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L’ubriacamento guerriero

propaganda di guerradi Tonino D’Orazio
Sotto a chi tocca. Ma i ragionamenti non possono essere solo i bombardamenti. Anche se fino all’intervento russo erano solo finti. L’importanza strategica, come sempre in quell’area, è legata al furto del petrolio, forse non lo diremo mai abbastanza. I giacimenti scoperti in Siria e il passaggio dell’oleodotto russo-iraniano attraverso il Kurdistan, l’Irak curdo e la Siria (eludendo la Turchia-Nato) per raggiungere le coste del Mediterraneo, ovviamente non va bene al cosiddetto occidente rapinatore, quello americano-inglese-francese. Per questo motivo il recalcitrante presidente siriano Assad, inviso alla “democrazia armata occidentale”, deve andare via.

Per questo motivo la coalizione Nato-Occidente (della quale facciamo parte), che bombarda senza mandato ONU, ha finanziato l’Isis e gli oppositori armati di Assad. Che poi in quell’area vi siano due pesi e due misure sulle questioni di “democrazia”, a costo di rasentare il ridicolo (Obama dixit come Bush a suo tempo: il male è il diavolo da estirpare, a proposito di fondamentalismi). Insomma un concetto di “terrorismo” a geometria variabile. Vedi semplice cartina allegata, di una evidenza senza parole.

Ovviamente l’intervento russo ha messo a nudo l’intreccio “occidentale” e dato una svolta, guerriera alla situazione, sostenendo un Assad, “cattivo” e dittatore quanto gli amici sauditi di Obama, ma lui più cattivo perché recalcitrante. Non molla il petrolio e non è facile rubarglielo, malgrado tutto, cioè resiste da quattro anni in una strana guerra contro tutti e milioni di profughi che valgono miliardi di euro per la Turchia. Ci volevano le truppe di terra, non bastano i 2.000 “istruttori” militari Nato già presenti, ma la storia e il pantano irakeni non lo permettono ancora. E’ l’esca per Putin. E il rilancio della vendita degli armamenti. Ovviamente tutto ciò sopra la testa degli autoctoni che non contano nulla nel gioco del risiko, nemmeno le loro vite, perdute a migliaia. Il rapporto è di circa 10.000, ugualmente innocenti, per ogni occidentale morto a seguito degli attentati.

Ma l’accelerazione “guerriera” si sviluppa pian piano anche all’interno dei vari paesi, al momento quelli solo europei, come d’abitudine, pronti a pagare le stupidaggini storiche dei nord americani.

Dopo il massacro di Parigi e la giusta commozione di tutta l’Europa per le vittime, la reazione è stata quella vendicativa di un massiccio bombardamento in Siria. Addirittura Hollande sconvolge la Nato, (restia all’appello guerriero immediato, aspettando la decisione del capo Obama perché non sanno più chi bombardare), chiamando Putin il quale ben volentieri si dichiara “alleato”. Poi però è arrivato subito l’inglese Cameron a stringere i vincoli storici da guerrafondai e sgridare allo “sgarro” impulsivo del socialista, che deve correre da un Obama minaccioso. Per la prima volta la Merkel è fuori campo, in panchina, per costituzione non può guerreggiare, se non economicamente. Comunque non si fida della Russia e dovrà sostenere la Turchia, ambigua e con un pericoloso provocatore, Erdogan, nuovo Saladino pronto a mostrare i muscoli, nascosto sotto l’ombrello Nato.

Siccome nessuno è fesso l’abbattimento del bombardiere russo non può che essere stato pianificato. Lo stavano aspettando visto che ha “sconfinato” (ma non si è sicuri) di qualche secondo e a quella velocità …

Interessante l’unione di intenti di Hollande con la destra della Le Pen. In grande accordo nel moltiplicare i bombardamenti, i “colpi” vendicativi. L’unico neo tra loro è con quale alleanza, perché la destra padronale francese (Sarkozy) ha già scelto Putin, con la richiesta di soppressione dell’embargo verso la Russia. Rimane l’urgenza di condurre tutti insieme anche una “guerra” implacabile sul fronte interno. L’immigrazione, alla Salvini maniera. Ma in Francia, come in Belgio, e in altri paesi, tantissimi sono ormai cittadini europei. Allora bisogna limitare le libertà personali (ancora!), se del caso modificare le costituzioni per dare potere il più possibile a un uomo solo, oppure addirittura rinnegare la nazionalità concessa. Avviene e avverrà dappertutto. Qualcuno sulle modifiche è già in anticipo. Entrare in “stato di guerra” e blindare interamente per giorni le capitali, come Bruxelles, dove a tutta la popolazione e le strutture pubbliche e private, persino agli impiegati della Comunità, è stato chiesto di rimanere a casa. Non sembra esserci prevenzione, intelligence, ma solo “stato d’assedio”, e prova di forza. Dopo che tutto è accaduto.

Si entra quindi in un tipico “giornalismo mediatico di guerra”. I simboli stessi della società vengono modificati. Le bandiere e i nazionalismi sventolano come non mai. Squillano gli inni. Semplici cittadini, e mi dispiace sinceramente per l’assurda morte della nostra ragazza veneta, con addirittura il funerale di stato. Con frasi banali se non tragicamente ironiche. Renzi: “Grazie per la tua testimonianza di cittadina e giovane donna”. Boldrini: “Che tu possa diventare esempio per le ragazze che sono in cerca della loro strada». Calma ragazze! Dovrebbero anche sapere che quasi 500.000 giovani italiani, quasi tutti laureati, “girano” in Europa alla ricerca di lavoro e di un futuro di vita possibile, perché impossibile nel loro paese.

Poi ci sono i giornalisti che spandono terrore, e stupidamente sembrano indicare ai terroristi i punti deboli delle città da colpire, in un coacervo di chiacchiere, di ipotesi fasulle e cariche di odio. Interviste continue agli “opinionisti” persino (e l’intento nasconde la mano) a un terrorista razzista e piromane come Salvini. Intervista ad un inaffidabile Alfano che un giorno terrorizza e un giorno banalizza e rassicura. All’appello, velato o aperto, alla crociata anti-musulmana, malgrado l’intervento di Bergoglio, costretto a mettere a repentaglio anche la sua vita.

Popolo e cittadini musulmani italiani altrettanto impauriti e messi alla berlina. Ad un loro commento di pace seguono due virulenti commenti padani. Tutto ben orchestrato. Olio sul fuoco. La guerra si prepara soprattutto mediaticamente. La scelta di campo ci è già stata fortemente indicata. Tutto questo a sinceri democratici fa più paura della bomba.

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