Vertice NATO: La UE regala i nostri soldi a Trump e prepara la guerra

di Paolo Ferrero

Il vertice NATO di Ankara che si è appena concluso è stata una grande rappresentazione teatrale utile in primo luogo per costruire la narrazione utilizzabile da parte dei governi europei per produrre un salasso senza precedenti contro i propri popoli.

Il contesto in cui è avvenuto il vertice è quello che conosciamo: la guerra in Ucraina presentata dai media europei come una aggressione Russa “ingiustificata e non provocata” e la Russia descritta come un paese barbaro che minaccia di invadere l’Europa. Questa campagna russofobica – che paradossalmente caratterizza molto di più le classi dominanti europee che quelle statunitensi, è condotta in modalità totalmente bipartisan. Non a caso nei giorni scorsi, Minniti, noto esponente del Partito Democratico ha sostenuto, in polemica con il Presidente statunitense: “Per Trump la Russia non è una minaccia immediata. Per noi è invece imminente.” Che il comandante in capo delle forze armate della NATO, il generale statunitense Grinkevich sostenga che sulla base dei rapporti dell’intelligence della NATO e degli USA, la Russia non rappresenti per nulla un pericolo imminente in quanto non cerca il conflitto con la UE, alle elites europee è del tutto indifferente.

Il vertice è stato poi preceduto da una forte campagna stampa che ha ricominciato a dipingere come l’Ucraina vittoriosa nel conflitto e la Russia sul punto di crollare. In particolare il cattivissimo Putin è stato presentato come sull’orlo del baratro in quanto in caduta libera nei consensi. Questa seconda narrazione falsa è stata platealmente contraddetta dalle offensive Russe sia terrestri che aeree ma, si sa, le bugie ripetute all’infinito si prestano benissimo ad essere assunte come verità. Non a caso il mitico presidente Finlandese Stubb, quello che pochi giorni fa ha proposto di abolire il divieto che vigeva nel suo paese di ospitare armi atomiche, non si è limitato ad affermare che l’Ucraina sta vincendo ma che “ha già vinto”.

Se questo è stato in contesto cotruito dai media europei per preparare l’opinione pubblica a questo vertice, gli elementi che ne sono emersi e che potete trovare approfonditi qui ( https://www.youtube.com/live/1O85eqA3LIY?si=ed3IsnU-tVW2JS-_) mi paiono i seguenti:

L’inaffidabile Trump. In un contesto in cui i media europei dipingono Trump come un vero e proprio nemico dell’Occidente, Trump si è fortemente lamentato perché gli USA nei decenni hanno speso barche di soldi per difendere gli europei e questi, nel momento della guerra contro l’Iran, non hanno ricambiato il favore. Il bizzoso Trump, dipingendo gli europei come approfittatori e ingrati ha conseguentemente  minacciato il ritiro delle truppe USA dall’Europa e chiesto a gran voce di poter mettere le mani sulla Groenlandia, che non fa parte dell’Unione Europea ma è pur sempre un dominio della corona danese. Trump quindi ha battuto cassa.

I governanti dei paesi dell’unione Europea. In un contesto in cui i governanti europei vengono dipinti dai media main stream come difensori dei popoli europei contro l’inaffidabile Trump, vediamo in realtà cosa è successo. Con la lodevole eccezione del governo spagnolo, che si è nuovamente detto contrario a spendere il 5% del PIL per il bilancio militare, tutti gli altri – a partire dalla sovranista Meloni – hanno accettato l’aumento delle spese militari e – in nome della necessità di permettere a Zelensky di vincere la guerra – di fare uno stanziamento di decine di miliardi sia per quest’anno che per il prossimo. Ovviamente tutta la spesa militare viene giustificato in ultima istanza anche con la necessità di blandire gli USA in modo che non se ne vadano e continuino a difenderci dagli orridi russi che non aspettano altro per poterci invadere. Ovviamente larghissima parte di questo aumento di spese militari – sia quelle su base nazionale che quelle per l’Ucraina – finiranno nelle tasche degli Stati Uniti, perché le armi abbiamo ovviamente deciso di comprarle  “dal padrone”. Per tacitare le critiche di Trump sul “protezionismo europeo” i nostri cuor di leone hanno poi accettato di dividere con la Turchia – che Trump vuol tenersi buona – una parte delle commesse militari che sarebbero dovute arrivare in Europa. Questo è il cuore delle decisioni assunte ad Ankara: la scelta della UE di finanziare con i soldi dei cittadini europei il complesso militare industriale statunitense. Alfiere di questa linea è stato ovviamente il mitico Rutte, segretario generale della NATO, che ha rivendicato in una intervista che con i nostri soldi garantivamo 196.000 posti di lavoro negli USA. Difficile pensare ad un tasso di subalternità maggiore di quella mostrata dalle classi dominanti europee, che si configurano a tutti gli effetti come delle borghesie compradora che rendono conto alla potenza imperialista di cui sia nei fatti una colonia.

La distruzione del welfare europeo. Com’è noto Draghi, già nel decennio scorso, quando condannava a morte il popolo greco reo di essersi ribellato ai diktat liberisti, sentenziava che il modello sociale europeo era finito. Cioè il welfare e i contratti nazionali di lavoro dovevano essere distrutti. Questo proposito si è largamente realizzato in questi anni ma certo il vertice di Ankara costituisce la pietra tombale sui diritti sociali europei. È infatti evidente che lo smisurato aumento delle spese militari dei paesi dell’Unione Europea inciderà non solo sull’impoverimento delle popolazioni ma anche sulla distruzione del welfare. In una situazione in cui le sanzioni che abbiamo fatto alla Russia e l’assenza di un dialogo costruttivo con la Cina ci hanno condannato ad una stagnazione economica che durerà per anni, ogni euro speso in armi è un euro sottratto alla sanità pubblica ed in prospettiva alle pensioni. Questo è il secondo effetto reale del vertice NATO in quanto la distruzione del welfare determina l’aumento delle spese assicurative private e contrattuali – i famosi fondi pensione e sanitari – che per far rendere i patrimoni investono larga parte degli stessi nella borsa di New York, contribuendo così a mantenere a galla la finanza statunitense come si spiega in questo video ( https://www.youtube.com/live/SevveQJnRmI?si=wfiqHWMfTDqAQsMT )

In pratica con la scelta dell’Unione Europea di eleggere la Russia a nemico esistenziale, serve alle classi dominanti a coprire l’enorme spostamento di denaro verso gli USA, che avviene in almeno due modi: direttamente comprando armi e indirettamente comprando azioni USA per coprire il buco assicurativo lasciato dalla distruzione del welfare.

In queste ragioni di fondo, che riguardano la funzione subalterna delle elites e del capitalismo europeo nella gerarchia dell’imperialismo statunitense, possiamo capire perché le principali famiglie politiche della UE – di centro destra e di centro sinistra – ripetono istericamente che stiamo per essere attaccati dalla Russia. L’unico modo con cui possono giustificare un tale disastro sociale e un tale tradimento degli interessi delle proprie popolazioni è dato dall’invenzione del nemico esterno: E’ l’unica scusa che possono portare per cercare di giustificare l’enorme trasferimento di risorse che stanno facendo a favore delle classi dominanti Statunitensi, per giustificare la distruzione del welfare, cioè di 70 anni di conquiste del movimento dei lavoratori e per attaccare le libertà democratiche a partire da quella di informazione, che in Europa è diventata merce rara.

Tutta questa azione delle classi dominanti europee, oltre alla distruzione dei diritti sociali dei popoli europei rischia però anche di avere un effetto ancora più negativo. È infatti evidente che tutto questo starnazzare contro la Russia, con piani di riarmo finalizzati a vincere “l’imminente guerra con la Russia” e con l’attiva collaborazione con Zelensky a tirare missili e droni contro le infrastrutture civili moscovite, rischia di far degenerare la situazione allargando il conflitto all’interna Europa. Non si tratta di una ipotesi priva di possibilità se pensiamo che l’allargamento della NATO ad est e il golpe di Maidan hanno portato a oltre 4 anni di guerra in Ucraina. Il piano di riarmo europeo e la continua individuazione della Russia come nemico possono portare a ben di peggio.

Com’è evidente di fronte a tutta questa follia l’unica strada possibile consiste nell’aprire trattative serie con la Russia per chiudere la guerra con l’Ucraina – chiudere la guerra, non un cessate il fuoco che serve solo a riarmarsi – ed a partire dalla sanzione definitiva della neutralità dell’ucraina, definire un piano di sicurezza europeo che coinvolga tutti gli attori – dalla UE all’Ucraina alla Russia. Parallelamente occorre ridurre le spese militari – inutili e dannose – per potenziare il welfare e l’industria europea. Perché Trump e le classi dominanti europee sono le due facce della stessa medaglia: la crisi morale e politica di una elites di sanguisughe capitalistiche. Sono le facce dei nostri soli nemici, che vanno cacciati ed a cui occorre costruire una alternativa.

FONTE: https://www.pressenza.com/it/2026/07/vertice-nato-la-ue-regala-i-nostri-soldi-a-trump-e-prepara-la-guerra/


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