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Algoritmi facebook e libertà di ragionare

Ci segnalano che il rilancio su Facebook della notizia pubblicata anche dal nostro sito che il portavoce del Ministero degli Esteri cinese abbia chiesto trasparenza di informazione agli USA sulla possibile presenza del virus COVID-19 in USA già nel novembre 2019 (VEDI NOTIZIE QUI) e (QUI), abbia prodotto come ammonimento il seguente messaggio.

USA TODAY, partner di Facebook nel Fact checking di notizie sul social network avrebbe verificato che la notizia è falsa: Secondo USA TODAY, “il Coronavirus si è originato in Cina e in nessun altro luogo”.

Seguono indicazioni e link cui attenersi nella pubblicazione di post su Facebook.

Si potrebbe dire che Facebook se la canta e se la suona. Continua a leggere

«Siamo in un’economia di guerra»

di Roberto Ciccarelli (da Il Manifesto)

Coronavirus. Drammatico annuncio del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno: “Non dobbiamo illuderci: sono i primi passi di una battaglia temporanea e lunga. Il contenimento sta portando l’economia ai tempi di guerra”. Una metafora dilagante a tutti i livelli che serve a rinserrare la popolazione nelle file di un esercito immaginario, ma rischia anche di occultare un cambio di paradigma. Ieri sono di nuovo crollate le borse: l’azione della Fed non è servita, Wall Street ha fatto di nuovo peggio del 1987, Milano a meno 6%. Verso un coordinamento delle politiche fiscali a livello Ue. Gentiloni: «Pronti a qualunque azione» Continua a leggere

L’epidemia travolge tutti, anche il debito globale

di Vincenzo Comito

La diffusione del coronavirus è destinata a stravolgere l’ordine economico, finanziario e geopolitico internazionale. Mentre qualcuno, illusoriamente, invoca la degloblizzazione e il decoupling Usa-Cina, si profila un’esplosione del debito mondiale. E con essa una nuova drammatica crisi finanziaria. Continua a leggere

La Regione Lombardia chiede aiuto ai medici cubani, cinesi e venezuelani per sconfiggere il Coronavirus

Per far fronte all’emergenza Coronavirus e disporre di un numero maggiore di personale sanitario, la Giunta della Regione Lombardia ha aperto agli Stati storicamente di sinistra. L’assessore al Welfare Gallera ha detto di “aver avuto contatti con Cuba, Venezuela e Cina per l’invio di medici e infermieri”.

Nel corso della consueta conferenza stampa della Regione Lombardia tenuta dal presidente Attilio Fontana e gli assessori Giulio Gallera, Davide Caparini e Pietro Foroni, è emerso anche il dato dei medici e degli infermieri che hanno risposto alla chiamata per entrare da subito in servizio e aiutare nella lotta all’emergenza Coronavirus. Continua a leggere

Il Covid-19 si diffonde negli USA: “Ci sono oltre 100.000 casi di coronavirus solo in Ohio”

La rapida diffusione di COVID-19 negli Stati Uniti e l’inefficacia del sistema sanitario nel contenerlo, hanno portato a più di 100.000 infetti in Ohio

La direttrice del Dipartimento della Salute dell’Ohio, la dott.ssa Amy Acton, ha annunciato ieri la cifra secondo cui secondo lei equivale all’1% della popolazione dello stato. Ha inoltre confermato i cinque casi confermati e l’esistenza di altre 52 persone sottoposte a prove. Continua a leggere

EPIDEMIA CORONAVIRUS: DUE APPROCCI STRATEGICI A CONFRONTO

I due stili strategici di gestione dell’epidemia a confronto

di Roberto Buffagni

Propongo una ipotesi in merito ai diversi stili strategici di gestione dell’epidemia adottati in Europa e altrove. Sottolineo che si tratta di una pura ipotesi, perché per sostanziarla ci vogliono competenze e informazioni statistiche, epidemiologiche, economiche che non possiedo e non si improvvisano. Sono benvenute le critiche e le obiezioni anche radicali.

L’ipotesi è la seguente: lo stile strategico di gestione dell’epidemia rispecchia fedelmente l’etica e il modo di intendere interesse nazionale e priorità politiche degli Stati e, in misura minore, anche  delle nazioni e dei popoli. La scelta dello stile strategico di gestione è squisitamente politica.

Gli stili strategici di gestione sono essenzialmente due: Continua a leggere

Lo tsunami Lagarde

di Alfiero Grandi

Le affermazioni della Presidente della Bce sono state devastanti per l’Italia – sul crollo della borsa e sull’aumento dello spread tra Btp e Bund tedeschi – e per lo scivolone delle borse europee che hanno perso 800 miliardi di euro. Un disastro economico che va sanzionato.

Ha fatto benissimo il Presidente della Repubblica Mattarella a reagire con durezza chiedendo all’Europa di farsi carico del sostegno all’Italia, che subisce in questa fase le conseguenze più pesanti dal corona virus, che in futuro potrebbe mettere in crisi altri paesi, come ha ricordato Angela Merkel che ha paventato un possibile contagio per decine di milioni di tedeschi.

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Cina-Italia: un destino condiviso

di Fabio Massimo Parenti

da https://www.beppegrillo.it

Pandemia Coronavirus: chi ha nascosto o sta nascondendo i dati negli Usa e in Europa? Quale paese pagherà il prezzo più alto? Questa crisi è un banco di prova per tutte le autorità del mondo, per tutti i popoli. 
La chiamavano la Chernobyl cinese, i commentatori nostrani, anche con un pizzico di cinismo, ma la realtà sta dimostrando che si potrà rivelare la Chernobyl dell’Europa e dell’Occidente. Al contrario, la leadership cinese va rafforzandosi, dato che l’emergenza sta rientrando grazie a misure e politiche che, come vedremo sotto, hanno ricevuto il plauso di molti paesi, organizzazioni e studiosi di tutto il mondo. La risposta cinese all’epidemia è stata una lezione, per rapidità ed efficacia (oggi lo riconoscono anche coloro che ci criticavano, mossi solo da pulsioni ideologiche). I cinesi hanno aggredito il problema ed hanno sin da subito collaborato con la comunità internazionale. Una lezione a lungo a disposizione del mondo intero, due mesi. Una lezione non appresa. Invece di guardare onestamente al dramma del popolo cinese, dapprima lo abbiamo sfruttato per criticarne il sistema politico, dopodiché lo abbiamo sottostimato ed infine lo abbiamo subìto, rischiando di pagare un prezzo molto salato. Un prezzo che ha un’unica origine: arroganza e malcelato senso di superiorità. La nostra globalizzazione neoliberale sarà forse un ricordo, oppure no. Quel che è certo: i modelli politici ed economici verranno ampiamente messi in discussione e quello cinese, sempre laboratorio, diverrà riferimento di un crescente numero di paesi e soggetti politici.
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Immunità “di gregge” o socialismo.

di Gabriele Giorgi

La posizione del governo inglese che punta alla “immunità di gregge” conquistabile con circa 400/500 mila decessi da coronavirus, invita a tentare di chiarire qual è la posta in gioco.

Bisogna premettere che l’approccio anglosassone è stato preceduto da quello USA, contraddistinto da una ampia omertà sui casi di polmoniti atipiche (almeno 30mila) registratesi già a fine 2019 sul territorio statunitense che avrebbero portato alla morte oltre 20.000 persone già prima di fine anno.

Omertà confermata dalle dichiarazioni della governatrice dell’Ohio che due giorni fa ha affermato, per prima, che i casi reali di contagio presenti soltanto nel suo stato, sono già circa 100mila.

La linea “inglese” viene quindi già percorsa da diversi mesi in alcuni paesi, in primis dagli USA. Continua a leggere

COVID-19: Ulteriori prove che il coronavirus avrebbe avuto origine negli Stati Uniti

Immagine del titolo del The New York Times dell’8 agosto 2019

L’esercito degli Stati Uniti Potrebbe aver portato il coronavirus nella città cinese di Wuhan, ha detto giovedì il ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian. Ecco la nota condivisa dal ministro cinese:

(E’ anche utile leggere questo articolo precedente):

Il coronavirus cinese: un aggiornamento scioccante. Il virus ha avuto origine negli Stati Uniti?

(di Larry Romanoff *) Come ricorderanno i lettori del precedente articolo (sopra), epidemiologi e farmacologi giapponesi e taiwanesi hanno determinato che il nuovo coronavirus è nato sicuramente negli Stati Uniti. Poiché quel paese è l’unico che ha i cinque tipi, da cui tutti gli altri devono essere discesi; mentre a Wuhan in Cina, ce n’era uno solo di quei diversi tipi, cosa che per analogia lo si può definire come una specie di “ramo” che non può esistere da sé stesso, ma deve essere cresciuto da un “albero”. Continua a leggere

Prima presa di posizione pubblica di Pechino. “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”

Arriva la prima dichiarazione ufficiale da parte di Pechino sulla possibilità che il coronavirus sia nato negli Stati Uniti. Attraverso il suo account Twitter molto seguito, uno dei portavoci del ministero degli affari esteri cinese, Zhao Lijian, dichiara: “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”, con una connessione diretta ai noti Giochi militari dell’ottobre 2019 che avevano portato nella città oltre 300 militari nord-americani nell’ottobre scorso proprio nel periodo che gli scienziati hanno individuato come il momento dell’incubazione del famigerato Covid-19.

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Cina invia in Italia team di esperti medici, per combattere il coronavirus

La Cina sta inviando un team di esperti medici per aiutare l’Italia a combattere il coronavirus. Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio aveva chiesto assistenza al suo omologo cinese Wang Yi

Come ha riferito il media cinese South China Moring Post, la Cina sta inviando un team di esperti medici per aiutare l’Italia a combattere il coronavirus dopo che ieri si è registrato il bilancio di morti più alto in un solo giorno.

Pechino ha fornito assistenza simile all’Iran e all’Iraq per contenere la diffusione di
il virus respiratorio che è scoppiato per la prima volta nella Cina centrale. Continua a leggere

Le “linee di faglia” del coronavirus

di Aldo Romano (da Contropiano)

Il diffondersi dell’epidemia da coronavirus sta esercitando una pressione continua e inarrestabile su tutti i rapporti sociali movimentando infinite linee di faglia.

Per primo viene travolto il Servizio Sanitario Nazionale, o meglio viene travolta la favola della sanità di eccellenza e vengono messi a nudo i limiti del servizio sanitario in quelle regioni come la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna che guidavano tutte le classifiche di qualità. Continua a leggere

Rapporto Oms. Come la Cina sta vincendo il virus

(da Redazione Contropiano)

E voi “godetevi” la sanità privata e regionalizzata…

Una Commissione internazionale di esperti virologi, diversi dei quali statunitensi, è stata inviata in Cina dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il loro rapporto finale, dopo un approfondito esame della situazione sanitaria in loco, è un poco meno che entusiastico.

Apprezzato tutto, dalle misure prese per il confinamento (decine di milioni di persone chiuse in casa) allo sforzo inaudito per rafforzare la sanità pubblica là dove era indispensabile. Con cifre impensabili qui da noi, non solo in assoluto (che è ovvio, vista la differenza di dimensione della popolazione…), ma soprattutto in percentuale. Continua a leggere

Coronavirus? Macché, la Ue apre alle manovre Usa

L’Arte della guerra . Lo Us Army Europe ha richiesto l’istituzione di «un’Area Schengen militare», con la differenza che a circolare liberamente non sono persone ma carrarmati. Test decisivo è l’esercitazione «Difensore dell’Europa 2020», in aprile e maggio

I ministri della Difesa dei 27 paesi della Ue, 22 dei quali membri della Nato, si sono incontrati il 4-5 marzo a Zagabria in Croazia. Tema centrale della riunione (cui ha partecipato per l’Italia il ministro Guerini del Pd) non è stato come affrontare la crisi da Coronavirus che blocca la mobilità civile, ma come incrementare la «mobilità militare». Test decisivo è l’esercitazione Defender Europe 20 (Difensore dell’Europa 2020), in aprile e maggio. Il segretario generale della Nato Stoltenberg, che ha partecipato alla riunione Ue, la definisce «il più grande spiegamento di forze Usa in Europa dalla fine della Guerra Fredda». Stanno arrivando dagli Usa in Europa – comunica lo Us Army Europe (Esercito Usa in Europa) – i 20.000 soldati che. insieme ad altri 10.000 già presenti e a 7.000 di alleati Nato, «si spargeranno attraverso la regione europea». Le forze Usa portano con sé 33.000 pezzi di equipaggiamento militare, dagli armamenti personali ai carrarmati Abrams.
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E adesso in Europa arriva l’esercito americano


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Maduro: “Il Brasile si prepara ad attaccare il Venezuela”

di Mauro Gemma (da Marx21.it)

Il presidente Nicolás Maduro ha accusato il suo omologo brasiliano, Jair Bolsonaro, di ospitare ed addestrare ex militari venezuelani che hanno disertato allo scopo dichiarato di preparare un attacco armato contro il Venezuela.

Il presidente venezuelano ha denunciato che in tal modo il Brasile si appresta ad aggredire il Venezuela. Continua a leggere

Strage di Bologna | Beirut 1981. Ecco cosa ci disse Abu Ayad

Nel marzo 1981, Abu Ayad capo dei servizi di sicurezza dell’Olp, ricevette nella sua abitazione di Beirut, una delegazione parlamentare unitaria (DC, PCI, PSI, PDUP, PR) così composta:

di Agostino Spataro (articolo del 3 Agosto 2017)

“La delegazione, in missione in Libano, incontrò Abu Ayad il 5 marzo 1981. Era guidata dall’on. Giuliano Silvestri (Dc) ed era composta da Andrea Borri e Francesco Lussignoli (Dc), Guido Alberini e Giorgio Mondino (Psi), Agostino Spataro e Alessio Pasquini (Pci), Aldo Ajello (Partito radicale), Eliseo Milano e Alfonso Gianni (Psiup). Al seguito della delegazione parlamentare, vi erano quattro giornalisti: Igor Man (La Stampa), Maurizio Chierici (Il Corriere della Sera), Domenico Del Giudice (Ansa) e Vincenzo Mussa (Famiglia Cristiana). All’epoca, presidente della Commissione Esteri della Camera era l’on. Giulio Andreotti” (da documentazione Commissione parlamentare d’inchiesta Mitrokhin)

Un incontro difficile da dimenticare non solo per gli argomenti trattati, ma anche per un episodio indicativo della tensione, del clima di violenza, d’intrigo che si respiravano a quel tempo a Beirut. Successe che, mentre consumavamo un sobrio pasto a base di cous cous, udimmo un forte botto provocato dall’esplosione di una bomba collocata all’interno di un’auto posteggiata proprio davanti il portone dell’abitazione del nostro ospite. Continua a leggere

«Italiani geneticamente mafiosi», le parole MAI pronunciate da Cristina Kirchner. Ennesima vergogna mainstream

di Fabrizio Verde

La stampa italiana si scaglia all’unisono contro la vicepresidente dell’Argentina, Cristina Fernandez, accusandola di aver definito gli italiani mafiosi «per genetica». Parole che sarebbero molto gravi oltre che insensate. Il punto è che la vicepresidente dell’Argentina non ha mai pronunciato queste parole.

In occasione della presentazione del suo libro ‘Sinceramente’ avvenuta nel quadro della Fiera del Libro 2020 a L’Avana, capitale di Cuba, l’ex presidente dell’Argentina ha denunciato la persecuzione giudiziaria, lawfare, scatenata nei suoi confronti dall’ex presidente Macrì. Con vari tentativi di colpire suoi familiari per mettere in ginocchio la combattiva vicepresidente dell’Argentina. Continua a leggere

Venezuela, nuove sanzioni USA e strani attacchi ‘da sinistra’ alla Rivoluzione Bolivariana

di Geraldina Colotti

Un articolo fotocopia, seppur comparso con firme diverse sia su un grande quotidiano italiano che sulla versione in spagnolo del New York Times (“Champán en medio de la crisis”) compie un’operazione ardita: criticare “da sinistra” la politica economica del governo venezuelano. Dietro la “retorica socialista” di Maduro – dice in sostanza il Nyt, e così la copia italiana – vi sarebbe, in realtà, il ritorno sic e simpliciter alle ricette neoliberiste. “Il ritorno a un capitalismo selvaggio che cancella anni di lotta”, sosterrebbe addirittura Elias Jaua, ex vicepresidente di Chávez, “che tuttavia – scrive il NYT – fa parte della direzione del Partito Socialista Unito del Venezuela”. Continua a leggere

PERCHE’ I PALESTINESI DICONO NO A TRUMP E 1000 NO AL SUO AFFARE DEL SECOLO

di Yousef Salman (*)

Prima, durante e dopo la pubblicazione del piano-complotto del presidente Trump “Affare del Secolo”, di tutti i rappresentanti dell’Amministrazione USA, per primi il presidente stesso e il suo ragazzetto-genero-consigliere Kushner, continuano a ripetere delle occasioni perse dalla leadership palestinese per avere i loro diritti e migliorare la vita del loro popolo.

I palestinesi per l’ennesima volta ribadiscono l’inesistenza di queste occasioni perse, così come del rispetto dei loro diritti e della possibilità di migliorare la situazione del loro popolo in un piano, che vuole: Continua a leggere

La nebbia democratica libica

Tonino D’Orazio (24 gennaio 2020)

A nessuno viene in mente che proprio gli “assassini” e i distruttori della Libia siedono oggi a un tavolo a Berlino per sistemare la “loro” mediatica pace? Francia, Gran Bretagna e Usa sono semplicemente andati a rubare il petrolio libico. Come hanno fatto con tutti i paesi che ne possedevano. Indubbiamente, salvo mala fede di troppi, continuano imperterriti con tutti i mezzi proibiti dalla Carta Onu. Continua a leggere

La misteriosa fine del killer di Soleimani

di Alberto Negri

La notizia, se fosse confermata, è di quelle che fanno sobbalzare. L’”Ayatollah Mike”, soprannome di Michael D’Andrea, il killer del generale iraniano Qassem Soleimani e Bin Laden, capo della Cia in Medio Oriente, sarebbe rimasto ucciso nell’aereo Usa abbattuto in Afghanistan il 27 gennaio. Ecco chi era.

La notizia, se fosse confermata, è di quelle che fanno sobbalzare. L’”Ayatollah Mike”, soprannome di Michael D’Andrea, il killer del generale iraniano Qassem Soleimani e Bin Laden, capo della Cia in Medio Oriente, sarebbe rimasto ucciso nell’aereo Usa abbattuto in Afghanistan il 27 gennaio. L’informazione è stata passata da fonti dell’intelligence russa, ripresa da diversi media ma per ora non è stata né smentita né confermata. Continua a leggere

Intervista a Wolfgang Streeck

Wolfgang Streeck, nato a Lengerich il 27 ottobre del 1946, studia sociologia all’Università Goethe di Francoforte, proseguendo i suoi studi alla Columbia University tra il 1972 e il 1974. A Francoforte studia nel contesto dell’omonima scuola marxista, fondamentale per lo sviluppo del marxismo occidentale. Dopo aver insegnato in alcune università tedesche, nel 1995 diventa direttore dell’Istituto Max Planck per lo studio delle società mentre insegna sociologia all’Università di Colonia. Continua a leggere

Chiamata alle armi, la Nato mobilitata su due fronti

di Manlio Dinucci

Come previsto in un vecchio progetto annunciato nel 2013, la Germania è riuscita a convincere il presidente Trump a dispiegare truppe europee in Medio Oriente sotto il comando della NATO. L’Alleanza vi vede l’opportunità di essere presente nella regione indo-pacifica e diventare un’organizzazione mondiale, in particolare facendo leva sulla questione taiwanese. Per tutelare la propria credibilità la Nato deve mostrare che la propria forza è intatta rispetto alla Russia, perciò organizzerà gigantesche manovre, Defender Europe 20. Continua a leggere

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