Annunci
Europa, Eventi manifestazioni iniziative, Politica

Germania. Chiusa la campagna elettorale. La Merkel detta la linea e condanna il turismo sociale

Angela MERKEL, Martin SCHULZ.di Massimo Demontis (Berlino)
Si è chiusa anche in Germania la campagna elettorale per le elezioni europee. Una campagna elettorale nettamente sottotono, noiosa, senz’anima, mite nei toni e sobria persino nelle spese dei partiti. Pochi i manifesti elettorali che si vedono in giro, la gran parte di piccole dimensioni, tranne qualche maxi formato che ritrae Martin Schulz che decanta l’Europa sociale che sognano i socialdemocratici tedeschi.

L’attuale presidente del Parlamento europeo, candidato alla presidenza della Commissione europea, si dice sicuro di vincere. Schulz parla di “frustrazione e disappunto dei cittadini europei” a causa della politica di un’Unione europea “troppo incentrata sull’economia e dominata da politici conservatori e neoliberali”.

Nelle numerose interviste che ha rilasciato, Martin Schulz ripete che se diventerà presidente della Commissione europea vorrebbe un’Europa “dei cittadini e non delle banche e delle speculazioni” e un’Europa che si dia come “priorità la lotta alla disoccupazione, soprattutto quella giovanile che dilaga in molti paesi dell’Ue”. Basta con l’egoismo di alcuni stati dice Schulz, critica che sembra rivolta in primo luogo al suo paese, e basta con il difetto di solidarietà del Manifesto europeo.

Quanto contino davvero le sue idee nella SPD di Sigmar Gabriel che governa la Germania con la CDU di Angela Merkel e la CSU di Horst Seehofer è tutto da dimostrare.

Alcune delle idee di Schulz non sono diverse da quelle del candidato della Sinistra Europea Alexis Tsipras. Tuttavia le affinità con il leader greco e con le liste che lo sostengono, Die Linke in Germania, L’Altra Europa per Tsipras in Italia, Izquierda Unida in Spagna, il Front de Gauche in Francia, Syriza in Grecia, finiscono qui. E poi conta il come tradurre quelle idee in fatti.

La SPD e Schulz hanno sostenuto e firmato il fiscal compact e voluto il vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione. Come Jean-Claude Junker anche Schulz non vede la necessità, almeno per i prossimi anni, di emettere eurobond. Il candidato conservatore e quello socialdemocratico sono entrambi a favore del TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti d’America, che non è soltanto un accordo di liberalizzazione commerciale. Il TTIP ha un forte impatto in numerosi settori della vita pubblica dei cittadini come la salute, i diritti dei consumatori e quelli dei lavoratori, l’industria alimentare, la privacy, l’ambiente, i diritti della persona, i servizi pubblici, la cultura e la scuola. IL TTIP è un trattato poco trasparente, oggetto di trattative segrete e i cui dettagli e la cui vera essenza vengono a fatica a conoscenza di un’opinione pubblica ancora troppo ristretta.

A differenza di Schulz e Junker, Tsipras vuole una modifica radicale dei trattati europei, a cominciare da quello di Maastricht, vuole l’abolizione del fiscal compact prima della sua entrata in vigore nel 2016, non vuole il TTIP e chiede l’eliminazione dell’obbligo del pareggio di bilancio in Costituzione “mutualizzando il debito” con l’emissione di eurobond.

Per i media c’erano solo due candidati: Schulz e Junker

La televisione pubblica, le tv private, la gran parte dei media sia su carta sia sul web – tranne rari e interessanti programmi – hanno di fatto “prodotto” e raccontato una campagna elettorale a due, quella delle due più grandi famiglie politiche europee, i popolari e i socialdemocratici, rappresentate dall’ex premier lussemburghese Jean-Claude Junker e da Schulz, riducendo al minimo indispensabile le presenze degli altri candidati e degli altri partiti.

La vittoria della Merkel appare scontata. Tra due giorni sapremo quale sarà il distacco dell’SPD da CDU-CSU e quanto i cittadini tedeschi credono “nell’Europa sociale” dei socialdemocratici e nelle visioni di Martin Schulz regalando al partito qualche punto percentuale in più rispetto al magro 20,8 per cento del 2009.

I media più diffusi raccontano che questa volta, per la prima volta, saranno i 413 milioni di cittadini europei aventi diritto al voto a decidere – anche se indirettamente – chi sarà il prossimo presidente della Commissione europea. I sondaggi parlano di un testa a testa tra Junker e Schulz con i conservatori-popolari in lieve vantaggio.

Il botto al fotofinish della Merkel

A riscaldare le ultime ore di campagna elettorale e a dettare la linea ci ha pensato la Merkel. La Cancelliera ha detto due cose che non potevano passare inosservate e non suscitare polemiche.

Prima cosa: nessun automatismo.

La Merkel ha ribadito una sua vecchia teoria e cioè che non c’è nessun automatismo tra il voto del 25 maggio e la distribuzione delle poltrone di punta delle Istituzioni europee, in particolare della Commissione europea. Detto in altri termini l’aut aut della Merkel significa che non sta scritto da nessuna parte che Junker diventerà presidente della Commissione, figurarsi Schulz. Angela Merkel vuole riservarsi il “diritto” di decidere in segreto con altri capi di governo chi sarà il prossimo presidente della Commissione europea.

Voci di corridoio raccontano che la Cancelliera avrebbe in testa altri nomi, ad esempio quello del primo ministro finlandese Jyrki Katainen. Quanto concrete siano queste voci, e reali le chance di Katainen, al momento non lo sa nessuno. È possibile che si tratti soltanto di una manovra diversiva per confondere un po’ le acque.

Un fatto è però assodato. La Merkel ama poco Junker e ama poco Schulz. Di entrambi non apprezza né l’autonomia di pensiero, né il piglio sicuro, né la forza caratteriale che metterebbe in ombra la stessa Teflon Lady e altri capi di governo.

La Cancelliera, assieme a pochi altri eletti, vuole mantenere le mani libere e decidere “a porte chiuse” chi sarà il prossimo presidente della Commissione europea. Che nella sua visione dovrebbe essere una figura di basso profilo alla Van Rompuy, una figura che non disturbi i grandi e a lei gradita.

Come funziona l’elezione del presidente della Commissione europea?

Secondo il Trattato di Lisbona del 2009 il Consiglio dell’Unione europea, che rappresenta i 28 capi di stato e di governo degli stati membri, non può più “nominare” il candidato, ma soltanto “suggerirlo” considerando l’esito del voto. Il presidente sarà eletto dal nuovo Parlamento europeo. Impensabile comunque che diventi presidente una figura non gradita alla Merkel.

Seconda cosa: l’Unione europea non è un’unione sociale.

In una dichiarazione rilasciata alla “Passauer Neuen Presse“, la Merkelha condannato l’abuso delle sovvenzioni sociali da parte degli immigrati dell’Unione europea.

“Non vogliamo pagare le prestazioni Hartz IV per tutti i cittadini europei che soggiornano in Germania alla ricerca di un lavoro” ha detto la Merkel suscitando la dura reazione di Simone Peters, presidente dei Verdi tedeschi (Grünen). La Peters accusa la Cancelliera di voler “superare a destra i populisti di Alternative für Deutschland proprio alla fine della campagna elettorale”.

La dichiarazione della Merkel fa seguito al parere espresso dall’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea Melchior Wathelet, reso noto martedì scorso, secondo il quale la Germania può negare le prestazioni Hartz IV ai cittadini di altri stati dell’Ue che vengono in Germania esclusivamente per percepire i sussidi sociali.

Intanto il ministero del Lavoro ha reso noto che nel 2013 i cittadini Ue che vivono in Germania hanno percepito sovvenzioni per 1,7 miliardi di euro e che molti di loro sono costretti a chiedere le sovvenzioni a causa degli stipendi troppo bassi che non garantiscono un minimo esistenziale. Del budget complessivo di 33,7 miliardi di euro destinati ai sussidi sociali i cittadini tedeschi hanno percepito 26,8 miliardi di euro, mentre le sovvenzioni percepite da tutti gli immigrati sommando cittadini europei ed extracomunitari sono state pari a 6,7 miliardi di euro.

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Annunci

Sostieni CAMBIAILMONDO

Dai un contributo (anche piccolo !) a CAMBIAILMONDO

Per donare vai su www.filef.info e clicca sull'icona "DONATE" nella colonna a destra in alto. La pagina Paypal è: filefit@gmail.com

Restituire la sovranità agli elettori: firma la petizione

Inserisci la tua e-mail e clicca sul pulsante Cambiailmondo per ricevere le news

Segui assieme ad altri 1.342 follower

LINK consigliati

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Blog Stats

  • 739,228 hits

ARCHIVIO

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: