Annunci
Confessioni Audit Eterodossie Satire, CRISIS, Diritti sociali diritti umani, Europa, Geopolitica Conflitti Pace, Informazione e media, Italia, Lavoro economia società, Politica

Come rompere la gabbia dei memorandum

nencioni-manifestodi Manfredi Alberti e Tommaso Nencioni
Il capo­la­voro reto­rico delle classi diri­genti tra­di­zio­nali, dall’inizio della crisi, è stato quello di tra­sfi­gu­rare nel senso comune una crisi del capi­ta­li­smo finan­zia­rio in una crisi del debito pub­blico. Ne è deri­vato che non sono tanto le éli­tes a dover rispon­dere della loro dis­sen­nata gestione del potere, ma sono i popoli a essere messi sul banco degli impu­tati per aver vis­suto “al di sopra delle pro­prie pos­si­bi­lità”. Su que­sta nar­ra­zione fit­ti­zia sono state costruite poli­ti­che reali, la cui natura è stata ben nasco­sta dagli appa­rati ege­mo­nici del capitalismo.

Que­sti appa­rati hanno fatto pas­sare come neces­sità ogget­tive scelte che da un lato hanno avuto un forte impatto redi­stri­bu­tivo verso l’alto, dall’altro hanno dise­gnato un nuovo ordine con­ti­nen­tale asim­me­trico a van­tag­gio dei cen­tri forti dell’economia euro­pea.
All’interno dei sin­goli paesi si è deter­mi­nato un ingente spo­sta­mento di risorse dal sala­rio – reale e dif­fe­rito – al capi­tale, e un’ulteriore con­cen­tra­zione del potere nelle mani delle éli­tes oli­gar­chi­che a sca­pito del con­trollo demo­cra­tico. Su scala con­ti­nen­tale si è giunti al con­tempo a una con­fi­gu­ra­zione gerar­chica dell’Unione euro­pea, con una divi­sione del lavoro sostan­zial­mente duale, sul modello di quella che ha con­dotto all’esplosione, nel nostro Paese, della que­stione meri­dio­nale. Le forze popo­lari e pro­gres­si­ste hanno il com­pito di sma­sche­rare l’artificio reto­rico attorno al quale le classi domi­nanti hanno costruito la nar­ra­zione della crisi: un’operazione indi­spen­sa­bile per il rilan­cio di un dise­gno contro-egemonico su scala con­ti­nen­tale.
È stata la haute finance a trarre bene­fi­cio dalle dina­mi­che della crisi, lucrando sulla “scar­sità” di risorse da essa stessa pro­dotta con la com­pli­cità dei governi. Nel caso della Gre­cia i cosid­detti “sal­va­taggi” non sono stati altro in realtà che uno stru­mento per garan­tire la ren­dita finan­zia­ria, ali­men­tando il potere di ricatto delle éli­tes del denaro. Le ban­che euro­pee, a comin­ciare da quelle tede­sche, hanno sin qui pre­stato denaro ad Atene, che, pri­vata della libertà di indi­riz­zare que­sti fondi verso reali poli­ti­che espan­sive, si è tro­vata costretta ad ulte­rior­mente inde­bi­tarsi. I prov­ve­di­menti impo­sti dalla Tro­jka hanno quindi rea­liz­zato, mediante una par­tita di giro, un raf­for­za­mento delle ban­che pri­vate, favo­rendo al con­tempo un colos­sale spo­sta­mento di risorse dal wel­fare alla ren­dita finan­zia­ria.
Le con­di­zioni impo­ste per il “sal­va­tag­gio” della Gre­cia hanno ripro­po­sto uno schema uni­ver­sa­liz­zato, dove al primo posto, imman­ca­bile, si è col­lo­cata la rac­co­man­da­zione di varare un ampio piano di pri­va­tiz­za­zioni. Que­ste ultime hanno por­tato con sé due con­se­guenze. Da un lato, la sven­dita al capi­tale metro­po­li­tano di asset pre­giati delle peri­fe­rie scon­volte dalla crisi (è di que­sti giorni la noti­zia che il gruppo tede­sco Fra­port si è acca­par­rato la gestione qua­ran­ten­nale di 14 aero­porti greci). Dall’altro, spe­cie in realtà in cui il capi­ta­li­smo nazio­nale dimo­stra ten­denze seco­lari verso la tra­sfor­ma­zione in ren­dita, una dein­du­stria­liz­za­zione fun­zio­nale alla ricon­fi­gu­ra­zione in senso gerar­chico della divi­sione con­ti­nen­tale del lavoro.

Alle pri­va­tiz­za­zioni hanno poi fatto seguito un po’ ovun­que le “riforme del lavoro”. Lungi dall’aver deter­mi­nato una ripresa dell’occupazione, attra­verso di esse si è sta­bi­liz­zato un enorme eser­cito indu­striale di riserva, tra le file del quale pescare mano­do­pera dequa­li­fi­cata e a basso costo per la pro­du­zione di semi-lavorati, desti­nati ad essere assem­blati dai grandi gruppi indu­striali metro­po­li­tani. Con l’artificio reto­rico dell’invecchiamento della popo­la­zione, infine, i governi nazio­nali sono stati costretti a varare “riforme delle pen­sioni” che hanno pro­lun­gato nel tempo la con­di­zione di sfrut­ta­mento della forza-lavoro, garan­tendo allo stesso tempo lauti divi­dendi ai grandi gruppi assi­cu­ra­tivi pri­vati.
Senza una netta inver­sione di ten­denza, que­sta serie di misure è desti­nata ad avere un impatto di lun­ghis­simo periodo e a tra­sfor­mare in pro­fon­dità lo spa­zio eco­no­mico con­ti­nen­tale. La crisi modella la costru­zione dell’Europa gerar­chica, men­tre lo stru­mento del memo­ran­dum, moderna Magna Charta, la “costi­tu­zio­na­lizza”.
Dopo la Gre­cia è lecito sup­porre l’aggressione del grande capi­tale euro­peo ad altri anelli deboli dell’eurozona. Alcuni segnali in que­sta dire­zione si hanno già. Si pensi alla cre­scita dei colossi finan­ziari tede­schi, Allianz e Deu­tsche Bank, i quali stanno acqui­sendo anche in paesi come il nostro quote cre­scenti di mer­cato, al punto che Allianz è il secondo ope­ra­tore in Ita­lia nel campo delle assi­cu­ra­zioni. Anche per quanto riguarda il nostro mer­cato finan­zia­rio si pone quindi un pro­blema di subal­ter­nità al gigante tede­sco. Ma l’aspetto deter­mi­nante per il dispie­garsi dell’egemonia tede­sca è la dein­du­stria­liz­za­zione del sud Europa, una delle emer­genze che andreb­bero affron­tate nella pro­spet­tiva di un’alternativa.

Chi pensa che il futuro della Gre­cia o dell’Italia possa essere trai­nato dall’agricoltura o dal turi­smo, se non è in mala fede, rischia comun­que di pren­dere un abba­glio. Non farebbe male ogni tanto rispol­ve­rare il pen­siero dei nostri grandi sta­ti­sti del pas­sato. Ripren­dendo una valu­ta­zione di Cavour, all’inizio del Nove­cento Fran­ce­sco Save­rio Nitti affer­mava che «l’industria dei fore­stieri, l’industria degli alber­ghi sono grandi indu­strie: ma non pos­sono con­si­de­rarsi come la base del red­dito nazio­nale. Inol­tre un paese che vive dei fore­stieri tende in certa guisa ad abbas­sare il suo carat­tere: tende à un esprit d’astuce et de ser­vi­li­sme fune­ste au carac­tère natio­nal. L’industria dei fore­stieri invece è bene­fica invece in un paese già indu­striale che può trat­tare i fore­stieri su le pied d’une par­faite éga­lité».
Rispetto alla situa­zione in atto un’inversione di ten­denza coin­ci­derà solo con un ribal­ta­mento degli attuali equi­li­bri. Il nodo di fondo da affron­tare è sem­pre lo stesso, il rap­porto fra Stato e mer­cato: il primo deve tor­nare come in pas­sato ad avere l’ultima parola sulla deci­sione su cosa, come e per chi pro­durre, comin­ciando con il recu­pe­rare quella che Beve­ridge avrebbe chia­mato una “signo­ria sul denaro”, ossia una sot­to­mis­sione della finanza al con­trollo demo­cra­tico. Sol­tanto così sarà pos­si­bile per­se­guire poli­ti­che espan­sive e rilan­ciare la pro­du­zione indu­striale e ter­zia­ria in tutte le aree d’Europa.
L’accentramento dei poteri deci­sio­nali in mano ad orga­ni­smi demo­cra­ti­ca­mente irre­spon­sa­bili ed un’asimmetrica divi­sione con­ti­nen­tale del lavoro hanno pro­ce­duto fin qui di pari passo nella costru­zione dell’Europa gerar­chica. Solo un pro­cesso coor­di­nato di rico­stru­zione dell’apparato pro­dut­tivo della peri­fe­ria con­ti­nen­tale potrà inne­scare un pro­cesso oppo­sto e vir­tuoso di ricon­fi­gu­ra­zione demo­cra­tica dell’Europa.

 

FONTE: http://ilmanifesto.info/come-rompere-la-gabbia-dei-memorandum/

Annunci

Discussione

2 pensieri su “Come rompere la gabbia dei memorandum

  1. Quel che non mi è chiaro sulla Grecia :

    – l’accordo salva Grecia, che comporta un prestito grosso, sarà sicuramente basato su certe condizioni.

    Fra le condizioni, c’è l’impegno effettivo dei Greci a lavorare efficienti, a governare il Paese correttamente (anche senza rubare) ? A lavorare cioé come i Nordici, non come gli Italiani che di tutto son capaci di fare una corruziohne ?

    Se questa condizione non ci fosse, la Grecia affonderà, come rischia l’Italia di affondare….

    Uklrich Realist
    ulrich33@orange.fr

    Mi piace

    Pubblicato da ulrico reali | 25/08/2015, 14:55
    • Noi continuiamo ad accettare e pubblicare quasi tutti i commenti anche se sono molto lontani dalla nostra visione dei fatti; in questo caso, come più volte accennatole, vogliamo farle di nuovo presente che sarebbe richiesta da parte sua una riflessione di natura storica sull’Italia comparata con quella degli altri maggiori paesi europei (Inghilterra, Germania, Francia e magari Spagna) e un approfondimento della sua riflessione antropologica sul carattere italiano che lei individua: corruzione, rubare, ecc.

      Sul primo tema, basta rileggersi anche sommariamente la storia degli ultimi secoli di vita nazionale; sul secondo, visto che lei vive in Francia, la riflessione sarebbe la seguente: perchè si emigra ? perchè gran parte degli italiani emigrati sono generalmente apprezzati sul lavoro e nei campi di attività che svolgono e hanno svolto non solo in Europa ma anche in altri lontani paesi ?

      Ultima possibile riflessione è quella relativa alla posizione del suo paese di origine nell’ambito della divisione internazionale del lavoro attuale, trascorsa e che si profila per il futuro. La inviteremmo ad una riflessione ragionata, quindi ci attendiamo una sua risposta tra qualche settimana o mese.

      Grazie per l’attenzione al nostro sito.

      Mi piace

      Pubblicato da cambiailmondo | 25/08/2015, 15:36

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Annunci

Sostieni CAMBIAILMONDO

Dai un contributo (anche piccolo !) a CAMBIAILMONDO

Per donare vai su www.filef.info e clicca sull'icona "DONATE" nella colonna a destra in alto. La pagina Paypal è: filefit@gmail.com

Restituire la sovranità agli elettori: firma la petizione

Inserisci la tua e-mail e clicca sul pulsante Cambiailmondo per ricevere le news

Segui assieme ad altri 1.396 follower

LINK consigliati

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Blog Stats

  • 751,982 hits

ARCHIVIO

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: