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Angela Merkel

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Rinasce il nazionalismo tracotante tedesco

anschluss4di Marco Bascetta (da Il Manifesto del 14 luglio)

Dopo ben cin­que mesi di nego­ziato tra il nuovo governo di Atene e l’Unione euro­pea due cose sono ormai chiare. La prima è che non si è trat­tato di un nego­ziato, ma di una guerra. Una guerra pre­ven­tiva per il raf­for­za­mento dell’egemonia tede­sca in Europa. La seconda, del tutto con­se­guente, è che il pro­blema non è la Gre­cia ma la Germania. Continua a leggere

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Grecia: Pablo è morto, Pablo è vivo!

pablo-1di Rodolfo Ricci
Bisogna essere sinceri,  chiari, realisti: non si può assumere l’operato di Tsipras e della maggioranza di Syriza come se l’abominevole “accordo” sia una mezza vittoria rispetto alla volontà tedesca di far fuori la Grecia dall’eurozona. In realtà si tratta di una sconfitta cocente, di una battaglia perduta. Di una resa quasi incondizionata di fronte alla mole di fuoco di tedeschi e satelliti vari; e allo stesso tempo, non si deve accondiscendere alla versione della presunta mediazione franco-italiana che ne avrebbe impedito l’uscita dall’Euro, perché anche i mediatori avevano un interesse specifico in materia: quello di rendere come manifesta e inequivocabile, per le masse disorientate, la velleità delle sinistre “radicali” (e dei cosiddetti populismi) in Grecia e nel resto dei paesi dove questi movimenti sono in crescita. Continua a leggere

Grecia: ora un referendum europeo contro l’austerità

referendum europeodi Fabio Marcelli (da Il Fatto Quotidiano on line)

Il grande valore del pronunciamento greco di domenica è stato quello di ridare la parola e la voce al popolo, in un contesto di oscura e antidemocratica tecnocrazia, nel quale economisti e sedicenti tali, dopo aver provocato con le loro folli teorie la crisi economica e finanziaria della fine del decennio discorso, vorrebbero continuare con incredibile faccia tosta sulla stessa strada. In realtà, come si è visto, i veri economisti, da Krugman a Piketty, da Galbraith a Stiglitz, si sono schierati senza se e senza ma al fianco del governo Tsipras e del popolo greco. Dalla parte dei cravattari di Berlino e Bruxelles sono rimaste le mezze figure, gente che più che il titolo di economista meritebbe forse quello di ragioniere, con tutto il rispetto che questi ultimi meritano, ovviamente. Continua a leggere

GRECIA: in tanti rosicano e gridano vendetta

rosicaredi Tonino D’Orazio

Tutti i giornali italiani ed europei, in genere, rosicano sul risultato del referendum greco. Compresi quelli sedicenti di sinistra. Compresa l’Unità appena resuscitata per la quarta volta. Tutti i giornalisti televisivi, tutti filogovernativi a sostegno dei loro governi, ormai in gran parte di destra, rosicano e insultano. Oltre che penoso è quasi divertente vederli arrampicarsi sugli specchi, ospiti (scelti ad hoc) compresi. Continua a leggere

Roberto Musacchio: Dalla UE alla “EuroGermania” ?

enigmadi Roberto Musacchio
E’ cominciato il conto alla rovescia per la fine della UE? La domanda è tutt’altro che campata in aria se si pensa che nel 2017 si terrà il referendum promesso da Cameron, e decisivo per la sua vittoria elettorale, sulla permanenza della Gran Bretagna nella Unione. Due anni sono niente e infatti le grandi manovre sono già cominciate. Sul Guardian esce una lettera che un alto funzionario della Banca d’Inghilterra avrebbe inviata “per sbaglio” e in cui si parla dei preparativi per una eventuale uscita dalla UE. Sempre sul Guardian e su Le Monde escono articoli in cui si parla di una “trattativa” tra il duo Merkel-Hollande e lo stesso Cameron. Oggetto: la rinegoziazione della presenza della Gran Bretagna. Continua a leggere

GRECIA-EUROPA: L’iceberg è sempre più vicino

titanic-controlucedi Stefano Fassina
In queste settimane si definisce il senso della vittoria di Syriza alle elezioni politiche del 25 gennaio scorso in Grecia: o il governo Tsipras può contribuire, insieme ai partner dell’euro-zona, a rianimare le democrazie europee attraverso un compromesso di svolta, oppure in Grecia si conferma l’impraticabilità della democrazia sostanziale e l’impossibilità della sinistra nel giogo mercantilista della moneta unica. Continua a leggere

“Rifondare l’Europa – La Grecia dopo il voto: non un pericolo, ma una chance per ‘Europa”.

Primi firmatari sono i leader di DGB, ver.di, IG Bau (settore edile), IG Metall,  EVG (ferrovie), NGG (alimentare-gastronomico), GEW (istruzione/accademico), IG BCE (chimico), oltre al presidente dell’organizzazione generale dei sindacati austriaci ÖGB. Continua a leggere

Varoufakis: Come ridurre il debito senza creare recessione

varoufakisYanis Varoufakis è il neo ministro delle Finanze del governo greco guidato da Alexis Tsipras. Proponiamo qui una sua relazione tenuta durante l’incontro organizzato dall’associazione AltraMente il 21 giugno 2010. Il testo è particolarmente interessante proprio perché non recente. Varoufakis analizza la crisi della Grecia e dell’eurozona nell’ambito del contesto globale dato dalla crisi finanziaria del 2008 e propone una soluzione in cui la BCE diventa garante di un processo di alleggerimento del debito dei paesi in crisi e di riequilibrio simmetrico all’interno dell’area monetaria. Questa idea si è poi evoluta in quella che Varoufakis, Stuart Holland e James Galbraith hanno chiamato una “modesta proposta” (modest proposal) per riunire l’eurozona. Continua a leggere

Grecia: Tsipras spinge per una Conferenza sul Debito Europeo

EL LÍDER DEL PARTIDO IZQUIERDISTA GRIEGO, ALEXIS TSIPRAS1952, nella Conferenza di Londra 20 Paesi dimezzarono il debito tedesco – Alexis Tsipras è da tempo che va ricordando con pazienza alla Germania e ai duri d’orecchio di Bruxelles che nel 1952, nella bella città di Londra, ebbe luogo una Conferenza sul debito delle nazioni d’Europa, uscite stremate e distrutte dalla seconda deflagrazione mondiale combattuta sul suo territorio. Questa conferenza si svolse dal 28 febbraio al 28 agosto del 1952 e si risolse con la svalutazione del debito della Germania, grazie ad un accordo con 20 Paesi creditori(tra cui Grecia, Portogallo e Irlanda) ed estese il periodo di ripagamento del debito restante per decenni. Fu il primo passo della rinascita e solo successivamente arrivò il molto reclamizzato Piano Marshal. Continua a leggere

Vladimiro Giacchè: “Quando cadde il muro di Berlino” – Video

 

 

Germania: il caso Hoeness e la “formidabile” giustizia tedesca

caso Hoenessdi Massimo Demontis (Berlino)
È nota la retorica roboante delle corrispondenze di Repubblica da Berlino, ma non è vera la tesi della „tolleranza zero, anche per i vip, anzi specie per loro perché così funziona la giustizia in Germania soprattutto davanti ai casi di grave frode fiscale“. Quello di Uli Hoeness non è il primo e non sarà l’ultimo caso clamoroso di persone famose condannate per evasione fiscale. Hoeness però sarà il primo vip ad andare in carcere. Prima di lui nessuno di loro è finito dietro le sbarre. Continua a leggere

Tutti pazzi per Merkel

merkel-hollandedi Roberto Musacchio
Aiutano a capire il perché la signora Merkel abbia vinto le elezioni in Germania i complimenti che le arrivano da tutta Europa e a 180 gradi. Anche da chi, come Hollande e Letta, dovrebbe stare su un fronte diverso. Si dirà che sono congratulazioni dovute. Ma in realtà traspare qualcosa di diverso. Il riconoscimento di una egemonia che diventa il punto di riferimento obbligato per ogni agire politico. Vale anche per i commentatori e i giornali, progressisti in testa. Per giunta ci si è messo anche il successo, sfiorato, della lista anti-euro a dare l’alibi per celebrare i fronti uniti da edificare contro l’euroscetticismo. Continua a leggere

Germania: risultati e prospettive delle elezioni politiche

merkeldi Massimo Demontis (Berlino)
Vince, stravince e convince da sola Angela Merkel. Conferma tutti i pronostici preelettorali, tutti i sondaggi – e non c’era alcun dubbio che andasse così – fagocita l’alleato di governo Fdp (i liberali), travolge gli avversari e porta al trionfo l’Unione, Cdu e Csu, sfiorando la maggioranza assoluta in Parlamento. Continua a leggere

Dalle elezioni tedesche nessun cambiamento per l’Europa

grande germaniadi Nicola Melloni (Londra)
Sembra davvero inutile aspettarsi belle notizie da Berlino. Durante il weekend si terranno le elezioni, ma c’è davvero poca suspense. Vero, l’aritmetica elettorale potrebbe riservare qualche sorpresa: la Cdu di Angela Merkel sembra saldamente in testa ma non è detto che abbia la maggioranza per governare, mentre gli alleati liberali sono in picchiata. Potrebbe dunque saltare la riedizione del governo attuale. Dal punto di vista politico però cambierebbe davvero poco. Continua a leggere

Elezioni in Baviera. Trionfa la Csu di Horst Seehofer

Horst Seehoferdi Massimo Demontis (Berlino)
È stato un trionfo per Horst Seehofer e per la Csu. I cristiano sociali, dopo il pesante tracollo del 2008 (-17 per cento) e l’obbligo di un governo di coalizione con i liberali dell’Fdp, “riconquistano” il cuore e i cuori della Baviera, la maggioranza assoluta nel parlamento bavarese e 1 elettore su 2.  Csu al 49 per cento, un crescita 5 per cento in più rispetto al “maledetto” 43 per cento del 2008, e le assegnano 101 seggi nel Maximilianeum, il parlamento della Baviera. Continua a leggere

La Germania “è kaputt”

ScharnebeckE’ proprio vero che le politiche di austerità lascino indenne la Germania? Sembra di no; stando a Die Zeit (di cui pubblichiamo un recente articolo tradotto da Alexander Ricci) gli effetti dei tagli cominciano a farsi sentire anche nel cuore produttivo dell’Europa.
7,2 miliardi di Euro mancano ogni anno per riparare chiuse, strade e binari. Il fondamento del benessere tedesco traballa. (da Die Zeit, 20 Giugno, N°26, autori Marc Brost e Amrai Coen) Continua a leggere

Dalla Germania: “la Merkel ha perso le elezioni italiane e la sinistra non ha capito nulla”

merkel-monti-2di Wolfgang Münchau (da Der Spiegel)
I grandi sconfitti nelle elezioni italiane non sono Mario Monti né Pier Luigi Bersani, ma Angela Merkel: se la crisi Euro è ancora qui, la colpa è solo sua. La sua politica anticrisi ci sta portando verso il disastro. Angela Merkel è la vera perdente nelle elezioni italiane. Quanto la sua Euro-politica sia sbagliata, nei giorni scorsi è diventato chiaro a tutti. Mi aspetto che questa strada ci porti al disastro. Continua a leggere

Intervista a Giovanni Di Lorenzo, direttore del prestigioso settimanale tedesco Die Zeit

Giovanni Di Lorenzo - Die Zeitdi Alexander D. Ricci – Le critiche alla Cancelliera, “immeritate”. La stima per Monti e Draghi. L’“inverosimile” vittoria di Berlusconi. E ancora l’austerity, la Grosse koalition, il giornalismo in crisi. Giovanni di Lorenzo, nato in Italia, è il direttore del più importante settimanale tedesco, Die Zeit. Ecco come legge le elezioni di Roma e Berlino. Con una sola certezza: la Cdu rivincerà.
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Angela Merkel è stata rieletta oggi presidente della CDU con il 98% dei voti

merkel cdudi Massimo Demontis (Berlino)
Una regina senza corte – Un risultato eccezionale per la Cancelliera, bulgaro usando un paragone più che abusato. È la settima volta consecutiva che la Merkel viene eletta presidente dei cristiano democratici. Questa volta con quasi otto punti in più rispetto a quella precedente e con due punti percentuali in più rispetto al suo miglior risultato. Continua a leggere

Germania. Nuovo Rapporto sulla povertà: cresce ancora la differenza tra ricchi e poveri. I ricchi sempre più ricchi.

Nel governo scontro tra Rösler (FDP) e von der Leyen (CDU) che poi fa marcia indietro. La Merkel contro la patrimoniale.
di Massimo Demontis (Berlino) 
Il nuovo Rapporto sulla povertà (Armutsbericht) dovrebbe essere ufficialmente pubblicato a novembre, ma una sua bozza è divenuta di dominio pubblico ed è fonte di scontro nella coalizione di governo e di ampio dibattito nei media e nella società.  Continua a leggere

GERMANIA: Stop al Fiskal Pakt da parte della Corte Costituzionale. Colpo duro alla dogmatica CDU e SPD.

di Paola Giaculli (Berlino)
La cancelliera Merkel dovrà rimandare le “celebrazioni” dell’entrata in vigore del patto fiscale, prevista per il 1 luglio. A guastare la festa della prima della classe in Europa ci hanno pensato i giudici della corte costituzionale, chiedendo al Presidente della repubblica Gauck di non apporre subito la firma che ratificherebbe in via definitiva l’accordo europeo votato in Parlamento. La cancelleria aveva accelerato i tempi fissando il voto, per patto fiscale e Meccanismo europeo di Stabilità allo stesso tempo, per il 29 giugno in entrambe le camere, Bundestag e Bundesrat, camera delle regioni. Continua a leggere

Merkel: Piano in 6 punti. Vertice Governo-opposizione

di Massimo Demontis (Berlino)
Il governo tedesco pianifica la creazione di speciali aree economiche. Lo rende noto oggi la versione online del settimanale di Amburgo Spiegel. Si tratterebbe di un piano di 6 punti che la Germania è pronta a presentare per reagire alle sempre più insistenti richieste di leader e partiti europei che chiedono impulsi per la crescita. Continua a leggere

Brasile: siamo in una guerra monetaria dichiarata da Europa e Stati Uniti

di Raúl Zibechi – La Jornada
L’incontro tra Dilma Rousseff e Angela Merkel il passato 5 marzo in Germania è stato teso e poco cordiale. La presidente del Brasile si lamenta dello “tsunami monetario”, come giudica la politica monetaria espansionista dell’Europa e degli Stati Uniti, che pregiudica l’industria dei paesi emergenti. Si è scagliata contro la politica economica “speculativa” che spinge il cancelliere tedesco e ha avvertito che il Brasile è un’economia “sovrana” e pertanto adotterà “tutte le misure atte alla sua protezione” (O Globo, 5 marzo). Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

cambiailmondo2012@gmail.com

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