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Questo tag è associato a 776 articoli.

Gli Usa stanno diventando uno “Stato canaglia”?

L’assassinio del generale iraniano Soleimani è solo l’ultimo capitolo di un processo di depotenziamento delle istituzioni internazionali che Trump sta portando all’estremo ma la politica americana, sotto la spinta delle lobby che la finanziano, ha avviato ben prima.

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Colombia, strage di leader ed attivisti sociali. Nel 2020 siamo già a una media di 2 omicidi al giorno.

“Profonda preoccupazione” dell’Onu e totale censura di quei media che si occupano di diritti umani ma solo a paesi alterni.

E’ una strage. Non ne trovate traccia sui giornali che a paesi alterni si occupano di diritti umani perché avviene in Colombia, paese vasallo di Stati Uniti e Unione Europea. Ma è una vera e propria strage. Parliamo dei leader sociali, attivisti dei diritti umani e ex combattenti Farc che nel nord della Colombia nel 2020 muoiono ad una media di 2 al giorno.

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Contro i droni degli USA, il Venezuela punta sulla RAAS

di Geraldina Colotti

“Se l’imperialismo crede di far paura al popolo venezuelano, avrà la sua risposta nelle piazze”. Così dichiarava il presidente Nicolas Maduro a maggio del 2017, un anno di guerra interna diretta dagli Stati uniti mediante l’opposizione golpista. Mesi di violenze (le guarimbas) raccontate al contrario dai media egemonici, disinnescate dalla proposta di Maduro annunciata il Primo Maggio, festa delle lavoratrici e dei lavoratori: la convocazione di un’Assemblea Nazionale Costituente, ovvero il ricorso al massimo grado del potere popolare, quello costituente. Continua a leggere

Venezuela. Dopo la debacle di Guaidò, gli Stati Uniti sanzionano anche 7 deputati dell’opposizione

Non conosce fine l’escalation delle sanzioni illegali degli Usa. Il Dipartiamento del Tesoro degli Stati Uniti ha aggiunto nella sua lista di sanzioni 7 deputati dell’opposizione venezuelana, compreso il nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale Luis Parra.

I parlamentari sanzionati dal governo degli Stati Uniti sono: Continua a leggere

Il Venezuela ha tre parlamenti. I media di guerra scelgono Guaidó (ovvero gli USA)

di Geraldina Colotti

Seguire i passi del nemico, analizzarne le strategie, serve per affinare le proprie, usando la capacità critica come l’imperialismo usa i suoi droni. Contrastare il racconto egemonico costruito dai media di guerra nei paesi capitalisti, è un’impresa titanica, almeno finché non interviene un nuovo ciclo di lotta che spazzi via la cortina di fumo e mostri un’altra visione del mondo. Tuttavia, si può (si deve) aprire qualche breccia, mostrare le insidie attraverso le quali s’insinua l’interpretazione dominante. Continua a leggere

QUANDO L’ITALIA AVEVA UNA POLITICA ESTERA

di Agostino Spataro *

1… La crisi libica (a due passi da casa nostra) e gli avvenimenti drammatici nella regione mediorientale e mediterranea orientale ripropongono la necessità di una riflessione sulla politica estera italiana per come è venuta evolvendo (?) durante questa lunga e confusa transizione in cui sono cambiati (in peggio) l’approccio, la concezione, gli obiettivi delle relazioni internazionali dell’Italia, dell’Europa verso il mondo arabo e altre regioni del Pianeta.
Con la cd. “seconda” Repubblica, si è passati dal dialogo alla sfiducia, al conflitto; con la “terza” l’Italia é quasi allo sbando, non ha più una politica estera degna di questo nome! Continua a leggere

Landini, CGIL: il raid Usa è un crimine di guerra

Bari, 24 gennaio 2019: XVIII Congresso della Cgil Nazionale
Intervento di Maurizio Landini
Simona Caleo/Cgil

Quella del 3 gennaio scorso a Baghdad è stata un’esecuzione mirata e senza alcuna copertura giuridica internazionale. Un oltraggio al ruolo e alla responsabilità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite” Continua a leggere

Livorno contro la guerra: no alle armi nel porto

Dopo l’assassinio del generale Qassem Soleimani si alzano venti di guerra in Medio Oriente. La base militare Usa Camp Darby tra Livorno e Pisa è il più grande deposito di armamenti al di fuori degli Usa. Cgil, Anpi e Arci chiamano alla mobilitazione Continua a leggere

Per il Diritto Internazionale l’azione di Trump è configurabile come atto criminale e terrorista

di Luca Cellini*

È argomento di cronaca internazionale ormai e oggetto di discussione l’uccisione del generale Qassem Soleimani avvenuta alle prime luci dell’alba del 3 gennaio 2020 quando il maggiore generale Soleimani è stato assassinato sotto il fuoco di un attacco statunitense all’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Assieme a Soleimani sono rimaste uccise altre 7 persone fra cui il capo delle Forze di Mobilitazione Popolare sciite irachene Abu Mahdi al-Muhandis. L’operazione è stata ordinata direttamente dal presidente statunitense Donald Trump, dopo conferma della CIA, senza nemmeno avvisare il Congresso statunitense. Continua a leggere

No alla guerra di Trump. L’Italia neghi l’uso delle basi militari

Mentre Salvini si congratula con Trump per l’attacco terroristico ingiustificabile sul piano del diritto internazionale, chi si riconosce nei principi della Costituzione ha il dovere di mobilitarsi perché prevalgano le ragioni della pace.

La condanna della folle iniziativa dell’amministrazione USA non può che essere senza se e senza ma. L’assassino del generale Soleimani può scatenare una guerra con l’Iran ed investire l’intero Medio Oriente incluso il Mediterraneo. L’attacco Usa, in disprezzo della sovranità dell’Iraq, colpisce anche le speranze e le lotte del popolo iracheno che in questi mesi è sceso in piazza per rivendicare la fine di una politica fondata sulle divisioni settarie e uno sviluppo democratico e misure sociali pagando un duro prezzo di sangue. Continua a leggere

Potere al Popolo: LE PAROLE NON BASTANO. 5 MISURE PER FERMARE LA NUOVA GUERRA DI TRUMP!

L’assassinio del generale iraniano Soleimani e dell’irakeno Muhandis presso l’aeroporto di Baghdad ha aperto il 2020 peggio di quanto non si fosse chiuso il 2019. Venti di guerra soffiano oggi con più forza.

Il fatto che il mandante dell’omicidio sia lo stesso presidente Trump peggiora il quadro. L’uomo che siede alla Casa Bianca non è però un folle, come spesso viene rappresentato, né è impazzito il complesso militare-industriale-finanziario statunitense che è alle sue spalle. Perseguono interessi di lunga data e lo fanno oggi in maniera più spregiudicata che in passato perché sanno che l’egemonia USA è in crisi. Continua a leggere

Pax Christi Italia a governo: “no a disponibilità di basi Usa nel nostro Paese, ritirare i soldati da Iraq”

“Gli ultimi tragici avvenimenti rischiano di travolgere non solo il Medio Oriente, ma il mondo intero in una nuova ‘avventura senza ritorno’. Il rischio di una guerra di cui è difficile prevedere sviluppi e conseguenze è tragicamente reale”. Lo scrive in un comunicato Pax Christi Italia dopo l’attacco americano che ha portato all’uccisione del generale Soleimani e la risposta iraniana. “Assistiamo allo sgretolamento delle fondamenta della convivenza internazionale. Sembra prevalere la logica del più forte, del più armato. Non possiamo accettare questo!”. Continua a leggere

Opponiamoci alle azioni di guerra. Vogliamo la pace

di Giacinto Botti e Maurizio Brotini (Direttivo Nazionale CGIL)

L’Amministrazione Trump con un atto di terrorismo, assassinando uno dei massimi esponenti militari dello stato iraniano e un comandante di milizie inquadrate nell’esercito regolare irakeno, ha di fatto dichiarato guerra all’Iran distruggendo con la violenza tutti gli sforzi diplomatici per preservare gli accordi internazionali con l’Iran, accordi che gli Stati Uniti stessi avevano denunciato e cercato di far saltare, contro la volontà della comunità internazionale, della Cina, della Russia e dell’Unione europea. Continua a leggere

SIGONELLA E’ STATA COINVOLTA O NO NELL’ASSASSINIO DEL GENERALE SOLEIMANI?

di Agostino Spataro *

Allo stato, dalle notizie circolanti, non é dato conoscere, con certezza, la verità dei fatti. Eppure, taluni sostengono che gli ordigni siano stati lanciati da un drone partito dalla base Usa di Sigonella, in Sicilia.

Su tale punto è necessario, e urgente, fare chiarezza, conoscere la posizione del governo italiano e, in particolare, del presidente del Consiglio visto che non appaiono convincenti le colorate smentite su FB del ministro degli Affari esteri e nemmeno quelle più seriose del ministro della Difesa. Continua a leggere

La vergogna degli F35.

È rimasto solo il Papa a denunciare l’ipocrisia dei “paesi europei che parlano di pace e vivono delle armi”?

di Sergio Bassoli

Indigeribile ma vero, l’Italia ha confermato l’acquisto di altri 27 cacciabombardieri F35, per un costo di circa 130 milioni di euro per unità, con un costo complessivo a carico delle casse statali di 3,5 miliardi di euro. A questo farà seguito il completamento del programma, con un costo complessivo di 50 miliardi di euro, per avere una flotta di novanta aerei con capacità di trasporto di bombe nucleari. Continua a leggere

Dal luglio 1960 al 12 dicembre 1969. La lunga incubazione della strategia della tensione.

di Saverio Ferrari

Si è soliti dire che la “strategia della tensione” ebbe inizio con la strage di piazza Fontana. In realtà la volontà di colpire a morte gente inerme partì ben prima. Già tra l’8 e il 9 agosto 1969 ben dieci bombe, seppur artigianali, erano state collocate su altrettanti treni lungo la penisola. Ne scoppiarono otto ferendo leggermente dodici persone. Il 25 Aprile altri due ordigni erano stati piazzati a Milano al padiglione della Fiat, a Fiera Campionaria aperta, e alla Stazione Centrale. Nel primo caso venti persone riportarono ferite, nel secondo ci furono solo danni. Continua a leggere

Make UK great again

di Pierluigi Fagan

Il sentiment medio britannico è chiaro: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Il gioco che si fa duro è il mondo complesso che sarà sempre più complesso, i duri sono tutti i Paesi in grado di giocare il gioco. L’essere in grado premette ovviamente l’assenza di legami formali che impediscono la libera azione e consegue la necessità di avere più punti di forza che di debolezza per giocarsi la partita.

J. Corbyn ha dato una interpretazione sostanzialmente ambigua di questo sentiment promettendo altri mesi o anni di incertezza ed ha perso con percentuali che non si vedevano da decenni. B. Johnson ha incarnato appieno questo sentiment ed ha avuto una maggioranza che non si vedeva da qualche decennio. Al momento il mandato è forte tanto quanto vago, ma le due cose sono spesso abbinate in politica, specie nelle transizioni. Continua a leggere

CENSURA PREVENTIVA/LIBERTA’ DI STAMPA: L’intervista al Presidente Assad non trasmessa dalla RAI – VIDEO

Il colloquio tra Monica Maggioni e il presidente siriano sarebbe dovuto andare in onda entro il 9 dicembre. Cosa è successo? L’irritazione di Damasco e il dibattito sui media arabi

Era tutto predisposto per la messa in onda su RaiNews dell’intervista fatta da Monica Maggioni al presidente siriano Bashar al-Assad ma, nel giro di meno 24 ore, tutto è saltato, ovvero l’intervista non è stata trasmessa. Lo apprende l’AGI in merito alla vicenda che sta assumendo sempre più i contorni di un giallo e ha suscitato l’irritazione del governo di Damasco. La presidenza siriana aveva affermato che, se il servizio non andrà in onda entro lunedì 9 dicembre, come sarebbe stato concordato tra le parti, verrà trasmesso comunque sui media siriani. Continua a leggere

Thomas Sankara: ritrovato il video del suo straordinario discorso alle Nazioni Unite.

Alle Nazioni Unite avevano “smarrito” il video dello straordinario discorso di Thomas Sankara di cui trascriviamo di seguito il testo.

Per anni e anni si è fatto di tutto, dopo averlo eliminato fisicamente, perché di Thomas Sankara non rimanesse traccia, se ne perdesse ogni memoria.

Si voleva l’oblio sulla più grande speranza mai sorta in Africa, su di un’idea di politica come servizio alla felicità di tutti, sull’uomo che per primo, profeticamente, denunciò la nascita del più grande e odioso dei poteri, quello finanziario e sul pericolo di una nuova schiavitù globale. Quella finanziaria. Continua a leggere

Maduro ha denunciato che la mafia dell’oro ha contatti con Américo De Grazia, da qualche giorno esule in Italia.

Foto Ansa

Lunedì scorso, l’ On.Ferdinando Casini è atterrato a Roma con un volo dal Venezuela, da dove ha riportato in Italia due parlamentari venezuelani (con doppio passaporto) che si erano rifugiati nell’Ambasciata italiana a Caracas circa 7 mesi fa, dopo che era stata loro sospesa l’immunità parlamentare. Continua a leggere

Da Harvard a Cambridge. Oltre 100 esperti smentiscono ogni broglio elettorale in Bolivia

Evo Morales è il presidente legittimo. Il resto è narrazione golpista

“Chiediamo che le istituzioni e i processi democratici della Bolivia siano rispettati”. Recita così il manifesto firmato da oltre 100 esperti internazionali in economia e statistica, che fanno “un appello all’OSA affinché ritiri le sue dichiarazioni fuorvianti sulle elezioni, che hanno contribuito al conflitto politico e sono state una delle ‘giustificazioni’ più utilizzate per portare a compimento il colpo di Stato militare”. Continua a leggere

Palestina – 42esima Giornata Onu di solidarietà. L’Onu celebra i propri misfatti.

di Andrea Vento

Il 29 novembre di ogni anno l’Onu celebra la Giornata di solidarietà verso la Palestina e quest’anno siamo giunti alla 42esima edizione. Una iniziativa importante soprattutto in questo periodo in cui il popolo palestinese vive forse una delle fasi più difficli della propria storia recente, visto che la Striscia di Gaza è ormai sotto un feroce embargo dal 2007 che priva i suoi 2 milioni di abitanti di medicine, cibo, energia e quant’altro necessario per una vita dignitosa e dall’altro la Cisgiordania, sotto occupazione militare dal giugno del 1967, è oggetto di un inarrestabile processo di colonizzazione e sottrazione di terre con Gerusalemme est che  è stata annessa unilateralmente da Israele contro le norme del diritto internazionale ma con il riconoscimento dell’amministrazione Trump. Continua a leggere

I dannati: girone latinoamericano.

di Rodrigo Rivas

Va tutto benissimo signora marchesa.

Ma, ecco, bisogna che vi dica signora marchesa,

che venendo a sapere di essere rovinato,

non appena si ricuperò della sua sorpresa,

il signor marchese si è suicidato.

Dopo avere accatastato i suppellettili ha rovesciato le candele e dato fuoco a tutto il castello

che si è consumato dal basso in alto.

E, poiché il vento soffiava, l’incendio si è propagato velocemente alle scuderie e,

in un attimo,

la vostra giumenta è morta.

Ma, oltre questo, signora marchesa, va tutto benissimo,

tout va très bien”.

Ray Ventura et ses collégiens, “Tout va très bien, Madame la marquise”, 1935

 

*** Continua a leggere

Perché sulla Bolivia è calato il silenzio

di Gennaro Carotenuto

Il golpe in Bolivia, con l’appoggio del sistema mediatico, ha abbattuto una dittatura che esisteva solo nelle fake news, ed è stato costruito per rappresentarsi come istituzionale e democratico, anche se “golpe democratico”, tanto più con i morti in strada e l’UNHCR che accoglie i rifugiati, è un ossimoro irricevibile.

Riassumiamo molto sinteticamente. La prima parte è stata costruita a partire dalla stigmatizzazione, distruzione dell’immagine, demonizzazione di Evo Morales, trasformato (qui la sua character assassination) in una specie di mostro for export, l’autocrate, il narcoindio (se non è razzista l’espressione “narcoindio”…). Rappresentato Evo Morales come il nuovo male assoluto, il secondo passaggio è stato far passare un governo legittimo come illegale (i presunti brogli che, nella sua preveggenza, la OEA ha denunciato da prima che accadessero e smentiti da fonti ben più autorevoli) e liberarsene con la violenza. Era il golpe che non c’è, almeno per i grandi media. Continua a leggere

L’odio verso l’indio. Alvaro Garcia Linera spiega le radici razziste del golpe in Bolivia

Pubblichiamo la traduzione di un articolo di Alvaro Garcia Linera, vicepresidente della Bolivia ora in esilio con Evo Morales in Messico. 

Come una densa nebbia notturna, l’odio percorre voracemente i quartieri della classe media urbana tradizionale boliviana. Rossi gli occhi di ira. Non gridano ma sputano, non reclamano, ma impongono. I loro canti non sono di speranza e fratellanza, ma di disprezzo e discriminazione contro gli indigeni. Montano sulle loro moto o SUV e all’ uscita dei locali del divertimento notturno o delle università private vanno a caccia degli indigeni sollevati, rei di avergli tolto il loro potere. Continua a leggere

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