di Paolo Desogus (da Facebook 21/6/2026)
Tre giorni fa il parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla crisi umanitaria a Cuba. Si tratta di un testo surreale tanto quanto infame, in cui non compare nessun riferimento all’embargo se non in un breve passaggio scritto da qualche aspirante Goebbels, dove si afferma “che l’emergenza umanitaria non è il risultato di un embargo esterno, bensì la diretta conseguenza del modello e dei fallimenti del regime“. L’UE finge di non vedere quello che sanno tutti e che è stato documentato da ben 32 risoluzioni ONU, che condannano l’embargo e i metodi criminali degli USA.
È evidente che si tratta però di una mozione indirizzata unicamente a compiacere il “boss” americano e a preparare la rete di giustificazioni e di ipocrisie in vista dell’invasione statunitense di Cuba.
Dall’elezione di Trump l’UE ha del resto subito pesanti minacce di ritorsione qualora avesse intrattenuto rapporti commerciali con Cuba.
C’è poi l’aspetto ideologico. L’UE è radicalmente ostile a qualsiasi forma di socialdemocrazia, figuriamoci cosa può pensare del regime cubano, che si sforza di offrire sanità, scuola e servizi totalmente gratuiti.
Vedete voi le differenze. Mentre da noi in Europa si realizza la mercificazione di ogni aspetto dell’esistenza e la distruzione di ciò che resta del sistema pubblico, Cuba eroicamente resiste contro un embargo vigliacco e criminale.
di Andrea Zock (da Facebook 19/6/2026)
Ieri è stata approvata una mozione dal Parlamento Europeo con 283 voti favorevoli, 199 contrari e 85 astensioni.
Questa mozione condanna “l’emergenza umanitaria a Cuba” addossandone integralmente la responsabilità al governo cubano e al sistema politico socialista.
Nella mozione si trova scritto che «L’emergenza umanitaria non è il prodotto di alcun embargo esterno, ma la diretta conseguenza del modello e dei fallimenti del regime stesso».
In sostanza, secondo il più classico modello della latrina morale europea, si dà la colpa al sistema politico più egalitario dell’America Latina della distruzione di un paese, che gli USA hanno tenuto sotto embargo dal 1959, quando la rivoluzione capeggiata da Fidel Castro e Che Guevara cacciò il dittatore Fulgencio Batista.
E che dire, non c’è dubbio che Cuba se la sia voluta.
Dopo tutto se rimanevano una piantagione di canna da zucchero punteggiata da resort per la plutocrazia americana, non gli sarebbe successo nulla.
E se poi si fossero venduti al miglior offerente, tipo Milei, avrebbero avuto canali preferenziali per crediti e investimenti.
Invece no, testardamente hanno tentato di percorrere la propria strada verso giustizia e libertà, invece di accettare una posizione da maggiordomi o servi della gleba dell’impero americano.
E in questo contesto quella repellente, inutile, marcescente istituzione che risponde al nome di Unione Europea coglie l’occasione di una crisi umanitaria indotta dall’esterno per schiacciare con il proprio tallone moraleggiante un paese agonizzante.
E come al solito queste anime putrefatte lo fanno nel nome dei “diritti umani violati”. Lo fanno perché hanno tanto a cuore le condizioni di vita della popolazione cubana, tanto da mandargli non aiuti ma una reprimenda in carta bollata.
Dante riservò il nono e ultimo girone dell’Inferno ai traditori: i traditori dei parenti, i traditori della patria, i traditori degli ospiti e i traditori dei benefattori.
Per questi traditori dell’umanità bisognava scavare più a fondo.















Lascia un commento