Italia, Lavoro economia società, Politica

A me gli occhi !

renzi_prestigiatoredi Tonino D’Orazio

Incredibile. Tutto ricomincia daccapo. Eppure qualcuno diceva che in fondo l’esperienza, individuale e collettiva, è la somma delle fregature prese. E questo popolo sembra non aver ancora imparato nulla. La fiera elettorale ricomincia dalle promesse vecchie e ricorrenti da quasi 20 anni, (vedi riduzione delle tasse, “Ires e Iri giù”), persino dal ponte di Messina. Magari quest’ultima servirà a risarcire il club di amici rimasti a bocca asciutta (quasi, perché hanno iniziato già prima la grande abbuffata) dalla mangiatoia delle mancate olimpiadi romane.

Qual è la massa elettorale più vicina alla conservazione, più povera, più timorosa? Quella dei pensionati. Quella che una volta erano i lavoratori “combattenti” per i loro diritti previsti dalla Costituzione, quella vera. Quella che, dopo la decisione della Corte Costituzionale e della Cassazione (ma chi se ne frega!), aveva il diritto di essere risarcita dal danno subito dall’inflazione, e che si è accontentata di un obolo simbolico nel 2015. (teoria: pochi, maledetti e subito).

Risarciti alcuni, altri no. Si può ricominciare utilizzando i fondi Inps, Istituto che magari più si affonda e più è appetibile per la sua privatizzazione (possiamo immaginare una spartizione tra le Generali, appartenente ai tedeschi, e l’Unipol grosso modo al Pd), possibile se dobbiamo imparare tutto dagli americani. Promessa falsa quella di far raggiungere tutti a 1.000 € mensili nel futuro? No, dipende dai soldi che ci saranno, cioè che non ci sono. E’ una promessa elettorale che però dipenderà dai soldi “reperiti” dal DPF 2017 e nel futuro. Si comincia dal raddoppio della “quattordicesima” per le pensioni minime? Che importa se vi sono lavoratori, dipendenti e autonomi, che hanno versato per anni e altri no, vedi assegni sociali ed altro. “Alle pensioni minime, a quelli che arrivano fino a 750 euro, viene data oggi una quattordicesima, circa 40 euro al mese. A questi pensionati raddoppiamo la quattordicesima, in un’unica soluzione“. Circa 80 euro al mese, un bonus analogo a quello già riservato ai lavoratori. Per cui dovranno stare attenti anche a non doverli ridare indietro. Non sono contro il rialzo delle minime, ci mancherebbe, sono tutte così lontane dal “minimo vitale” civile fissato dall’Istat in circa 2.000€, ma è difficile farlo a scapito di altri, che sono a 1.000€ e che non nuotano certamente nell’oro. Sembra che verrà data anche a loro, nel futuro. Con questo metodo la discriminazione tra poverissimi e poveri rimane.

Oltretutto, nel DPF 2017 non è previsto l’aumento dell’Iva al 25%, onde recuperare il tutto e guadagnarci? In quanto alla promessa di condurre sotto il giogo debitorio delle banche quelli che accetteranno l’Ape (non ridete, “è una promessa”), cioè l’Anticipo pensionistico, è ancora tutto da vedere. Nel frattempo le OO.SS. sono in “consultazione” da settimane, senza nemmeno un documento governativo e programmatico vero, a tutt’oggi c’è un “protocollo”, non ancora un “accordo”. Comunque con i soldi elettorali, (di nuovo “pochi, maledetti e subito”), riceveranno una proposta che non potranno rifiutare. Lo Spi-Cgil del Friuli comunica ai pensionati boccheggianti da anni:”Finalmente una boccata di ossigeno”. Quelli promessi sono 6 miliardi, ma in tre anni, dopo il referendum, dopo il referendum sull’Italicum e tutti gli altri previsti, dopo le prossime elezioni legislative (2018?), ma con una precisazione di Poletti (il guardiano di Goldman Sachs): “Naturalmente questo tipo di previsione – ha spiegato il ministro – fa i conti con il quadro generale delle risorse disponibili, e gli effetti si svilupperanno nel tempo”. Anche la luce in fondo al tunnel funziona ancora.

Sullo sfondo fa eco quel sincero “terrorista” di Presidente dell’Inps, Boeri, che ama rincarare la dose: “La generazione del 1980 rischia di andare in pensione a 75 anni“, (e con un quarto delle pensioni attuali). In quanto alla famosa busta arancione,  che quantificava le prossime pensioni individuali, e che non arriva più ai cittadini, “c’è stata paura nella classe politica, paura che dare queste informazioni la possa penalizzare“, insomma ha pesato “la paura di essere puniti sul piano elettorale“.

Magari anche con un NO referendario onnicomprensivo.

Chi sono gli altri, quelli un po’ arrabbiati della “buona scuola”, se non gli insegnanti? Classe sociale che in genere si ritiene “intellettuale”, una volta medio borghese, prima di essere proletarizzata in una scuola-fabbrica con un caporale plenipotenziario, ma che di fronte al contingente non le rimane che “è meglio di niente”. Come rassicurare gli “sbatacchiati” esuli in tutta Italia, ma soprattutto di direzione Sud-Nord?

Persino lo scenario ipnotico mappa Italia, oggi della lavagna, può tornare tranquillamente con le stesse promesse, che non contano nulla poiché, panta rei, tutto passa e quasi nessuno ricorda. Il dibattito superficiale sta solo nel fatto che Vespa si è fatto fregare da Del Debbio di V Colonna e se il pennarello potesse essere rosso.

Ma il giocoliere è lo stesso, quello delle tre carte. Tutte le promesse sono valide solo se al referendum vince il Sì, s’intende, altrimenti dopo di me il diluvio e non avrete niente. Eppure sappiamo tutti che il DPF può contenere tutte le promesse, e che sarà la troika di Bruxelles, a gennaio, a referendum consumato, a decidere cosa si può fare e cosa non si può, a giudizio della finanza internazionale, pur di continuare il massacro dei poveri. Un po’ come “passate la festa, gabbato lu sante”, tanto lui ci avrà provato, ma “l’Europa vuole altro”, e l’hanno già detto, per quelli che capiscono, “nessuna deroga al programma (neoliberista) per il bene dell’Unione”. I soldi servono alle banche e ai padroni.

Il bello deve ancora venire, delle tre carte ne abbiamo viste solo una. Cosa può venire fuori con la seconda?

Intanto i trucchi di Renzi (che ci si poteva aspettare!) per la sua massiccia campagna per il Sì, che sventola in televisione il furbo quesito referendario nel quale sono indicate solo le misure che portano consenso (come l’abolizione del Cnel). Sulla scheda il quadratino del Sì, prima del NO, (“s” viene alfabeticamente dopo la “n”). Eppure sa che non gli si può più credere facilmente, allora: “il referendum non è contro di me o contro il governo”. Nemmeno contro l’Unione, l’austerity, il furto continuato delle banche, la disoccupazione giovanile, l’emigrazione, e forse anche l’immigrazione …

Ma una terza carta all’ultimo momento, la nostra storia degli ultimi 20 anni ce lo insegna, come a lui, potrebbe essere con un bel condono. Forse non quello edilizio, area disastrata, ma fiscale è più che probabile. Accontenterebbe tutti gli indebitati con Equitalia, ricchi e poveri. Certamente non tombale, ma magari una riduzione degli interessi, un prolungamento del dilazionamento delle rate, un abolizione fino a qualche 100 euro, ecc… Tipo una “rottamazione” delle cartelle. Sempre più probabile invece la cancellazione della “balck list” degli italiani “operatori e investitori” scoperti nei paradisi fiscali. Regalo per ricchi e evasori. Con faccia di bronzo, proprio mentre è venuto alla luce un nuovo scandalo internazionale, a Nassau, nelle Bahamas, con una bella lista di evasori italiani.

La democrazia si compera con i soldi, anche la sua fine. Perché no? Molti sono disponibili al baratto per un piatto di lenticchie? Oppure, stanchi dello sproporzionato pompaggio ipnotico del Sì in tutti i mass media, a tutte le ore, fino al 3 dicembre, da boomerang, prendano i soldi, ritenendoli propri e non un regalo, e votino comunque NO all’apprendista stregone.

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Discussione

2 pensieri su “A me gli occhi !

  1. Sommario

    Basta leggere Barzini per capire perché l’Italia non potrà mai funzionare, se resta nelle attuali condizioni sociali…. !

    DOPPIO SCENARIO, IL SUICIDIO DI UN POPOLO
    Barzini lo disse ! Ed oggi vediamo che aveva ragione !

    Che il sistema Italia scricchioli, tutti ormai lo vedono. Ho lanciato l’allarme negli ultimi 10 anni (pochi han voluto credermi).

    Che il sistema si raddrizzi da solo, non è possibile ! Negli ultimi 20 anni non è stata effettuata alcuna azione correttiva ; ne vediamo le conseguenze !

    Che il sistema Italia resti dove sta, senza arretrare ancora ? Temo sia una fatua illusione.

    Lo vogliamo raddrizzare ? Allora è necessario prendere in conto, scoprire ….. la realtà vera ! La Realtà vera, diversa dalla Commedia dell’Arte Politica ! E buttare all’aria il Doppio Scenario ! Quel sistema cioé con cui abbiamo conquistato la medaglia d’oro della menzogna europea, dei fallimenti sociali …!
    Scoprire la Realtà vera, non quella che appare a prima vista ! Perché noi Italiani abbiamo nella testa……. il Male Oscuro ! ! Il quale fu diagnosticato da Barzini nel 1965 (Vedi nota).
    Abbiamo rovinose abitudini, anche perché la Pubblica Distruzione non ci ha educati. Si, è vero, ci ha istruiti; ma non ci ha insegnato gli strumenti per un vivere civile e produttivo. Gli strumenti per gestire, per avere risultati !

    CI SIAMO TROVATI SENZA GLI STRUMENTI NECESSARI, nell’era del Villaggio Globale ! ! ! Ed abbiamo quindi le nostre incapacità, i nostri handicaps mentali, i nostri difetti di nascita ! Le nostre limitazioni, i nostri fallimenti sociali.

    Allora, la colpa è della Pubblica Distruzione ? Si, certo, ma pure nostra ! La colpa nostra è quella di vivere in Europa e non aver imparato……: la chiarezza, la coerenza, l’ efficienza,
    l’ onestà, la dirittura, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito e l’ impegno. Cioé tutti quei valori che sono necessari per non fallire, per essere competitivi ! ! !

    Un’altra colpa è quella di cambiare maschera ad ogni giro di vento. Perché non abbiamo il coraggio……. di affrontare le situazioni in modo serio, analizzando, paragonando, verificando e riflettendo…, con realismo.

    Ma ci puo’ essere realismo, nel Paese delle Maschere, nella società delle chiacchiere confuse ? Ove ogni cittadino sa che puo’ cambiare maschera ogni mese. Ove ogni politico puo’ cambiare maschera ogni giorno…! Senza che gli elettori se ne accorgano. Perché gli elettori sono Italiani pure loro ! E poi essi sono….. pecore, non si ribellano….Lo disse Prezzolini: “ Italiani, pecore anarchiche !”

    L’altra colpa è stata quella di mandare a dirigere il Paese uomini capaci…. di belle chiacchiere e di fini menzogne ! E cosi, nei decenni, la fabbrica delle maschere e il vocabolario delle chiacchiere si sono perfezionati. Gli Europei che amano il teatro ci invidiano le nostre sceneggiate…..

    Intanto gli altri Paesi europei sono andati avanti, si sono adattati al Villaggio Globale. Mentre noi siamo rimasti alle chiacchiere facili, all’imbroglio rapido ed alle fatue illusioni ! Non saranno certo le nostre sceneggiate politiche che ci permetteranno di uscire dalla recessione, di sconfiggere la povertà !

    L’Unica Via d’Uscita sta:

    – nello scoprire la realtà, troppo a lungo trascurata ;
    – nell’imparare a lavorare seriamente nel sociale, per avere efficienza e risultati;
    – nell’imparare a riflettere ed a ragionare “oggettivo”;
    – nel sotterrare il Doppio Scenario, il Doppio Linguaggio, le sceneggiate.

    – Ne saremo capaci ? Capiremo, soprattutto nel settore pubblico, il senso del lavoro serio, quello coi risultati; o resteremo alle fatue illusioni ?
    Restare nel letargo delle fatue illusioni ? O svegliarsi alla realtà, avere ambizioni di popolo, che vuol mettersi i pantaloni lunghi ?

    Ulrich Realist
    ulrich33@orange.fr

    P.S. La cultura di molti Paesi europei ha come base due valori: Efficienza, Risultati. La cultura italiana ha scelto da tempo come sue basi i valori: Estetica, Teatro (azioni e risultati contano poco).

    Luigi Barzini scrisse nel ’65, “Gli Italiani”. Descrisse le nostre difficoltà sociali, ma anche i loro segni esteriori. Due citazioni da tale libro:

    “E’ sempre apparso agli italiani che il loro Paese era la disgraziata vittima di un circolo vizioso: il carattere nazionale fatalmente generava tirannie; le tirannie (si riferisce ai secoli passati) rafforzavano e esasperavano i difetti del carattere nazionale e invitabilmente portavano il Paese a nuove avventure. Per salvare l’Italia dal suo destino luttuoso occorreva spezzare il circolo vizioso…”.

    “ Tutto, in verità, veniva fatto non solo per il suo valore in sé, ma principalmente per l’effetto che avrebbe prodotto. Per due secoli o più uomini di genio in numero incredibile, dedicarono i loro talenti al convincimento nazionale che lo spettacolo è, faute de mieux, un ottimo surrogato della realtà. Che forma e sostanza fossero la stessa cosa. Colmarono il mondo di capolavori per trovare un compenso alla mancanza di sicurezza, al vuoto, al disordine, all’impotenza e alla disperazione della loro vita nazionale, per dimenticare l’umiliazione e la vergogna, per dimenticare la loro colpa”.

    Barzini lancio’ l’allarme. E gli Italiani si sono industriati per dimenticarlo !

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 05/10/2016, 12:32
  2. IL MALE OSCURO
    (Il buio dentro di noi)

    A inizio secolo, uno Stivale ingessato, incerto, confuso, arretrato, scasciato, demotivato, imbrogliato, annebbiato, sdrucito, sdrenato, inceppato, sfessato ………………………. svogliatamente, decide di fare, forse, qualche riforma.

    Si spera che le riforme non siano ad personam, che siano efficaci, e fatte con Realismo e serietà.

    L’ Italiano tipo di inizio secolo, un po’grigio, un po’ addormentato, talora sfinito, sgovernato, rassegnato, malandato, non ha ancora capito l’ essenziale : che il Male Oscuro sopravvenuto ha cancellato la riflessione lucida, messo in dubbio le capacità di gestione rigorosa, addormentato la determinazione, fiaccato le strutture dello stato, deviato le formae mentis………..

    Mala Tempora currunt. La speranza, che in genere é l’ultima a morire, é ormai sotterrata………. vista l’ insipienza, la leggerezza, le difficoltà degli Italiani del XXI secolo, di ………. guardare in faccia la realtà.

    Realtà, che é piuttosto grigia. Si spera che non diventi nera. Realtà che si potrebbe meglio capire, con molti sforzi, senza i soliti paraocchi, con un po’ di buon senso, con un po’ di chiarezza mentale, ma soprattutto guardando all’ Europa.

    Una società ove son troppo frequenti: ruote inceppate, pantani diffusi, meccanismi obsoleti.

    Ma quali sono le caratteristiche sociali del sistema Italia, all’inizio del secolo XXI ? Dal di fuori si vede una società ove:
    a) l’ ipocrisia é stata elevata al rango di qualità diffusa; b) il doppio linguaggio, la tripla verità, son divenuti condizione di vita; c) l’ irresponsabilità, l’ approssimazione, la complicità sono divenute aria che si respira nelle istituzioni. Una società simile (l’ eccezione in U.E.) ha celebrato i funerali della Verità (quella che ha due catteristiche : l’ unicità, la chiarezza).

    A causa della scomparsa della Verità, nella società va scomparendo anche, in ambito sociale, il realismo. Il problema sembra legato al fatto che la cosa non è notata. Per cui, ufficialmente, il realismo è sempre presente……..

    Quando non c’é più Realismo, che é sostituito da un po’ di faciloneria e dall’invenzione di false realtà, in una società puo’ succedere che i principi enunciati, le leggi decise, gli obiettivi dichiarati, rimangano sulla carta. Per mancanza degli strumenti di applicazione degli stessi, sociali o mentali.

    Ecco il nostro problema: prendiamo la decisioni sociali, come se questo bastasse. Dimenticandoci, per mancanza di realismo e di riflessione lucida, di individuare i relativi strumenti applicativi.
    Guardiamo la società italiana di oggi. Qual’ é il tasso di successo di tante belle decisioni annunciate ? A ognuno la sua risposta.

    Poi il diffondersi di meccanismi arrugginiti nella società. La qual cosa ha portato un popolo facile e flessibile ad adattarsi al doppio scenario: uno stato che funziona male (sempre peggio), ma a cui si è rassegnati, ed una rete di allacci personali, informali se non nascosti, più capaci di levarti d’ impaccio.

    Alcuni poteri emigrano, sempre più, dal primo al secondo scenario. Purtroppo, simultaneamente, il sistema Italia comincia ad essere incerto, poi inaffidabile, insicuro. Un sistema sociale cosi, in un Paese realista, sarebbe rimodernato, perfezionato, migliorato. Ma la stessa cosa non può avvenire in un Paese ove il realismo e la coerenza si sono nascosti, in anfratti inaccessibili.

    L’ incertezza attuale del sistema Italia, gli intoppi, i grippaggi, gli imprevisti, derivano, fra l’ altro anche da questo: i poteri dei clans, delle cordate, delle gangs talvolta, non sono sempre compatibili, né fra loro né col sistema sociale del Paese. E purtroppo essi sembrano in aumento. In un Paese che perde colpi, tanti cercano un riparo, una sicurezza. E’ umano. E, a chi cerca una cordata sicura, un riparo, i poteri nascosti offrono, sornioni, un appiglio. Chiedendo in cambio un voto o un gruppo di voti, un lavoretto, un’ associazione. Conseguenze ovvie: inefficienze, aumento degli insuccessi sociali, aumento dei costi, perdita di competitività. E le tasse aumentano…., ma potrebbe essere altrimenti ?

    Se il potere è in grado di deformare la verità, di offrire un’ altra versione della stessa, di nascondere i propri obiettivi (inclusa la lunga conservazione del potere), allora siamo caduti in basso: allora siamo sull’ orlo del burrone latino-americano……

    Pretendere, in un quadro sociale simile, di continuare ad essere competitivi: sembra questa la sfida attuale del sistema Italia. La cosa si può valutare in due modi: da Italiani, si dice “speriamo di farcela”, è ciò che si può dire quando non c’ è realismo, quando non si discutono le correzioni necessarie (per divenire un Paese europeo, maturo, efficiente). Da europei si direbbe invece : andate a comprarvi il Realismo in Europa, allora ci sarà, forse, un po’ di speranza. A fronte di una sfida simile, troppo difficile per un popolo immaturo o incapace di progettarsi un futuro, si diffondono: insoddisfazioni, scetticismo, incertezze, sfiducia e… disoccupazione. Non é questo lo scenario che spingerà investitori e imprenditori a restare in Italia……

    L’Espatriato ulrich33@orange.fr
    ——————–
    La stoltezza ha piedi leggeri e non sfiora la terra, ma cammina sulla testa degli uomini, per la loro rovina. Se li prende uno a uno, quando più le piace (L’ Iliade, Omero).

    “Al posto delle leggi, abolite, se dipendesse da me, ne metterei una sola”, disse Grascia. “Perché nessuno più si lamenti, basterebbe, ….. , questa sola legge: Ogni Italiano ha il diritto di andarsene” (da “Vino e Pane”, di Ignazio Silone).

    Diogene, colla sua lanterna, ha girato a lungo per il Bel Paese. Sta ancora cercando la serietà, il realismo, la professionalità, la riflessione obiettiva. In compenso ha trovato che la superficialità, nella società, non é un demerito ; ed anche che alcune verità cambiano di colore ogni giorno. Ha poi scoperto che la società italiana é più capace di distruggere che di costruire. Sembra proprio che abbia smesso di cercare….
    ————————
    MEMENTO. Giugno 1943, il Corriere della Sera pubblica il fondo del dirett. Mario Borsa, che parla del referendum sulla monarchia. Esso finisce con questo paragrafo. Citazione :
    “…. Paura di che ? Del famoso salto nel buio ? Lo credono i nostri lettori: il buio non è nella Repubblica o nella Monarchia. Il buio, purtroppo, è in noi, nella nostra ignoranza, o indifferenza, nelle nostre incertezze, nei nostri egoismi di classe o nelle nostre passioni di parte”. Fine della citazione.
    Mario Borsa non immaginava, pubblicando tale frase, che essa sarebbe stata molto più appropriata per la società italiana dell’ inizio del XXI secolo. Lo ha capito ora, dalla tomba.

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 05/10/2016, 12:34

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