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PERCHE’ I PALESTINESI DICONO NO A TRUMP E 1000 NO AL SUO AFFARE DEL SECOLO

di Yousef Salman (*)

Prima, durante e dopo la pubblicazione del piano-complotto del presidente Trump “Affare del Secolo”, di tutti i rappresentanti dell’Amministrazione USA, per primi il presidente stesso e il suo ragazzetto-genero-consigliere Kushner, continuano a ripetere delle occasioni perse dalla leadership palestinese per avere i loro diritti e migliorare la vita del loro popolo.

I palestinesi per l’ennesima volta ribadiscono l’inesistenza di queste occasioni perse, così come del rispetto dei loro diritti e della possibilità di migliorare la situazione del loro popolo in un piano, che vuole:

– Gerusalemme indivisa ed eterna capitale dello stato d’Israele
– la moschea di Al Aqsa in Gerusalemme proprietà dello Stato ebraico in cui i musulmani potranno solo andare a pregare col permesso delle autorità israeliane
– lo stato palestinese instaurato sul solo 11% della Palestina storica e diviso in bantustan
– i confini di questo mino stato, sia terrestri che marittimi e aerei in mano dello stato d’Israele
– nessuna sovranità né esercito per lo stato palestinese.

Questo non è un piano di pace ma un piano di umiliazione per tutto il popolo palestinese.
Ai palestinesi sono dati 4 anni di tempo per dare una risposta e comunque, prima di dare la loro risposta per ottenere questa umiliazione che chiamano “stato” devono riconoscere Israele come stato “ebraico” e con Gerusalemme intera sua eterna capitale.

Devono dimenticare il rispetto della Risoluzione Onu 194 che riconosceva loro il “Diritto al Ritorno” dei più di 7 milioni di profughi palestinesi che dal 1948, nascita dello stato d’Israele sulle loro terre e loro caccista, vivono nei campi profughi nei paesi arabi limitrofi. Devono accettare lo smantellamento e l’annullamento dell’UNRWA, l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, creata dall’ONU nel 1949.

Devono accettare l’annullamento di tutte le risoluzioni dell’ONU riguardanti la questione palestinese e il conflitto mediorientale. Devono accettare di disarmare la Striscia di Gaza e consegnare le armi mentre il loro vicino possiede ed usa armi sofisticate e perfino proibite.

È dal 1917, cioè dalla famosa Dichiarazione di lord Balfour, ministro degli Esteri dell’impero britannico d’allora, che i presidenti USA offrono il loro appoggio, sostegno, aiuto ai sionisti ebrei e ai governanti israeliani a scapito della Palestina e del suo popolo, attraverso l’ipocrisia, l’inganno, la manipolazione o il non rispetto della legalità internazionale, ma nessuno ha osato fare pubblicamente quello che ha fatto Trump.

A differenza di tutti i suoi predecessori Trump ha pubblicamente strappato la carta ONU di fronte al mondo, dichiarando senza paura del ridicolo, di eseguire la volontà di Dio e di fare tutto in suo nome, come fosse l’ultimo profeta del Dio degli ebrei.

Dinanzi a questa pazzia e a questa “offerta” definita addirittura “generosa occasione” da Trump e dal suo genero e consigliere Kushner, i palestinesi dicono:

– NO, mille volte NO al piano “Affare del Secolo” di Trump e della sua amministrazione
– NO agli USA che non sono mediatori, non sono un giudice neutrale o un arbitro imparziale, ma una parte in causa inscindibile da Israele e un nemico delle aspirazioni e dei diritti riconosciuti del popolo palestinese. Non possono contribuire alla soluzione del conflitto mediorientale, ma anzi l’aggravano.
– non vogliamo più avere nessuna relazione con gli USA sulla base di queste posizioni nemiche e distruttive dei diritti riconosciutici dall’ONU
– rompiamo ogni relazione con i governanti israeliani, compresa la collaborazione alla sicurezza, dal momento che Israele ha violato definitivamente tutti gli accordi stipulati con noi. Israele dovrà assumersi la responsabilità in quanto potenza occupante i suoi doveri nei confronti della popolazioni civile.
– ci rivolgeremo all’ONU, alla Corte Penale Internazionale e a tutti gli organismi internazionali e sovranazionali, forti dell’appoggio arabo espresso all’incontro del Cairo sabato scorso, della Lega dei paesi islamici lunedì, dell’Organizzazione dei Paesi Africani e della Unione Europea, basata sull’opzione due stati sovrani per due popoli, delle risoluzioni dell’ONU e della legalità internazionale.

Non accettiamo che due indagati per truffe di varia natura, prossimi ad essere arrestati, per provare a sfuggire alla galera attraverso la rielezione, si alleino per ottenere consensi ai danni del nostro popolo. Trump e Netanyahu vogliono aggiungere una nuova frode alle tante che li vedono indagati, una frode che al loro elettorato piacerebbe molto, ma il popolo palestinese e le sue leadership hanno detto NO all’unisono.

Questa truffa non passerà e seguiteremo a lottare per una Palestina libera e democratica.

 

Dott. Yousef Salman

(Presidente Comunità Palestinese di Roma e del Lazio)

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