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Succede in Europa. La rassegna settimanale de “Il Salto”

Succede in Europa. Ma in Italia non se ne parla. Rassegna

Dal discorso storico di Corbyn di questa settimana alle negoziazioni di governo in Germania. Intanto Emmanuel Macron vuole cambiare l’Europa. In Ungheria Orban pensa di costruire un altro “muro” lungo il confine con la Romania. E la Commissione ammette che la politica migratoria di Bruxelles è fallita: meglio puntare sui corridoi umanitari. Tutte le notizie che non sono arrivate in Italia. La rassegna de ilSalto.

POLITICA

Jeremy Corbyn vs Theresa May. Mercoledì, il leader del partito laburista, Jeremy Corbyn ha tenuto un discorso chiave, a Brighton, in occasione della conferenza annuale del Labour (The Guardian). Corbyn ha affermato che il proprio Governo ombra è pronto a sostituire l’Esecutivo conservatore di Theresa May. Inoltre, ha difeso con vigore il manifesto del suo partito che prevede, dopo tanti anni, il ritorno a politiche economiche di nazionalizzazione di servizi chiave dell’economia nazionale e la difesa dello Stato sociale. Si tratta di una svolta storica per il Labour che sembra superare definitivamente la “terza via” di Tony Blair. Inoltre, Corbyn ha attaccato la politica sulla Brexit dei Conservatori e ha affermato che il partito laburista vuole un Regno Unito all’interno dell’Unione doganale europea.

Il giorno seguente, il Primo ministro Theresa May ha risposto indirettamente al leader di Chippenham, nel corso di un intervento presso la Banca centrale inglese. May, di fronte a parole quali “socialismo” – pronunciate da Corbyn durante il discorso di Brighton – ha affermato che i mercati sono lo strumento più potente di sviluppo dell’uomo moderno. Il discorso del Primo ministro ha segnalato un cambio di tono importante da parte dei Conservatori che, solo un anno fa, cavalcavano una retorica “comunitarista” di destra (The Guardian). Nel suo discorso, May ha anche sottolineato quanto il settore finanziario britannico sia il fiore all’occhiello del Paese e che il protezionismo va combattuto. La svolta dei Tory può essere spiegata parzialmente con il fatto che alcuni consulenti di May – tra cui Nick Timothy – hanno lasciato il loro incarico dopo la “sconfitta elettorale relativa” dello scorso giugno (The Guardian #2).

Post-elezioni in Germania. Dopo la batosta elettorale subita domenica scorsa, è tempo di ristrutturazione per il Partito socialdemocratico tedesco (Spd). Andrea Nahles ,ex ministro del Lavoro nello scorso Gabinetto Merkel, è stata eletta capogruppo al Bundestag. Intanto Schulz è stato attaccato dall’ex Cancelliere, Gerhard Schröder, secondo il quale la Spd ha smarrito le proprie competenze in ambito economico. L’ex sindaco di Amburgo, Klaus Dohnanyi, ha affermato apertamente che “Schulz dovrebbe rassegnare le dimissioni” (Die Zeit).

Merkel ha iniziato a dialogare con il Partito liberale (FDP) di Christian Lindner e i Verdi. Una coalizione giamaicana è l’esito più probabile del voto tedesco (Reuters). Anche se, sia l’Fdp che i Verdi stanno mettendo in chiaro che non intendono cedere molto rispetto alle linee rosse, tracciate durante la campagna elettorale. Uno degli snodi nevralgici delle negoziazioni sembra essere l’introduzione di una quota fissa per il numero di rifugiati da accogliere annualmente nel Paese (Die Welt). Sebbene una nuova coalizione istituzionale tra Cdu e Spd sia stata scartata subito dopo il voto da parte di Martin Schulz, recentemente ci sono stati segnali di apertura da parte dei socialdemocratici. Ma la condizione per un proseguimento della così detta “Groko” (“Große Koalition”, “grande coalizione”)è piuttosto irrealistica: Angela Merkel dovrebbe rinunciare al Cancellierato (Faz).

Intanto, Wolfgang Schäuble, ha dato il suo accordo a lasciare in mano ai liberali il Ministero delle Finanze e diventerà Presidente del Bundestag. La mossa serve a facilitare le negoziazioni tra i Partiti. Ma la partenza di Schäuble solleva nuovi interrogativi sui prossimi mesi di politica europea. Tutti gli esperti internazionali concordano sul fatto che la politica tedesca a Bruxelles si sposterà ancora di più a destra.

Proprio per questo motivo Atene “trema”. Il taglio del debito paventato a fine 2016, appare sempre più improbabile. E il Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha detto che il Governo greco deve velocizzare il processo di riforme se intende uscire dal salvataggio entro l’estate del 2018, come previsto (Euractiv). Mentre Syriza cerca di salvaguardare l’attrattiva del Paese agli occhi degli investitori internazionali (Ekathimerini), il Partito conservatore, Nuova Democrazia, si sta affermando come prima forza nei sondaggi.

Martedì, il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha tenuto un lungo discorso presso la prestigiosa università Sorbona, di Parigi. Macron ha parlato per più di un’ora e ha esortato i leader politici di tutta Europa di prendere in mano il destino del Continente. Le parole del Presidente sono arrivate a soli due giorni di distanza dal voto tedesco. Il leader del movimento La Repubblique en Marche (Lrem) sa bene che il risultato oltre Reno non faciliterà il processo di riforme. Nonostante ciò, Merkel ha strizzato l’occhiolino a Macron. Intanto, la Banca centrale europea ha appoggiato il Presidente francese (Handelsblatt)Oggi i capi di Governo dei Paesi Ue si incontrano a Tallin per un meeting sul digitale, ma sicuramente sfrutteranno l’occasione per chiarire gli scenari futuri del’Unione (Eu Council).

Inoltre, in concomitanza con le elezioni politiche in Germania, proprio in Francia, domenica si è votato per il rinnovamento del Senato. Lrem ha ottenuto un risultato basso rispetto alle aspettative. Anche gli indici di popolarità di Macron sono in costante calo. Lo scenario più probabile in Europa, a questo punto, è che si trovi un compromesso franco-tedesco per facilitare l’integrazione in materie quali sicurezza interna e difesa. Settimana scorsa, poco prima delle elezioni in Francia e Germania, il Primo ministro francese, Edouard Philippe ha fatto visita ad Angela Merkel a Berlino.

Settimana scorsa, sindacati e partiti dell’opposizione francese sono scesi in piazza per protestare contro la riforma del mercato del lavoro che il Presidente Macron sta realizzando a suon di decreti. Nel corso di settembre, circa 500mila persone hanno sfilato per le strade del Paese. E mentre il Front National mantiene un profilo basso, il movimento La France insoumise di Jean Luc Ménlanchon si sta imponendo come principale forza di opposizione nel Parlamento e nelle strade.

Succede a Est. La Polonia continua a giocare al “bastian contrario” in Europa. Dopo aver proceduto all’approvazione di una legge controversa che riduce l’indipendenza dell’organo giudiziario, Varsavia ha chiesto a Berlino di provvedere a compensazioni multi-miliardarie per i danni della Seconda Guerra Mondiale. Ma Bruxelles sembra aver deciso di procedere duramente contro il più importante Paese dell’Est Europa. In Ungheria, il Primo ministro Viktor Orban, ha fatto partire una seconda campagna di diffamazione contro il miliardario George Soros e sta pianificando una nuova barriera da far costruire lungo il confine con la Romania (Handelsblatt)

Dopo le elezioni tedesche, a metà ottobre sono previste le elezioni politiche in Austria. La campagna elettorale vede sfidarsi il Cancelliere uscente socialdemocratico, Christian Kern e il rampollo conservatore, Sebastian Kurz. Kurz, già ex-Ministro degli Affari Esteri, a soli 31 anni potrebbe diventare il più giovane Cancelliere della storia recente europea. Come in Germania, anche la campagna elettorale austriaca si gioca molto sul tema dell’immigrazione e della crisi dei rifugiati. Kurz, che è dato in vantaggio rispetto al Cancelliere Kern, vuole ridurre drasticamente gli ingressi nel Paese. Nel corso delle scorse settimane, le autorità austriache hanno anche creato nuovi posti di blocco lungo il confine orientale con la Slovenia.

 

SUCCEDE A BRUXELLES

La Commissione europea sta rivedendo le proprie politiche migratorie e sembra dare spago alle forze conservatrici sparse per il Continente. Più nel dettaglio, la Commissione si sta allontanando dalla filosofia della “ricollocamento obbligatorio” dei migranti da Grecia e Italia verso gli altri Paesi, favorendo invece un sistema di incentivi per i Paesi che permettono ai migranti di arrivare direttamente dall’Africa. Il Commissario europeo alle migrazioni, Dimitris Avramopoulos, in un tweet, ha invitato a lavorare alla costruzione di corridoi umanitari legali per evitare che i migranti prendano la strada dei trafficanti. Il problema è che il cambio di strategia è stato costruito sul fallimento dell’accordo per la “distribuzione dei rifugiati” dei rifugiati precedente. Nel 2015 i Paesi dell’Ue si erano accordati per trasferire da Roma e Atene 100mila migranti verso altre destinazioni europee. Per colpa della reticenza dei vari governi nazionali, soltanto 30mila persone sono state portate in altri Stati membri (Euractiv).

Brexit. Le negoziazioni sull’uscita del Regno Unito dall’Ue procedono a rilento. Lunedì scorso, il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha fatto visita al Primo ministro britannico, Theresa May. Seppur parlando di un “cauto ottimismo”, dopo l’incontro Tusk ha detto che il progresso fatto sui vari punti fondamentali è ancora insufficiente per poter passare alla fase successiva delle negoziazioni.

 

ECONOMIA

Disoccupazione. In Francia il tasso disoccupazione è tornato a salire dopo il calo degli scorsi mesi. Ad agosto 2017, il numero dei senza lavoro è aumentato di 22mila unità raggiungendo la quota di 3.54 milioni di persone, il livello più alto da un anno a questa parte (Handelsblatt).

Nazionalizzazioni. L’ex Ministro dell’Economia francese, Arnaud Montebourg sostiene che sia ancora possibile nazionalizzare Alstom e evitare l’acquisizione da parte della tedesca Siemens della branchia ferroviaria dell’impresa francese (Le Monde). E anche il Labour non teme più parlare di “nationalisation” (The Guardian).

 

NUMERI & STATISTICHE

300 miliardi. Il livello di investimenti che il prossimo Governo federale tedesco deve garantire secondo l’Associazione nazionale degli industriali (Der Spiegel).

57 miliardi. Gli investimenti previsti dal Governo francese da qui al 2022 (Der Spiegel).

2 miliardi. La cifra che il Governo di Madrid vuole assegnare al Governo regionale catalano nel quadro di un nuovo reparto del Fondo per il finanziamento delle comunità autonome spagnole (El Mundo).

Più del 50% dei cittadini del Regno Unito appoggiano l’idea di un secondo referendum sulla Brexit (Politico).

 

OPINIONI & INTERVISTE

Il risultato tedesco mostra che la Germania non è immune dalla crisi europea e dall’ascesa delle forrze populiste di destra (Loren Balhorn per Jacobin)

Libertà di circolazione in Europa. Bloccarla non aiuterà a fermare i soprusi contro i lavoratori (Luke Cooper per NewStatesman)

Le riflessioni del Movimento Diem25 sulla partecipazione alle prossime elezioni parlamentari europee del 2019 (Diem25 per OpenDemcoracy)

Jeremy Corbyn trasformerà il Regno Unito alla pari di Margaret Thatcher (Owen Jones per TheGuardian)

Dopo il voto, il futuro della Die Linke, tra Est e Ovest (Kevin Hagen per Der Spiegel)

Le voci degli esperti sulle conseguenze del voto tedesco per l’Europa raccolte da Judy Dempsey per Carnegie Europe

La nuova crisi urbana e abitativa è legata al fatto che le metropoli accentrano troppa ricchezza e sviluppo su se stesse (John Elledge per NewStatesman)

 

DICONO DI NOI

La nuova schiavitù all’“italiana”: i campi di pomodoro del Belpaese raccontati da Faz

Il caso Raggi nella stampa tedesca (Handelblatt)

Il ritorno di Berlusconi sulla scena politica italiana (Politico & Die Welt)

Quote di maggioranza presso i cantieri di Saint-Nazaire. La prospettiva italiana spiegata da Libération, attraverso le parole di Romano Prodi

L’ascesa e la caduta della Lega Nord su Der Spiegel

Mafia in Lombardia: il servizio di Euronews

L’accordo sporco dell’Italia con la Libia (The New York Times)

A dieci anni dallo scoppio della crisi finanziaria i titoli cattivi in pancia alle banche italiane sono ancora molti (Handelsblatt)

Di Maio, la nuova stella fra i 5 stelle (Taz)

Il Movimento 5 stelle vuole riformare l’Europa, non uscirne (Euractiv)

Mussolini reloaded (Handelsblatt)

 

 

FONTE: http://www.ilsalto.net/succede-europa-rassegna-4/

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