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MONI OVADIA denuncia l’ennesima censura (questa volta dell’ANPI di Torino) contro pulizia etnica, razzismo e discriminazione condotta dal Governo israeliano.

IL 17 gennaio era stato organizzato in Val Di Susa un incontro ad Almese con Ahmed Abu Artema , Poeta e giornalista pacifista fondatore della Grande Marcia del Ritorno.L’incontro è stato organizzato da Progetto Palestina , BDS Torino, Anpi Avigliana e Anpi Valmessa. Tuttavia a 4 giorni dall’evento le due sezioni Anpi hanno annullato la loro partecipazione avendo ricevuto un diktat dalla Presidente provinciale Anpi Maria Grazia Sestero.

Il motivo addotto dalla Sestero l’avere subito pressioni da un gruppo sionista molto schierato con Netanyahu che avrebbe mandato una lettera anche all’Anpi nazionale sostenendo che in Germania il Bundestag ha votato una risoluzione definendo il BDS antisemita per cui l’incontro non doveva essere svolto anche perché Abu Artema era membro di Hamas organizzazione considerata terrorista, accusa questa quanto mai falsa come falso è l’accusa che il BDS sia un movimento antisemita.

Moni Ovadia su sollecitazione di Progetto Palestina e BDS Torino ha immediatamente accettato di fare un video denuncia del gravissimo atto di censura (vedi link) . Grazie a questo video di forte denuncia  la Presidente dell’Anpi nazionale ha emesso una dichiarazione di condanna dell’atto censorio di Maria Grazia Sestero e di condanna della politica aggressiva e sanguinaria di Israele.

Per ora La presidente provinciale di Torino tace e più sezioni stanno protestando per il pesante e antidemocratico intervento.

di seguito allegato la locandina che pubblicizzava i due incontri (quello all’università si è tenuto regolarmente con successo) di Abu Artema.

 

il video di Moni Ovadia e l’articolo di Repubblica , Cronaca di Torino

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/01/20/news/torino_moni_ovadia_contro_l_anpi_censura_i_pacifisti_palestinesi_e_un_atto_squadrista_-246211606/

 

Il comunicato della Presidente Carla Nespolo

https://www.anpi.it/articoli/2275/nespolo-sul-conflitto-israelo-palestinese-lanpi-ha-sempre-mantenuto-e-mantiene-la-stessa-posizione-e-condotta?fbclid=IwAR1J2UB1KcLZUwY4bG2OGqCZAdlZoVOGz8PrAxIfIiCY98SGOeKQMKwsxs8

 

 

Moni Ovadia: «Clima intimidatorio con chi critica le politiche di Israele»

di Mauro Ravarino, 22.01.2020

 

Val Susa, salta il convegno con pacifista palestinese. «C’è un clima intimidatorio nei confronti di chi avanza critiche alle politiche di Israele. E mi addolora sapere che anche qualche sezione dell’Anpi possa cascarci». «C’è un clima intimidatorio nei confronti di chi avanza critiche alle politiche di Israele. E mi addolora sapere che anche qualche sezione dell’Anpi possa cascarci». Così, l’attore e drammaturgo Moni
Ovadia, commenta l’annullamento della conferenza con l’attivista pacifista di Gaza, Ahmad Abu Artema, che si sarebbe dovuta tenere nella sala comunale Almese (Torino), in Val di Susa, il 17 gennaio.

L’evento, organizzato da Progetto Palestina e Bds Torino in collaborazione con le sezioni Anpi di Valmessa e Avigliana, è saltato dopo il ritiro della partecipazione di quest’ultime su indicazione dellasezione provinciale, dopo non meglio precisate pressioni da parte di associazioni della comunitàebraica. Se l’Anpi di Torino non rilascia dichiarazioni, l’Anpi nazionale, con la sua presidente Carla Nespolo, ha precisato che l’organizzazione «non è intervenuta in alcun modo sulla questione» ed è estranea alla cancellazione dell’evento.

La vicenda si tinge di giallo, perché i precedenti incontri con Ahmad Abu Artema sulla «Marcia del Ritorno», iniziata a Gaza il 30 marzo 2018, di cui l’attivista è fra gli ideatori, si erano svolti, da Napoli a Roma, passando per Bologna, senza alcun intoppo. Anche il giorno prima all’Università di Torino non c’erano stati problemi. Perché, allora, si è arrivati alla cancellazione dell’evento in Val di Susa.

Quali pressioni ci sono state? Forse infastidiva la presenza della Rete ebrei contro l’occupazione. Per Moni Ovadia non c’è una motivazione locale: «Si cerca di tappare la bocca a ciò che non è considerato politically correct e da parte di alcuni gruppi della comunità ebraica c’è un
tentativo a livello italiano di censurare ogni voce che parli di segregazione e occupazione in Palestina, una situazione che i giovani palestinesi stanno patendo più di tutti. Un atto di censura che considero squadrista».

Sull’accaduto sono intervenuti gli organizzatori dell’evento Progetto Palestina, che avevano inizialmente promosso l’evento con le due sezioni dell’Anpi: «È grave censurare un’iniziativa con un attivista per i diritti umani di Gaza. Rigettiamo l’abbinamento antisemitismo-antisionismo, l’antisemitismo lo combattiamo tutti giorni. Lottare contro politiche di apartheid israeliane è un atto doveroso per ogni cittadino e antifascista, che unisce la Resistenza di un tempo con questa».

La presidente Nespolo ha colto loccasione per ribadire le convinzioni dell’Anpi sulla questione palestinese: «Lunica soluzione al conflitto israelo-palestinese è la creazione di due Stati.
Giudichiamo severamente la politica di Netanyahu, che ha inasprito il contenzioso con scelte provocatorie, e riteniamo la condizione di vita degli abitanti di Gaza intollerabile». E ha aggiunto: «Da tempo si è creato in Italia un clima per cui qualsiasi iniziativa che tenda a dimostrare simpatia verso i palestinesi e critiche verso il governo israeliano viene bollata come antisemita. È giunto il momento di giudicare con obiettività tali iniziative, distinguendo la legittima critica all’attuale politica israeliana dalle posizioni antisemite, proprie della peggiore tradizione neofascista e neonazista italiana».

FONTE: Il Manifesto

 

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