RUSSIA indisponibile a soluzione negoziata. Cresce la percezione di uno scontro con l’occidente.

La strategia della leadership russa nel conflitto ucraino sarebbe entrata in una nuova fase meno interessata a una soluzione negoziata

Conversazione tra il politologo Alexander Mercouris e Glenn Diesen

https://mail.google.com/mail/u/0/… (Traduzione sintetica via Chat GPT) in Facebook

I punti principali

1.Un nuovo Putin

Secondo Mercouris, negli ultimi mesi Putin avrebbe maturato la convinzione che l’Occidente sia direttamente coinvolto negli attacchi contro la Russia. Dopo presunti tentativi di colpire obiettivi russi di alto livello e l’intensificarsi degli attacchi con droni e missili, il Cremlino avrebbe concluso che la fase della diplomazia è sostanzialmente terminata.

2. In Russia cresce la percezione di uno scontro con l’Occidente.

Mercouris sostiene che gran parte dell’opinione pubblica russa non considera più il conflitto come una semplice guerra con l’Ucraina, ma come uno scontro diretto tra Russia e Occidente. Le dichiarazioni di diversi leader europei sulla necessità di prepararsi a una possibile guerra con Mosca rafforzerebbero questa percezione.

3. Fine delle illusioni diplomatiche.

Secondo gli intervistati, Putin avrebbe perso fiducia nelle iniziative diplomatiche occidentali, considerate tattiche dilatorie. Viene descritto un clima di crescente pessimismo a Mosca riguardo alla possibilità di raggiungere un accordo stabile con NATO e Ucraina.

4. Il dibattito strategico russo.

Viene ipotizzato che in Russia siano presenti due orientamenti:

la linea di Putin: ottenere una vittoria in Ucraina e ristabilire la deterrenza;

una linea più dura, associata a figure come Sergey Karaganov, secondo cui la sola vittoria in Ucraina non basterebbe e sarebbe necessario ristabilire nell’Occidente il timore di uno scontro diretto con la Russia.

5. La guerra potrebbe non finire con una vittoria russa in Ucraina.

Diesen sostiene che, anche in caso di sconfitta militare ucraina, i paesi NATO potrebbero continuare a sostenere forme di resistenza anti-russa. Da qui nasce la domanda centrale dell’intervista: come può Mosca evitare una “guerra permanente”?

6. Possibile avanzata oltre gli obiettivi attuali.

Mercouris ritiene che, se l’Occidente rifiutasse di accettare una neutralità dell’Ucraina anche dopo ulteriori successi militari russi, Mosca potrebbe sentirsi costretta ad avanzare oltre gli obiettivi territoriali finora dichiarati.

7. Crescente rischio di “guerra sporca“.

L’intervista affronta anche il tema delle operazioni clandestine, degli omicidi mirati e delle azioni di sabotaggio. Mercouris teme che tali attività possano estendersi dall’Ucraina all’Europa, aumentando ulteriormente il livello di instabilità.

8. Critica alle leadership europee.

Entrambi gli interlocutori accusano le élite europee di alimentare l’escalation senza consentire un vero dibattito pubblico. Sostengono che chi mette in discussione la strategia occidentale venga spesso emarginato o accusato di essere filo-russo.

9. Scetticismo verso il cambiamento politico in Europa.

Pur riconoscendo la crescente impopolarità di molti governi europei, Mercouris dubita che eventuali cambi di leadership comportino un cambiamento sostanziale della politica verso la Russia.

Sintesi in una frase

L’intervista sostiene che Mosca considera ormai il conflitto come una guerra diretta contro l’Occidente, ritiene fallita la via diplomatica e si prepara a una strategia più dura, mentre cresce il timore che la guerra possa estendersi e protrarsi anche oltre una eventuale sconfitta dell’Ucraina.

Sugli stessi temi, una interessante discussione su il Contesto tra Gabellini e Francesco Dall’Aglio

Putin l’obiettivo della Russia è la distruzione del governo ucraino | Francesco Dall’Aglio

Mentre il presidente Lukashenko rispondeva alle minacce ucraine recandosi a Pechino per incassare il sostegno cinese, il presidente Putin respingeva la recente proposta avanzata dal suo omologo ucraino Zelensky di limitare l’Operazione Militare Speciale alle sole regioni di nuova incorporazione, dichiarando che l’obiettivo della Russia non è preservare l’attuale regime di Kiev, ma distruggerlo.

Le dichiarazioni di Putin attestano un netto irrigidimento della posizione russa, riscontrabile in uscite di analogo tenore formulate dal ministro degli Esteri Lavrov e dal consigliere del Cremlino Ushakov.

Parallelamente, il quotidiano «Kommersant» ospitava un editoriale a firma dello specialista in affari militari Andreij Ilnitsky e intitolato L’escalation – la via più breve per la pace.

Nel pezzo, Ilnitsky sostiene che un’escalation graduale e calibrata costituisca la strada più sicura per raggiungere gli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale russa e garantire una pace duratura dopo la vittoria.

La proposta di Ilnitsky si articola in quattro fasi.

  • La prima prevede la messa fuori uso di circa 30 infrastrutture critiche che sostengono lo sforzo bellico ucraino, tra cui impianti energetici, porti, snodi ferroviari, centri logistici e stabilimenti metallurgici.
  • La seconda, la distruzione delle residue strutture del complesso militar-industriale ucraino.
  • La terza, l’attacco contro le basi Nato nei Paesi baltici.
  • La quarta, l’attacco diretto sia contro le basi Nato di Rzeszów (Polonia) e Costanza (Romania), sia contro le imprese che producono armi per l’esercito ucraino.

Ilnitsky ritiene che l’attuazione delle prime due fasi – limitata esclusivamente al territorio ucraino – risulterebbe sufficiente a provocare il collasso dello Stato ucraino e bloccare così l’aggressione occidentale.

Le ultime due fasi scatterebbero soltanto nel caso in cui l’Occidente non dovesse mostrarsi ricettivo al messaggio veicolato da Mosca attraverso l’escalation.

L’esperto conclude il suo editoriale affermando che, in ultima analisi, la scelta dei gradini e dei tempi deve essere affidata alla saggezza politica del presidente e alla professionalità del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore.

Ne parliamo assieme a Francesco Dall’Aglio, medievista, saggista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al Dipartimento di Storia Medievale dell’Accademia delle Scienze di Sofia e gestore del canale Telegram «War Room».


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