• di Emiliano Brancaccio Man mano che la crisi della zona euro si aggrava, tra gli imprenditori italiani e persino negli ambienti della destra “rispettabile” inizia a far capolino l’ipotesi di una uscita dell’Italia dalla moneta unica. Come quasi sempre accade, allora, per riflesso pavloviano anche gli intellettuali e gli economisti…

  • di Ambrose Evans-Pritchard (Londra) Ormai si sono messi a nudo : Moody’s ha abbassato di due tacche il rating italiano, portandolo quasi ad uno “ junk status” . E’ un atto d’accusa contro l’intera politica della zona euro di contrazione e di terapia dello shock. In Italia la prospettiva  economica a breve…

  • di Rodolfo Ricci La vicenda delle intercettazioni tra Mancino e il consigliere del Presidente, la scelta di campo contro la Procura di Palermo che costituisce un’intimazione a non oltrepassare i limiti delle “prerogative del Presidente” nell’accertamento dei fatti e che dunque ne limita oggettivamente la possibilità, pongono, oltre alla questione…

  • di Alfiero Grandi Questa è una fase politica, economica, sociale, morale confusa, come non si vedeva da tempo. Non è semplice identificare un percorso in grado di comprendere e fronteggiare la crisi e insieme costruire una prospettiva politica e sociale rinnovata. Dopo una fase di grandi certezze, di sguardi lunghi,…

  • di Elisa Ferrero (Il Cairo) Ci eravamo lasciati alla vigilia dell’insediamento ufficiale di Morsy alla Presidenza, che si è svolto in quattro atti. Il primo di questi è stato in piazza Tahrir, il 29 giugno, dove Morsy ha letto il giuramento alla Costituzione (che non c’è ancora) in mezzo a…

  • A fronte dell’accentuarsi dei nuovi flussi di emigrazione dall’Italia e dai paesi del Sud Europa in crisi, abbiamo raccolto in un mumero speciale alcuni degli interventi e dei servizi pubblicati da Cambiailmondo negli ultimi due mesi. Nei prossimi, contiamo di produrre ulteriori speciali su questo tema con i contributi provenienti…

  • In meno di due anni le classi dirigenti europee, per fronteggiare la crisi economico-finanziaria, hanno centralizzato a passo di carica i poteri decisionali dell’UE costruendo una governance che non rivela tanto il tradizionale deficit democratico quanto una vera e propria fuga dalla democrazia. Chi decide nell’UE?

  • di Silvana Cappuccio* 21 milioni di persone, ovvero 3 su 1000, sono vittime del lavoro forzato nel mondo. Di queste, 880.000, cioè 1,8 per 1000, si trovano nell’Unione Europea (UE). Le donne costituiscono la maggioranza (58%). Questo è il quadro sul lavoro forzato contenuto nell’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro…

  • Ship to Gaza–Svezia ha comprato un veliero finlandese “Estelle” che ha già toccato alcuni porti svedesi, ora è a Stoccolma e poi andrà a Malmö, Helsingborg, Göteborg, in Norvegia e toccherà poi  diversi porti europei, anche italiani. A Gaza si calcola che arrivi in ottobre. Sulla situazione  attuale ha scritto…

  • di Monica Bedana (Salamanca) Quando un Presidente del Governo cala le brache davanti al mondo intero, ai cittadini non rimane che tirar fuori gli attributi. E cosí il caso ha voluto che mentre Rajoy balbettava in Parlamento un’infame giustificazione sul perché stia facendo l’esatto contrario di ciò che promise in…

  • Il sostegno degli industriali e la paura dell’economia tedesca per un crollo dell’euro e dell’Eurozona. di Massimo Demontis (Berlino) Merkel, Merkel e ancora Merkel. Nei sondaggi, nell’opinione pubblica, tra gli elettori, anche di sinistra, tra gli industriali, la Cancelliera vince a tutto campo e sbaraglia tutti i leader dell’opposizione. Nonostante…

  • di Tonino D’Orazio Pensavate che solo l’Islanda fosse riuscita ad uscire illesa dalle grinfie della troika Bce-Fmi-UE ? No. C’è anche Cipro che tenta altre strade. Consultati con referendum gli islandesi avevano scelto un’altra via: inviare la fatture di risarcimento a quelli che hanno provocato la crisi. Le banche.

  • di Leopoldo Tartaglia * Dopo le dichiarazioni “a caldo”, la Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC-CSI) e il TUAC (Comitato consultivo sindacale presso l’OCSE) tornano, con un documento più analitico, sulle conclusioni del recente vertice dei Capi di Stato e di Governo del G20 di Los Cabos e sul vertice dei…

  • di Paolo Barnard L’asse Monti-Fornero vende all’opinione pubblica la flessibilità selvaggia e i conseguenti disastri sociali come necessità essenziali per rendere il Paese competitivo. Il teorema è: abbiamo un mercato del lavoro troppo regolamentato, soffoca la competitività, cioè da noi non investono e con paghe/regole troppo rigide non siamo competitivi…

  • di Massimo Demontis (Berlino) In Germania la differenza di reddito tra lavoratori aumenta ancora e in modo netto. Usando le parole dello Spiegel online, cresce l’ingiustizia nelle retribuzioni. Ce lo dice l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, un organismo internazionale di studi economici con sede a Parigi…

  • di John Ackerman * (Proceso, Messico) La vittoria di Enrique Pena Nieto alle presidenziali è la conferma che il paese è ancora dominato dai vecchi politici. Ma oggi la società civile è molto più forte che in passato e niente fa pensare che il gruppo di potere in arrivo al…

VOCI DAL MONDO CHE CAMBIA

Seguiamo i cambiamenti da punti diversi del mondo. Ci accomuna il rifiuto di paradigmi ideologici e unilaterali. Un mondo multipolare implica pari dignità dei luoghi da cui lo si legge. Magari ci si avvicina alla realtà…
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