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UN ALTRO MONDO POSSIBILE

am-latina-voltodi Giovanna Martelli (*)

L’intervento di Mario Giro, sul Venezuela, pubblicato nei giorni scorsi mi ha stimolata nella riflessione. Mario Giro narra di una situazione paradossale e confusa in Venezuela in cui solo l’intervento diretto di Papa Bergoglio ha avuto la capacità – un mezzo miracolo come lo definisce Giro – di far ripartire le trattative tra il governo di Maduro e l’opposizione in un Paese che comunque “lentamente scivola nell’anarchia istituzionale”.

Il mio amore per il popolo sudamericano è noto e la frequentazione di quelle donne e di quegli uomini mi fanno stare sempre molto attenta ad esprimere valutazioni su quanto sta accadendo in quei luoghi. Ernesto Cardenal scrive che “le cose sono in relazione l’una con l’altra e alcune sono comprese in altre e queste ancora in altre, in modo che tutto l’universo è una sola, vasta cosa” e noi sappiamo che la vastità è complessa e spesso contraddittoria da analizzare con cura, evitando il rischio di cadere nel superficiale giudizio.

Il mio incontro con il Venezuela Bolivariano di Chavez e Maduro non è il medesimo di Mario Giro perché a questo paese e alla sua diplomazia di pace si deve (insieme a Cuba) la messa in marcia, l’accompagnamento e l’esito dell’accordo di pace in Colombia che necessita, per l’opposizione delle formazioni di Destra di Alvaro Uribe, del forte sostegno internazionale per dare gli strumenti al popolo colombiano di attuarlo al più presto, connotandolo come un processo di costruzione di Pace che mette al centro la giustizia sociale e i diritti umani.

Per questo dare  delle visioni parziali delle realtà sociali e politiche dei Paesi  di quell’Area (in questo caso il Venezuela) porta con se il rischio di essere un mero esercizio di orientamento al prossimo voto italiano del 4 dicembre, utilizzando ancora una volta lo spettro della paura dell’anarchia e dell’instabilità e non riconoscendo a pieno l’art. 22 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che definisce  la sicurezza sociale della persona come quella condizione nella società che ci consente di essere  liberi dal bisogno, dal potere e dalla paura. Il modo migliore per aprire la porta ai Trump che si annidano in ogni luogo del mondo.

La Politica di Papa Francesco ha scelto un’altra strada: quella del dialogo.  Un dialogo che ha evidenziato la natura reale del conflitto in atto: da una parte il campo di chi – pur con tutti gli errori di un percorso nuovo e che nessuno nega – difende i diritti dei settori popolari e dall’altra il campo di chi ha usato la maggioranza in parlamento non per proporre azioni di progresso sociale per il popolo, ma attuare una sistematica delegittimazione istituzionale figlia di quel blocco di politiche neoliberiste delle quali vediamo gli esiti nefasti negli strati più poveri della popolazione mondiale. La strada giusta è quella prendere la netta distanza dalle politiche ciniche ovvero: indifferenti ai sentimenti e alla morale comune.

La distanza che ha preso Evo Morales in Bolivia portando con se nel Parlamento Boliviano donne  indigene con la gerla, minatori con il casco, una rappresentazione diretta ed emozionale del suo popolo che lui stesso dipinge “I popoli indigeni sono la riserva morale dell’umanità”.

La distanza che ha preso Milagro Sala imprigionata arbitrariamente nelle carceri della provincia di Jujuy, che con la “copa de leche” e l’educazione di massa ha riempito di senso e sostanza la contraddizione dell’immagine che ti accoglie a Jujuy: Eva Peron ed Ernesto Che Guevara, uniti in una medesima lotta per il medesimo scopo: “un’Argentina socialmente giusta, economicamente libera e politicamente sovrana” come nelle parole di Juan Domingo Perón.

“Risorgerò nel mio Popolo” predicava al suo popolo Oscar Romero, un popolo, quello Salvadoreño, tiranneggiato da pochi ricchi  che sfruttavano terre e uccidevano contadini senza avere la minima cura del loro Paese e della sua Gente.

La rinascita é tale se è profondamente e intimamente distante dal cinismo. Si rinasce se siamo in grado di attuare “quella rivoluzione del cuore” che riconsegna nelle mani del popolo sovrano il potere pieno: di scelta, di valutazione e di giudizio.

Noi limitiamoci a dar loro gli strumenti per essere libere e liberi dal Bisogno , dal Potere e dalla Paura.

 

 

(*) – Giovanna Martelli: https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_Martelli

 

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  1. Pingback: Giovanna Martelli (SEL) risponde a Mario Giro sul Venezuela | - 20/11/2016

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