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Lettera aperta a Francesco


Dobbiamo lasciarci infiammare da… grandi e sublimi aspirazioni…Osare aprire sentieri mai esplorati e scalare vette mai raggiunte.

Napoli, 4 ottobre 2013

All’attenzione di Francesco
Capo Sovrano di Stato Vaticano, 266º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, Jorge Maria Bergoglio

Gentile Francesco,

oggi, 4 ottobre 2013, abbiamo pensato di cominciare a scriverle queste righe.

Ci siamo chiesti come ci saremmo dovuti rivolgere al Capo vivente di una istituzione di peso mondiale come la Chiesa.

Abbiamo ritenuto opportuno farlo nella maniera più semplice, nel pieno rispetto della schiettezza e della genuinità dell’Amoroso Giullare di cui ci ha parlato il Maestro Rossellini.

Oggi ci rivolgiamo al primo Capo di Stato Vaticano latinoamericano della Storia.

Oggi ci rivolgiamo al primo Capo di Stato Vaticano che abbia deciso di chiamarsi Francesco della Storia.

Oggi ci rivolgiamo al primo pontefice gesuita della Storia.

Tutto questo accade, è bene sottolinearlo, in un periodo storico affascinate e al contempo drammatico, dopo che un papa si è dimesso per fare posto ad uno nuovo. Gran parte dell’umanità non avrebbe mai pensato di assistere ad un avvenimento di tale portata; segno dell’eccezionalità dei nostri tempi.

Aquiles Nazoa

Aquiles Nazoa

Come ben sappiamo, e sa bene anche il Vaticano, ogni novità, per essere realmente tale, si dice nasca come eresia e, se non viene soppressa prima – magari da un fuoco che si vorrebbe purificatore – è destinata a morire come superstizione.

Quattro ottobre, il giorno di San Francesco, Patrono d’Italia. Quante cose sono accadute in questo giorno, solo per rifarci alla Storia recente.

Un dichiarato e fervente cristiano, il 4 ottobre di un anno fa, a Caracas, incontrava una folla oceanica sotto un acquazzone tropicale, un’acqua benedetta con la quale si salutava il popolo bolivariano accorso per festeggiare con lui quel 4 ottobre 2012; era l’allora presidente venezuelano, Hugo Rafael Chávez Frías, che parlò, tra le tante cose, alla folla presente di Francesco, “il Giullare”, e come un giullare, come suo solito, imbracciò una chitarra elettrica, saltò, ballò, scherzò con la gente, la fece ridere, e commuovere, rise e si commosse anch’egli; fu il suo ultimo bagno di folla e di acqua piovana, prima che uno stranissimo e estremamente aggressivo cancro se lo portasse via definitivamente, come avrebbe detto lui, cristiano, nell’aldilà, era il 5 marzo del 2013.

«Noi siamo come San Francesco: Strumenti di Pace e siamo Benedetti da questa pioggia d’amore», queste furono le esatte parole del “Comandate supremo” o anche “eterno”, come lo chiama il popolo venezuelano.

Una settimana dopo le esequie di Chávez, il 13 marzo, sale al soglio pontificio, un latinoamericano, Francesco, il primo della Storia della Chiesa.

Il successore di Chávez, eletto dal popolo venezuelano, sarà Nicolás Maduro, il quale in diretta TV dichiarerà, accogliendo la notizia del nuovo Francesco, di essere convito che è stato lo stesso Chávez a spingere dio a caldeggiare questa scelta.

Non è nostro interesse, con la presente, alimentare un dibattito teologico, tra credenti e non; comprendiamo che per molti intellettuali di diversa provenienza, estrazione sociale, fede e credo, discutere sui massimi sistemi e sulle impalcature che reggono l’iperuranio delle idee, abbia un fascino particolare e perciò a questo compito sono disposti a sacrificare il loro tempo. Noi qui preferiamo dedicare il nostro tempo, sacrificarlo – ovvero renderlo sacro – focalizzando il discorso su altri aspetti che riteniamo urgenti e prioritari. Seguiamo gli avvenimenti del continente latinoamericano con grande attenzione ed interesse.

Leonardo Boff

Leonardo Boff

Tra le tante notizie che ci arrivano, come spesso accade, le più interessanti bisogna andare a cercarsele con il lanternino, e alcune di queste ci sembrano davvero notevoli.

Abbiamo letto gli apprezzamenti che hanno espresso verso di lei, attuale punto di riferimento di centinaia di milioni di cristiani, alcuni latinoamericani che hanno segnato la Storia dell’America latina, come Leonardo Boff, Ernesto Cardenal, Adolfo Perez Esquivel o Frei Betto.

Abbiamo letto in diversi media un’intervista ad un suo amico, anch’egli si chiama Francesco, suo collega di studi, ci riferiamo ad un’altro Argentino, Francesco Mele.

Se i media non ci hanno ingannati, Francesco Mele è un suo caro amico e quindi, conoscendola molto bene, è assai entusiasta di avere un amico di tale spessore umano.

Francesco Mele la descrive come «il primo papa bolivariano della Storia. La sua visione geopolitica si ispira a quella di Simón Bolívar,el Libertador: l’unione dell’America Latina per creare un soggetto economico autonomo ed un attore politico indipendente sulla scena mondiale: la Patria Grande». Tutto ciò ci sembra molto interessante e stimolante.

Ci viene in mente anche un altro Argentino, di cui abbiamo una stima infinita e le cui parole furono un punto di riferimento per uno dei massimi pedagogisti brasiliani; l’argentino a cui ci riferiamo si chiamava Ernesto Guevara, per i popoli del mondo, era più semplicemente el Che. Il pedagogista brasiliano invece è uno dei massimi teorici della Teologia della Liberazione, Paulo Freire, il quale faceva riferimento al Che quando questi affermava che: «a rischio di sembrare ridicolo, lasciatemi dire che il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore».

Risulta interessante notare come i veri innovatori siano non solo sempre in odore di eresia da parte dei più retrivi e refrattari, ma che siano fatti anche passare per ridicoli, comici, buffoni e pagliacci. Come se il buon umore ed il sorriso levino serietà agli argomenti e alle persone e debbano essere oggetto di dileggio e di disprezzo. “Il Giullare di Dio” di Rossellini, o il Nobel della letteratura Dario Fo, ci ricordano che le cose possono stare anche diversamente.

Sempre dai suddetti media, e sempre che non ci abbiano tratto in inganno, e con il beneficio dell’inventario, spulciando tra le pieghe dei periodici cartacei e digitali mondiali, scopriamo che un altro bolivariano, Nicolás Maduro, Capo di Stato della Repubblica Bolivariana del Venezuela, ha proposto allo Stato Vaticano di contribuire alla realizzazione delle missioni sociali bolivariane.

A quanto ci è dato sapere queste missioni sociali tanto successo hanno avuto e stanno avendo in Venezuela e in America latina, in tanti campi, dall’alfabetizzazione all’educazione in generale, dalla cultura all’alimentazione, dalla sanità al diritto ad una abitazione degna, anche grazie all’esperienza accumulata dai cubani in quest’ultimo mezzo secolo.

Paulo Freire

Paulo Freire

Il Presidente Maduro, ci dicono, ha proposto al papa di contribuire a che queste missioni possano essere realizzate nei paesi dove ce n’è maggiore ed urgente necessità, a cominciare dal Continente Africano, probabilmente il continente che, insieme all’America latina e all’Asia, ha maggiormente subito il saccheggio, la violenza, la depredazione dei signori della guerra, degli speculatori finanziari, dei colonialisti prima e degli imperialisti poi, padroni di decidere della vita e della morte di centinaia di milioni di esseri umani, uomini, donne e bambini, nonché padroni di vivere e comandare comodamente dalle nostre latitudini europee.

Storicamente, anche la figura del papa, sappiamo che ha un credito enorme verso i popoli del mondo. Anche qui centinaia di milioni di esseri umani ascoltano le parole dei papi, le fanno spesso proprie, fanno quello che loro dicono, o anche se non lo fanno, ne sono enormemente influenzati. Non solo le parole, ma anche le decisioni – che hanno valenza politica – contribuiscono al destino dei popoli del mondo.

Internet senza dubbio è un moltiplicatore di potenzialità a livello globale, e grazie anche a questo strumento veniamo a sapere che la Banca del Vaticano nel 2012 ha quadruplicato i propri profitti rispetto al 2011.

Sempre grazie ad Internet veniamo a sapere che la maggior parte della rendita petrolifera venezuelana, serve a ripagare il debito sociale accumulato dallo Stato nei confronti del popolo, e tra questo, dei più bisognosi.

Veniamo inoltre a sapere che il primo presidente indigeno della Bolivia, Evo Morales, ha avuto da lei in dono, un testo sulla Teologia della Liberazione e che il primo presidente economista dell’Ecuador che ha studiato negli USA, avversario risoluto della violenza neoliberista, Rafael Correa, ha avuto parole di grande apprezzamento per la affabile accoglienza che gli ha riservato.

Sappiamo che lei ha annunciato cambiamenti epocali anche nella Chiesa e allo stesso tempo leggiamo che Francesco Mele ha poi aggiunto, sempre riferendosi a lei che è «un papa che pensa ed agisce velocemente. Non sappiamo le sorprese che ci riserverà domani. Nemmeno dio può sapere cosa pensi un gesuita».

Così come insiste il nicaraguense Ernesto Cardenal, anche noi siamo persuasi che non esista contraddizione che non si possa affrontare e sciogliere tra fede e ragione, tra credo e razionalità.

Anche noi siamo razionalmente convinti della nostra incrollabile fede nelle capacità creative dei popoli, come ci ricorda il poeta venezuelano Aquiles Nazoa con il suo “Credo”, a cominciare dai più fragili, dai bambini e dalle bambine, e siamo altrettanto razionalmente convinti che, come esortava la guida e il maestro di Simón Bolívar, Simón Narciso de Jesús Rodríguez, sia necessario stimolare la curiosità dei bambini, «affinché, chiedendo il perché di ciò che gli si dice di fare, si abituino ad obbedire alla ragione e non come limitati, all’autorità, non come stupidi, all’abitudine».

Inutile dirle che vogliamo essere intellettualmente onesti, verso tutti, e non solo ci auguriamo di essere positivamente stupiti dal primo papa latinoamericano della Storia, e dal suo essere veloce nel pensare e nell’agire, come pare affermare Francesco Mele, ma sin da ora – e non solo da ora – mettiamo a disposizione i nostri modesti sforzi dovunque ce ne sia bisogno per far si che le missioni bolivariane proposte dal primo Presidente chavista–  ancora umile conducente di autobus – del Venezuela bolivariano nonché della Storia, Nicolás Maduro, si concretizzino, anche con l’aiuto – perché no? – del primo ‘papa bolivariano’ della Storia.

Non chiediamo risposte a queste nostre linee, chiediamo, questo sì, quella velocità nel pensare e nell’agire che sempre secondo Francesco Mele contraddistingue l’essere umano Francesco, Jorge Maria Bergoglio, oggi ufficialmente regnante dello Status Civitatis Vaticanæ, monarchia assoluta elettiva di tipo patrimoniale, il più piccolo Stato del mondo ma con potere e ricchezze, direttamente o indirettamente che siano, davvero eccezionali.

Francisco Mele

Francisco Mele

Un potere eccezionale che può essere, sin da subito, messo a disposizione di chi più ne ha bisogno. Anche perché quella stessa ragione e quella stessa fede nei poteri creativi dei popoli, ci suggerisce che questo potere eccezionale, prima o poi, in un modo o nell’altro, dovrà necessariamente essere messo a disposizione di costoro; poiché i popoli del mondo non aspettano passivamente in eterno, si attivano politicamente, e questo potere, cominceranno a reclamarlo, per loro. Se solo tutto ciò potesse avvenire nella maniera più pacifica possibile; sarebbe di grande auspicio, per tutti.

Parafrasando l’ex Presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, chi chiude le porte alle rivoluzioni pacifiche le spalanca a quelle violente. Cosa siamo disposti a sacrificare, noi, perché tutto ciò possa avverarsi? Cosa siamo disposti noi a fare a che queste porte si spalanchino, risparmiando ulteriori dolori all’umanità?

Gli oltre ventimila morti africani, e non solo, che sono costati a milioni di migranti in questi anni nel tentativo di approdare sulle rive della Fortezza Europa, e che nel futuro prossimo proveranno ad approdare, partendo dall’Africa, reclamano questa velocità nel pensare e ancor di più nell’agire, e non lo reclamano solo a Francesco ma a tutti gli uomini e le donne di buona volontà e che già da oggi hanno il potere di farlo.

Le missioni bolivariane in Africa, proposte dal Presidente Maduro, sono un esempio concreto di ciò che si può cominciare a fare.

Vogliamo medici, non F35, vogliamo alfabetizzatori, ‘coscientizzatori’ – avrebbe detto Paulo Freire – non speculatori delle altrui miserie, vogliamo scuole, non caserme.

Secondo alcuni, il discorso più bello che sia mai stato pronunciato è opera di un altro latinoamericano, l’anziano José Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay, un Tupamaro che ha subìto le torture della dittatura militare nel suo paese, ha vissuto vendendo fiori al mercato, si è ribellato ai suoi oppressori, oggi vive, per scelta e coscienza, con uno stipendio operaio, forse addirittura meno.

El Pepe ci dice: «La Rivoluzione oggi, la parola Rivoluzione acquisisce una dimensione di carattere universale mentre il mondo si globalizza e questa dimensione è proprio l’idea che è possibile, che è una necessità storica, per mantenere e sostenere la vita, per lottare per creare un mondo migliore, di rispetto, di uguaglianza di base, senza paura di essere schiacciati, senza portaerei, senza aerei da guerra telecomandati, un mondo in cui sia possibile che l’uomo esca dalla preistoria, e uscirà dalla preistoria il giorno in cui le caserme saranno sostituite con scuole e università».

La salutiamo con profonda, sincera ed umana considerazione,

Franca Rame, Dario Fo con Hugo Chávez

Franca Rame e Dario Fo con Hugo Chávez a Milano (2005)

Ciro Brescia, educatore di strada, presidente ALBAssociazione – Napoli

Alessandra Riccio, direttrice Rivista Latinoamerica – Napoli

Federica Zaccagnini, coordinatrice scuola di formazione continua sul buen vivir ecuatoriano, ministerio delle relazioni estere e mobilità umana dell’Ecuador – Quito Ecuador

Emilio Lambiase, achitetto, Coordinatore Nazionale ANROS Italia (Associazione Nazionale delle Reti e delle Organizzazioni Sociali) – Cava de’ Tirreni (SA)

Maria Elena Muffato, donna – Napoli

Pier Paolo Palermo, insegnante – Napoli

Maria Spina, casalinga – Napoli

Valeria Sonda – Padova

Liliane Blaser Aza, documentarista – Caracas Venezuela

Marinella Correggia, ecoattivsta contro le guerre – Torri in Sabina (Rieti)

Mario Neri, pensionato, Circolo Bolivariano “Antonio Gramsci” – Caracas Venezuela

Indira Pineda Daudinot, sociologa – La Habana Cuba

Gabriel Arcadi – Lecce

Axel Schumacher, traduttore – Roma

Gilbert Evans, giornalista – Bruxelles Belgio

Massimo Acciaro, infermiere – Napoli

Bartolomeo Pepe, senatore della Repubblica Italiana (M5S)

Girolamo Pisano, padre di due figli, deputato della Repubblica italiana  (M5S)

Leonardo Landi, educatore – Firenze

Fabrizio Verde – Napoli

Mirco Sangalli, tecnico dello sviluppo duraturo – Bergamo

José Leonardo Paniccia – Roma

Nicola Nardella, avvocato – Napoli

Osvaldo Justo Martinez, architetto bolivariano – Verona

Massimo de Magistris, insegnante – Roma

Marcella Costagliola, insegnante – Roma

Massimiliano De Vecchis – Caracas

Alvaro Pereda Utzcategui – Circolo Bolivariano “Simón Rodriguez”

Mildred Granger Quintana – Verona

Chiunque voglia sottoscrivere, come singolo od organizzazione questa lettera può farlo scrivendo a albassociazione@gmail.com

 

 

FONTE: Albainformazione

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Discussione

5 pensieri su “Lettera aperta a Francesco

  1. Ho letto e riflettuto con molta attenzione la lettera al Papa Francesco firmata da molti intellettuali, molti dei quali conosciuti, i cui scritti mi hanno permesso anche un arricchimento spirituale. Vivo in Venezuela, ma sono italiano, e devo riconoscere che a 67 anni, se fossi rimasto in Italia, mi troverei ora in una casa di riposo per quelli della”terza etá”, ossia i vecchi, ad aspettare la morte. Qui invece, grazie ad una dei tante categorie antisistema fino a luglio di quest’anno ho insegnato alla Unefa di Nueva Esparta, filosofia, relazioni internazionali e italiano. Una cosa inedita, inaudita, che mi ha sbalordito. Ho rinunciato all’insegnamento perché mi é arrivata la pensione dall’Italia e mi é sembrato giusto dare spazio ai piú giovani e fisicamente piú in forma di me. Per questo, sono un bolivariano molto critico, sicuramente la filosofia mi ha insegnato ad essere prudente nel gettarmi nella mischia politica, anche se ho dato il mio sostegno ad alcuni candidati locali bolivariani. Ma venendo al Papa, non ho trovato l’amore del Vangelo nella vostra lettera aperta al Papa Francesco. Avete dipinto un oasi di benessere Venezuela, ma non é cosí. IL nodo della crisi economica e della scarsitá di beni di consumo di massa non é soltanto causato dal sabotaggio mediatico o da un’opposizione antidemocratica venezolana: é una realtá. IL compianto Presidente Chávez negli ultimi tempi prima della sua morte aveva affermato proprio all’attuale Presidente Maduro che l’economía era il tallone di Achille della Rivoluzione Bolivariana. Quanto al Papa, voi non potete relegarlo e incastonarlo solamente in un icono bolivariano, anzi seguace di Simón Bolivar. A me resulta, ma non sono un intimo del Papa, che lui é seguace di Gesú Cristo, e per me questo suo amore al Figlio di Dio, morto e risorto per tutti noi, é decisivo a far sí che troverete sempre Francesco dalla parte dei poveri. Per quanto infine riguarda la Banca del vaticano e tutta la curia romana, non mi soffermo e molte critiche sono piú che sacrosante, ma un fatto é certo: Papa Francesco non dirá mai che la Chiesa é lui, é lá per servire e non per essere servito ed agire come un despota assoluto: non a caso uno dei titoli del Sommo Pontefice é: servo dei servi di Dio.

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    Pubblicato da Ugo Biheller | 07/10/2013, 23:42
  2. RE: LETTERA APERTA A PAPA FRANCESCO.
    (Pubblicata da Cambia il Mondo e Firmata da centinaia di fedeli).
    Inizia con l’invito:
    Dobbiamo lasciarci infiammare da… grandi e sublimi aspirazioni…Osare aprire sentieri mai esplorati e scalare vette mai raggiunte senza temere di esporre la verità.
    Al Capo Sovrano di Stato Vaticano, 266º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, Jorge Maria Bergoglio, benvenuto nella terra dei grandi imbrogli, scandali, speculazioni tutte istituzionalizzate.
    Leggendo la lettera aperta a Papa Francesco, non ce da dire, il quadro è stato redatto da maestri specializzati nell’informazione guidata con colori, pennelli e penne di ottima scelta, facendo intervenire Personalità conosciute per descrivere la facciata favorevole del quadro umano privilegiato, nascondendo le sofferenze causate dai vari Regimi e dalle ragnatele che nel corso degli anni hanno decimato di fedeli la Chiesa Cattolica, arricchendola di beni materiali con filosofie diverse dagli insegnamenti di Gesù.
    Nel tempo, le varie correzioni del pensiero della Fede, sono servite a mantenere la miseria in alcune regioni del mondo per allietare altri uomini, che in nome di Dio hanno saputo beneficiare e arricchire le personali concentrazioni di Potere.
    Il mondo ha fame non per mancanza delle risorse naturali ma per mancanza di giustizia Sociale, Civile e Penale che i vari Credo non sono riusciti a colmare attraverso i millenni, ed oggi più che mai si possono notare le differenze di vita fra i popoli, mantenuti nell’ignoranza e nella miseria per il trionfo delle sostanziali differenze sociali fra la plebe e le sfacciate ricchezze di pochi incoscienti privilegiati. Sono forse questi i Beati accennati nel Vangelo?
    L’America Latina come pure le Filippine e parte di alcune nazioni Europee sottomesse al rigore della fede, altrettanto dicasi per tutte quelle Nazioni dell’Africa e del Medio Oriente soffocate da filosofie di interesse, le quali contribuiscono a mantenere un mondo di ingiustizie, rivendicazioni e guerre infinite.
    Sono sempre stato dell’avviso che bisognerebbe sostituire tutte le Chiese, le Sinagoghe e le Moschee del mondo, o tuttalpiù creando in parallelo centri di aiuto con eserciti di Avvocati per difendere i più deboli, schiacciati giornalmente da uomini ed organizzazioni di potere, allo scopo di cambiare per un mondo migliore.
    Senza andare lontano, proprio in questo Paese vantato come la culla del Cristianesimo, e leggermente più in la nel Mondo Islamico, entrambi soppressori della giustizia dei popoli, soffocati con la tacita approvazione da parte dei vari Credo, dove persino la Chiesa Cattolica che si definisce la scienza della fratellanza, con la nomina del nuovo Papa Bergoglio, non intende cambiare, riparare le tante malefatte passate della Chiesa Cattolica, impostando un nuovo inizio di comportamento Ecclesiale nei confronti dei danneggiati.
    L’ITALIA ISOLATA DAL MONDO PER FURBIZIE, SCIACALLAGGIO e CORRUZIONE.
    Un Paese Politicamente, Giuridicamente e Spiritualmente costruito sulla polvere, con tanti furbetti arrampicatori di poltrone che per interessi personali giocano con i pronostici sulle previsioni Politiche fra Pd, PC, DC e PDL su vittorie e sconfitte giornaliere, incoscienti per aver distrutto il presente e il futuro di questo meraviglioso Stivale.
    Il paese continua a decrescere, le Ditte a chiudere, i giovani partono, le Organizzazioni dei servizi di prima necessità spalleggiate dai vari Garanti triplicano i costi e i profitti, l’esercito dei senza lavoro si stanno organizzando in un Partito contro la Delinquenza della Politica, presumibilmente guidati dal Movimento 5 Stelle, mentre la Chiesa gioca le sue carte per la salvezza dei propri interessi.
    Per salvare il salvabile, con la graduale perdita di Civiltà che mette a dura prova l’umanità con il ritorno in schiavitù, bisognerebbe sostituire tutte le Chiese esistenti nel Paese con Uffici di qualificati e onesti Legali per salvare la Nazione dalla ciurma di ingiustizie istituzionalizzate le quali continuano a mettere a repentaglio il Paese e i diritti umani, falsamente evidenziati da ipocrisie sugli aiuti ai clandestini.
    Pregare non serve più a nulla, mentre il male avanza incoscientemente in tutte le direzioni riducendo il Paese in schiavitù, come conseguenza dalle inarrestabili pressioni imposte dal regime economico anti sociale.
    Il gioco Politico distruttivo con acquisti di Onorevoli e accuse di rimbalzo per primeggiare fra i vari Partiti composti da pagliacci con ridicole sceneggiate che demoliscono il rispetto della cittadinanza, e dalla perdita di prestigio nazionale agli occhi del mondo.
    Fra le poche soluzioni favorevoli di cambiamento, l’arrivo in massa di clandestini, portatori di una nuova ventata di saggezza Africana, di cui sono aggrappate tutte le nostre speranze future con Mohammed alla Presidenza e Scicucu a capo del nostro Governo.

    Il marcio dentro e fuori le nostre Istituzioni spalleggiate dalla Chiesa.
    La Sig.ra Giuseppina denuncia la mancanza di serietà nel Paese allo scopo di accrescere il PIL dove tutti i furti e le varie furberie adottate dalla Politica, vanno ad ingrassare il PIL Nazionale per pagare i privilegi della Kasta.

    Non è più sufficiente pagare le Tasse, ma occorre strozzare maggiormente i cittadini con ulteriori entrate, imposte, bolli, IMU, IVA, TARES, ACCISE sui prodotti di prima necessità, FIFI, MIMI, Sindacati, Finanziamenti ai Partiti, Costi della Politica, Macchine Blu, Viaggi con la scorta, Body Guards, e tanta corruzione impunita.

    La Storia della Sig.ra Geltrude:- In vista di un cambiamento di fornitore Elettrico per l’abitazione, in seguito a libere speculazioni di mercato approvate dal Garante, in data odierna ricevo la lettera senza data contenente il Contratto di fornitura Elettrica A2A che ritrasmetto debitamente firmato.

    Purtroppo sul nascere devo reclamare un fatto importante che attira la mia attenzione sull’addebito di Euro 87,25 semplicemente per il buon giorno e benvenuti nel regno A2A.

    Ultimamente in Italia sono nati dozzine di Fornitori diversi a condizioni e prezzi differenziati, mentre nel Contratto di Fornitura A2A non vedo alcun riferimento ai prezzi, rifacendosi alla piena libertà del Garante e non alle condizioni concorrenziali del mercato.

    Fra le tante offerte nel mercato libero con trucchi ingannatori, passando sotto le gambe di coloro preposti al controllo, alcune Ditte non fanno pagare la spesa iniziale e regalano cinque mesi di fornitura gratuiti – altri regalano l’assicurazione per la casa e 60 Euro in regalo – altri ancora, dopo aver cambiato i contattori per differenziare i consumi in tre fasce orarie, ripropongono la convenienza dell’orario unico con sconti eccezionali – ed oltre – alcuni Fornitori promettono l’annullamento della bolletta dinnanzi alle difficoltà del pagamento – e tanti altri con offerte da presa in giro – per non parlare di quelli che ti offrono le grandi occasioni da non perdere proponendo: il Fotovoltaico per risparmiare, al costo di 10 mila Euro più interessi, più IVA, più imprevisti nel corso del tempo, per un Impianto della durata di 15 anni, al posto delle bollette annuali di 400/800 Euro, ecc., ecc.
    Un mondo di ladri come cantava Giacomino Girasole con la sua orchestra.

    Forse è stata una svista da parte A2A nel non considerare che la richiesta di fornitura elettrica riguardava semplicemente il cambio di nome, poiché l’impianto era già funzionante a nome di mio marito Sig. XX, già vostri Clienti da parecchi anni per la fornitura del Gas.
    Purtroppo l’Italia non avendo un Governo stabile, da qualche anno il Paese soffre di profonde ferite inferte ai cittadini, con tutta la libertà da parte di Organizzazioni dei servizi di prima necessità, con il pieno appoggio da parte dei rispettivi Garanti per raccogliere fondi addizionali, che agli occhi del mondo appaiono come improprie speculazioni punite dall’esterno in modo ben più grave, incolpando la crisi.

    Continua la Sig.ra Geltrude: Quando feci domanda presso gli Uffici A2A per il passaggio di nome da mio marito Sig. XX alla sottoscritta consorte Sig.ra XX, al medesimo indirizzo, con impianto già funzionante, non mi avevano informato che dovevano prendere l’aereo per Roma e ritorno al costo di Euro 87,25 – come semplice Operazione di benvenuto, ma ciò che rende ancora più ridicolo: al momento del bisogno, Governo, Garante, persino San Tommaso spariscono dalla circolazione per dividersi il bottino.

    Si dice: le vie del Signore sono infinite non soltanto per gli sciacalli istituzionalizzati in libertà, ma anche per quelli della Confraternita i quali non scherzano con gioiose sceneggiate domenicali di piazza per festeggiare il ricavato delle operazioni marziane.

    Dal 1972 al 1992 per decreto legge emesso da Giovanni Leone (considerato l’uomo degli scandali, poi obbligato a dimettersi), allora Presidente della DC, tutti i lavoratori Italiani furono derubati di una tassa addizionale inizialmente programmata per la creazione di un Fondo GESCAL che avrebbe permesso allo Stato di raccogliere miliardi con la causale di fabbricare case popolari per i bisognosi.
    Fu rafforzato l’Ente denominato IACP amministrato da personale Politico ubbidiente al Partito, nel quale furono incamerati una parte dei soldi raccolti e iniziarono a costruire case a costi superiori al valore di mercato, per far fronte al supporto della corruzione Politica Italiana ormai incarnata a livello Nazionale.
    In quanto al resto dei soldi, la parte più consistente della torta costruita in vent’anni di ricavi, migliaia di miliardi, non si sa che fine abbiano fatto. Nel frattempo molti Politici sono diventati ricchissimi. Pare che la DC, o chi per lei, disponesse di molti Palazzi in Svizzera. Pare che il Presidente Moro, in poco tempo divenne miliardario, ma non riuscì a portarsi dietro la sua fortuna, eliminato ante tempo dalle Brigate Rosse. Pare che varie storie di suicidi eccellenti siano collegati a intrallazzi Politici per interessi Economici che sicuramente non porteranno nel al di là.
    Bisognerebbe chiedere alla DC, ai Sindacati e ai Governi ombra di allora, i quali Governarono il Paese per tanti anni, , come nacque il pentolone senza fondo che diede origine al penoso debito Pubblico Nazionale sempre crescente sin dall’inizio della crisi dagli anni 70 sino ai nostri giorni.
    Terminate le costruzioni nel 1975, lo IACP iniziò ad assegnare le case alle famiglie a condizioni di riscatto, in modo che l’Ente rientrasse nei soldi della costruzione attraverso i mutui Bancari. Il colpo di scena, i documenti relativi al riscatto non sono mai arrivati, malgrado proteste e ricorsi alle Autorità superiori. Nessuno risponde. Legge del silenzio per non cascare nell’inganno. Intanto i Condomini pagavano le bollette mensili gonfiate, deprivati persino dei servizi fatturati e mai goduti, il tutto per mantenere una Piramide di corrotti e corruttori al servizio dei vari Partiti.
    Nel 2001 lo IACP viene sostituito in gran segreto dall’ALER, cancellando ogni precedente accordo con gli inquilini. L’ALER subentra come dipendenza della Regione amministrata da rappresentanti della Chiesa Cristiana, la quale con la forza si impadronisce delle case già pagate oltre dodici volte il valore originale, sottraendo sia i soldi iniziali versati dai lavoratori alla GESCAL, sia i pagamenti versati dagli inquilini per oltre 37 anni: le case diventano proprietà della Regione nelle mani del Partito di Comunione e Liberazione.
    L’ALER, come dipendenza della Regione Lombardia, Governata da Roberto Formigoni dal 1995 sino al 2012, apparente autore del colpo mancino del millennio, rappresentante del Partito della Chiesa “Comunione e Liberazione” ubbidiente al gioco Politico del magna tu che magno anch’io, il tutto soffocato per anni dall’informazione, minacciando di sfratto tutte le famiglie che non sottostanno a pressioni e soprusi imposti dal sistema, con l’appoggio dei Sindacati e dei Politici a libro paga.
    Il caso non fu mai risolto nonostante i vari cambi di Governo. Uno scandalo di grandi proporzioni di cui non tutti sono informati, e fu riportato all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale come uno dei tanti reati impuniti dello Stato Italiano.
    Oggi la Nazione oltre alla Crisi, paga le conseguenze dei furbetti, con una recessione causata da diversi decenni di Sciacallaggio Politico e Spirituale, sostenuto da sceneggiate di piazza.
    Non so se avete capito: si sono mangiati i miliardi versati in vent’anni di furti istituzionalizzati, si sono mangiati le case e i versamenti di trenta sette anni di speculazioni e sperano di farla franca.
    Anthony Ceresa.

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    Pubblicato da Anthony Ceresa Milano Italia | 08/10/2013, 16:50
  3. Caro Hugo Bieller,

    la ringraziamo per la sue considerazioni.

    Ci teniamo a precisare che non siamo noi a dipingere l’attuale papa come un ‘boliviariano’ ma – da come si evince chiaramente nella lettera e da quello che ci è dato di sapere – sono le considerazioni di un amico di vecchia data dell’attuale papa, Francesco Mele, un altro italo-argentino.

    Consideriamo altresì che per essere bolivariani non si possa prescindere dall’essere davvero critici.

    Conosciamo bene la situazione economica; il problema del sabotaggio e del desabastecimiento nel paese è una realtà che nessuno nasconde. Semmai è l’opposizione golpista che desidera nascondere le proprie responsabilità, e ci auguriamo che venga giustamente e pesantemente sanzionata e colpita per i suoi crimini mafiosi, così come debbono essere isolati gli accaparratori, gli opportunisti e i burocrati travestiti da rivoluzionari. Un lavoro certamente titanico.

    Nella nostra lettera non si parla quasi per nulla della situazione interna del Venezuela, quindi non capisco sinceramente, dove avremmo mai potuto dipingere il Venezuela “come un’oasi di benessere”. A noi non interessa affatto dipingere il Venezuela come un’oasi, né tanto meno ci interessa che lo diventi. Il Venezuela bolivariano di oggi, è un bastione di resistenza e un esempio per i popoli del mondo – che credano in Gesù o meno, che siano essi devoti di Maometto o meno, che la sera prima di andare a dormire leggano il vangelo o il corano – e ci auguriamo che lo rimanga a lungo, almeno fino alla sconfitta definitiva dell’imperialismo.

    Un caro saluto,

    Ciro Brescia

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    Pubblicato da Ciro Brescia | 08/10/2013, 23:24
  4. vorrei tanto che papa francesco mi facesse unachiamata di ingoraggiamento leggendo la mia storiadi vite umane publicate su cambia il mondo grazie il sig ciro d’antonio

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    Pubblicato da ciro | 17/10/2013, 22:18
  5. Una lettera molto toccante.

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    Pubblicato da fotovoltaico | 30/01/2014, 10:15

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