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Ecco come la NATO uccide gli africani nel Club Med

gheddafi_napolitano_berlusconidi Pepe Escobar
L’imperialismo umanitario applicato a ciò che il Pentagono ama definire MENA (Middle East-North Africa) ha portato, secondo Amnesty International, “al più grande disastro di profughi dopo la seconda guerra mondiale.”

Voi tutti ricordate la coalizione dei volenterosi NATO/AFRICOM, “guidata” da Re Sarko I, l’allora Presidente della Francia, mentre il presidente americano Barack Obama “guidava da dietro le quinte ” e un ex Segretaria di Stato, ora candidata alla presidenza con un tesoretto per la sua campagna da 2,5 miliardi di dollari, coniava un gongolante “Siamo venuti, abbiamo visto, è morto” (“We came, we saw, he died).

Ebbene, questa favolosa collezione di imperialisti umanitari è ancora a piede libero, e ora uccide – per procura – lungo le acque del Mediterraneo, alias Club Med, alias Mare Nostrum, dopo aver distrutto uno Stato che funzionava – la Libia, una repubblica araba laica – usando il pretesto di dover impedire un “genocidio”.

Siccome ha recentemente pontificato sul genocidio armeno, se oggi gli si chiedesse conto di ciò, questa patetica caricatura di Segretario generale dell’ONU che risponde al nome di Ban-Ki Moon direbbe che il potenziale massacro in Libia non potrebbe – e la parola chiave è “potrebbe” – nemmeno essere qualificato come un “crimine di guerra”.

Il bombardamento umanitario della Libia, durato sei mesi e progettato per impedire un altamente ipotetico “crimine di guerra” ha finito per “liberare” un numero almeno dieci volte maggiore di persone dalle loro vite rispetto alle precedenti scaramucce tra soldati del colonnello Gheddafi e “ribelli” ben armati, la maggior parte dei quali erano militanti islamisti irriducibili, ora liberi di scatenare la devastazione jihadista dalla Libia orientale alla Siria settentrionale.

Gli operatori dell’imperialismo umanitario hanno debitamente creato un deserto “liberato” – che hanno chiamato “vittoria” – che pullula di milizie armate fino ai denti; ha installato un caos pervasivo che s’infiltra in una gran parte del Maghreb e dell’Africa occidentale; e ha scatenato una massiccia crisi umanitaria.

 

Arenato in MENA

L’imperialismo umanitario applicato a ciò che il Pentagono ama definire MENA (Middle East-North Africa) – dalla Libia all’Iraq, alla Siria e ora allo Yemen, così come le guerre in subappalto in Mali, Somalia e Sudan – ha portato, secondo Amnesty International, al più grande disastro di profughi del periodo successivo alla seconda guerra mondiale”. Amnesty stima che non meno di 57 milioni di persone siano state trasformate in profughi al 2014.

Una sotto-trama cruciale è rappresentata dal fatto che, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), il numero di profughi che muoiono nel tentativo di raggiungere la Fortezza Europa è aumentato di oltre il 500 per cento tra il 2011 e il 2014.

Questo significa che l’imperialismo umanitario, così come applicato dal Pentagono/NATO/AFRICOM, ha consegnato le acque del Club Med ai veri vincitori: un vastissimo giro criminale che commercia esseri umani e che comprende trafficanti, poliziotti corrotti e anche “terra-risti”.

In tutta Europa, solo l’Italia – sia detto a suo credito – è veramente scandalizzata, e disposta ad accettare almeno una frazione, davvero piccola, dei miserabili boat people africani. Dopo tutto, il punto privilegiato di uscita è la Libia “liberata” mentre il punto di entrata privilegiato è l’italica Sicilia. La Francia, la Germania, il Regno Unito e la Svezia vanno dietro l’Italia con tentativi assai più modesti.

Questo afasico muro del silenzio UE/NATO è dovuto al fatto che l’Europa ora è per lo più soggetta all’esplosione di aggressività dei partiti politici anti-immigrazione. In fin dei conti, gli aspiranti immigrati sono capri espiatori perfetti. Come i timorosi “nazionalisti” li descrivono, appiattiscono i salari; vivono fuori dal sistema dello Stato sociale; sono per lo più criminali; si riproducono come conigli; distruggono l’«identità nazionale», e, naturalmente, ci sono così tanti “Terra-risti” tra di loro che vogliono sottomettere l’Europa allo chador e alle norme della Shari’a.

Questa UE così codarda e devastata dall’austerity nonché soggiogata dai diktat militari della NATO non può assolutamente mettere insieme la volontà necessaria a costruire una politica comune decente per affrontare la tragedia di un Club Med putrefatto da uno tsunami di corpi africani. Una grande pensata della UE ha infatti sospeso l’Operazione Mare Nostrum e ha optato per un pattugliamento poliziesco delle frontiere della Fortezza Europa, invece di agire in base a principi umanitari.

 

Chiama la cavalleria dei droni

Una modesta proposta comporterebbe di bombardare le barche di contrabbando nei loro nascondigli prima di essere riempite con il loro tragico carico umano; sotto la protezione dell’ONU, si tratterebbe di stabilire delle stazioni umanitarie lungo la costa libica “liberata”, in grado di inquadrare gli aventi diritto di asilo politico nell’UE; implicherebbe facilitare il loro viaggio aereo o navale verso le nazioni pronte a riceverli; o – utilizzando la metodologia americana – colpire con droni il “nemico” per farlo in mille pezzi, come nel caso dei contrabbandieri e dei loro finanziatori. In fondo, i droni americani sono esperti in materia, visto che operano in base alla famigerata “lista nera delle uccisioni” di Obama ignorando totalmente il diritto internazionale.

Questo, però, non accadrà mai. Come Nick Turse dimostra in un nuovo libro che apre tutto un inedito percorso, la Libia rappresentava semplicemente la prima guerra di AFRICOM (poi trasferita alla NATO, come avevo riscontrato qui); il Pentagono ha piani molto più maligni nel suo rivolgersi in divenire verso l’Africa.

Nel frattempo, queste camarille favolosamente ricche legate al petrolio e gas del Golfo Persico – le stesse persone che comprano ogni segno di ostentazione del lusso tra Parigi e Londra – sono impegnate a “creare” la maggior parte delle più grandi crisi di profughi dalla seconda guerra mondiale: specie in Siria, un teatro preferito della loro guerra per procura contro l’Iran.

E la premiata ditta petrolifera Casa di Saud – mentre l’Impero del Caos “guida da dietro le quinte”, ma fornendo le bombe, i caccia, i servizi segreti, e l’escalation, con nove navi da guerra USA inviate in acque yemenite – è inoltre occupata a portare avanti la sua roboante “Tempesta Decisiva” a carico della nazione araba più povera, e rende così pronta la scena per l’ennesimo capitolo della crisi dei profughi in corso.

La NATO si tiene in esercizio nel formare i sicari di Kiev; demonizzare la Russia genera un carico di Pubbliche Relazioni maggiore del trattare con gli africani.

In Afghanistan, i taliban hanno già annunciato che la loro nuova offensiva di primavera inizia questo venerdì; la NATO, il cui didietro collettivo è stato regalmente sculacciato da poche migliaia di talebani con finti kalashnikov, non starà nemmeno “a guidare da dietro le quinte”.

E sul fondo del Mare Nostrum si adagia, in piena pompa magna putrefatta, il cadavere civile della UE/NATO.

 

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Il più recente libro di Pepe Escobar è Empire of Chaos. Seguilo su Facebook. Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente quelle dell’autore e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale di Sputnik.

Fonte:http://sputniknews.com/columnists/20150422/1021234376.html.

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=118789&typeb=0

(Traduzione a cura di Pino Cabras)

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