VENEZUELA: “El interés nacional, la unidad nacional y la victoria estratégica”

di Pericle Frosetti

Come il governo bolivariano narra il rapporto con gli Usa dopo il sequestro di Maduro … Stralci da un documento del Bollettino del Psuv.

Il Partito socialista unificato del Venezuela (Psuv), il partito fondato da Hugo Chavez, il partito di Maduro e di Delcy Rodríguez, pubblica da anni un bollettino di informazione/formazione per gli attivisti del partito. Il 22 maggio scorso ne è uscito il numero 494.

Da febbraio, sulla copertina compaiono sempre le foto del presidente Maduro e di sua moglie, sequestrati a fine gennaio con un colpo di mano che fece morti e feriti tra militari e civili, e ancora oggi imprigionati negli Stati uniti. La foto è accompagnata dalla scritta “Li vogliamo di nuovo! Free Cilia! Free Maduro!”.

Il bollettino è un “breviario” a disposizione dei militanti per propagandare la linea del partito e le scelte del governo. Oggi argomenta le scelte di compromesso fatte dopo il rapimento del presidente Maduro. Si vuole riaffermare e difendere il complesso quadro di potere e istituzionale nato in Venezuela con la rivoluzione chavista, il mix tra organi di potere popolare e democrazia partecipativa e istituzioni parlamentari elettive, e il doppio potere permanente che ne è derivato.

La narrazione è ben diversa da quella della “resa”, del “tradimento”: la decisione di trattare con gli Usa viene presentata come volta a preservare le vite e il paese da devastazioni e guerra, e impedire il rovesciamento manu militari del potere popolare. Nel valutare quanto sta accadendo e prima di leggere, considerate che il Venezuela è sopravvissuto dal 2002 a più tentativi di colpo di Stato sostenuti dagli Usa e dalle Ue, al tentativo a più riprese di scatenare la guerra civile contrapponendo il Parlamento alla presidenza, a provocazioni per istigare un conflitto con la Colombia e con la Guyana, a ripetuti attacchi di aerei statunitensi contro imbarcazioni civili, ad un embargo crescente, garantendo nel frattempo una crescita delle condizioni di vita e di salute della parte più povera della popolazione, usando come leva il petrolio, senza mai intaccare la proprietà privata dei mezzi di produzione. Nei giorni scorsi, tra l’altro, il Venezuela ha siglato accordi con la più grande multinazionale Usa in campo energetico, ed anche con l’Eni.

Il popolo cubano è assediato nel tentativo di annichilirlo e di spingerlo a rinunciare alla indipendenza, alla libertà e al diritto all’autodeterminazione, il genocidio del popolo palestinese continua, il duo criminale Trump-Nethanyau versa distruzione e morte in Libano e in Iran, il popolo ucraino affronta il quarto anno di guerra. La guerra sembra l’unica prospettiva in un mondo nel quale gli imperialisti non sembrano avere più freni, né incontrare impedimenti. I popoli devono fare ogni giorno scelte difficili e dolorose per affermare il diritto ad esistere e a vivere liberi.

Ciò detto, la parola ai venezuelani.

“Viviamo un momento storico e complicato, nel quale la forza si è imposta come meccanismo concreto per definire le relazioni tra nazioni, come si manifesta nell’attuale escalation bellica mondiale. Le istituzioni internazionali ogni giorno appaiono sempre più impotenti di fronte allo sterminio di popoli interi, l’uso della fame come arma di guerra, alla occupazione e annessione di territori e ogni tipo di violazione dei diritti umani e commerciali dei popoli del mondo. In questo contesto di rinascita del colonialismo nel suo aspetto più tradizionale di sterminio e occupazione, accompagnato dai sistemi d’arma più moderni precisi e distruttivi della storia dell’umanità, la stessa esistenza della Repubblica bolivariana di Venezuela come nazione libera, sovrana e indipendente è messa in discussione.

Preservare la nostra repubblica, la sua integrità territoriale, la sua sovranità, le sue istituzioni democratiche e soprattutto la vita e l’integrità dei nostri cittadini è oggi il nostro interesse supremo nazionale. Sulla base di questo principio, il governo rivoluzionario ha sviluppato un processo molto complesso di negoziazione asimmetrica con gli Stati Uniti, mentre che, nello stesso tempo, ha chiamato tutto il popolo venezuelano all’unità nazionale. Questo invito all’unità nazionale riconosce che oggi la contraddizione principale per il nostro popolo è quella tra essere repubblica o essere colonia. Così che oggi sono chiamati alla difesa nazionale tutti quelli che si sentono autenticamente venezuelani, e sono coscienti della esistenza di una minaccia reale contro l’esistenza della nostra nazione.

Il processo lo abbiamo cominciato con l’indirizzo strategico a del nostro presidente Nicolás Maduro, partendo dal quale abbiamo sviluppato un vasto processo di dialogo nazionale, che ha portato ai grandi ‘consensos nationales’: 1: Costruire una economia prospera, stabile, efficiente e diversificata; 2. Respingere le sanzioni, l’assedio e ogni forma di coercizione economica; 3. Recuperare il benessere sociale del nostro popolo; 4. Preservare la pace, respingere la violenza e la guerra, e promuovere la tolleranza e la stabilità istituzionale; 5. Difendere la nostra integrità territoriale e i diritti legittimi della nazione venezuelana sul nostro territorio Esequibo [un vastissimo territorio ricco di petrolio conteso tra il Venezuela e la Guyana, ndr].

(… ) Il Psuv in questa situazione deve essere il principale difensore del supremo interesse nazionale dei consensi nazionali e il più attivo propugnatore dell’unità nazionale.

Ma per noi il compito è duplice, nello stesso momento in cui difendiamo l’unità nazionale, dobbiamo preservare la sostanza del nostro programma politico rivoluzionario, vale a dire: 1. La difesa della piena sovranità di fronte all’imperialismo e alla disponibilità a cedere; 2. La costruzione continua e crescente del potere popolare, partendo dalle ‘comunas’ al sistema di governi popolari comunali e da tutte le forze sociali articolate attraverso il processo popolare costituente; 3. La costruzione di un Paese-potenza chiamato Venezuela, con giustizia sociale nella distribuzione e nell’accesso alla ricchezza nazionale, per raggiungere la somma più grande di felicità per il nostro popolo; 4. Salvare la specie umana dalla voracità capitalistica attraverso la costruzione di un modello socioeconomico alternativo, altamente produttivo, socialmente giusto ed ecologicamente responsabile; 5. L’unità latinoamericana e caraibica di fronte all’offensiva di ri-colonizzazione imperialista; 6. Promuovere una geopolitica di pace, equilibri e regole chiare nel segno del multipolarismo.

(…) Evidentemente, il nemico usa e approfitta della sua condizione di vantaggio per ottenere concessioni in funzione dei suoi concreti interessi materiali e insieme con l’intento di minare il morale di resistenza del popolo venezuelano. A questo livello dobbiamo comprendere gli obiettivi politici, materiali e psicologici che sono alle spalle dell’azione del nemico, e comprendere che cedere spazio tattico non comporta una rinuncia strategica e che soltanto ciò che preserva la volontà di lotta tiene alto il morale e la capacità di manovra che può portare alla vittoria. Questo è l’aspetto complesso, proprio della negoziazione asimmetrica in questo momento storico.

(…) Questa è la base della nostra strategia di resistenza attiva e prolungata di fronte all’imperialismo con capacità militari altamente distruttive e di precisione, che non ha incontrato nessun ostacolo nel cotesto internazionale tranne quel che ogni popolo con le proprie risorse militari, politiche ed economiche è stato in grado di usare per far fronte alla aggressione.

(…) Non scommettiamo sull’eroico sacrificio del popolo di Bolívar. Scommettiamo invece sulla perseveranza e la esistenza della grande nazione venezuelana e della Repubblica bolivariana di Venezuela, per il trionfo definitivo della Rivoluzione bolivariana, che trova espressione nella materializzazione del progetto del nostro liberatore Simón Bolívar, di un sistema di governo che raggiunge ‘il massimo livello di felicità possibile, il massimo livello di sicurezza sociale, il massimo livello di stabilità politica’.

Non aspiriamo ad una statua in nostra memoria, né ad una bandiera a mezz’asta in nostro onore, né tanto meno ad articoli o libri che analizzino un’altra sconfitta per i popoli del mondo. Per noi non c’è altro obiettivo possibile che la vittoria definitiva del nostro popolo e l’onore di quelli che riescono a resistere e vincere seppure nelle condizioni più avverse di fronte ad un nemico con capacità belliche superiori, forti del peso della loro morale, della comprensione del combattimento intrapreso e della loro astuzia nell’azione”.

FONTE: https://www.sinistrasindacale.it/2026/06/21/el-interes-nacional-la-unidad-nacional-y-la-victoria-estrategica-di-pericle-frosetti/


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