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IN VENEZUELA, L’ESERCITO PRODUTTIVO OPERAIO (EPO) CONTRO LA GUERRA ECONOMICA

di Marinella Correggia

«Siamo un esercito non convenzionale che lavora per vincere una guerra non convenzionale»: così, in Venezuela, si definiscono gli oltre 2.200 volontari dell’Epo (Ejercito productivo obrero, Esercito produttivo operaio: https://ejercitoproductivoobrero.wordpress.com/; si veda anche su Tatuy, tv comunistaria: https://www.youtube.com/watch?v=zelHv0qq1Dc).

L’Epo è uno dei tanti soggetti aggregati che nel pieno di un’inusitata aggressione economica contribuiscono a tenere viva la rivoluzione bolivariana. Come ci spiega il militante Edwin Rojas, i volontari sono lavoratori e lavoratrici che a partire dal 2016 hanno deciso di mettersi insieme per aiutare con il loro lavoro il recupero dei beni di imprese pubbliche, istituzioni nazionali, comunas, organizzazioni produttive nei diversi settori: industriale, agricolo, alimentare, dei servizi.

L’Epo interviene con squadre di lavoro quando una struttura produttiva si trova per varie ragioni paralizzata o non in grado di funzionare bene. A quel punto, su richiesta e in modo volontario, patrioti con esperienze in diversi campi lavorano al recupero dei macchinari e delle infrastrutture, con intense giornate di lavoro.

Dal 2016 l’Epo ha condotto in porto 14 «battaglie produttive», fra le quali a: La Gaviota, Maquinarias Barinas, Planta madre Wuanaguanare, Inaf, Gas comunale, Centro di refinancion Paraguaya (Crp), Inatur Guárico, e poi Nutrivida e la Comuna Maizal. I due ultimi casi sono particolarmente importanti per la sicurezza alimentare di un paese che sta faticosamente lavorando per uscire dalla monocoltura petrolifera. La Maizal è un’importante realtà agricola che coinvolge centinaia di produttori; Nutrivida produce alimenti arricchiti per l’infanzia, poi distribuiti attraverso i programmi di alimentazione scolastica (Pae) e altre reti di distribuzione pubblica (Pdval, Mercal, Abastos bicentenario).

Ecco come l’Epo descrive la propria ragion d’essere: «Sono un fatto oggettivo le attuali condizioni critiche dell’economia del paese, e l’esperienza accumulata dai lavoratori delle imprese recuperate, occupate, nazionalizzate e in autogestione (Ronca) come strategia obbligata di fronte all’abbandono delle stesse da parte degli ex proprietari. La creazione di alleanze a livello di base, fra le varie imprese appartenenti al circuito Ronca, si concretizza nel mutuo appoggio fra  lavoratori, così da mettere le rispettive competenze al servizio di ogni entità lavorativa, quasi senza dover investire denaro. La complementarietà aumenta la loro capacità produttiva delle imprese operative e riattiva quelle che erano operative. Il primo scopo è la produzione di beni e servizi necessari. L’altro è il contrasto ai piani della borghesia che vorrebbe ri-privatizzare le imprese».

L’Epo vuole mostrare insomma «la forza politica del popolo organizzato in comunas e consigli dei lavoratori».

 

 

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