archivi

Scienza e Tecnologia

Questa categoria contiene 135 articoli

La Colombia al collasso sanitario chiede aiuto a Cuba per combattere il Covid-19

L’America Latina è diventata l’epicentro mondiale dell’epidemia causata dal nuovo coronavirus Covid-19. I più colpiti, manco a dirlo, sono i paesi a regime neoliberista. Dal Brasile alla Colombia, passando per Ecuador e la Bolivia del governo golpista, il virus è stato libero di infettare le popolazioni locali e colpire i più vulnerabili.

Dalla Colombia arriva l’ammissione del fallimento totale.

Infatti, con 257.101 casi e 8.777 morti, la Colombia è uno dei paesi dell’America Latina più colpiti dalla covid-19. La gestione che il governo di Iván Duque ha dato alla pandemia ha lasciato la popolazione completamente indifesa.

Per questo motivo la Colombia si è vista costretta ad ammettere il collasso del proprio sistema sanitario e chiedere a Cuba un aiuto per combattere il Covid-19.

Medellín è una delle città più colpite, quindi il suo sindaco, Daniel Quintero, ha richiesto un aiuto internazionale per combattere il nuovo coronavirus in città. Tramite una lettera inviata all’ambasciatore cubano in Colombia, José Luis Ponce, Quintero richiede la presenza di personale medico cubano, ammettendo al contempo che il sistema sanitario è collassato.

Il Sindaco riconosce che le unità di terapia intensiva in città erano già al collasso “anche prima dell’inizio della pandemia”; e ha sottolineato che ha solo “118 specialisti in terapia intensiva, un numero insufficiente per garantire l’assistenza ai pazienti più gravi”.

Il governo Duque non ha però gradito la mossa di Quintero e sostiene che il sindaco abbia violato i canali regolari per tale richiesta e che il governo di Duque sta lavorando per aumentare il numero di operatori sanitari che si occupano di pazienti con Covid-19. Il collasso sanitario è imminente, vaticina Redradiove.

In risposta all’esecutivo nazionale il sindaco di Medellín ha esortato a mettere al primo posto la vita delle persone e no gli interessi politici, “oltre i confini, le razze e le ideologie, in quanto esseri umani abbiamo tutti bisogno l’uno dell’altro. Chiediamo al Regno Unito e persino agli Stati Uniti i vaccini, test agli Emirati, a Cuba e Spagna personale sanitario”.

Nella richiesta d’aiuto il sindaco della città colombiana non è solo. Il governatore del dipartimento colombiano di Magdalena, Carlos Caicedo, ha aderito alla richiesta indirizzata all’ambasciata cubana per ricevere l’assistenza dei suoi medici.

Caicedo ha assicurato che dallo scorso marzo aveva richiesto al ministero degli Esteri colombiano la sua richiesta di facilitare il collegamento con i medici cubani; tuttavia, ha evidenziato di non aver ricevuto risposta.

Per questo motivo, ha spiegato Caicedo, ora fa “una seconda richiesta inviata direttamente all’ambasciata cubana; dove chiede di far parte del programma ‘médico en tu casa’, in modo che i servizi sanitari raggiungano i più bisognosi”.

 

 

FONTE: https://www.lantidiplomatico.it/

LA DIETA VEGETALE RISPETTO ALLE ZOONOSI E AL COVID-19. Intervista alla geriatra e nutrizionista Luciana Baroni, della Società scientifica di nutrizione vegetariana (Ssnv)

di Marinella Correggia

La dieta vegetale rispetto alle infezioni. Intervista a Luciana Baroni, nutrizionista

Che le epidemie siano zoonosi dovrebbe essere una motivazione sufficiente rivoluzionare il nostro rapporto con gli animali selvatici e allevati, e a dirottare scelte e risorse verso una dieta vegetale sana, anche per uscire dal macello globale degli allevamenti intensivi e su grande scala, indispensabili quando il consumo di prodotti animali è elevato. Si aggiunga il nesso diretto fra circolazione del virus e situazione ambientali e lavorative problematiche come i macelli e le industrie di trasformazione della carne (un grande problema anche sanitario fin dai tempi di The Jungle, il libro denuncia sui mattatoi di Chicago scritto da Upton Sinclair oltre cento anni fa). Continua a leggere

Pubblico batte privato. E’ ora di cambiare “sistema”

Il “senso comune” che attraversa questo Paese da tempi immemorabili è fatto di piccoli pilastri che pretendono di essere verità inconfutabili, autentiche “tavole della legge”. Anche se la realtà empirica che vorrebbero descrivere ci mostra costantemente il contrario.

Possiamo prendere le parole quotidianamente sparate dal presidente di Confindustria o dall’ultimo fantaccino di redazione di quasiasi giornalone mainstream, non fa molta differenza. Si tratta sempre di frasette fatte, affermazioni “autoevidenti”, senza mai uno straccio di argomentazione e men che mai di dimstrazione.

Solo le imprese creano lavoro” è forse la più frequente. Così come “la produttività del lavoro italiano è troppo bassa”, o anche “il privato è più efficiente del pubblico”. Per non dire dell’eterno “le tasse sono troppe e troppo alte”, che giustificherebbero così l’immensa evasione fiscale che solo le imprese o comunque i possidenti possono permettersi (impossibile non pagare le tasse con la sola busta paga…). Continua a leggere

Alberto Fernandez e Lula Da Silva: Pensare l’America Latina dopo la pandemia Covid-19 – (Videoconferenza Uni B.Aires)

Un interessantissima discussione tra il Presidente argentino Alberto Fernandez e l’ex Presidente del Brasile, Lula, insieme ad altri importanti esponenti istituzionali, sindacali e politici dei due paesi, tra cui Perez Esquivel. Emerge la specifica prospettiva delle forze di progresso latino-americane che dovrebbe avere molto più spazio di conoscenza in Italia e in Europa.

Continua a leggere

Riemersione della vita. Verso una nuova città del sole

di Rodolfo Ricci

Riemersione della vita

Cosa riemerge, cosa torna a galla, con una evidenza indiscutibile, da questi mesi di pandemia e di morte ?

Cosa torna a galla sul piano sociale, politico, economico, e cosa torna a galla nell’ambito della coscienza delle persone, cosa cambia nella psicologia sociale?

Si tratta di questioni fondamentali che potrebbero riconfigurare completamente l’immaginario collettivo e resettare il software che ha diretto il movimento della macchina sistemica degli ultimi 40 anni, il software T.I.N.A., per intenderci, e forse ben oltre.

Le evidenze che tornano a galla sono potenzialmente in grado di costituire elementi basilari della riprogettazione delle società, in particolare negli spazi centrali del sistema, i cosiddetti paesi avanzati. E da questo punto di vista, costituiscono molecole di nuove organicità non soltanto possibili, ma necessarie, indispensabili. Non è solo un auspicio, ma è anche una evidenza, appunto.

Ciò che segue è un provvisorio elenco di ciò che è riemerso e che è ampiamente visibile; bisogna solo fare un piccolo sforzo per registrarne la visione; per memorizzarla stabilmente e organizzarla, per diffonderla, per farla germogliare. Ma soprattutto bisogna evitare di lasciarsi irretire nella narrazione mediatica del potere di propaganda che mira a relegarle (le percezioni tornate a galla) nel regno dell’onirico, a inquinarle in modo che esse vengano autocancellate, a spostare l’attenzione nel campo del complotto, o a mobilitare la gente nel recupero di un’età dell’oro che non è mai esistita e non esisteva prima della pandemia, ma anche, forse, nella riproduzione di conflitti inquadrati nel precedente scenario: tutta la propaganda è orientata ad un ritorno indietro, a quando si era liberi da mascherine e guanti, liberi di viaggiare inquinando, liberi di consumare inutilmente e di produrre istericamente: se riescono a convincerci che la guerra da combattere è questa, è la reazione vince. Continua a leggere

Covid-19: come ha fatto il Kerala (INDIA). Prevenzione, controlli intelligenti e cura sociale

di Marinella Correggia

Il tasso di mortalità indica i decessi per una determinata malattia in rapporto al numero di abitanti. Come hanno fatto i paesi o gli Stati che hanno avuto una bassissima mortalità da pandemia Covid-19 e spesso senza costosi mezzi a disposizione?

Certo, nella classifica mondiale dei decessi le variabili in gioco sono diverse. Oltre a fattori imprescindibili quali il livello di salute della popolazione (non solo il dato anagrafico, che forse non è tutto, come conferma il caso Giappone – il paese più vecchio del mondo che ha avuto meno di mille morti su 126 milioni di abitanti), il funzionamento del sistema sanitario e l’organizzazione sociale (tre fattori imprescindibili), c’è altro: per esempio il tasso di letalità, ovvero di decessi per Covid-19 rispetto al numero di infettati da virus Sars-CoV-2 (ma il numero ufficiale di infettati a sua volta dipende dalla quantità di test e dalla loro attendibilità), e le modalità di conteggio dei decessi (come è spiegato qui per alcuni paesi (1). Continua a leggere

Covid-19: «rivelazioni» e conferme di giugno

di Marinella Correggia

Intorno al Covid-19 si susseguono da mesi colpi di scena, rivelazioni e successive rettifiche. Grande è la confusione sotto il cielo. Ma non siamo ai tempi di Mao e quindi la situazione non è affatto eccellente. Cerchiamo di collegare alcuni puntini.

1. Oms: «Il contagio da parte di asintomatici è molto raro»…anzi «non sappiamo». Maria Van Kerkhove, direttrice del team tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la risposta al coronavirus (1), lunedì 8 giugno osa affermare: «Ci sono casi di persone infettate che sono asintomatiche, ma i paesi che stanno monitorando in modo dettagliato i contatti non stanno trovando da questi casi una trasmissione secondaria». Gli «esperti di salute pubblica» insorgono, capitanati dall’Harvard Global Health Institute. E così l’Oms aggiusta il tiro il giorno dopo: «La maggioranza dei casi di trasmissione che conosciamo si verifica, con le droplets, da parte di chi ha sintomi. Ma ci sono persone che non sviluppano sintomi, e non abbiamo ancora risposta sulla questione di quanti infettati non abbiano sintomi». Alcune ricerche stimano la probabilità di infezioni da asintomatici (e più spesso pre-sintomatici) con modelli probabilistici, senza documentare direttamente la trasmissione. Comunque la frase rivelatrice dell’esperta dell’Oms è: «Per ogni risposta che troviamo alle domande, ne sorgono altre dieci». La risposta è sempre: dipende (dalle circostanze): un luogo chiuso affollato e in una zona ad alta carica virale è un caso specifico, non generalizzabile (vedi ai punti 10 e 12). Continua a leggere

Covid-19: CLOROCHINA O VACCINI ?

CHE DIO CE LA MANDI BUONA E CON POCO VENTO (SENZA NON SEMBRA ORMAI POSSIBILE)

di Aldo Zanchetta

In un mondo globalizzato truffe globalizzate. Oggi è tempo di pensare in grande, no? Anche nelle truffe, no? Sulla storia dei vaccini come unico, necessario e urgente rimedio a un virus che ancora non conosciamo bene (lo dicono scienziati credibili) sento odore di bruciato. Sulla necessità assoluta dei vaccini si sta costruendo una narrazione sospetta. Continua a leggere

Cooperativismo in Uruguay: una possibile risposta al post Covid-19

di Alejandro Francomano (Montevideo)

 

– Martin Fernández è l’attuale presidente di INACOOP. Ha studiato nelle aree delle relazioni internazionali e delle scienze sociali. È stato sindaco del dipartimento di Montevideo e deputato nazionale. Alla Camera dei Rappresentanti ha integrato la Commissione speciale per il cooperativismo nel periodo in cui è stata analizzata e approvata la legge generale sulle cooperative del 2008.
– Danilo Gutiérrez Fiori, notaio, è il direttore esecutivo di INACOOP. È un professionista nell’area legale, ha conseguito un diploma post-laurea in Gestione delle organizzazioni di sviluppo e ha ricoperto la presidenza della Confederazione uruguaiana di entità cooperative ed è stato componente del Dipartimento di gestione della Cooperativa nazionale di risparmio e credito, nonché di una cooperativa assicurativa. È coautore di due libri di diritto cooperativo e ha pubblicato numerosi articoli su libri e riviste del settore.
Continua a leggere

India: il lavoro e la produzione dopo le misure anti-Covid, a partire dai migranti (interni), in un’analisi di Down To Earth

di Marinella Correggia

«Il collasso economico dovuto alle misure anti-Covid ha reso visibili gli invisibili. Adesso diamo valore al loro lavoro, mal pagato, sempre considerato fungibile»: un’affermazione che si adatta benissimo al contesto dell’Italia. Quelli che stavano a casa si sono accorti di dipendere da figure professionali prima neglette: agricoltori, commesse, fattorini – oltre che dal personale sanitario a tutti i livelli. E soprattutto, si è capito quanto siano essenziali le braccia straniere per la raccolta dell’ortofrutta, componente fondamentale della nutrizione. Non per niente oggi 21 maggio è il giorno dello sciopero dei braccianti stranieri (anche in nome degli italiani) https://twitter.com/aboubakar_soum/status/1263445146705825792?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet Continua a leggere

Covid-19, APPELLO INTERNAZIONALE: Tre proposte per il lavoro

Democratizing Work. Questo importante appello di oltre 3.000 ricercatori di tutto il mondo esce oggi in simultanea su 37 giornali, tra cui El Comercio, Boston Globe, Guardian, Gazeta Wyborcza, La Folha de São Paulo, The Wire, Cumhuriyet, Le Soir, Le Monde, Die Zeit, Publico, El Diario, Le Temps. In Italia gli autori hanno scelto il manifesto

Questo appello, Democratizing Work, esce oggi in simultanea in 25 lingue su 39 testate internazionali, tra cui El Comercio, Boston Globe, Guardian, Gazeta Wyborcza, La Folha de São Paulo, The Wire, Cumhuriyet, Le Soir, Le Monde, Die Zeit, Publico, El Diario, Le Temps. In Italia gli autori hanno scelto il manifesto. Continua a leggere

Edgar Morin: sull’epidemia

“Questa crisi dovrebbe aprire le nostre menti a lungo confinate sull’im­mediato”. Per il sociologo e filosofo francese, 99 anni, la corsa alla redditività e le carenze nel nostro modo di pensare sono responsabili di innumerevoli catastrofi umane causate dalla pandemia di Covid-19. Nato nel 1921, ex combattente della resistenza, sociologo e filosofo, pensatore interdisciplinare e indisciplinato, dottore honoris causa di 34 università in tutto il mondo, Edgar Morin dal 17 marzo è confinato nel suo appartamento a Montpellier con sua moglie, la sociologa Sabah Abouessalam. È da rue Jean-Jacques-Rousseau, dove risiede, che l’autore di La Voie (2011) e Terre-Patrie (1993), e che ha recentemente pubblicato Les Souvenirs viennent à ma rencontre (Fayard, 2019), un’opera di oltre 700 pagine in cui l’intellettuale ricorda in profondità le storie e gli incontri più forti della sua esistenza, ridefinisce un nuovo contratto sociale, si impegna in alcune confessioni e analizza una crisi globale che – dice – lo “stimola enormemente”. Continua a leggere

La madre di tutte le pandemie. Quando l’apocalisse bussa alla nostra porta

L’articolo. Quando l’apocalisse bussa alla nostra porta

di Ignacio Ramonet

Nato da appena cento giorni in una lontana città sconosciuta, un nuovo virus ha già percorso tutto il pianeta, e ha obbligato a chiudersi in casa miliardi di persone. Qualcosa immaginabile solo nei film post-apocalittici… L’umanità sta vivendo una esperienza del tutto nuova. Verificando che la teoria della “fine della storia” è una menzogna, scoprendo che la storia, in realtà, è imprevedibile.

Ci troviamo di fronte a una situazione enigmatica. Senza precedenti. Nessuno sa interpretare e chiarire questo strano momento di profonda opacità, quando le nostre società continuano a vacillare sui loro pilastri come scosse da un cataclisma cosmico. E non esistono segnali che ci aiutino a orientarci. Un mondo crolla. Quando tutto sarà terminato, la vita non sarà più la stessa.

Solo qualche settimana fa, decine di proteste si erano diffuse a scala planetaria, da Hong Kong a Santiago del Cile. Il nuovo coronavirus le ha spente una a una estendendosi, rapido e furioso, nel mondo. Alle scene di masse in festa che occupavano strade, si sostituiscono le immagini di viali vuoti, muti, spettrali. Emblemi silenziosi che segneranno per sempre il ricordo di questo strano momento.

Stiamo subendo nella nostra stessa esistenza il famoso “effetto farfalla”: qualcuno, dall’altro lato del pianeta, mangia uno strano animale, e tre mesi dopo metà dell’umanità è in quarantena. Afflitti, i cittadini voltano gli occhi verso la scienza e gli scienziati – come un tempo verso la religione – implorando la scoperta di un vaccino salvatore, la cui scoperta richiederà lunghi mesi. Continua a leggere

Una delle ultime interviste di Giulietto Chiesa: a colloquio con Sergio Bellucci sulla “transizione”

COVID-19: Quella “immagine distorta” che la Germania ha dell’Italia. “Un gioco sul quale da decenni la Germania costruisce il proprio benessere”

Questo articolo comparso ieri sul più diffuso settimanale tedesco è molto importante.

Non solo per ciò che riconosce nei nostri confronti, ma perché la lucida analisi che fa ci dovrebbe indurre tutti a recuperare il rigore dell’analisi politica: i cosiddetti sovranismi e i pericolosi personaggi che li rappresentano sono solo un sottoprodotto delle guerre imperialiste (per ora ancora sul piano economico e commerciale).

Ma quando nasce un movimento sovranista nasce quasi sempre come elemento di difesa da sovranismi ben più scaltri o potenti. E a cascata i sovranismi meno potenti tentano di sottomettere altre aree o paesi meno in grado di difendere la propria sovranità. Chi sostiene questi movimenti ?

Le rispettive borghesie sotto la pressione di quelle più potenti. Quindi bisogna sempre avere l’occhio attento alla configurazione dei poteri nella loro dislocazione e nella loro specifica ideologia che, a parole, può anche essere apparentemente aperta e potabile…finché non viene messa in seriamente in discussione.

Bisogna anche ricordare che i movimenti nazionalistici non sono stati necessariamente regressivi, nel corso della storia. Se vuoi difendere la tua comunità da attacchi predatori, devi contemplare l’unità nazionale come un momento decisivo della tua battaglia, non puoi ignorarlo perché ti sembra inelegante…

Ciò che è decisiva è la prospettiva e chi la guida: non è che il nazionalismo mi può riportare in una condizione di peggiore sfruttamento di quello garantito dalle elites di sangue più o meno blu. Questo giochetto provino a giocarselo da sole le borghesie nazionali non ammesse alla mensa superiore.

Neanche dobbiamo lasciarci fregare dall’argomento dell’accentuata competitività con cui abbiamo già a che fare nello scenario post-covid. E’ fondamentale trasformare la guerra imperialista…in Fine dello sfruttamento di paesi su altri paesi e di uomini su altri uomini. Cioè fine del profitto come guida della storia.

Siamo maturi per altri scenari di cooperazione. Bisogna smetterla di farci dettare l’agenda dall’antique regime nelle sue varie declinazioni.

Il loro mondo è strutturalmente tramontato. Bisogna avere fiducia. Non bisogna giocare solo di rimessa. E bisogna giocare insieme agli altri popoli, facendo emergere le contraddizioni evidenti che riguardano tutti gli spazi nazionali.

La questione infine, come credo sia evidente, non riguarda solo lo spazio europeo. Questo è uno degli spazi, per quanto importante. Ve ne sono altri da aprire: quelli con altri paesi, sia del nord, ma soprattutto del sud del mondo, con le rispettive borghesie colluse e “compradore” o con quelle fasciste (che in realtà sono i diversi vestiti con cui si vestono al cambiar di stagione).

Bisogna tornare al futuro. Che può essere ostacolato e rallentato, ma non sconfitto. (red)

Secondo lo Spiegel, è sbagliato pensare al Belpaese spendaccione e indebitato. Thomas Fricke, autore di un lungo editoriale, non esita a parlare di “tutta questa arroganza tedesca che – non solo adesso, ma soprattutto adesso – è particolarmente tragica”. “In Italia come in Francia arriveranno al potere delle persone che, come adesso già fanno Donald Trump o Boris Johnson, non hanno nessuna voglia di stare al gioco: quel gioco sul quale la Germania da decenni costruisce il proprio benessere”.

Continua a leggere

COVID-19: Ripartenza, è il momento della verità

È questa una fase di scelte importanti legate all’evolversi della pandemia. Adesso, dovranno essere prese decisioni che contemperino la priorità salute con la ripresa produttiva e sociale

di Fulvio Fammoni (*)

È questa una fase di scelte importanti legate all’evolversi della pandemia. La curva dei contagi pare si vada stabilizzando quindi, i meccanismi di separazione hanno prodotto effetti, seppur ancora parziali. Adesso, dovranno essere prese decisioni che contemperino la priorità salute con la ripresa produttiva e sociale. Consapevoli di proiezioni molto gravi per il futuro della nostra economia (per ultimi i dati del FMI e di BdI) ma evitando la falsa notizia che il virus è sconfitto (magari) e tutto può riprendere come prima. Continua a leggere

Breve storia delle missioni mediche cubane nel mondo (dal 1960 a 0ggi)

Un team di medici cubani ha fatto la sua comparsa all’aeroporto di Malpensa nel pieno di una tragedia sanitaria. L’episodio che può sembrare estemporaneo, affonda le sue radici nella storia tormentata e appassionante del sistema sanitario cubano

di Marinella Correggia

All’inizio della primavera silenziosa 2020 una missione medica di Cuba è volata per la prima volta in un paese occidentale, membro ben armato della Nato e indifeso davanti a un virus. E’ solo l’ultimo atto di un internazionalismo sanitario esercitato da sessant’anni giusti in America Latina, Africa e Asia e che conta attualmente oltre 30mila operatori (medici, infermieri, tecnici) in 67 paesi. Le ultime missioni – non solo in Italia – partecipano alla campagna mondiale contro la pandemia del Covid-19. Perché «la patria è l’intera umanità». Continua a leggere

COVID-19: DOPO LA “GUERRA SANITARIA”.

di Pierre Assante

Qualunque siano le difficoltà per superare la crisi sanitaria, vi è e vi sarà la necessità di rilanciare la produzione e lo scambio dei beni necessari per la nostra vita.

La crisi sanitaria ha accelerato e aggravato la crisi economica e finanziaria (1) che era in atto già prima dell’arrivo della pandemia. La crescita e l’accumulazione di capitale fisso e costante, l’alto livello tecnologico, industriale e digitale e l’ipercrescita del capitale finanziario che vanno di pari passo, hanno portato, nel sistema, negli ultimi anni, a un’esplosione della tendenza al ribasso del saggio di profitto e a una svalutazione eccessiva del capitale che inducono la difficoltà di reinvestire al tasso sufficiente per esso, per una sua più ampia riproduzione e diffusione (2).

L’aumento dello sfruttamento del lavoro, una maggiore estrazione di plusvalore e l’aumento della sua intensità non saranno sufficienti a rispondere a questa tendenza al ribasso del tasso di profitto ed è improbabile che vengano accettati senza battere ciglio da dipendenti e popolazioni che ne subiranno le conseguenze.

È quindi attraverso profonde riforme delle strutture del capitale e del sistema che si può raggiungere l’obiettivo di rilanciare la macchina sociale e la soddisfazione dei bisogni sociali. Questo implica che una quota maggiore del valore aggiunto prodotto (valore dei beni prodotti e salari) si a destinata agli investimenti. Ciò significa passare gradualmente e radicalmente e il più rapidamente possibile dal criterio di gestione dal tasso P / C (profitto sul capitale) al criterio di gestione VA / CMF (valore aggiunto sul capitale materiale e finanziario) (3).

La rivalutazione del capitale mediante la distruzione del capitale costante (come avvenuto nell’ultima guerra mondiale) non può avvenire nelle stesse proporzioni e con lo stesso effetto rispetto ad una crisi sanitaria che aggrava ulteriormente la crisi finanziaria e produttiva (4).

La svalutazione del capitale continuerà (5).

D’altra parte, essere in grado di investire una quota maggiore di valore aggiunto aumenterebbe la capacità produttiva, l’efficienza del lavoro aumentando i redditi, rispetto al livello generico di “ripresa economica” possibile in base all’attuale crisi; e ciò, considerando lo stato avanzato della tecnologia, della scienza e della formazione, del potenziale delle forze produttive, il cui livello già acquisito è una cosa che non evaporerà in pochi mesi.

L’alto livello di abilità di competenze e attrezzature resta un vantaggio per i paesi ad economia avanzata del capitalismo digitale globalizzato, finanziario e digitale. Inoltre, il rifiuto sistemico del capitale di superare il criterio P / C  è una decisione di natura politica globale degli stati nazionali e del sistema mondiale dominante. Non ci si deve attendere che il capitale rinunci alla sua guerra economica di profitto e al potere di accumulazione contro i lavoratori dipendenti e nel conflitto tra le stesse multinazionali.

La crisi economica che seguirà immediatamente quella sanitaria sarà un momento di lotte avanzate in cui si debbono fornire agli attori di un grande movimento popolare, di lavoratori, di impiegati, di tecnici di produzione e di gestione, della formazione e dei dirigenti della ricerca, i mezzi intellettuali e materiali per uscire da una crisi sistemica e costruire e rilanciare sulla base di criteri di progresso e organizzazione nella salute del lavoro, incluso un diritto alla sicurezza del lavoro e alla formazione che è alla base del lavoro e delle capacità produttive umane.


Pierre Assante. 02/04/2020


Note per approfondire l’osservazione e la sintesi di base:

(1) L’eccesso di accumulo e la crescita esponenziale della finanziarizzazione si alimentano a vicenda.

(2) Già in agosto “La Repubblica” notava in diverse pagine il segnale di avvertimento che il tasso di remunerazione sulle obbligazioni USA a 10 anni era inferiore a quello a due anni. Tassi di prestito negativi della BCE per aumentare ulteriormente il calo del tasso di profitto della produzione, diminuendo la produttività del capitale, sono stati un altro elemento a dimostrazione dell’aggravarsi della crisi(Jackson Hole). La guerra economica USA-Cina, sostenuta da Trump e dal suo “sviluppo nazionale” contro la cooperazione internazionale è un effetto della crisi economica e delle difficoltà del capitale a remunerarsi, più che una causa.

(3) Il valore aggiunto è la nuova ricchezza prodotta, compresi i salari.

Lo stipendio, il valore della forza lavoro è infatti un prodotto del lavoro in e attraverso la trasformazione di una ricchezza primaria, naturale o già prodotta. Il valore dei salari e il valore del nuovo prodotto più il valore di tutto ciò che contribuisce a questa produzione formano il valore aggiunto.

(4) La composizione organica del capitale durante lo storico compromesso delle conquiste sociali del 1945-47 e quella di oggi non sono comparabili. Il capitale delle industrie del lavoro meccanico e di massa non aveva gli stessi bisogni di sviluppo del capitale attuale dopo la rivoluzione scientifica e tecnica digitale del 21 ° secolo.

(5) Recupero keynesiano

 

FONTE: http://pierre.assante.over-blog.com/2020/04/apres-la-guerre-sanitaire.html

 


 

APRÈS LA « GUERRE SANITAIRE ».

Quelles que soient les difficultés à surmonter la crise sanitaire, le besoin de relancer la production et l’échange des biens nécessaires à notre vie se pose et se posera.

La crise sanitaire a précipité et aggravé la crise financière et économique (1). La croissance et l’accumulation du capital constant, fixe, le haut niveau technologique, industriel et numérique, et l’hyper croissance du capital financier qui vont de pair, ont conduit, dans le système, ces dernières années, à une explosion de la baisse tendancielle du taux de profit, et une suraccumulation-dévalorisation du capital induisant la difficulté de se réinvestir au taux suffisant pour lui, pour sa circulation élargie (2).

L’augmentation de l’exploitation du travail, une extraction plus grande de plus-value et l’augmentation de son taux ne suffira pas pour répondre à cette baisse tendancielle du taux de profit et a peu de chance d’être acceptée sans broncher par les salariés et les populations qui en subiront les conséquences par contrecoup. C’est donc bien par des réformes de structures du capital et du système qu’il s’agit de relancer la machine sociale et la satisfaction des besoins sociaux. Il s’agit de prélever une plus grande part de la valeur ajoutée produite (valeur des marchandises produites et des salaires) pour la réinvestir. Cela veut dire passer progressivement et radicalement et le plus rapidement possible du critère de gestion à partir du taux P/C (profit sur capital) au critère de gestion VA/CMF (Valeur ajoutée sur Capital matériel et financier) (3).

La revalorisation du capital par la destruction de capital constant par la dernière guerre mondiale ne peut avoir lieu dans les mêmes proportions et avec le même effet dans la crise sanitaire qui aggrave la crise financière et de production (4).

La dévalorisation du capital continuera (5).

Par contre le fait de pouvoir investir une plus grande part de la valeur ajoutée permettrait d’augmenter la capacité productive, l’efficacité du travail tout en faisant progresser les revenus, relativement au niveau de « redémarrage économique » possible d’après la crise actuelle, et dans l’état avancé des techniques et des sciences et de la formation, du potentiel des forces productives dont la qualité acquise ne va pas s’évaporer en quelques mois.

Le haut niveau de compétence et d’équipement reste un acquis dans les pays d’économie avancée du capitalisme mondialisé, financiarisé, numérisé. Et d’ailleurs le refus systémique du capital de dépasser le critère P/C est une décision politique mondiale des états nationaux et de l’Etat mondial dominant. Il ne faut pas attendre que le capital renonce de lui-même à sa guerre économique de profit et de pouvoir d’accumulation contre le salariat et entre firmes multinationales elles-mêmes.

L’après immédiat et relatif de sortie de crise économique et sanitaire ce sera un moment de luttes développées dans lesquelles donner aux acteurs d’un mouvement populaire, ouvriers, salariés, cadres de production, de gestion, de formation et de recherche, les moyens intellectuels et matériels de sortie de crise systémique, et de construction et de relance sur la base de critères de progrès, et d’organisation en santé du travail, parmi lesquels un droit de sécurité d’emploi et de formation qui est la base du travail et des capacités productrices humaines.

Pierre Assante. 02/04/2020

 

Notes pour aller au-delà du constat et de l’explication de base :

(1) Suraccumulation et croissante exponetielle de la finaciarisation s’limentent mutuellement.

(2) En août déjà « La Repubblica » notait sur plusieurs pages le signe annonciateur qu’est le taux des Bonds US à 10 ans inférieur à ceux à deux ans. Les taux négatifs de prêts la BCE pour relancer encore dès la rentrée le taux de profit de production, la productivité du capital, en chute était un autre élément prouvant l’aggravation de la crise (Réunion des banques centrale à du 24 au 26 août 2020 à Jackson Hole). La guerre économique USA-Chine, soutenue par Trump et son « national-développement » contre une coopération internationale est un effet de la crise économique et des difficultés du capital pour se revaloriser, plus qu’une cause.

(3) La valeur ajoutée c’est les richesses nouvelles produites, salaire compris.

Le salaire, la valeur de la force de travail est bien un produit du travail dans et par la transformation d’une richesse première, naturelle ou déjà produite. Valeur du salaire et valeur du nouveau produit plus la valeur de tout ce qui contribue à cette production forment la Valeur Ajoutée.

(4) La composition organique du capital lors du compromis historique des conquêtes sociales de 1945-47 et celle d’aujourd’hui ne sont pas comparables. Le capital des industries mécaniques et de main d’œuvre massive n’avaient pas les mêmes besoins pour se valoriser que le capital de la révolution scientifique et technique numérique du XXIème siècle.

(5) La relance keynésienne des 30 Glorieuses, après une période de sous consommation et de sur-épargne, n’est plus possible. Nous sommes de nouveau structurellement aujourd’hui en période de sur-épargne et sous consommation relatives (pour le moment) de longue durée liée à la composition organique élevée du capital et non de cycle décennal.

 

FONTE: http://pierre.assante.over-blog.com/2020/04/apres-la-guerre-sanitaire.html

COVID-19: Cosa potrebbe cambiare in peggio dopo il coronavirus

di Vincenzo Comito

Cosa non siamo e cosa non vogliamo. Meglio sarebbe chiarire fin da subito il peggioramento che non vorremmo vedere una volta finita l’epidemia: dalla cementificazione delle grandi opere ad un approfondimento delle diseguaglianze, ad un più ampio digital divide.

In queste settimane moltissimi commentatori si ingegnano a prevedere come e perché, dopo l’esperienza del coronavirus, le cose dovrebbero cambiare in meglio; e questo in molti campi, da un rinnovato intervento dello Stato nell’economia, a maggiori stanziamenti nel nostro paese per la sanità, la scuola, la ricerca, dopo decenni di tagli, ad una più forte solidarietà internazionale e così via. Alcuni arrivano sino ad affermare che il virus cambierà il mondo in maniera permanente e che il populismo e il sovranismo saranno sconfitti.

C’è anche chi non si limita a prevedere, ma chiede esplicitamente che le cose cambino in meglio e indica magari le mosse attraverso le quali questo dovrebbe succedere, a livello nazionale come a quello europeo e mondiale, come si riscontra ad esempio in diversi tra i contributi pubblicati di recente su questo stesso sito.

C’è, infine, chi, semplicemente e più modestamente, auspica soltanto che le cose cambino; così, ad esempio, George Monbiot (Monbiot, 2020), che intanto ci ricorda che è scoppiata una bolla, quella dei Paesi ricchi che vivevano in un’atmosfera compiaciuta e piena di confort e che credevano di potere ormai ignorare il mondo materiale, ponendo uno schermo tra loro e la realtà e non facendo niente per anticipare la catastrofe in atto. L’autore sottolinea come il virus sia alla fine un segnale di auspicabile sveglia per una civiltà che appare troppo compiaciuta di se stessa. Continua a leggere

Il pianeta sopravviverà, ora dobbiamo salvare gli esseri umani da loro stessi

di Paolo Barcella

Non sappiamo e non possiamo intendere, fino in fondo, quello che sta accadendo, perché, nel mondo euroamericano, stiamo attraversando la più pesante, inattesa, spiazzante crisi dal secondo dopoguerra: una crisi della salute pubblica, con conseguenze imprevedibili sull’economia, sulla politica, sulla società.

Chi può trovare qualcosa di paragonabile nella sua memoria d’infanzia, oggi, ha più di ottant’anni. La nostra incapacità di comprendere trova risconto nell’incapacità di descrivere gli eventi con parole appropriate, con un linguaggio idoneo. Ovunque trionfano le metafore, in prevalenza militari, quasi tutte fuori luogo. Continua a leggere

COVID-19: Reazione e rappresaglia di Gaia ?

di Leonardo Boff

Tutto è legato a tutto: oggi, questo è un dato di coscienza collettiva di coloro che coltivano un’ecologia integrale, come Brian Swimme e tanti altri scienziati e come papa Francesco nella sua enciclica “Sulla cura della casa comune”. Tutti gli esseri nell’universo e sulla Terra, compresi noi, esseri umani, sono coinvolti in intricate reti di relazioni in tutte le direzioni, in modo che non vi sia nulla al di fuori della relazione. Questa è anche la tesi di base di Werner Heisenberg e Niels Bohr nella fisica quantistica. Continua a leggere

CUBA E CINA: UNA LEZIONE DI UMANITA’.

di Anika Persiani

(21/03/2020) – Domani sbarcheranno a Malpensa 52 medici cubani, accompagnati da coordinatori e traduttori.
Mentre tutti i nostri paesi “amici” ci hanno chiuso la porta in faccia, ci hanno derisi, ci hanno trattati come “sporchi e maledetti”, ci hanno lasciati affogare in questa orribile pandemia che con una presa di coscienza ed un aiuto europeo dal primo giorno si sarebbe potuta fermare, domani arriveranno “i cubani”.
Donne e uomini che, per umanità, stanno lasciando le loro famiglie, i loro cari, i loro amici, nell’incertezza di non rivederli mai più. Continua a leggere

Il tempo è adesso

Le frettolose riconversioni di oggi per produrre mascherine e respiratori dimostrano che, con una domanda pubblica adeguata, il sistema produttivo potrebbe imboccare un’altra strada (cominciando col non produrre più armi); a condizione che ai lavoratori “in esubero”, in attesa di nuovi impieghi, venga garantito un reddito; per poi redistribuire il lavoro tra tutti e ridurre gli orari e i ritmi forsennati di ora. Una prospettiva che la stasi di oggi rende realistica se promossa almeno a livello europeo.

Continua a leggere

Italia Cina – Collaborazione Scientifica e Tecnologica: Piano d’Azione verso il 2025

Uno studio sulla cooperazione scientifica e tecnologica con la Cina, indirizzato a industrie, università ed enti di ricerca, che presenta le tematiche su cui concentrare gli sforzi del prossimo quinquennio.

ll documento – che rinnova l’impegno del Maeci nell’azione di coordinamento della cooperazione bilaterale con la Cina – è stato realizzato con il contribuito degli Addetti scientifici italiani accreditati nella Repubblica popolare cinese e dei partecipanti al Tavolo tecnico per la cooperazione scientifica e tecnologica con la Cina, coordinato dalla Farnesina.

Si punta a stimolare nuove iniziative di cooperazione bilaterale in un’ottica di collegamento tra ricerca, alta formazione e industria nei seguenti settori: 1) fisica, geofisica e spazio; 2) materiali avanzati; 3) ambiente e energia; 4) urbanizzazione sostenibile; 5) nuove tecnologie per il patrimonio culturale; 6) agricoltura; 7) scienze della vita, salute e benessere; 8) fabbrica intelligente.

 

SCARICA IL DOCUMENTO

 

 

 

EMERGENZA COVID19: I PRODUTTORI LOCALI GARANTISCONO L’ACCESSO AL CIBO – GOVERNO ED ENTI LOCALI GARANTISCANO IL LORO SUPPORTO

EMERGENZA COVID19: I PRODUTTORI LOCALI GARANTISCONO L’ACCESSO AL CIBO – GOVERNO ED ENTI LOCALI GARANTISCANO IL LORO SUPPORTO

Per la tutela della salute e delle attività agricole, proposte e richieste dell’Associazione Rurale Italiana (ARI) sul decreto “Cura Italia” e sulle
norme relative alle attività agricole Gli agricoltori/trici dell’Associazione rurale italiana (ARI) sono impegnati a garantire l’accesso degli italiani al cibo di qualità e locale anche in questa situazione di emergenza. Quando questa avrà fine, non saranno le «immissioni di liquidità» a determinare la ripresa, ma la capacità, la volontà, la resistenza e l’autonomia produttiva di contadini, artigiani, piccole e medie aziende che operano a livello locale, la vera struttura portante dell’economia nazionale. Solo se nel frattempo non saranno
annientate definitivamente.

La salute dei consumatori e il senso di responsabilità verso i produttori impongono alle istituzioni il massimo impegno. ARI, sostenendo tale impegno, rivolge le sue proposte al governo, dopo il varo del decreto “Cura Italia”, e agli Enti locali, molti dei quali hanno preso disposizioni relative alla commercializzazione dei prodotti agricoli. Continua a leggere

DOPO COVID-19

Sostieni CAMBIAILMONDO

Dai un contributo (anche piccolo !) a CAMBIAILMONDO

Per donare vai su www.filef.info e clicca sull'icona "DONATE" nella colonna a destra in alto. La pagina Paypal è: filefit@gmail.com

Inserisci la tua e-mail e clicca sul pulsante Cambiailmondo per ricevere le news

Unisciti ad altri 1.700 follower

Blog Stats

  • 1.195.134 hits

ARCHIVIO

LINK consigliati

 
 
 
 
 
 
 
 

cambiailmondo2012@gmail.com