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Bagnai, Deficit in Francia e in Italia: due paroline a Moscovici

di Alberto Bagnai (da Goofynomics)

Le dichiarazioni di Moscovici secondo cui portare il deficit oltre il 3% del Pil “sarebbe un controsenso”, questo perché il tetto del 3% avrebbe un significato preciso, quello di evitare che il debito slitti ulteriormente, e quindi le elezioni italiane provocherebbero un “rischio politico” dato che da noi alcuni partiti si stanno interrogando sulla fondatezza di queste regole, sono non solo inopportune politicamente (come perfino Tajani è stato costretto ad ammettere, dando prova di buon senso e di un minimo di orgoglio nazionale), ma del tutto infondate sotto il profilo economico e anche storico: questo perché prima di fare lezioncine, bisognerebbe verificare di essere stati coerenti con i principi che si sbandierano a beneficio degli altri paesi (ma che in patria ci si è guardati bene dall’applicare). Continua a leggere

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Lavorare meno, fare la fame (quasi) tutti

di Carlo Clericetti

Lo slogan sindacale degli anni ’70 è stato realizzato dal capitalismo del terzo millennio, ma a suo modo. Con l’ingresso sul mercato dei lavoratori dei paesi di nuova industrializzazione, in tutti quelli già sviluppati va scomparendo il “posto fisso”, scendono le ore lavorate e calano le retribuzioni per la maggioranza, mentre una quota minoritaria guadagna più di prima. E’ il risultato della grande svolta a destra degli anni ‘80 Continua a leggere

Il declino di una sinistra che chiude gli occhi

di Antonio Lettieri

I fallimenti dell’euro hanno imposto un duro prezzo alla maggior parte dei paesi dell’eurozona in termini di crescita, di disoccupazione, di esplosione delle diseguaglianze. E hanno, al tempo stesso, messo in crisi, quando non eliminato dalla scena, la vecchia sinistra di governo. Su questo dovrebbe concentrarsi il dibattito, ma la sinistra italiana non lo fa.

1.   A metà del secolo scorso, la Francia, che sedeva tra le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, decise di promuovere un accordo con la Germania che avrebbe cambiato il senso tragico della storia dei conflitti franco-tedeschi che avevano dominato la prima parte del secolo. Il protagonista politico della svolta fu Robert Schuman. L’occasione fu data dall’accordo sull’uso congiunto del carbone della Ruhr di cui la Francia, impegnata nella pianificazione economica diretta da Jean Monnet, aveva assoluto bisogno. Continua a leggere

Italia in armi dal Baltico all’Africa

di Manlio Dinucci (da il manifesto, 16 gennaio 2018)

Che cosa avverrebbe se caccia russi Sukhoi Su 35, schierati nell’aeroporto di Zurigo a una decina di minuti di volo da Milano, pattugliassero il confine con l’Italia con la motivazione di proteggere la Svizzera dall’aggressione italiana? A Roma l’intero parlamento insorgerebbe, chiedendo immediate contromisure diplomatiche e militari.  Continua a leggere

TARGET: verso la fine dell’Euro

di Tonino D’Orazio

Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer: TARGET. Cioè, nello statuto dell’Eurosistema figurava l’obiettivo di regolare e agevolare il funzionamento del sistema dei pagamenti interbancari, fra gli intermediari finanziari e creditizi trans europei con l’introduzione della moneta unica, dal 4 gennaio 1999, fino all’entrata in vigore del Target2.  Target dopo aver funzionato per circa dieci anni, tra il 2007 e il 2008 è stato sostituito dalla seconda generazione di Target, il Target 2 (T2). Continua a leggere

La sfida per la sinistra è rompere con l’Europa dei muri e dell’austerità. In Europa

di Tiziana Barillà (da Il Salto.it)

“Rompere con l’Unione europea dei trattati, dei muri e dell’austerità”. Ma come, e con chi? Tutte le sinistre nel nostro tempo si trovano, prima o poi, a porsi questa domanda. Anche Potere al popolo – così come Podemos, La France Insoumise e altre formazioni europee – dovrà trovare il suo modo di stare in Europa, fare i conti con il rompicapo dell’euroscetticismo e con le diverse posizioni che le sinistre hanno imparato ad assumere in questi anni di austerità e irrigidimento della frontiere, di sempre maggiore libertà di circolazione per beni e capitali (leggi Ttip e Ceta) e sempre meno per le persone (leggi Regolamento Dublino). Continua a leggere

NATALE, Alex Zanotelli: Migranti, non c’è posto per loro!

NON C’E’ POSTO PER LORO!

Questo Natale vede milioni di migranti in fuga da fame e da guerre, che bussano alla porta dell’Europa, ma non c’è posto per loro, restano fuori. Proprio come in quel primo Natale, quando per quei due poveri migranti, ‘non c’era posto nella locanda’: Gesù nasce fuori. Così oggi i migranti, la ‘carne di Cristo’ come ama chiamarli Papa Francesco, restano fuori. Continua a leggere

CILE: indietro a destra.

Il conservatore e ricco uomo d’affari Sebastian Pinera, che già aveva guidato il paese tra il 2010 e il 2014 è il nuovo presidente cileno.  Ha incassato l’ammissione della sconfitta da parte del candidato di centrosinistra, Alejandro Guillier.

Il candidato della destra ha infatti ottenuto il 54,6% dei voti contro il 45,4% del candidato della sinistra Alejandro Guillier, con un margine maggiore di quello che avevano previsto i sondaggi. Continua a leggere

ARGENTINA: Macrì “riforma” le pensioni come vuole il G-20. Dura repressione delle manifestazioni con centinaia di feriti.

grappoli di proiettili di gomma sparati su manifestanti e reporter a B.Aires

Dopo oltre 16 ore di discussioni, il Congresso argentino ha deciso di approvare la controversa riforma delle pensioni, con 128 voti favorevoli, 116 contrari e due voti astenuti.

La riforma delle pensioni modificherà la formula per il calcolo del reddito dei pensionati: i pagamenti si adeguerebbero ogni trimestre in base all’inflazione, anziché all’attuale sistema di aggiustamenti semestrali legati agli aumenti salariali e alle entrate fiscali. Questa modifica prevedrebbe un aumento delle pensioni del 5,7% per il prossimo anno; con il calcolo corrente l’aumento sarebbe stato del 12%. Continua a leggere

Il Bitcoin e lo scontro ideologico intorno alla moneta

di Tonino D’Orazio

Da un lato vi sono le banche, dall’altro il tentativo di liberarsene, per quanto possibile. Tutti i mass media nostrani sono chiamati a raccolta per definire questa moneta virtuale, il Bitcoin: una nuova bolla speculativa. Può darsi, ma è sicuramente equivalente a quella reale, e non terminata, del sistema bancario mondiale gestito  da quello americano. Ovviamente, che sia un bene o un male, il Bitcoin sconvolge una serie di “valori totalitari” del sistema attuale sul valore della moneta e sul suo utilizzo, visto che è nata per questo, ma anche sul suo possesso, che per la prima volta ridiventa personale (e di nessun altro), se non dell’ algoritmo che lo crea. Continua a leggere

Michael Hartmann: Le élites europee ad un bivio di paradigma

“Corbyn come Thatcher: può avviare una rivoluzione tra le élite”. Intervista al sociologo Hartmann (di Alexander Ricci da Il Salto)

Michael Hartmann è un noto sociologo e politologo tedesco. Nel corso della sua carriera accademica si è occupato della trasformazione delle élite europee e globali, un tema trattato anche nel testo “The sociology of elites” (Routledge, 2006). Il suo ultimo libro si intitola “Le élite economiche globali. Una leggenda” (Campus Verlag, Francoforte sul Meno, 2016), monografia che sfata il mito della mobilità assoluta dei fattori produttivi e della delocalizzazione.  Da Thatcher a Corbyn, passando per Podemos, Syriza e gli euroscettici: un dialogo con Il Salto su 30 anni di mutamenti nella classe dirigente europea.

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Trappolone del Reddito di Inclusione per evitare il reddito incondizionato di base

di Tonino D’Orazio

Ci risiamo, si annuncia un’altra pioggerella elettorale. E’ stato approvato dal governo, in Italia, il Reddito di Inclusione (ReI), che parte da gennaio 2018, come assegno universale contro la povertà. Il richiamo fasullo è per circa 1,8 milioni di famiglie povere, dichiarate dall’Istat, ma in realtà si rivolgerà solo a circa 20.000. Poiché, per ottenerlo, le barriere sono tali da ridurre drasticamente il numero degli aventi diritto. Il beneficio economico può arrivare fino a 485 euro, secondo il numero dei componenti del nucleo familiare richiedente, e occorre essere in possesso di determinati requisiti di reddito ISEE (Indicatore della Situazione Economica) e ISRE (la somma del patrimonio disponibile di tutta la famiglia), rispettivamente, al massimo di 6.000 e 3.000 euro. Continua a leggere

Italia: aumentano la povertà e le disuguaglianze nonostante cresca la ricchezza prodotta.

di Andrea Vento (Gruppo Giga)

La crisi economica iniziata nel 2007/08, la più grave registrata dal sistema capitalistico dopo quella del 29′, ha provocato una lunga e accentuata recessione dalla quale gli stati sviluppati sono usciti in ordine sparso dopo il 2010, con gli Stati Uniti in testa grazie alle politiche di bilancio espansive attuate da Obama, caratterizzate da un forte intervento dello stato nell’economia. Nell’area dell’Euro, invece, il modello neoliberista associato alle politiche di austerity ha prodotto il duplice risultato di allungare i tempi di uscita della crisi e di aumentare sensibilmente le sperequazioni sociali. Continua a leggere

INTERVISTA. Ilan Pappe: come Israele ha trasformato la Palestina nella più grande prigione al mondo

Su Gerusalemme: Israele è il primo Stato creato dalle Nazioni Unite ed è il primo che più disattende le decisioni delle Nazioni Unite

A PROPOSITO DI GERUSALEMME CAPITALE D’ISRAELE…

di Agostino Spataro

La comunità internazionale non ha condiviso l’improvvida decisione del presidente USA, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato d’Israele, in spregio delle ripetute risoluzioni dell’ONU.

Bene, dunque, hanno fatto i governi europei e, fra questi anche il governo italiano e il Vaticano, a manifestare contrarietà verso tale decisione e a ribadire il rispetto per i diritti nazionali del popolo palestinese e delle altre due religioni (cristiana e islamica) che considerano “luogo santo” la città di Gerusalemme.

I materiali che seguono (estratti da una pubblicazione ufficiale delle Nazioni Unite) evidenziano, con estrema chiarezza, lo status di “corpo separato”, sotto regime internazionale speciale, della città che non può essere alterato da alcuna decisione unilaterale e al di fuori dell’ambito ONU.

Quando il figlio disattende le decisioni della madre-ONU, si potrebbe dire. Paradossalmente, Israele è il primo Stato al mondo creato dalle Nazioni Unite ed è il primo nella graduatoria degli Stati che più disattendono le decisioni delle Nazioni Unite ossia dell’organismo che lo ha generato. Continua a leggere

Ugo Mattei: l’individuo non esiste più, è solo merce. Siamo entrati nel tecno-fascismo delle corporation dove lo stato e il diritto scompaiono.

Ugo Mattei, giurista e professore di diritto internazionale e comparato all’Università della California di San Francisco e professore di diritto privato all’Università di Torino, spiega le conseguenze dell’interconnessione globale degli oggetti e – molto presto – degli uomini (l’internet delle cose, “the internet of things”), racconta la fine del mondo basato sul diritto amministrato dai giuristi, la fine stessa dei nostri diritti, la nascita della InfoFrontiera, e parla di un master switch globale, un gigantesco interruttore adagiato sui fondali oceanici pronto a scattare per spegnere l’interconnessione di luoghi, persone e oggetti in caso di necessità.

Servizio realizzato per Byoblu in occasione della Conferenza “Costituzione, Comunità, Diritti” che si è svolta a Torino il 19 novembre 2017 nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, da Silvio Marsaglia.

 


 

Qualche link:

 

Michael Foucault:

John Locke:

Infosphere:

Master Switch:

-Impronta ecologica

(1) – Ecological Footprint.

(2)

Aaron Swartz:

Pashukanis:

Primitive Accumulation:

Von Hayek:

Pillole di economia (più o meno) reale

di Tonino D’Orazio

Alcune brevi informazioni e domande indicative della realtà che viviamo:

La povertà energetica è ancora un problema in Europa? Possibile immaginare che ci sono ancora molte persone in Europa nel 2017 che hanno bisogno di scegliere tra riscaldamento e mangiare? Più del 10% della popolazione europea può essere considerata energeticamente povera e questo numero rimane costante negli anni. Ovviamente povertà energetica comporta conseguenze sociali e sanitarie, per cui aiutare queste famiglie rappresenta un investimento sicuro nel bilancio complessivo di ogni stato. E’ stata appena pubblicata una ricerca drammatica dell’Unione sul tema. Continua a leggere

Appello: superare il Fiscal compact per un nuovo sviluppo europeo

Entro il 2018 i paesi dell’Unione dovranno decidere se inserire il Fiscal compact nei trattati UE. In Italia la discussione su questo passaggio è quasi totalmente assente e si rischia, come in altre occasioni, che le decisioni vengano prese senza alcun dibattito. Da questa constatazione nasce l’appello che pubblichiamo qui di seguito. Continua a leggere

Honduras: il ritorno del Golpe Soave..in forma preventiva

di Andrea Vento *

Dopo aver inaugurato nel 2009 la stagione del Golpe Soave con la deposizione del legittimo Presidente Manuel Zelaya, reo di essersi avvicinato all’Alba[1], in questo giorni in Honduras si sta scrivendo una nuova pagina di storia relativa a questa, ormai consolidata, strategia destabilizzante.

Il Golpe Soave, Blando o Istituzionale a seconda delle definizioni e delle sfumature di realizzazione viene attuato in forma incruenta attraverso l’azione convergente di alcuni settori della Magistratura, di forze politiche disposte a clamorosi ribaltoni degli esiti elettorali, di settori degli apparati di Sicurezza, con il fondamentale appoggio dei media, soprattutto privati, che ne preparano l’attuazione con potenti campagne diffamatorie tese a creare consenso nell’opinione pubblica interna e internazionale, intorno all’opera di deposizione di Presidenti eletti attraverso regolari passaggi elettorali. Continua a leggere

VOTO all’ESTERO: Necessaria una lista alternativa e unitaria alle prossime elezioni politiche

di Rodolfo Ricci

Il voto per il rinnovo del parlamento italiano della prossima primavera cade in un momento storico particolare, caratterizzato dalla nuova ondata emigratoria di cui in Italia non sembra esservi contezza e consapevolezza.

Ci troviamo dentro una congiuntura che può essere riassunta dai seguenti dati: secondo l’Aire, la presenza italiana nel mondo è aumentata, in circa un decennio, da 3,6 milioni a circa 5 milioni. Secondo l’anagrafe consolare del Ministero degli Affari Esteri, gli italiani all’estero sono 5,4 milioni. Dalla comparazione ponderata tra i dati Istat e quelli dei maggiori paesi di arrivo, i flussi di nuova emigrazione si attestano annualmente tra le 250mila e le 300mila (2014-2016). Vi sono quindi oltre un milione di italiani all’estero che non figurano nelle statistiche nazionali perché non si iscrivono all’Aire. Continua a leggere

La hasbara sionista sta vincendo in Italia

di Romana Rubeo e Ramzy Baroud

«Le priorità di Tel Aviv, così come articolate dalla propaganda ufficiale sionista, sono diventate parte integrante del vocabolario dei media e della classe politica [in Italia], determinando una sostanziale convergenza tra gli obiettivi perseguiti dai due Paesi» scrivono Romana Rubeo e Ramzy Baroud. Secondo gli autori, ciò appare evidente nei disegni di legge anti-Bds a cui sta lavorando il parlamento italiano. 

Un disegno di legge depositato presso il Senato della Repubblica Italiana prevede pene severe per coloro che intendano boicottare Israele. In passato, una simile iniziativa sarebbe stata inconcepibile. Purtroppo, la politica italiana, storicamente solidale con la causa palestinese, è cambiata in modo sensibile negli ultimi anni. E, cosa ancor più sorprendente, la Sinistra e la Destra si equivalgono nel tentativo di compiacere Tel Aviv, a scapito dei diritti dei Palestinesi. Continua a leggere

Cile: il palazzo de la Moneda senza inquilino

di Marco Consolo

In Cile è rimasta aperta la sfida per il prossimo inquilino del palazzo de “La Moneda”. Come previsto, il vincitore delle elezioni presidenziali si definirà nel ballottaggio del prossimo 17 dicembre. Le elezioni di domenica scorsa hanno visto infatti prevalere la destra del magnate Sebastian Piñera (Chile Vamos al 36,6%) sul candidato del centro-sinistra Alejandro Guillier (Fuerza de la  Mayoría 22,7%), coalizione che è attualmente al governo a cui partecipa il Partito Comunista. Entrambi i candidati sono quindi lontani dal raggiungere il 50 % + 1 necessario per passare al primo turno. Da sottolineare la forte astensione, che ormai si attesta sul 53 %, anche grazie al fatto che da qualche anno il voto non è più obbligatorio. Continua a leggere

Una minaccia si aggira per il mondo: E’ il Twit di Putin

di Tonino D’Orazio

Ormai non vi sono elezioni occidentali (le altre sembrano non contare), in cui i perdenti diffidino Putin di aver aiutato, con i suoi Twitter, i loro rivali a farli perdere. Insomma una nuova organizzazione criminale telematica, contro le certezze dei partiti che comandano e che perennemente risorgono, allunga la sua ombra minacciosa sull’occidente. Continua a leggere

NO ALLE SANZIONI UE CONTRO IL VENEZUELA BOLIVARIANO !

Le nuove sanzioni decretate dal Consiglio dei Ministri degli Esteri della UE contro il Venezuela sono l’ennesima dimostrazione della totale subordinazione della politica estera dell’Unione Europea agli Stati Uniti. Con una sfacciata violazione del diritto internazionale, la Ue a “stelle e strisce” vara sanzioni illegali, assurde e inefficaci, rinunciando ad avere un ruolo autonomo da Washington. Continua a leggere

Zimbabwe: lo scomodo Robert Mugabe

Nei colpi di Stato (cruenti o “di palazzo”), lo zampino dell’Occidente è non di rado presente. Chissà se è così anche per lo Zimbabwe, dove i militari hanno defenestrato Robert Mugabe, al potere dal 1980 dopo aver portato all’indipendenza la Rhodesia, una colonia britannica ferocemente razzista. Continua a leggere

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