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Germania

Questo tag è associato a 128 articoli.

Tendenze e sviluppo del mercato del lavoro in Germania: mito e realtá.

di Edith Pichler (Berlino)

La flessibilizzazione e la precarizzazione del lavoro sono dinamiche che caratterizzano tutti i paesi dell’Europa. In questo articolo Edith Pichler approfondisce la situazione tedesca. Continua a leggere

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Il giornalista israeliano Gideon Levy sulla mozione che definisce “antisemita” il BDS. “La Germania ha appena criminalizzato la giustizia”

(da L’Antidiplomatico)

Il 17 maggio il Bundestag, il parlamento tedesco, ha adottato una mozione che condanna il BDS, definendolo “antisemita”. Questa risoluzione non vincolante, proposta dai cristiano-democratici e dai socialdemocratici di centro sinistra, che fanno parte della coalizione al potere, ha raccolto l’appoggio di diversi partiti tedeschi, tra cui il partito liberal-democratico e i Verdi. Il partito di estrema destra AfD (Alternativa per la Germania) ha presentato una propria mozione che chiedeva la messa al bando totale del movimento BDS, mentre il parDie Linke, non ha appoggiato la mozione del governo, ma ne ha presentato una propria che chiedeva una condanna di tutte le dichiarazioni antisemite del BDS.

Su questa mozione riportiamo l’articolo di Gideon Levy pubblicato sul giornale israeliano Haaretz e divulgato in Europa dal sito dell’Unione Juive Francais pour la Paix. Continua a leggere

Via della seta: “La Cina della nuova era” – Intervista di Pietro Lunetto a Francesco Maringiò (VIDEO)

Una interessante intervista di Pietro Lunetto (le Frites dal Belgio e non solo) a Francesco Maringió, esperto di Cina, che ci racconta della nuova via della seta. Francesco Maringiò ha pubblicato recentemente un suo libro “La Cina della nuova era” che consigliamo vivamente ai nostri lettori. Continua a leggere

ESSERE GERMANIA É DIFFICILE, ma é tempo di scegliere

di Vittorio Stano (Hanover)

L´insegnamento della storia nella scuola pubblica tedesca, nonostante l´impegno dei docenti comandati, coglie scarsi risultati tra gli studenti. Quarantun´anni d´insegnamento nella scuola pubblica di questo Paese mi permettono di affermare che il disinteresse della nuova generazione per i temi che riguardano il passato remoto e recente é stucchevole, ma questo é solo una parte del contenzioso piú generale che investe anche ambiti accademici e istituzionali. Continua a leggere

L’oro di Caracas a Londra (e quello in pegno alla Deutsche Bank) sequestrato dagli Usa.

Alessandro Plateroti, vicedirettore del Il Sole 24 Ore, interviene sitinguendosi positivamente dalla maggioranza dei media mainstream italiani, riepilogando il gravissimo caso del sequestro delle riserve di oro venezuelano depositate presso la Bank of England e di cui il governo venezuelano aveva chiesto il rientro. Si tratta, secondo il vicedirettore del giornale si un pericoloso precedente. Di seguito il testo dell’articolo: Continua a leggere

Il Trattato franco-tedesco per “guidare” l’Unione

di Tonino D’Orazio

Vi concedo che il testo sia lungo, ma commentare un trattato pericoloso di questa portata non si risolve in due righe. Il Trattato sarà firmato il 22 gennaio 2019 a Aquisgrana (simbolo non casuale: capitale dell’Impero di Carlo Magno), oggi Aachen. Il trattato misterioso è stato reso pubblico appena il 16 gennaio, impedendo di fatto una sua pubblicità e una discussione critica. Troppo rapido e vicino alle prossime elezioni europee. La fuga in avanti si deduce dal testo impressionante. Vi traduco solo gli articoli principali in modo da evitare le solite fakes news che si scateneranno sul web. Il primo articolo condensa ovviamente la sostanza e le parole sono pietre. Gli altri paesi che vorranno, seguiranno dopo. Continua a leggere

Fabio De Masi, parlamentare della sinistra Die Linke nel Bundestag: “Il governo populista in Italia è il prodotto dell’austerità tedesca”

Il politico italo-tedesco ad HuffPost: “La sinistra è in crisi perché è diventata establishment. La Merkel non ha a cuore i migranti ma le frontiere aperte per l’export tedesco”

 

Fabio De Masi, classe 1980, è un politico italo-tedesco e parlamentare al Bundestag per il partito di sinistra Die Linke, di cui è uno dei capigruppo parlamentari e portavoce per quanto riguarda i temi politico-finanziari. Insieme a Sahra Wagenknecht ha fondato Aufstehen, un movimento trasversale che punta a riunire tutte le forze di sinistra che non si riconoscono nelle modalità in cui viene condotta l’opposizione nei confronti dei grandi partiti liberali e delle crescenti forze populiste. Continua a leggere

ITALIA-UE: NESSUNA MONETA E’ ETERNA

Dal 1918, ben 67 Paesi sono usciti da unioni monetarie – E la vita continua…

di Coriolanis 

Le unioni monetarie non sono state mai eterne, durano quel che durano. La storia conferma che non esiste segno monetario immutabile o che ci abbia accompagnato dai tempi di Adamo ed Eva. Neppure dall’epoca dell’antica Roma o – piú modestamente – da Napoleone. Neppure quelli in cui la potenza marittima britannica consolidó la sterlina e un breve ma redditizio impero. L’Europa sopravviverá alla UE (non viceversa), perché il millenario crogiolo di civiltá-popoli-nazioni è cosa altra dal neototalitarismo liberista di fine millenio. Continua a leggere

Movimenti di estrema destra in Europa: cos’è accaduto questa settimana

Negli ultimi giorni, molti media si sono occupati dell’incontro fra Marine Le Pen, leader del partito francese, Rassemblement National, e il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, a Roma. Alcune testate hanno anche trattato nuovamente la nascita e crescita dell’internazionale populista di destra in Europa.Visita il sito  Continua a leggere

Partiti & politica in Europa: l’essenziale di questa settimana

di Alexander Ricci

FOCUS su: Polonia -Germania – Francia – Regno Unito – Lettonia – Spagna – Austria – Greci – Svezia

In Polonia, il PIS, il partito conservatore attualmente al governo, continua a fare il pieno di consensi, nonostante la cattiva reputazione in Europa dovuta alle infrazioni contro i principi dello stato di diritto. Sollecitata dalla Commissione europea (CE), la Corte di giustizia europea di Strasburgo ha avviato una pratica per valutare se la recente riforma della giustizia approvata da Varsavia, è conforme ai principi contenuti nei Trattati europei Continua a leggere

L’immigrazione nel vero dibattito politico di France Insoumise e di Aufstehen

di Giacomo Marchetti *

Il lancio del movimento “Aufstehen” in Germania, il 4 settembre, e l’inizio della campagna elettorale per le europee di fine maggio prossimo di France Insoumise, hanno visto concentrare l’attenzione su alcune posizioni delle formazioni politiche, e dei loro esponenti, sulla questione dell’immigrazione, talvolta dando vita al fuoco incrociato della “sinistra liberista” e dei competitor politici. Continua a leggere

Merkel in caduta libera

di Tonino D’Orazio

L’attacco principale viene da Trump. Spezzare la Germania significa spezzare l’Europa, concorrente commerciale di prima grandezza.

Il governo tedesco non è più quello di due anni fa. Le elezioni sono state perse, sia dalla Merkel (Cristiano democratici) sia da Schulz (Psd) e le due debolezze, oltre ad aver acutizzato le differenze appena appianate ma con sei mesi di trattative, hanno creato non una grande koalition ma una grande debolezza. Punto critico: l’immigrazione e quindi la crescita del partito di estrema destra. Anche la Merkel aveva strumentalizzato ideologicamente la sofferenza migratoria, soprattutto con il piccolo Aylan annegato e riverso sulla sabbia, piccolo cadavere sballottato dalle onde. Visione d’orrore e grande emozione indotta. Propaganda organizzata per l’accoglienza di “un milione” di arrivi, selezionando i siriani utili. In qualche mese. Ingestibile, anche per la riconosciuta organizzazione teutonica. Una sconfitta pesante, soprattutto se si “accoglie” male, sia per chi arriva sia per chi già c’è. Si creano condizioni di rigetto, di cattiveria, di xenofobia e razzismi vari. L’apertura, la tolleranza e la mano tesa, spinta troppo in là delle possibilità, provoca l’inverso di ciò che è espresso dalla propaganda ufficiale. Non è un’opinione è drammaticamente un fatto. E se qualcuno pensa che l’accoglienza dei migranti in Europa proceda bene si sbaglia. Procede male, anzi molto male. E’ semplicemente troppo, in poco tempo, con pochi mezzi e forse troppo tardi nella storia. Continua a leggere

LA CASA COMUNE EUROPEA É IN FIAMME

di Vittorio Stano (Hannover)

La crisi attuale dell´Unione Europea é ben piú grave delle precedenti difficoltá attraversate dall´Eurozona. Dopo il default della Grecia e l´avvitarsi della crisi economica e politica nel Belpaese, i nostri denigratori ci additano come quelli che, fallito il Berlin consensus  potrebbero far saltare il banco. Continua a leggere

Quei trattati immodificabili che creano squilibri. Un “piano B” serve a tutti.

di Claudio Conti

Non è facile capire come funziona il nostro angolo di mondo ascoltando i telegiornali o dando retta alla triade Repubblica-Corriere-Stampa. Da queste fonti, infatti, “l’Europa” viene descritta come il paradiso delle virtù e il nostro paese come la sentina di tutti i vizi; solo dosi a salire di austerità e sacrifici potrebbero correggere un “carattere nazionale” davvero scadente.

Sui vizi italiani si può facilmente concordare – e qui cascano di solito molti asini “di sinistra” – ma l’Unione Europea (una costruzione tecnoburocratica strutturata da trattati non modificabili, se non all’unanimità) è ben lontana dall’essere una casa di vetro.

Per capirne di più bisogna provare a leggere fonti diverse, che diano conto di quel che matura dentro l’establishment tedesco (il vero e unico “motore” della Ue) e soprattutto di quale sia la situazione economica complessiva, con tutte le distorsioni che da qui non si vedono e che i media mainstream si guardano bene dall’illuminare. Continua a leggere

L’Italia tra promesse elettorali e rischio fallimento

L’intesa “europeista” tra Berlino e Parigi non ci salverà

di Enrico Grazzini

Le strabilianti promesse miliardarie di meno tasse e più welfare fatte dai partiti italiani in vista delle elezioni sono poco più di aria fritta perché toccherà a Bruxelles, a Berlino e a Francoforte decidere sui nostri conti. Sono infatti le istituzioni europee e la grande finanza a decidere del destino dei cittadini italiani, mentre le elezioni nazionali e la nostra democrazia parlamentare ormai contano poco. Il problema è che l’Italia è il ventre molle dell’eurozona, in particolare per il suo elevato debito pubblico, e nessuno ci farà degli sconti: l’Unione Europea, e il governo tedesco che comanda la UE germanizzata, ci imporranno sicuramente ancora austerità e sacrifici. La nuova grande speranza dei nostri politici, propagandata dalla fanfara dei media dominanti, è che il nuovo governo tedesco popolar socialista di Merkel-Schulz in via di costituzione accetti la proposta di alleanza “europeista” fatta da Emmanuel Macron e che l’intesa annunciata tra Berlino e Parigi per il rilancio dell’integrazione europea aiuti il nostro paese a ottenere più flessibilità sui conti pubblici, e quindi a uscire dalla crisi. Ma questa è una falsa speranza e una pia illusione. Ai due paesi europei, nostri vicini e concorrenti, può infatti convenire che l’Italia resti nel tunnel della crisi. Continua a leggere

Al netto delle elezioni italiane

Al netto delle elezioni italiane, l’€uropa non ha mai perso e non potrè mai perdere la sua identità (di assediante)

di Quarantotto

1. La prima proposizione che deve essere chiara per non perdere la bussola nel corso di questo estenuante periodo di campagna elettorale, è che ogni cosa che verrà comunicata dal sistema dei big-media, – a partire dal lunare dibattito sulle coperture delle misure fiscali proposte dai vari partiti, e definite sprezzantemente elargitive (dire espansive sarebbe concedergli una chiarezza che non hanno), fino alla telenovela sempre più grottesca delle candidature-, serve a distrarre dalle future certezze e prospettive vincolanti del post-elezioni.

Sappiamo infatti che, a vincolo esterno immutato, l’indirizzo politico (cioè economico, fiscale, industriale, occupazionale, e ovviamente di politica monetaria) è predeterminato a prescindere da qualsiasi esito delle elezioni e da qualsiasi conseguente composizione del parlamentoContinua a leggere

Martin Schulz: finita la luna di miele con il partito. La base chiede rinnovamento

di Massimo Demontis (da buongiornoberlino.com)

Il presidente SPD Martin Schulz è uscito dal congresso di Bonn indebolito e in perdita di autorevolezza. Questa settimana dovrebbero cominciare i negoziati ufficiali con l’Unione per la riedizione della Groko. I giovani socialisti proseguono la campagna #NoGroKo. Presto il referendum tra gli iscritti

Berlino – Chi ha seguito il dibattito al congresso straordinario dell’SPD a Bonn domenica scorsa non ha potuto non notare i volti tesi dei dirigenti del partito man mano che si susseguivano gli interventi dei delegati. Continua a leggere

TARGET: verso la fine dell’Euro

di Tonino D’Orazio

Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer: TARGET. Cioè, nello statuto dell’Eurosistema figurava l’obiettivo di regolare e agevolare il funzionamento del sistema dei pagamenti interbancari, fra gli intermediari finanziari e creditizi trans europei con l’introduzione della moneta unica, dal 4 gennaio 1999, fino all’entrata in vigore del Target2.  Target dopo aver funzionato per circa dieci anni, tra il 2007 e il 2008 è stato sostituito dalla seconda generazione di Target, il Target 2 (T2). Continua a leggere

Michael Hartmann: Le élites europee ad un bivio di paradigma

“Corbyn come Thatcher: può avviare una rivoluzione tra le élite”. Intervista al sociologo Hartmann (di Alexander Ricci da Il Salto)

Michael Hartmann è un noto sociologo e politologo tedesco. Nel corso della sua carriera accademica si è occupato della trasformazione delle élite europee e globali, un tema trattato anche nel testo “The sociology of elites” (Routledge, 2006). Il suo ultimo libro si intitola “Le élite economiche globali. Una leggenda” (Campus Verlag, Francoforte sul Meno, 2016), monografia che sfata il mito della mobilità assoluta dei fattori produttivi e della delocalizzazione.  Da Thatcher a Corbyn, passando per Podemos, Syriza e gli euroscettici: un dialogo con Il Salto su 30 anni di mutamenti nella classe dirigente europea.

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Germania, un voto da brividi. Ma c’è la Linke

di Roberto Musacchio

Un brivido attraversa l’Europa. Fa veramente paura vedere che in quel Parlamento che ha vissuto epoche tragiche andranno a sedersi quasi 100 esponenti di un partito, l’Afd (Alternativa per la Germania), che quelle epoche ripensa in modi raccapriccianti. Non solo. Che per il nostro presente, a suo modo tragico, ha pensieri che inquietano. La repulsione per i migranti, che ha soppiantato quella per l’euro, prima di tutto. Continua a leggere

L’inferno dei lavoratori tedeschi

di Tonino D’Orazio

Non tutto quel che luccica è oro. E’ proprio vero. Il “benessere” dei lavoratori tedeschi merita sicuramente un approfondimento. Iniziando dai disoccupati. In apparenza, dalle fredde statistiche, sembrano non esistere oppure in modo ritenuto “fisiologico”, in realtà sono stati camuffati in lavoratori poveri, soprattutto quelli dei “mini job”. Sono nuovi contratti di lavoro con orario ridotto e per un salario di 450€ al massimo, ma quasi esente da tasse e da contributi, quindi non validi per il calcolo previdenziale. Chi vi partecipa (circa 7 milioni di persone) ovviamente “ha un lavoro” e non rientra nelle statistiche dei “disoccupati”. Continua a leggere

Elezioni in Germania: …VERSO IL QUARTO REICH MERCANTILE

di Vittorio Stano (Hannover)

Tre lustri fa si sancí a Lisbona di fare dell´economia europea la piú competitiva e dinamica del mondo, fondandola sulla conoscenza. Il retropensiero era: piena occupazione in Europa.

La vis propulsiva dei Paesi dell´Unione doveva entrare in sinergia con lo spirito di collaborazione degli stessi e, facendo leva sulla solidarietá, mirare alla realizzazione del progetto europeo dei padri costituenti: l´Europa dei popoli.

Ma giá nel 2006, con la direttiva n. 123, gli organi decisionali dell´UE, attraverso il commissario Frits Bolkenstein fecero capire in che direzione dovevano andare i paesi membri: privatizzazione selvaggia di tutto il settore pubblico, compresi scuola, sanità e trasporti. Continua a leggere

Wolfgang Streeck: Solo negli stati nazionali può esserci vera democrazia

Thomas Isler intervista Wolfgang Streeck

Il futuro, sostiene il sociologo tedesco Wolfgang Streeck, appartiene allo Stato-nazione e non agli organismi sovranazionali. Solo all’interno degli Stati-nazione può essere esercitato un vero potere di controllo democratico.

Wolfgang Streeck (Lengerich, 1946) è stato dal 1995 al 2014 direttore del Max Planck Institute per la ricerca sociale di Colonia, oltre che membro del partito socialdemocratico tedesco (SPD) per molti anni. Tra i suoi lavori recenti, ricordiamo How will capitalism end? (Verso Book, 2016) e Tempo Guadagnato. La crisi rinviata del capitalismo democratico (Feltrinelli, 2013).

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Merkel per sempre?

di Roberto Musacchio

Mancano pochi giorni al 24 settembre quando si voterà in Germania eppure i mass media e la politica italiani sembrano praticamente ignorare il fatto. A confronto con le elezioni Usa o le stesse ultime francesi la data sembra non avere nessuna caratteristica di evento. Si potrà pensare che il voto appare talmente scontato da non destare attese e interesse. Tutti i sondaggi dicono che Merkel vincerà e governerà per la quarta volta consecutiva. Un record che oscura anche l’epoca di Khol. Continua a leggere

La velocità della Merkel

merkel dubbiosadi Roberto Musacchio

Ancora una volta è la Merkel che prende l’iniziativa e al vertice di Malta lancia l’idea di un ripensamento generale e parla di Europa a due velocità. Un tema che era già stato sollevato da Hollande qualche anno fa e che comunque ricorre spesso. Questa uscita della Merkel conferma varie cose. La crisi della UE è molto molto seria. Continua a leggere

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5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

cambiailmondo2012@gmail.com

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