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Diritti globali

Questo tag è associato a 993 articoli.

Marcinelle 1956: cosa dovrebbe insegnarci la storia.

di Rodolfo Ricci

62 anni fa la tragedia di Marcinelle. 262 i morti, quasi tutti immigrati, in gran parte italiani. Quest’anno la ricorrenza cade in un particolare momento storico e politico caratterizzato da una discussione confusa e contraddittoria intorno ai nuovi fenomeni migratori che si muove intorno ai due poli della chiusura contro l’ apertura, diritto individuale alla mobilità e all’accoglienza di chi arriva contro il diritto al mantenimento di una primazia della cittadinanza autoctona. Continua a leggere

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Venezuela: FALLISCE ATTENTATO con DRONI CONTRO MADURO

Mandanti: Coalizione Interventista Colombia-USA

Caracas, 6/8/2018 – Durante la cerimonia pubblica nella centrale avenida Bolivar della capitale per commemorare l’anniversario 81 della Guardia Nazionale, sono esplosi in aria due oggetti volanti caricati con esplosivo. Erano diretti contro la tribuna da dove il Presidente Maduro stava concludendo il suo discorso. Accanto a lui erano riunite altre alte autoritá istituzionali, di fronte numeroso personale militare e il pubblico che assisteva all’atto commemorativo.

I due droni sono esplosi in volo, prima che facessero impatto sul palco delle autoritá, neutralizzati dal sistema di sicurezza e dalla tecnologia di immunizzazione anti-aerea da esso operata. Si tratta di una vera e propria barriera, dimostratasi  invalicabile. Uno dei due droni-esplosivi si é infranto all’esterno di un edificio, l’altro é esploso anzitempo in aria.   Continua a leggere

La guerra civile è già cominciata?

di Riccardo Paccosi

Il “pericolo fascismo” rappresentato dai populisti, il “”pericolo fascismo” rappresentato dai liberal: un’analisi comparativa. Premessa: la “guerra civile”, almeno nei presupposti, è già cominciata.

Avverto un clima ch’è ormai di degenerazione assoluta e, dunque, scrivo qualche ultima riga prima di prendermi un’ossigenante pausa dall’ambito mefitico e velenoso del dibattito politico. La polarizzazione ideologica tra sinistra liberal e blocco populista, sta infatti assumendo connotazioni che – in termini di logica di fondo – sono già oggi, a tutti gli effetti, di guerra civile. Continua a leggere

RAPPORTO SVIMEZ 2018: Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti

RAPPORTO SVIMEZ 2018

Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero

 

ROMA – Tra i dati delle anticipazioni del Rapporto Svimez 2018 il numero della popolazione italiana: 60 milioni e 660 mila unità nel 2017, in ulteriore calo di quasi 106 mila unità. È come se sparisse da un anno all’altro una città italiana di medie dimensioni.

La popolazione diminuisce malgrado aumentino gli stranieri: nel 2017 il calo è stato di 203 mila unità a fronte di un aumento di 97 mila stranieri residenti. Il peso demografico del Sud diminuisce ed è ora pari al 34,2%, anche per una minore incidenza degli stranieri (nel 2017 nel Centro-Nord risiedevano 4.272 mila stranieri rispetto agli 872 mila stranieri nel Mezzogiorno).

Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati. Anche nel 2016, quando la ripresa economica ha

manifestato segni di consolidamento, si sono cancellati dal Mezzogiorno oltre 131 mila residenti. Tra le regioni meridionali, sono la Sicilia, che perde 9,3 mila residenti (-1,8 per mille), la Campania (-9,1 mila residenti, per un tasso migratorio netto di -1,6 per mille) e la Puglia (-6,9 mila residenti, per un tasso migratorio netto pari a -1,7), quelle con il saldo migratorio più negativo. (Inform)

Scarica il Comunicato Stampa

Scarica la sintesi del rapporto Svimez

La guerra delle parole

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di Carlo Galli *

1. Strategie

Dopo la sconfitta del 4 marzo le élitespolitiche, economiche e mediatiche hanno reagito in modo diversificato. L’analisi del Pd è racchiusa nelle due affermazioni di Renzi: «la ruota gira» e «pop corn per tutti», che – per non ricorrere a giudizi impegnativi come quelli di nichilismo, cinismo, vuoto intellettuale – è quantomeno da definire una manifestazione di irresponsabile perdita di contatto con la realtà e di fatalistica attesa degli errori altrui. Continua a leggere

Lega e Pd si oppongono sui migranti. Ma vanno d’accordo quando si parla di petrolio

di Giuliano Garavini

Due flussi importanti scorrono dall’Africa all’Europa, da Sud a Nord. Il primo flusso porta persone a decine di migliaia, almeno un milione di migranti provenienti dall’Africa subsahariana a partire dal 2010, il secondo flusso porta idrocarburi, sia gas che petrolio per il valore di circa 50mld di dollari al mese (cifre del 2017). Continua a leggere

Da Calcutta alla Finlandia, passando per i The Zen Circus: le identità locali contano

di Alexander Ricci

Edoardo d’Erme, in arte Calcutta, è uno dei personaggi di primo piano della scena musicale indipendente di questo decennio, genericamente apostrofata con il termine “indie”. Settimana scorsa, Calcutta ha fatto il pienone raccogliendo quasi 20mila fan allo stadio Francioni di Latina dove ha portato il suo ultimo disco. In un breve servizio realizzato dal gruppo editoriale GEDI, La Repubblica ha intervistato alcuni fan del cantantautore, presenti allo stadio già dalle prime ore. Al minuto 03:22 del video, incalzati dalle domande del giornalista, due ragazzi definiscono il genere indipendente così: “L’indie? Si tratta dell’esaltazione della Provincia”. Continua a leggere

False scelte: globalismo o nazionalismo

di Greg Godels*

Nel novembre del 2008, nel mezzo della più grave crisi economica mondiale dalla Grande Depressione, scrissi che l’era dell’internazionalismo globale – la cosiddetta “globalizzazione” – stava volgendo al termine. Le “forze centrifughe” agendo in senso autoconservativo si attivavano, separando alleanze, blocchi, istituzioni comuni e forme di cooperazione:

«La crisi economica ha invertito il processo post-sovietico di integrazione internazionale, la cosiddetta “globalizzazione”. Allo stesso modo che durante la Grande Depressione, la crisi economica ha colpito le diverse economie in modi difformi l’una dall’altra. Nonostante gli sforzi per integrare le economie mondiali, la divisione internazionale del lavoro e i livelli diversi di sviluppo precludono una soluzione unificata alla crisi economica. I deboli sforzi nell’azione congiunta, nelle conferenze, nei vertici, ecc, non possono avere successo semplicemente perché ogni nazione ha interessi e problemi diversi: condizione che diventerà sempre più acuta man mano che la crisi si intensifica… È altamente improbabile che l’Unione [europea] troverà soluzioni comuni. In effetti, il disfacimento dell’UE è una eventualità.» Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (12)

di Tonino D’Orazio

Gli Stati uniti vogliono “dividere” la Francia e la Germania sulle questioni commerciali, cita AFP (Agence France Presse). E’ il commento del ministro francese di Economia e Finanze, Bruno Le Maire, che si considera ormai essere in un contesto di “guerra commerciale” iniziata e quindi chiama l’Unione a “fare blocco”. Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (11)

di Tonino D’Orazio

Harley Davidson minaccia di lasciare gli Usa a causa della guerra dei dazi e in rivolta contro l’ideologia dell’anti-mondializzazione di Trump. Niente di più falso. Harley si serve di questo pretesto per giustificare le sue delocalizzazioni già previste. Infatti da più di un anno è iniziata la costruzione di una fabbrica in Tailandia per rifornire il mercato asiatico. Nel frattempo il costruttore ha annunciato la chiusura di una fabbrica a Kansas City, negli Stati Uniti. Harley possiede una fabbrica di assemblaggio, da otto anni, in India per 5 dei suoi modelli. C’è anche un’altra fabbrica a Manaus, in Brasile. Diciamo che l’embargo dell’Unione europea alla Harley si riduce proprio a niente. Continua a leggere

Tito Boeri, le migrazioni e l’INPS

di Rodolfo Ricci

Le intrusioni del Presidente dell’INPS Tito Boeri nella discussione politica nazionale non sono una novità; già nella precedente legislatura egli si era esercitato su diverse questioni ogni qual volta alcune decisioni politiche potevano avere ricadute sulle prospettive di tenuta dei bilanci dell’Inps sia a breve che a medio temine.

La tenuta dei conti della più importante fonte di ingressi e di spesa del bilancio pubblico non è evidentemente cosa secondaria e da questo punto di vista, fare da guardiani affinché non si creino situazioni di insostenibilità non è in sé cosa biasimevole. La questione, da un punto di vista politico, è a quale prezzo i conti vengano fatti quadrare e se, da un punto di vista etico o semplicemente di giustizia sociale, la quadratura è ammissibile, condivisibile e fondata. Per altro verso è interessante verificare quali dati e quali parametri vengano utilizzati per sostenere le diverse tesi che si confrontano. Continua a leggere

Torino e Napoli chiedono l’embargo militare verso Israele a sostegno dei diritti dei palestinesi

Comunicato stampa: Torino e Napoli chiedono l’embargo militare verso Israele a sostegno dei diritti dei palestinesi

Si aggiungono a Bologna Firenze nel chiedere azioni concrete per esercitare pressione su Israele

Il Senato irlandese ha votato per il divieto sulle importazioni di prodotti provenienti delle colonie israeliane

L’Internazionale Socialista, che comprende il Partito Socialista Italiano, condanna l’occupazione ed il regime di apartheid israeliani, e invita al BDS.     

Cresce il numero dei consigli comunali italiani che chiedono l’embargo militare verso Israele come azione concreta per fare in modo che Israele risponda delle violazioni dei diritti del popolo palestinese, stabiliti dal diritto internazionale. Continua a leggere

Il declino della prima stagione dei governi progressisti latinoamericani sfocerà in una nuova fase popolare e di lotta nel sub-continente?

di Andrea Vento 

A partire dall’inizio del nuovo millennio in America Latina si  è aperta una fase evolutiva sostanzialmente inattesa, a testimonianza del fatto che il Sub-continente, seppur a lungo depredato e sottomesso non era stato completamente soggiogato. Movimenti, forze politiche progressiste e comunità indigene, provati dai fallimenti di un ventennio di politiche neo-liberiste, hanno preso consapevolezza (forse illuminati dall’esperienza Zapatista in Messico) delle proprie potenzialità, aprendo una stagione di rivendicazioni e di progettualità politica in larga misura imprevista. Continua a leggere

Lula non è stato liberato, la polizia non ha obbedito ai giudici. Lo Stato di diritto in Brasile è ridotto in macerie

di Teresa Isenburg

Domenica 8 luglio 2018, in Brasile lo Stato di diritto è stato ridotto in macerie. Il giudice di appello del tribunale Trf-4 di Porto Alegre, Rogério Favretto, in servizio di sorveglianza ha emesso ordine di immediata scarcerazione dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Lula è detenuto da tre mesi nel commissariato di polizia di Curitiba dopo un processo di primo e secondo grado e una condanna in assenza di prove. Immediatamente sono cominciate manovre per impedire la esecuzione di tale ingiunzione. Lula non è stato liberato, la polizia non ha obbedito a un ordine giudiziario, magistrati hanno estrapolato le loro competenze per trattare un cittadino come un loro personale perseguitato politico. Continua a leggere

James F. Downes and Edward Chan, Dani Rodrik, Holland Stuart, Jonathan Rutherford. Quattro editoriali per capire i drammi della sinistra in Europa

di Alexander Ricci

Tsipras è un eroe, o un poster boy dell’establishment? I socialdemocratici degli anni 80 e 90 sono da considerare degli innovatori, o alla stregua dei neolibersti di Thatcher? E oggi, si deve ricostruire una politica progressista populista, o aprire al tema dell’identità, cara alla destra? Sono le domande chiave che contraddistinguono le riflessioni degli “intellettuali” progressisti di mezza Europa e, più nel dettaglio, quattro editoriali pubblicati, nel corso delle ultime due settimane, su New StatesmanProject Syndicate e sul blog della London School of Economics. Continua a leggere

La demondializzazione in atto

di Tonino D’Orazio

E’ iniziata ufficialmente il 6 luglio con l’inizio della guerra dei dazi. Ritorno al passato, se si può dire, ma con molte incognite. La mondializzazione ha portato milioni di posti di lavoro nel mondo intero, secondo i dati OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro). L’altro lato della medaglia è che si tratta di lavoro estremamente sotto pagato e di grande sfruttamento (compreso quello minorile), con arricchimento incredibile di multinazionali e banche (soprattutto americane), indebitamento degli Stati, impoverimento delle masse lavoratrici in occidente e nessuna ridistribuzione, in nessun paese, della ricchezza prodotta. Continua a leggere

Emigrazione in Europa: declino demografico, desertificazione e polarizzazione tra centro e periferie. La grande falsificazione della discussione in corso.

Pubblichiamo la relazione introduttiva del vice segretario del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Rodolfo Ricci alla discussione sulla Nuova Emigrazione Italiana, tenutasi alla Farnesina nell’ambito dell’Assemblea Plenaria del CGIE del 2018.  Nella relazione sono contenuti dati significativi e sconcertanti sugli enormi flussi di emigrazione interna all’Unione Europea succedutesi nell’ultimo trentennio e sulle tendenze dei prossimi decenni, che implicherebbero una radicale revisione della discussione sui movimenti migratori: l’equivoco della cosiddetta “libera circolazione” nasconde la nascita di una nuova geografia caratterizzata da emigrazione forzata e squilibri insostenibili che costituiscono la ragione principale del declino dell’Unione Europea e dell’emergere di xenofobia e razzismo: i flussi immigratori all’interno della UE sono costituiti solo per un terzo da immigrazione extracomunitaria e per ben due terzi da immigrazione intra-comunitaria.

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Il congresso del PCI ricorda Domenico Losurdo

Per Domenico Losurdo (di Alex Höbel)

Apriamo questo nostro congresso con l’animo pieno di tristezza per la scomparsa del compagno Domenico Losurdo, avvenuta pochissimi giorni fa, il 28 giugno, nella sua casa di Colbordolo, non lontano da quella università di Urbino, nella quale Domenico ha insegnato per tanti anni, formando generazioni di studenti e numerosi, validi studiosi.

Nato a Sannicandro di Bari nel 1941, pur conservando sempre un forte legame con la sua terra d’origine Losurdo si trasferì giovanissimo nelle Marche, laureandosi in Filosofia a Urbino nel ’63, completando poi la sua formazione in Germania, a Tübingen, grazie a varie borse di studio, e avviandosi così verso la carriera accademica. Continua a leggere

L’Ue è in pieno stallo. Più che alle riforme istituzionali, si pensa alle poltrone

di Alexander Ricci

Nel corso della due giorni di summit europeo della settimana scorsa, Paolo Gentiloni ha rilasciato la sua prima intervista televisiva da ex primo ministro, ai microfoni di Otto e Mezzo (La7). Incalzato sulla questione migratoria, e sull’operato del primo ministro Giuseppe Conte a Bruxelles, Gentiloni ha insistito, a più riprese, che, oggigiorno, nell’Ue, la questione centrale rimane quella del governo “economico”.

L’osservazione di Gentiloni è condivisibile. Peccato, però, che dal meeting sia uscito un nulla di fatto. Gli analisti hanno ribadito che, rispetto ai temi sollevati da alcuni governi dell’Ue nel corso degli ultimi anni – budget per investimenti, assicurazione di disoccupazione europea, riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) e Unione bancaria – si sono fatti pochi passi in avanti Continua a leggere

Joseph Stiglitz: Come si esce dall’euro

oped eurozone382x222 1160x633 1160x500Un articolo del Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz su Politico affronta senza più giri di parole il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro. Date le resistenze tedesche a riformare (radicalmente) l’eurozona come sarebbe necessario per salvare la moneta unica, all’Italia restano poche alternative all’uscita, se non vuole sprofondare nell’inferno greco. L’Italia per ora si è impegnata a restare nell’euro, ma le cose possono cambiare rapidamente, e il nuovo governo ha dimostrato di non avere paura di agire, cosa di cui Stiglitz sembra essersi accorto. Continua a leggere

I migranti e la lunga notte dell’Europa

di Antonio Lettieri

All’apparenza la riunione del Consiglio europeo del 28-29 giugno si è conclusa sul punto delle migrazioni, che era il principale, con un nulla di fatto. In realtà, ha brutalmente rivelato il volto duro e ostile dell’Europa nei confronti del più grande dramma del nostro tempo. L’Italia si era battuta per far passare il principio che la questione delle migrazioni non riguarda solo l’Italia, ma L’Europa. “Chi attraversa il Mediterranee, ha sostenuto Giuseppe Conte, intende entrare in Europa”. Continua a leggere

Istat: Italia 2017 aumenta la povertà di concerto con il Pil

di Andrea Vento

Continuano gli effetti distortivi delle politiche di austerità fiscale e restrittive di bilancio. Occorre cambiare rotta per fermare le derive sovraniste e xenofobe e varare un nuovo modello sociale europeo

L’Istat ha confermato ad inizio marzo che il prodotto interno lordo italiano è cresciuto nel 2017 dell’1,5%. Il rapporto deficit/pil si attesta all’1,9% mentre il rapporto debito/Pil dell’Italia è risultato pari al 131,5%, in lieve riduzione rispetto al 132,0% del 2016. L’avanzo primario (la differenza fra entrate ed uscire dello stato al netto degli interessi sul debito) si attesta all’1,9% confermando come lo stato italiano incassi di più rispetto a quanto spenda per il mantenimento della macchina statale, per i servizi alla collettività e per gli investimenti produttivi. Continua a leggere

Pillole economiche dal mondo (10)

di Tonino D’Orazio

Trump ha qualificato di “buono” l’ultimo G7 in Canada, malgrado i litigi con gli alleati di Washington, ma ha prevenuto che le critiche di Trudeau sarebbero costate “care” al Canada. “Abbiamo un grosso deficit commerciale con il Canada … 295% sui prodotti del latte, ed è ingiusto per i nostri allevatori …”. Trump, nella decisione di ritirare l’appoggio al comunicato finale del G7 parla di “tradimento” da parte del “debole” premier canadese. Aveva criticato i dazi su acciaio e alluminio.  Macron in una dichiarazione all’Afp ha avvertito  che “la cooperazione internazionale non può essere dettata da crisi di rabbia e da osservazioni sprezzanti“. Questo forse vale sempre. Continua a leggere

ANIME IN VOLO: Narrazioni in scena tratte dai testi del Premio Pietro Conti “Narrare le migrazioni”. Il 12 luglio a Roma.

SemiVolanti, presentano:

ANIME IN VOLO
Narrazioni in scena tratte dai testi del Premio Pietro Conti “Narrare le migrazioni”
a cura di Giovanni Alfieri e Gianluca Riggi
adattamento testi Riccardo Cananiello
con: Alice Canzonieri, Grazia Maria Laferla, Annalisa D’Ermo

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Rompiamo il silenzio sull’Africa, le parole di padre Zanotelli

(padre Alex Zanotelli da fnsi.it) Belle e sconvolgenti le parole di Padre Alex Zanotelli, missionario e profondo conoscitore dell’Africa. Ha rilasciato una dichiarazione al sito della FNSI che evidenzia una realtà  “inimmaginabile” e che sbatte “in faccia” proprio a noi che stiamo discutendo su come interrompere l’esodo di migranti verso le nostre coste. Continua a leggere

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