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Giappone. “The Great East Tsunami”: un anno dopo. Il Valore della Prevenzione.

di Giovanni Monte  (Tokyo)
Nel giorno del “Great East Japan Tsunami”, l`11 Marzo 2011 alle ore 14:46 mi trovavo al decimo piano di un palazzo a Tokyo. Quelle scosse sismiche così forti e prolungate erano impressionanti. Dalla finestra vidi i palazzi vicini ondulare così rapidamente in una specie di danza inquietante e mostruosa.

Le prime luci dell’alba del 12 Marzo ci aiutarono a meglio comprendere la portata del sisma. Infatti a causa del terremoto di magnitudine 9, fu generato uno tsunami con onde anomale alte piu`di 30 metri. Questo tsunami – che si e` rivelato assai più distruttore del sisma vero e proprio – estendendosi dalla costa verso l`interno per 4-5 chilometri, inghiottì persino quattro treni e una nave. Per evacuare gli abitanti ed assistere nelle operazioni di soccorso il Ministero della Difesa giapponese da subito aveva mobilitato 300 aerei e 40 navi.

Nel Great East Japan Tsunami hanno perso la vita quasi 20.000 persone; causando enormi danni e distruzione di case, palazzi e infrastrutture; le conseguenze sull`impatto sociale e economico sono tuttora pesantissime.

Dopo l` 11 Marzo 2011, ho visitato diverse volte la costa sinistrata. Ho visto e ascoltato delle cose sconvolgenti. Quei dettagli li avevo già trasmessi in tempo reale ad amici e conoscenti; oggi non intendo turbare chi mi legge, e preferisco parlare della “ricostruzione” e riflettere sulle “misure preventive” dei disastri naturali.

Lì, nella zona sinistrata, era davvero un inferno; preferivo non pensarci, cercando solo di contribuire ad aiutare e confortare chi potevo. Però, nonostante l`inferno ben visibile ai miei occhi, in quei giorni ho sperimentato anche la bellezza di far parte della famiglia degli esseri umani: nel Paese del Sol Levante decine di milioni di persone si sono prese mano per mano e spontaneamente si sono aiutate a vicenda.

E` raro vedere sul nostro pianeta, tra tanti milioni di persone, tanto splendido senso civico in una così enorme disgrazia. Tutti si lanciarono ad aiutare ed incoraggiare il proprio vicino: non c`era rabbia e non c`era panico in nessuno di loro, c`era solo voglia di resistere tutti insieme, di sopravvivere e di ricostruire in pochi mesi ciò che era stato distrutto in pochi minuti.

NASA Satellite Image of Japan Captured March 1...

NASA Satellite Image of Japan Captured March 11, 2011 (Photo credit: NASA Goddard Photo and Video)

La lezione e gli insegnamenti del Great East Japan Tsunami sono molto importanti per tutti. Dopo l`11 marzo, tantissimi studi ed informazioni sono state raccolte; ed il sistema di allarme dello tsunami è stato già revisionato. Perciò tutta la ricostruzione della zona sinistrata è effettuata con precisi sistemi anti–sismici ed anti-tsunami.

In Giappone l`11 Marzo 2012 sara` il primo anniversario del Great East Japan Tsunami; perciò come “riferimento educativo” in tutto il Paese si terranno esercitazioni anti-terremoto e anti-tsunami. Tali esercitazioni sono ben accettate da tutti, perchè i cittadini ben ne capiscono l`importanza, e ben sanno che il costo della prevenzione è sempre certamente inferiore ai danni causati senza una seria prevenzione.

Le polemiche planetarie sul nucleare giapponese sono state enormi; bisogna dire però che i reattori nucleari di Fukushima in quanto strutture fisiche hanno resistito bene al terremoto, ma non purtroppo allo tsunami, che li ha colpiti mettendo fuori servizio i loro sistemi di raffreddamento. Ovviamente la causa ultima è stata l`aver sottostimato l`altezza massima dell`onda anomala e quindi di aver costruito una barriera troppo bassa.

Le esplosioni si sono verificate perchè lo tsunami ha travolto e allagato le sale dove si trovavano i motori diesel di emergenza che alimentavano il sistema di raffreddamento del nocciolo, che sviluppa calore residuo ad altissime temperature anche da spento.

Rispetto a un anno fa la situazione a Fukushima è ora abbastanza stabile, ma non tutto è risolto: i reattori n.1 e n.3 hanno subito la fusione parziale del nocciolo e il n.4 è stato seriamente danneggiato dalla forza dell’onda anomala. Certamente, sia il sottoscritto che una gran parte della popolazione giapponese, benchè si sia favorevoli ad una società senza il nucleare (e persino il governo giapponese sostiene di esserlo), hanno presente che paesi come gli USA (e purtroppo anche l`Italia, ed altri paesi europei) ricorrono frequentemente a guerre di aggressione per i loro scopi energetici. I giapponesi il loro fabbisogno energetico se lo vogliono procurare senza dover ricorrere a tali mezzi. Ciò li obbliga a rendersi progressivamente indipendenti da fonti esterne e costringe il Giappone a continuare con i programmi nucleari, anche se gradualmente intende ridurre la dipendenza dal nucleare.

La bonifica intorno alla zona alla centrale di Fukushima è già iniziata, e probabilmente durerà ancora 3-5 anni. Tutti i cittadini della zona sono stati già risarciti e risiedono in nuove residenze molto confortevoli.

Nel Paese del Sol Levante la prevenzione ai disastri è da sempre una necessità, un “esempio culturale e sociale” ed espressione di “identità” del popolo che vuole vivere in armonia nel profondo rispetto della natura.

Oggi, le conoscenze e le apparecchiature altamente avanzate ci permettono di prevenire (o limitare) i terribili danni e le tragedie causate dai disastri naturali.

Tutti i cittadini del mondo — supportati con efficcaci sistemi e strutture preventive — hanno quindi il diritto di essere protetti in modo adeguato dai disastri naturali e di poter godere di una vita più serena e tranquilla.

Il fatto che il nostro Belpaese appaia oggi come un paese a rischio permanente, “offende” il suo incomparabile patrimonio storico, artistico e culturale. Qualsiasi politica di rilancio e di crescita, invece, non dovrebbe che fondarsi sulla sicurezza ambientale e civile. Senza sicurezza ambientale, ad esempio, non c’è turismo e senza turismo per gli italiani non c’è sviluppo.

E allora perche` non acquisire una cultura sociale della prevenzione ? Bisognerebbe prepararsi ed esercitarsi in tempo…. prima che arrivi un’altra nevicata, … un’altra alluvione o …. un’altra frana. La recente disfatta della città eterna, sotto una modesta nevicata, ad esempio, sono a dir poco “una vergogna” e segno di un apparato di prevenzione e di emergenza palesemente inadeguati. In Italia, quando il maltempo si combina con il malgoverno, non c’è scampo per i cittadini. Allora la forza della natura s’incarica di mettere a nudo tutta la nostra profonda debolezza. Gli italiani dovrebbe impegnarsi a riparare rapidamente a queste gravi carenze.

La prevenzione e la particolare attenzione al proprio territorio da parte del cittadino aiuta a favorire e ad accrescere certamente anche la socialità dei cittadini. Ed in questo modo tante incomprensioni tra individui, molti problemi sociali  e … persino delle guerre potrebbero essere evitate.

Nel 21° secolo, investire per realizzare le indispensabili strutture e le condizioni preventive per assicurare la salvaguardia ambientale e una vita più serena per le persone, è un diritto da rivendicare da parte di tutti i cittadini, oltre che un dovere – ed espressione di saggezza – per i politici e gli imprenditori che hanno la responsabilità di realizzarle.

 

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