Una minaccia falsa per una guerra vera

Per legittimare un furto colossale ai danni dei popoli occorreva una balla colossale: attribuire alla Russia, assediata dalla NATO, l’intenzione di aggredire altri paesi europei.

di Domenico Gallo

“Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani” così si esprimeva Berlusconi equiparando le tasse ad un furto ai danni dei cittadini. Sulla stessa linea si è espressa la Meloni che, riferendosi all’imposizione fiscale alle imprese ha parlato di “pizzo di Stato”.

Contestare il dovere costituzionale di solidarietà che si esprime nell’obbligo di pagare le tasse, è un mantra tipico del populismo di destra, agitato per fini di consenso elettorale, con l’effetto di risolversi in una campagna di dis-educazione civica di massa. Attraverso il prelievo fiscale si alimenta l’erario, il tesoro di cui ogni Stato dispone. L’erario è il primo bene pubblico, da esso traggono alimento tutte le funzioni pubbliche e i diritti sociali. L’alimentazione dell’erario e la distribuzione delle sue risorse è il tema fondamentale della politica. Ogni anno con la legge di bilancio decidiamo come gestire questo tesoro, quante risorse devono essere assegnate alle varie funzioni pubbliche ed, in particolare, come devono essere garantiti quei beni pubblici direttamente collegati ai diritti sociali, come la salute, l’istruzione, l’occupazione, i trasporti, il sistema pensionistico. Sul livello, la qualità le modalità dell’imposizione fiscale, c’è un acceso conflitto fra le forze politiche, ciascuna delle quali si candida ad alfiere della riduzione del prelievo fiscale per le categorie che più interessano sul piano elettorale. Ogni proposta che riguarda la tassazione, come, per esempio, una tassa patrimoniale sui super ricchi che colpirebbe una persona su mille, viene avversata come un’abusiva sottrazione di ricchezza, vale a dire un furto ai danni dei cittadini.

In realtà negli ultimi anni sta andando avanti un processo politico di sottrazione di ricchezza ai danni dei cittadini e di intere nazioni, molto più profondo e subdolo rispetto al pericolo paventato da Berlusconi di non mettere le mani in tasca agli italiani.

I vertici dell’Unione, con la complicità del Parlamento europeo, e la NATO, inginocchiata a Trump, hanno lanciato un piano di riarmo colossale: Readiness 2030 per l’UE, The Hague defence commitment per la NATO, programma stabilito al vertice dell’Aja (2025) e confermato al vertice di Ankara (7/8 luglio 2026), che prevede per gli Stati membri l’obbligo di incrementare la spesa militare portandola al 5% entro il 2035.

Al vertice Nato di Ankara il governo italiano ha confermato l’intenzione di rispettare l’impegno a raggiungere il 5% del Pil nel 2035 per le spese in difesa e sicurezza, seguendo un percorso definito dalla Meloni come “sostenibile”, che parte da un livello di spesa attuale del 2,8% del Pil e che, stando alle dichiarazioni dello stesso ministro Crosetto, prevede un incremento di 19 miliardi nel prossimo biennio (6-7 miliardi aggiuntivi nel 2027 e 12-13 miliardi aggiuntivi nel 2028), che porterà l’Italia a un livello di spesa militare di circa il 3,2% del Pil nel 2028.

Secondo i calcoli di Milex l’incremento delle spese militari fino al 2035 ammonterebbe a 498 miliardi di euro mentre la soglia del 5% si attesterebbe a 145 miliardi annui. Si tratterebbe del più vertiginoso incremento mai registrato da una specifica voce di spesa pubblica dal dopoguerra ad oggi; il bilancio della difesa diventerebbe tre volte più grande della spesa per l’assistenza, una volta e mezzo più grande della spesa per l’istruzione, quasi uguale alla spesa sanitaria.

Per rispettare questo programma sarà necessario un abbattimento di portata storica delle altre voci di bilancio: pesanti tagli su assistenza, previdenza, istruzione, ricerca e sanità. In altre parole, saranno sottratte risorse enormi destinate a soddisfare bisogni fondamentali dei cittadini. Ci troviamo di fronte ad un progetto di impoverimento di massa dei cittadini italiani (ed europei) a beneficio del vorace complesso militare-industriale di cui gli Stati Uniti sono i massimi profittatori. Altro che mettere le mani nelle tasche degli italiani: una follia!

Proprio di follia parlava Papa Francesco, il 24 marzo 2022, di fronte alla più mite richiesta del 2% pretesa all’epoca dalla NATO.

“Io mi sono vergognato quando ho letto che non so, un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia! La vera risposta, come ho detto, non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo ormai globalizzato – non facendo vedere i denti, come adesso –, un modo diverso di impostare le relazioni internazionali. Il modello della cura è già in atto, grazie a Dio, ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico-tecnocratico-militare”.

Come si fa a far digerire ai popoli una scelta politica così irragionevole e autolesionista? Bisogna inventarsi una grande menzogna. Il primato spetta al Parlamento europeo che nella deliberazione del 2 aprile 2025, ha attribuito alla Russia “l’intenzione di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli”, dichiarando – senza ombra di pudore – che il regime russo rappresenta: “la minaccia più grave e senza precedenti per la pace nel mondo, nonché per la sicurezza ed il territorio dell’UE e dei suoi Stati membri”. La minaccia russa è diventata la parola d’ordine che ha infettato tutte le sedi politiche ed è diventata il cemento del pensiero unico diffuso dai Media e dalle TV a reti unificate.

Per legittimare un furto colossale ai danni dei popoli occorreva una balla colossale. Attribuire alla Russia, assediata dalla NATO, l’intenzione di aggredire altri paesi europei, dopo che da quattro anni è inchiodata in una costosissima guerra d’attrito in Ucraina, è un postulato che esce fuori da ogni logica umana, richiede semplicemente un atto di fede.

Discutere sulle intenzioni è come discutere sul sesso degli angeli, quello che conta nei rapporti internazionali, come in ogni altro campo della vita sono i dati della realtà.

Secondo i dati più recenti pubblicati dal SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), relativi al 2025, le spese militari in miliardi di dollari sono le seguenti: Russia – 190; Unione Europea – 457; NATO (32 paesi) – 1510.

La spesa militare della UE è più del doppio di quella della Russia, quella dei paesi NATO è superiore di 8 volte a quella della Russia. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, il PIL della Russia ammonta a circa 2.200 miliardi, quello dei paesi UE a circa 20.900 miliardi, quello dei paesi membri della NATO a 64.000 miliardi.

Bisogna poi considerare che la popolazione della Russia ammonta a 144 milioni di abitanti, a fronte dei 450 milioni dei paesi UE. Nella Strategia di difesa Nazionale pubblicata dal Pentagono nel febbraio 2026 si riconosce che: ”Mosca non è nella posizione di poter aspirare all’egemonia europea. La Nato europea supera enormemente la Russia per dimensioni economiche, popolazione e di conseguenza potenziale potenza militare”.

Quando Giuseppe Conte a Napoli ha dichiarato : “Stanno creando una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”, svelando una realtà a tutti nota, ha squarciato la tela dell’inganno ed è successo un putiferio. Come nella fiaba di Andersen “i vestiti nuovi dell’imperatore”, l’irrompere sulla scena pubblica di una verità inconfessabile ha mandato in frantumi i vestiti che i cortigiani dell’imperatore avevano intessuto per nascondere l’oscenità della corsa agli armamenti e ingannare i popoli. Ha smascherato una balla colossale adoperata per perpetrare una truffa colossale ai danni del popolo italiano e degli altri popoli europei.

Quando l’Alleanza politica fondata sul campo largo si presenterà al giudizio degli elettori, dovrà chiarire se vuole consentire a Trump, a Rutte e alla Von der Layen di mettere le mani nelle tasche degli italiani oppure vuole battersi per un futuro di pace e prosperità, cominciando ad avviare un dialogo con la Russia e abbassando le armi.

(articolo pubblicato sul Fatto quotidiano del 23 luglio con il titolo: Riarmo e menzogne ai nostri danni)

FONTE: https://www.domenicogallo.it/2026/07/una-minaccia-falsa-per-una-guerra-vera/


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