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Questo tag è associato a 746 articoli.

Giovanni Arrighi, “Adam Smith a Pechino” (parte prima)

di Alessandro Visalli

L’ultimo libro di Giovanni Arrighi[1] conclude un lungo percorso nel quale il sociologo ed economista italiano passa dall’adesione al marxismo e vicinanza all’operaismo, alla svolta sistemica degli anni ottanta, quando insieme ad altri si sforza di generalizzare il punto di vista della ‘teoria della dipendenza[2], che aveva contribuito a fissare nel decennio precedente insieme a Gunder Frank[3] e Samir Amin[4], in una teoria molto più comprensiva dei “sistemi mondo[5]. In questo sforzo Arrighi, lavorando sulla traccia di Braudel e in associazione a Immanuel Wallerstein[6], tenta di produrre delle generalizzazioni feconde. Ovvero teorie e modelli in grado di gettare una luce nuova sul passato ed il presente, ed immaginare possibili futuri. La sua fama diventa larga dalla pubblicazione de “Il lungo XX Secolo[7] nel 1994, e poi di “Caos e governo del mondo[8], con Beverly Silver, nel 1999, ma le sue prime pubblicazioni sono sul sottosviluppo in Africa[9], quindi alcuni studi di diretta ispirazione marxista sull’imperialismo[10], alcuni studi sul mezzogiorno italiano[11], e relativi alla svolta[12]. Continua a leggere

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La “guerra dei dazi” è solo all’inizio

di Claudio Conti (da contropiano.org)

L’emersione di una certa classe politica è sempre l’indice di una “necessità storica”, non uno scherzo del destino cinico e baro. Anche e forse soprattutto quando questa classe politica è “impresentabile” secondo i canoni politically correct della fase che si è chiusa.

Vale per i Salvini e le Meloni, vale a maggior ragione per Donald Trump o Boris Johnson. Se Stati Uniti (l’imperialismo in crisi) e Gran Bretagna (l’imperialismo dominante fino a metà Novecento) si sono ridotti a far salire sul trono temporaneo personaggi del genere è perché questi pagliacci – in modo sicuramente miope e contorto – rappresentano un’esigenza neanche tanto confusa di “cambiamento” rispetto al tran tran precedente. Continua a leggere

Ugo Giannangeli: “La legalità quale strumento dell’apartheid” nella Palestina israeliana.

PALESTINA E LIBERTA’ DI ESPRESSIONE: Dibattito del 26 settembre 2019 al Circolo della Stampa di Trieste con Stephanie Westbrook, David Cronin e Ugo Giannangeli.

Trascrizione dell’intervento di Ugo Giannangeli: “La legalità quale strumento dell’apartheid”.

Il titolo dell’argomento a me assegnato è manifestamente paradossale, provocatorio, ermetico. L’ apartheid è un crimine contro l’umanità secondo la Convenzione internazionale del 1976 e l’articolo 7 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. La legalità non può essere al servizio del crimine e suo strumento. Una legge o una sentenza sì: la sentenza si adegua alla legge e la legge nazionale non si adegua al diritto internazionale. Si crea così quella figura che, con un ossimoro, potremmo definire “crimine legale”. In epoca di sovranismo e di populismo giuridico e politico Israele ha gioco facile e c’è da chiedersi se non abbia avuto un ruolo decisivo nella degenerazione della complessiva situazione politica e giuridica. La domanda è retorica perché io credo, e non sono il solo, che certamente ha avuto un ruolo rilevante. Continua a leggere

Ernesto Che Guevara, “Discorso di Algeri”, 24 febbraio 1965

di Alessandro Visalli

Snodi.

Il 24 febbraio 1965 ad Algeri, ad un’importante conferenza afro-asiatica, Ernesto Che Guevara[1] pronunciò un forte discorso[2] che probabilmente finirà per mettere in moto gli eventi che gli costeranno la vita. In esso, dopo gli scontri che si erano verificati nei cinque anni precedenti nel governo cubano intorno alla linea dello sviluppo industriale, il rivoluzionario argentino esortò con la sua tipica determinazione i popoli sottosviluppati a combattere contro colonialismo, neocolonialismo e imperialismo, che per svilupparsi ne determinano il sottosviluppo[3]. Continua a leggere

LA NATO DIETRO L’ATTACCO TURCO IN SIRIA

di Manlio Dinucci

Germania, Francia, Italia e altri paesi, che in veste di membri della Ue condannano la Turchia per l’attacco in Siria, sono insieme alla Turchia membri della Nato, la quale, mentre era già in corso l’attacco,  ha ribadito il suo sostegno ad Ankara. Lo ha fatto ufficialmente il segretario generale della Nato Jean Stoltenberg, incontrando l’11 ottobre  in Turchia il presidente Erdoğan e il ministro degli esteri Çavuşoğlu. Continua a leggere

La brutalità dell’aggressione turca nei confronti del popolo curdo del Rojava e l’ipocrisia delle potenze occidentali

di Giuseppe Riccobono

Desta grande sconcerto quanto sta accadendo alle porte di casa nostra, oggi alle soglie del baratro ambientale che dovrebbe vedere tutti i popoli del mondo impegnati in una fraterna e solidale collaborazione, un paese potente, fortemente militarizzato e autoritario aggredisce con metodi di sterminio un popolo che ha fatto della lotta all’intolleranza e alla violenza cieca dell’estremismo religioso e nazionalistico il carattere stesso della sua coesione. E più grande sgomento ancora suscita l’indifferenza se non il consenso appena dissimulato da dichiarazioni di moderazione, e per questo ancora più ipocrita e spregevole, delle grandi potenze occidentali che vantano il ruolo di guida della civiltà e del progresso. Continua a leggere

Ecuador: le radici della sollevazione amerindia contro Lenin Moreno

di Andrea Vento

La sollevazione popolare scoppiata il 3 ottobre in Ecuador a seguito dell’approvazione da parte del presidente Lenin Moreno del Paquetazo, il pacchetto di misure economiche daraconiane imposto dal Fmi a seguito della concessione nel marzo scorso di un prestito di 4,2 miliardi di dollari, rappresentano l’inevitabile conclusione di un percorso iniziato negli anni precedenti. Dopo 10 anni di presidenza di Rafael Correa, venne individuato dal partito di sinistra, Alianza Pais, proprio Lenin Moreno come suo successore con l’onere di proseguire la “revoluciòn ciudadana“, inaugurata dallo stesso Correa oltre un decennio prima. Continua a leggere

Siria Martoriata

di Ali Rashid

Sono molti anni che la “guerra” dilania la Siria. Ha seminato morte, distruzione immane, lo sfollamento di più della metà della popolazione all’interno del territorio nazionale e oltre confine, la distruzione difensiva di un patrimonio storico e culturale di tutta l’umanità e lo smembramento di un tessuto sociale, frutto di migliaia di anni di convivenza. Una storia simile a quella avvenuta in Iraq poco prima continua fino ai nostri giorni, con la differenza che nel caso iracheno fu una coalizione internazionale guidata dagli USA “fuori dalla legalità internazionale” ad assumere la responsabilità dell’invasione del paese “con motivazioni risultate in seguito false”. Continua a leggere

Non dimentichiamo che anche le guerre e il complesso militar industriale uccidono il clima – oltre ai popoli! *

di Angelo BaraccaMarinella Correggia

Ci fu chi parlò di «seconda superpotenza mondiale»: il 15 febbraio 2003 milioni di persone scesero in piazza in quasi tutti i paesi del pianeta, simultaneamente, per dire no alla guerra di Bush Blair e valvassori contro l’Iraq, «no alla guerra per il petrolio e per gli affari». Quell’esperienza di rivolta pacifica planetaria, epica ma senza successo (non fu fermata nemmeno una bomba), non si è ripetuta in occasione di successive guerre di aggressione diretto o per procura, né per altre emergenze, ambientali e sociali. Continua a leggere

La responsabilità ambientale e il cetriolo.

di Tonino D’Orazio – 21 settembre 2019.

Una giornata quella del 20 settembre emozionante e falsata. L’importante è mai tassare gli imprenditori che inquinano. La rivolta dei Gilets Gialli era partita da 10 centesimi/litro di benzina/nafta non dovuti perché non si ritenevano direttamente responsabili. Se non si cambia sistema di società, e sappiamo che “non ci sono alternative”, è tutto, quasi, inutile, se non risibile. Non può essere la globalizzazione finanziaria mondiale a proporre di modificare se stessa, né la politica che non conta più niente. Continua a leggere

LA TERZA ESPANSIONE DELLO ZAPATISMO

di Raúl Zibechi

In Brecha, 23 agosto 2019

Malgrado siano circondati dall’Esercito messicano, le basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) sono riuscite a rompere l’accerchiamento militare, mediatico e politico che gravava sopra di loro. In un comunicato del 17 agosto, firmato dal subcomandante Moisés, indigeno divenuto il portavoce del movimento zapatista dopo la ‘morte’ simbolica di Marcos, dalle montagne del sud-est messicano viene annunziata la creazione di sette nuovi caracoles (vedi sotto) e quattro municipi autonomi, che si chiameranno da ora in avanti «centri di resistenza autonoma e ribellione zapatista». Continua a leggere

Incredibile e pericoloso. Tre fondi indicizzati controllano tutte le US corporation

di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**

Le grandi istituzioni economiche, come il Financial Stability Board e il Fmi, alla fine hanno dovuto ammettere che il sistema finanziario non bancario, ufficialmente chiamato “shadow banking”, ha surclassato il tradizionale sistema bancario nella gestione del risparmio e degli investimenti finanziari.

Un recente paper “The specter of giant three”, preparato da due professori americani, Lucian Bebchulk e Scott Hirst, e pubblicato dalla rinomata Harvard Law School University di Cambridge, Massachusetts, analizza in dettaglio il ruolo dominante degli exchange trade funds (etf) nel variegato e sempre meno controllato mondo della finanza. Continua a leggere

Rodrigo Rivas: “Settembre ricordi sparsi”

SANTIAGO, CHILE: 11 September 1973 Bombardamento del Palazzo de la Moneda

Rodrigo Rivas è un intellettuale cileno che da neolaureato ha collaborato con il Governo di Unidad Popular presieduto da Salvador Allende. Dopo il cruento Gople di Pinochet dell’11 settembre 1973, braccato, come molti altri attivisti politici, sindacali e semplici sostenitori della sinistra dagli sgherri del golpista, è riparato, insieme a molti altri, nell’ambasciata italiana, dalla quale grazie all’impegno diplomatico è riuscito a raggiungere l’Italia e ad ottenere l’asilo politico e a rifarsi una vita. Nel nostro paese ha fornito, e continua a farlo ormai alla soglia dei 70 anni splendidamente portati, un importante contributo alla crescita culturale e alla formazione di varie generazioni di giovani che hanno studiato i suoi numerosi libri e hanno beneficiato delle sue lezioni.

Raccogliamo, come coordinamento del Giga in qualità di estimatori e conoscenti, questi suoi ricordi sparsi relativi ad un mese, quello di settembre, che in lui suscitano ancora forti emozioni  seppur ormai risalgano agli inizi degli anni ’70.

Per coloro che fossero interessati a seguire i suoi illuminanti contributi scritti consigliamo di seguire il suo blog. http://rodrigoandrearivas.com/

 

Il Coordinamento del Giga – Gruppo Insegnati di Geografia Autorganizzati Continua a leggere

Crisi: l’autunno infinito dell’emisfero boreale

di Gabriele Giorgi

Le estati sono sempre più calde, iniziano a primavera e intaccano gli autunni. Anche le crisi anticipano l’andamento stagionale e si propongono ormai nel mezzo del solleone.

Ben prima di settembre, le piogge torrenziali e piangenti si scaricano sulla terra, non più nuda e triste, ma fremente, come alle soglie di un’eruzione.

Il rumore di fondo della crisi è permanente e ubiquo e gli epifenomeni locali, nazionali, continentali sono soltanto manifestazioni del crollo imperiale (o del paradigma?) e del riassestarsi provvisorio delle sue zolle in frizione, quelle più vicine e quelle più lontane, che interagiscono mutuamente e sollecitano altre crepe interne ed esterne. Il sommovimento è giunto ad uno stadio che si autoalimenta e che continuerà fino a che un nuovo equilibrio (o nuovo paradigma?) sarà raggiunto. Continua a leggere

Alessandro Visalli: Una rilettura de “Il capitale monopolistico” di Paul Baran e Paul Sweezy.

di Alessandro Visalli

Il libro del 1966, “Il capitale monopolistico” è il punto culminante della riflessione teorica di Paul Baran, che sfortunatamente muore improvvisamente a soli 55 anni nel 1964, e di Paul Sweezy, che gli sopravviverà quasi quaranta anni, continuandone il lavoro e portandolo avanti. Sweezy è stato fino al 2004, l’anno della morte, un grande punto di riferimento degli studi marxisti, soprattutto attraverso il suo lavoro con Leo Huberman nella rivista “Montly Review”. Si trovò ad esempio a dire, in una intervista a Chistopher Phelps in occasione dei suoi novanta anni, e quindi a metà 2000:

“Stiamo registrando un nuovo esercizio di tendenza del capitale a trasferirsi non tanto verso la produzione di beni e servizi utili, quanto verso la manipolazione del denaro, della speculazione, naturalmente per produrre altro denaro senza l’intermediazione del processo di produzione. Il che conduce direttamente ad una crescita incredibile del debito, allo sviluppo sfrenato dei mercati finanziari e delle bolle speculative. Stupefacenti i limiti raggiunti dal fenomeno, che appare destinato a provocare una sua propria forma di crollo, ma che sarà di tipo completamente nuovo rispetto alle crisi del passato”. Continua a leggere

ALBERTO BRADANINI – CINA, DAI DAZI ALLA NUOVA VIA DELLA SETA

CRESCERE INFORMANDOSI intervista ALBERTO BRADANINI, presidente del Centro studi sulla Cina contemporanea, nonchè Ambasciatore italiano in Cina dal 2013 al 2015, per fare il punto sulla potenza asiatica oggi alla luce dei dazi imposti dagli USA e della nuova “Via della seta”. Continua a leggere

Primo giorno di scuola in Yemen. Lezioni negli edifici sventrati dalle bombe. Onu: Usa, GB e Francia complici nei crimini di guerra in Yemen

(Asiablog.it) — In Yemen il nuovo anno scolastico è iniziato lunedì 2 settembre. Molti bambini sono rientrati in istituti danneggiati dalle operazioni belliche, come dimostrano una serie di fotografie scattate da Ahmad Al-Basha durante il primo giorno del nuovo anno scolastico in una scuola sventrata da un bombardamento a Taez, la terza città del Paese mediorientale.

La guerra civile in Yemen, combattuta tra ribelli sciiti Huthi e forze governative sostenute dai regimi sunniti dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, prosegue da oltre quattro anni. Nel caos del conflitto anche al-Qāʿida nella Penisola Arabica (AQAP) ha preso le armi e controlla porzioni di territorio nella parte centrale del Paese arabo. Le vittime, secondo le stime, sono tra 6.782 e oltre 70.000Secondo Save The Children, circa 85.000 bambini potrebbero essere morti di fame.

Un rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onupubblicato in questi giorni denuncia una lunga serie di crimini, tra i quali i bombardamenti indiscriminati, gli assassinii e le detenzioni arbitrarie, le torture e la violenza sessuale.

Inoltre il rapporto mette in luce il coinvolgimento nel conflitto anche di diverse potenze occidentali, come Stati UnitiGran Bretagna e Francia che avrebbero fornito armamenti in modo indiscriminato, ma anche sostegno logistico e d’intelligence alla coalizione a guida saudita, responsabile della morte di migliaia di civili e accusato di aver affamato la popolazione civile come tattica di guerra.

L’ultimo massacro di civili del quale si è a conoscenza è avvenuto il 1° settembre, quando un raid aereo saudita avrebbe colpito un istituto di detenzione uccidendo un numero imprecisato di persone, secondo quanto riportato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa.

Asiablog.it

SOTTO ZERO. Scenari controversi: quanto positivi possono essere i tassi negativi?

di Francesco Cappello

Pro e contro il tasso negativo. Un mondo capovolto

Accendere un mutuo a tasso negativo significa che sarai tenuto a rimborsare un pò meno del capitale preso in prestito! Vi sareste mai aspettati che una Banca privata potesse proporre alla propria clientela mutui a 10 anni a tasso fisso negativo come ha cominciato a fare Jyske Bank (- 0,5%) che peraltro non è sola in questa apparente follia. Nordea Bank, ad esempio, vi permette la stipulazione di mutui per acquisto casa a 20 anni, allo 0% e prestiti con tassi negativi fino a 30 anni! Continua a leggere

Ricordando Immanuel Wallerstein

di Italo Nobile

Dopo quella di Andrè Gunder-Frank (2005), di Giovanni Arrighi (2009), di Hosea Jaffe (2014) e di Samir Amin (2018), la morte di Immanuel Wallerstein in un certo senso mette un punto fermo alla questione a cui tutti questi autori hanno tentato di dare una risposta. E la questione è se sia ormai il caso di guardare al mondo geograficamente, storicamente e socialmente inteso come un tutto interconnesso. Continua a leggere

Classe, Stato e Nazione. Che fare?

Le classi sfruttate dei paesi del “Nord” devono allearsi con gli sfruttati di tutto il mondo e combattere i rispettivi imperialismi

Su gentile concessione dell’Autore, traduciamo il contributo di Alan Freeman alla 14ª conferenza annuale dell’Associazione Mondiale per la politica economica del 19 Luglio 2019.

Il titolo della conferenza è “Class, State and Nation”. Il mio titolo è “Che fare?”, rubato a Lenin, ma in un momento storico come questo è la questione cruciale. Continua a leggere

Tra Salvini e Open society: il futuro dell’anticapitalismo nell’inverno della sinistra

Unione europea, questione nazionale e migranti hanno scavato l’ennesimo solco nella sinistra radicale. Eppure questo decennio di contrapposizione (esclusivamente) intellettuale lascia dietro di sé macerie su cui costruire ben poco. Non saremo forse di fronte a false flags su cui ci accaniamo in assenza di lotte di classe dal basso? Favorito dalla chiacchiera social, ben presto il confronto è scaduto sul piano della scomunica: “rossobruni” contro “dirittoumanisti” è l’unico terreno di confronto, il punto di mediazione è l’anatema vicendevole. Siamo davvero sicuri che da ciò potrà nascere qualcosa di fecondo nella piccola ridotta dell’anticapitalismo italiano? È lecito dubitarne. Continua a leggere

Il G7 approfitta degli incendi per provare a internazionalizzare l’Amazzonia?

di Aram Aharonian *

I terribili incendi che già hanno devastato quasi mezzo milione di ettari di selva amazzonica in Brasile hanno acceso il fuoco anche alla riunione del Gruppo dei Sette in Francia e hanno bruciacchiato, e lasciato in condizioni critiche, anche il trattato di libero commercio firmato recentemente tra l’Unione Europea e il Mercosur.

Paradossalmente, la vigliacca arrendevolezza dei governi neoliberisti del Mercosur ha salvato la riunione dei sette paesi capitalisti più industrializzati (Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna e Giappone) e ha dato una bella mano al presidente francese Emmanuel Macron per rilanciarsi come figura internazionale “a difesa dell’ambiente”. Continua a leggere

Venezuela. Alla fine del 2019 si dovrà raggiungere l’obiettivo di 3 milioni di case.

La Gran Mision Vivienda è la miglior risposta al bocco economico criminale voluto da Trump. Intervista a Ildemaro Villarroel, ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa

“Stiamo surfando nella tormenta, cercando l’onda più grande”. Il ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa, Ildemaro Villarroel, riassume con questa immagine la situazione in cui si trova il suo paese dopo il blocco economico-finanziario imposto da Trump e la minaccia di una “quarantena” che chiuderebbe l’accesso ai porti. Colto, inclusivo e preciso, Villarroel apre la riunione numero 28 dell’Organo Superior de Vivienda y Habitat. Un importante appuntamento di bilancio, trasparente e prospettico, che illustra lo sviluppo della Gran Mision Vivienda Venezuela sia al paese che agli ospiti internazionali. Continua a leggere

La maledetta ossessione di Trump per il Venezuela mette a rischio la pace mondiale

Il Venezuela è un grande paese, con il quale la natura è stata generosissima dal punto di vista naturale e paesaggistico, oltre che per la proverbiale bellezza dei suoi abitanti (vengono da qui una buona parte delle vincitrici di miss mondo e miss universo), con risorse minerarie ingenti e un popolo davvero forte e consapevole, che rappresenta la sua più ingente ricchezza.

Grazie a Hugo Chàvez e ai suoi seguaci, poi, da una ventina di anni il Venezuela è di fatto alla guida dei paesi non allineati e di un variegato movimento mondiale per la liberazione dei popoli dall’oppressione sociale e politica che deriva dall’imperialismo Usa. Eppure tutto questo non spiega a rigore di logica la maledetta ossessione dell’attuale inquilino della Casa Bianca per il paese di Simon Bolivar e per i suoi attuali legittimi governanti, che Trump vuole rovesciare a qualunque costo, come si è visto. Continua a leggere

MESSICO: L’esercito zapatista di liberazione nazionale rompe l’accerchiamento. Il Comunicato

COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDO GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

cambiailmondo2012@gmail.com

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