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Scienza e Tecnologia

Questa categoria contiene 133 articoli

Algoritmi facebook e libertà di ragionare

Ci segnalano che il rilancio su Facebook della notizia pubblicata anche dal nostro sito che il portavoce del Ministero degli Esteri cinese abbia chiesto trasparenza di informazione agli USA sulla possibile presenza del virus COVID-19 in USA già nel novembre 2019 (VEDI NOTIZIE QUI) e (QUI), abbia prodotto come ammonimento il seguente messaggio.

USA TODAY, partner di Facebook nel Fact checking di notizie sul social network avrebbe verificato che la notizia è falsa: Secondo USA TODAY, “il Coronavirus si è originato in Cina e in nessun altro luogo”.

Seguono indicazioni e link cui attenersi nella pubblicazione di post su Facebook.

Si potrebbe dire che Facebook se la canta e se la suona. Continua a leggere

«Siamo in un’economia di guerra»

di Roberto Ciccarelli (da Il Manifesto)

Coronavirus. Drammatico annuncio del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno: “Non dobbiamo illuderci: sono i primi passi di una battaglia temporanea e lunga. Il contenimento sta portando l’economia ai tempi di guerra”. Una metafora dilagante a tutti i livelli che serve a rinserrare la popolazione nelle file di un esercito immaginario, ma rischia anche di occultare un cambio di paradigma. Ieri sono di nuovo crollate le borse: l’azione della Fed non è servita, Wall Street ha fatto di nuovo peggio del 1987, Milano a meno 6%. Verso un coordinamento delle politiche fiscali a livello Ue. Gentiloni: «Pronti a qualunque azione» Continua a leggere

La Regione Lombardia chiede aiuto ai medici cubani, cinesi e venezuelani per sconfiggere il Coronavirus

Per far fronte all’emergenza Coronavirus e disporre di un numero maggiore di personale sanitario, la Giunta della Regione Lombardia ha aperto agli Stati storicamente di sinistra. L’assessore al Welfare Gallera ha detto di “aver avuto contatti con Cuba, Venezuela e Cina per l’invio di medici e infermieri”.

Nel corso della consueta conferenza stampa della Regione Lombardia tenuta dal presidente Attilio Fontana e gli assessori Giulio Gallera, Davide Caparini e Pietro Foroni, è emerso anche il dato dei medici e degli infermieri che hanno risposto alla chiamata per entrare da subito in servizio e aiutare nella lotta all’emergenza Coronavirus. Continua a leggere

Il Covid-19 si diffonde negli USA: “Ci sono oltre 100.000 casi di coronavirus solo in Ohio”

La rapida diffusione di COVID-19 negli Stati Uniti e l’inefficacia del sistema sanitario nel contenerlo, hanno portato a più di 100.000 infetti in Ohio

La direttrice del Dipartimento della Salute dell’Ohio, la dott.ssa Amy Acton, ha annunciato ieri la cifra secondo cui secondo lei equivale all’1% della popolazione dello stato. Ha inoltre confermato i cinque casi confermati e l’esistenza di altre 52 persone sottoposte a prove. Continua a leggere

EPIDEMIA CORONAVIRUS: DUE APPROCCI STRATEGICI A CONFRONTO

I due stili strategici di gestione dell’epidemia a confronto

di Roberto Buffagni

Propongo una ipotesi in merito ai diversi stili strategici di gestione dell’epidemia adottati in Europa e altrove. Sottolineo che si tratta di una pura ipotesi, perché per sostanziarla ci vogliono competenze e informazioni statistiche, epidemiologiche, economiche che non possiedo e non si improvvisano. Sono benvenute le critiche e le obiezioni anche radicali.

L’ipotesi è la seguente: lo stile strategico di gestione dell’epidemia rispecchia fedelmente l’etica e il modo di intendere interesse nazionale e priorità politiche degli Stati e, in misura minore, anche  delle nazioni e dei popoli. La scelta dello stile strategico di gestione è squisitamente politica.

Gli stili strategici di gestione sono essenzialmente due: Continua a leggere

Cina-Italia: un destino condiviso

di Fabio Massimo Parenti

da https://www.beppegrillo.it

Pandemia Coronavirus: chi ha nascosto o sta nascondendo i dati negli Usa e in Europa? Quale paese pagherà il prezzo più alto? Questa crisi è un banco di prova per tutte le autorità del mondo, per tutti i popoli. 
La chiamavano la Chernobyl cinese, i commentatori nostrani, anche con un pizzico di cinismo, ma la realtà sta dimostrando che si potrà rivelare la Chernobyl dell’Europa e dell’Occidente. Al contrario, la leadership cinese va rafforzandosi, dato che l’emergenza sta rientrando grazie a misure e politiche che, come vedremo sotto, hanno ricevuto il plauso di molti paesi, organizzazioni e studiosi di tutto il mondo. La risposta cinese all’epidemia è stata una lezione, per rapidità ed efficacia (oggi lo riconoscono anche coloro che ci criticavano, mossi solo da pulsioni ideologiche). I cinesi hanno aggredito il problema ed hanno sin da subito collaborato con la comunità internazionale. Una lezione a lungo a disposizione del mondo intero, due mesi. Una lezione non appresa. Invece di guardare onestamente al dramma del popolo cinese, dapprima lo abbiamo sfruttato per criticarne il sistema politico, dopodiché lo abbiamo sottostimato ed infine lo abbiamo subìto, rischiando di pagare un prezzo molto salato. Un prezzo che ha un’unica origine: arroganza e malcelato senso di superiorità. La nostra globalizzazione neoliberale sarà forse un ricordo, oppure no. Quel che è certo: i modelli politici ed economici verranno ampiamente messi in discussione e quello cinese, sempre laboratorio, diverrà riferimento di un crescente numero di paesi e soggetti politici.
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Immunità “di gregge” o socialismo.

di Gabriele Giorgi

La posizione del governo inglese che punta alla “immunità di gregge” conquistabile con circa 400/500 mila decessi da coronavirus, invita a tentare di chiarire qual è la posta in gioco.

Bisogna premettere che l’approccio anglosassone è stato preceduto da quello USA, contraddistinto da una ampia omertà sui casi di polmoniti atipiche (almeno 30mila) registratesi già a fine 2019 sul territorio statunitense che avrebbero portato alla morte oltre 20.000 persone già prima di fine anno.

Omertà confermata dalle dichiarazioni della governatrice dell’Ohio che due giorni fa ha affermato, per prima, che i casi reali di contagio presenti soltanto nel suo stato, sono già circa 100mila.

La linea “inglese” viene quindi già percorsa da diversi mesi in alcuni paesi, in primis dagli USA. Continua a leggere

COVID-19: Ulteriori prove che il coronavirus avrebbe avuto origine negli Stati Uniti

Immagine del titolo del The New York Times dell’8 agosto 2019

L’esercito degli Stati Uniti Potrebbe aver portato il coronavirus nella città cinese di Wuhan, ha detto giovedì il ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian. Ecco la nota condivisa dal ministro cinese:

(E’ anche utile leggere questo articolo precedente):

Il coronavirus cinese: un aggiornamento scioccante. Il virus ha avuto origine negli Stati Uniti?

(di Larry Romanoff *) Come ricorderanno i lettori del precedente articolo (sopra), epidemiologi e farmacologi giapponesi e taiwanesi hanno determinato che il nuovo coronavirus è nato sicuramente negli Stati Uniti. Poiché quel paese è l’unico che ha i cinque tipi, da cui tutti gli altri devono essere discesi; mentre a Wuhan in Cina, ce n’era uno solo di quei diversi tipi, cosa che per analogia lo si può definire come una specie di “ramo” che non può esistere da sé stesso, ma deve essere cresciuto da un “albero”. Continua a leggere

Prima presa di posizione pubblica di Pechino. “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”

Arriva la prima dichiarazione ufficiale da parte di Pechino sulla possibilità che il coronavirus sia nato negli Stati Uniti. Attraverso il suo account Twitter molto seguito, uno dei portavoci del ministero degli affari esteri cinese, Zhao Lijian, dichiara: “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”, con una connessione diretta ai noti Giochi militari dell’ottobre 2019 che avevano portato nella città oltre 300 militari nord-americani nell’ottobre scorso proprio nel periodo che gli scienziati hanno individuato come il momento dell’incubazione del famigerato Covid-19.

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L’impatto macroeconomico globale del COVID-19: Sette Possibili Scenarî.

La ANU è tra le prime tre Università nel ranking delle università australiane. L’articolo costituisce un valido contributo alla conoscenza dei possibili sviluppi dell’epidemia da Covid-19.

L’articolo illustra 7 possibili scenari di diffusione della pandemia a livello globale. Il punto centrale dell’articolo: un maggiore investimento nella sanità pubblica ammortizza l’impatto economico dell’epidemia. Continua a leggere

Cina invia in Italia team di esperti medici, per combattere il coronavirus

La Cina sta inviando un team di esperti medici per aiutare l’Italia a combattere il coronavirus. Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio aveva chiesto assistenza al suo omologo cinese Wang Yi

Come ha riferito il media cinese South China Moring Post, la Cina sta inviando un team di esperti medici per aiutare l’Italia a combattere il coronavirus dopo che ieri si è registrato il bilancio di morti più alto in un solo giorno.

Pechino ha fornito assistenza simile all’Iran e all’Iraq per contenere la diffusione di
il virus respiratorio che è scoppiato per la prima volta nella Cina centrale. Continua a leggere

Le “linee di faglia” del coronavirus

di Aldo Romano (da Contropiano)

Il diffondersi dell’epidemia da coronavirus sta esercitando una pressione continua e inarrestabile su tutti i rapporti sociali movimentando infinite linee di faglia.

Per primo viene travolto il Servizio Sanitario Nazionale, o meglio viene travolta la favola della sanità di eccellenza e vengono messi a nudo i limiti del servizio sanitario in quelle regioni come la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna che guidavano tutte le classifiche di qualità. Continua a leggere

Rapporto Oms. Come la Cina sta vincendo il virus

(da Redazione Contropiano)

E voi “godetevi” la sanità privata e regionalizzata…

Una Commissione internazionale di esperti virologi, diversi dei quali statunitensi, è stata inviata in Cina dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il loro rapporto finale, dopo un approfondito esame della situazione sanitaria in loco, è un poco meno che entusiastico.

Apprezzato tutto, dalle misure prese per il confinamento (decine di milioni di persone chiuse in casa) allo sforzo inaudito per rafforzare la sanità pubblica là dove era indispensabile. Con cifre impensabili qui da noi, non solo in assoluto (che è ovvio, vista la differenza di dimensione della popolazione…), ma soprattutto in percentuale. Continua a leggere

Coronavirus, cronache del crollo

(di Alessandro Visalli)

8 marzo 2020, ore 18.00, Napoli, Italia.

Una professoressa dei miei due figli potrebbe essere contagiata, o almeno lo teme. Un suo compagno ha un caso nel palazzo di casa e un altro, di un’altra classe, risulta positivo. Ma in Campania quasi un giorno fa risultavano meno di novanta casi.

Nel mondo cento paesi risultano[1] contagiati, in Cina si è arrivato al picco di circa ottantamila casi ma ora è in fortissimo calo, in Corea del Sud ci sono oltre settemila casi, in Italia più di seimila probabilmente, l’Iran ha quattromisettecento casi, seguono la Germania con seicentotrentanove casi, la Francia con seicentotredici, il Giappone con quattrocento, la Spagna con trecentosettanta, la Svizzera con duecento, gli Stati Uniti con duecentotredici casi, il Regno Unito con centosessanta, e via dicendo. In tutto circa centomila casi nel mondo e tremilacinquecento morti. Continua a leggere

Lezioni da Wuhan

Una stazione di Wuhan il 22 gennaio (Xiaolu Chu/Getty Images)

di Francesco Maringiò

Mentre l’isteria dei media mainstream ha speculato sulla gestione dell’emergenza da parte del governo cinese, Pechino ha approntato una strategia in due mosse per aggredire la diffusione del virus. Cosa può imparare l’occidente da questa emergenza. Continua a leggere

COVID-19: Gran parte del nord Italia è zona rossa

Scarica l’ultimo DPC di oggi:

Decreto Presidenza Consiglio 7-3-2020

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La Pandemia prossima ventura

di Angelo Baracca

Si stanno accavallando le considerazioni più svariate sull’attuale epidemia da coronavirus, pareri discordanti di specialisti, valutazioni politiche diverse: non solo il cittadino comune riceve una gran confusione, ma anche una persona con qualche base scientifica stenta molto ad orientarsi. Io sono un fisico di formazione e nonostante i miei interessi generali non sono in alcun modo un esperto in questo campo, ma sono debitore al Dott. Ernesto Burgio di informazioni e commenti basilari per questo articolo (dei cui contenuti peraltro egli non ha alcuna responsabilità). Continua a leggere

Allarmismo, stato d’eccezione, eterogenesi della democrazia e tanatopolitica

La sperimentazione con il Covid19

di Turi Palidda

Riprendo qui solo alcune considerazioni tralasciando quanto già pubblicato su Médiapart il 24 febbraio scorso. Dall’inizio dell’allarme per l’epidemia e/o pandemia (secondo le diverse interpretazioni), sono stati pubblicati molti articoli. Fra i tanti quelli che mi sembra meritino attenzione riguardano senza dubbio la critica alla gestione dell’evento per scatenare paura, paranoia, allarmismo a volte esasperato, se non uno stato d’eccezione: oramai una tendenza abituale della governance liberista che sfrutta a tale scopo ogni emergenza reale o gonfiata (e questo vale anche per i terremoti in Italia da quello dell’Irpinia sino a quello più recente). Si approda così a ciò che gli amici di Cultures&Conflits chiamano lo stato d’urgenza permanente, che autorizza ogni libero arbitrio e – aggiungerei – rende ancor più facile la pratica dell’anamorfosi dello Stato di diritto democratico mostrando così come la democrazia sia approdata all’eterogenesi cioè alla distopia[1]. Continua a leggere

COVID-19: Miseria della lamentazione “biopolitica”

di Stefano G. Azzarà

Alla drammatizzazione del virus da parte dell’industria dei media in cerca di sensazionalismi e ad opera di un ceto politico delegittimato e terrorizzato che prova a pararsi il culo – e in solidarietà antitetico-polare con il turbosciacallaggio scientifico dei filosofi indipendenti, delle destre e di Salvini in particolare – risponde prontamente la sinistra libertaria di ispirazione più o meno foucaultiana, la quale vede esperimenti biopolitici anche dove di tali esperimenti non sussiste il bisogno e che non rinuncerebbe alla libertà di spritz nemmeno sotto un bombardamento a Beirut, così che tutto ciò che minaccia di turbare il suo godimento consumeristico diventa “stato d’eccezione” e ogni vacca sfuma nel nero. Continua a leggere

COVID-19: Continuare a riflettere mentre accadono i fatti

di Pierluigi Fagan

Una settimana fa, scrivemmo un post sul fatto dei tempi, lasciando lì una domanda di accompagno allo svolgersi dei fatti: in che misura quanto sta succedendo cambierà la mentalità e poi le forme sociali, se le cambierà? Mi pare la domanda sia e sarà, a lungo, attuale. Vediamo allora, se qualcosa sta cambiando, cosa sta cambiando. Continua a leggere

COVID-19: Un’opinione

di Andrea Zhok

Sono ancora in molti a ritenere che la reazione italiana al coronavirus sia stata esagerata.

Ora, visto che siamo su FB e non in un consesso di esperti, dico la mia, solo a titolo di opinione personale.

Ecco, la mia impressione è che in Italia, e in verità ovunque in Occidente, lungi dal sopravvalutare la situazione, la si stia sottovalutando di molto. Continua a leggere

Coronavirus, il cinismo del liberismo e l’interesse generale

di Paolo Desogus

Non posso negare di aver tenuto verso il coronavirus un tutto sommato atteggiamento scettico e forse anche superficiale, sebbene ne sapessi poco. Le ragioni erano dovute più che altro al modo in cui la stampa ha inizialmente presentato il fenomeno, servendosi del solito canovaccio della paura e della spettacolarizzazione. Vi ricordate le prime pagine di Libero, “Prove tecniche di strage”? O l’ossessivo conteggio dei decessi e dei malati lanciato da Repubblica? O ancora gli approfondimenti televisivi in cui tra gli esperti venivano chiamati Fabio Volo e Cacciari? Non posso negarlo: facevo, e tuttora faccio, davvero fatica a raccapezzarmi tra il sensazionalismo, l’esasperazione emotiva e l’assenza di professionalità giornalistica. Continua a leggere

L’economia ai tempi del coronavirus

L’epidemia contagia la crescita del Paese, bloccato tra stagnazione e recessione. Il governo stanzia 7,5 miliardi di aiuti per famiglie e imprese. La ricetta antivirus della Cgil: “Puntare tutto sulle politiche espansive”

di Simona Ciaramitaro

Nella linea di confine fra stagnazione e recessione si è insinuato il Convid-19. Una circostanza che emerge chiaramente dalla nota dell’Area delle politiche di sviluppo della Cgil, nella quale si analizzano i dati statistici dell’andamento economico nello scorso anno e nei primi mesi di quello in corso, per illustrare poi le proposte del sindacato. Pochi giorni fa, ricorda il documento, l’Istat ha confermato la frenata dell’economia italiana negli ultimi tre mesi del 2019 (0,3 punti percentuali di Pil rispetto al trimestre precedente), quando ancora il virus e le misure preventive alla sua diffusione non avevano fatto la loro comparsa. L’anno che ci siamo lasciati alle spalle resta positivo, ma i numeri non fanno ben sperare: la variazione del prodotto interno lordo ha registrato una crescita modesta rispetto al 2019, pari a 0,3 per cento, ma il trascinamento negativo nell’anno in corso vale una variazione acquisita di -0,2 punti di Pil.

Su questo quadro si innesta il Coronavirus ed è l’Ocse la prima istituzione internazionale a fornire dati. Nell’Interim Economic Outlook si definisce l’epidemia come “il più grande pericolo dalla crisi finanziaria” e le previsioni di crescita globale, di tutte le principali economie del mondo, vengono ridimensionate, passando dal 2,9 per cento stimato a novembre 2019 al 2,4 di marzo 2020. Il peso del diffondersi del virus varia naturalmente nello scacchiere mondiale. Per l’Italia le revisioni al ribasso delle stime di crescita dell’economia predicono la stagnazione per l’anno in corso, con una variazione del Pil pari a zero, -0,4 per cento rispetto alle previsioni di autunno. Questo significa una flessione del Prodotto interno lordo almeno nel primo trimestre di quest’anno ed è noto che con due trimestri congiunturali di segno negativo si entra tecnicamente in recessione.

Necessitano quindi politiche “antivirus” per affrontare l’impatto negativo tanto sul fronte della domanda quanto su quello dell’offerta. Occorrono politiche espansive, si sostiene nella nota dell’Area delle politiche di sviluppo della Cgil, come ci suggeriscono l’esperienza della Grande crisi e l’austerità. L’intervento dovrebbe corrispondere a un punto di Pil, vale a dire quasi 18 miliardi di euro nel breve periodo, per avere così riflessi positivi anche in quello medio e lungo. Il sindacato ha chiesto al governo una serie di interventi di politica economica che usino come leve investimenti e occupazione. Per la Cgil è necessario puntare sui settori anticiclici, uno su tutti quello dell’edilizia, utilizzando gli strumenti per mobilitare il risparmio privato, compresi Social bond, Green bond ed Eurobond.

In primo piano, tra le proposte, anche le misure a tutela dei diritti: l’estensione degli ammortizzatori sociali e le forme di sostegno al reddito, a partire da quelle fiscali e ponendo il blocco dei licenziamenti alle aziende come condizione di accesso alle risorse. E ancora, occorre aumentare l’occupazione pubblica con un Piano straordinario che preveda anche la parità di genere e il potenziamento dei settori della ricerca, dell’istruzione e della sanità, come anche non è più procrastinabile affrontare il tema delle politiche industriali attraverso un nuovo intervento pubblico.

Non ultimo, sottolinea la nota del sindacato di Corso d’Italia, bensì essenziale il ruolo dell’Europa. Un confronto del nostro Paese con le istituzioni comunitarie dovrà puntare all’adozione almeno della golden rule (lo scomputo del calcolo del deficit, ndr) per gli investimenti nel campo del sociale e del “green” e alla sospensione del Fiscal compact, anche con la revisione dell’inserimento del pareggio di bilancio nella Costituzione.

 

FONTE: https://www.rassegna.it/

La mossa di Fastweb: smart work per tutti contro il coronavirus

Per contenere l’epidemia l’azienda applica la modalità a tutti gli addetti, compresi i lavoratori dei call center. Il sindacato accoglie positivamente la decisione. Slc: “Così si dimostra che si può uscire dall’emergenza scommettendo sulle persone”

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La giunta leghista in Lombardia accetta l’aiuto dei medici delle ong per l’emergenza coronavirus

  • In Lombardia, servono altri medici per gestire l’emergenza sanitaria
  • Le ong hanno offerto l’aiuto del loro personario sanitario
  • La giunta leghista della Lombardia si è detta disponibile ad accettare il loro contributo

In Lombardia è emergenza sanitaria, dal punto di vista strutturale. Nelle zone rosse, ad esempio, diversi medici sono in quarantena e, quindi, mancano i supporti necessari per gestire l’espansione dell’epidemia, che continua a circolare, a far registrare vittime e nuovi contagi. Per questo, oggi, nella conferenza stampa quotidiana in cui si fa il punto sullo stato della malattia in Lombardia, la giunta regionale della Lega si è detta disponibile ad accettare l’aiuto dei medici ong.

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DOPO COVID-19

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