La Classe Imperiale “borderline” opta per Sansone

Danny Haiphong riepiloga l’ultima serie di attacchi da parte degli Stati Uniti e della risposta dell’Iran. Il mondo si trova a un momento cruciale della storia. Perché gli Stati Uniti si ostinano a colpire e non sono in grado di imbastire vere trattative ? Quali possono essere le conseguenze? Che impatto determinerà a breve questo atteggiamento sull’economia mondiale e sull’ordine unipolare?

Per l’analista KJ-Noh, (dal min. 34:00) osservando i termini della discussione all’interno della liminale e instabile classe imperiale “borderline”, l’atteggiamento dei media mainstream (inclusi diversi media che si presumono alternativi), i tentativi continui di destabilizzazione in numerosi altri paesi (dalla Serbia, alla Corea del sud, a Cuba e a tutta l’America latina), il ruolo ambiguo dell’India e la mancanza di coesione tra i Brics, il rafforzato sostegno all’Ucraina e l’abbandono delle prospettive di pace con la Russia, si intravede il prevalere della scelta del caos e della guerra generalizzata al cui culmine c’è sempre l’aggressione finale alla Cina.

La folle prospettiva suprematista unipolare continua a marcare le scelte degli Usa e degli altri Paesi che essi controllano, a partire dall’Europa, con Israele come apripista genocida. In ciò si manifesta tutta la difficoltà delle classi dirigenti occidentali di concepire assetti alternativi di equilibrio multipolare, di difesa della terra, dell’ambiente e della vita umana sul pianeta.

Ad ormai quasi quattro anni e mezzo dall’inizio della “guerra mondiale a pezzi”, e in presenza di sconfitte strategiche sia in Ucraina che in Iran, la classe imperiale borderline dell’occidente resta infognata nella sua delirante quanto infondata visione di potere illimitato e globale sul resto del mondo e pensa di poter insistere sulla strada già percorsa fino ad oggi. Non si tratta solo di Trump e del suo entourage, ma di gran parte della classe dirigente dell’ipercapitalismo ovunque collocata.

Rispetto a questo quadro è importante continuare in un diffuso lavoro di informazione e di comunicazione che sbocchi in una mobilitazione dei popoli dei paesi occidentali contro gli scenari proposti dalle loro rispettive classi dirigenti, negli Usa e in tutti i paesi satelliti, a partire dall’Europa.

FONTE: https://www.youtube.com/@DHaiphongIT


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