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Questo tag è associato a 1862 articoli.

Africa: povertà e denutrizione in aumento nonostante la crescita economica e l’aumento dell’import di prodotti agro-industriali

di Andrea Vento

L’Africa nel suo insieme, nonostante i progressi intrapresi a partire dall’inizio del nuovo millennio, si presenta tutt’oggi, sia dal punto di vista economico che sociale, come il continente meno sviluppato. Sotto il primo aspetto, benché la ricchezza prodotta dall’intero continente, secondo l’Ocse, sia triplicata fra il 2000 e il 2016,[1], il pil pro capite medio africano risulta ancora di soli 2.000 $ annui[2]. Un valore che uniforma differenze anche marcate, non solo macroregionali fra la parte Mediterranea, più sviluppata, e quella sub-sahariana, più arretrata in assoluto su scala globale, ma anche fra i vari stati all’interno delle stesse, dove, ad esempio, entro quest’ultima, nel 2017[3], troviamo il Burundi con un pil pro capite di soli 312 $ a fronte della Guinea Equatoriale che invece raggiunge i 12.727 $. Avallando la definizione di alcuni analisti che preferiscono utilizzare il termine Afriche per indicare appunto una situazione di relativa differenziazione interna al continente. Continua a leggere

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Colpo di stato in Bolivia: Evo Morales rinuncia alla presidenza per preservare la pace interna dopo le aggressioni indiscriminate dell’opposizione a dirigenti politici, sindacali e familiari

 

 

 

 

 

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In America Latina un nuovo ciclo anti-neoliberismo; che sia sinistra?

I popoli latino-americani sembrano aver preso coscienza dei loro diritti e delle loro ricchezze naturali, minerarie e agricole strategiche che vogliono mettere al servizio del loro sviluppo, ci spiega in questa intervista Agostino Spataro (*).

 

di JETA GAMERRO (da INDRO)

 

Intervista ad Agostino Spataro su elezioni e rivolte popolari in America Latina. Continua a leggere

Cile: cresce la sollevazione popolare contro le ingiustizie sociali frutto dell’eredità neoliberista della dittatura di Pinochet.

di Andrea Vento (*)

Crescono le proteste popolari in Cile iniziate nei giorni scorsi a seguito dell’annuncio dell’aumento del costo del biglietto della metropolitana e brutalmente represse da esercito e polizia causando una ventina di morti, oltre a feriti, arresti, torture e stupri. Continua a leggere

La stabilizzazione del Medio Oriente è un sogno. In questi giorni Afghanistan, Iraq e Libano lo ricordano al mondo

di Alfiero Grandi

Papa Francesco ha denunciato nel mondo una guerra frammentata, ma non per questo meno grave, per numero di morti, di profughi, di sofferenze umane e sociali, per devastazioni. Ha ragione. Non basta che la guerra non riguardi direttamente l’Europa in cui viviamo (anche se non lontano dall’Italia ci sono tuttora focolai non risolti) e altre zone del nostro pianeta più fortunate, conta che ci siano zone ampie di guerre che sembrano senza fine e ai cui protagonisti vengono vendute armi prodotte proprio nelle nostre aree. Il peso degli affari in armi sono tanto forti da prevalere su tutto. Il tradimento Usa dei curdi è solo l’episodio più recente e più odioso, non solo perchè riguarda un popolo che soffre da decenni e che pensava di avere conquistato il diritto alla propria identità sul campo nella lotta contro l’Isis, pagata con prezzi umani enormi e tuttavia riuscendo a introdurre nell’area segni di civiltà e dignità delle persone a partire dalle donne. Ora i curdi debbono sottostare, sotto il ricatto dello sterminio turco, alle condizioni di sopravvivenza che porranno loro Assad e Putin. Pochi hanno notato che al tradimento si è aggiunta una beffa con la decisione di Trump di lasciare nell’area un contingente militare americano, non per difendere la vita delle persone ma – guarda caso – per custodire i pozzi petroliferi della zona. Continua a leggere

Cile: alcune immagini della rivolta popolare e della repressione

 

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COME SI ACCEDE AGLI ALTI RANGHI: ALLA VALUTAZIONE DEI LETTORI

Il presente intervento è stato pubblicato oggi dall’autorevole Sole 24Ore. Parla dei migranti dal Venezuela. Ne parla a una settimana dai fatti del Cile e il giorno dopo la immensa manifestazione che ha portato in quel paese 1,2 milioni di persone in piazza contro il neoliberismo in salsa latina e australe. Ad un mese dalla fuga di Lenin Moreno dalla sede presidenziale di Quito verso la più protetta Guajaquil. Ad una settimana dalla riconferma Evo Morales alla guida della Bolivia e il giorno prima delle elezioni in Argentina e in Uruguay, dove i neoliberisti perderanno, almeno alla prima prova (poi, per l’Uruguay, bisogna vedere se si va al ballottaggio).

Ne parla senza fare alcuna menzione delle sanzioni unilaterali USA su cibo e farmaci e su tutti i pagamenti internazionali che hanno affossato l’economia venezuelana. Sanzioni che miss Pesc non ha affatto osteggiato. Insieme agli altri due, la Sig.ra Federica Mogherini ci spiega che è impegnata nel sostegno ai paesi limitrofi latino-americani che si trovano in difficoltà per l’accresciuto afflusso di migranti dal paese caraibico (sotto il tallone delle sanzioni) e, sperando che un cambiamento politico in quel paese possa ridurre l’esodo, nel frattempo bisogna mandare soldi e sostegni ai confinanti Colombia, Brasile, Guyana francese e Belize… per garantire l’accoglienza dei profughi.

Al di là dell’impressionante ipocrisia di queste righe, Federica Mogherini ignora che il continente che lei ha rappresentato in questi anni, ha registrato il maggior tasso di migrazioni al mondo, assieme all’Africa. E anche che il suo paese natio ha esportato un milione e mezzo di persone nel corso degli ultimi 10 anni.

Nessuno di loro ha mai visto e dunque memorizzato Apocalipse Now.

Ma l’intervento a tre mani ci restituisce una impressione sconvolgente di come, a chi, e con quali caratteristiche di competenze, conoscenze e moralità sia oggi e in questi anni possibile accedere alle cariche apicali dei più importanti consessi internazionali.

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Giovanni Arrighi, “Adam Smith a Pechino”, parte seconda

di Alessandro Visalli

Nella prima parte di questa lettura dell’ultimo libro di Giovanni Arrighi era stata fondamentalmente inquadrata la prospettiva teorica dalla quale è inquadrato il declino dell’egemone americano e la crescita dello sfidante cinese. In primo luogo appare la pertinenza di una frattura entro la stessa tradizione marxista, cui l’autore per buona parte della sua esistenza si è riferito. Frattura che può essere letta con gli occhiali di Losurdo come conflitto di paradigmi tra il “marxismo occidentale”[1] e “orientale”, rispettivamente risalenti a Marx, Engels e seguaci, ed a Lenin, Castro, Ho Chi Min, Guevara, e via dicendo. La decisione dell’autore in proposito è di accettare la definizione di “marxismo neosmithiano” proposta criticamente da Robert Brenner nel 1977 (contro l’ultima versione del secondo genere di marxismo espressa nella “teoria della dipendenza”), ma di ribadirne invece la validità come chiave di lettura dei fatti. Continua a leggere

CILE. IL SINDACATO MONDIALE: IMPOSSIBILE SVOLGERE A SANTIAGO I SUMMIT INTERNAZIONALI PREVISTI

di Fabrizio Ricci (da Rassegna Sindacale)

Fermare la repressione del popolo che sta protestando contro le politiche di austerità del governo, rimuovere i militari dalle strade e aprire un vero dialogo con i sindacati, i gruppi studenteschi e le altre organizzazioni della società civile: sono le richieste che il sindacato mondiale Csi-Ituc rivolge al governo cileno mentre il Paese è ancora attraversato da una vera e propria rivolta, partita dalla protesta contro l’aumento del prezzo dei trasporti, ma poi sfociata in una ribellione contro il carovita e le disuguaglianze sociali ed economiche del Paese latinoamericano. Drammatico il bilancio che al momento è di 15 morti e 2.643 feriti, con oltre 1500 arresti. Continua a leggere

Con il popolo cileno contro la democra-tura di Piñera!

(AP Photo/Esteban Felix)

Tutto ha un limite, anche la pazienza del popolo cileno. Un popolo sfruttato, saccheggiato, umiliato, ignorato, represso e torturato, contro il quale il Presidente Piñera ha dichiarato la guerra in maniera criminale e irresponsabile. Il coprifuoco e i carri armati per strada sono la rappresentazione evidente dell’incapacità del governo di risolvere la profonda crisi sociale provocata dall’applicazione brutale delle ricette neo-liberali. Capitalismo e democrazia sono sempre più incompatibili. Continua a leggere

Giovanni Arrighi, “Adam Smith a Pechino” (parte prima)

di Alessandro Visalli

L’ultimo libro di Giovanni Arrighi[1] conclude un lungo percorso nel quale il sociologo ed economista italiano passa dall’adesione al marxismo e vicinanza all’operaismo, alla svolta sistemica degli anni ottanta, quando insieme ad altri si sforza di generalizzare il punto di vista della ‘teoria della dipendenza[2], che aveva contribuito a fissare nel decennio precedente insieme a Gunder Frank[3] e Samir Amin[4], in una teoria molto più comprensiva dei “sistemi mondo[5]. In questo sforzo Arrighi, lavorando sulla traccia di Braudel e in associazione a Immanuel Wallerstein[6], tenta di produrre delle generalizzazioni feconde. Ovvero teorie e modelli in grado di gettare una luce nuova sul passato ed il presente, ed immaginare possibili futuri. La sua fama diventa larga dalla pubblicazione de “Il lungo XX Secolo[7] nel 1994, e poi di “Caos e governo del mondo[8], con Beverly Silver, nel 1999, ma le sue prime pubblicazioni sono sul sottosviluppo in Africa[9], quindi alcuni studi di diretta ispirazione marxista sull’imperialismo[10], alcuni studi sul mezzogiorno italiano[11], e relativi alla svolta[12]. Continua a leggere

CILE: La bronca (La rabbia)

Riceviamo questo contributo di Rodrigo Rivas, intellettuale cileno fuggito in Italia dopo il cruento golpe edi Pinochet del 1973 che abbattè il governo di Salvador Allende presso il quale è stato da neo laureato collaboratore, relativo alle proteste scoppiate a seguito dell’annuncio dell’aumento dei prezzi dei trasporti urbani. Dal nostro paese Rodrigo continua a seguire con forti emozioni le vicende del suo paese di origine ma raramente riesce a scrivere qualcosa a causa delle ferite interiori non ancora del tutto rimarginate. Continua a leggere

LA NATO DIETRO L’ATTACCO TURCO IN SIRIA

di Manlio Dinucci

Germania, Francia, Italia e altri paesi, che in veste di membri della Ue condannano la Turchia per l’attacco in Siria, sono insieme alla Turchia membri della Nato, la quale, mentre era già in corso l’attacco,  ha ribadito il suo sostegno ad Ankara. Lo ha fatto ufficialmente il segretario generale della Nato Jean Stoltenberg, incontrando l’11 ottobre  in Turchia il presidente Erdoğan e il ministro degli esteri Çavuşoğlu. Continua a leggere

La brutalità dell’aggressione turca nei confronti del popolo curdo del Rojava e l’ipocrisia delle potenze occidentali

di Giuseppe Riccobono

Desta grande sconcerto quanto sta accadendo alle porte di casa nostra, oggi alle soglie del baratro ambientale che dovrebbe vedere tutti i popoli del mondo impegnati in una fraterna e solidale collaborazione, un paese potente, fortemente militarizzato e autoritario aggredisce con metodi di sterminio un popolo che ha fatto della lotta all’intolleranza e alla violenza cieca dell’estremismo religioso e nazionalistico il carattere stesso della sua coesione. E più grande sgomento ancora suscita l’indifferenza se non il consenso appena dissimulato da dichiarazioni di moderazione, e per questo ancora più ipocrita e spregevole, delle grandi potenze occidentali che vantano il ruolo di guida della civiltà e del progresso. Continua a leggere

Ecuador: le radici della sollevazione amerindia contro Lenin Moreno

di Andrea Vento

La sollevazione popolare scoppiata il 3 ottobre in Ecuador a seguito dell’approvazione da parte del presidente Lenin Moreno del Paquetazo, il pacchetto di misure economiche daraconiane imposto dal Fmi a seguito della concessione nel marzo scorso di un prestito di 4,2 miliardi di dollari, rappresentano l’inevitabile conclusione di un percorso iniziato negli anni precedenti. Dopo 10 anni di presidenza di Rafael Correa, venne individuato dal partito di sinistra, Alianza Pais, proprio Lenin Moreno come suo successore con l’onere di proseguire la “revoluciòn ciudadana“, inaugurata dallo stesso Correa oltre un decennio prima. Continua a leggere

Siria Martoriata

di Ali Rashid

Sono molti anni che la “guerra” dilania la Siria. Ha seminato morte, distruzione immane, lo sfollamento di più della metà della popolazione all’interno del territorio nazionale e oltre confine, la distruzione difensiva di un patrimonio storico e culturale di tutta l’umanità e lo smembramento di un tessuto sociale, frutto di migliaia di anni di convivenza. Una storia simile a quella avvenuta in Iraq poco prima continua fino ai nostri giorni, con la differenza che nel caso iracheno fu una coalizione internazionale guidata dagli USA “fuori dalla legalità internazionale” ad assumere la responsabilità dell’invasione del paese “con motivazioni risultate in seguito false”. Continua a leggere

Non dimentichiamo che anche le guerre e il complesso militar industriale uccidono il clima – oltre ai popoli! *

di Angelo BaraccaMarinella Correggia

Ci fu chi parlò di «seconda superpotenza mondiale»: il 15 febbraio 2003 milioni di persone scesero in piazza in quasi tutti i paesi del pianeta, simultaneamente, per dire no alla guerra di Bush Blair e valvassori contro l’Iraq, «no alla guerra per il petrolio e per gli affari». Quell’esperienza di rivolta pacifica planetaria, epica ma senza successo (non fu fermata nemmeno una bomba), non si è ripetuta in occasione di successive guerre di aggressione diretto o per procura, né per altre emergenze, ambientali e sociali. Continua a leggere

Comunicato della Presidenza ANED. RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO: VERGOGNOSA MISTIFICAZIONE DELLA STORIA E INTOLLERABILE INSULTO

Comunicato della Presidenza ANED.

RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO: VERGOGNOSA MISTIFICAZIONE DELLA STORIA E INTOLLERABILE INSULTO

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ISTERIA ANTICOMUNISTA E MANIFESTAZIONI “ECOLOGISTE”

di Vincenzo Brandi

Negli ultimi giorni, oltre alle solite squallide vicende che coinvolgono il più che mediocre personale politico della Repubblica (l’incredibile scissione nel PD operata da Renzi è l’ultimo episodio), due avvenimenti, da valutare attentamente, hanno attirato l’attenzione di chi scrive. Continua a leggere

Il durissimo comunicato dell’ANPI contro l’equiparazione tra nazismo e comunismo

Anche l’Anpi interviene sulla risoluzione approvata dal Parlamento europeo che equipara nazismo e comunismo. Un voto che sta scatenando un fiume di polemiche, dal  sapore revisionista. L’associazione nazionale partigiani d’Italia prende posizione con un comunicato, durissimo, in cui esprime tutta la propria “preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazifascismo e comunismo”. Qui il comunicato dell’Anpi. A seguire il testo integrale della risoluzione dell’Unione Europea: Continua a leggere

La responsabilità ambientale e il cetriolo.

di Tonino D’Orazio – 21 settembre 2019.

Una giornata quella del 20 settembre emozionante e falsata. L’importante è mai tassare gli imprenditori che inquinano. La rivolta dei Gilets Gialli era partita da 10 centesimi/litro di benzina/nafta non dovuti perché non si ritenevano direttamente responsabili. Se non si cambia sistema di società, e sappiamo che “non ci sono alternative”, è tutto, quasi, inutile, se non risibile. Non può essere la globalizzazione finanziaria mondiale a proporre di modificare se stessa, né la politica che non conta più niente. Continua a leggere

Pillole politico-economiche (31)

di Tonino D’Orazio – 20 settembre 2019.

Finalmente verso il fallimento degli Stati. (vecchio assioma neoliberista del “privato è meglio”, dello “Stato leggero”, del “Mercato regolatore”). Cosa ci dirà il mercato delle obbligazioni? Se si normalizzano i tassi come prima, (dixit Fed), dato il livello del debito, data la potenziale insolvenza degli attori pubblici e privati, dato l’aumento dei tassi, data l’estrema sensibilità di un gran numero di settori importanti come quello immobiliare o altro, iper sensibile ai tassi di interesse, dato il debito e la finanziarizzazione dell’economia, non si può andare oltre. Nella prossima recessione, i tassi diminuiranno ancora di più, soprattutto in Europa. Se il grado di insolvenza ormai è tale, i tassi non potranno mai più risalire. Questo ha implicazioni molto concrete e immediate. Ad esempio, in un mondo di tassi negativi, il rendimento dei risparmi tenderà a 0 prima di diventare negativo nel tempo. Un po’ già ci siamo. Continua a leggere

L’umanità nell’età dell’adolescenza: da Bretton Woods a Jackson Hole. Un libro di Pierre Assante

L’umanità nell’età dell’adolescenza: da Bretton Woods a Jackson Hole.

 

di Pierre Assante Continua a leggere

LA TERZA ESPANSIONE DELLO ZAPATISMO

di Raúl Zibechi

In Brecha, 23 agosto 2019

Malgrado siano circondati dall’Esercito messicano, le basi di appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) sono riuscite a rompere l’accerchiamento militare, mediatico e politico che gravava sopra di loro. In un comunicato del 17 agosto, firmato dal subcomandante Moisés, indigeno divenuto il portavoce del movimento zapatista dopo la ‘morte’ simbolica di Marcos, dalle montagne del sud-est messicano viene annunziata la creazione di sette nuovi caracoles (vedi sotto) e quattro municipi autonomi, che si chiameranno da ora in avanti «centri di resistenza autonoma e ribellione zapatista». Continua a leggere

Incredibile e pericoloso. Tre fondi indicizzati controllano tutte le US corporation

di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**

Le grandi istituzioni economiche, come il Financial Stability Board e il Fmi, alla fine hanno dovuto ammettere che il sistema finanziario non bancario, ufficialmente chiamato “shadow banking”, ha surclassato il tradizionale sistema bancario nella gestione del risparmio e degli investimenti finanziari.

Un recente paper “The specter of giant three”, preparato da due professori americani, Lucian Bebchulk e Scott Hirst, e pubblicato dalla rinomata Harvard Law School University di Cambridge, Massachusetts, analizza in dettaglio il ruolo dominante degli exchange trade funds (etf) nel variegato e sempre meno controllato mondo della finanza. Continua a leggere

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