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LA DIETA VEGETALE RISPETTO ALLE ZOONOSI E AL COVID-19. Intervista alla geriatra e nutrizionista Luciana Baroni, della Società scientifica di nutrizione vegetariana (Ssnv)

di Marinella Correggia

La dieta vegetale rispetto alle infezioni. Intervista a Luciana Baroni, nutrizionista

Che le epidemie siano zoonosi dovrebbe essere una motivazione sufficiente rivoluzionare il nostro rapporto con gli animali selvatici e allevati, e a dirottare scelte e risorse verso una dieta vegetale sana, anche per uscire dal macello globale degli allevamenti intensivi e su grande scala, indispensabili quando il consumo di prodotti animali è elevato. Si aggiunga il nesso diretto fra circolazione del virus e situazione ambientali e lavorative problematiche come i macelli e le industrie di trasformazione della carne (un grande problema anche sanitario fin dai tempi di The Jungle, il libro denuncia sui mattatoi di Chicago scritto da Upton Sinclair oltre cento anni fa).

Lo Stato indiano del Kerala, che ha affrontato con ottimi risultati la pandemia in corso (i decessi sono stati di poche unità su 34 milioni di abitanti) malgrado il ritorno di molti suoi cittadini che lavoravano o studiavano all’estero, ha inserito l’invito a «evitare o limitare il cibo non-vegetariano”, nella lista di istruzioni alla cittadinanza in merito agli stili di vita più adatti per rafforzare le difese immunitarie». (https://cambiailmondo.org/2020/06/19/covid-19-come-ha-fatto-il-kerala-india-prevenzione-controlli-intelligenti-e-cura-sociale/). Dal canto suo, Franco Berrino, medico ed epidemiologo ha precisato su Facebook: «Chi ha un’alimentazione ricca di fibre vegetali, soprattutto cereali integrali, muore meno, oltre che di diabete, infarto e cancro, anche di malattie infettive. Le fibre fanno funzionare bene l’intestino e nutrono i microbi buoni, e se l’intestino è sano lo è anche il sistema immunitario e ci difende dalle infezioni».

Ma la malattia Covid-19? Anzi, il virus Sars-CoV-2 che la scatena? Abbiamo rivolto alcune domande alla dottoressa Luciana Baroni, geriatra e nutrizionista, coordinatrice della Società scientifica di nutrizione vegetariana (Ssnv).

Si può ipotizzare un nesso diretto fra modello alimentare individuale vegetale e gravità della patologia Covid-19?

Precisiamo intanto che una dieta a base vegetale è quella che si basa prevalentemente o esclusivamente su cibi vegetali quali cereali integrali, legumi, frutta, verdura, frutta a guscio e semi.

Non vi sono a oggi evidenze che una dieta a base vegetale sia in grado di ridurre il rischio di contrarre l’infezione da Sars-CoV-2. Ma trattandosi di un’infezione virale, possiamo sicuramente ipotizzare che un rafforzamento del sistema immunitario e della barriera mucosa, e un miglioramento della flora batterica intestinale possano essere d’aiuto nel ridurre il rischio di contagio, in aggiunta ovviamente alle insostituibili misure di protezione raccomandate.

Che cosa dovremmo assumere, in particolare?
Minerali, fra cui zinco, ferro, magnesio e selenio, che provengono da frutta secca, cereali e legumi. Vitamine, tra cui vitamina A, vitamina E e vitamina C, provenienti da agrumi, kiwi, verdura verde a foglia, cavoli di tutti i tipi, verdura rosso-arancione, frutta secca e semi oleaginosi. Anche la vitamina D è importante per il sistema immunitario (e non solo), ma questa vitamina non si ottiene dalla dieta (nemmeno da quella
onnivora), se non in minima parte: è necessaria l’esposizione alla luce
solare oppure l’assunzione da integratore. Inoltre gli antiossidanti, provenienti da frutta, soprattutto frutti di bosco, verdura verde a foglia, cavoli, cereali integrali, spezie. E poi gli acidi grassi omega-3, contenuti soprattutto in noci, semi di lino e di chia. Infine, le fibre, soprattutto solubili, che mantengono sana e vitale la nostra flora batterica intestinale: le troviamo in legumi, cereali, frutta e verdura.

E’ noto dalle statistiche dello stesso Istituto superiore di sanità che la presenza in una persona di patologie non trasmissibili si associa spesso a esiti gravi del Covid-19…
Certamente. E una dieta a base vegetale è in grado di agire favorevolmente su varie patologie croniche: ipertensione, malattie cardiovascolari e diabete. L’infezione provocata dal virus Sars-CoV-2 si caratterizza infatti per complicanze che possono portare alla morte, e la presenza di queste patologie aumenta il rischio di queste complicanze. Abbiamo a oggi a disposizione molti studi scientifici che supportano il ruolo delle diete a base vegetale nel ridurre il rischio di queste malattie, profilando così un loro effetto positivo indiretto per il Covid-19. A chi pensa che fare prevenzione in corso di pandemia possa essere una misura tardiva, farà piacere apprendere che chi è già affetto da queste malattie può invertirne il decorso abbracciando una dieta a base vegetale.

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