I “garantisti” a corrente alternata che sbattono il mostro in prima pagina

Stefano Morselli su Fb

Non ho capito di che cosa sia concretamente accusato questo Youssef Siher, indicato come gestore di una pagina Instagram e “mente” di un sedicente Movimento 17 Ottobre. E dunque, si dovrebbe dedurre, presunto organizzatore – anche se la pagina Instagram incriminata è nata solo nei giorni successivi – dei disordini avvenuti il 17 ottobre scorso, con sfasciamenti di vetrine e furti di merce.

Naturalmente, non ho idea di chi sia Youssef Siher. Vedo che i giornali gli attribuiscono innanzitutto la qualifica di “pro-pal”. Ma non risulta che questo costituisca reato, per fortuna di milioni di persone (compreso il sottoscritto) che, a loro volta, stanno effettivamente dalla parte del popolo palestinese.

Ho chiesto allora chiarimenti all’AI, la quale mi risponde che i reati ipotizzati sono i seguenti: 1. Istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo. Gli inquirenti ipotizzano che abbia utilizzato la pagina Instagram e il gruppo Telegram «Movimento 17 ottobre» per promuovere o incoraggiare azioni illegali. ‘aggravante terroristica è una contestazione investigativa, non un fatto accertato; 2) Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Gli viene contestata la fattispecie prevista dall’articolo 420-bis, introdotta dal nuovo decreto-legge sulla sicurezza, in relazione ai disordini e agli scontri avvenuti a Milano; 3) Istigazione attraverso strumenti informatici e apologia di delitti. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, le contestazioni comprenderebbero anche l’uso dei social per istigare a commettere reati e l’apologia di uno o più delitti; 4) . Ipotesi di reato legata all’articolo 270-bis del Codice penale. ANSA riferisce anche una contestazione relativa alla promozione, organizzazione o direzione di associazioni finalizzate a commettere atti di violenza con finalità di terrorismo o eversione dell’ordine democratico.

Tanta roba, perbacco. Premesso che considerare le manifestazioni di massa in corso in questi giorni frutto di “una mente” è demenziale, ho domandato all’AI se e quali riscontri specifici esistano per le accuse a Youssef Siher. La risposta è la seguente: al momento non sono noti elementi specifici. In sintesi: l’indagine esiste, Youssef Siher è iscritto come indagato, ma la distinzione tra promozione di una protesta e responsabilità per condotte violente va accertata con perizie informatiche e valutata dal giudice. Vale pienamente la presunzione di innocenza

Mia conclusione. Ribadita la rituale fiducia negli inquirenti, suggerirei alle persone in buona fede di contare fino a dieci e di attendere gli sviluppi delle indagini. Per sbattere il mostro in prima pagina – con foto e condanna già pronunciata, senza bisogno di alcun riscontro, figuriamoci di un processo – basta e avanza la nutrita batteria di quotidiani di estrema destra, oggi in edizione urlata e unificata contro “il capo del branco”, “l’ayatollah dei maranza”, “l’ex collaboratore di Travaglio”, “il professorino islamico”, “il regista islamico” Sono gli stessi urlatori che – guarda un po’ – quando c’è di mezzo un potente invocano il “garantismo” e accusano gli altri di “giustizialismo”.

SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA

Danilo Tomasetta su Fb

Youssef Siher è indagato dalla Procura di Milano come presunto fondatore e gestore della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre”, è accusato di incitamento ai disordini e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo e di aver diffuso tramite i canali social del movimento messaggi di esplicita sfida alle autorità e di chiamata alla mobilitazione.

Ma chi è questo pericoloso sovversivo nemico della nostra meritevole democrazia ?

Youssef Siher. è un trentenne italiano di seconda generazione, di origini marocchine.

Possiede un solido background accademico e professionale. È un ricercatore in geopolitica (ha collaborato come ricercatore presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’ISPI) e lavora come giornalista freelance .

Possiede un titolo di scuola superiore e due titoli accademici universitari, conseguiti con eccellenti risultati e focalizzati sul mondo della comunicazione e della politica internazionale. Ha una Laurea Triennale in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, ottenuta nel luglio 2020 presso l’Università degli Studi di Milano.

Ha poi una Laurea Magistrale in Scienze Politiche e di Governo, conseguita nel 2023 sempre presso l’Università degli Studi di Milano con la votazione massima di 110 e lode. Per la tesi magistrale ha approfondito la storia e la politica del Medio Oriente e del Nord Africa, specializzandosi sui movimenti islamici in Marocco.

Durante gli anni universitari alla Statale di Milano è stato inoltre attivo nella rappresentanza studentesca, ricoprendo per due anni la carica di senatore accademico.

Ha collaborato in modo continuativo con “Il Fatto Quotidiano”, svolgendo sia un periodo di stage professionale sia scrivendo successivamente vari contributi come giornalista freelance.

Ha avuto anche una collaborazione saltuaria con il quotidiano “Il Foglio”.

Le sue principali posizioni politiche si articolano su tre fronti:

– Antisionismo e attivismo pro-Palestina radicale: Siher sostiene posizioni di forte opposizione all’esistenza dello Stato d’Israele. Secondo alcune informative dell’Aisi (intelligence interna), i suoi messaggi strizzavano l’occhio a organizzazioni come Hezbollah.

– Antagonismo anti-istituzionale e antigovernativo: Attraverso il Movimento 17 ottobre, Siher ha promosso una linea di netta ostilità verso lo Stato italiano, la polizia e l’attuale esecutivo.

– Focus sull’Islam politico e decolonialismo: Dal punto di vista accademico e pubblicistico, le sue tesi si concentrano sulla critica alle élite di potere nel mondo arabo (in particolare in Marocco e Tunisia). Siher analizza i movimenti islamici non come fenomeni puramente religiosi, ma come strumenti di riscatto politico e sociale contro il neocolonialismo occidentale e il potere concentrato nelle mani di pochi.

Credo che tra coloro che leggono questo profilo, molti potrebbero e dovrebbero dire: fermate e processate anche me, anch’io la penso come Siher, condivido in buona sostanza le sue posizioni e posso solo invidiargli l’ottima formazione accademica !

Invece il gioco al massacro è già partito, serviva un capro espiatorio e polizia e Digos, su pressione del nostro Ministro dell’Interno Piantedosi l’hanno trovato.

Siher rischia grosso, l’accusa di “incitamento ai disordini e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo” è molto pesante.

Starà alla magistratura verificarne la consistenza e, si spera, smontare il castello di carta messo su frettolosamente per dare in pasto all’opinione pubblica il “fomentatore delle violenze”, il nemico dell’ordine e della legalità, l’attentatore delle nostre istituzioni democratiche.

Nel 1972 Marco Bellocchio firmava la regia di “Sbatti il mostro in prima pagina” con uno straordinario Gian Maria Volonté.

Ora avrebbe tutti gli elementi per fare il remake della sua celebre pellicola.

In ogni caso mi auguro che Siher non venga lasciato solo e che in mancanza di prove oggettive e inequivocabili della sua colpevolezza ci sia una mobilitazione di massa in suo favore.

Voglio concludere questo post con una considerazione politica e sociologica sulle democrazie occidentali che viene dal lontano passato, da più di 20 anni fa (per la quale ringrazio Loris Ricci per il suggerimento)

Così scriveva Massimo Fini, giornalista e saggista, (nulla a che vedere con Gianfranco Fini) nel suo libro SUDDITI pubblicato il 7 aprile del 2004. Fini era un intellettuale scomodo, né la sinistra né la destra potevano tirarlo dalla loro parte e per questa sua inclassificabilità era inviso ad entrambe. Oggi ha 82 anni, ma ci ha sempre visto lungo.

“La democrazia reale non è il governo del popolo, ma il governo delle oligarchie politiche, economiche e finanziarie che del popolo si servono per legittimarsi.”

​”I partiti non rispondono più agli elettori che li votano, ma agli interessi forti che li finanziano, li sostengono e li veicolano attraverso i mezzi di informazione.”

“I partiti politici si sono trasformati in pure macchine d’occupazione del potere e del denaro pubblico, svuotati di ogni carica ideale, culturale e persino ideologica.”

​”Il partito moderno non ha più come fine la trasformazione della società secondo una visione del mondo, ma la propria autoconservazione e la gestione del consenso.”

L’elettore crede di scegliere, ma in realtà si limita a ratificare decisioni e nomine prese altrove, nei vertici di apparato o nei salotti del potere economico.”

​”La politica democratica è diventata una finzione recitata ad uso dei sudditi, mentre i veri giochi si svolgono al di sopra o al di fuori delle istituzioni rappresentative.” (Massimo Fini)

CONTINUONS LE COMBAT! VIVA YOUSSEF SIHER – Paolo FERRERO

Continuano le mobilitazioni contro il governo e le politiche di guerra dell’Unione Europea.

Non si tratta di mobilitazioni istigate da Putin ma della sacrosanta ribellione del popolo italiano che non è d’accordo a farsi prendere in giro dai suoi governanti che dapprima hanno seguito gli Stati Uniti nella costruzione della guerra con la Russia e adesso che gli USA stanno staccando la spina scaricano sulle nostre spalle i costi della guerra e stanno distruggendo il welfare e i diritti sociali del popolo italiano.

Per questo la nostra solidarietà a chi lotta e a chi ha organizzato le lotte, a cominciare da Yousself Siher che viene definito come un novello untore quando invece ha avuto il merito di chiamare la gente alla lotta.

Continuons le combat!


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