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PER LA PACE IN VENEZUELA, contro qualsiasi tentativo di intervento militare o di violenza paramilitare (Comunicato dei Sindacati dell’America Latina)

POR LA PAZ EN VENEZUELA, CONTRA CUALQUIER INTENTO DE INTERVENCION MILITAR O VIOLENCIA PARAMILITAR

La Confederación Sindical de trabajadores/as de las Américas, CSA, que representa a 55
millones de trabajadoras/es en el continente, expresa nuevamente su firme condena frente a la cada vez más agresiva política del gobierno de los EE. UU, presidido por Donald Trump, contra Venezuela y su escalada de medidas económicas, diplomáticas y amenazas militares contra ese país. Desde la CSA ya hemos cuestionado por injustas y desmedidas las sanciones económicas impuestas a Venezuela desde 2016 por parte del gobierno de EUA, Unión Europea y otros gobiernos del mundo. La CSA siempre ha defendido el diálogo con todos los sectores venezolanos, para encontrar una salida de paz y respeto al Estado democrático de Derecho.

El mundo atraviesa por una pandemia donde la preservación de la vida, el combate al virus COVID 19 es una prioridad absoluta. Cualquier acción de recrudecimiento de sanciones económicas, estímulo a la violencia e intentos de intervención militar, sea cual sea el pretexto usado, es un acto criminal contra la población venezolana y una amenaza a la paz en América Latina y Caribe.

En este momento que vive el mundo, utilizar una política unilateral, arbitraria e ilegal de
decisiones de los órganos de poder en los EE.UU., viene a profundizar una postura
intervencionista y violatoria de la legalidad internacional. El día 26 de marzo, el Fiscal General de EE. UU anuncia la acusación al presidente de la República Bolivariana de Venezuela, Nicolás Maduro, de ser jefe del narcotráfico internacional, responsable de la cocaína que ingresa a territorio estadounidense y pone precio a su cabeza, así como a la de una parte de los altos mandos militares y políticos de ese país.

El 1ero. de abril, el Secretario de Estado Mike Pompeo, anuncia una iniciativa denominada Marco de transición democrática en Venezuela, que supuestamente deberá conducir a “elecciones presidenciales y parlamentarias libres”, previa a la renuncia del presidente Maduro y el supuesto presidente transitorio, diputado Juan Guaido.

El día 2 de abril, se anuncia la decisión del Departamento de Defensa de enviar la mayor flota naval y aérea, de que se tenga conocimiento en la historia reciente de la región, para bloquear el supuesto tráfico de estupefacientes de Venezuela hacia los EE.UU.
Son medidas que extrapolan la competencia de las instituciones estadounidenses frente a Venezuela que, además de ilegal, es absolutamente equivocada por aprovechar el momento de la pandemia para profundizar la crisis en ese país.

Rechazamos la actitud irresponsable del secretario general de la OEA y gobiernos de la región, que en medio de una emergencia sanitaria que sacrifica a centenares de ciudadanos de sus países, expresan su apoyo a un plan de agresión criminal que solo profundizará el sufrimiento del pueblo de Venezuela.

La escalada de agresión va en contravía del llamado del secretario general de las Naciones Unidas, Antonio Guterres, de poner fin a los conflictos militares y levantar las sanciones a todos los países del mundo para poder hacer frente a la pandemia del COVID19.

Defendemos, además del fin de las sanciones económicas y una inmediata acción de la ONU, del FMI, del Banco Mundial y del BID, en coordinación con el estado venezolano, para apoyar al pueblo de Venezuela con todo aquello que le permita hacer frente a la pandemia y sobre todo atender las necesidades socio económicas en el corto, mediano y largo plazo para mitigar los efectos de la pandemia en el país.

La CSA reafirma su solidaridad con el pueblo de Venezuela y demanda de todos los
gobiernos de la región y del mundo, así como también de los organismos internacionales, rechazar la agenda de violencia e intentos de posibles intervenciones militares.

Hacemos un llamado a todas las fuerzas políticas, económicas y sociales de Venezuela a la unidad nacional y poner en absoluta prioridad el combate a la pandemia para preservación de la vida de las venezolanas y venezolanos.

 

Rafael Freire Neto
Secretario General

Montevideo, 5 de abril de 2020

 

Confederación Sindical de trabajadores/as de las Américas – CSA

Calle Buenos Aires, 404/406 – Montevideo, 11000 – Uruguay
Teléfono: + (598) 2 914 75 88 – sede@csa-csi.orghttp://www.csa-csi.org

 

Il Venezuela denuncia blocco navale statunitense. Nemmeno la pandemia Covid-19 ferma l’imperialismo USA

Nel mezzo della crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19 gli Stati Uniti invece di pensare a come provvedere al meglio alla salute dei propri cittadini attuano un blocco navale nei confronti del Venezuela.

Il vicepresidente della Repubblica Bolivariana, Tareck el Aissami, ha denunciato che le misure coercitive applicate dagli Stati Uniti impediscono la normale fornitura di carburante.

“Con questo piano di blocco navale perverso e le ricorrenti intimidazioni portate avanti contro potenziali fornitori nel paese, (gli Stati Uniti) impediscono la fornitura di additivi chimici, forniture e pezzi di ricambio necessari per il processo di produzione del combustibile che è distribuito in tutto il territorio nazionale”, afferma il dirigente venezuelano.

Gli attacchi statunitensi – aggiunge il dirigente venezuelano – contro l’industria petrolifera costituiscono gravi violazioni dei diritti umani del popolo venezuelano e quindi diventano reati contro l’umanità contrari al diritto internazionale e alle Nazioni Unite.

Il vicepresidente ha denunciato inoltre una serie di minacce contro l’integrità territoriale e la sovranità del Venezuela materializzate in un blocco navale per aggravare la situazione del popolo venezuelano che sta conducendo una battaglia contro Covid-19.

Il paese sudamericano, ha aggiunto El Aissami, ha progettato misure rigorose per il controllo epidemiologico e la prevenzione della diffusione di questa malattia, che include la quarantena sociale che è stata altamente sensibile alla conformità. Al contrario degli Stati Uniti dove ormai il contagio è fuori controllo e il numero degli infetti continua a crescere esponenzialmente ogni giorno. I morti hanno già oltrepassato quota 7000. Una situazione che il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha definito “disastro nazionale”

Secondo il funzionario venezuelano, queste azioni estremiste del governo degli Stati Uniti cercano di aggravare le difficoltà del popolo venezuelano ad affrontare la pandemia di coronavirus, il cui piano è di influenzare il cuore dell’attività economica dello sviluppo industriale e produttivo, nonché servizi di trasporto, energia elettrica tra gli altri.

“La classe operaia dell’industria petrolifera e del settore elettrico in collaborazione con le forze armate nazionali bolivariane lavora instancabilmente per superare questa situazione il più presto possibile e ripristinare la fornitura regolare di carburante per l’intero paese nel più breve tempo possibile”, ha riferito il vicepresidente con delega all’economia.

Ha anche affermato che è stato istituito un piano speciale volto a garantire la mobilità dei settori prioritari nel quadro dello stato di allarme decretato dal presidente e che questi sono esenti dalla quarantena collettiva.

El Aissami ha aggiunto: “Deploriamo la posizione dei settori estremisti dell’opposizione venezuelana che progettano ed eseguono queste vili azioni contro il popolo. La storia giudicherà senza pietà questi traditori della patria”.

 

 

FONTE: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_venezuela_denuncia_blocco_navale_statunitense

Comunicato ufficiale del Governo del Venezuela di risposta alle accuse “miserabili” degli Usa

“in un momento in cui l’umanità sta affrontando la peggior pandemia, il governo di Donald Trump torna ad attaccare il popolo venezuelano e le sue istituzioni democratiche, usando una nuova forma di colpo di stato”

Pubblichiamo la traduzione del Comunicato ufficiale del governo della Repubblica bolivariana del Venezuela alle miserabili e vili accuse ricevute oggi dal governo di Trump


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USA/Venezuela: Taglia di 20 milioni di dollari per acciuffare il biondo

Nel bel mezzo della pandemia, Trump annuncia l’inasprimento delle sanzioni all’Iran e il Dipartimento di Stato USA mette una taglia di 15 milioni di dollari per la cattura del Presidente del Venezuela Maduro e di altri ministri del governo venezuelano.

L’accusa raggiunta a seguito di indagini delle autorità federali Usa è “narcotraffico”.

L’accusa di “narcotraffico” da parte del governo del paese maggior importatore e consumatore al mondo di cocaina, eroina e molte altre sostanze stupefacenti ha dell’incredibile. Ricorda obiettivamente la favola del lupo e dell’agnello. Ve la ricordate ?

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COVID-19: M5S, in sintonia con UNHCR, chiede moratoria sanzioni a Iran, Venezuela, Cuba, Siria e Corea del nord

Roma, 23 mar 12:25 – (Agenzia Nova) – I parlamentari del Movimento cinque stelle delle commissioni Affari esteri di Camera e Senato hanno chiesto una “moratoria umanitaria” delle sanzioni nei confronti di Iran, Siria, Venezuela, Cuba e Corea del Nord a causa della diffusione della pandemia di coronavirus. Continua a leggere

Pandemia: La Casa Bianca e FMI i primi infetti

di Atilio A. Boron

Guerre, crisi economiche, disastri naturali e pandemie sono eventi catastrofici che fanno emergere il peggio e il meglio nelle persone – sia nei leader che nella gente comune – e anche negli attori sociali e nelle istituzioni. È in circostanze così avverse che le belle parole svaniscono nel nulla e danno luogo ad azioni e comportamenti concreti. Giorni fa e trattenendo a malapena le lacrime, il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha denunciato davanti alle telecamere il grande inganno della “solidarietà europea”. Non esiste una cosa del genere, ha detto Vucic, è una favola per bambini, carta straccia. Ha poi ringraziato la Repubblica Popolare Cinese per la sua collaborazione. E aveva ragione nella sua denuncia. Dall’America Latina abbiamo a lungo avvertito che l’Unione Europea era un sottile raggiro, pensato per avvantaggiare la Germania più di ogni altra cosa attraverso il controllo della Banca Centrale Europea (BCE) e con l’Euro per assoggettare i paesi dell’Eurozona ai capricci – o agli interessi – di Berlino. L’esitante reazione iniziale della BCE all’eccezionale richiesta di aiuto dell’Italia per affrontare la pandemia che sta devastando la penisola ha mostrato per alcune ore ciò che il leader serbo aveva denunciato. Un scandaloso “ognuno per sé”, che smonta la retorica sdolcinata de “l’Europa dei cittadini” e “Europa una e multipla” e altre simili balle. Una favola per bambini, come diceva Vucic. Continua a leggere

La Regione Lombardia chiede aiuto ai medici cubani, cinesi e venezuelani per sconfiggere il Coronavirus

Per far fronte all’emergenza Coronavirus e disporre di un numero maggiore di personale sanitario, la Giunta della Regione Lombardia ha aperto agli Stati storicamente di sinistra. L’assessore al Welfare Gallera ha detto di “aver avuto contatti con Cuba, Venezuela e Cina per l’invio di medici e infermieri”.

Nel corso della consueta conferenza stampa della Regione Lombardia tenuta dal presidente Attilio Fontana e gli assessori Giulio Gallera, Davide Caparini e Pietro Foroni, è emerso anche il dato dei medici e degli infermieri che hanno risposto alla chiamata per entrare da subito in servizio e aiutare nella lotta all’emergenza Coronavirus. Continua a leggere

Maduro: “Il Brasile si prepara ad attaccare il Venezuela”

di Mauro Gemma (da Marx21.it)

Il presidente Nicolás Maduro ha accusato il suo omologo brasiliano, Jair Bolsonaro, di ospitare ed addestrare ex militari venezuelani che hanno disertato allo scopo dichiarato di preparare un attacco armato contro il Venezuela.

Il presidente venezuelano ha denunciato che in tal modo il Brasile si appresta ad aggredire il Venezuela. Continua a leggere

Venezuela, nuove sanzioni USA e strani attacchi ‘da sinistra’ alla Rivoluzione Bolivariana

di Geraldina Colotti

Un articolo fotocopia, seppur comparso con firme diverse sia su un grande quotidiano italiano che sulla versione in spagnolo del New York Times (“Champán en medio de la crisis”) compie un’operazione ardita: criticare “da sinistra” la politica economica del governo venezuelano. Dietro la “retorica socialista” di Maduro – dice in sostanza il Nyt, e così la copia italiana – vi sarebbe, in realtà, il ritorno sic e simpliciter alle ricette neoliberiste. “Il ritorno a un capitalismo selvaggio che cancella anni di lotta”, sosterrebbe addirittura Elias Jaua, ex vicepresidente di Chávez, “che tuttavia – scrive il NYT – fa parte della direzione del Partito Socialista Unito del Venezuela”. Continua a leggere

Dichiarazione finale dell’incontro mondiale contro l’imperialismo (Caracas, 22-24 gennaio 2020)

Noi, delegazioni dei partiti politici e movimenti sociali riuniti a Caracas, capitale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, in occasione dell’ “Incontro Mondiale contro l’Imperialismo”, dopo la discussione realizzata, siamo arrivati alle seguenti conclusioni:

Il futuro dell’umanità è in grave pericolo. La pace del pianeta è seriamente minacciata come risultato di una politica di aggressioni militari degli USA e dei suoi alleati, così come della mortale corsa agli armamenti che porta solo dividendi alle grandi imprese dell’industria militare. La guerra è il meccanismo prediletto dell’espansionismo imperiale, in particolare degli Stati Uniti e questo si nota drammaticamente nei conflitti più recenti che hanno colpito gravemente i popoli della Siria, Yemen, Iraq, Libia, Afghanistan e tutta la regione. Continua a leggere

Le complicate relazioni Stati Uniti – America Latina e Caraibi: dal sentimento antistatunitense alle organizzazioni anti-egemoniche

di Alessandro Fanetti

Adesso l’America è, per il mondo, nient’altro che gli Stati Uniti: noi abitiamo in una sub-America, un’America di seconda classe, difficile da identificare. È l’America Latina, la regione delle vene aperte.

Eduardo Galeano

Il continente americano è, oramai da secoli, una fedele rappresentazione delle disuguaglianze esistenti nel mondo. Contributo fondamentale a tale situazione viene offerto dalla contemporanea esistenza di “due mondi” opposti:

  • l’ “opulenza” statunitense

  • lo sfruttamento subito dall’area a sud del Rio Bravo

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Contro i droni degli USA, il Venezuela punta sulla RAAS

di Geraldina Colotti

“Se l’imperialismo crede di far paura al popolo venezuelano, avrà la sua risposta nelle piazze”. Così dichiarava il presidente Nicolas Maduro a maggio del 2017, un anno di guerra interna diretta dagli Stati uniti mediante l’opposizione golpista. Mesi di violenze (le guarimbas) raccontate al contrario dai media egemonici, disinnescate dalla proposta di Maduro annunciata il Primo Maggio, festa delle lavoratrici e dei lavoratori: la convocazione di un’Assemblea Nazionale Costituente, ovvero il ricorso al massimo grado del potere popolare, quello costituente. Continua a leggere

Venezuela. Dopo la debacle di Guaidò, gli Stati Uniti sanzionano anche 7 deputati dell’opposizione

Non conosce fine l’escalation delle sanzioni illegali degli Usa. Il Dipartiamento del Tesoro degli Stati Uniti ha aggiunto nella sua lista di sanzioni 7 deputati dell’opposizione venezuelana, compreso il nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale Luis Parra.

I parlamentari sanzionati dal governo degli Stati Uniti sono: Continua a leggere

Venezuela. Jorge Arreaza ha chiesto che venga garantito il diritto di voto del paese all’Onu

“Il voto del Venezuela deve essere garantito dalle Nazioni Unite. Da mesi denunciamo davanti al Segretario generale che il blocco finanziario degli Stati Uniti ha chiuso le rotte finanziarie attraverso le quali onorare gli impegni dello Stato venezuelano, in aperta violazione del diritto internazionale” chiede il ministro degli esteri venezuelano Arreaza sul suo account Twitter. Il paese sudamericano è stato privato del diritto di voto all’Assemblea generale a causa del mancato pagamento dei contributi finanziaria, insieme ad altri sei paesi morosi: Libano, Yemen, Repubblica Centrafricana, Gambia, Lesotho e Tonga. Continua a leggere

Il Venezuela ha tre parlamenti. I media di guerra scelgono Guaidó (ovvero gli USA)

di Geraldina Colotti

Seguire i passi del nemico, analizzarne le strategie, serve per affinare le proprie, usando la capacità critica come l’imperialismo usa i suoi droni. Contrastare il racconto egemonico costruito dai media di guerra nei paesi capitalisti, è un’impresa titanica, almeno finché non interviene un nuovo ciclo di lotta che spazzi via la cortina di fumo e mostri un’altra visione del mondo. Tuttavia, si può (si deve) aprire qualche breccia, mostrare le insidie attraverso le quali s’insinua l’interpretazione dominante. Continua a leggere

Maduro ha denunciato che la mafia dell’oro ha contatti con Américo De Grazia, da qualche giorno esule in Italia.

Foto Ansa

Lunedì scorso, l’ On.Ferdinando Casini è atterrato a Roma con un volo dal Venezuela, da dove ha riportato in Italia due parlamentari venezuelani (con doppio passaporto) che si erano rifugiati nell’Ambasciata italiana a Caracas circa 7 mesi fa, dopo che era stata loro sospesa l’immunità parlamentare. Continua a leggere

I dannati: girone latinoamericano.

di Rodrigo Rivas

Va tutto benissimo signora marchesa.

Ma, ecco, bisogna che vi dica signora marchesa,

che venendo a sapere di essere rovinato,

non appena si ricuperò della sua sorpresa,

il signor marchese si è suicidato.

Dopo avere accatastato i suppellettili ha rovesciato le candele e dato fuoco a tutto il castello

che si è consumato dal basso in alto.

E, poiché il vento soffiava, l’incendio si è propagato velocemente alle scuderie e,

in un attimo,

la vostra giumenta è morta.

Ma, oltre questo, signora marchesa, va tutto benissimo,

tout va très bien”.

Ray Ventura et ses collégiens, “Tout va très bien, Madame la marquise”, 1935

 

*** Continua a leggere

COME SI ACCEDE AGLI ALTI RANGHI: ALLA VALUTAZIONE DEI LETTORI

Il presente intervento è stato pubblicato oggi dall’autorevole Sole 24Ore. Parla dei migranti dal Venezuela. Ne parla a una settimana dai fatti del Cile e il giorno dopo la immensa manifestazione che ha portato in quel paese 1,2 milioni di persone in piazza contro il neoliberismo in salsa latina e australe. Ad un mese dalla fuga di Lenin Moreno dalla sede presidenziale di Quito verso la più protetta Guajaquil. Ad una settimana dalla riconferma Evo Morales alla guida della Bolivia e il giorno prima delle elezioni in Argentina e in Uruguay, dove i neoliberisti perderanno, almeno alla prima prova (poi, per l’Uruguay, bisogna vedere se si va al ballottaggio).

Ne parla senza fare alcuna menzione delle sanzioni unilaterali USA su cibo e farmaci e su tutti i pagamenti internazionali che hanno affossato l’economia venezuelana. Sanzioni che miss Pesc non ha affatto osteggiato. Insieme agli altri due, la Sig.ra Federica Mogherini ci spiega che è impegnata nel sostegno ai paesi limitrofi latino-americani che si trovano in difficoltà per l’accresciuto afflusso di migranti dal paese caraibico (sotto il tallone delle sanzioni) e, sperando che un cambiamento politico in quel paese possa ridurre l’esodo, nel frattempo bisogna mandare soldi e sostegni ai confinanti Colombia, Brasile, Guyana francese e Belize… per garantire l’accoglienza dei profughi.

Al di là dell’impressionante ipocrisia di queste righe, Federica Mogherini ignora che il continente che lei ha rappresentato in questi anni, ha registrato il maggior tasso di migrazioni al mondo, assieme all’Africa. E anche che il suo paese natio ha esportato un milione e mezzo di persone nel corso degli ultimi 10 anni.

Nessuno di loro ha mai visto e dunque memorizzato Apocalipse Now.

Ma l’intervento a tre mani ci restituisce una impressione sconvolgente di come, a chi, e con quali caratteristiche di competenze, conoscenze e moralità sia oggi e in questi anni possibile accedere alle cariche apicali dei più importanti consessi internazionali.

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Venezuela. Firmato un accordo tra governo e opposizione moderata. Zambrano firma e spiega: “ci lasciamo alle spalle uno scontro senza sbocchi”

Venezuela. Firmato un accordo tra governo e opposizione moderata, istituito un tavolo di negoziazione. Guaidó resta fuori. Zambrano firma e spiega: “ci lasciamo alle spalle uno scontro senza sbocchi”

Il governo venezuelano e un settore moderato dell’opposizione hanno firmato un accordo che istituisce un Tavolo nazionale di dialogo per la pace, per arrivare al quale hanno lavorato per alcuni mesi. Continua a leggere

IN VENEZUELA, L’ESERCITO PRODUTTIVO OPERAIO (EPO) CONTRO LA GUERRA ECONOMICA

di Marinella Correggia

«Siamo un esercito non convenzionale che lavora per vincere una guerra non convenzionale»: così, in Venezuela, si definiscono gli oltre 2.200 volontari dell’Epo (Ejercito productivo obrero, Esercito produttivo operaio: https://ejercitoproductivoobrero.wordpress.com/; si veda anche su Tatuy, tv comunistaria: https://www.youtube.com/watch?v=zelHv0qq1Dc).

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Venezuela. Alla fine del 2019 si dovrà raggiungere l’obiettivo di 3 milioni di case.

La Gran Mision Vivienda è la miglior risposta al bocco economico criminale voluto da Trump. Intervista a Ildemaro Villarroel, ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa

“Stiamo surfando nella tormenta, cercando l’onda più grande”. Il ministro venezuelano per l’Habitat e la Casa, Ildemaro Villarroel, riassume con questa immagine la situazione in cui si trova il suo paese dopo il blocco economico-finanziario imposto da Trump e la minaccia di una “quarantena” che chiuderebbe l’accesso ai porti. Colto, inclusivo e preciso, Villarroel apre la riunione numero 28 dell’Organo Superior de Vivienda y Habitat. Un importante appuntamento di bilancio, trasparente e prospettico, che illustra lo sviluppo della Gran Mision Vivienda Venezuela sia al paese che agli ospiti internazionali. Continua a leggere

La maledetta ossessione di Trump per il Venezuela mette a rischio la pace mondiale

Il Venezuela è un grande paese, con il quale la natura è stata generosissima dal punto di vista naturale e paesaggistico, oltre che per la proverbiale bellezza dei suoi abitanti (vengono da qui una buona parte delle vincitrici di miss mondo e miss universo), con risorse minerarie ingenti e un popolo davvero forte e consapevole, che rappresenta la sua più ingente ricchezza.

Grazie a Hugo Chàvez e ai suoi seguaci, poi, da una ventina di anni il Venezuela è di fatto alla guida dei paesi non allineati e di un variegato movimento mondiale per la liberazione dei popoli dall’oppressione sociale e politica che deriva dall’imperialismo Usa. Eppure tutto questo non spiega a rigore di logica la maledetta ossessione dell’attuale inquilino della Casa Bianca per il paese di Simon Bolivar e per i suoi attuali legittimi governanti, che Trump vuole rovesciare a qualunque costo, come si è visto. Continua a leggere

L’Europa deve svegliarsi, condannare le sanzioni al Venezuela e prendere una posizione autonoma rispetto agli USA

di Alberto Fazolo

Dopo il fallimento dell’ennesimo tentativo di golpe in Venezuela, lo scontro tra il Governo del legittimo Presidente Nicolas Maduro e l’opposizione guidata (almeno per il momento) da Juan Guaidò ritorna sul piano politico. I negoziati svoltisi in Norvegia e alle Barbados hanno dato la speranza di avviare un processo negoziale efficace e una soluzione pacifica della crisi.

Ma gli USA sono alla disperata ricerca di petrolio per far fronte al fabbisogno interno e per poter riaffermare il proprio ruolo a livello globale. In questa ottica si inquadrano le bellicose azioni contro il Venezuela e l’Iran. Nel caso del Venezuela l’aggressione al momento non sembra prendere le sembianze dell’attacco militare o del golpe, per ora gli USA proseguono sulla via della guerra economica e del tentativo d’isolamento politico. Continua a leggere

VENEZUELA, SUCCESSO CLAMOROSO AL SUMMIT NAM: 120 PAESI CONFERMANO IL LORO SOSTEGNO AL GOVERNO MADURO

di Pino Arlacchi (da Facebook)

La notizia è clamorosa, ma siccome proviene dal Venezuela e contrasta frontalmente la grancassa disinformativa dominante è stata accuratamente ignorata dai media italiani e internazionali: 120 paesi su 192 membri dell’ONU hanno dichiarato pieno sostegno al governo Maduro. È il successo politico diplomatico più grande del Venezuela negli ultimi 10 anni.
L’assemblea del NAM, il movimento dei paesi non allineati, cioè la seconda maggiore associazione di stati dopo le Nazioni Unite, ha approvato all’unanimità una risoluzione di 14 paragrafi che condanna le sanzioni e il blocco economico-finanziario Usa, dichiara che Maduro é stato eletto legittimamente e sconfessa ogni tentativo di cambio di regime tramite mezzi incostituzionali.
Il voto NAM verrà trasferito all’Assemblea Generale ONU di ottobre che potrebbe sancire il trionfo politico del Venezuela data la larga maggioranza a suo favore.
La prepotenza americana e il suo codazzo mediatico hanno chiaramente passato il segno, generando un contraccolpo che stroncherà ogni tentativo di mettere in discussione le credenziali di appartenenza all’ONU del governo Maduro, ponendo anche fine al presunto «isolamento» politico di Caracas.

Qui il Documento Finale del Summit: https://mnoal.org/c…/Caracas%20Final%20Document%20(2019).pdf

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LA POVERTA’ in INGHILTERRA e in VENEZUELA

di Pino Arlacchi

Roma, 15 luglio 2019.- Mi sto occupando in questi giorni del problema della povertà in Venezuela, cresciuta a causa soprattutto delle feroci sanzioni americane che sono costate al paese 230 miliardi di dollari su un PIL di 150.

Ma è piombato oggi sulla mia scrivania un rapporto sulla povertà in Gran Bretagna, quinta potenza del mondo e patria del capitalismo finanziario più aggressivo d’ Europa. E’ un lavoro ben documentato, prodotto dall’Human Rights Council dell’ ONU, secondo cui 14 milioni di persone, il 21% della popolazione inglese, vivono in condizioni di povertà. Di queste, 4 milioni si trovano sotto il 50% della soglia di povertà. Ciò significa che, tra i disagi vari, hanno il problema di mangiare regolarmente. Continua a leggere

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