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Diritti globali

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COVID-19: Cari sindaci, per gli aiuti alimentari alle fasce deboli, comprate dai contadini. E riaprite i mercati, necessari alla sopravvivenza. Le proposte dell’Ari

Cari sindaci, per gli aiuti alimentari alle fasce deboli, comprate dai contadini. E riaprite i mercati, necessari alla sopravvivenza. Le proposte dell’Ari

di Marinella Correggia

 

Il virus Sars-CoV-2 sta assestando duri colpi al forsennato commercio agroalimentare globale. Diversi paesi produttori di derrate iniziano a interrompere le esportazioni.

Come leggiamo qui (https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_crisi_alimentare_globale_pu_essere_peggio_di_quella_sanitaria_e_economica_ma_non_ne_parla_nessuno/82_33935/), «non sono solo i consumatori a riempire le dispense. Sempre più governi si stanno muovendo per garantire l’approvvigionamento alimentare nazionale così da affrontare la pandemia di coronavirus. (…) Potrebbero essere indizi significativi di un’ondata di “nazionalismo alimentare” che interromperà le catene di approvvigionamento e i flussi commerciali del mercato globale?»Lo pensa la Chatham House: «E’ già un processo in corso – e tutto ciò che possiamo vedere è che il blocco peggiorerà». Continua a leggere

La micidiale polmonite che toglie il respiro, sta a specchio dell’espansione umana che sottrae aria all’ambiente

di Erri De Luca

Ho una personale definizione di natura: è dove non esiste presenza umana, o è trascurabile e di passaggio. Quando vado in montagna in zone remote, ecco che mi trovo dentro un pezzo di mondo com’era prima di noi e come continuerà a essere dopo.

Natura è spazio totalmente indifferente a noi, in cui percepire la propria misura minima e intrusa. Non è un campo giochi né area da scampagnata fuori porta. Incute timore per l’immenso che sovrasta, premessa di rispetto e di ammirazione.

La bellezza di natura non è scenografia, è uno stato di provvisorio equilibrio tra energie colossali, eruzioni, terremoti, uragani, incendi. Continua a leggere

COVID-19: La Toscana del futuro

di Maurizio Brotini

E’ opinione diffusa che la pandemia da coronavirus avrà ripercussioni significative sugli scenari economici mondiali.
Accelererà tendenze già in atto come l’accorciamento delle filiere produttive mondiali, metterà in profonda discussione il settore del consumo cultural-turistico come volano dell’accumulazione capitalistica, rimetterà al centro il ruolo dello Stato come prestatore e datore di lavoro di ultima istanza.
La Toscana vede abbattersi la pandemia su un tessuto economico-sociale già fragile, dove il peso della rendita e del turismo dissennato mordevano già il settore industriale e manifatturiero. Continua a leggere

La grande occasione che l’Italia rischia di perdere

Le economie dell’Europa sono sull’orlo del baratro. Ma i coronabonds non basteranno a evitarlo. L’Italia deve agire per suo conto e subito, non tra 15 giorni. Solo con la riconquistata sovranità monetaria – nella forma di biglietti di stato a corso legale senza debito, che la legge italiana e gli stessi Trattati europei consentono – si potrà mettere in sicurezza la nostra economia e impedire la definitiva colonizzazione del paese da parte delle oligarchie tedesche.

di Alberto Bradanini*

Ieri 26 marzo, con il dissenso italiano e spagnolo sul testo conclusivo, i 27 leader Ue hanno fotografato la frattura tra i paesi che avevano ingenuamente creduto nella nozione di Unione e quelli che hanno sempre concepito l’Europea come una giungla dove la legge del più forte è destinata a prevalere, incuranti a un tempo del benessere, della dignità e della vita stessa delle altre nazioni, che non sono né partner, né amiche. Quel che avviene in queste ore conferma d’altro canto il postulato empirico (sia concesso questo ossimoro) che i popoli sono generati dalle tragedie della storia e non certo da una qualunque Commissione o Eurogruppo. Continua a leggere

Il pianeta sopravviverà, ora dobbiamo salvare gli esseri umani da loro stessi

di Paolo Barcella

Non sappiamo e non possiamo intendere, fino in fondo, quello che sta accadendo, perché, nel mondo euroamericano, stiamo attraversando la più pesante, inattesa, spiazzante crisi dal secondo dopoguerra: una crisi della salute pubblica, con conseguenze imprevedibili sull’economia, sulla politica, sulla società.

Chi può trovare qualcosa di paragonabile nella sua memoria d’infanzia, oggi, ha più di ottant’anni. La nostra incapacità di comprendere trova risconto nell’incapacità di descrivere gli eventi con parole appropriate, con un linguaggio idoneo. Ovunque trionfano le metafore, in prevalenza militari, quasi tutte fuori luogo. Continua a leggere

COVID-19: Puntiamo tutto sulla Bce. Insistendo su Eurobond e Mes perdiamo giorni preziosissimi

di Stefano Fassina

Siamo ad un bivio storico. Vengono al pettine i nodi dell’Unione europea, rimossi dal romanticismo sugli Stati Uniti d’Europa o nascosti dietro un velo di ipocrisia per preservare un efficacissimo impianto di disciplina e svalutazione del lavoro. Il popolo europeo sognato dai federalisti non esiste. Il popolo è nazione: è segnato da una Storia, da una religione, da una cultura, da una lingua. La solidarietà fiscale, ossia la redistribuzione di risorse, funzione fondativa delle democrazie moderne, si alimenta del vissuto condiviso dentro confini tracciati con il sangue. È triste. Ma è così.

La moneta unica è stato un errore di analisi storico-politica, compiuto, per chi era in buona fede, stordito dalle macerie della “fine della Storia”, per subalternità alla visione tecnicista-funzionalista, così utile all’egemonia e al dominio ordo-liberista. Il mantra colposo di Jacques Delors, “padre” ancora celebrato ieri, era: facciamo il mercato unico e la moneta unica, così attiviamo un’interdipendenza economica sempre più intensa, tale da forzare, a prescindere dalla volontà dei popoli, la nascita dell’unità politica. Ma non poteva funzionare. “La Storia non è acqua”. Quindi, la solidarietà fiscale è stata esclusa ed è inibita dai Trattati: i legami trans-nazionali di comunità erano e sono assenti o radicalmente insufficienti per legittimarla. I sentimenti nutriti nelle generazioni più giovani sono annientati da un mercato unico europeo fondato sul dumping sociale e fiscale.

Insomma, l’assenza di solidarietà fiscale intra-Ue non è sorprendente. È un dato di realtà mai venuto meno. Ricordate? Prima dell’esplosione del Covid-19, la discussione sul bilancio dell’Ue si è incancrenita per oltre un anno e poi si è bloccata intorno a qualche centesimo di punto percentuale di Pil. La radicale indisponibilità a confermare il livello di risorse del 2014-2020 non arrivava dai cosiddetti sovranisti ultimi arrivati (il gruppo di Visegrad), ma da Paesi dell’Euro-zona, fondatori (Olanda, sostenuta dalla Germania) e membri storici guidati da governi socialdemocratici (Danimarca).

Ma è sbagliato e pericoloso attaccare la Germania e gli altri indisponibili alle nostre richieste come “miopi”, “ottusi”, “egoisti”, “colonizzatori”, finanche “sciacalli”. Cominciano a girare sui social attacchi agghiaccianti ai tedeschi. È davvero rischioso rispolverare le caricature costruite in tragici passaggi del secolo scorso. Loro sono coerenti con il patto sottoscritto e mai contraddetto. Noi non abbiamo nessuna superiorità morale sulla quale poggiare le nostre rivendicazioni. Semplicemente, siamo più in difficoltà e chiediamo aiuto. Immaginate quanta solidarietà fiscale avrebbe il patriota Salvini se, invece che origini padane e passaporto italiano, fosse nato in Baviera e guidasse la Csu. Oppure, quanto sarebbe generoso il Presidente Zaia che oggi impreca contro Berlino e Bruxelles, ma nella sua proposta di “Autonomia differenziata” prevedeva di trattenere in Veneto il 90% delle imposte erariali raccolte nella “sua” Regione.

Non ha molto senso neanche continuare a far appello all’interesse dell’altro a salvare noi e la barca sulla quale anch’egli si trova. Perché, nella percezione dell’altro, infondata quanto si vuole ma solida, il costo prospettico per salvarci potrebbe risultare superiore al costo dell’affondamento della barca, dato che ha numerose e resistenti scialuppe di salvataggio a disposizione.

In sintesi, il contesto storico, culturale, religioso, giuridico e politico richiamato dovrebbe ridimensionare le “pretese” di solidarietà economica per vincere la guerra in corso al Covid-19 e per ricostruire. Continuare a insistere per fare gli Eurobond, è un enorme spreco di capitale politico. L’Eurogruppo, al quale il Consiglio europeo del 26 Marzo scorso ha affidato il compito di trovare una soluzione dopo 6 ore di scontro sul Mes, arriverà, nel migliore dei casi, a un compromesso sulle condizioni del prestito al singolo Stato. I “Coronabond”, come ha poco diplomaticamente ricordato ieri la presidente Von der Leyen, sono uno slogan: il Mes ha soltanto un modo di funzionare, per statuto: grazie alle garanzie versate dai contribuenti di ciascuno Stato, emette titoli e finanzia i malcapitati da sottomettere alle cure della Troika. Il compromesso, qualora arrivasse, non sarebbe utile in sé: per noi, sarebbero circa 35 miliardi in tutto, quando soltanto per l’anno in corso abbiamo necessità di quasi 500 miliardi di euro (oltre 300 miliardi di titoli da rinnovare, oltre 100 miliardi di mancate entrate a causa di un crollo del Pil superiore al 10% e, infine, le decine di miliardi previste per i Decreti Cura Italia). Sarebbe utile, però, a dare via libera alla Bce per attivare il bazooka dell’Omt, il programma predisposto durante la presidenza Draghi per dare credibilità al “whatever it takes”. Insomma, l’intervento del Mes servirebbe “soltanto” a sottrarre la residua autonomia politica ai “beneficiari”.

Allora, si lasci stare l’autolesionistico tentativo di “snaturare” il Mes. Non si perdano 14 preziosissimi giorni per soccorrere famiglie e imprese allo stremo. Si concentri tutto il capitale politico dei 9 leader firmatari della lettera al Presidente del Consiglio europeo Charles Michel per dare legittimazione politica alla Bce a fare quanto necessario a riportare gli spread al minimo: il credibile prestatore di ultima istanza, come la Fed, la Bank of England, la Banca centrale del Giappone e tutte le altre. Le soluzioni tecniche per arrivare all’obiettivo possono essere varie. Su questo blog, abbiamo proposto da tempo la sterilizzazione (perpetuity) dei titoli di Stato già acquistati dalle banche centrali nazionali nell’ambito del Quantitative easing (per l’Italia sono quasi 400 miliardi) e quelli da acquistare nella fase di emergenza sanitaria e ricostruzione economica e sociale. La Bce, a differenza del Mes, non ha bisogno delle tasse pagate dai cittadini per fare emissioni. La Bce stampa moneta. Può farlo senza limiti perché è formalmente indipendente e nella sua missione ha la salvaguardia dell’Euro, oggettivamente morto senza suoi adeguati interventi. Inoltre, la Bce è davvero l’unica istituzione federale dell’Unione e, a differenza del Mes, istituto inter-governativo, decide a maggioranza. In sintesi, per i “Paesi virtuosi”, i costi politici di utilizzo appropriato della Bce sarebbero infinitamente minori rispetto all’impatto dello snaturamento del Mes.

Certo, non è affatto scontato far uscire la Bce dalla gabbia ordoliberista. Abbiamo visto l’ostilità interna e esterna. Ma è l’unica strada utile e possibile. Se la Bce non stampa a sufficienza e, tramite i mercati finanziari, veniamo spinti nella trappola del Mes? Allora, dobbiamo stampare noi. Non è una alternativa facile, anzi. Ma può essere meno dolorosa rispetto a una compiuta e definitiva colonizzazione e svalutazione del lavoro nel quadro istituzionale e monetario dato. Non si tratta di ritornare alle ‘piccole patrie’ e imboccare una via isolazionista o autarchica di fronte alle famose “sfide globali”. Né di asservirsi a Russia o Cina. Si tratta, al contrario, di fermare le pericolosissime derive nazionaliste alimentate dal senso di tradimento e dal desiderio di rivalsa. Si tratta di affermare il primato della nostra Costituzione e riprogettare e ricostruire la cooperazione europea su basi di realtà, senza velleitarismi e senza finzioni, quindi come confederazione di Stati nazionali.

 

FONTE: https://www.huffingtonpost.it/

Comunicato ufficiale del Governo del Venezuela di risposta alle accuse “miserabili” degli Usa

“in un momento in cui l’umanità sta affrontando la peggior pandemia, il governo di Donald Trump torna ad attaccare il popolo venezuelano e le sue istituzioni democratiche, usando una nuova forma di colpo di stato”

Pubblichiamo la traduzione del Comunicato ufficiale del governo della Repubblica bolivariana del Venezuela alle miserabili e vili accuse ricevute oggi dal governo di Trump


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USA/Venezuela: Taglia di 20 milioni di dollari per acciuffare il biondo

Nel bel mezzo della pandemia, Trump annuncia l’inasprimento delle sanzioni all’Iran e il Dipartimento di Stato USA mette una taglia di 15 milioni di dollari per la cattura del Presidente del Venezuela Maduro e di altri ministri del governo venezuelano.

L’accusa raggiunta a seguito di indagini delle autorità federali Usa è “narcotraffico”.

L’accusa di “narcotraffico” da parte del governo del paese maggior importatore e consumatore al mondo di cocaina, eroina e molte altre sostanze stupefacenti ha dell’incredibile. Ricorda obiettivamente la favola del lupo e dell’agnello. Ve la ricordate ?

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COVID-19: Cosa può accadere in Africa ? Esempio Madagascar.

di Maurizio Gandolfi

I pensieri di tutti, in ogni paese del mondo, da un mese ruotano intorno a questo virus che sta cambiando le nostre abitudini, la nostra vita. Si continua a parlare di trend, di terapia intensiva, di recessione. Di morti. Tutti i paesi del nord del mondo hanno due preoccupazioni che occupano la testa dei loro uomini di governo e di “coloro che contano”: la prima è come sconfiggere questo virus nel più breve tempo possibile, con meno morti; la seconda riguarda l’economia del proprio paese, nel dopo pandemia; e per questo timore stanziano centinaia di miliardi di euro (o di dollari), al fine di aiutare le proprie industrie a ripartire, a soffrire il meno possibile di questo cataclisma che ha colpito il nostro pianeta. Continua a leggere

COVID-19: M5S, in sintonia con UNHCR, chiede moratoria sanzioni a Iran, Venezuela, Cuba, Siria e Corea del nord

Roma, 23 mar 12:25 – (Agenzia Nova) – I parlamentari del Movimento cinque stelle delle commissioni Affari esteri di Camera e Senato hanno chiesto una “moratoria umanitaria” delle sanzioni nei confronti di Iran, Siria, Venezuela, Cuba e Corea del Nord a causa della diffusione della pandemia di coronavirus. Continua a leggere

I lavoratori sui social: «Non mandateci a morire»

di Marina Toti

In fondo chi lavora oggi sta chiedendo una cosa soltanto: un atto di responsabilità collettiva. Nei luoghi di lavoro, come nella rete, la rabbia e la paura degli invisibili diventati tutti, improvvisamente, essenziali

C’è chi si è fermato. Chi ha scioperato già, chi lo sta facendo ora. Aziende che hanno chiuso e sanificato, altre che lasciano che tutto passi persino il virus. L’Italia che lavora ha paura ma è anche arrabbiata. Oggi più di una settimana fa. Continua a leggere

APPELLO DEL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU PER UN CESSATE IL FUOCO GLOBALE

[Dal sito dell’Onu riprendiamo e diffondiamo]

Il nostro mondo fronteggia un comune nemico: il Covid-19.
Al virus non interessano nazionalita’, gruppi etnici, credo religiosi. Li attacca tutti, indistintamente.

Intanto, conflitti armati imperversano nel mondo. E sono i piu’ vulnerabili – donne e bambini, persone con disabilita’, marginalizzati, sfollati – a pagarne il prezzo e a rischiare sofferenze e perdite devastanti a causa del Covid-19.
Non dimentichiamo che nei Paesi in guerra i sistemi sanitari hanno collassato e il personale sanitario, gia’ ridotto, e’ stato spesso preso di mira. Continua a leggere

COVID-19: Il concetto di «attività essenziale»

di Marinella Correggia

«Dalla vista sospesa che caratterizza questo incubo impareremo che cosa è essenziale, che cosa è superfluo, che cosa è dannoso», diciamo con l’ottimismo della volontà.

Ma lo sarà eventualmente per i popoli. Non per i governi. Continua a leggere

COVID-19: Reazione e rappresaglia di Gaia ?

di Leonardo Boff

Tutto è legato a tutto: oggi, questo è un dato di coscienza collettiva di coloro che coltivano un’ecologia integrale, come Brian Swimme e tanti altri scienziati e come papa Francesco nella sua enciclica “Sulla cura della casa comune”. Tutti gli esseri nell’universo e sulla Terra, compresi noi, esseri umani, sono coinvolti in intricate reti di relazioni in tutte le direzioni, in modo che non vi sia nulla al di fuori della relazione. Questa è anche la tesi di base di Werner Heisenberg e Niels Bohr nella fisica quantistica. Continua a leggere

CUBA E CINA: UNA LEZIONE DI UMANITA’.

di Anika Persiani

(21/03/2020) – Domani sbarcheranno a Malpensa 52 medici cubani, accompagnati da coordinatori e traduttori.
Mentre tutti i nostri paesi “amici” ci hanno chiuso la porta in faccia, ci hanno derisi, ci hanno trattati come “sporchi e maledetti”, ci hanno lasciati affogare in questa orribile pandemia che con una presa di coscienza ed un aiuto europeo dal primo giorno si sarebbe potuta fermare, domani arriveranno “i cubani”.
Donne e uomini che, per umanità, stanno lasciando le loro famiglie, i loro cari, i loro amici, nell’incertezza di non rivederli mai più. Continua a leggere

Pandemia: La Casa Bianca e FMI i primi infetti

di Atilio A. Boron

Guerre, crisi economiche, disastri naturali e pandemie sono eventi catastrofici che fanno emergere il peggio e il meglio nelle persone – sia nei leader che nella gente comune – e anche negli attori sociali e nelle istituzioni. È in circostanze così avverse che le belle parole svaniscono nel nulla e danno luogo ad azioni e comportamenti concreti. Giorni fa e trattenendo a malapena le lacrime, il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha denunciato davanti alle telecamere il grande inganno della “solidarietà europea”. Non esiste una cosa del genere, ha detto Vucic, è una favola per bambini, carta straccia. Ha poi ringraziato la Repubblica Popolare Cinese per la sua collaborazione. E aveva ragione nella sua denuncia. Dall’America Latina abbiamo a lungo avvertito che l’Unione Europea era un sottile raggiro, pensato per avvantaggiare la Germania più di ogni altra cosa attraverso il controllo della Banca Centrale Europea (BCE) e con l’Euro per assoggettare i paesi dell’Eurozona ai capricci – o agli interessi – di Berlino. L’esitante reazione iniziale della BCE all’eccezionale richiesta di aiuto dell’Italia per affrontare la pandemia che sta devastando la penisola ha mostrato per alcune ore ciò che il leader serbo aveva denunciato. Un scandaloso “ognuno per sé”, che smonta la retorica sdolcinata de “l’Europa dei cittadini” e “Europa una e multipla” e altre simili balle. Una favola per bambini, come diceva Vucic. Continua a leggere

Il tempo è adesso

Le frettolose riconversioni di oggi per produrre mascherine e respiratori dimostrano che, con una domanda pubblica adeguata, il sistema produttivo potrebbe imboccare un’altra strada (cominciando col non produrre più armi); a condizione che ai lavoratori “in esubero”, in attesa di nuovi impieghi, venga garantito un reddito; per poi redistribuire il lavoro tra tutti e ridurre gli orari e i ritmi forsennati di ora. Una prospettiva che la stasi di oggi rende realistica se promossa almeno a livello europeo.

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Italia Cina – Collaborazione Scientifica e Tecnologica: Piano d’Azione verso il 2025

Uno studio sulla cooperazione scientifica e tecnologica con la Cina, indirizzato a industrie, università ed enti di ricerca, che presenta le tematiche su cui concentrare gli sforzi del prossimo quinquennio.

ll documento – che rinnova l’impegno del Maeci nell’azione di coordinamento della cooperazione bilaterale con la Cina – è stato realizzato con il contribuito degli Addetti scientifici italiani accreditati nella Repubblica popolare cinese e dei partecipanti al Tavolo tecnico per la cooperazione scientifica e tecnologica con la Cina, coordinato dalla Farnesina.

Si punta a stimolare nuove iniziative di cooperazione bilaterale in un’ottica di collegamento tra ricerca, alta formazione e industria nei seguenti settori: 1) fisica, geofisica e spazio; 2) materiali avanzati; 3) ambiente e energia; 4) urbanizzazione sostenibile; 5) nuove tecnologie per il patrimonio culturale; 6) agricoltura; 7) scienze della vita, salute e benessere; 8) fabbrica intelligente.

 

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EMERGENZA COVID19: I PRODUTTORI LOCALI GARANTISCONO L’ACCESSO AL CIBO – GOVERNO ED ENTI LOCALI GARANTISCANO IL LORO SUPPORTO

EMERGENZA COVID19: I PRODUTTORI LOCALI GARANTISCONO L’ACCESSO AL CIBO – GOVERNO ED ENTI LOCALI GARANTISCANO IL LORO SUPPORTO

Per la tutela della salute e delle attività agricole, proposte e richieste dell’Associazione Rurale Italiana (ARI) sul decreto “Cura Italia” e sulle
norme relative alle attività agricole Gli agricoltori/trici dell’Associazione rurale italiana (ARI) sono impegnati a garantire l’accesso degli italiani al cibo di qualità e locale anche in questa situazione di emergenza. Quando questa avrà fine, non saranno le «immissioni di liquidità» a determinare la ripresa, ma la capacità, la volontà, la resistenza e l’autonomia produttiva di contadini, artigiani, piccole e medie aziende che operano a livello locale, la vera struttura portante dell’economia nazionale. Solo se nel frattempo non saranno
annientate definitivamente.

La salute dei consumatori e il senso di responsabilità verso i produttori impongono alle istituzioni il massimo impegno. ARI, sostenendo tale impegno, rivolge le sue proposte al governo, dopo il varo del decreto “Cura Italia”, e agli Enti locali, molti dei quali hanno preso disposizioni relative alla commercializzazione dei prodotti agricoli. Continua a leggere

COVID-19: Dovere di solidarietà e rivoluzione

di Gabriele Giorgi

Prescindiamo da dove arriva o da dove nasce il virus. Ci troviamo di fronte ad una mobilitazione generale per combatterne gli effetti.

In prima linea ci sono i lavoratori della sanità, medici, infermieri e operatori sanitari in generale che non sono mossi da riconoscimenti reddituali, ma solo dalla mission specifica della loro funzione sociale: salvare le vite, salvare la vita delle persone.

Subito dopo abbiamo i lavoratori delle produzioni essenziali, cibo, farmaci, energia e tutti coloro che debbono assolvere funzioni organizzative indispensabili. Continua a leggere

Un virus anticapitalista

di Tonino D’Orazio (18 marzo 2020).

Chi l’avrebbe mai detto che un semplice (insomma!) virus avrebbe potuto mettere in crisi tutto il sistema capitalista globalizzato, finanziario e di produzione? Nemmeno il marxismo più ortodosso poteva riportare gli individui a migliori considerazioni sul valore temporale della vita, dell’uguaglianza e della fratellanza umana, né forse nella teoria della “decrescita” o di smetterla nel rincorrere il mercato e il consumo del superfluo. Continua a leggere

Nell’Europa del virus i bombardieri Usa da attacco nucleare

L’arte della guerra. A causa del Coronavirus American Airlines e altre compagnie aeree statunitensi hanno cancellato molti voli per l’Europa. C’è però una «compagnia» Usa che, viceversa, li ha aumentati: la US Air Force

di Manlio Dinucci (da Il Manifesto del 17.3.2020)

A causa del Coronavirus American Airlines e altre compagnie aeree statunitensi hanno cancellato molti voli per l’Europa. C’è però una «compagnia» Usa che, viceversa, li ha aumentati: la US Air Force. In questi giorni essa ha «dispiegato in Europa una task force di bombardieri stealth B-2 Spirit».

Lo annuncia da Stoccarda lo US European Command, il Comando Europeo degli Stati Uniti. Esso è agli ordini di generale, attualmente Tod D. Wolters della US Air Force, che allo stesso tempo è a capo delle forze Nato quale Comandante Supremo Alleato in Europa. Lo US European Command precisa che la task force, composta da un numero imprecisato di bombardieri provenienti dalla base Whiteman in Missouri, «è arrivata il 9 marzo a Lajes Field nelle Azzorre, in Portogallo». Continua a leggere

Il coronavirus è il disastro perfetto per il capitalismo dei disastri

L’attivista, figura di riferimento del movimento di Seattle, spiega come governi ed elite globali sfrutteranno la pandemia per portare avanti le priorità del libero mercato . Un’intervista tradotta dall’edizione dall’edizione statunitense del magazine Vice

Il coronavirus è ufficialmente una pandemia globale che finora ha infettato un numero di persone dieci volte superiore a quello che venne colpito dalla Sars. Negli Stati Uniti scuole, sistemi universitari, musei e teatri stanno chiudendo e presto potrebbero farlo anche intere città. Gli esperti avvertono che alcune persone che sospettano di aver contratto la malattia, anche nota come Covid-19, stanno proseguendo le loro attività quotidiane o perché sul lavoro non hanno accesso a permessi retribuiti o per via delle falle sistemiche del nostro sistema sanitario privatizzato. Molti di noi non sono sicuri di cosa fare o di chi ascoltare.  Continua a leggere

Algoritmi facebook e libertà di ragionare

Ci segnalano che il rilancio su Facebook della notizia pubblicata anche dal nostro sito che il portavoce del Ministero degli Esteri cinese abbia chiesto trasparenza di informazione agli USA sulla possibile presenza del virus COVID-19 in USA già nel novembre 2019 (VEDI NOTIZIE QUI) e (QUI), abbia prodotto come ammonimento il seguente messaggio.

USA TODAY, partner di Facebook nel Fact checking di notizie sul social network avrebbe verificato che la notizia è falsa: Secondo USA TODAY, “il Coronavirus si è originato in Cina e in nessun altro luogo”.

Seguono indicazioni e link cui attenersi nella pubblicazione di post su Facebook.

Si potrebbe dire che Facebook se la canta e se la suona. Continua a leggere

«Siamo in un’economia di guerra»

di Roberto Ciccarelli (da Il Manifesto)

Coronavirus. Drammatico annuncio del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno: “Non dobbiamo illuderci: sono i primi passi di una battaglia temporanea e lunga. Il contenimento sta portando l’economia ai tempi di guerra”. Una metafora dilagante a tutti i livelli che serve a rinserrare la popolazione nelle file di un esercito immaginario, ma rischia anche di occultare un cambio di paradigma. Ieri sono di nuovo crollate le borse: l’azione della Fed non è servita, Wall Street ha fatto di nuovo peggio del 1987, Milano a meno 6%. Verso un coordinamento delle politiche fiscali a livello Ue. Gentiloni: «Pronti a qualunque azione» Continua a leggere

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