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Diritti globali

Questo tag è associato a 1253 articoli.

Sergio Bellucci: “L’industria dei sensi”. Intervista

 

 

Maduro ha denunciato che la mafia dell’oro ha contatti con Américo De Grazia, da qualche giorno esule in Italia.

Foto Ansa

Lunedì scorso, l’ On.Ferdinando Casini è atterrato a Roma con un volo dal Venezuela, da dove ha riportato in Italia due parlamentari venezuelani (con doppio passaporto) che si erano rifugiati nell’Ambasciata italiana a Caracas circa 7 mesi fa, dopo che era stata loro sospesa l’immunità parlamentare. Continua a leggere

Francia: le ragioni dello sciopero e la situazione generale del paese. Intervista

Intervista di Pietro Lunetto a Lorenzo Battisti, giovane emigrato italiano in Francia. Continua a leggere

France: Le 5 Décembre 2019.

Pierre Assante

Le 5 décembre 2019 entre dans les prémisses successifs d’une longue période historique de soubresauts sociaux dont la cause est liée à la crise systémique du capital, la suraccumulation-dévalorisation de capital qui freine et bloque progressivement sa circulation qui est le sang des échanges humains dans le système actuel. Continua a leggere

Brasile: assoluzione completa per Lula e Dilma Rousseff dall’accusa di finanziamento illecito del PT

Assoluzione per gli ex presidenti del Brasile Lula e Dilma Rousseff nel caso noto come la “banda” del Partito dei Lavoratori (PT), in cui erano accusati di aver formato un’organizzazione criminale per finanziare il gruppo politico.

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Da Harvard a Cambridge. Oltre 100 esperti smentiscono ogni broglio elettorale in Bolivia

Evo Morales è il presidente legittimo. Il resto è narrazione golpista

“Chiediamo che le istituzioni e i processi democratici della Bolivia siano rispettati”. Recita così il manifesto firmato da oltre 100 esperti internazionali in economia e statistica, che fanno “un appello all’OSA affinché ritiri le sue dichiarazioni fuorvianti sulle elezioni, che hanno contribuito al conflitto politico e sono state una delle ‘giustificazioni’ più utilizzate per portare a compimento il colpo di Stato militare”. Continua a leggere

L’appello di 32 economisti: “No all’Esm se non cambia la logica europea”

I governi europei stanno discutendo due importanti riforme ed entrambe, per come al momento sono strutturate, possono avere per l’Italia conseguenze molto gravi.

Quella che è giunta alle ultime battute e dovrebbe essere approvata entro breve riguarda l’European Stability Mechanism (Esm), il cosiddetto Fondo salva Stati. Questo Fondo, istituito nel settembre del 2012, dovrebbe intervenire in soccorso degli Stati che si trovassero in grave difficoltà. L’aiuto agli Stati in linea con i parametri stabiliti dalle regole del Fondo non richiede particolari requisiti, mentre per quelli non in linea è previsto solo a patto di pesanti condizionalità, tra le quali giudizi sulla sostenibilità del debito e sulla capacità di rimborsarlo, in seguito ai quali può essere richiesta allo Stato in questione una ristrutturazione del debito. Continua a leggere

Palestina – 42esima Giornata Onu di solidarietà. L’Onu celebra i propri misfatti.

di Andrea Vento

Il 29 novembre di ogni anno l’Onu celebra la Giornata di solidarietà verso la Palestina e quest’anno siamo giunti alla 42esima edizione. Una iniziativa importante soprattutto in questo periodo in cui il popolo palestinese vive forse una delle fasi più difficli della propria storia recente, visto che la Striscia di Gaza è ormai sotto un feroce embargo dal 2007 che priva i suoi 2 milioni di abitanti di medicine, cibo, energia e quant’altro necessario per una vita dignitosa e dall’altro la Cisgiordania, sotto occupazione militare dal giugno del 1967, è oggetto di un inarrestabile processo di colonizzazione e sottrazione di terre con Gerusalemme est che  è stata annessa unilateralmente da Israele contro le norme del diritto internazionale ma con il riconoscimento dell’amministrazione Trump. Continua a leggere

I dannati: girone latinoamericano.

di Rodrigo Rivas

Va tutto benissimo signora marchesa.

Ma, ecco, bisogna che vi dica signora marchesa,

che venendo a sapere di essere rovinato,

non appena si ricuperò della sua sorpresa,

il signor marchese si è suicidato.

Dopo avere accatastato i suppellettili ha rovesciato le candele e dato fuoco a tutto il castello

che si è consumato dal basso in alto.

E, poiché il vento soffiava, l’incendio si è propagato velocemente alle scuderie e,

in un attimo,

la vostra giumenta è morta.

Ma, oltre questo, signora marchesa, va tutto benissimo,

tout va très bien”.

Ray Ventura et ses collégiens, “Tout va très bien, Madame la marquise”, 1935

 

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Il quadro generale della situazione ambientale, politica e dei movimenti sociali all’apertura della Cop 25

di Andrea Vento

Come introduzione al progetto scolastico proposto dal Giga per formare gli studenti alle tematiche ambientali

Il quadro generale della situazione ambientale, politica e dei movimenti sociali all’apertura della Cop 25. Come introduzione al progetto scolastico proposto dal Giga per formare gli studenti alle tematiche ambientali

La crisi del pianeta sta manifestando giorno per giorno il suo inesorabile incedere attraverso il manifestarsi di una molteplicità di effetti che disvelano agli occhi dell’umanità la gravità della situazione dell’ecosistema terrestre, il cui stato di crisi si sta pericolosamente avvicinando verso il punto di non ritorno (tipping point). Continua a leggere

MES: Una riforma inutile e dannosa

Viste le origini e l’assetto del MES, occorre valutarne le prospettive in vista della imminente scadenza prevista per l’ipotesi di revisione.

Il testo che riforma il Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) è stato approvato dall’Eurogruppo nel giugno del 2019 e dovrà ora essere adottato ufficialmente dai Capi di Stato e di Governo dell’Area Euro nel Dicembre di quest’anno. Ci troviamo quindi ad uno stadio molto avanzato del processo decisionale ed i margini per eventuali modifiche del testo sono molto risicati. L’Italia potrebbe quindi trovarsi di fronte ad uno scenario “prendere o lasciare”. Continua a leggere

Una domanda alle Sardine: il nemico è il populismo o l’ingiustizia sociale?

di Tomaso Montanari

Tutto ciò che va contro Salvini, tutto ciò che riporta in piazza la gente dalla parte giusta, va bene: giusto pensarlo e giusto dirselo. Ma lo strepitoso successo delle Sardine comporterà infine un’erosione elettorale della destra, o alla fine lascerà intatte le ragioni di quel consenso? Una domanda ineludibile: e che vale sia sul brevissimo termine delle elezioni emiliane, sia su quello più medio-lungo. Perché è evidente che un altro mandato di Bonaccini sarà probabilmente meno peggio di un’Emilia Romagna nera, ma, se poi Bonaccini governerà come finora ha governato, la Lega non potrà che crescere ancora, e infine vincere (e lo stesso discorso vale per la Toscana). Continua a leggere

Mes: spinge al default. Il Governo non ha mandato a firmare, riconosca la funzione del Parlamento

di Stefano Fassina

Il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) non è nel programma sul quale il Governo Conte ha avuto la fiducia di Camera e Senato. Il Pd eviti forzature. Sul Mes, il Parlamento italiano non “si è svegliato tardi”. Al contrario, il 19 Giugno scorso, ha impegnato in modo molto chiaro il governo a “render note alle Camere le proposte di modifica al trattato ESM, elaborate in sede europea, al fine di consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo e, conseguentemente, a sospendere ogni determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato.” Come noto, il Parlamento non è stato chiamato a pronunciarsi nel merito. Non vi può essere stata, quindi, nessuna determinazione definitiva, né può esservi il 13 Dicembre. Senza ulteriori drammatizzazioni, il governo riconosca che non ha avuto e non ha il mandato per firmare il Trattato. Si impegni per riaprire il negoziato, in stretto rapporto con gli altri due capitoli del “pacchetto”: l’Unione bancaria e lo strumento di bilancio per l’euro-zona. Poi, si metta il Parlamento nelle condizioni di fare un’approfondita valutazione complessiva. Continua a leggere

Fondo salva stati, unione bancaria, Fiscal compact: non farsi impressionare dal fracasso leghista e chiedere le modifiche necessarie

di Alfiero Grandi

Fiscal Compact con le connesse direttive, sistema bancario europeo e fondo salvastati – Mes – sono aspetti tra loro legati. Valutarli divisi può portare solo guai. Le sceneggiate e i toni aggressivi della Lega e del resto della destra in parlamento, da scontro frontale, sono strumentali e servono a coprire i loro stessi errori. La rissa della destra non deve impressionare e tanto meno spingere ad una posizione arroccata, impedendo un’esame equilibrato di queste misure. Ci sono già state esperienze negative per avere affrontato con leggerezza e approssimazione le trattative per accordi a livello europeo su materie finanziarie ed economiche. Stracciarsi le vesti solo dopo è un atteggiamento che non ci possiamo permettere. Continua a leggere

L’incubo del Mes sul nostro prossimo futuro

di Francesco Piccioni

Ci scuserete se torniamo ancora sulla “incredibile” vicenda del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, che sta per essere approvato tra pochi giorni da tutti i membri dell’Unione Europea. In fondo, riguarda “soltanto” il brutto futuro che attende tutti noi (meno qualcuno). Però vi tranquillizziamo: questa volta non parleremo di “tecnica economica”, ma di politica. A un livello speriamo superiore rispetto alle sciocchezze che ci propina quotidianamente l’informazione mainstream. Continua a leggere

Il Meccanismo Europeo di Stabilità e i volti della lotta di classe

Ci stanno un economista della Lega, uno del PD ed il Governatore della Banca d’Italia, ma non è una barzelletta, è una storia vera. Lo si capisce perché, al di là delle sfumature, dicono tutti e tre la stessa cosa: il progetto di riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) mette in pericolo la stabilità finanziaria dell’Italia, piuttosto che tutelarla. Tante sfumature, dicevamo. Il Governatore Visco, solitamente ingessato nel linguaggio istituzionale tipico di Bankitalia, parla fuori dai denti di un “enorme rischio” connesso alla riforma, evocando le “terribili conseguenze” dei primi accordi tra i Paesi europei in tema di ristrutturazione del debito pubblico. Secondo Giampaolo Galli (Confindustria e PD, scusate la ripetizione) “una ristrutturazione preventiva sarebbe un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori … un evento di gran lunga peggiore di ciò che l’Italia ha vissuto negli ultimi anni a causa dei fallimenti di alcune banche … una calamità immensa, generebbe distruzione di risparmio, fallimenti di banche e imprese, disoccupazione di massa e impoverimento della popolazione senza precedenti nel dopoguerra.” La descrizione dell’apocalisse, che ha destato tanto allarme perché uscita dalla bocca di un economista liberista e uomo delle istituzioni come Galli. In confronto, le urla dei variopinti leghisti assomigliano ai capricci di un bambino. E come un bambino, la più grande forza populista e “antisistema” del Paese scarica tutta la sua rabbia in un hashtag, #stopMES, tirando la volata al cinguettio infuriato del capitano contro “l’alto tradimento” delle autorità italiane che sottoscriveranno il patto di riforma del MES nelle sedi europee. Continua a leggere

Mes, il fondo salva-banche tedesche

di Claudio Conti

E’ il problema politico centrale, di dimensioni incommensurabilmente più grandi di quelli che la nostra “classe politica” è in grado di concepire (e stendiamo un velo pietoso sulla sedicente “sinistra radicale”…). Più passano i giorni, più la natura del Meccanismo europeo di stabilità si precisa come come “argine” a difesa di interessi nazionali e di classe molto precisi. Continua a leggere

La UE non val bene un MES

di Roberto Musacchio

Come un sol uomo, gli uomini del PD preposti alla guardia all’ortodossia scattano a difesa del MES.

Siano ministri che cantano Bella Ciao come Gualtieri.

Siano Commissari in attesa di timbro del PE come Gentiloni, dai trascorsi a sinistra.

Rivendicano la continuità con il buon lavoro fatto dal governo giallo verde e accusano Salvini, ma anche Di Maio, di non ricordarlo.

Zingaretti tace, ma per lui è un abitudine. È stato anche Parlamentare Europeo ma quando ci sono cose come il MES ma anche le risoluzioni che equiparano nazismo e comunismo, non parla.

E non parlano neanche quelli eletti a Strasburgo che pure qualche trascorso di lotta alla “Europa delle banche” e all’Fmi ce l’hanno. Continua a leggere

Il Fondo Monetario si mangia l’Europa

di Paola Boffo

Cerchiamo in questo articolo di ricostruire, con il necessario ed opportuno rimando ai documenti istituzionali menzionati, nonché ad alcuni commenti autorevoli, la vicenda del Meccanismo Europeo di Stabilità, balzata alle cronache in queste ore. Il tema è complesso e dunque suscettibile di ulteriori verifiche e aggiornamenti. Continua a leggere

Il funzionamento del Mes e le sue prospettive di riforma

di Vladimiro Giacché

“Con buona probabilità il combinato disposto delle modifiche in discussione sul Mes ingenererà una forte pressione al ribasso sui titoli di Stato italiani”. L’audizione parlamentare di Vladimiro Giacché, presidente del Cer (Centro Europa Ricerche).

Nel commentare la proposta di riforma del Mes, è utile premettere che l’Italia, secondo il noto studio di Reinhart e Rogoff, appartiene al novero dei Paesi che non sono mai incorsi in un default del debito pubblico in tempi di pace. Non altrettanto può dirsi di altre economie dell’Eurozona, quali in primis la Germania, ma anche l’Austria, il Portogallo, la Spagna e la Grecia. Il medesimo studio permette inoltre di constatare come il default del debito di Paesi economicamente avanzati sia un fenomeno estremamente raro e anzi mai verificatosi, con la sola eccezione della Grecia, negli ultimi 65 anni. Continua a leggere

Christophe Guilluy, “La società non esiste. La fine della classe media occidentale”

di Alessandro Visalli

Christophe Guilluy è un geografo francese che ha scritto questo più che opportuno libro nel 2018 poco prima che il movimento dei Gilet Gialli occupasse il centro di una scena che così abilmente descrive[1].

L’oggetto principale del suo sguardo è largamente riconosciuto[2] (se pur c’è qualcuno che ancora lo nega[3]): il declino dei ceti medi e la crescita di quello che chiama “il mondo della periferia”. È chiaro che questa descrizione è scandalosa; attesta il fallimento di un modello che ha da sempre[4] inteso la propria legittimazione per la rivendicata capacità di creare ricchezza per la maggioranza. Non è possibile sottovalutare la potenza di questo principio di legittimazione nella modernità. Anche se i ‘ceti medi’ sono sempre stati una ‘insalata di occupazioni’, come diceva Wright Mills, tuttavia erano uniti da uno status sociale, prima ancora che da reddito. Status che essenzialmente indicava una dinamica ascendente, almeno potenziale, un maggior grado di istruzione e di consumi, rispetto alle classi ‘inferiori’, soprattutto più sicurezza nelle prospettive di lavoro, una certa protezione. Essere nel ‘ceto medio’ ha sempre significato essere, insomma, nel centro della società e godere quindi di una piena cittadinanza. La cosa importante è che questa descrizione, l’esistenza di questo centro, maggioritario, è assolutamente necessaria per considerare fondato il buon diritto della società esistente alla sua conservazione. Si tratta di un mito indispensabile. Continua a leggere

Sardine

di Alessandro Visalli

E’ bello quando molte migliaia di persone escono di casa, spinte dall’urgenza di esprimere un sentimento ed esprimere se stesse. È in sé un gesto politico? Potrebbe esserlo, ma cosa designa come nemico? Questa mi pare una delle domande più importanti da porre al fenomeno in corso.

Provare a rispondere richiede, però, un piccolo percorso.

La prima domanda che ci dovremmo fare è: che cosa fondamentalmente sta succedendo? Ci sono molti modi di provare a rispondere, si sta ovunque disintegrando il consenso che dal dopoguerra reggeva un sistema sociale prima che politico, gerarchico, fondato su una promessa di crescita e protezione. La traccia più evidente di questa disgregazione è la perdita di legittimità verso tutte quelle élite che rendono leggibile e coerente l’ordine sociale liberale, e consentono il posizionamento in esso. Tra queste (insieme agli scienziati, i giornalisti, i professori tutti) le classi politiche sono in primo piano. La ragione probabilmente principale di questa enorme ondata di discredito, che il movimento nascente delle “sardine” conferma, più che contrastare, come lo confermava quello dei “gretini”, e, qualche anno fa “i girotondi”, è il tradimento della promessa di benessere, e con essa della promessa di eguaglianza di riconoscimento. Continua a leggere

L’odio verso l’indio. Alvaro Garcia Linera spiega le radici razziste del golpe in Bolivia

Pubblichiamo la traduzione di un articolo di Alvaro Garcia Linera, vicepresidente della Bolivia ora in esilio con Evo Morales in Messico. 

Come una densa nebbia notturna, l’odio percorre voracemente i quartieri della classe media urbana tradizionale boliviana. Rossi gli occhi di ira. Non gridano ma sputano, non reclamano, ma impongono. I loro canti non sono di speranza e fratellanza, ma di disprezzo e discriminazione contro gli indigeni. Montano sulle loro moto o SUV e all’ uscita dei locali del divertimento notturno o delle università private vanno a caccia degli indigeni sollevati, rei di avergli tolto il loro potere. Continua a leggere

La fine del neoliberismo e la rinascita della storia

di JOSEPH E. STIGLITZ*

In Italia l’ideologia neoliberista è ancora il “pensiero unico” dominante nelle università, sulla stampa, nei dibattiti in tv e soprattutto in parlamento. E’ talmente egemone che non viene quasi mai neanche esplicitamente nominata dai suoi sostenitori. Fortunatamente a livello internazionale le cose vanno diversamente e il dibattito sul capitalismo non è tabù. Proponiamo questo articolo del Premio Nobel e ex-economista capo della Banca Mondiale, Joseph Stiglitz . Continua a leggere

Libertà per Jorge Glas (ex vice presidente dell’Ecuador). Il 21 novembre iniziativa a Roma

Libertà per Jorge Glas (ex vice presidente dell’Ecuador). Il 21 novembre iniziativa a Roma

INCONTRO CON NORMA SPINEL, madre di Jorge Glas (ex-Vicepresidente della Repubblica dell’Ecuador)

21 novembre, ore 18

Sala Bianca, Via Flaminia 53, Roma

INTERVENGONO Gabriel Caisaletin (Rappresentante della Comunità Ecuadoregna residenti in Italia) Geraldina Colotti (Giornalista, esperta di America Latina) Federica Zaccagnini (Amici della Revolución Ciudadana) Michela Arricale (Giuristi Democratici) Maurizio Acerbo (PRC – Sinistra Europea) MODERA: Giorgio Ceriani Continua a leggere

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