Confessioni Audit Eterodossie Satire, CRISIS, Europa, Politica

PER COMPLETARE UNA CERTA VISIONE DEGLI AVVENIMENTI POLITICI DI FRANCIA

di Pierre Assante (Marsiglia)
E’ positivo che questo sito dia dei punti di vista differenti. L’articolo (1) Francia: Le elezioni legislative del 16 giugno e il profilo del Governo Ayrault messo on line recentemente è, credo, uno di questi punti di vista. Esso fornisce informazioni di eventi e dati biografici. Mi pare tuttavia che le posizioni dei partiti non siano correlate ad una analisi di fondo della situazione, sul processo economico e politico. Per completare, bisognerebbe dare qualche dettaglio ulteriore sugli avvenimenti e qualche spiegazione dell’essenza delle questioni, che come sempre valicano il piano delle apparenze.

1) Non è soltanto Melenchon che rifiuta, o meno, la partecipazione al governo; è il Front  de Gauche ed il PCF il quale, attraverso il suo Segretario Pierre Laurent, ha dichiarato durante il Consiglio Nazionale del 25 Aprile 2012 :

“ Per quanto riguarda il fondo della discussione, permettetemi di completare e di citare quello che scrivevo nell’indirizzarmi ai comunisti all’indomani della manifestazione alla Bastiglia. A coloro che si interrogano, sul “ dove finisce la nostra lotta?,” e io m’interrogavo “ fino a dove spingere i nostri obiettivi?” rispondevo:”fino alla loro realizzazione effettiva”. Il perseguimento continuo dei rapporti di forza necessari è e resterà  la nostra indicazione  (feuille de route) fondamentale.

Continuavo poi il ragionamento:” Fino al governo?” “ Il nostro obiettivo è chiaro. Modificare in modo adeguato la situazione (ed oggi aggiungo: prima possibile) per rendere possibile un vero cambiamento.

Non si va a governare se la rottura con la politica d’austerità non è realmente praticata. In altre parole, niente da fare se Francois Hollande continua a dire: ” O il mio progetto presidenziale o niente”. E  concludevo:” Avremo la forza e il tempo per imporre questi cambiamenti alla sinistra, prima della fine di giugno? Dovremmo valutare insieme quello che abbiamo potuto far avanzare o meno e come continuare. Dovremo decidere collettivamente e democraticamente”.

Credo che dovremo restar  fedeli a questa linea di condotta. La situazione si  muove, è instabile e contraddittoria. Le possibilità ci sono, ma anche i pericoli. La nostra linea di condotta è chiara, trasparente, senza compromessi. Abbiamo anche delle grandi responsabilità. Nessuno sa a che punto sarà il paese alla fine di giugno. E le motivazioni  della nostra decisione, il senso che daremo alla nostra decisione, conteranno nel paese. E’ in maniera responsabile che bisogna agire.

Vi propongo dunque che la nostra decisione definitiva, presa in maniera intelligente e basata sulla realtà della situazione politica uscita dal processo elettorale, sia  presa  da un Consiglio Nazionale allargato o da una Conferenza straordinaria che potrebbe aver luogo nella settimana dopo il secondo turno delle legislative.

Se oggi siamo d’accordo su questo principio, potremmo decidere l’11 maggio prossimo della forma e della data precisa di questa Conferenza, cosi’ come delle modalità della consultazione dei comunisti che la precederà”.

 

Questo è quanto sosteneva Pierre Laurent, Segretario generale del PCF, nel Consiglio nazionale, del 25 Aprile 2012 . (2)

In seguito è stata presa la decisione di consultare l’insieme degli aderenti del PCF nella settimana successiva alle elezioni  politiche del 10 e del 17 giugno.

2) Sulla sostanza: non si può pensare che ci sarà un’uscita dalla crisi attraverso delle misure sociali parziali. Infatti la crisi economica di fondo, rendendo queste misure sociali parziali solo apparentemente capaci di far rallentare il crollo economico sociale francese, europeo e mondiale, in realtà lo rendono ancora più brutale.

Non intendo soffermarmi qui sulla sovra-accumulazione del capitale, sull’abbassamento tendenziale del tasso di profitto, sull’accumulazione-svalorizzazione portata al  parossismo dalla globalizzazione “information-nelle” e l’immenso sviluppo delle forze produttive che essa ha portato nei paesi sviluppati ed emergenti né sulle contraddizioni  economiche, politiche e culturali che ne derivano.

Né sul rifiuto di un accordo elettorale con il Front de Gauche, espresso a suo tempo dal PS e da LVEE (Verdi vari), seguito dal  RdG ( Radicali di sinistra) per le legislative, che non favorisce il rapporto di forza necessario per imporre delle misure efficaci di lotta contro la crisi.

Non si tratta neanche di minimizzare o denigrare ogni misura di progresso presa dal governo Hollande, né di isolarsi da questo governo; si tratta però, concretamente, di portare ai salariati e alla popolazione delle proposte atte a far uscire dalla crisi, in direzione di uno sviluppo produttivo e culturale.

Le soluzioni, proposte fra l’altro dal PCF per l’uscita dalla crisi, i due articoli economici che hanno pubblicato Paul  BOCCARA e Denis DURAND, ne sono la sostanza, anche se si tratta di adattarle alle proposte altrui e viceversa, il tutto con la partecipazione dell’azione e dell’opinione popolare.

Per esempio, ecco alcuni elementi di risposta che ho dato ad alcuni sindacalisti, e che costituiscono la mia posizione su diversi problemi:

SCUOLA:

… Si può tuttavia, fin da adesso, sottolineare l’ambiguità che  ( il nuovo governo) mantiene tra la necessità di ridurre il debito e l’equilibrio tra questa necessità e l’appagamento delle rivendicazioni. Questo gioco di equilibrismo è più che pericoloso. Solo una crescita della produzione delle ricchezze industriali innanzitutto  con il rilancio dell’economia, può risolvere questa equazione. Ricchezze industriali innanzitutto ed i servizi che esse possono generare, servizi di cui noi  (ATOSS, personale  non insegnante) facciamo parte…..

SALUTE E ISTRUZIONE:

… I servizi pubblici come quelli che riguardano la salute e l’istruzione, sono delle imprese gigantesche. Quante sono in paragone, le imprese industriali nel nostro paese, che occupano tanto personale, a milioni? Eppure, senza le ricchezze prodotte nell’industria, qui e nel resto del mondo, come potremmo finanziare  questi servizi pubblici? Tutto ciò rivela a che punto il livello di produzione si sia innalzato e a che punto la sua crisi e la crisi economica e finanziaria che ne deriva sia una delle minacce più gravi e più imminenti per il nostro welfare, i nostri posti di lavoro, la vita del paese. Questa crisi è la crisi del profitto immediato che vince sui bisogni umani…..

DEBITO:

… E se la Merkel rifiuta gli Eurobonds è perché nel suo rifiuto della solidarietà, rifiuta che le difficoltà finanziarie siano ripartite su tutta l’Europa, perché desidera allontanare da questo obbligo il capitale a base tedesca ed i suoi alleati, di cui sottostima, d’altra parte, la  crisi. Sottostima la propria crisi (del capitale tedesco) perché il mondo del denaro, che sia tedesco o altro, rifiuta dovunque e sempre di sacrificarsi, anche se il suo rifiuto conduce alla catastrofe generale. Da parte nostra, neppure noi concepiamo la solidarietà nell’adozione degli Eurobonds, perché rifiutiamo la condivisione della povertà attraverso la condivisione del debito, ciò che è esattamente il contrario delle motivazioni della Merkel…..

….Un debito non è negativo in se stesso se il denaro di questo debito è utilizzato per uno sviluppo tale da permettere di riassorbirlo. Gli Eurobonds sono un modo di suddividere fra tutti un “ cattivo” debito che non è utilizzato per lo sviluppo, ma per il profitto delle banche e delle grandi fortune che esse servono. Il debito è stato utilizzato per il loro salvataggio, dopo l’uso che hanno fatto le banche del denaro investito nella speculazione, che ha impoverito l’apparato produttivo e tutti noi, i salariati, nello stesso tempo ……

CES – BANCHE CENTRALI E GOVERNI:

……. Gli obiettivi della Confederazione dei Sindacati devono evolvere per raggiungere pienamente  una  politica di sviluppo, la sola capace di rispondere alle rivendicazioni  dei salariati ed ai bisogni delle popolazioni. Una politica di credito per un investimento produttivo e sociale deve essere sostenuta nelle nostre regioni, nelle nazioni ed in tutta l’Europa, attraverso la Banca Centrale Europea, le banche centrali nazionali, i fondi regionali per l’impiego e la formazione. Un controllo democratico deve inoltre essere previsto, attraverso gli  eletti, i  sindacati e la popolazione, sull’uso di questi crediti.

A partire dalla Presidenza di Giscard d’Estaing (anni settanta) si è sviluppato il divieto alle banche centrali di prestare direttamente agli Stati, fino ad arrivare al trattato di Maastricht che l’ha vietato totalmente. Solamente le Banche private possono prestare agli Stati attraverso questi trattati, con loro grande profitto. Cesserà questa aberrazione?….

E rispetto al riconoscimento del lavoro, senza il quale un lavoratore non può produrre efficacemente e quindi la società non può avanzare:

… Assicurare una funzione nella società attraverso il nostro lavoro, la nostra professione, la nostra missione, esigere il riconoscimento di questa funzione e far leva su questo riconoscimento per portare avanti le nostre rivendicazioni è la base della nostra esistenza e della nostra azione, senza la quale non rappresentiamo niente o solo, semplicemente, un organismo burocratico senza potere nè efficacia a lungo termine.

Pierre Assante 6 giugno 2012

(1)   https://cambiailmondo.org/2012/06/04/francia-le-elezioni-legislative-del-16-giugno-e-il-profilo-del-governo-ayrault/

(2)   http://www.pcf.fr/23102

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