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Questo tag è associato a 1537 articoli.

L’AVVERTIMENTO NUCLEARE DI PUTIN

di Manlio Dinucci (da Il Mnifesto del 9/3/2018)

Il discorso del presidente russo Putin sullo stato della nazione, dedicato alle questioni interne e internazionali, ha suscitato in Italia scarso interesse politico-mediatico e qualche commento ironico. Eppure dovrebbe essere ascoltato con estrema attenzione. Continua a leggere

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Dentro il teatro

di Tonino D’Orazio

Come da copione inizia il teatro. Il risultato elettorale e la distribuzione dei seggi in parlamento è più o meno quel che era stato previsto e – vergognosamente – preannunciato: l’interessata “non governabilità”, che avrebbe aperto la strada al “due contro uno” (Grosse Koalition) a lungo programmata. Solo che alcune schede del puzzle non sono proprio andate al loro posto ottimale. Tuttavia anche questa sfasatura era nel novero delle cose, in modo che il popolo sovrano non potesse uscire dalla gabbia nella quale è rinchiuso da una serie di leggi elettorali con spesse venature anticostituzionali che ormai si susseguono da un buon ventennio. Continua a leggere

LE RIFLESSIONI DI SUSANNA CAMUSSO (CGIL) SUL VOTO

Stralci dell’intervista di Roberto Mania alla leader della Cgil, Susanna Camusso (da La Repubblica)

“Che tra gli operai delle fabbriche del nord iscritti alla Cgil ci fosse chi votava Lega lo sapevamo da tempo, la novità è che c’è un’altra quota di nostri tesserati che non si astiene più e che vota per i Cinquestelle”. È una parte della «sconfitta brutale subita dalla sinistra» di cui parla in questa intervista (Repubblica, p.8) Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, alla vigilia dell’avvio dell’iter congressuale che porterà al ricambio del vertice del sindacato. Un congresso che darà un contributo alla necessaria «ricostruzione di una sinistra», ai suoi valori, alla sua identità. «Perché — spiega Camusso — basta guardare la cartina dell’Italia con l’attribuzione dei seggi parlamentari per vedere che è finita l’epoca dell'”Italia rossa”, pensi all’Emilia Romagna, che era la riserva di voti per la sinistra. È cambiato tutto, quel modello non c’è più». Continua a leggere

«GUERRA NUCLEARE, IL GIORNO PRIMA», sul nuovo libro di Manlio Dinucci.

di Mario Agostinelli (recensione al libro di Manlio Dinucci «GUERRA NUCLEARE, IL GIORNO PRIMA»)

Seguire con cura gli appuntamenti settimanali di Manlio Dinucci sul quotidiano «il manifesto» assicura un privilegio: anticipazioni, notizie e conferme volutamente negate dai media che sopravvivono a un presente permanente e sono sordi all’inquietante battito dell’orologio immaginato dal «Bulletin of the Atomic Scientists», il Doomsday Clock che, da dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, segue simbolicamente il rischio di una guerra nucleare e ora è stato spostato a soli due minuti alla mezzanotte. Continua a leggere

Sicurezza e insicurezze: Gli immigrati fanno diminuire i reati

di Salvatore Palidda (*)

“Dal latino sine cura : senza preoccupazione; il termine (lemma) sicurezza indica la condizione che rende e fa sentire di essere esenti da pericoli, o che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli, e simili” (Enciclopedia Treccani).
E’ quindi ovvio che la sicurezza sia da sempre una delle prima preoccupazioni degli esseri umani rispetto a tutti i più diversi tipi di insicurezze, ergo la sicurezza è uno dei principali scopi dell’organizzazione politica della società (sinonimo di Stato). Continua a leggere

El Salvador al voto: a sinistra un cammino in salita

Foto: Ultima Hora SV

di Marco Consolo

Il prossimo 4 marzo, in Centro America, El Salvador sarà chiamato alle urne sia per le elezioni politiche parlamentari (84 deputati), che per le municipali di 262 comuni. I sondaggi, seppur poco affidabili, danno la vittoria alla destra, ma con un 47% di indecisi. Si tratta di un test importante, anche in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo anno e determineranno il futuro governo in una Repubblica presidenziale. Quelle elezioni sono la vera incognita. Continua a leggere

ASSEMBLEA NAZIONALE di LAVORO e SOCIETA’: PER UNA CGIL UNITA E PLURALE.

Per una CGIL unita e plurale

Contributo al dibattito congressuale

Questo è il contributo che vogliamo portare nell’innovativo percorso di ascolto che ci porterà al prossimo congresso della CGIL. Un congresso di confronto e unità sul merito sindacale, sui nostri assetti organizzativi, sulla natura confederale dell’organizzazione e il suo essere soggetto politico di rappresentanza sociale. Un congresso che dovrà vedere il più largo coinvolgimento delle iscritte e degli iscritti, per definire le strategie e le prospettive della CGIL. 

(Sul sito www.sinistrasindacale.it la registrazione audio degli interventi all’Assemblea nazionale del 28 febbraio)

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“Neoliberismo ed Europa, serve una svolta”. Lettera aperta a Liberi e Uguali.

“Liberi e Uguali non sta riuscendo in quello che si era esplicitamente proposto, cioè chiamare a raccolta quel ‘popolo di sinistra’ che sempre più numeroso ha abbandonato il Pd”. Da un gruppo di intellettuali un appello affinché LeU dia un forte segnale di discontinuità con il passato, soprattutto rispetto all’accettazione delle idee del neoliberismo e all’adesione al Trattato di Maastricht e agli accordi che ne sono seguiti.

per aderire all’appello: appelloaleu@gmail.com

Negli ultimi quarant’anni la scienza e la tecnologia hanno fatto progressi inimmaginabili e la ricchezza del mondo è aumentata, tanto nei paesi che avevano un minor livello di sviluppo che in quelli di più antica industrializzazione. In questi ultimi, però, la maggiore ricchezza generata è andata quasi esclusivamente nelle mani di un piccolo numero di persone, invertendo la tendenza a una più equa distribuzione che si era verificata a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Non si è trattato di una fatalità o di un fenomeno impossibile da controllare: è stato il frutto dell’ideologia economico-politica che ha conquistato l’egemonia dagli anni ’80 del secolo scorso.  Continua a leggere

Jean Claude Juncker è stato lucidissimo. Ecco cosa ci aspetta dopo il voto.

di Paolo Ferrero

Di fronte alle dichiarazioni di Jean Claude Juncker qualche commentatore ha sostenuto che erano estemporanee e che hanno spaventato i mercati. In qualche modo Juncker si confermerebbe come un eurocrate con qualche vizietto etilico che ogni tanto fa dichiarazioni improvvide da cui poi torna indietro.

Io penso al contrario che Juncker sia stato lucidissimo e che le sue dichiarazioni straccino il velo delle menzogne che i principali partiti spargono a piene mani nella campagna elettorale. Continua a leggere

Euro sì o no? Il dilemma della sinistra in Europa

“ Per il Partie de Gauche (PG) e, indubbiamente, per altri partiti della Sinistra europea, è diventato impossibile venire associati allo stesso movimento di Syriza […] .” È questo il verdetto che il Partie de Gauche di Jean Luc Mélènchon ha emesso, attraverso un comunicato, sul proprio sito web.

di Alexander Damiano Ricci

Il PG ha di fatto chiesto l’espulsione del Partito greco dalla federazione comunitaria dei partiti della sinistra. Perché?

Nel comunicato si legge che il PG esprime il proprio “dispiacere” in relazione alla promozione, da parte di Tsipras, della logica dell’austerità al punto da restringere il diritto di sciopero, “sottomettendosi agli ordini della Commissione europea” (CE). La risposta di Syriza si è fatta tweet: la richiesta di Mélènchon sarebbe “anti-democratica, provocatoria e divisiva.” Continua a leggere

Non c’è potere senza popolo

di Roberto Musacchio

Uno dei sondaggi elettorali per il voto politico del 4 marzo in Italia mostra un dato interessante ed inquietante insieme. Vengono rilevate le propensioni al voto in base alle condizioni sociali e alla età. Ne viene fuori che tra le persone appartenenti alle classi sociali meno abbienti il voto alle destre e ai cinque stelle e’ percentualmente assai più alto di quello medio. Al contrario il PD e Liberi e Ugual registrano una propensione al voto molto più bassa.

Naturalmente i sondaggi in periodi come questi di forte volatilità dei consensi sono molto aleatori. C’è poi da considerare che proprio tra i ceti sociali più disagiati c’è una fortissima tendenza al non voto. Così come tra i giovani, che quando esprimono preferenze si orientano principalmente verso i grillini. Ci sono poi molte altre considerazioni che si possono fare come quella che è difficile allo stato attuale considerare il PD un partito di sinistra. Che le varie coalizioni appaiono quanto mai confuse. Che si tende a non rilevare liste diverse come quella di sinistra radicale di Potere al Popolo. Continua a leggere

IL SERVILISMO DELLA POLITICA ITALIANA NEI CONFRONTI DEL SIONISMO. Ovvero…

OVVERO: PERCHE’ BATTERSI PER I DIRITTI DEI PALESTINESI VUOL DIRE BATTERSI PER I NOSTRI DIRITTI.

di Ugo Giannangeli

Dico “nei confronti del sionismo” e non solo “nei confronti di Israele” perché il diffuso atteggiamento condiscendente e complice riguarda non solo lo Stato ebraico ma il complessivo progetto sionista in corso di realizzazione: non sappiamo fin dove intende espandersi territorialmente; certamente mira a uno Stato esclusivamente ebraico; certamente ambisce  avere l’intera città di Gerusalemme come propria capitale. Continua a leggere

America Latina: ciclo economico e dinamiche geopolitiche

di Andrea Vento

La ricerca effettuata cerca di indagare sulle correlazioni intercorrenti fra l’andamento politico dell’ultima parte della Stagione dei governi progressisti latinoamericani (dopo il 2014) e quello del corrispondente ciclo economico macroregionale, considerando anche la struttura economica ed il modello di sviluppo che caratterizza i paesi dell’area. Una fase storico-geopolitica iniziata col nuovo millennio sostanzialmente in modo inatteso che, dopo il trentennio delle dittature civico-militari degli anni 50′-60′-70′ ed il difficile ritorno a forme incompiute di democrazia degli anni 80′, ha portato al centro dell’azione politica significative nuove istanze: il rispetto delle regole democratiche, la difesa dei diritti umani e l’attuazione di politiche più sensibili alle istanze sociali. I governi progressisti, nelle varie declinazioni nazionali, insediati in questi anni in Venezuela (il primo nel 1999), Brasile, Argentina, Cile, Bolivia, Uruguay, Ecuador, Paraguay, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras (benché scosso da un golpe nel giugno 2009[1]), e, a fine 2014, dal Salvador, hanno conseguito importanti progressi in ambito sociale e dato origine al processo di integrazione regionale Sud-Sud più avanzato su scala globale. Continua a leggere

La “sinistra” europea punta sul tema “sicurezza” per tornare a conquistare voti

di Alexander Ricci

Macron annuncia di raggiungere il 2% di spesa sul pil per la Difesa, in Germania l’SPD cerca di recuperare terreno sul tema della sicurezza. Intanto Corbyn accusa Theresa May per i tagli alle forze dell’ordine e in Polonia vengono annunciati 4mila nuovi ingressi nelle forze di polizia

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L’appello del Coordinamento Democrazia Costituzionale per le elezioni del 4 marzo

Alle candidate e ai candidati alle elezioni del 4 marzo

Alle elettrici e agli elettori del 4 marzo

Roma, 16 febbraio 2018

L’appassionato confronto sui valori e i dettati della Costituzione in occasione del referendum del 4 dicembre 2016 – al quale abbiamo contribuito sostenendo il No – ha visto partecipare un imponente numero di elettrici e di elettori, pur con scelte difformi, a riprova che le grandi opzioni della politica sono percepite come proprie dai cittadini quando sono messi in grado di scegliere.

Per questo ci rivolgiamo a tutte le candidate e a tutti i candidati di buona volontà con questo accorato e rispettoso appello. Continua a leggere

La sicurezza è di destra o di sinistra?

di Agostino Spataro

…La sicurezza dovrebbe essere un valore fondante della convivenza civile, condiviso da tutte le forze democratiche. Tuttavia, se proprio le si vuol dare una connotazione politica credo che tutelare la sicurezza dei cittadini sia più interesse della sinistra e delle forze progressiste e meno della destra. Se non altro per il fatto che la domanda di sicurezza proviene, prevalentemente, dai ceti medi e meno abbienti i quali si rivolgono allo Stato poiché, a differenza delle classi agiate, non dispongono di mezzi propri per tutelarsi… Continua a leggere

Le Proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

Le Proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

 

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 si svolgono in un contesto che è profondamente mutato rispetto alla consultazione elettorale generale precedente:

La presenza delle nostre collettività all’estero è cresciuta nel corso dell’ultimo decennio, da 3,6 a oltre 5 milioni di persone. In particolare, la cosiddetta “nuova emigrazione”, che già manifestava cinque anni fa segnali di crescita consistente, si è sviluppata negli ultimi tre anni avvicinandosi ai 300mila espatri all’anno. Non si tratta più solo di emigrazione giovanile con livelli medio-alti di scolarizzazione, ma anche di famiglie con i figli al seguito.

In Italia perdurano i bassi livelli di crescita causati da politiche economiche restrittive e di austerity, da insufficienti investimenti, dalla precarizzazione del lavoro, dalla riduzione del welfare; è dunque ipotizzabile che i nuovi flussi di espatri continuino a mantenersi nei prossimi anni su queste dimensioni, analoghe, per entità, a quelle dell’emigrazione degli anni ’60 del ‘900.

Si è dunque aperto un nuovo fronte di attenzione e di intervento che riguarda i diritti e le tutele dei nuovi migranti e delle loro famiglie e, parallelamente, la necessità di riproporre la riflessione sui movimenti emigratori in uscita dal nostro paese, come grande questione nazionale, accanto ai fenomeni immigratori, per il loro impatto che hanno nel presente e a medio-lungo termine per le sorti del paese.

In questo contesto, l’attività legislativa dei nuovi eletti – nel loro compito di rappresentanti delle comunità italiane all’Estero e, al tempo stesso, di Parlamentari della Repubblica – a nostro giudizio deve iscriversi in un quadro valoriale centrato su tre cardini fondamentali:

– la piena attuazione del diritto costituzionale al lavoro: un lavoro che sia “dignitoso, contrattualizzato, retribuito, qualificato dalle tutele universali e dalla formazione”. Un lavoro che sia accompagnato da un quadro di tutele che garantiscano il pieno accesso al welfare a tutti, in qualsiasi fase della propria vita. I parlamentari eletti all’estero saranno chiamati anche ad intervenire sulle questioni della riforma del mondo del lavoro e sulle politiche di welfare: chiediamo loro di impegnarsi ad invertire le politiche neo-liberiste e di austerity messe in campo negli ultimi anni, che hanno contribuito a precarizzare ancora di più il lavoro e ad impoverire le tutele a sostegno di giovani, pensionati, disoccupati, studenti e lavoratori;

– il diritto alla libera circolazione delle persone: nel contesto di ripresa massiva della nostra emigrazione e di un diffuso restringimento del diritto di accesso e soggiorno (dal caso, ad esempio, delle “espulsioni” di cittadini italiani in Belgio e in Germania alle condizioni di accesso e permanenza nella Gran Bretagna post Brexit, ecc.), sarà fondamentale che gli eletti alle massime istituzioni democratiche del Paese operino affinché sia garantito il diritto alla libera circolazione. Ciò vale nell’attenzione alle condizioni dei nostri connazionali espatriati e ciò vale, secondo gli stessi principi di eguaglianza, solidarietà ed inclusività, per i cittadini immigrati in Italia, verso i quali non è possibile perpetrare una politica dettata dalla paura e dal respingimento;

– l’esplicita scelta di campo antifascista e contro ogni discriminazione. In un contesto europeo e mondiale che vede il rigurgito di movimenti xenofobi, intolleranti e spesso esplicitamente razzisti e legati alle tragiche esperienze del fascismo e del nazismo, è fondamentale che i rappresentanti nel parlamento italiano, eletti nel collegi esteri, manifestino esplicitamente la loro profonda convinzione valoriale antifascista e contro ogni forma di discriminazione, applicando poi questi valori nella loro azione parlamentare su ogni tema sociale e civile rispetto al quale saranno chiamati a intervenire.

Per il voto del 4 marzo 2018, la CGIL auspica la più ampia partecipazione al voto, fa appello alle istituzioni affinché venga assicurata la necessaria informazione alle elettrici e agli elettori e perché l’esercizio di voto all’estero si svolga nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Costituzione.

 

ALCUNE PROPOSTE DI PROGRAMMA

Per le elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, la CGIL propone ai candidati nella Circoscrizione Estero alcune proposte programmatiche che auspichiamo vengano sottoscritte e realizzate.

  • svolgimento di una nuova conferenza mondiale dell’emigrazione italiana durante la prossima legislatura. A 18 anni da quella del 2000, appare indispensabile predisporre e approfondire una analisi complessiva della situazione in atto e riformulare un approccio organico alle politiche emigratorie saldando insieme diritti e aspettative della vecchia e della nuova emigrazione;

 

  • adeguare le risorse a disposizione della migrazione: a fronte di un aumento della consistenza delle collettività emigrate di oltre il 50% e dei tassi di sviluppo della nuova emigrazione, le risorse messe a disposizione sono state, quantitativamente e qualitativamente, del tutto inadeguate. Il parziale recupero di risorse dell’ultimo scorcio di legislatura ha stabilizzano la spesa pubblica a livelli minimi con una riduzione che rimane di circa il 70% rispetto a dieci anni or sono;

 

  • rafforzamento della rete consolare e della rappresentanza italiana: i tagli di bilancio hanno inciso gravemente sulla condizione della rete consolare, sull’assistenza diretta ed indiretta, sul funzionamento di Comites e Cgie, sull’informazione, sulla tenuta del tessuto associativo. La questione della tutela e dell’orientamento alla nuova emigrazione non ha visto ad oggi alcun significativo investimento. Restano ampiamente sottovalutate le opportunità di valorizzazione del ruolo delle nostre collettività in riferimento all’internazionalizzazione del sistema paese (formazione professionale, promozione turistica, culturale e imprenditoriale, cooperazione tra l’Italia e i paesi di accoglimento);

 

  • formalizzare il rapporto tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Patronati e associazionismo: proprio per l’aumento dell’entità e per le mutate caratteristiche della migrazione italiana, c’è oggi bisogno di uno sforzo congiunto e sinergico delle presenze organizzate all’estero, in particolare sulla questione della nuova emigrazione. E’ necessario che gli impegni presi vengano rapidamente tradotti in concreti programmi definiti con la partecipazione attiva delle rappresentanze sociali degli italiani all’estero. Ciò può costituire una premessa importante per progettare una nuova politica dell’emigrazione che impegni lo Stato sia a livello centrale che regionale e che coinvolga anche la dimensione europea; i flussi di nuova emigrazione sono infatti determinati dalla mancanza di lavoro causata da scelte di politica economica sbagliate assunte sia a livello nazionale che comunitario;

 

  • centri di informazione, orientamento e assistenza per la “nuova emigrazione”: per favorire percorsi di piena integrazione dei nuovi emigrati nei vari Paesi di destinazione e, al tempo stesso, tutelarne i diritti anche nelle fasi di mobilità tra un Paese e l’altro, è urgente l’attuazione di un programma integrato di accompagnamento, orientamento e assistenza della nuova emigrazione, condiviso e partecipato da Associazioni e Patronati, che si avvalga del diffuso tessuto di strutture sociali presenti all’estero, dei Comites e della rete dei Consolati;

 

  • lingua, cultura e formazione: l’insegnamento della lingua italiana costituisce un diritto dei nostri giovani all’estero e, insieme, un’occasione importante di valorizzazione della cultura italiana nel mondo. E’ quindi indispensabile potenziarne le risorse, garantire la tenuta della rete degli enti gestori e una governance pubblica in grado di programmarne lo sviluppo e la qualità. Altrettanto importante e qualificante per la ricostruzione di una politica organica per l’emigrazione è la riattivazione del programma di formazione professionale del Ministero del Lavoro destinato agli italiani residenti in paesi extraeuropei, che costituisce elemento di importante valorizzazione delle competenze interculturali delle nuove generazioni dell’emigrazione nei processi di cooperazione economica e culturale tra Italia e paesi extraeuropei e per il potenziamento del sistema paese.

 

  • associazionismo: la realtà associativa va tutelata e sostenuta istituzionalmente in quanto momento basilare e fondamentale di coesione e di dialogo all’interno delle collettività emigrate, di cittadinanza attiva, di costruzione di reti di solidarietà e di lavoro comune, di rinnovamento e adeguamento ai nuovi contesti, come emerso anche nella recente costituzione del Faim.

 

  • riforma COMITES e CGIE: sul piano delle questioni legate alla rappresentanza va superata ogni ambiguità di sovrapposizione dei momenti di rappresentanza: la presenza dei parlamentari dell’estero non svuota, anzi accresce la necessità di momenti di rappresentanza di base (COMITES) e intermedi (CGIE). Va tutelato il principio ispiratore della legge istitutiva del CGIE secondo il quale esso è il momento di massima rappresentanza delle collettività emigrate che interloquisce, in piena autonomia, con la rappresentanza parlamentare, con i partiti, con le istituzioni dello Stato centrale e delle Regioni;

 

  • Servizio pubblico radiotelevisivo e informazione: Il miglioramento in qualità e diversificazione dell’offerta di informazione della RAI – che ne confermi la valenza di servizio pubblico per gli oltre 5 milioni italiani nel mondo – e il potenziamento delle risorse per la stampa e per l’informazione, anche via web, costituiscono obiettivi importanti da perseguire alla luce dei cambiamenti in atto, della crescente domanda che proviene sia dalle nostre collettività che dal mondo degli oriundi e dalle opportunità di valorizzare, attraverso di esse, l’immagine del nostro paese all’estero;

 

  • Piena e reale tutela ai nostri pensionati residenti all’estero: assegno sociale per i pensionati italiani all’estero in difficoltà economiche; in caso di ritorno in Italia, accesso all’assegno sociale senza obbligo di dieci anni di residenza continuativa; migliorare le condizioni normative e burocratiche (nel rapporto tra INPS e banca erogatrice) per le campagne RED e Certificazione Esistenza in Vita, obblighi annuali dei nostri pensionati all’estero che, spesso, per rispettarli sono messi in estrema difficoltà dalle dinamiche burocratiche; garantire il reale mantenimento del valore della pensione all’estero, dove in molti casi (quali Argentina e Venezuela) la pensione è sottoposta ad un tasso di cambio che ne riduce immensamente il reale valore; riconsiderare l’IMU sulla casa in Italia dei pensionati all’estero; sanatoria degli indebiti pensionistici accumulati senza dolo ma per errore di calcolo dell’INPS;

 

  • Ratifica delle convenzioni internazionali: le Convenzioni internazionali bilaterali servono ai diversi Paesi per regolamentare norme, diritti e prestazioni sociali da erogare ai cittadini migranti di entrambi gli Stati. L’Italia è oggi un Paese sia di emigrazione che di immigrazione e dovrebbe essere dunque estremamente attivo ad attivare convenzioni bilaterali con i Paesi sia di destinazione dei nostri connazionali , sia di provenienza di cittadini stranieri: però l’Italia si sta purtroppo distinguendo per i ritardi, l’approssimazione e la scarsa volontà politica nella ratifica di molte Convenzioni internazionali. E’ invece quanto mai necessario pervenire a una revisione delle convenzioni esistenti, spesso vecchie di decine d’anni e inattuali, e alla stipula di nuove, per offrire alla vecchia e nuova emigrazione, nonché ai cittadini immigrati nel nostro territorio, condizioni e normative utili alla mobilità e ai cambiamenti epocali in corso.

(*) Il presente documento è condiviso con la F.I.E.I.

 

Per adesioni: org.internazionale@cgil.it, europa@cgil.it


Scarica il Documento CGIL in PDF

Immigrazione, quel fallimento della sinistra che viene da lontano.

L’ intervista ad Agostino Spataro, giornalista, già parlamentare del PCI  per tre legislature, autore del libro ‘Immigrazione – La moderna schiavitù’

Sembra ormai retorico associare elezioni, campagna elettorale, immigrazione, sicurezza, ma è, purtroppo, un dato di fatto: non c’è tornata elettorale, di qualsivoglia Paese, soprattutto occidentale, in cui non si faccia riferimento al problema dell’ immigrazione. Così è stato in America dove, nel novembre 2016, è stato eletto Presidente Donald Trump il quale non ha mai nascosto la sua insofferenza nei confronti dell’ immigrazione, arrivando a proporre la costruzione di un vero e proprio muro, lungo centinaia di chilometri, con il Messico; la stessa cosa si è verificata, ad esempio, in Germania, dove, anche a causa delle politiche per far fronte all’ immigrazione, la CDU di Angela Merkel si è trovata indebolita (solo due giorni fa, a quattro mesi dal voto,  è stato raggiunto l’ accordo di Grande Coalizione) mentre cresceva la destra estrema e xenofoba rappresentata dall’ AfD (Alternative fur Deutschland).  Continua a leggere

Il 19 Dicembre scorso Ahed Tamimi di appena 16 anni è stata ingiustamente arrestata. La ragazza palestinese ora incarna il simbolo della lotta del suo popolo contro l’oppressione israeliana

 

di Serena Campani

Probabilmente in queste settimane vi sarà capitato di vedere su internet e sui social la fotografia di una giovanissima  ragazza bionda con i capelli lunghi ricci e uno sguardo coraggioso e combattivo. E’ Ahed Tamimi e vive nel villaggio di Nabi Saleh, poco lontano da Ramallah, una città palestinese, sede dell’Anp, situata nel centro della Cisgiordania, sui monti della Giudea, a circa 18 Km da Gerusalemme

Ahed potrebbe essere una mia studentessa, volendo anche mia figlia, così vedendo il suo volto fiero rimbalzare sulla ribalta mediatica durante i giorni di Natale, mi sono chiesta cosa avesse combinato questa ragazzina sedicenne per finire in carcere. Questo il video del suo “reato”, girato e reso pubblico da una sua amica: Continua a leggere

Lula e noi

di Jean-Luc Mélenchon

Si traduce un articolo di Jean-Luc Mélenchon, leader del movimento La France Insoumise“ che richiama con forza l’attenzione sul peso mondiale dei preoccupanti recenti accadimenti antidemocratici e non di rado anticostituzionali dell’America Latina. È bene non dimenticare anche la “disattenzione” istituzionale dei singoli paesi europei e dell’Unione Europea nelle sue diverse istanze. L’Italia non fa eccezione, ed anzi nel caso del Brasile ha oggettivamente dato un aiuto alla eversione istituzionale con l’estradizione nel 2015 del banchiere italo-brasiliano Henrique Pizzolato per decisione del ministro della giustizia nonostante il parere contrario di tutti i gradi della magistratura (notizie su questa vicenda sono facilmente rintracciabili on line). T.I. Continua a leggere

Storie siriane 2018 – Aleppo. La ricostruzione…dei corpi

Testimonianza di Naim Marachly, protesista ad Aleppo (*)

Ad Aleppo, la mia città, mentre studiavo lettere incontrai per strada un bambino poliomielitico che mendicava. La mia vita cambiò in quel momento. Cominciai con un piccolo gruppo a impegnarmi nel volontariato.

Andai a studiare in Svizzera, con l’obiettivo di tornare in Siria e mettere su un laboratorio ortopedico, per aiutare le persone a camminare. E così feci, nel 1985, una volta finiti gli studi. Non fu facile trovare altri con lo stesso amore per questo lavoro. Finalmente fui contattato dalle suore francescane che lavoravano a Raqqa e Assakè. Ogni due mesi visitavamo i bambini più poveri, prendendo le misure per costruire loro corsetti e altri dispositivi. Intanto continuavo a seguire i miei pazienti ad Aleppo: soprattutto bambini che colpiti da poliomielite o da scoliosi. Ho realizzato anche protesi per diabetici. Continua a leggere

Che voto a fare? La sinistra e le elezioni italiane

di Sergio Cesaratto

E tu che fai? Ti astieni oppure voti per qualcuno, si domanda il popolo di sinistra in questi giorni. Al di là dell’offerta elettorale, che descriveremo più avanti, c’è un problema di fondo che riguarda la democrazia italiana e quella degli altri Paesi dell’eurozona, con l’esclusione della Germania (e dei suoi satelliti). In democrazia si vota fondamentalmente per due ordini di questioni: le scelte socio-economiche e i diritti civili. Continua a leggere

Il ritorno del fascismo ha molti complici

di Giorgio Cremaschi

Il killer nazifascista di Macerata ha ottenuto un successo travolgente. Il dibattito ufficiale   minimizza la  gravità del suo crimine, ignora le sue vittime e si concentra tutto sul “disagio sociale” provocato dai migranti.  Credo che,  nella Germania dove nasceva il nazismo, verso gli ebrei fosse lo stesso. Le parole più inquietanti non le ha dette il fascista Salvini, ma il ministro Minniti. Egli infatti ha affermato che nessuno debba farsi giustizia da solo. Giustizia?  Sparare a persone individuate solo per il colore della pelle,  per il ministro degli interni sarebbe dunque una forma distorta di giustizia. Che magari dovrebbe essere lasciata allo stato. Continua a leggere

Pillole economiche (2)

di Tonino D’Orazio

1)- Il fondo pensione degli Eurodeputati è in deficit. Quindi il buon popolo europeo dovrà rimpinguarlo di 362 milioni ogni anno dal 2024. La notizia è riportata dai giornali tedeschi Bild e Zeit secondo un rapporto interno del Segretario generale del Parlamento europeo Klaus Welle.
Era un fondo a versamento volontario, nato nel 1990 e chiuso ai nuovi membri nel 2009 con l’introduzione di un regime pensionistico contributivo obbligatorio. Continua a leggere

L’Italia tra promesse elettorali e rischio fallimento

L’intesa “europeista” tra Berlino e Parigi non ci salverà

di Enrico Grazzini

Le strabilianti promesse miliardarie di meno tasse e più welfare fatte dai partiti italiani in vista delle elezioni sono poco più di aria fritta perché toccherà a Bruxelles, a Berlino e a Francoforte decidere sui nostri conti. Sono infatti le istituzioni europee e la grande finanza a decidere del destino dei cittadini italiani, mentre le elezioni nazionali e la nostra democrazia parlamentare ormai contano poco. Il problema è che l’Italia è il ventre molle dell’eurozona, in particolare per il suo elevato debito pubblico, e nessuno ci farà degli sconti: l’Unione Europea, e il governo tedesco che comanda la UE germanizzata, ci imporranno sicuramente ancora austerità e sacrifici. La nuova grande speranza dei nostri politici, propagandata dalla fanfara dei media dominanti, è che il nuovo governo tedesco popolar socialista di Merkel-Schulz in via di costituzione accetti la proposta di alleanza “europeista” fatta da Emmanuel Macron e che l’intesa annunciata tra Berlino e Parigi per il rilancio dell’integrazione europea aiuti il nostro paese a ottenere più flessibilità sui conti pubblici, e quindi a uscire dalla crisi. Ma questa è una falsa speranza e una pia illusione. Ai due paesi europei, nostri vicini e concorrenti, può infatti convenire che l’Italia resti nel tunnel della crisi. Continua a leggere

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