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CRISIS, Italia, Politica

Il rifiuto pentastellato di avere dirigenti autonomi dai poteri esterni

di Tommaso Nencioni

M5S. In continuità con il recente passato, il partito di Grillo appalta al potere economico e ai tecnici il ruolo di governo e sottogoverno. Agenzie esterne di formazione delle classi dirigenti

Quando gli scandali di corruzione, si dice, lambiscono il Movimento 5 Stelle, il clamore è maggiore. In parte perché alla corruzione dei partiti (Lega compresa, a proposito di cambiamento) siamo tragicamente abituati.

E in parte per aver fatto il grillismo dell’onestà la faglia principale lungo la quale articolare il proprio discorso politico. D’altro canto – e questo va rilevato sia a proposito del malaffare prosperato all’ombra della costruzione del nuovo stadio, sia a proposito degli episodi precedenti che hanno fatto tribolare la giunta Raggi fin dalla sua nascita – la presunta corruzione per lo più non riguarda il personale politico grillino, ma tecnici per così dire esterni al movimento.

Tuttavia in assenza di una netta inversione di marcia da parte del M5S è probabile che scandali del genere continuino ad affastellarsi. E purtroppo una netta inversione di marcia appare poco probabile, perché comporterebbe la messa in crisi di uno dei capisaldi strutturali del grillismo.

NEL M5S UNO VALE UNO, e nessuno si deve sporcare le mani con la “politica”. La voce dei cittadini va portata dentro le istituzioni, ma rimane, appunto, una voce, non un corpo sociale in grado di agire. E quindi ci si rivolge ad agenzie esterne di formazione delle classi dirigenti. Agenzie oltretutto sempre diretta emanazione dell’oligarchia – banche, grandi imprese, grandi studi di avvocati; mai una volta da un movimento di quartiere, per dire. Il personale amministrativo lo si prende già confezionato. Sulla sua onestà, come sulla sua preparazione e competenza, si sta alla sorte. O al giudizio della Casaleggio Associati.

Prendiamo il profilo di Luca Lanzalone, al centro della vicenda stadio. Avvocato di successo delle grandi multinazionali, non è un militante del movimento. È probabile che, all’inizio almeno, neppure lo abbia votato. Però fa scouting per il movimento. Fa consulenze per il politici grillini circa il personale da reclutare per la direzione delle grandi aziende di Stato. Accompagna il capo a Cernobbio, a far da tramite con le grandi aziende. Simbolo plastico della mancanza di autonomia politica da parte del Movimento, la cui principale conseguenza traspare sia da ciò che non è stato – l’ipotetico governo monocolore grillino dipinto dalla lista dei ministri presentata in campagna elettorale aveva tutti i caratteri di un governo tecnico – sia da ciò che è – la totale subordinazione politica al leghismo, cioè a un partner di governo che impone la propria agenda con la metà dei voti.

INTENDIAMOCI, LA CRITICA dei partiti della seconda repubblica che ha fatto da lievito alla crescita del grillismo è stata ed è sacrosanta. Partiti incapaci di incidere nella realtà politica del paese, interessati solo ad accreditarsi presso i grandi potentati economici e gli organismi sovranazionali democraticamente irresponsabili, hanno mostrato una permeabilità all’intreccio politica/affari difficilmente altrove riscontrabile. Ma, a ben vedere, dietro il rifiuto del grillismo di formare una classe dirigente autonoma sta una linea di netta continuità proprio con quella seconda repubblica, il cui tratto distintivo è stato proprio quello dell’appalto della formazione del personale politico ad agenzie esterne alla politica stessa, poco importa se presuntamente virtuose: la Banca d’Italia in primis, ma anche le grandi banche private, le imprese, la Tv ecc. ecc. Mentre i politici di professione, a fine carriera, si dedicavano a riscuotere parcelle miliardarie per le loro consulenze ai grandi gruppi privati.

Non si tratta di un fenomeno solo italiano. Nei democraticissimi Stati uniti, i grandi gruppi finanziari controllano, letteralmente e direttamente, da almeno un secolo i principali dipartimenti dell’Amministrazione, in una tendenza alla commistione che con la sinistra clintoniana al potere negli anni Novanta ha raggiunto vertici difficilmente perfettibili. Ricordiamo poi che i socialisti francesi, se non fosse stato per lo scandalo sessuale che lo ha coinvolto, avrebbero candidato alla presidenza della repubblica un presidente del Fmi. E d’altra parte, proprio i Clinton, assieme ai Blair, gli Schroeder e tutta la crema della fu Terza Via si dedicano da anni a riscuotere parcelle a sei zeri dai grandi gruppi industriali e finanziari internazionali.

IN ITALIA, LA STORIA della Seconda repubblica è stata per certi versi la storia dell’alternanza al governo tra la Banca d’Italia e il gruppo Mediaset. Salvo intervalli di governi “tecnici” in cui siamo stati “salvati” dai “mercati”. Una storia in netta controtendenza rispetto alle origini della repubblica, quando i grandi partiti – non solo o non sempre quelli del movimento operaio – avevano saputo creare una classe dirigente direttamente da quei ceti popolari che si volevano rappresentare: intere generazioni di operai, contadini, artigiani, sono diventati essi stessi classe dirigente, sindaci, amministratori, deputati; per la prima volta nella storia dell’umanità i subalterni hanno avuto il potere di legiferare sui propri destini.

La seconda repubblica ha avuto, anche da questo punto di vista, un carattere di netta restaurazione. Le istituzioni sono state popolate dagli azzeccagarbugli del capitale, rampolli di impresa e di grandi studi di avvocati, o personale comunque scelto in base alla fedeltà personale ai capicorrente e a cui la politica garantiva una condizione economica prospera.

A causa della pervicacia con la quale nega la necessità della formazione di una classe politica autonoma, il grillismo non sembra strutturalmente capace di fornire rimedi a questa tendenza ormai trentennale.

 

FONTE: https://ilmanifesto.it/il-rifiuto-pentastellato-di-avere-dirigenti-autonomi-dai-poteri-esterni/

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Discussione

Un pensiero su “Il rifiuto pentastellato di avere dirigenti autonomi dai poteri esterni

  1. I grillini si chiamano porta voce. Le leggi le chiedono sulla piattaforma Rosseau. Poi le portano in Parlamento. Invece di pagare amici del quartierino o lasciare il potere in mano alle lobby che gli hanno finanziato la campagna politica, preferiscono pagare i migliori. Se poi i migliori tali non sono e si fanno corrompere talvolta proprio da chi vuole affossarli non è dato sapere. Non si sa che fa il marito o la moglie capirai in politica. Di chi ti fidi? Per questo ti circondi di persone fidate in politica. Poi dei migliori tecnici. Li paghi li cambi. Questa famosa classe dirigente dai movimenti operai e contadini sicuramente era politica. Ricordo che hanno corsi e circoli gli altri partiti. Noi neanche un circolo. Come sempre il giornalismo ha bisogno per vendere di somigliare ad un giornale pettegolo che faccia scandalo. Ed ecco articoli iniqui che parlano di corruzione e scelta persone affiancandovi vertici del movimento. Ma noi non abbiamo ancora visto neanche una sentenza di condanna dei nostri vertici. Chi indagato allontanato subito. Che cosa meglio di ciò? La lega si ha avuto condanne in alcuni suoi personaggi. Il fondatore stesso. Ma i 5s che sono in Parlamento no. Chi ha di meglio? Scagli la prima pietra. Fare ciò che richiede il popolo è più difficile che realizzare ciò che è già preparato da un tecnico delle lobbies. E i 5s informano su ciò che fanno. Ve ne siete accorti? Fare urla di propaganda è una cosa. Ora occorre lavorare. I compiti più onerosi li ha Di Maio. La Raggi 13 mld di debito continuamente osteggiata da soggetti pd come alla Regione di Zingaretti, ma anche impiegati già li al comune che boicottano, non firmano. Nessuno si rende conto che con due caramelle non si fa Natale. Eppure il debito è sceso di 200.000 euro. Ecco ci dica chi non ha alzato il tel e chiamato l’amico a tante volte di più come spesa, per realizzare i lavori. Chi ha fatto tutto legalmente!!! Chi???? Blaterare e mischiare le frasi manipolando e far credere che non sia pulitissima è una becera maniera di fare giornalismo. Fa parte del vecchio modo di servire il potente che permette di scrivere al tal giornale. I 5s sono il cambiamento. Non si chiama l’amico. Non ci si mette d’accordo con Zingaretti. Gli animali per Roma sono forestale. Regione. Raccolta rifiuti e smaltimento sono due competenze diverse la seconda Regione e sono pd. Basta a scrivere cose manipolatorie. Non è informazione. Solo disinformazione. Ma non hanno posto a Novella duemila?

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    Pubblicato da Cristina | 03/07/2018, 09:59

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