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Germania

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L’Italia tra promesse elettorali e rischio fallimento

L’intesa “europeista” tra Berlino e Parigi non ci salverà

di Enrico Grazzini

Le strabilianti promesse miliardarie di meno tasse e più welfare fatte dai partiti italiani in vista delle elezioni sono poco più di aria fritta perché toccherà a Bruxelles, a Berlino e a Francoforte decidere sui nostri conti. Sono infatti le istituzioni europee e la grande finanza a decidere del destino dei cittadini italiani, mentre le elezioni nazionali e la nostra democrazia parlamentare ormai contano poco. Il problema è che l’Italia è il ventre molle dell’eurozona, in particolare per il suo elevato debito pubblico, e nessuno ci farà degli sconti: l’Unione Europea, e il governo tedesco che comanda la UE germanizzata, ci imporranno sicuramente ancora austerità e sacrifici. La nuova grande speranza dei nostri politici, propagandata dalla fanfara dei media dominanti, è che il nuovo governo tedesco popolar socialista di Merkel-Schulz in via di costituzione accetti la proposta di alleanza “europeista” fatta da Emmanuel Macron e che l’intesa annunciata tra Berlino e Parigi per il rilancio dell’integrazione europea aiuti il nostro paese a ottenere più flessibilità sui conti pubblici, e quindi a uscire dalla crisi. Ma questa è una falsa speranza e una pia illusione. Ai due paesi europei, nostri vicini e concorrenti, può infatti convenire che l’Italia resti nel tunnel della crisi. Continua a leggere

Al netto delle elezioni italiane

Al netto delle elezioni italiane, l’€uropa non ha mai perso e non potrè mai perdere la sua identità (di assediante)

di Quarantotto

1. La prima proposizione che deve essere chiara per non perdere la bussola nel corso di questo estenuante periodo di campagna elettorale, è che ogni cosa che verrà comunicata dal sistema dei big-media, – a partire dal lunare dibattito sulle coperture delle misure fiscali proposte dai vari partiti, e definite sprezzantemente elargitive (dire espansive sarebbe concedergli una chiarezza che non hanno), fino alla telenovela sempre più grottesca delle candidature-, serve a distrarre dalle future certezze e prospettive vincolanti del post-elezioni.

Sappiamo infatti che, a vincolo esterno immutato, l’indirizzo politico (cioè economico, fiscale, industriale, occupazionale, e ovviamente di politica monetaria) è predeterminato a prescindere da qualsiasi esito delle elezioni e da qualsiasi conseguente composizione del parlamentoContinua a leggere

Martin Schulz: finita la luna di miele con il partito. La base chiede rinnovamento

di Massimo Demontis (da buongiornoberlino.com)

Il presidente SPD Martin Schulz è uscito dal congresso di Bonn indebolito e in perdita di autorevolezza. Questa settimana dovrebbero cominciare i negoziati ufficiali con l’Unione per la riedizione della Groko. I giovani socialisti proseguono la campagna #NoGroKo. Presto il referendum tra gli iscritti

Berlino – Chi ha seguito il dibattito al congresso straordinario dell’SPD a Bonn domenica scorsa non ha potuto non notare i volti tesi dei dirigenti del partito man mano che si susseguivano gli interventi dei delegati. Continua a leggere

TARGET: verso la fine dell’Euro

di Tonino D’Orazio

Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer: TARGET. Cioè, nello statuto dell’Eurosistema figurava l’obiettivo di regolare e agevolare il funzionamento del sistema dei pagamenti interbancari, fra gli intermediari finanziari e creditizi trans europei con l’introduzione della moneta unica, dal 4 gennaio 1999, fino all’entrata in vigore del Target2.  Target dopo aver funzionato per circa dieci anni, tra il 2007 e il 2008 è stato sostituito dalla seconda generazione di Target, il Target 2 (T2). Continua a leggere

Michael Hartmann: Le élites europee ad un bivio di paradigma

“Corbyn come Thatcher: può avviare una rivoluzione tra le élite”. Intervista al sociologo Hartmann (di Alexander Ricci da Il Salto)

Michael Hartmann è un noto sociologo e politologo tedesco. Nel corso della sua carriera accademica si è occupato della trasformazione delle élite europee e globali, un tema trattato anche nel testo “The sociology of elites” (Routledge, 2006). Il suo ultimo libro si intitola “Le élite economiche globali. Una leggenda” (Campus Verlag, Francoforte sul Meno, 2016), monografia che sfata il mito della mobilità assoluta dei fattori produttivi e della delocalizzazione.  Da Thatcher a Corbyn, passando per Podemos, Syriza e gli euroscettici: un dialogo con Il Salto su 30 anni di mutamenti nella classe dirigente europea.

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Germania, un voto da brividi. Ma c’è la Linke

di Roberto Musacchio

Un brivido attraversa l’Europa. Fa veramente paura vedere che in quel Parlamento che ha vissuto epoche tragiche andranno a sedersi quasi 100 esponenti di un partito, l’Afd (Alternativa per la Germania), che quelle epoche ripensa in modi raccapriccianti. Non solo. Che per il nostro presente, a suo modo tragico, ha pensieri che inquietano. La repulsione per i migranti, che ha soppiantato quella per l’euro, prima di tutto. Continua a leggere

L’inferno dei lavoratori tedeschi

di Tonino D’Orazio

Non tutto quel che luccica è oro. E’ proprio vero. Il “benessere” dei lavoratori tedeschi merita sicuramente un approfondimento. Iniziando dai disoccupati. In apparenza, dalle fredde statistiche, sembrano non esistere oppure in modo ritenuto “fisiologico”, in realtà sono stati camuffati in lavoratori poveri, soprattutto quelli dei “mini job”. Sono nuovi contratti di lavoro con orario ridotto e per un salario di 450€ al massimo, ma quasi esente da tasse e da contributi, quindi non validi per il calcolo previdenziale. Chi vi partecipa (circa 7 milioni di persone) ovviamente “ha un lavoro” e non rientra nelle statistiche dei “disoccupati”. Continua a leggere

Elezioni in Germania: …VERSO IL QUARTO REICH MERCANTILE

di Vittorio Stano (Hannover)

Tre lustri fa si sancí a Lisbona di fare dell´economia europea la piú competitiva e dinamica del mondo, fondandola sulla conoscenza. Il retropensiero era: piena occupazione in Europa.

La vis propulsiva dei Paesi dell´Unione doveva entrare in sinergia con lo spirito di collaborazione degli stessi e, facendo leva sulla solidarietá, mirare alla realizzazione del progetto europeo dei padri costituenti: l´Europa dei popoli.

Ma giá nel 2006, con la direttiva n. 123, gli organi decisionali dell´UE, attraverso il commissario Frits Bolkenstein fecero capire in che direzione dovevano andare i paesi membri: privatizzazione selvaggia di tutto il settore pubblico, compresi scuola, sanità e trasporti. Continua a leggere

Wolfgang Streeck: Solo negli stati nazionali può esserci vera democrazia

Thomas Isler intervista Wolfgang Streeck

Il futuro, sostiene il sociologo tedesco Wolfgang Streeck, appartiene allo Stato-nazione e non agli organismi sovranazionali. Solo all’interno degli Stati-nazione può essere esercitato un vero potere di controllo democratico.

Wolfgang Streeck (Lengerich, 1946) è stato dal 1995 al 2014 direttore del Max Planck Institute per la ricerca sociale di Colonia, oltre che membro del partito socialdemocratico tedesco (SPD) per molti anni. Tra i suoi lavori recenti, ricordiamo How will capitalism end? (Verso Book, 2016) e Tempo Guadagnato. La crisi rinviata del capitalismo democratico (Feltrinelli, 2013).

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Merkel per sempre?

di Roberto Musacchio

Mancano pochi giorni al 24 settembre quando si voterà in Germania eppure i mass media e la politica italiani sembrano praticamente ignorare il fatto. A confronto con le elezioni Usa o le stesse ultime francesi la data sembra non avere nessuna caratteristica di evento. Si potrà pensare che il voto appare talmente scontato da non destare attese e interesse. Tutti i sondaggi dicono che Merkel vincerà e governerà per la quarta volta consecutiva. Un record che oscura anche l’epoca di Khol. Continua a leggere

La velocità della Merkel

merkel dubbiosadi Roberto Musacchio

Ancora una volta è la Merkel che prende l’iniziativa e al vertice di Malta lancia l’idea di un ripensamento generale e parla di Europa a due velocità. Un tema che era già stato sollevato da Hollande qualche anno fa e che comunque ricorre spesso. Questa uscita della Merkel conferma varie cose. La crisi della UE è molto molto seria. Continua a leggere

Nuova emigrazione italiana in Germania: per il secondo anno consecutivo superati i 70mila arrivi.

italia-germaniadi Rodolfo Ricci (*)

Lo Statistisches Bundesamt di Wiesbaden ha rilasciato il 13 gennaio scorso gli ultimi dati sui flussi di immigrazione verso la Germania (Rapporto 2016) che registrano gli afflussi dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015.

Il dato più significativo è che nel 2015 si è raggiunto il picco di arrivi assoluto nella storia tedesca superiore perfino al dato del 1992 quando erano giunti in Germania 1.502.198 in gran parte Aussiedler e Uebersiedler di origine tedesca provenienti dai paesi dell’est Europa e dall’ex Unione Sovietica.

Gli arrivi registrati nel 2015 sono invece ben 2.136.954. Continua a leggere

Bayer-Monsanto, l’offensiva dei colossi

monsanto-bayerLa notizia dell’acquisto di Monsanto da parte della Bayer fa tremare i polsi ma è solo un tassello importante di un vertiginoso processo di fusioni e aquisizioni in atto nell’industria sementifera-agrochimica e in altri settori strategici del business della catena agroalimentare. I nuovi colossi accrescono il loro potere nei mercati chiave e si aprono la strada per un incontrollabile aumento dei prezzi dei mezzi di produzione. Avranno inoltre più facilmente le leggi e i regolamenti necessari alla loro guerra contro la sovranità alimentare e l’agricoltura contadina. L’enorme concentrazione in corso non mira tuttavia al solo controllo dei mercati, vuole quello digitale e satellitare dell’intera agricoltura del pianeta. L’offensiva dei colossi dell’agro-business va fermata con ogni mezzo possibile

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Come e’ il cielo su Berlino?

berlinodi Roberto Musacchio

255.740! Sono i berliner, i berlinesi, che hanno dato il loro voto alla Linke. Sono il 15,6% dei votanti, per altro con una affluenza in decisa crescita ben oltre il 60%.  Erano stati 171.050, pari all’11,7% cinque anni fa. Voglio partire dalle cifre assolute, dalle persone in carne ed ossa perche’ sono quelle che contano. Contano, o dovrebbero contare sempre, anche se la politica di oggi, quella dell’alto e senza alternative, le vorrebbe escluse. Continua a leggere

Deutsche Bank a rischio sistema

 

deutsche-bankdi Mario Lettieri e Paolo Raimondi

Il problema più esplosivo per la Deutsche Bank (DB) in quanto banca sistemica e quindi pericolosa per l’intera finanza globale è la dimensione della sua bolla di derivati finanziari otc che, in valore cosiddetto “nozionale”, è pari a circa 55 trilioni di euro: circa 20 volte il pil tedesco. Continua a leggere

La mia Europa

fine-europadi Tonino D’Orazio

Questa Europa è un disastro totale. Politico, culturale e sociale. Ha perso qualsiasi idealità. La baracca, costruita sull’egoismo dell’euro si sta sfasciando, pezzo per pezzo. Ci sono paesi che vorrebbero scappare ma non possono, o comunque non possono essere quelli più asserviti a farlo. Altri lo stanno decidendo a pezzettini, tirando la corda delle regole un po’ di qua, un po’ di là. Non ubbidisce più nessuno alle regole, eccetto quelle pregnanti della Bce. L’immigrazione clandestina o meno ha finito per sgretolare il bunker neoliberista. Diceva qualcuno: l’Unione imploderà dall’interno, a causa delle sue contraddizioni. Continua a leggere

La Repubblica di tutti gli italiani: Costituzione, diritti e lavoro dell’Italia migrante

Faim1° Assemblea Congressuale FAIM – 29 Aprile 2016 – Sala Fredda, Via Buonarroti, Roma – La Repubblica di tutti gli italiani:  Costituzione, diritti e lavoro dell’Italia migrante – La Relazione introduttiva di Pietro Lunetto, del Comitato di Coordinamento.

Si è svolto oggi a Roma il primo congresso del Faim (il Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo) che raccoglie una base associativa di oltre 1.500 associazioni territoriali diffuse in tutti i maggiori paesi di emigrazione italiana. Presentiamo di seguito il testo integrale della relazione introduttiva presentata da Pietro Lunetto, de La Comune del Belgio, una associazione di mutuo soccorso dei giovani migranti italiani in Belgio.

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Europa e “Mezzogiorni”

Mezzogiorno_d'ItaliaQualche settimana fa abbiamo posto delle domande a Joseph Halevi su crisi, Europa e “mezzogiorni”. Abbiamo cominciato dal tema più attuale e più discusso, quello della crisi europea. Oramai, dopo l’accettazione dei memoranda da parte del governo Tsipras e dopo la sconfitta dell’ala sinistra di Syriza, si parla poco della Grecia. Si discute di un’ulteriore sforbiciata delle pensioni greche, tra le più basse d’Europa, su suggerimento delle istituzioni europee. Considerato che la strategia della “disobbedienza dei trattati” non è attuabile, abbiamo chiesto a Halevi come possono reagire le sinistre europee (quello che ne rimane) evitando la degenerazione nazionalistica degli apologeti della svalutazione e della monetizzazione dei disavanzi. La sua risposta, ricca ed intensa, sarà pubblicata in due parti. Ne proponiamo la prima.

Di seguito la risposta di Joseph Halevi. Continua a leggere

GERMANIA: sulle elezioni in Baden-Württemberg, Renania Palatinato e Sassonia Anhalt del 13 marzo 2016

afddi Paola Giaculli (Berlino)

Senza pretesa di una compiuta analisi, i punti che sembrano caratterizzare l’esito delle elezioni nei tre Länder tedeschi (per un totale di quasi 13 milioni di elettori) si possono sintetizzare come segue: Continua a leggere

Elezioni regionali in Renania-Palatinato, Baden-Württemberg, Sassonia-Anhalt, domina la crisi dei rifugiati. Nei sondaggi vola l’AfD

alternative-fur-deutschlanddi Massimo Demontis (Berlino)

Dopo i successi in Assia i sondaggi danno l’AfD in forte crescita nei tre Länder. In calo SPD e CDU. I Verdi in vantaggio in Baden-Württemberg con il governatore uscente Winfried Kretschmann Continua a leggere

Germania: “il mercato del lavoro tedesco può dare occupazione a 350mila rifugiati”

immigrati-germaniadi Massimo Demontis (Berlino)

Agenzia federale per l’impiego: il mercato del lavoro tedesco può dare occupazione a 350mila rifugiati. Secondo Detlef Scheele in un anno è possibile dare lavoro al 10 per cento dei rifugiati. D’accordo il sindacato IG Metall. (da http://www.buongiornoberlino.com) Continua a leggere

GERMANIA: Piano del governo per introdurre limite massimo di 5mila euro ai pagamenti in contante

A rolled up british one hundred pound note wrapped with chains and secured with a padlock on an isolated background

di Massimo Demontis (Berlino)

Strumento utile alla lotta al terrorismo e all’economia sommersa o totalitarismo tecnologico? Contrari associazioni di consumatori, commercianti e garanti per la protezione dei dati personali. Continua a leggere

Europa: Il teatrino sul Titanic

eurotitanicdi Roberto Musacchio

Lo scambio di accuse e di battute e’ ormai quotidiano. Renzi e la UE se le mandano a dire di santa ragione. Per chi e’ abituato ai teatrini italici l’idea e’ quella di un gioco delle parti. Uno degli uomini, e dei governi, interpreti dei voleri della Troika e del pilota automatico manda in scena ora il repertorio del Partito della Nazione, quello che alza la voce e sbatte i pugni. D’altronde in tanti in Europa in questo momento riscoprono le loro prerogative di capi di Stato in particolare nell’orrida gara a chi si comporta peggio con i migranti. Continua a leggere

GIORNO DELLA MEMORIA: RICORDARE TUTTE LE VITTIME DEL NAZIFASCISMO

nazicollagedi Agostino Spataro

Confesso la mia perplessità di fronte al fatto che siano necessarie una legge dello Stato e/o una circolare ministeriale per (far) ricordare a un popolo civile, ai giovani italiani la terribile tragedia, provocata dal nazifascismo, ai danni soprattutto degli ebrei e di altri gruppi della società europea quali gli zingari, gli antifascisti di varia tendenza politica, i soldati italiani che, dopo l’8 settembre del 1943 e il tremendo monito di Cefalonia, rifiutarono di combattere nelle armate nazifasciste. Continua a leggere

Italia, Germania: lo spread demografico-migratorio a 60 anni dagli accordi del 1955

italia-germaniadi Rodolfo Ricci

Nell’ambito della discussione sulla crisi europea (e mondiale), la questione delle migrazioni viene tenuta abilmente ai margini dell’analisi e dell’approfondimento, pur avendo uno spazio consistente nella narrazione mediatica, ma si tratta di uno spazio dislocato sul crinale dei diritti umani, che in quanto diritti universali, non hanno, apparentemente, nulla a che fare con le fatidiche evoluzioni della crisi. Continua a leggere

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