Di quegli ottomila miliardi di risparmio privato più della metà sono in mano di meno del 10% della popolazione, mentre il 50% più povero della popolazione non riesce ad arrivare a fine mese. Per capirci bene, il 10% più ricco della popolazione italiana ha un risparmio maggiore di tutta la popolazione tedesca – ricchi e poveri – messa insieme! In Italia i soldi ci sono, solo che sono in mano ai ricchi e ai grandi evasori fiscali, per questo mancano i soldi ai lavoratori, alla povera gente e mancano i soldi allo Stato.

Questa distribuzione della ricchezza completamente spostata verso l’alto, è una inaccettabile ingiustizia sociale ma è anche un grande fattore di crisi economica. Se le famiglie non arrivano alla fine del mese, non spendono e l’economia non gira. Chi possiede milioni, i soldi non li spende e non li investe produttivamente. Non li spende perché dopo tre ville e due ferrari, non è che questi mangiano sei volte al giorno: per le grandi ricchezze, i consumi non aumentano proporzionalmente al reddito. Non li investono per fare posti di lavoro perché se il mercato è fermo, non ci sono investimenti produttivi ma solo investimenti in speculazione. E’ esattamente cosa fanno i ricchi: si fregano i soldi e poi li usano per qualche bene di lusso e per speculare. Cosa propone di fare il governo? Il contrario di cosa servirebbe. In una situazione così sarebbe utile per l’Italia una decisa redistribuzione del reddito, facendo pagare le grandi ricchezze, cominciando con una patrimoniale. Invece il governo vuole fare una tassa piatta, cioè regalare altri soldi ai ricchi che ne hanno già troppi e favorire l’evasione fiscale.

In secondo luogo gli stipendi italiani sono troppo bassi e i giovani e i migranti sono sfruttati in modi inumani con stipendi da pochi euro all’ora. Bisogna abolire la precarietà del lavoro in modo da dare più forza ai lavoratori per migliorare gli stipendi. Qualcuno dirà che questo non è possibile perché siamo nel mercato mondiale e non possiamo aumentare i costi. Si tratta di una balla. La bilancia commerciale italiana è in attivo: esportiamo di più di quanto importiamo e il surplus sta crescendo. In altre parole, le imprese italiane sono competitive sul mercato mondiale e non sarebbe certo un aumento di stipendi a mandarle fuori mercato. Inoltre molti dei settori in cui ci sono bassi stipendi (dal commercio all’edilizia) non sono certo esposti alla concorrenza internazionale. Il problema dell’Italia è che gli stipendi troppo bassi hanno depresso i consumidelle famiglie, cioè il mercato interno. Mentre le esportazioni crescono, dal 2008 non sono ripresi i consumi: il problema dell’Italia sono i bassi stipendi e le leggi che precarizzano il lavoro.

In questa situazione la gente si sente impotente e non capendo bene come fare si affida agli uomini della provvidenza e spera nei miracoli. L’ultima porcheria propagandata dal governo Lega – Cinque stelle sarebbe che il problema degli italiani sono i migranti e che bisogna tagliare le tasse ai ricchi. La retorica del “prima gli italiani” si trasforma rapidamente in un prima i ricchi. Per gli italiani lo spot nazista dei migranti lasciati a rosolare nel Mediterraneo, per i ricchi i soldi!

Sabato quindi tutti e tutte in piazza per dire con chiarezza che il problema degli italiani sono i ricchi! Per dire che i nostri nemici non sono quelli che stanno sotto di noi ma quelli che stanno sopra di noi.

LA CASA COMUNE EUROPEA É IN FIAMME

di Vittorio Stano (Hannover)

La crisi attuale dell´Unione Europea é ben piú grave delle precedenti difficoltá attraversate dall´Eurozona. Dopo il default della Grecia e l´avvitarsi della crisi economica e politica nel Belpaese, i nostri denigratori ci additano come quelli che, fallito il Berlin consensus  potrebbero far saltare il banco. Continua a leggere

Le multinazionali chiedono 35 miliardi agli Stati grazie alla Carta dell’Energia

di Francesco Verdolino

ROMA, 13 giugno 2018 – L’associazione Fairwatch, nell’ambito della Campagna Stop TTIP/Stop CETA, lancia oggi in Italia il rapporto “Un trattato solo per governare tutto. L’espansione del trattato Carta dell’Energia rafforza le multinazionali nell’ostacolare la transizione verso un’energia pulita”, (curato da Corporate Europe Observatory e Transnational Institute), che rivela le gravi disfunzioni del Trattato sulla Carta dell’Energia (Energy Charter Treaty – ECT). Continua a leggere

Sono Soumaila ho ventinove anni

di Soumaila Sacko

Sono Soumaila ho ventinove anni, sono rifugiato dal Mali. Lavoravo come responsabile della comunicazione in un partito di opposizione al Governo. Un lavoro, il mio, che segna il destino in un paese come il Mali. Dopo una conferenza pubblica in cui abbiamo denunciato i crimini del governo venni a sapere che il mio nome compariva sulla lista delle persone accusate, da arrestare. Dovevo trovare una soluzione, avevo paura: ho saputo solo dopo che tanti miei amici e colleghi sono stati imprigionati o uccisi. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

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