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Venezuela, voto costituente: cosa c’è da sapere per disinnescare le bombe della disinformazione globale

Oggi in Venezuela si vota per insediare i membri dell’Assemblea Costituente. Nei media italiani, tv, radio, cartacei e on-line, salvo una sparuta minoranza di giornalisti e di operatori dell’informazione partecipata, si susseguono informazioni false, assemblaggi mirati di notizie tendenziose e artefatte con le migliori (peggiori) metodologie previste per la manipolazione delle masse.

Per difendersi da questo attacco mediatico alle coscienze dell’opinione pubblica è bene sapere alcune cose che di seguito riepiloghiamo:

 

  1. L’indizione del voto per l’insediamento della Costituente è pienamente legittima e prevista dalla attuale Costituzione venezuelana: gli articoli di riferimento sono il 327, 347, 348 e 349. Per approfondimenti leggi QUI

     

  2. Sulla natura dell’ordinamento giuridico dello Stato venezuelano è bene ricordare che si tratta di una Repubblica Presidenziale, analogamente a quella francese o statunitense. Il fatto che vi sia una maggioranza parlamentare dell’opposizione non mette in discussione il potere di rappresentanza della Presidenza della Repubblica, pienamente legittima come lo fu la presidenza di Obama negli USA pur in presenza, negli ultimi 6 anni del suo mandato, di una maggioranza repubblicana (la cosiddetta “anatra zoppa”). Per approfondimenti leggi QUI

     

  3. Il sistema elettorale venezuelano è governato da un potere autonomo dall’esecutivo (CNE). Le procedure e l’organizzazione del voto in Venezuela sono considerate tra le migliori al mondo. Gli osservatori internazionali capeggiati da rappresentanti della Fondazione Jimmy Carter hanno sempre certificato la correttezza delle 19 consultazioni elettorali che si sono susseguite negli ultimi 19 anni.

     

  4. Come in ogni paese civile e democratico, in occasione di consultazioni elettorali, a conclusione delle campagne elettorali è previsto il silenzio di riflessione e le forze di polizia sono tenute a far rispettare lo svolgimento democratico del voto reprimendo ogni eventuale manifestazione di disturbo della sua espressione. Così è in Venezuela e in previsione di manifestazioni violente, che si susseguono da aprile scorso e che sono state indette anche in contemporanea del voto con l’esplicito obiettivo di aggredire gli elettori e bruciare i seggi, il Governo ha organizzato un piano per garantire l’ordine.

     

  5. C’è anche da sapere un’altra cosa importante: il 16 luglio scorso si è svolta una consultazione denominata “Plebiscito” organizzata dalle opposizioni in modo autonomo. Questa consultazione, seppure non prevista da alcuna legge venezuelana e quindi illegale, si è svolta liberamente, senza alcun intervento delle forze dell’ordine, nè dei sostenitori del Governo. Ciò costituisce un ulteriore esempio dell’atteggiamento liberale e tollerante del Governo pur in un clima di violenze che ha portato alla morte di oltre 100 persone. Il risultato di quel voto, che secondo gli organizzatori ha portato oltre 7 milioni di persone nei seggi predisposti (in realtà era impossibile dal punto di vista tecnico che potessero votare oltre 2,5 milioni di persone), non è stato certificato da nessuno, anche perché a conclusione dello scrutinio, le schede e i registri elettorali sono stati bruciati dagli stessi organizzatori. Per approfondimenti leggi QUI

     

  6. Contrariamente alle notizie artefatte che circolano, mentre la Colombia, per bocca del suo Presidente Santos, ha dichiarato che non riconoscerà il risultato del voto per la Costituente, il capo della task force per il dialogo, l’ex Presidente Spagnolo Zapatero, che gode del sostegno del Papa, ha invitato a rispettare l’esito del voto per la Costituente e a garantire il regolare svolgimento delle operazioni di voto. Analogamente, ha fatto l’ONU, per affermazione dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, da Ginevra, chiamando “a garantire la pace e la tranquillità delle operazioni di voto del 30 luglio e il diritto degli elettori a partecipare alle consultazioni convocate dal Presidente Nicolas Maduro”.

     

  7. Contrariamente a quanto si vuole dare ad intendere, Papa Francesco non la pensa come la Conferenza Episcopale venezuelana, completamente schierata con l’opposizione, ed è per la continuazione del dialogo come unica via di uscita dalla situazione creatasi in Venezuela.

     

  8. L’Assemblea Costituente è stata indetta dal Presidente Maduro anche come via di possibile uscita dalla crisi istituzionale. Essa era stata chiesta fin dal 2014 dai massimi esponenti dell’opposizione. Il fatto che l’opposizione abbia invitato a non partecipare alla consultazione è la conferma degli obiettivi golpisti che la caratterizzano. In questi ultimi 18 anni, da quando Chavez vinse le prime elezioni del 1999, ha tentato ripetutamente di abbattere i governi legittimi che si sono succeduti, nel 2002 (colpo di Stato contro Chavez), 2004 (Serrata della PDVSA), 2005 (rinuncia a partecipare alle elezioni), 2014 (Prima guarimbas) ed oggi. L’opposizione non vuole l’alternanza democratica: per essa era semplicemente sufficiente attendere il voto presidenziale del prossimo anno, scadenza istituzionale del mandato di Nicolas Maduro. Per approfondimenti leggi QUI

     

  9. Il Venezuela, al netto di errori e carenze del Governo Maduro e degli effetti nefasti della crisi globale e dalla caduta del prezzo del petrolio, si trova al centro di un tentativo di regime change internazionale guidato da Usa, EU e paesi satelliti e neoliberisti latino americani, in particolare Colombia e Messico (confermato dalle affermazioni recenti del capo della CIA), analogo a quello realizzato in Ucraina e potenzialmente a quello libico e siriano. I motivi, gli obiettivi e le modalità di questo tentativo possono essere approfonditi QUI, QUI e QUI.

     

  10. La partita venezuelana ci riguarda molto da vicino: l’abbattimento dell’esperienza chavista, che ha ottenuti grandi successi, certificati dall’ONU, nell’inclusione sociale di decine di milioni di persone, nella scuola, nella sanità, nelle politiche per l’abitazione, nella produzione decentrata, con la ridistribuzione dei redditi derivanti dal petrolio e dalle altre risorse naturali, sarebbe la conclusione di un ciclo di cambiamento progressista sostanziale e non formale, attuato in un quadro istituzionale democratico; sarebbe la fine del tentativo dell’intera America Latina di emanciparsi dalla situazione neocoloniale già compromessa dal golpe istituzionale in Paraguay, dal golpe bianco in Brasile e dalla vittoria del neoliberista Macri in Argentina. Sarebbe anche un colpo decisivo al tentativo di sperimentare un superamento del neoliberismo da sinistra, cosa che costituisce l’obiettivo delle forze sociali e politiche alternative e di progresso in tutto il mondo; come fu decisivo il golpe contro Salvado Allende nel Cile del ’73, che aprì la strada al Piano Condor. Per questi motivi dobbiamo seguire con attenzione, evitando ogni manipolazioni, gli eventi venezuelani, vigilando e monitorando tutte le fake news che si rincorrono. E dare il massimo sostegno, certamente anche critico, all’esperienza bolivariana.

Nel giorno della consultazione per la Costituente, il Venezuela è il cuore dell’America Latina e dell’intero pianeta.

 

DIFFONDIAMO QUESTE INFORMAZIONI !!!!

 

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