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Moro è caduto per aver troppo capito e troppo osato

di Agostino Spataro


Quella mattina alla Camera
La notizia della strage in via Fani e del sequestro dell’on. Aldo Moro giunse, veloce e terribile, a Montecitorio di pri

 

ma mattina. Ricordo lo smarrimento di capi e gregari democristiani, il nostro sgomento. Nel “transatlantico” le urla di pochi soverchiavano i silenzi atterriti di tanti.
Antonello Trombadori, deputato comunista ed ex gappista romano, correva come un pazzo avanti e indietro gridando “al muro, al muro”. Perfino un uomo misurato come Ugo La Malfa giunse a invocare in Aula la pena di morte.
Il giorno non fu scelto a caso: quel 16 marzo 1978 la Camera era stata convocata per votare la fiducia al quarto governo Andreotti. Per la prima volta, dopo trent’anni, il Pci entrava nella maggioranza anche se non rappresentato nel governo. Un altro voto difficile, per noi, ma necessario per realizzare il secondo passaggio dell’intesa strategica fra Moro e Berlinguer.
I nemici occulti di tale strategia decisero di fermarla al secondo passaggio, giacché al terzo, che avrebbe visto i comunisti al governo, sarebbe stato altamente rischioso. 

Un disegno funesto, devastante, ideato da forze potenti, tutt’ora ignote, ben più potenti delle Br che l’hanno eseguito. Almeno così in molti leggemmo la vicenda sulla quale pesano ancora tante stranezze operative e alcuni interrogativi riguardanti la sua gestione politica, per altro molto riservata e accentrata.
Aldo Moro fu colpito in quanto unico leader in grado di traghettare la Dc verso questa svolta decisiva. Salvando lui si sarebbe dovuto salvare anche il progetto politico di cui era co-protagonista, ufficialmente condiviso da circa il 90% delle forze parlamentari.
Perché, dunque, non si tentarono tutte le possibili vie di salvezza?

La cosiddetta “linea della fermezza”, anche se invocata in buona fede, non era in fondo una condanna a morte del sequestrato?

Interrogativi angoscianti che in quei giorni convulsi non trovarono risposte esaurienti.
Perciò, mi parve illogico respingere la “trattativa” che avrebbe consentito, se non altro, di scoprire le carte dei sequestratori. Se fosse stato un bluff, come molti temevano, le Br avrebbero confermato il diffuso sospetto di essere al servizio di un disegno più grande di loro, mirato soltanto all’eliminazione fisica dell’on. Aldo Moro.
Purtroppo, le cose andarono per un altro verso. Moro verrà barbaramente assassinato. Il danno fu grande per la sua famiglia e per la democrazia italiana che, d’allora, appare sempre più contratta, fiacca, vacillante.
La verità sul caso Moro è ancora lontana. Un caso o un affaire come lo definì Leonardo Sciascia col quale più volte ebbi a parlare quando veniva a Montecitorio.

Lo scrittore aveva ragione: quel tragico evento non poteva essere ridotto a un “caso”, perché caso non era, ma un delitto politico complesso, ideato e programmato in tutti i suoi aspetti militari e politici.
Forse, un giorno sapremo (o sapranno) tutta la verità sull’affaire Moro. Tuttavia, credo si possa senz’altro affermare che Egli è caduto per avere troppo capito e troppo osato.
Osato fino a sfidare il veto dell’establishment Usa e della Nato che, specie in tempi di “guerra fredda”, impediva di portare il più grande partito comunista d’Occidente al governo di un Paese – cerniera qual era l’Italia.

Oltre agli aspetti geo-strategici decisi al vertice della Nato, vigeva una prassi, non dichiarata ma decisamente praticata, secondo la quale ai parlamentari del Pci non era consentito l’accesso a determinate informazioni di tipo militare.  Comunisti, dunque, da discriminare, da demonizzare, anche forzando il dettato costituzionale. Ora, Aldo Moro voleva portarli addirittura al governo!

Una mutazione piuttosto sorprendente, frutto di un pensiero lungimirante, che un po’ stupì anche noi abituati a percepire il gruppo dirigente della Dc come un blocco dominante composito, talvolta anche rissoso, che, al bisogno, sapeva far quadrato a difesa di un potere gretto, fine a se stesso che si voleva conservare al governo, in eterno.

Un punto di vista piuttosto diffuso, giacché questo era il volto del potere democristiano, soprattutto in Sicilia e nel meridione.
Nacque così, dopo la poderosa avanzata del Pci del 1976,  il “governo delle astensioni” . Una formula per molti di noi deludente, indigeribile anche perché basata, sostanzialmente,  su un’intesa riservata, quasi sulla parola, fra Berlinguer e Moro.
Tuttavia, quell’accordo produsse un clima di rasserenamento, di relativa fiducia tra i partiti, soprattutto fra Dc e Pci che insieme disponevano del 75% della rappresentanza parlamentare: una vera superpotenza politica capace di riformare finalmente il Paese. E le riforme- si sa- suscitano grandi speranze ma anche grandi paure in chi si sente minacciato.

Da qui una serie di preoccupazioni insorte anche nel cuore dei principali centri decisionali internazionali politici, militari e finanziari. La paura per un tale cambiamento avrà spinto le forze ostili, italiane e straniere, a fermare l’ideatore di questo passaggio così innovativo.

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Discussione

2 pensieri su “Moro è caduto per aver troppo capito e troppo osato

  1. ALDO MORO LO DISSE…..:
    “Questione Sociale”

    Aldo Moro, chiarí, alla formazione del suo governo (anni ‘ 70) che “la questione sociale andava risolta”. Egli indico’ il pericolo del “grande distacco fra i politici ed il Paese”. Paese che vorrebbe progredire ma non ci riesce…….
    Guardiamo bene l’Italia di oggi. La questione sociale è stata risolta ? Direi che essa è oggi peggiorata molto, rispetto ai tempi di Moro. Rimane la situazione di un Paese che non trova la strada per progredire……. Chiediamoci perché.
    Ho cercato da una posizione favorita, di capire il perché. Posizione favorita : 25 anni di lavoro in tutta l’Europa occidentale, quale rappresentante di un ONG europeo. Quando capii che la qualità di vita italiana non era, non poteva essere, a livello europeo, me ne andai, inizio anni ‘ 80. La migliore decisione della mia vita.
    Dove siamo arrivati con una politica, che parla, dice, propone, ma non fa ? Uno mi dice : “Ci abbiamo Monti, lui ci protegge !” . Un altro mi dice : “Monti non protegge i redditi deboli. Monti sta sempre a inventare nuovi balzelli ! E poi non fa niente per la disoccupâzione….”.
    E se fosse che Monti, per non far cadere il sistema Italia dentro il burrone “sottosviluppo”, ha dovuto compensare tutti gli SPRECHI dei governi incapaci degli ultimi 15 o 20 anni ? Perché i governi italiani sprecano, spandono e si caratterizzano per la frequenza delle emergenze, ma non per la risoluzione di annosi problemi ? ? Ma ne abbiamo mai visti noi, di governi capaci (che lavorino per il Paese e che lo facciano con eccellenza) ?
    Perché siamo in fondo alle classifiche europee, non solo per la spazzatura (per cui abbiamo ora un’altra condanna, con grossa multa), ma anche per la bassa competitività ? Sarà un diavoletto cattivo che ci spinge sempre più in basso, in U.E. ? O saremo noi stessi che non abbiamo capito, imparato, riflettuto a come si gestisce correttamente la società di un Paese ? Ci hanno messo nei guai i nostri politici (tutti, di dstr e di snstr), oppure siamo noi cittadini che non abbiamo pensato ad una cosa semplice, nota in tutta Europa : per la gestione di un Paese servono persone di elevata competenza professionale ! Chi non capisce questo è, socialmente, un primitivo…

    E noi invece abbiamo accettato quelle persone che i partiti ci han proposto : affabulatori, lanciatori di buste piene sotto i tavoli ove si discutono contratti publici, faccendieri, portaborse, azzeccagarbugli, gente senza alcuna qualità di eccellenza ! Dunque abbiamo sbagliato ad accettarli, quelli dei partiti, invece di scegliere, noi cittadini, delle persone che sappiano volare alto, come un Einaudi, un De Gasperi, un De Nicola. E le persone che i partiti hanno male scelto, perché motivati solo da tornaconti personali o perché incapaci, cosa han combinato ? Hanno gestito il Paese volando alto, nell’interesse di tutti o hanno fatto i magliari, interessati a parlar bene ed a razzolar male ?

    Ci siamo, in sintesi, scelti delle persone che, invece di prevenire le emergenze, hanno menato il can per l’aia ? Fingendo e nascondendo qualcosa di losco ?
    La conclusione di un grande viaggiatore europeo, dopo aver egli paragonato per un decennio l’Italia al resto dell’Europa occidentale (alla ricerca delle ragioni per cui gli Italiani non san gestire le istituzioni con la stessa qualità di tanti Europei) :
    – abbiamo sbagliato ad essere dei cittadini sonnolenti, a non impegnarci in un dialogo/controllo continuato dei politici ; Non ci siamo neanche accorti che…… l’unità realizzata 150 anni fa lo era solo di territorio e non di genti diverse, per costumi, capacità sociali e di lavoro ;
    – non ci siamo accorti che i politici ci tenevano volutamente nell’ignoranza, nascondendo la verità dei loro traffici, non abbiamo notato la potenza di certe maniglie, gli interessi di congrega di qualcuno che parlava molto bene, ma si faceva i fatti propri…. (il Doppio Scenario nacque in Italia ..).
    Forse i magistrati, male organizzati, che dispongono di leggi non sempre chiare, non possono aggiustare il Paese da soli ! Forse ci conviene aprire gli occhi ? Forse dovremmo divenire consci dei nostri diritti e chiedere che essi siano realizzati, con forza, con vigore, ma anche con una chiarezza di idee sociali che non abbiamo ancora…. Sapendo che in tanti Paesi europei i diritti dei cittadini sono realizzati ogni giorno, con constanza, con qualità e con certezza, senza che ci siano emergenze da cattiva gestione.
    E se non riusciamo ad aprirli gli occhi, a causa del basso livello di una P.I. , la quale ci ha fornito un’Istruzione (che 40 anni fa era buona, ora non lo è più a causa del lassismo ovunque diffuso), ma non si è occupata dell’ Educazione, allora dobbiamo iniziare con un processo positivo : a) presa di coscienza della realtà sociale italiana con una riflessione seria, fatta da gente che conosce la valutazione lucida (quella senza politica, quella che vola alto) ; b) fare chiarezza nella nostra testa. Cosa vogliamo, uno stato di diritto, una democrazia ? Ma questi scenari non ci vengono regalati con le chiacchiere politiche. Si tratta di scenari che si conquistano, con chiarezza di riflessione e con paragoni con l’Europa che sa gestirsi (i Paesi avanzati della U.E. Sono 10, possono essere un esempio….).
    Vogliamo la crescita economica ? Come la vogliamo, ne vogliamo solo parlare (all’italiana) ?Oppure vogliamo trovare gli strumenti necessari per conquistarla, con adeguati programmi e uomini capaci di professionalità ? Potremmo forse comprarci a Bruxelles il ponticello del progresso ! Quale ? Quello che serve per passare dalle parole ai fatti……
    Se ce li procuriamo, gli strumenti necessari per arrivare al progresso, allora un giorno gli Europei, stupiti, potrebbero accorgersi che gli Italiani sono divenuti capaci di passare dalle parole ai fatti, sanno distribuire i ruoli dirigenti a persone qualificate e ben scelte, sanno promuovere la professionalità ovunque ; la quale è sempre meglio della rassegnazione di chi non sa, non vuol sapere, non crede al proprio futuro. Di chi si affida ai politici……Dunque allora gli Europei si accorgerebbero che gli Italiani si sono messi i pantaloni lunghi ! Ma quest’opzione dipende da noi….., se ce l’abbiamo la spina dorsale.
    Ma per arrivare a tanto ci vorranno sforzi adeguati e chiarezza di idee. Uno sforzo sarebbe di sostituire le chiacchiere ed i litigi politici con i fatti e con la cooperazione ragionata. Ma i fatti non si ottengono con la cultura arretrata che ci ritroviamo. Bisognerà cambiarla ! Eh, si…. Sarà questo il punto chiave, visibile dall’Europa, che indicherà la volontà di sciogliere tutti i nodi al pettine. Quelli che si sono accumulati negli ultimi 40-50 anni di prese per i fondelli (che è la nostra specialità sociale, attivata dai politici).
    UNA CULTURA ARRETRATA ED UNA MENTALTA ASOCIALE NON SONO COMPATIBILI CON LO SVILUPPO ECONOMICO
    UN POPOLO CHE NON SA GUARDARSI ALLO SPECCHIO PER CAPIRE LE CAUSE DEI SUOI PROBLEMI SOCIALI É UN POPOLO CHE NON HA DIRITTO AD UN FUTURO
    Ulrich Realist
    ulrich33@orange.fr

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 03/04/2018, 09:03
  2. Ma come Agostino Spataro “la verità sul caso Moro è ancora lontana”? No avete letto solo a marzo di quest’anno quanto racconta Gero Grassi in: https://cambiailmondo.org/2018/03/12/gero-grassi-chi-e-perche-ha-ucciso-aldo-moro-1978-2018/
    Questa domanda del tutto essenziale va rivolta soprattutto ai ragazzi.

    Mi piace

    Pubblicato da Augusto | 03/04/2018, 18:32

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